Quando Federer e Nadal sono i tuoi coach: il momento di massima pressione per Fognini

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Quando Federer e Nadal sono i tuoi coach: il momento di massima pressione per Fognini

Difficilmente vi sarà sfuggito, ma ecco il momento in cui Federer e Nadal (trentanove Slam in due) hanno provato spingere Fognini verso la rimonta Senza riuscirci

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Il frammento più iconico della prima giornata della Laver Cup 2019 – quantomeno per noi italiani – non è stato un punto né una dichiarazione in conferenza stampa. Ha invece per protagonista Fabio Fognini, che nel bel mezzo della deludente prestazione offerta contro Jack Sock si è trovato a usufruire di un coaching più unico che raro: quello che gli è stato offerto da Roger Federer e Rafael Nadal, trentanove (39!) Slam in due.

Sopra 5-4 nel secondo set, che avrebbe poi perso al tie-break, Fognini si siede al cambio campo e si ritrova immediatamente alle spalle Federer, che gli ha tenuto una lezioncina (invano, a giudicare dal risultato finale) di attitudine e motivazione: “Non voglio più vedere negatività. Se lui colpisce un bel dritto, ok, va bene, magari è stato fortunato e non fa nulla. Costringilo a giocare un grande colpo“.

Accanto a entrambi c’è Nadal, che si accoda parlando in spagnolo – Fognini risponde in spagnolo, e i tre sembrano capirsi a meraviglia – e interpreta la parte del coach comprensivo, di contrasto all’atteggiamento leggermente più diretto di Federer. “Non puoi sentirti frustrato, è stata una risposta perfetta” dice Rafa.

Purtroppo, nonostante il coaching da 186 titoli complessivi, Fognini non è riuscito a cambiare l’inerzia della partita. Quei due ce l’hanno messa tutta. “Se Rafa, Roger e Björn mi danno dei consigli, devo solo stare ad ascoltare” ha dichiarato poi Fabio in conferenza.

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Thiem difende Djokovic e Zverev. Kyrgios attacca: “Questa è la gente che guida il tennis”

L’austriaco è indulgente con i suoi due colleghi: “Hanno fatto degli errori. Tutti ne abbiamo fatti. Compreso Kyrgios”. La risposta dell’australiano non si fa attendere: “Non siete abbastanza intelligenti per capire cosa voglio dire”

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Nick Kyrgios - Australian Open 2020 (via Twitter, @atptour)

Ci risiamo. La saga “Nick Kyrgios contro i top player irresponsabili all’epoca del Covid” si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le critiche a Novak Djokovic per aver organizzato l’Adria Tour, evento di esibizione che ha portato al contagio di diversi dei tennisti coinvolti, e ad Alexander Zverev, che nonostante avesse divulgato la sua intenzione di mettersi in quarantena (ricordiamo che il tedesco non è mai risultato positivo) ballava tranquillamente ad una festa in spiaggia, l’australiano questa volta ha preso di mira Dominic Thiem. La colpa dell’austriaco? Aver difeso i suoi due compagni di spedizione in quel dei Balcani e punzecchiare Kyrgios sul fatto che questa veste da moralizzatore secondo lui gli si addica poco. 

Ma andiamo per ordine. Da Kitzbuhel, dove è impegnato nel suo torneo di esibizione, il “Thiem’s 7”, il n.3 del mondo rilascia un’intervista alla testata locale “Tiroler Tageszaitung”. A giustificazione della sua onnipresenza negli eventi in programma in quest’estate di tennis in Europa, Thiem sottolinea che non ci sono ragioni per le quali debba rimanere a casa, considerando che è sempre risultato negativo ai test, incluso quello fatto dopo la tappa di Belgrado dell’Adria Tour.

La parte dell’intervista che però suscita la reazione di Kyrgios è quella in cui il 26enne viennese si dimostra particolarmente indulgente con Djokovic e Zverev. “Non ha commesso un crimine. Tutti facciamo degli errori ma non capisco perché si accaniscano così contro di lui. Sono stato a Nizza e ho visto immagini di altre città in cui c’è un sacco di gente in giro come a Belgrado. È troppo facile prendersela con Djokovic”, dice Thiem. Vale un po’ lo stesso discorso per Zverev, il cui comportamento è sembrato persino più esecrabile, con l’aggiunta della stoccata diretta a Kyrgios. “Ha sbagliato. Ma non capisco chi interferisce nella situazione. Kyrgios ha fatto tanti errori nella sua vita. Dovrebbe essere onesto anche riguardo a quelli”,prosegue Thiem

 

Questi stralci di intervista, tradotti dal tedesco all’inglese e riportati su Twitter dal giornalista austriaco Lukas Zahler, vengono ripresi dal corrispondente di tennis del New York Times Ben Rothenberg. In realtà, c’è un piccolo errore di traduzione nel senso che la frase “er mit sich selber ins Reine kommt” dovrebbe essere tradotta con “pensare ai fatti propri” piuttosto che “essere onesto”. Ma fatto sta che Kyrgios non si lascia sfuggire la critica di Thiem nei suoi confronti e va al contrattacco. Un contrattacco pesante come una delle sue prime di servizio.

“Di cosa stai parlando Dominic? Errori come rompere qualche racchetta? Bestemmiare? Perdere apposta qualche match? Robe che tutti i tennisti fanno? Nessuno di voi è abbastanza intelligente da capire cosa voglio dire. Sto cercando di metterli (i top players) di fronte alle proprie responsabilità, scrive il tennista di Canberra. Kyrgios rincara la dose in un secondo tweet infuocato: “Questo mostra come Thiem, Zverev e Djokovic pensino che tutto questo (il Covid-19) sia uno scherzo. Due di loro ballano come degli stupidi durante una pandemia globale. La gente muore e perde i propri cari. E Thiem li difende dicendo che è solo un ‘errore’. Questi qua sono i leader nel nostro sport. Che schifo”. 

La faida è ormai aperta. Tutta giocata a colpi di interviste, tweets, e stories di Instagram. Ora, con il circuito che dovrebbe ricominciare ad agosto, aspettiamo di vederne i risvolti sul campo.

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Djokovic si allena e parla di ‘caccia alle streghe’. Sì a Madrid, Roma e Roland Garros. Dubbio US Open

Djokovic non ci sta. “Vedo solo critiche nei miei confronti nell’ultimo periodo. Mi sembra una caccia alle streghe”. Intanto primo allenamento per lui dopo la negatività. La programmazione è ancora incerta

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Torna a parlare Novak Djokovic. Per la prima volta dopo il fiume di polemiche che hanno fatto seguito all’Adria Tour, il torneo di esibizione nei Balcani da lui organizzato senza alcun tipo di precauzioni riguardo al distanziamento sociale e che ha portato al contagio di diversi giocatori coinvolti. Grigor Dimitrov, Borna Coric e lo stesso Nole per la cronaca. Qualche giorno fa il serbo e la moglie Jelena hanno comunicato di essere risultati negativi al test per il Covid-19 dopo l’iniziale positività. Con un’intervista ai media serbi, il n.1 al mondo replica alle dure critiche piovutagli addosso dal resto del mondo del tennis e non solo, per la scarsa avvedutezza dimostrata in tempi di pandemia globale.

“Nell’ultimo periodo vedo solo critiche. Molte di esse sono cattive. Come se ci fosse qualcosa in più oltre alla critica, come se ci fosse una caccia alle streghe. Sembra che sia necessario far cadere qualcuno, un nome famoso che risulti il colpevole di tutto quanto”, sostiene Djokovic (forse con una vena di complottismo) in un’intervista rilasciata a Voijin Velickovic per il ‘Zurnal‘. Il fenomeno di Belgrado è già di nuovo in campo per zittire gli haters come gli riesce meglio, a suon di dritti i rovesci. Djokovic ha infatti svolto il suo primo allenamento dopo il break dovuto all’auto-isolamento insieme al connazionale e amico Viktor Troicki al TC Novak di Belgrado.

La programmazione del campione balcanico sembra però ancora alquanto incerta. In particolare, sembra che Djokovic non abbia ancora deciso se volare negli Stati Uniti per gli US Open e i relativi tornei di preparazione o aspettare e ricominciare in maggiore sicurezza dalla terra rossa europea, con Madrid, Roma e il Roland Garros.

Non so ancora se giocherò lo US Open. Certamente non sarò a Washington, Cincinnati è in programma (chiaramente dipenderà dalla sua presenza a New York, ndr). La partecipazione al Roland Garros non è in discussione per adesso, e anche Madrid e Roma sono nella mia programmazione“.

Andando più nello specifico, Djokovic ha assicurato che si tratterebbe di una decisione del tutto individuale: “Appoggio il desiderio della USTA di organizzare tornei a Washington, Cincinnati e lo US Open perché è molto importante per la sopravvivenza di molti professionisti del tennis. Come ogni settore, abbiamo molte difficoltà economiche. Personalmente, non ho il tipo di pressione che hanno gli altri, parlo solo dal mio punto di vista, non posso farlo per conto degli altri perché capisco che la stragrande maggioranza di loro ha bisogno di giocare e fare soldi. Accolgo con favore lo sforzo e l’impegno in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti e in Europa, di organizzare tornei nonostante la grande crisi, la salute, l’economia, la sicurezza, ma tutto ha i suoi limiti“.

Se, come Nadal, dovesse rinunciare alla trasferta americana, lo US Open si disputerebbe senza nessuno dei cosiddetti big three. I tre dioscuri del tennis si priverebbero della possibilità di vincere uno Slam, ma al contempo il nuovo sistema di classifica consentirebbe loro di conservare i punti maturati nell’edizione 2019. “Non voglio commentare, penso che questa sia la soluzione più giusta per tutti” dice Nole sul nuovo regolamento deciso dall’ATP. “Qualcuno si sentirà sempre danneggiato ma noi, come ATP e Player Council, volevamo proteggere tutti i tennisti che non vogliono giocare. Ci sono tennisti che non vogliono andare negli Stati Uniti e non è giusto privarli dei punti dello scorso anno se non possono difenderli”.

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L’agenzia Team8 di Federer riceve aiuti statali… e li restituisce subito

Una cifra tra i 350.000 dollari e il milione è entrata nelle casse di Team8 per compensare la cancellazione della Laver Cup. In una settimana, però, è stata restituita: “Nel paese c’è chi ne ha più bisogno”

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Roger Federer, Rafael Nadal e Tomas Berdych - Laver Cup 2017

La crisi dovuta alla pandemia di coronavirus ha colpito duramente tantissime aziende e i vari governi si sono attivati con dei sussidi per le imprese in difficoltà. L’industria dello sport, e nello specifico del tennis, è stata tra quelle più colpite dalla pandemia, con eventi come Wimbledon (salvato però da un’assicurazione) e la Laver Cup cancellati.

Proprio la Laver Cup è protagonista di questa vicenda. Il giornalista americano Bret McCormick ha scoperto che l’agenzia Team8 (di proprietà di Roger Federer e del manager Tony Godisck) che organizza il torneo ha ricevuto tra i 350.000 e il milione di dollari previsti dal programma di aiuto statale americano SBA, destinato alle piccole e medie imprese. La sede di Team8 si trova infatti a Cleveland, in Ohio. I soldi sarebbero serviti all’agenzia per salvaguardare 13 posti di lavoro messi a rischio dalla cancellazione della Laver Cup prevista a Boston, dove la manifestazione si terrà nel 2021.

Interpellata da McCormick, la Team8 ha confermato di aver ricevuto il prestito il 22 aprile 2020, poiché l’azienda rispettava i requisiti per ricevere l’aiuto statale. L’agenzia ha però confermato di aver restituito interamente i soldi il 29 aprile, dopo una breve discussione interna, poiché a detta del portavoce di Team8 “negli Stati Uniti c’è chi che ne ha più bisogno“. Un gesto senza dubbio apprezzabile.

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