Paolini, che grinta: quarti a Guangzhou e best ranking. Svitolina va KO

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Paolini, che grinta: quarti a Guangzhou e best ranking. Svitolina va KO

Ancora una battaglia in tre set per Jasmine, che ferma la corsa di Saisai Zheng e troverà ai quarti Kenin, con la top 100 sempre più vicina. A Osaka avanti Kerber, Keys e Mertens. Svitolina si ritira a Guangzhou

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Jasmine Paolini - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nel suo costante percorso di crescita, Jasmine Paolini esce nel migliore dei modi da un bivio molto complicato. A Guangzhou la toscana ha combattuto per oltre due ore e mezza fino ad alzare le braccia sul traguardo, stremata, nella sfida durissima contro Saisai Zheng (37 del mondo). Arriva così il secondo successo in carriera contro una top 50 e il terzo quarto di finale a livello WTA, limite dove non si era mai spinta al di fuori della terra rossa. La propensione al combattimento evidentemente non le manca – ma questo già lo sapevamo – dopo aver superato anche il momento di sofferenza all’adduttore della coscia sinistra nel primo turno (avanti in tre set su Zidansek). Questa volta l’azzurra ha recuperato da 0-3 nel terzo set, quando la partita sembrava ormai indirizzata a suo sfavore.

Un vortice di negatività al servizio l’aveva risucchiata fino a farle perdere sette game consecutivi a cavallo tra il secondo e il terzo parziale. Da quel momento è riuscita però a risalire con grande lucidità, strappando il break sul 5-5 letale per la cinese. “Sono molto felice di essere arrivata fin qui partendo dalle qualificazioni – ha dichiarato a caldo, a fine match – sono stata a Guangzhou anche due anni fa ma oggi la città è molto migliorata, ci sono anche tante cose da fare e da vedere“. Nella speranza di proseguire più a lungo possibile il soggiorno, può festeggiare il best ranking (salto garantito al 113 WTA) e si giocherà un posto in semifinale contro Sofia Kenin, arrivata al suo settimo quarto di finale stagionale.

SVITOLINA KO – La vittoria contro Elina Svitolina, regala invece alla 21enne ceca Marie Bouzkova il secondo quarto di finale in stagione e il terzo successo dell’anno contro una giocatrice classificata tra le prime 10 del mondo dopo quelle ottenute contro Simona Halep (ritiro) e Sloane Stephens a Toronto. Come contro Halep, la vittoria di Bouzkova è arrivata per il ritiro della sua avversaria: la numero 1 del seeding è stata infatti costretta ad alzare bandiera bianca per un problema al ginocchio destro sul punteggio di 6-4 4-3 in favore della ceca.

OSAKA OK – Vanno a riempirsi le prime caselle dei quarti di finale anche negli altri due tornei asiatici. A Osaka va a comporsi l’interessante incrocio tra Angelique Kerber (avanti 8-2 nei precedenti) e Madison Keys, rispettivamente al numero quattro e cinque del seeding. La tedesca ha lasciato sei game complessivi a Nicole Gibbs, mentre la vincitrice di Cincinnati ha avuto bisogno di due ore e tre set per venire a capo del rebus Zarina Diyas.

Un altro intreccio non banale lo scioglie Elise Mertens, che ci auguriamo di trovare sulla strada di Giorgi (giovedì alle 5 del mattino italiano aprirà il programma sul Centrale contro Stephens: 2-2 i precedenti, 2-1 per Camila sul duro). Dopo essersi fermata ai quarti allo US Open, la belga emerge al terzo in un match altalenante contro l’indecifrabilità della quadrumane Hsieh. Soffre più del previsto anche la regina del seeding, Naomi Osaka, subito sotto di un break e in affanno nel primo set contro la bulgara Tomova (181 WTA). La numero quattro del mondo allunga però nel secondo parziale e aspetta la vincente di Flink-Putintseva per un quarto di finale non proprio da brividi.

 

STOP POTAPOVA – Anche a Seoul secondo turno ancora incompleto. Si ferma la corsa di Anastasia Potapova dopo due lunghi set che hanno visto avere la meglio Magda Linette. La polacca troverà Kirsten Flipkens, che ha stoppato la settima testa di serie Gasparyan. Nello spicchio più basso del tabellone, avanti in tre set Ahn e Alexandrova che si ritroveranno l’una contro l’altra.

Risultati

Guangzhou, secondo turno:

[3] S. Kenin b. [Q] K. Zavatska 6-4 6-2
[WC] S. Stosur b. B. Pera 6-4 1-6 7-6(5)
[Q] J. Paolini b. [6] S. Zheng 7-5 3-6 7-5
V. Golubic b. [5] K. Siniakova 4-6 7-5 6-0
[SE] N. Stojanovic b. [WC] S. Peng 7-6(4) 2-6 6-0
M. Bouzkova b. [1] E. Svitolina 6-4 4-3 rit.
A. Blinkova b. A. Krunic 6-2 7-5
[4] S. Zhang b. A. Petkovic 7-5 6-4

Osaka, secondo turno:

[1] N. Osaka b. [Q] V. Tomova 7-5 6-3
[9] E. Mertens b. S.W. Hsieh 6-3 1-6 6-2
[5] M. Keys b. [Q] Z. Diyas 5-7 6-0 6-4
[4] A. Kerber b. [Q] N. Gibbs 6-2 6-4

Seoul, secondo turno:

[8] Y. Wang b. Y. Bonaventure 4-6 6-3 6-0
K. Flipkens b. [7] M. Gasparyan 6-3 7-5
[4] M. Linette b. A. Potapova 7-5 7-6(4)
[WC] K. Ahn b. [Q] A. Bogdan 0-6 6-4 7-6(2)
[2] E. Alexandrova b. Kr. Pliskova 3-6 6-3 6-4

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“Musetti mi ricorda un po’ Federer”. Parola di Gianluca Naso, responsabile tecnico del Tennis Park Club Genova

Terza tappa del nostro viaggio tra le accademie italiane. Da qualche mese, Gianluca Naso gestisce l’intera scuola tennis del circolo genovese, che tra pochi giorni proverà a vincere il campionato di serie A1

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La terza tappa del nostro viaggio virtuale alla scoperta di alcune delle più importanti accademie tennistiche italiane ci ha condotti all’interno di uno dei circoli più ricchi di storia e di tradizioni: il Park Tennis Club di Genova.

Fondato nel 1929, il Park ha vissuto una stagione di forte rilancio a partire dai primi anni del nuovo millennio; in particolare, dal 2003 il Park è coinvolto nell’organizzazione del torneo ATP di Valletta Cambiaso –  uno dei Challenger più belli e prestigiosi del circuito – e nel 2009 sui propri campi ospitò il confronto di Coppa Davis tra la nostra nazionale e quella svizzera rappresentata da Federer e Wawrinka.

Non meno importanti i risultati agonistici: nel 2016 la squadra schierata dal Park Tennis Club ha vinto il torneo di A1 maschile e il 13 agosto avrà la possibilità di bissare quel successo nella finale che disputerà a Todi contro il TC Italia Forte dei Marmi.

 

Il circolo è inoltre sede di una scuola tennis che coinvolge al momento oltre duecento ragazzi di età compresa tra i 4 e i 20 anni; all’inizio del 2020 Gianluca Naso – ex professionista con un best ranking 175 in singolare  raggiunto nel 2012 – insieme ad un socio ha preso in gestione l’intera scuola tennis (da lui definita “centro di allenamento” nel corso del nostro dialogo) che è stata così scorporata dalle altre attività del club.

Quella che segue è l’intervista video realizzata con Gianluca Naso durante una pausa dello stage tecnico organizzato dalla FIT a beneficio di giocatori italiani che hanno ricoperto una classifica compresa tra le prime 500 posizioni mondiali.

I momenti salienti dell’intervista:

01:00 – Struttura e obiettivi della “scuola di addestramento”.

03:00 – La convenzione con l’istituto scolastico “Marcelline” per permettere ai giovani atleti di gestire contemporaneamente sport e studio.

04:20 – L’area agonistica: prima fascia (dai 12 ai 16 anni) e seconda fascia (over 16).

05:55 – il momento della scelta: professionismo sì o no?

09:35 – Analisi tecnica dei pro e contro del rovescio ad una e due mani con una conclusione che (presumiamo) desterà  il plauso dei “classicisti”.

11:30 – Quali sono i fattori più importanti – oltre a quelli tecnici – che contribuiscono a formare un giocatore professionista. Staff tecnico e famiglia.

13:40 – Campionato di A1 maschile: come è organizzato e quale importanza riveste per il movimento tennistico italiano.

17:20 – Il più forte 2002 del mondo – l’italiano Lorenzo Musetti , membro della squadra di A1 del Park Tennis Club – visto ai raggi x: caratteristiche tecniche, psicologiche e potenzialità.

19:18 – Ancora su Lorenzo Musetti: un’affermazione che fa sobbalzare (di gioia) l’intervistatore e una considerazione tattica.

21:40 – Considerazioni relative alla sua esperienza nel circuito ATP e un curioso aneddoto relativo alle due volte in cui affrontò vittoriosamente un ex numero 1 del mondo.

25:25 – Un pronostico sul nome di chi siederà sul trono del tennis maschile dopo l’era dei “tre tenori”.

26:58 – Una dichiarazione d’amore (tennistico) per Berrettini.

28:23 – Sinner è potenzialmente un top ten.

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Giorgi si ferma a un set dalla finale: a Palermo il titolo sarà un affare tra Ferro e Kontaveit

Gran rimonta di Fiona Ferro, che da quando il tennis è ripartito non ha mai perso (14 vittorie su 14). Giorgi: “Non sono rammaricata, ho fatto il mio gioco”

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

Eravamo pronti a salutare il ritorno di una tennista italiana in finale a Palermo (l’ultima volta era accaduto nel 2013, fu addirittura un derby tra Errani e Vinci), ma ci si è messa di mezzo la grande rimonta di Fiona Ferro. Presa decisamente a pallate nel primo set da Camila Giorgi (il 5-0 iniziale è andato a referto come 6-2), la tennista francese non ha fatto una piega e da quel momento non è più stata sotto nel punteggio. Non solo, ma è stata praticamente perfetta dal punto di vista tattico approfittando di un calo di Giorgi nei colpi di inizio gioco (6-2 7-5 il punteggio degli ultimi due set).

Ferro sfiderà in finale Kontaveit, che ha sconfitto in due set la n.1 del seeding Martic: la sfida è inedita nel circuito maggiore, ma nel 2016 si sono affrontate in un torneo ITF a Poitiers con vittoria di Kontaveit.

GIORGI ILLUDE – Scorrendo semplicemente il punteggio si potrebbe sospettare una quota maggiore di rammarico per Camila Giorgi, ma analizzando la partita a posteriori si deve invece sottolineare il notevole cambio di marcia di Ferro. Travolta in ogni aspetto del gioco nel primo set – senza timore di smentite si può dire che in campo c’era solo Giorgi, a firmare vincenti da ambo i lati – la francese allenata da Emmanuel Planque (ex coach di Pouille) ha capito di non poter accettare lo scambio a velocità troppo sostenuta e ha iniziato a sporcare le traiettorie oltre che a difendersi meglio, soprattutto dal lato del rovescio – quello debole.

 

L’inerzia del match è cambiata con le improvvise difficoltà di Giorgi a difendere il servizio (tre break subiti su quattro nel secondo set) a cui si è accompagnata l’imprecisione in risposta; non a caso, nell’unico game del secondo set in cui è riuscita a rispondere con continuità, ha breakkato Ferro lasciandola a quindici. Non è servito a evitare il 6-2, punteggio speculare a quello del primo set.

Nell’ultimo parziale il livello delle due giocatrici è stato più vicino, ma Ferro aveva ormai acquisito sicurezza nella gestione delle traiettorie; è stata abile a rallentare il ritmo e costringere Giorgi a colpire sopra l’altezza delle spalle, aumentandone così il margine d’errore. Il rovescio, da colpo debole, si è addirittura trasformato in prezioso alleato con un paio di lungolinea vincenti che sono risultati decisivi nell’economia del match. Dopo aver perso il break di vantaggio, Ferro si è portata ancora avanti sul 5-5 e ha chiuso la contesa con il servizio allungando a quattordici la striscia di vittorie dalla ripresa: contando le dieci uscite in una competizione nazionale francese e le quattro partite di questa settimana, da circa un mese Ferro ha sempre vinto.

Nel terzo set ho forzato troppo la seconda“, ha detto Giorgi in conferenza stampa. “Ma non sono rammaricata, ho cercato sempre di fare il mio gioco. E mi sentivo in forma, la condizione fisica non è una scusa: è stato quel game nel terzo set a incidere“.

FUORI MARTIC – Non ha avuto molta storia la prima semifinale, sebbene ce la si aspettasse piuttosto combattuta. In parte per merito di Anett Kontaveit, in parte a causa delle condizioni fisiche imperfette della prima favorita Petra Martic, frenata da un fastidio alla schiena e da una coscia dolorante. Nel primo set la giocatrice estone non ha sbagliato quasi nulla, offrendo una sola palla break, mentre nel secondo – quello in cui Martic ha chiesto il trattamento medico – si è un po’ fatta condizionare e ha faticato a chiudere l’incontro, che alla fine si è concluso 6-2 6-4.

Martic è apparsa abbastanza serena in conferenza stampa, non ha accampato scuse (“Oggi la migliore giocatrice in campo è stata lei“, ha ammesso) e si è detta comunque soddisfatta torneo che ha disputato, confermando di non aver patito particolarmente la ‘nuova’ normalità dovuta alle misure di sicurezza. Dopo aver raccontato nei giorni scorsi che la sensazione più particolare durante il lockdown è stata quella di non sentirsi una tennista per un po’, oggi Petra ha detto che la settimana siciliana le è servita proprio per ricordarsi… cosa significa invece esserlo.

La finale tra Fiona Ferro e Anett Kontaveit andrà in scena domenica, 9 agosto, alle ore 19:30.

Risultati:

[4] A. Kontaveit b. [1] P. Martic 6-2 6-4
F. Ferro b. Camila Giorgi 6-2 2-6 7-5

Il tabellone completo

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Cocciaretto: “Devo lavorare su fisico e atteggiamento, ma è stato un buon torneo”

Parole di soddisfazione per Elisabetta nonostante la sconfitta contro Kontaveit a Palermo. Errani paga la fatica, ma è contenta del proprio tennis

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Elisabetta Cocciaretto al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

A Palermo, nel primo torneo dell’era Covid, ben tre tenniste italiane sono arrivate ai quarti di finale. Solo Camila Giorgi è riuscita a qualificarsi per le semifinali, ma sia Elisabetta Cocciaretto che Sara Errani possono lasciare la Sicilia con un pieno di sensazioni positive.

Elisabetta da lunedì entrerà tra le prime 150 giocatrici del mondo, grazie alle vittorie contro Polona Hercog (45 WTA) e soprattutto Donna Vekic (24 WTA). La sua corsa si è arrestata al cospetto di Anett Kontaveit (22 WTA), non prima però di aver lottato per tre set. “Questo match può darmi moltissimi spunti. Lei è una giocatrice molto forte, ha una grande esperienza ed è stato un onore giocare contro di lei”, ha detto alla stampa dopo la partita. “L’atteggiamento è una cosa fondamentale: sono partita male nel primo set e nel terzo set, ma ho giocato un ottimo secondo set. Lei ha avuto più continuità di me, dopotutto è la numero 22 del mondo. Posso giocarmela contro giocatrici di questo livello, ma devo migliorare sotto il punto di vista fisico e dell’atteggiamento“.

Buono anche il percorso di Errani, che sulla terra di Palermo ha ritrovato un buon livello di tennis, ma ha finito per pagare contro Fiona Ferro le fatiche dei match precedenti. “È stato un buon torneo, a prescindere da oggi. Ho fatto molta fatica fisicamente. Sentivo che potevo fare di più, però fisicamente il corpo non reagiva come cercavo di comandare. Credo sia stata una questione di fisico, perché di tennis sentivo di poter fare di più. Cerco di prendere le cose positive“.

 

Entrambe probabilmente non andranno a New York (qui l’entry list aggiornata dello US Open). Il ranking non permette a nessuna delle due l’accesso al tabellone diretto, ma Elisabetta non ha chiuso completamente la porta all’eventualità di attraversare l’oceano e sembra sperare ancora in qualche defezione dell’ultima ora. “Se entro, vado. Altrimenti per le ragazze che non giocano negli USA ci sono due tornei, uno a Praga e uno in Austria, ma non sono ancora sicura di quali giocherò, è tutto ancora da programmare“. Sara è invece certa di rimanere in Europa: “Deciderò se giocare a Praga o in Austria e poi eventualmente vedrò dove si potrà giocare“.

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