La coppia Cabal/Farah si assicura il numero 1 del mondo a fine anno

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La coppia Cabal/Farah si assicura il numero 1 del mondo a fine anno

Cinque titoli conquistati in stagione, compresi due Slam: Wimbledon e US Open. I due colombiani in coro: “Felici e orgogliosi”

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Juan Sebastian Cabal e Robert Farah - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Se per il numero 1 del mondo di fine anno in singolare è sfida aperta tra Rafa Nadal e Novak Djokovic, nel doppio lo speciale trofeo (che verrà consegnato durante le ATP Finals di Londra) è già stato assegnato alla coppia formata da Juan Sebastian Cabal e Robert Farah, autentici dominatori della stagione. L’ufficialità è arrivata dopo il successo di Cabal e Farah contro Isner e Querrey nel secondo turno del 1000 di Shanghai.

I due doppisti colombiani quest’anno hanno conquistato cinque trofei su sette finali disputate. Tra questi spiccano due titoli dello Slam: il primo in assoluto vinto della coppia a Wimbledon (battendo in finale Nicolas Mahut ed Eduard Roger Vasselin dopo una battaglia di cinque ore) e quello alzato al cielo un mese fa allo US Open (superando in questo caso la coppia formata da Granollers e Zeballos). Oltre ai due titoli Major, Cabal e Farah hanno trionfato anche a Barcellona, Roma ed Eastbourne, e raggiunto la finale a Sydney e Cincinnati.

“Una rincorsa fantastica. È surreale, siamo davvero felici e orgogliosi, ha detto il 33enne Cabal. “È un grandissimo risultato e siamo davvero onorati di ricevere il trofeo di numero 1 del mondo di doppio. È quello che ho sempre sognato, ha aggiunto il 32enne Farah.

 

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Patrick McEnroe: “Sono risultato positivo al coronavirus”

Il fratello di John ha fatto sapere su Twitter di essere risultato positivo al test per il Coronavirus: “Sono in quarantena, ma sto bene”

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Patrick McEnroe, ex capitano di Coppa Davis della squadra statunitense ed ex numero 28 del mondo, ha comunicato con un video su Twitter di aver contratto il coronavirus. Il fratello di John, tuttavia, ha dichiarato di stare bene, pur trovandosi ancora in quarantena con la famiglia. “Dieci-undici giorni fa ho accusato i primi sintomi e, dopo essermi sottoposto al tampone, sono risultato positivo al COVID-19. Ora, però, sto bene. Mi sento al 100%. Sono ancora in quarantena con mia moglie e i miei figli”.

Dopo il brasiliano Thiego Seyboth Wild, Patrick McEnroe è quindi la seconda persona legata al mondo del tennis ad aver comunicato la propria positività al COVID-19.

 

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Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 31 marzo. 837 nuovi decessi, respirano le terapie intensive

Non cala il numero dei decessi, ma per la prima volta da inizio epidemia in Lombardia si registra il segno ‘meno’ sui ricoveri in terapia intensiva

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L’ultimo aggiornamento di marzo sull’epidemia italiana di COVID-19, comunicato nella consueta conferenza stampa della Protezione Civile italiana, offre un barlume di ottimismo quantomeno per quanto riguarda la regione più colpita, la Lombardia. Per la prima volta dall’inizio del rilevamento dei dati, nella regione lombarda è sceso il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva (da 1330 a 1324). Purtroppo rimane alto il numero dei decessi (380), ma si tratta di pazienti che hanno contratto l’infezione verosimilmente diversi giorni fa.

Anche su base italiana il trend dei ricoveri in terapia intensiva è in ribasso: cinque giorni c’erano stati 120 nuovi ingressi, oggi ne vengono registrati 42 (il totale sale a 4023). In tutto il paese si registrano 837 nuovi decessi che fanno salire il totale a 12428, mentre i pazienti guariti diventano 15729 (+1109). Il dato dei nuovi contagi ammonta a 4053, un aumento praticamente identico a quello di ieri che porta il totale dei casi a 105792. Le persone con infezione attiva sono 77635, delle quali oltre 28000 sono in isolamento domiciliare con sintomi lievi o senza sintomi.

Dati forniti dalla Protezione Civile italiana


 

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Berrettini: “La cancellazione di Roma mi fa più effetto di quella di Wimbledon”

Matteo ospite in video collegamento a Casa Sky: “Paura di scendere dal numero 8? Ho più paura del virus. Djokovic è il big 3 che mi ha messo più in difficoltà tecnica, Federer il mio idolo da bambino”

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Matteo Berrettini - Roma 2019 (foto Felice Calabrò)

Pochi giorni dopo Jannik Sinner, anche Matteo Berrettini è intervenuto in diretta negli studi di Sky Sport. In collegamento video dagli Stati Uniti, l’azzurro ha parlato innanzitutto dell’isolamento, della sua condizione fisica, degli allenamenti e della paura coronavirus: “Ero pronto per giocare Indian Wells, adesso sto cercando di migliorare la mia forma fisica. Il tennis è un po’ in secondo piano, devo ritrovare la forma dopo lo stop di inizio anno. Devo migliorare gli spostamenti laterali e il gioco di volo. Sicuramente rispetto alla normalità le giornate sono più noiose e strane, di solito succede quando siamo infortunati. Bisogna pensare alla salute e cercare di fermare questo virus. Dobbiamo aspettare e fare un passo indietro, ricalibrando le paure che abbiamo ogni giorno. Non potrò più avere paura di scendere dal numero 8 del mondo, ho molta più paura del virus.

WIMBLEDON E ROMA CANCELLATI?“È strano… è pazzesco. È ovvio che la vita degli sportivi ruota intorno a questi grandi eventi, però credo che siano cose minori rispetto a quello che sta succedendo in questo momento. È vero che lo sport per me è una priorità, però bisogna dare priorità ad altre cose. Ci sono tantissime persone senza lavoro, tantissime cose che non stanno funzionano. Lo sport può tranquillamente aspettare un pochino. Mi ha fatto molto più effetto la cancellazione di Roma che di Wimbledon (che pare ormai quasi certa, ndr), perché il cuore mi porta a Roma. Una cancellazione dietro l’altra, credo che si andrà avanti così per un po’. Dobbiamo avere pazienza come la stanno avendo tutti.

LA SVOLTA“Le cose sono cominciate a cambiare dopo la semifinale a New York, credo che gli US Open siano stati il trampolino. È stato un grande passo avanti, non pensavo alla Top 10 ma pensavo a giocare meglio che potevo”.

 

FEDERER E GLI ALTRI BIGIl mio idolo tennistico è sempre stato Federer, sono cresciuto con la sua figura quasi divina. Negli anni in cui ero ragazzino lui vinceva tutto. Era quasi troppo facile tifare per lui però mi piaceva il suo modo di stare in campo, la sua tecnica, come si muove, il rispetto per gli avversari. Una volta che ho iniziato a giocare i tornei dove c’era anche lui mi sono detto: ‘Ok, adesso non posso più tifare per lui, devo concentrarmi su me stesso’. Se vincesse l’oro a Tokyo sarebbe il copione perfetto della sua carriera pazzesca. Non credo ne abbia bisogno per sentirsi appagato e felice di quello che ha fatto, però sarebbe fantastico. La dimostrazione, ancora una volta, di quello che sa fare, di quanto è completo in tutti gli aspetti, di quanto si è preso cura del suo corpo per tutto questo tempo. Ancora alla sua età riesce a battermi abbastanza facilmente (ride). Contro Federer a Londra mi sono divertito, lui ha giocato in modo perfetto. Io non ero pronto per quel palcoscenico. Ma ne ho fatto tesoro e mi è servito più avanti. Ho avuto la fortuna di giocare contro i big 3 e anche contro Murray, che sicuramente non era nelle sue migliori condizioni ma mi ha battuto. Ho avuto l’onore di giocare con tutti e quattro. Quello che mi ha messo più in difficoltà tecnica è stato Djokovic, emotiva Federer e fisica Nadal.

TERRA O CEMENTO?“La superficie preferita è difficile da dire. Avrei detto terra fino a 12 mesi fa, ma ho ottenuto buoni risultati ovunque. Forse il cemento outdoor è quello che si addice maggiormente alle mie caratteristiche“.

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