La lotta contro i doppi falli: nessuno meglio di Wawrinka

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La lotta contro i doppi falli: nessuno meglio di Wawrinka

La risalita in classifica dello svizzero nel 2019 è passata anche dai soli 85 errori sulla seconda di servizio. Chi rischia e sbaglia di più è Alexander Zverev

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Stan Wawrinka - US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

Il servizio statistico dell’ATP mette in luce un insospettabile fattore di spinta per la risalita nel ranking di Stan Wawrinka. Lo svizzero – oggi 19 del mondo, dopo essere scivolato oltre la centesima posizione un anno fa – nella stagione in corso è il top 20 che ha commesso meno doppi falli sul totale dei punti persi con la seconda di servizio. Il dato premia quindi chi regala meno punti agli avversari, riuscendo a non farsi eccessivamente del male con le proprie mani. Il focus sull’incidenza complessiva dei doppi falli premia anche Matteo Berrettini, appena al di sotto del podio chiuso da Roger Federer. Il rovescio della medaglia è ovviamente quello dei punti vinti dopo aver sbagliato la prima: nelle ultime 52 settimane, Wawrinka è riuscito comunque a capitalizzare più della metà delle seconde (55,4%).

INCIDENZA DOPPI FALLI SUI PUNTI PERSI SULLA SECONDA (2019)

  1. Stan Wawrinka = 11.5% (85 doppi falli /740 punti persi sulla seconda)
  2. Roberto Bautista Agut = 14.6% (91/625)
  3. Roger Federer = 15.2% (89/586)
  4. Matteo Berrettini = 16.3% (121/743)
  5. Stefanos Tsitsipas = 16.5% (137/832)

La percentuale di autolesionismo si alza invece nettamente per altri protagonisti: Alexander Zverev ha infatti regalato un doppio fallo in ben quattro seconde su dieci e comanda per distacco su Nikoloz Basilashvili e Gael Monfils.

Alexander Zverev = 40.9% (342/837)
Nikoloz Basilashvili = 30.9% (261/844)
Gael Monfils = 27.7% (172/622)

Chiaramente non si discute soltanto di precisione e/o mancanza di concentrazione, ma anche del coefficiente di rischio che ciascun giocatore sceglie di affrontare dopo aver fallito il primo tentativo di inizio gioco. Numeri sempre da contestualizzare.

 

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Australian Open, la delusione di Millman: “Ho dato tutto”

Stavolta l’impresa l’ha solo sfiorata e John Millman mastica amaro: “Avrei preferito perderlo 10-5 il super tie-break”

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John Millman - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

John Millman ci è andato vicino davvero, un’altra volta. A un passo dall’essere nel ristretto club dei tennisti capaci di battere Federer per due volte in uno Slam. Ed è mancato davvero poco, contando che l’australiano si trovava 8-4 nel super tie-break decisivo, dove però il campione svizzero ha alzato il livello, infilando 6 punti in fila dal 4-8 e portando a casa la partita.

L’inesperienza di Millman ha pagato, anche se l’australiano respinge le critiche di ‘braccino’. “Per arrivare sull’8-4 ho dovuto fare un grande punto e dopo abbiamo avuto scambi molto lunghi dove lui ha avuto la meglio. Anche sull’otto pari e sul match point ho giocato bene, ma specie sull’ultimo lui ha scelto la direzione giusta e cosa puoi farci?”. Anche a New York c’era stata una grande partita ma con un risultato differente : “Penso che sia stata una grande partita come New York, ma se sia stata meglio non so proprio dirlo“.

Soddisfazione amara per il tennista australiano che ha lasciato tutto quello che aveva in campo: “Avrei quasi preferito perdere 10-5 o qualcosa del genere. Ho fatto tanto nel quarto set per arrivare a quel momento e non ci sono riuscito. Sarebbe stato bello mettere un ace e portarla a casa”. Sicuramente è stata un’altra grande partita per Millman, e chissà se sarà decisiva per il prosieguo del torneo di Federer, viste le oltre 4 ore di gioco.

C’è spazio anche per qualche polemica finale, sia sul pubblico di casa (“Dietro di me avevo un disturbatore che mi insultava durante i punti”), che sul calendario: “Penso che noi australiani siamo svantaggiati dal fatto di giocare poco in Australia… ma appena sono qui provo sempre a fare il massimo”

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Australian Open, Wawrinka: “Ho vomitato due volte nel corso del match contro Seppi”

Lo svizzero ha prevalso al quinto contro Andreas, nonostante le sue precarie condizioni fisiche: “Sono stato a letto due giorni… Sono felice, la partita sarebbe potuta girare in qualsiasi modo”. Al prossimo turno sfiderà Isner

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Stan The Man è stato ad un passo dall’eliminazione contro il nostro Andreas Seppi, con il tennista italiano che si era portato un break avanti nel quinto set. Wawrinka è però riuscito ad annullare una palla game che sapeva di match point e a breakare l’azzurro due volte, regalandosi il terzo turno contro John Isner. Il tennista svizzero ha però rivelato nel post-partita le sue sofferenze fisiche, durante un’intervista concessa a RTS Sport: “Sono stato a letto due giorni, ieri mi sentivo meglio ma sono dovuto andare a vomitare per ben due volte durante la partita.

Grande merito va a Wawrinka per la sua capacità di essere sempre rimasto in partita, come lui stesso ha detto: Ho lottato e ho provato ad essere aggressivo quando ho potuto. Sono felice di essere al terzo round, questa partita sarebbe potuta girare in qualsiasi modo”. In una conferenza stampa molto breve viste le sue condizioni, c’è stato comunque spazio per un commento sul suo prossimo avversario, Isner, contro cui ha giocato solo una volta negli ultimi 8 anni. “Sappiamo tutti che serve benissimo e ti concede poche opportunità. Penso che dovrò provare ad essere aggressivo e a farlo giocare il più possibile.

Appuntamento a sabato per testare le condizioni di Wawrinka, che giocherà non prima delle 07:30 del mattino italiane sul campo 3.

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Barilla, l’eccellenza italiana per il terzo anno all’Australian Open

Barilla si conferma partner ufficiale dello Slam australiano. Presente un ristorante esclusivo all’interno di Melbourne Park con 100 posti a sedere e cucina a vista

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Per il terzo anno consecutivo, la qualità della pasta italiana è di casa nel primo Slam dell’anno. Barilla si conferma infatti partner ufficiale dell’Australian Open, con il suo ristorante esclusivo allestito all’interno di Melbourne Park. “Siamo lieti di dare continuità alla collaborazione con Barilla – ha dichiarato Richard Heaselgrave di Tennis Australia -, è una partnership che ha avuto un incredibile successo negli scorsi anni. L’obiettivo è migliorare ulteriormente l’esperienza dei fan, che hanno a disposizione nel ristorante Barilla un altissimo livello di scelta e di qualità dei prodotti”.

Ritornare all’Australian Open anche nel 2020 e continuare a celebrare la nostra collaborazione con un campione come Roger Federer è incredibilmente emozionante – le parole di Terry Ryan, amministratore delegato di Barilla Australia -, non vediamo l’ora di condividere il nostro autentico ristorante italiano con la tantissima gente che in questi giorni frequenterà l’area dell’Open. Lo chef Andrea Tranchero ha preparato un eccellente menù garantendo per la prima volta anche la possibilità di prendere primi da asporto“. Il ristorante Barilla, con 100 posti a sedere, ha la cucina a vista per consentire di ammirare la preparazione dei piatti.

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