US Open, Serena contro Bianca: chi è la favorita?

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US Open, Serena contro Bianca: chi è la favorita?

La finale femminile (sabato alle 22 su Eurosport) sarà il classico confronto generazionale, e non solo. 37 anni e 23 Slam conquistati per Serena, 19 anni e prima finale in un Major per Andreescu. Williams è ancora la donna da battere?

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Bianca Andreescu e Serena Williams - Rogers Cup Toronto 2019 (foto via Twitter, @rogerscup)

“Serena gioca un torneo a parte nel circuito femminile, è troppo forte”, “Se Serena sta bene, è lei la favorita d’obbligo”, “Serena magari può faticare all’inizio degli Slam, ma quando arriva in fondo poi li porta a casa”. Quante volte abbiamo sentito affermazioni di questo tipo. E per carità fino a giusto un paio di anni fa erano anche tutte sostanzialmente corroborate dai fatti, che dicevano che sul campo la più giovane delle sorelle Williams, quando giocava al cento per cento del suo potenziale (ma anche qualcosa meno probabilmente), era un passo avanti alla concorrenza. Insomma, quando tutto era apposto, era lei la donna da battere.

Poi è arrivata la pausa per la gravidanza e il rientro ad un’età in cui molte delle sue colleghe si sono ritirate già da un pezzo. E, nonostante molti commentatori e analisti non se ne siano accorti, le cose sono cambiate. E pure tanto. Il dato più eloquente è questo: da quel titolo agli Australian Open del 2017, conquistato a scapito di Venus con il feto di Olympia già nella propria pancia, Serena non ha più vinto un torneo. Non un singolo torneo.

Ha perso inoltre tre finali Slam. Passino le due di Wimbledon contro due tenniste di esperienza e già vincitrici Major come Kerber (l’anno scorso) e Halep (quest’anno). Due tenniste peraltro capaci di coprire il campo in maniera straordinaria. Meno facile da giustificare la sconfitta contro la debuttante Osaka l’anno scorso. Se non alla luce dell’immensa pressione di poter conquistare il suo 24esimo Slam, quello che le farebbe eguagliare il record assoluto di Margaret Court, di fronte al proprio pubblico. Quella che è esplosa in una tanto furiosa quanto assurda invettiva nei confronti del malcapitato giudice di sedia Carlos Ramos. E poi ci sono i dolori fisici, quelli che la costringono comunque a giocare con il contagocce e doversi ogni tanto ritirare nel corso degli incontri. Quattro i walk out o i match non conclusi dal rientro in campo.

 
Serena Williams – US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Insomma, questa è la Serena che si presenta in campo per la sua decima finale degli US Open. Non più così feroce, con la spada di Damocle di quel maledetto record e affetta da dolori che si possono presentare all’improvviso e metterla al tappeto. Definirla favorita sembra veramente un azzardo. Certo, ha convinto in questi US Open, lasciando la pochezza di dodici giochi dagli ottavi in poi. Ma ora cambia tutto. Ora c’è l’Arthur Ashe che aspetta di vederla con il trofeo in mano e diventare la giocatrice con più partite vinte nella storia del torneo (al momento è pari con Chris Evert a 101).

Ora dall’alta parte della rete c’è Bianca Andreescu. Che di tornei ne ha vinti quattro in quella che è la sua prima stagione a pieno regime sul tour WTA. Che di match complessivamente ne ha persi solo altrettanti in questa stagione sui 46 disputati. Che sembra una forza della natura quando entra in campo, capace di travolgere tutto e tutte. Come dimostrato anche in questa prima apparizione a Flushing Meadows nella quale è stata anche, bisogna ammetterlo, aiutata da un tabellone che via via sia è aperto come una voragine. Che è giovanissima essendo nata nove mesi dopo la prima gioia in uno Slam di Serena agli US Open del 1999. 

Di motivi per sentire la pressione ne avrebbe anche Bianca. Per lei sarà ovviamente la prima finale in un Major, raggiunta solamente al quarto tentativo. In caso di vittoria eguaglierebbe il record di Monica Seles al Roland Garros del 1990 per minor partecipazioni prima di un successo in uno dei quattro grandi tornei del tennis. Diventerebbe anche la prima canadese nella storia (uomini compresi) a riuscire in quest’impresa in singolare.

Bianca Andreescu – US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

A Toronto, Andreescu ha dimostrato di saper reggere alla grande il peso delle aspettative, conquistando il titolo. In finale c’era proprio Serena, costretta a ritirarsi sotto 3 a 1 nel primo set per un problema alla schiena. Speriamo non si concluda così anche questo ultimo atto del singolare femminile a Flushing Meadows. Perché di lotta e di “drama”, come dicono dall’altra parte dell’oceano, potrebbe essercene tanto, in questo scontro generazionale, rigorosamente senza favorite. 

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Italiani

Giorgi soffre, ma passa a Osaka

Camila annulla due set point nel primo set, vinto al tiebreak, poi dilaga. Ora Stephens al secondo turno. Avanza Mertens, Cornet KO. A Seoul avanti una convincente Gasparyan, Bacsinszky fuori “in bicicletta”

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A Osaka buona la prima per Camila Giorgi, che riesce a portare a casa un complicato primo set (con tanto di set point annullati) e dilaga poi nel secondo contro Xinyun Han, numero 178 del mondo. La tennista azzurra porta dunque temporaneamente in positivo il saldo vittorie/sconfitte di un 2019 piuttosto complicato, soprattutto a causa degli infortuni. Il bilancio ora riporta un 12-11 (in realtà, 12-13 se si considerano i due incontri persi in Fed Cup contro la Svizzera), che diventa 9-5 restringendo lo sguardo solo agli ultimi due mesi, ovvero da quando Camila è ritornata a tempo pieno sul circuito. In mezzo sono arrivate anche due finali (Washington e Bronx) su cinque tornei disputati sul cemento nordamericano, un ruolino di marcia che invita ad essere positivi per il proseguimento della stagione.

Nell’incontro di primo turno contro Han, Giorgi ha avuto i soliti problemi al servizio (10 doppi falli e 3 break subiti), ma alla lunga ha fatto valere la sua maggiore qualità con grande carattere e personalità. Nel primo set, si è ritrovata sotto 4-2 e ha concesso due palle del 5-2, entrambe annullate. Sul 5-3, ha poi salvato due set point sul proprio servizio prima di piazzare il break del pareggio. A decidere il set è stato il tiebreak ben giocato da Camila e chiuso al quarto set point: 7-6 dopo un’ora e cinque minuti. Il secondo parziale è un monologo dell’italiana che vola avanti 5-0 prima di subire un ininfluente break che ha come conseguenza solo quella di evitare il bagel a Han. Al prossimo turno Giorgi se la vedrà con la terza testa di serie, Sloane Stephens (2-2 i precedenti, 2-1 sul duro per Camila).

Negli altri incontri si segnalano i facili successi di Elise Mertens (6-3 6-1 a Osuigwe), Zarina Diyas (6-0 6-3 a Puig) e Nicole Gibbs (6-4 6-3 a Riske). Sconfitta a sorpresa per Alizé Cornet, eliminata in rimonta dalla numero 181 del mondo, Viktoriya Tomova.

 

Risultati:

[Q] V. Tomova b. [Q] A. Cornet 4-6 6-3 6-2
C. Giorgi b. [Q] X. Han 7-6(6) 6-1
E. Mertens b. [LL] W. Osuigwe 6-3 6-1
[Q] Z. Diyas b. M. Puig 6-. 6-3
[Q] N. Gibbs b. A. Riske 6-4 6-3
A. Pavlyuchenkova b. D. Yastremska 6-3 6-1

WTA SEOUL – La prima giornata del torneo di Seoul si è chiusa con un unico incontro finito al terzo set, quello vinto da Ysaline Bonaventure contro Jessica Pegula, vincitrice del torneo di Washington (in finale contro Giorgi). La statunitense è riuscita a scippare il primo set ad un passo dal tiebreak, ma si è poi spenta cedendo il secondo e il terzo set con il punteggio di 6-2 6-4. Bella vittoria per Margarita Gasparyan che ha recuperato un primo set quasi perso contro Tatjana Maria, infilando una serie di cinque giochi consecutivi, e si è poi presa anche il secondo con un chirurgico break nel settimo game. Facili successi e identico punteggio (6-1 6-4) per Magda Linette (contro Begu) e Kristyna Pliskova (contro Choi). Brutta sconfitta invece per Timea Bacsinszky uscita “in bicicletta” dal suo match contro Kristie Ahn (6-0 6-0 in 55 minuti).

Risultati:

Y. Bonaventure b. J. Pegula 5-7 6-2 6-4
[8] Y. Wang b. [Q] D. Lao 6-4 7-6(2)
[7] M. Gasparyan b. T. Maria 7-5 6-4
[4] M. Linette b. I.C. Begu 6-1 6-4
[WC] K. Ahn b. T. Bacsinszky 6-0 6-0
Kr. Pliskova b. [WC] J. Choi 6-1 6-4
[2] E. Alexandrova b. [Q] G. Minnen 6-4 6-3

I tabelloni aggiornati

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Ranking

WTA Ranking: Pliskova vede il n.1 e si qualifica per le Finals

La ceca è a soli 86 punti dalla vetta. Insieme a Barty è già qualificata per le Finals. Chi saranno le prossime?

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La classifica di oggi non presenta movimenti fino alla posizione n.25. È consueto che questo accada a una settimana dalla conclusione di uno slam, quando di solito, la maggior parte delle migliori osserva un periodo di riposo ed è l’occasione per le atlete di rincalzo per racimolare qualche punticino. Tra le top20 in campo, Karolina Pliskova era impegnata nel Premier di Zhengzhou insieme a Svitolina e Bertens (a caccia della qualificazione alle Finals),  Sabalenka e Kerber (nel tentativo di risollevare una stagione non proprio esaltante) e Kenin (alla ricerca di punti preziosi per scalare ulteriormente la classifica). La vittoria della ceca la porta molto vicino alla vetta. Pliskova, infatti, è a 86 punti da Barty, anche se la prossima settimana ne perderà qualcuno per via dei punti ottenuti a Tokio 2018 in scadenza. La vittoria a Zhengzhou consente a Karolina di qualificarsi matematicamente per le Finals. È la seconda a riuscirci dopo Barty.

A PROPOSITO DI MASTER –Subito dietro a Barty e a Pliskova, le prossime a qualificarsi dovrebbero essere, senza troppi patemi,  Halep (4792 punti) e Andreescu (4700). La posizione n.5 è occupata da  Serena (3935)  a quasi 700 punti dalla canadese. Tra la n.8, Bencic, e le dirette inseguitrici Bertens, n.9, e Svitolina, n.10,  intercorrono rispettivamente 35 e 52 punti. Un’inezia se si pensa ai punti ancora a disposizione (un massimo di 3120).  Ben più lontane, anche se matematicamente non son ancora fuori dai giochi, Konta (2880) e Keys (2442), a -735 e -1173 dall’ottavo posto.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Ashleigh Barty 6501 16
2 0 Karolina Pliskova 6415 22
3 0 Elina Svitolina 5131 21
4 0 Naomi Osaka 4846 17
5 0 Bianca Andreescu 4835 16
6 0 Simona Halep 4803 17
7 0 Petra Kvitova 4326 17
8 0 Kiki Bertens 4325 27
9 0 Serena Williams 3935 11
10 0 Belinda Bencic 3738 26
11 0 Johanna Konta 3115 20
12 0 Qiang Wang 2893 21
13 0 Aryna Sabalenka 2785 25
14 0 Sloane Stephens 2769 21
15 0 Angelique Kerber 2750 21
16 0 Madison Keys 2727 15
17 0 Caroline Wozniacki 2597 18
18 0 Anastasija Sevastova 2517 24
19 0 Anett Kontaveit 2500 22
20 0 Sofia Kenin 2450 23

Vediamo i movimenti degni di nota in salita:

 
  • Rebecca Peterson (+26, n.52), vittoriosa a Nanchang su Elena Rybakina (+20, n.49);
  • Nao Hibino (+59, n.87), campionessa a Hiroshima, dove ha sconfitto in finale Misaki Doi (+24, n.83);
  • Le semifinaliste nei due succitati tornei Mihaela Buzarnescu (+24,n.101), Shuai Peng (+23, n.109) e Nina Stojanovic (+24, n.110).

E in discesa:

  • Jessica Pegula (-18, n.78)
  • Anna Karolina Schmiedlova (-17, n.111)
  • Heather Watson (-22, n.120)

CASA ITALIA

Le top20 d’Italia perdono quasi tutte delle posizioni. Camila Giorgi gravita intorno alla top50, e, nonostante la vittoria al primo turno ad Osaka, potrebbe perdere una decina di posizioni la prossima settimana, pagando l’uscita dei 185 punti ottenuti per la semifinale a Tokyo un anno fa. Spiccano gli 80 posti in più di Elisabetta Cocciaretto (n.337) e i 45 di Lucrezia Stefanini (n.419), rispettivamente vincitrice e semifinalista all’ITF di Trieste.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
54 -2 Camila Giorgi 1044 17
126 -2 Jasmine Paolini 501 28
161 -3 Giulia Gatto-Monticone 387 25
182 -4 Martina Di Giuseppe 340 26
198 1 Martina Trevisan 301 25
249 -4 Sara Errani 242 17
299 14 Martina Caregaro 184 17
312 -4 Stefania Rubini 173 21
337 80 Elisabetta Cocciaretto 150 12
341 -2 Anastasia Grymalska 145 26
347 -3 Bianca Turati 143 16
350 -1 Jessica Pieri 141 25
362 -4 Deborah Chiesa 132 27
365 -4 Lucia Bronzetti 131 27
367 -4 Cristiana Ferrando 129 21
392 -2 Gaia Sanesi 114 21
413 -2 Claudia Giovine 101 17
419 45 Lucrezia Stefanini 99 22
444 9 Camilla Scala 90 18
470 13 Camilla Rosatello 80 14

NEXT GEN RANKING

Yastremska si riprende il n.3, superando di poco Anisimova. Elena Rybakina, entrata questa settimana per la prima volta nelle prime 50 giocatrici del mondo, sale al n.5. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 22
3 1 Dayana Yastremska 2000 28
4 -1 Amanda Anisimova 2001 29
5 1 Elena Rybakina 2000 49
6 -1 Iga Swiatek 2001 60
7 0 Anastasia Potapova 2001 75
8 0 Catherine McNally 2001 107
9 0 Cori Gauff 2004 112
10 0 Whitney Osuigwe 2001 115

NATION RANKING

L’unico movimento riguarda la Francia che sale al n.8, superando l’Australia. Esce dalla classifica la Spagna, che una settimana fa era affiancata alla Svizzera al n.10. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 31
2 0 Stati Uniti 39
3 0 Cina 83
4 0 Ucraina 99
5 0 Bielorussia 106
6 0 Germania 117
7 0 Russia 120
8 1 Francia 131
9 -1 Australia 132
10 0 Svizzera 153
LE TOP 50
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [AUS] Ashleigh Barty 23 6501 16
2 0 [CZE] Karolina Pliskova 27 6415 22
3 0 [UKR] Elina Svitolina 25 5131 21
4 0 [JPN] Naomi Osaka 21 4846 17
5 0 [CAN] Bianca Andreescu 19 4835 16
6 0 [ROU] Simona Halep 27 4803 17
7 0 [CZE] Petra Kvitova 29 4326 17
8 0 [NED] Kiki Bertens 27 4325 27
9 0 [USA] Serena Williams 37 3935 11
10 0 [SUI] Belinda Bencic 22 3738 26
11 0 [GBR] Johanna Konta 28 3115 20
12 0 [CHN] Qiang Wang 27 2893 21
13 0 [BLR] Aryna Sabalenka 21 2785 25
14 0 [USA] Sloane Stephens 26 2769 21
15 0 [GER] Angelique Kerber 31 2750 21
16 0 [USA] Madison Keys 24 2727 15
17 0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 2597 18
18 0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 2517 24
19 0 [EST] Anett Kontaveit 23 2500 22
20 0 [USA] Sofia Kenin 20 2450 23
21 0 [CRO] Donna Vekic 23 2420 22
22 0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2410 11
23 0 [CRO] Petra Martic 28 2383 17
24 0 [BEL] Elise Mertens 23 2110 26
25 0 [GER] Julia Goerges 30 1955 23
26 1 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 1860 19
27 1 [GRE] Maria Sakkari 24 1860 25
28 2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1795 21
29 -3 [USA] Amanda Anisimova 18 1727 16
30 1 [FRA] Caroline Garcia 25 1711 26
31 2 [CZE] Barbora Strycova 33 1630 22
32 2 [USA] Alison Riske 29 1620 23
33 -4 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1610 25
34 -2 [CHN] Shuai Zhang 30 1575 25
35 0 [USA] Danielle Collins 25 1554 19
36 0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1500 24
37 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1380 27
38 -1 [CZE] Katerina Siniakova 23 1340 27
39 0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1333 26
40 0 [RUS] Daria Kasatkina 22 1270 21
41 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1240 22
42 4 [AUS] Ajla Tomljanovic 26 1230 27
43 -1 [BLR] Victoria Azarenka 30 1215 18
44 5 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1180 27
45 -2 [CZE] Karolina Muchova 23 1159 12
46 2 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1154 26
47 -2 [ESP] Carla Suárez Navarro 31 1142 21
48 -2 [POL] Magda Linette 27 1113 28
49 20 [KAZ] Elena Rybakina 20 1078 27
50 -3 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 25 1071 22
RACE TO SHENZHEN         
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 0 [AUS] Ashleigh Barty 5476
2 1 [CZE] Karolina Pliskova 5256
3 -1 [ROU] Simona Halep 4792
4 0 [CAN] Bianca Andreescu 4727
5 0 [USA] Serena Williams 3935
6 0 [CZE] Petra Kvitova 3836
7 0 [JPN] Naomi Osaka 3776
8 0 [SUI] Belinda Bencic 3615
9 0 [NED] Kiki Bertens 3580
10 0 [UKR] Elina Svitolina 3563
11 0 [GBR] Johanna Konta 2880
12 0 [USA] Madison Keys 2442
13 0 [CZE] Marketa Vondrousova 2390
14 0 [USA] Sofia Kenin 2345
15 2 [CRO] Petra Martic 2259
16 -1 [CRO] Donna Vekic 2176

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Racconti

Storie di tennis: il conte volante, Panatta e altro ancora

Ci sono stati tennisti… che non hanno fatto soltanto i tennisti. Sì, esatto: anche Adriano Panatta non è stato un campione solo con la racchetta

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Seconda puntata dedicata ai tennisti polivalenti, ovvero capaci di eccellere, oltre che nel tennis, anche in altri sport. Nella prima puntata abbiamo parlato di:

  1. Giovanni Balbo di Robecco (calcio)
  2. Fred Perry (Ping pong)
  3. Jaroslav Drobny (Hockey su ghiaccio)
  4. Ellsworth Vines (golf)
  5. Tony Travert (Basket)
  6. Ion Tiriac (Hockey su ghiaccio)

Grazie alle vostre segnalazioni in questa puntata narreremo in ordine cronologico le gesta di due uomini e una donna:

  1. Charlotte “Lottie” Dod
  2. Leonardo Bonzi
  3. Adriano Panatta

Partiamo dalla segnalazione fattaci da Claudio65 – lettore e gentiluomo – che ci pone innanzi a una vera e propria immortale del tennis: l’inglese Charlotte “Lottie” Dod.

 

Dod vinse per la prima volta il singolare a Wimbledon nel 1887 a 15 anni di età, record ancora oggi imbattuto. A questa vittoria ne seguirono altre quattro l’ultima delle quali nel 1893 anno in cui la campionessa britannica abbandonò il tennis agonistica con sole cinque sconfitte ufficiali al passivo. Il Guinness dei Primati la colloca al secondo posto tra le sportive più poliedriche di tutti i tempi poiché oltre al tennis Charlotte praticò con discreti risultati il golf e l’hockey su prato e con eccellenti risultati il tiro con l’arco. In questa disciplina ella conquistò infatti la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra del 1908.

Dopo le Olimpiadi Dod continuò a mietere successi con arco e frecce sino al 1910, anno in cui si ritirò. La morte la colse il 27 giugno 1960 durante il torneo di Wimbledon mentre ascoltava la cronaca radiofonica di un incontro dei Championships. Per la storia fu María Bueno ad aggiudicarsi il singolare femminile nel 1960. 

Il secondo protagonista del nostro racconto ci è stato segnalato dal lettore TennisLover. Si tratta del conte milanese Leonardo Bonzi, personaggio probabilmente sconosciuto ai più (per esempio a chi scrive), ma dalla personalità straordinaria.

Il sito a lui dedicato – www.leonardobonzi.it– lo introduce definendolo alpinista, tennista, aviatore, esploratore, medaglia d’oro al valore aeronautico, 4 medaglie d’argento al valore militare e una decorazione interalleata. Bonzi fu sicuramente tutto questo, ma anche di più; infatti egli fu anche regista e produttore cinematografico grazie al matrimonio con la grande attrice Clara Calamai, la donna  che per prima mostrò il seno nudo in un film italiano e qualche decennio più tardi impugnò un’accetta per diventare l’ indimenticabile assassina di “Profondo rosso“.

Per dare conto di tutto ciò che Leonardo Bonzi fu in grado di compiere nell’arco di una vita iniziata agli albori del ‘900 e conclusasi nel 1977 ci vorrebbe un libro. Per coerenza tematica noi ci concentreremo sui suoi exploit sportivi, ma non possiamo tacere un episodio della sua vita che ne sottolinea la dimensione umana: il volo senza scali effettuato nel 1948 da Milano a Buenos Aires allo scopo di raccogliere fondi a favore dei mutilatini di guerra dell’Istituto per bambini Don Gnocchi.

Veniamo quindi alle imprese sportive del conte Bonzi. Il nobiluomo iniziò a fare parlare di sé nel 1924 quando prese parte alle Olimpiadi invernali di Chamonix in qualità di membro della squadra italiana di bob a quattro. In quella occasione non ebbe molta fortuna e – riposto il bob – si dedicò al tennis  primeggiando in Italia e difendendosi con onore all’estero. Leonardo Bonghi fu infatti più volte campione italiano e per anni difese i nostri colori in Coppa Davis. In campo internazionale il suo anno migliore fu il 1929 quando riuscì a raggiungere il terzo turno a Wimbledon e al Roland Garros. A Parigi fu nettamente sconfitto in un derby dal sangue blu dall’unico italiano ad avere sino ad oggi conquistato una medaglia olimpica nel tennis: Uberto de Morpurgo detto “il Barone”. Terminò la carriera tennistica introno alla metà degli anni ’30 per dedicarsi ai voli e alle esplorazioni.

Per finire eccoci alla segnalazione di 1More (uno pseudonimo che ha il sapore del rimpianto: “ah se anche Federer come Kyrgios avesse avuto un match-point advisor …”) relativa all’Adriano più famoso di tutti i tempi dopo quello narrato da Marguerite Yourcenar: Panatta. L’eroe del ‘76 (Roma-Parigi-Davis) dopo il ritiro dal tennis giocato si è dedicato anche alla motonautica con notevole successo. Nel 1991 ha vinto il titolo mondiale nella classe Evolution e nelle acque del lago di Como ha stabilito il record del mondo di velocità nella categoria entrobordo toccando i 238 km/h. Infine nel 2004 si è laureato campione del mondo di Endurance nella classe Powerboat P1.

Per ora è tutto con le storie di tennis. Se vi sono piaciute, segnalatecene altre e saremo lieti di aggiungere altri capitoli.

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