Trungelliti, un sorriso che illumina Firenze [VIDEO]

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Trungelliti, un sorriso che illumina Firenze [VIDEO]

Una facile vittoria contro Pedro Sousa (un po’ dolorante alla spalla) consegna all’argentino il secondo ATP Challenger. “Spero che possa essere l’inizio di una nuova carriera”. Tanto pubblico per la finale

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Marco Trungelliti - Firenze Tennis Cup 2019 (foto Stefan Polini)

Il travolgente sorriso di Marco Trungelliti rimarrà la foto ricordo, l’immagine più bella della seconda edizione della Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti (46.600€). Dopo le furibonde battaglie dei giorni scorsi, l’argentino ha vissuto il match più semplice nella finale contro Pedro Sousa. È stato un 6-2 6-3 piuttosto agevole, quasi sempre senza storia. Per Trungelliti è il secondo Challenger in carriera dopo il titolo dell’anno scorso, sempre in Italia, a Barletta. Con gli 80 punti (e un assegno di 6.190 euro) risalirà al numero 167 ATP, ottima base per ripartire. Ha già dato forfait dal torneo di Barcellona e tornerà in campo tra qualche settimana, nelle qualificazioni di un torneo ATP (Mosca o Stoccolma, dipenderà dall’entry list).

Sul Centrale del CT Firenze ha avuto qualche patema soltanto nel primo game, quando ha rimontato da 15-40. Un break immediato lo ha portato sul 2-0, poi un altro “strappo” al termine di un combattuto ottavo game fissava il punteggio sul 6-2. Nel secondo, una gran risposta di rovescio fissava il punteggio sul 2-0. In quel frangente c’era la reazione d’orgoglio di Sousa, che brekkava a zero e risaliva sul 2-2 (complice qualche errore di un Trungelliti forse troppo sicuro di sé). La partita prendeva la direzione definitiva nel sesto game, quando il portoghese commetteva due doppi falli, complice un piccolo problema fisico che gli impediva di servire al meglio.

Dieci minuti dopo, Trungelliti poteva sollevare le braccia al cielo per la gioia di mamma Susana e del fratello Andrè, con lui a Firenze insieme a nonna Dafne (che però è rimasta in hotel per scaramanzia). “Con Pedro ci conosciamo bene, sono sempre partite difficili, credo che alla fine gli facesse un po’ male la spalla perché serviva piano e questo mi dava tranquillità e agio per comandare lo scambio – ha detto Trungelliti – oggi c’era un po’ di vento, situazione inedita per questa settimana, lui non ha giocato la sua migliore partita e io ho approfittato della situazione”.

Marco Trungelliti – Firenze Tennis Cup 2019 (foto Stefan Polini)

UN DOLCE VIAGGIO DI RITORNO – Al netto dei problemi fisici del portoghese, Trungelliti conosceva la chiave per metterlo in difficoltà, avendolo battuto in 5 dei 6 precedenti. “So che tipo di tattica adottare, il problema – come sempre – è metterla in campo. Dipende anche dall’avversario, da come gioca, da come serve… diciamo che oggi l’ho seguita alla lettera”. Il successo a Firenze ha un grande valore simbolico, perché “lava via” una stagione difficile sotto tanti aspetti, non solo tennistici. E allora ci si domanda se può essere l’inizio di una nuova carriera. 

“Onestamente non lo so – dice l’argentino – per il momento, vorrei concentrarmi sulla salute. Vorrei stare bene, anche questa settimana ho rischiato di non giocare per il problema alla schiena. La prossima mi fermo, poi durante la preparazione invernale cercherò di lavorare nel miglior modo possibile per avere una stagione tranquilla, senza infortuni”Dopo le fatiche fiorentine tornerà a casa in macchina, nella sua residenza di Andorra. Era partito un paio di settimane fa per Biella, poi si è spostato a Firenze“Andorra-Biella sono 9 ore, per noi non è tanto – sorride Trungelliti – viaggio in sicurezza, non è un fastidio. Mi piace viaggiare in macchina perché mi dà la dovuta tranquillità durante i tornei. Sapevo che il viaggio di ritorno sarebbe stato più lungo, ma con il trofeo in mano sarà molto più dolce. Certo, se avessi perso sarebbe stato un problema…”.

Durante la premiazione, aveva ringraziato il pubblico di Firenze, molto numeroso per questa finale (c’era anche lo storico presidente FIT Paolo Galgani, fiorentino, oggi quasi 84enne). “Talvolta nei Challenger arriviamo in fondo e non c’è nessuno a vederci. Invece in Italia il pubblico è molto numeroso e presente. Non ho visto la città perchè ero impegnato con il torneo, però posso dire che sia meglio così, perché significa che sul campo le cose sono andate bene!”.

Marco Trungelliti e Pedro Sousa – Firenze Tennis Cup 2019 (foto Stefan Polini)

ALAGNA: “SETTIMANA ECCELLENTE” –Un pizzico di delusione per Sousa: con sportività, non ha fatto allusione all’infortunio. “Forse ero un po’ stanco perché ho iniziato il torneo giovedì con due partite, però Marco è stato molto bravo. In generale è stato una buona settimana, ovviamente volevo vincere ma devo pensare positivo. La finale è un buon risultato, la prossima settimana proverò a fare ancora meglio”. Intanto salirà al numero 115 ATP, non così distante dalla 99esima posizione conquistata lo scorso febbraio. Dopo la pioggia di inizio settimana, la Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti è terminata con un bel sole e un cielo azzurro che rappresenta un buon auspicio per il futuro del torneo. Grande soddisfazione per il direttore Carlo Alagna: “Sono mancati gli italiani nelle fasi finali, ma abbiamo avuto grandi partite e ottimi giocatori come Kohslchreiber e Haase, oltre a un fantastico vincitore e una bella vittoria del pubblico. È stata una settimana eccellente, l’appuntamento è all’anno prossimo per una terza edizione ancora più bella”.

 

Ufficio Stampa Firenze Tennis Cup – Trofeo Toscana Aeroporti

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Gulbis e Jabeur, i colpi degli istrioni nel martedì di Melbourne

Il lettone sorprende Auger-Aliassime e prolunga l’agonia del Canada, la tunisina abbatte Konta e nel post partita scalda il cuore: “Valutazioni sulla superficie e sulle palle Dunlop? Datemi una racchetta qualsiasi e fatemi giocare a tennis”

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Ernests Gulbis - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Non solo gli exploit azzurri e le conferme dei soliti noti nel secondo giorno di gare. A impreziosire la maxi-giornata dal programma stipato per recuperare dalle piogge della notte prima, sono arrivate le vittorie contro i più azzardati pronostici di due tennisti che non saranno l’emblema della continuità ma sanno farsi volere molto bene dai cultori più raffinati. Stiamo parlando di Ernests Gulbis e Ons Jabeur, naturalmente.

Il botto fragoroso l’ha causato il lettone, ormai da più parti segnalato fuori dal giro che conta e sprofondato oltre la duecentocinquantesima piazza del ranking mondiale: costretto a passare attraverso il setaccio delle qualificazioni, Gulbis ha sorpreso all’esordio l’attesissimo teenager Felix Auger-Aliassime, accreditato della ventesima testa di serie e di tanta ottima stampa, contribuendo a rendere ancora più tetro l’avvio del torneo per il Canada dopo le eliminazioni di Shapovalov e Pospisil. “Sono tornato negli spogliatoi in stato di shock – ha detto l’imprevedibile Ernesto -, perché non è facile dopo molto tempo tornare a giocare certi tornei, ma davvero ne vale la pena“. Il trasgressivo giocatore nato a Riga, dodici sconfitte al primo turno nella tristanzuola stagione passata, non assaporava la vittoria in uno Slam da Wimbledon 2018, quando malmenò Sascha Zverev al terzo round rifilandogli per giunta un bagel nel set decisivo.

Ons Jabeur, da Ksar Hellal recante uno scrigno di talento sconfinato, ha fatto fuori la dodicesima favorita da par suo, quella Johanna Konta capace di raccogliere da queste parti addirittura la semifinale nel 2016. Con il suo gioco arioso e meravigliosamente inusuale, Ons ha concesso appena sei giochi alla più quotata collega, e le dichiarazioni nel post partita consegnate al nostro Luca Baldissera ce la rendono ancora più cara. “Cosa penso della superficie e delle nuove palle Dunlop? Onestamente sono la peggiore a cui chiederlo. A me basta che diano una racchetta qualsiasi, su un campo qualsiasi, con palle qualsiasi, nuove, vecchie, è lo stesso, io vado e gioco a tennis“.

 

Ernests e Ons avanzano, dunque, e non avranno la strada sbarrata: non subito, perlomeno. Gulbis affronterà nel secondo turno Aljaz Bedene, mentre Jabeur avrà Caroline Garcia, giocatrice dal pedigree ottimo ma dai risultati ultimamente sconfortanti. Che il Dio del tabellone ce li conservi ancora per un po’.

Ons Jabeur – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[Q] E. Gulbis b. [20] F. Auger-Aliassime 7-5 4-6 7-6(4) 6-4
O. Jabeur b. [12] J. Konta 6-4 6-2

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

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Jerzy Janowicz è tornato in campo e ha vinto una partita al challenger di Rennes

A oltre due anni dall’ultima partita ufficiale, Janowicz è tornato alle competizioni. Adesso ha un figlio e le sue prospettive sono cambiate. Non ha mai vinto un titolo nel circuito maggiore

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A oltre due anni dall’ultima apparizione ufficiale, datata novembre 2017 a Bratislava, il polacco Jerzy Janowciz è riuscito finalmente a completare il suo proposito di ritornare in campo. Lo aveva annunciato lo scorso novembre, a mezzo di un’intervista al portale PolsatSport, e questa volta – per fortuna – non c’è stato ginocchio malandato a mettersi di traverso.

Il 29enne nato a Łódź ha sfruttato un invito al challenger di Rennes (montepremi 46000 euro, si gioca sul cemento) e ha battuto al primo turno il ceco Tomas Machac, numero 362 del mondo, con il punteggio di 7-6 6-7 6-4 maturato al termine di quasi tre ore di partita. JJ ha messo a segno ben 19 ace, dimostrando di non aver perso il feeling con il colpo di inizio gioco. Al prossimo turno Jerzy affronterà un avversario un po’ più probante, la decima testa di serie del torneo Constant Lestienne.

In campo ho dovuto pensare a cosa fare” ha detto il polacco dopo l’esordio. “Prima tutto era naturale, automatico, ieri ho dovuto ricordare a me stesso dove posizionarmi, dove servire e come giocare ogni punto. Mezz’ora prima di scendere in campo ho provato tante emozioni che non potevo controllare. Un miliardo di pensiero riguardanti la mia carriera, traguardi, sconfitte, l’infortunio, l’operazione, la riabilitazione”. Janowicz ha poi spiegato da dove è nata l’esigenza di tornare in campo: “L’ho fatto prima di tutto per me stesso. Ho voluto provare. Non sento più il bisogno di avere successo: ho una famiglia, un figlio e vedo le cose in modo diverso adesso. Sono cambiato? No, semplicemente ho smesso di preoccuparmi per alcune cose. Voglio mostrare a mio figlio di un anno il mio miglior tennis“.

 

Durante il periodo trascorso lontano dai campi, infatti, la moglie Marta Domachowska ha dato alla luce il primogenito di casa Janowicz. Il polacco vanta come miglior posizionamento in classifica il 14esimo posto raggiunto nel 2013 pur non avendo vinto alcun torneo. Nel 2012, però, è stato finalista al Masters 1000 di Bercy e l’anno successivo ha raggiunto le semifinali a Wimbledon.


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La notte dell’Australian Open è fatale a Cecchinato e Cocciaretto

Niente da fare la giovane Elisabetta, che regala comunque qualche buon colpo al cospetto di Kerber. Buio pesto per Ceck, che incappa nell’ottava sconfitta Slam di fila contro Zverev

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Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

[7] A. Zverev b. M. Cecchinato 6-4 7-6(4) 6-3 (da Melbourne, il nostro inviato Vanni Gibertini)

Sin dall’inizio si percepiva che la posta in palio fosse piuttosto pesante, questo nonostante il match fosse un primo turno. Entrambi i giocatori vengono da periodi piuttosto complicati: Zverev è in pieno tentativo di recupero, dopo una off season di fatto saltata a causa delle esibizioni giocate con Federer in Sud America e in Cina e di un’operazione agli occhi cui si era sottoposto in dicembre a New York, mentre Cecchinato è alla ricerca di un risultato di prestigio per lanciare la stagione 2020 dopo un 2019 estremamente deludente.

Il tedesco era reduce da sette ore di allenamenti giornalieri nel corso della settimana precedente per infilare tutta la preparazione invernale nel periodo pre-Australian Open e rimettere insieme il suo servizio così fragorosamente deflagratosi durante la ATP Cup. Un brutto doppio fallo sul 2-3 faceva riaffiorare sinistri presagi per Zverev, che concedeva il primo break dell’incontro, peraltro siglato da un magnifico passante di rovescio di Cecchinato. Ma anche Zverev è capace di tirare rovesci e il break rientrava subito facendo subito aumentare il nervosismo dell’azzurro, che quando commetteva l’errore gratuito per mandare il tedesco a palla break, si faceva ammonire per un lancio di racchetta molto simile a quello contestato da Shapovalov nella giornata precedente (e anche questo senza rottura). Il break arrivava pochi minuti più tardi, figlio di altri errori portati dalla poca lucidità: simbolico uno smash al volo su una palla difficilissima tirato sul gancio della rete.

 

Nonostante la delusione per un primo set pasticciato nel frangente decisivo, Cecchinato non si scomponeva, limitava gli errori, che peraltro arrivavano anche da parte di Zverev, e manteneva il comando del punteggio dopo aver iniziato a servire per primo. Con uno splendido game fatto di accelerazioni e slice a fil di rete allungava sul 5-3 e andava a servire per il set, ma subiva la reazione di Zverev che a specchio si riprendeva immediatamente il controbreak. La battaglia da fondocampo era entusiasmante: l’italiano aveva un colpo in più per finire il punto, la smorzata, ma non era sufficientemente incisivo negli affondi quando doveva avanzare. Il tie-break era la logica conclusione: due gratuiti da fondo mandavano Zverev sul 4-2, un punto più tardi Cecchinato evitava di andare sotto 2-6 con una magia in controsmorzata, ma sui suoi due servizi sul 5-4 Zverev non falliva e dopo 1 ora e 38 minuti si issava sul punteggio di due set a zero.

Nell’ intervallo tra i set atmosfera nella Margaret Court Arena veniva scaldata da una delle canzoni australiane più famose, “You’re The Voice” di John Farnham, anche se la temperatura era pressoché perfetta per giocare a tennis. Il terzo set cominciava come gli altri due, con Cecchinato a guadagnare un break di vantaggio e a cederlo appena dopo. E di nuovo, come negli altri set, era Zverev a trovare l’allungo vincente, sul 5-3, effettuando un paio di bei recuperi su altrettante smorzate di Cecchinato. Due ore e 23 minuti di tennis più che piacevole, ma che alla fine nonostante i vantaggi iniziali in tutti e tre i set di Marco, hanno premiato il giocatore con maggiore capacità di sfruttare la spinta da metà campo sulle palle più corte dell’avversario.

Per Zverev il secondo turno contro il vincente tra Ruud e Gerasimov (partita conclusa al quinto set), mentre per Cecchinato c’è l’inizio della tournée sudamericana nella quale difende la vittoria di Buenos Aires e per la quale passa la strada verso il ritorno alle posizioni di classifica cui è più abituato.

[17] A. Kerber b. [Q] E. Cocciaretto 6-2 6-2 (Michelangelo Sottili)

Diciottesima del ranking dopo aver iniziato il 2019 al secondo posto, con un incerto avvio di stagione e i deludenti risultati raccolti negli ultimi Slam, Angelique Kerber è ancora troppo forte per Elisabetta Cocciaretto, che resiste però un’ora e ventidue minuti prima di arrendersi con un doppio 6-2 alla campionessa di Melbourne 2016. Sconfitta che nulla toglie alla diciottenne (per qualche giorno ancora) e al suo splendido percorso nel tabellone cadetto che l’ha portata a ridosso delle prime 150.

Inizia subito in salita il match di Elisabetta, che cede il servizio in apertura dopo un game fiume. Resta in scia, ma di nuovo Angie le strappa la battuta. Cerca di tenere in campo un’altra percentuale di prime, la marchigiana, peraltro senza una gran percentuale di trasformazione, mentre sulla seconda va prevedibilmente in grande difficoltà. La differenza di categoria è evidente e, se Cocciaretto sembra spesso in grado di tenere lo scambio e piazza diverse buone accelerazioni, alla fine i giochi sono quasi tutti appannaggio di Kerber. Costretta a giocare sopra ritmo, la nostra commette inevitabilmente anche molti errori non forzati (36 contro i 14 di Angie), ma riesce spesso a sfondare il muro di Brema, con quei 32 vincenti che quasi doppiano quelli dell’avversaria. Il vero solco è scavato dagli errori forzati, tipico di quando si affronta un avversario di livello superiore che non fa della ricerca del winner a ogni costo la sua filosofia di gioco.

Tra i due set, c’è anche un MTO per Elisabetta che si fa trattare la coscia destra, già fasciata all’ingresso in campo un problema che si amplifica contro una che muove bene la palla come la tedesca. Kerber si avvia inarrestabile verso la vittoria, fino ai due match point che significano anche il bagel, ma Elisabetta non ci sta: va bene la pluri-vincitrice Slam contro l’esordiente, passi l’ex numero 1 del mondo contro la giovanissima qualificata, ma quando è troppo è troppo, e “Coccia” muove il punteggio brekkando Angie per la prima volta, poi accorcia tenendo a zero la battuta. Kerber non è lì per (farsi) scherzare, torna a far valere il servizio mancino e chiude con un altro 6-2.

“Penso che avrà un grande futuro” dice Angelique con il sorriso della vittoria riguardo all’avversaria. “Ogni anno che torno mi sento sempre più vecchia con tutte queste nuove giocatrici” scherza la neo-trentaduenne che, al prossimo turno, è attesa dalla wild card di Brisbane Priscilla Hon.

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