Firenze Tennis Cup: super martedì con 18 incontri. Caruso: "Per ora una stagione da 8"

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Firenze Tennis Cup: super martedì con 18 incontri. Caruso: “Per ora una stagione da 8”

La pioggia ha falcidiato la prima giornata del Challenger di Firenze: annullati tutti i match di tabellone principale, completate solo le qualificazioni. Tra i più attesi c’è Salvatore Caruso, sempre più vicino alla top 100

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La pioggia sui campi della Firenze Tennis Cup - Trofeo Toscana Aeroporti (foto Francesco Peluso)
 
 

FIRENZE PER AGGANCIARE I TOP 100 – Nessuna scaramanzia, anche perché la matematica non è un’opinione. Arrivando in fondo alla Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporto (46.600€, terra battuta), Salvatore Caruso sarebbe certo di raggiungere il traguardo sognato da ogni professionista. Appena sbarcato a Firenze dopo la buona parentesi all’ATP di San Pietroburgo, il siciliano ha approfittato del giorno di pioggia per fare il punto su un 2019 che gli ha regalato grandi emozioni, “che mi porterò dietro per tutta la vita”. Una classifica a due cifre sarebbe il perfetto coronamento. “La stagione non è iniziata nel migliore dei modi, ma ormai mi conosco: sono un diesel e il mio rendimento cresce quando gioco tante partite – racconta Caruso – la svolta è arrivata a marzo, quando ho giocato i tornei sul cemento americano.

Mi sono trovato bene, ho alzato il livello e ho cambiato marcia. Poi ho proseguito su questa falsariga, dopo Parigi le cose sono ulteriormente migliorate ed è un peccato che mi sia dovuto fermare dopo Umago. Al rientro ho fatto un po’ di fatica, ma già da qualche settimana ho ripreso a esprimere un buon tennis. Un voto? Per adesso direi 8, ma la stagione non è ancora finita. Spero che possa diventare un bel 10”. Caruso ha fatto emozionare l’Italia tennistica al Roland Garros, quando ha raggiunto il terzo turno dopo essere partito dalle qualificazioni, arrivando a sfidare Novak Djokovic sul campo Philippe Chatrier. È proprio l’esperienza parigina la “foto” che Caruso porta via più volentieri dal 2019. “Sono state due settimane splendide e durissime, fin dalle qualificazioni. Una volta entrato in tabellone ho dato il meglio, poi le sensazioni provate contro Simon e contro Djokovic me le porterò dentro per sempre”.

MALEDETTA CONTRATTURA – Lo scorso 19 agosto si è issato fino al numero 102 ATP. Si presenta a Firenze da n.112, quarta testa di serie, e farà il suo esordio contro il vincente di Napolitano-Alcaraz, uno dei match più attesi del primo turno. La sua scalata si è bloccata in estate per una contrattura di secondo grado all’adduttore. Una disdetta, perché arrivata durante il suo torneo più bello. Proprio quando sognava di vincere addirittura un torneo ATP, a Umago ha incassato il semaforo rosso del fisioterapista durante la semifinale contro Dusan Lajovic. “Avevo fastidio sin dal primo turno e ho fatto un mucchio di trattamenti sia al mattino che alla sera: agopuntura, massaggi… inoltre preferivo giocare senza la fasciatura contenitiva. Hanno fatto un grandissimo lavoro, ma sono arrivato al limite. Peccato, ma sono cose che capitano e vanno accettate. Va bene così, sono abbastanza sicuro che se avessi continuato avrei rischiato lo strappo e perso quasi tutta la stagione. Alla fine era una forte contrattura, è partita anche qualche fibra. Il rimpianto è stato soprattutto per Umago, perché avevo sensazioni fantastiche. Avevo come la sensazione di poter spaccare ogni palla che toccassi”.

L’approdo di Caruso ai piedi del tennis “che conta”, peraltro con buone chance di entrarci, è anche merito di uno staff sempre più ampio. Il siracusano ha investito i guadagni per circondarsi di persone che contribuiscono alla sua crescita. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. “Io ho due colonne portanti: coach Paolo Cannova e il preparatore atletico Pino Maiori, lavoriamo insieme da 10 anni e senza di loro mi sentirei perso – dice Caruso – potendomelo permettere, ho aggiunto il fisioterapista Niccolò Liberati e cerco di portarlo in giro il più spesso possibile, perché siamo a fine stagione ed è un aiuto fondamentale per presentarsi al 100% in ogni singola partita, stare bene ed evitare qualsiasi tipo di infortunio”.

IL LEGAME CON FIRENZE – Proverà a fare grandi cose a Firenze, città che non gli ha mai portato troppa fortuna sul piano agonistico, ma con cui ha un bel legame. “Prima di tutto è splendida, adoro tornarci – dice – certo, se vinci diventa ancora più bella. Però con Firenze ho un legame speciale, me lo ha trasmesso coach Cannova che in passato ha lavorato per due anni proprio al CT Firenze e in questa città ha conosciuto sua moglie. Lo scorso anno sono arrivato a due punti dal successo contro Robredo, poi lui mi ha beffato con l’esperienza. Ma si può soltanto migliorare”. Proprio al CT Firenze, nell’importante torneo Under 18, Caruso ha giocato il suo ultimo torneo giovanile prima di tuffarsi nel professionismo. All’epoca perse nelle qualificazioni, era uno dei tanti, mentre oggi è tra le principali attrazioni del torneo.

Una bella occasione per arrivare in fondo, poiché nella sua carriera è arrivato “soltanto” due volte in finale in un Challenger (Biella 2013, persa; Como 2018, vinta). “Ho parlato di questa cosa con il mio coach – conclude Caruso – purtroppo a volte mi capita di lottare più del dovuto in partite che dovrei vincere con maggiore facilità. Questo, talvolta, mi porta ad arrivare un po’ “cotto” a fine torneo. Però mi piace sottolineare che quest’anno ho fatto cose buone nei tornei più importanti. E a Umago, senza il problema fisico, ho avuto la sensazione che potessi vincere il torneo. Per carità, può succedere di tutto, ma affrontare Balazs in una finale ATP non capita tutti i giorni. Però è vero: dovrei essere più cinico nei primi turni, come peraltro insegnano i big”.

 

SI PARTE CON TANTA PIOGGIA – Sarà un super martedì, quello della Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti. La pioggia di lunedì ha costretto gli organizzatori a collocare tutti i match di primo turno in una sola giornata: con i primi due incontri di doppio, ci saranno ben diciotto le partite al CT Firenze 1898. Ce c’è davvero per tutti i gusti: sul Campo Centrale giocheranno, uno dopo l’altro, i nostri giovani: Giulio Zeppieri, Enrico Dalla Valle e Lorenzo Musetti. Ma non finisce qui: saranno in tutto ben undici gli azzurri in gara. Il clou è un match rinviato da lunedì, quello di Stefano Napolitano contro il baby fenomeno spagnolo Carlos Alcaraz Garfia, classe 2003, seguito dall’ex n.1 del mondo Juan Carlos Ferrero. L’incontro chiuderà il programma, come secondo match dalle 17.15 sul Grandstand.

In precedenza, da non perdere Moroni-Taberner (alle 10 sul Campo 5) e Quinzi-Popko (quarto match sul Campo 4). Lunedì, nel frattempo, si sono ultimati i due match di qualificazione. Erano le 22 passate quando Jules Okala superava in rimonta il nostro Riccardo Balzerani, mentre in precedenza un altro francese (Benjamin Bonzi) si era garantito il posto in tabellone. Balzerani è comunque stato ammesso in tabellone come lucky loser grazie al forfait di Carlos Berlocq. Il programma è iniziato alle 18 passate (dopo che al mattino si era giocato appena un game), ed è stato possibile grazie alla splendida tenuta dei campi del CT Firenze e al lavoro dello staff, che in poche ore ha reso praticabili dei campi che erano totalmente allagati. Adesso si può dire: la Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti è davvero partita.

Ufficio Stampa Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti

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Roland Garros: Gaston batte De Minaur al quinto e infiamma il Lenglen. Bene anche Rublev e Tiafoe

Hugo Gaston uno dei protagonisti della giornata di martedì, batte De Minaur al quinto dopo quasi quattro ore di gioco

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Hugo Gaston - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Grandi emozioni per il tennis di Francia nella giornata di martedì. Dopo la profonda commozione per l’addio alle gare di Jo-Wilfried Tsonga sul Philippe Chatrier, fermato da Casper Ruud e un infortunio alla spalla, sul campo Suzanne Lenglen, Hugo Gaston, dopo quasi quattro ore di gioco e cinque set, fa piangere di gioia il pubblico parigino eliminando l‘ostico Alex De Minaur, testa di serie n. 19, con lo score di 4-6 6-2 6-3 0-6 7-6(4).

Non c’è che dire, Gaston dà il meglio di sé sull’ocra di Porte d’Auteuil, come testimoniano la performance vincente contro Stan Wawrinka al quinto set e la maratona, sempre al quinto set, persa contro Dominic Thiem, nell’edizione 2020.

 

Nell’edizione 2022, Hugo viene a capo di un match dai tanti volti, supportato e acceso a sua volta dal pubblico in delirio del Suzanne Lenglen. Al secondo turno, il n. 74 del mondo se la vedrà con l’argentino Pedro Cachin.

Passa al secondo round anche Frances Tiafoe (n. 24 del draw). All’americano bastano tre set, seppur molto combattuti (7-5 7-5 7-6), per superare un altro transalpino, Benjamin Bonzi. È andata male anche ad un altro tennista di Francia, Adrien Mannarino, che inciampa sul veterano Federico Delbonis (6-1 7-6 6-2 lo score per l’argentino).

Fatica di più invece Andrey Rublev che concede sul filo di lana il primo parziale al coreano Kwon, per poi recuperare e chiudere il match con il punteggio di 6-7 6-3 6-2 6-4. Esordio vincente a Parigi anche per l’ex n. 7 del mondo David Goffin, che sconfigge il ceco Lehecka in quattro set (6-4 4-6 6-4 6-4).

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros: Zeppieri cede a Hurkacz, ma esce con onore. “Giocare qui non è un sogno, sento che posso giocare a questo livello e anche meglio”

Dopo il brillante ruolino nelle qualificazioni, Zeppieri deve arrendersi in tre set a Hurkacz. Ma l’appuntamento con il secondo turno Slam è solo rimandato

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Giulio Zeppieri – ATP Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)

[12] H. Hurkacz b. [Q] G. Zeppieri 7-5 6-2 7-5

Il debutto di Giulio Zeppieri nel tabellone principale di un torneo dello Slam è stato di quelli che “provano la febbre”: Huber Hurkacz, n. 13 della classifica mondiale, vincitore del Masters 1000 di Miami nel 2021 ha rappresentato il debutto di fuoco al massimo livello per il giocatore laziale che, cresciuto nei tornei juniores insieme con il suo amico Lorenzo Musetti, ha passato le ultime stagioni tra il sudore anonimo dei Futures e dei Challenger mentre il suo compagno di avventura diventava un “habitué” delle grandi ribalte.

Credo che lui abbia giocato un’ottima partita, soprattutto al servizio, ed è riuscito ad alzare il livello quando era necessario, al contrario di me” ha spiegato uno Zeppieri molto serio in volto, presentatosi in sala interviste con tutte le sue racchette. “Ho cercato di rispondere molto vicino al campo, soprattutto nei primi due set, poi sono arretrato un po’ nel terzo, ma lui ha tenuto in livello molto alto sia alla battuta sia sul punto dopo il servizio”.

 

E la differenza tra i due è venuta fuori quando i punti contavano di più: nel primo set, sul 5-4 Zeppieri, Hurkacz ha infilato una serie di 20 punti a 5 che in un battibaleno ha mandato il polacco avanti di un set e un break. A quel punto si è trattata di una gara in salita, nella quale Hurkacz è andato avanti 4-1 pesante nel secondo set per poi chiudere il secondo set 6-2.

Nel terzo set Zeppieri ha resistito fino alla fine come era capitato nel primo parziale, ma non è riuscito a risolvere il rompicapo dei game di servizio del suo avversario, nei quali non è mai riuscito a procurarsi nessuna palla break in tutto il match. “Tuttavia ho avuto qualche occasione, sono stato alcune volte 0-30, 15-30” ha precisato Zeppieri, che comunque è consapevole che la strada da percorrere è ancora lunga ma pala con la maturità di chi è fiducioso nel proprio metodo di lavoro e nel proprio team.

Ora per lui la stagione prevede tanti altri Challenger, per il momento tutti sulla terra battuta (a Forlì, Perugia e Parma), oltre alle qualificazioni di Wimbledon che Giulio vuole giocare per l’esperienza. “Dal momento che non saranno assegnati punti a Wimbledon non ho intenzione di giocare altri tornei sull’erba, ma le qualificazioni dello Slam le giocherò comunque”.

Interrogato sulla sua espressione piuttosto corrucciata dopo la sconfitta, nonostante il percorso positivo qui al Roland Garros, Zeppieri risponde: “Mi sono qualificato giovedì scorso, oggi è martedì, è passata quasi una settimana, per cui è un po’ tanto per essere ancora felici di quel risultato. Non mi sento di star vivendo un ‘sogno’, sento di poter stare a questo livello, di poter giocare alla pari con questi giocatori e anche meglio. C’è ancora tanto da lavorare, ma io e il mio team non abbiamo fretta, dobbiamo seguire il nostro percorso”.

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Roland Garros – L’aria di Parigi fa sempre bene a Cecchinato: vince in rimonta al quinto

Sotto di due set, Marco Cecchinato ribalta il match e si impone 6-0 al quinto sullo spagnolo Andujar, replicando l’impresa che gli riuscii anche nella magica edizione del 2018. Ora affronta Hurkacz

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Dal nostro inviato a Parigi

M. Cecchinato b. P. Andujar 4-6 4-6 6-0 7-5 6-0

 

Un match tra due specialisti della terra rossa quello tra Marco Cecchinato e Pablo Andujar, sebbene entrambi lontani dai loro fasti e incapaci di ottenere risultati di rilevo in stagione. Alla fine l’ha spuntata il 29enne tennista siciliano, che non è caduto nello sconforto dopo essersi ritrovato sotto per 2 set a 0 nonostante le tante occasioni avute nei due parziali, ed ha finito per imporsi con merito alla distanza, sfruttando anche il fisiologico calo fisico del suo 36enne avversario. Ovvio ricordare qui il fatto che Cecchinato era già riuscito nell’impresa di rimontare due set al primo turno qui a Parigi contro Marius Copil, la prima tappa di quella magica cavalcata verso la semifinale parigina.

La partita iniziava bene per il palermitano, che dopo una decina di minuti si portava sul 3-0. Ma le due palle break che si era procurato nel terzo game, seppur poi annullate, erano il segnale che Andujar era entrato nel match. Mentre Cecchinato, come purtroppo gli capita troppo spesso in questa fase della sua carriera, un po’ ne usciva, iniziando ad inanellare errori che non venivano compensati dai punti spettacolari che facevano esultare il gruppetto di spettatori francesi suoi simpatizzanti. C’è da dare merito, comunque, al 36enne spagnolo –  che ricordiamo può dire di aver battuto Federer (a Ginevra lo scorso anno, primo match sulla terra di Roger dopo quasi due anni) – che regalava molto poco, giocava profondo e negli scambi lunghi aveva praticamente quasi sempre la meglio. Il game della svolta del parziale probabilmente era il sesto, quando Cecchinato aveva l’occasione di riprendersi il break appena ma non la sfruttava. Da lì, pur in una lotta punto a punto tipica di un match sul mattone tritato, il set si indirizzava verso la penisola iberica. Un nervosissimo Cecchinato interrompeva l’emorragia del punteggio tenendo il servizio nel nono gioco per poi urlare di tutto (anche qualcosa di non ripetibile in questa cronaca) in direzione di un tifoso di Andujar, reo a suo dire – come spiegherà al cambio campo l’azzurro all’arbitro che gli chiedeva di calmarsi – di aver esultato non solo dopo i suoi errori, ma anche durante gli scambi. Il siparietto non scomponeva Andujar, che vinceva il servizio a zero e incamerava il primo parziale per 6-4 in 59 minuti.

Il secondo set praticamente era la replica del primo. Ceck si scuoteva, ritrovava 10 minuti del suo tennis spumeggiante 2018/2019 e si portava sul 3-1 40-0, ravvivando l’entusiasmo dei suoi tifosi parigini. Ma qui, nuovamente, si incartava in una serie di errori che davano nuovo vigore al n. 98 del mondo. Che rimetteva la partita sui binari di un quarto d’ora prima e infilava una serie di 4 giochi consecutivi, tornando ad imporsi nei lunghi bracci di ferro da fondo campo, nei quali il semifinalista del Roland Garros 2018 scontava le difficoltà a cambiare l’inerzia dello scambio. Finiva di nuovo 6-4 per il portacolori del Park TC Genova, che in poco meno di due ore di gioco si portava in vantaggio di due set.

La strada sembrava a questo punti veramente in salita per l’ex n. 16 del mondo, ma il 36enne di Cuenca, dopo aver perso i primi due lottatissimi game del terzo, accusava lo sforzo profuso nei primi due parziali. Calavano così le sue capacità di tenere lo scambio lungo e profondo, mentre dall’altra parte Cecchinato aveva il merito di resettare mentalmente le occasioni sprecate nei primi due set e di ripartire. Il tennista siciliano andava in fuga, per usare un gergo ciclistico, e non si voltava più indietro, imponendosi per 6-0 in poco più di mezz’ora.

All’inizio del quarto il Ceck aveva ancora qualcosa da ridire con il solito tifoso del suo avversario, mentre Andujar si rimetteva in careggiata e tornava a lottare su ogni punto. Ora il match era tornato ad essere una classica battaglia sulla terra rossa e si procedeva spalla a spalla, anche se nel quinto game Ceck aveva di nuovo un piccolo blackout che gli costava il break. Che però era bravo a riprendersi nel game successivo, anche grazie ad un paio di gratuiti del suo avversario che non coglieva l’occasione di allungare, forse in maniera decisiva. Si continuava senza scossoni fino al nono gioco, quando lo spagnolo si complicava la vita e da 40-15 si ritrovava a dover fronteggiare un set point. Non riusciva però il passante vincente all’azzurro e l’ex n. 32 del mondo si salvava. Ma Andujar la combinava ancora più grossa nel turno di servizio successivo, quando si faceva rimontare da 40-0 – anche se ci sono i meriti del 29enne palermitano, che sugli scambi lunghi ora non subiva più come nella prima parte del match – e completava il patatrac con una facile volée a campo aperto che gli moriva sul nastro e ricadeva sul suo campo. 7-5 Cecchinato, e dopo poco meno di 3 ore e mezza di gioco si andava al quinto.

Il parziale decisivo non aveva storia: Andujar spariva dal campo, accusando la fatica e il peso delle 36 primavere, e subiva un altro bagel. 6-0 per Cecchinato, che si qualificava per la quarta volta al secondo turno del Roland Garros. Sperando che l’aver ricordato le analogie con la vittoria contro Copil di cinque anni possa essere di buon auspicio per l’allievo di Max Sartori.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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