WTA Seoul: primo titolo e best ranking per Karolina Muchova

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WTA Seoul: primo titolo e best ranking per Karolina Muchova

La pioggia rimanda l’inizio della finale, ma poi la ceca lascia appena due giochi a Linette

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[3] K. Muchova b. [4] M. Linette 6-1 6-1

A Seoul, Karolina Muchova si sblocca e porta a casa il primo titolo della sua carriera al termine di una finale dominata contro Magda Linette. La partita è stata rimandata di qualche ora (era programmata per le 8:30 italiane, è cominciata solo alle 13) per la pioggia che continuava a cadere insistente sulla città coreana, ma quando finalmente si è potuto giocare gli spettatori hanno assistito ad un vero e proprio no contest. Muchova, scioltissima, è scappata subito avanti 4-0 e ha chiuso il primo set in appena 32 minuti con il punteggio di 6-1. Nel secondo parziale, le cose non sono migliorate per Linette, che si era congedata dal primo con un doppio fallo: la polacca è riuscita a vincere un solo game senza mai arrivare a palla break in tutta la partita.

Solida prestazione di Muchova che corona una splendida settimana, durante la quale ha espresso un bel tennis e ha regalato colpi da antologia. Questo risultato la proietta al numero 37 del ranking WTA (best ranking) con un salto in avanti di otto posizioni, miglior piazzamento della carriera anche per Linette che scala sei posizioni e si attesta al 42esimo posto.

 

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Australian Open

Australian Open, tormenti e sorrisi: Serena e l’effetto Gauff

Coco rimonta un set di svantaggio a Cirstea e ritrova Osaka, dopo le lacrime dello US Open. Williams batte nettamente Zidansek ma si innervosisce per gli errori. Per restituirle il sorriso, è servito un video

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Coco Gauff - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

Come a Wimbledon, ha già battuto Venus. Come a Wimbledon, sta dando l’idea di sentirsi pienamente a suo agio da debuttante. Il primo Australian Open di Coco Gauff è, a oggi, un concentrato di qualità tennistica e di riflettori conquistati con una personalità debordante. Quella che le consente di sorridere in sala stampa mentre racconta di “voler vincere tanti Slam ed essere ricordata come la più grande di tutte“. Anche la testa è stata quella giusta, per avviare la rimonta. Perché Sorana Cirstea, al secondo turno, si era presa d’esperienza un primo set equilibrato, approfittando di un game di vuoto al servizio (ceduto a zero per il break del 3-4) della stellina statunitense. Sembrava la spallata che avrebbe potuto indirizzare il match. Gauff invece ha avuto la forza di risalire dal set di svantaggio, come già accaduto in altre due circostanze a livello Slam (a Wimbledon contro Hercog e allo US Open battendo Potapova).

Il secondo parziale se l’è preso strappando subito il servizio alla romena (74 WTA). Poi il terzo, quello decisivo, è riuscita a riprenderlo quando era finita sotto 0-3 (e anche 0-30) dopo un altro break concesso quasi gratuitamente (a 15). “Ho deciso di essere più aggressiva in quel momento, quando la partita mi stava sfuggendo di mano. Forse quella stessa aggressività avrei dovuto mettercela già prima“, ha commentato a caldo la quasi sedicenne. I nove doppi falli totali non le hanno impedito di conquistare il 7-5 finale, superando il limite delle due ore. L’esultanza è stata sentita e meritata, per la gioia del pubblico che – come sempre accade – si era schierato dalla sua parte.

Al terzo turno Gauff ritroverà la campionessa in carica Naomi Osaka, che a Flushing Meadows l’ha spazzata via dal campo con un netto 6-3 6-0 salvo poi regalarle l’emozione – quando era in lacrime per la sconfitta – di potersi rivolgere al pubblico. Uno dei momenti emotivamente più intensi della passata stagione. La curiosità è adesso nel valutare quanto potrebbe essersi ridotta la distanza. “Questa volta avvertirò di meno l’emozione contro Naomi – spiega -, allo US Open ero condizionata anche dal debutto sull’Arthur Ashe Stadium. Conosciamo bene a vicenda il nostro gioco, in questo momento non sono ossessionata dal vincere una partita in più o una in meno, sto lavorando per migliorare il mio gioco“.

TORMENTI VINCENTI – Chissà se Gauff, in un ipotetico quarto di finale, potrà sfidare il poster della sua stanza da bambina. L’incrocio con Serena Williams non è ancora a portata di mano, ma il tabellone ci offre la possibilità di immaginarlo. Serena ha centrato contro Tamara Zidansek la settima vittoria in altrettante partite del suo eccellente 2020, iniziato con il trionfo di Auckland. Il punteggio, netto, non rende però l’idea del tormento (più psicologico che tecnico) vissuto dalla 23 volte campionessa Slam nel secondo set. Ansia e nervosismo su ogni errore, urla anche spropositate, quasi a volersi rimproverare una perfezione irraggiungibile. Serena ha avuto costantemente in mano il match, dando però l’idea di poter innescare dinamiche di autodistruzione quando si è fatta rimontare per due volte di fila da 0-40 sprecando palle break in serie.

 
Serena Williams – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Ho dovuto combattere con me stessa – ha commentato a caldo – non potevo continuare a sbagliare e a regalare. So di avere ottimi colpi, devo ricordami che posso fidarmi di loro“. Sulla sua strada, al terzo turno, la cinese Qiang Wang (29 WTA) spazzata via ad agosto allo US Open con un 6-1 6-0.

CHE SPACCATA – Durante l’intervista di fine partita, quasi a voler sciogliere la tensione, è stato diffuso sul maxi schermo il video che vede protagoniste Serena e Gauff registrato durante la pre season con la Mouratoglou Academy in Florida. A Boca Raton si sono allenate ciascuna con il proprio team, ma condividendo momenti di svago, aggregazione ed extra tennis (comprese le lezioni di boxe di Mike Tyson). Occhio però all’insospettabile agilità a ritmo di musica, come testimoniato da questa coreografia eseguita seguendo il fitness influencer Shaun T. “Ogni volta che ci vediamo, con Coco proviamo i passi“, ha sorriso Serena. L’effetto Gauff, anche per lei, è quello che scaccia i cattivi pensieri.

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Australian Open

L’Australian Open di Wozniacki continua. OK Barty, Osaka e Kvitova

La danese era in svantaggio in entrambi i set, ma gli errori di Yastremska l’hanno tenuta in vita. Facile vittoria per le tre favorite

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Caroline Wozniacki - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

Non stiamo utilizzando un eufemismo nel momento in cui diciamo che l’inesperienza di Dayana Yastremska ha letteralmente allungato di (almeno) due giorni la carriera professionistica di Caroline Wozniacki. Avanti 5-1 nel primo e 3-0 (pesante) nel secondo, la nuova allieva di Bajin è riuscita nell’impresa di dissipare il doppio vantaggio in entrambi i parziali, persi con il punteggio di 7-5. L’impresa è ulteriormente rimarchevole se si considera l’enorme differenza differenza nella velocità di palla emersa dai primi sei game, dominati in lungo e in largo da Yastremska, dopo i quali l’ucraina ha semplicemente smesso di tenere la palla in campo per iniziare a sbagliare tutto ciò che è possibile sbagliare su un campo da tennis. Nei sei game di fila vinti da Wozniacki nel primo set c’è poco merito della danese, che sostanzialmente si è limitata a tenere la palla in campo e attendere l’errore avversario.

La partita è rimasta bruttina anche nel secondo set, ma il livello di opposizione di Wozniacki si è leggermente alzato quando è stato necessario recuperare lo svantaggio di due break, obiettivo per completare il quale è stato prezioso il nuovo carico di gratuiti di Yastremska. Sul 5-4 l’ex numero uno del mondo ha fallito tre match point, e altri due ne ha mancati sul 6-5 prima di accogliere il quarantasettesimo errore non forzato dell’ucraina che le ha consegnato partita e altri due giorni di ‘vita’ tennistica. “Lei colpisce davvero molto forte e non sapevo cosa fare. Sotto 5-1 pensavo che sarebbe finita in una mezz’oretta” ha detto Caroline a fine partita, manifestando anche un po’ d’emozione per un’avventura che oggi non si è conclusa… quasi per miracolo. La prossima sfida sarà contro l’imprevedibile Ons Jabeur, che dopo aver sorpreso Jo Konta ha rimontato anche Caroline Garcia.

AVANTI LE FAVORITE – A distanza di pochi minuti (quando in Italia erano circa le 3 di notte) hanno strappato il pass per il terzo turno le due finaliste della scorsa edizione, Naomi Osaka e Petra Kvitova. Colei che il trofeo l’ha vinto si è sbarazzata senza troppa difficoltà (6-2 6-4) di un avversario potenzialmente pericoloso come Saisai Zheng, che non ha mai potuto abbozzare alcun tentativo di tessere la sua classica tela. Osaka ha affrontato l’impegno con grande concentrazione, incitandosi a più riprese nonostante l’andamento tranquillo del punteggio. A fine partita un’intervistatore piuttosto distratto le ha chiesto delle sue possibilità di raggiungere la vetta della classifica a fine torneo, che in realtà non esistono perché Naomi può al massimo sperare di difendere tutti i punti che ha.

https://twitter.com/AustralianOpen/status/1219797058988789761

Qualche problemino in più l’ha avuto Kvitova contro la non irresistibile Badosa Gibert, ma alla fine il doppio 7-5 con il quale ha sconfitto la tennista spagnola non ha proposto troppi spunti di riflessione. Quando c’è stato da vincere i punti importanti, Petra ha risposto presente (affronterà Alexandrova al terzo turno). Ancora più convincente è stata la prestazione della numero uno del mondo Ashleigh Barty – sicura di mantenere questa posizione anche a fine torneo – in deciso crescendo rispetto all’opaco esordio contro Tsurenko. Ash ha lasciato soltanto cinque game a Polona Hercog per guadagnare l’accesso a un terzo turno molto scomodo contro Elena Rybakina (appena 20 anni), che dopo aver dominato la concorrenza a Hobart ha passato agevolmente i primi due turni anche qui a Melbourne confermando il suo notevolissimo stato di forma.

 

FUORI DUE TESTE DI SERIE – La notte italiana ha riservato un paio di sorprese nelle zone medie del seeding, che ha perso l’undicesima e la tredicesima pedina. Si tratta rispettivamente di Aryna Sabalenka e Petra Martic, eliminate da Suarez Navarro e Goerges. Le forti folate di vento hanno condizionato la prestazione della giocatrice bielorussa e fatto emergere la maggiore esperienza di Suarez Navarro, che sta disputando il suo ultimo Australian Open (si ritirerà a fine stagione). Due tie-break hanno deciso il match: al primo si è giunti dopo che Sabalenka ha servito invano per il set, senza avere sulla racchetta occasioni di vincerlo, nel secondo la bielorussa ha sciupato una palla del terzo set e poi perso gli ultimi tre punti. Ancora più godibile il match vinto da Goerges, che dopo aver completato la rimonta ai danni di Martic le ha riservato un tenero e caloroso abbraccio. L’esito del match stupisce fino a un certo punto: da numero 39 del mondo, Julia è probabilmente la tennista più in forma tra quelle non incluse nel novero delle teste di serie e adesso affronterà Alison Riske.

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Australian Open

Sharapova fuori da Australian Open e top 300: “Difficile pensare ai prossimi 12 mesi”

Prestazione molto negativa per l’allieva di Piatti, che non occupava una posizione così bassa in classifica da quasi 18 anni. Siamo al capolinea per Masha? “Non so se sarò qui tra 12 mesi”

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Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

Trecentosessantasei (366). Tra poco meno di due settimane, al prossimo aggiornamento di classifica, Maria Sharapova sarà seduta su questo gradino del ranking WTA. La sconfitta (6-3 6-4) inflittale da Donna Vekic, testa di serie n.19 del torneo, le toglie 240 punti e quasi altrettante posizioni scaraventandola fuori dalla top 300, come non le accadeva da quasi 18 anni (settembre 2002, Masha aveva solo quindici anni). A seguito della squalifica per doping, infatti, la siberiana era passata direttamente dalla top 100 all’oblio del niente rankingsenza transitare per posizioni intermedie; nell’ottobre del 2016 il computer si riprese in blocco i 690 punti delle Finals 2015 facendola uscire di classifica.

In questo caso la cambiale in scadenza era quella dell’Australian Open 2019, forse l’ultimo grande torneo giocato ad alti livelli dalla tennista russa che riuscì ad eliminare Wozniacki al terzo turno prima di lottare alla pari con Ashleigh Barty agli ottavi, uscendo dal campo con l’onore delle armi. Adesso Sharapova può vantare poco più di un centinaio di punti in classifica, racimolati lo scorso anno tra San Pietroburgo, Maiorca e Cincinnati.

LA SCONFITTA – Nella parte centrale dell’incontro Sharapova si è prodotta in qualche buona risposta, provando a convincere se stessa di poter lottare come ha sempre saputo fare in carriera, e ha guadagnato un break di vantaggio nel secondo set. Purtroppo per lei, però, a incidere negativamente sugli esiti del match ci hanno pensato un inizio incerto e una fine quasi drammatica, segnata da un parziale di cinque game a zero in favore di Vekic. Diversi rovesci in corsa a metà rete, le solite paturnie al servizio, una gestualità negativa. A nulla è valso il supporto di Jannik Sinner, che dopo aver concluso la sua pratica di primo turno si è palesato nel box di Maria (i due condividono Piatti come allenatore). La strada per tornare in alta, se ancora ce n’è una, appare ogni giorno più in salita.

 

IL COMMENTO –Ho fatto tutto ciò che era giusto fare” ha detto con sguardo triste una volta arrivata in sala stampa, “questo però non ti garantisce una vittoria al primo turno, al terzo turno o in finale. È lo sport e per questo è così speciale essere campionesse anche solo per una volta. Non so se posso guardare il ranking e pensare che rispecchi la mia situazione. Lo scorso anno ho giocato 7-8 tornei, ero infortunata per la maggior parte della stagione e devo tenerne conto”. Poi dà conferme sulla collaborazione con Piatti: “Ho lavorato bene con lui e andremo avanti insieme”.

Potrebbe essere l’ultimo Australian Open della sua carriera? Sharapova ha risposto così: Non lo so, non lo so. Sono stata fortunata quest’anno e ringrazio Craig (Tiley, CEO di Tennis Australia, ndr) per avermi permesso di fare parte di questo evento. È difficile per me pensare cosa succederà nei prossimi dodici mesi“. Infine, anche Masha (come Federer prima e Nadal poi) non ha lesinato lodi per il giovane Sinner, conosciuto nel corso della sua collaborazione con Piatti: “Abbiamo passato qualche settimana insieme in Italia durante l’off-season. È sotto gli occhi di tutti, migliora ogni settimana. È divertente e soprattutto è un ragazzo umile“.

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