A Mosca si parla solo russo, Rublev stende Mannarino e succede a Khachanov

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A Mosca si parla solo russo, Rublev stende Mannarino e succede a Khachanov

Finale senza storia in Russia, il beniamino di casa schianta il francese e conquista il secondo titolo in carriera. Best Ranking per lui al N.22

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[6] A. Rublev b. [7] A. Mannarino 6-4 6-0

Primo incrocio in carriera tra Andrej Rublev e Adrian Mannarino e secondo trionfo in carriera a livello ATP per Rublev, ed è sicuramente quello più dolce. Il tennista russo ha vinto il torneo di casa sua, Mosca, in una partita senza storia sin dalle prime battute.

Lo sfidante, il francese Adrian Mannarino già finalista qui nel 2018, non è riuscito ad opporre resistenza al tennis rude ma potente ed efficace di Rublev, capace di brekkarlo “a freddo” in avvio di match e di non voltarsi mai indietro. Il servizio sin da subito è stato la chiave tecnica del match, con il russo praticamente inattaccabile nei turni di servizio e con una sola palla break fronteggiata in tutta la partita, sul 3-2. Scampato il pericolo il francese non ha mai avuto modo di essere incisivo in risposta e si è limitato a tenere il servizio senza scossoni fino alla chiusura decisiva del set di Rublev.

Alla ripresa però Mannarino non c’è più in campo, e se prima il problema era la risposta ora anche il servizio manca all’appello. Nonostante il 57% di prime in campo, il 2/14 totale di punti al servizio di Mannarino nel secondo set spiega bene il perché dei tre break consecutivi e Rublev si limita a servire alla perfezione, con un 100% di punti vinti con la prima, ed a quel punto il bagel è la naturale conclusione del match.

 

Grande soddisfazione per Rublev che corona con un titolo la sua annata positiva e lunedì si isserà al best ranking di 22 del mondo. Continua invece lo scarso feeling di Adrian Mannarino con le finali. Nonostante si sia sbloccato con la vittoria a s’Hertogenbosch quest’anno, è l’ottava finale persa su nove . Entrambi da domani saranno di scena a Vienna, Mannarino contro Sam Querrey e Rublev in una sfida Next Gen contro Auger-Aliassime.

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Giorgio Di Maio

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ATP Lione: Musetti di testa e di polso supera Auger-Aliassime

Il n. 88 del mondo elimina in tre set la testa di serie n. 7

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Lorenzo Musetti - ATP Madrid 2021 (ph. Ángel Martínez _ courtesy of MMOpen)

In attesa di fare il suo debutto nel tabellone principale del Roland Garros, Lorenzo Musetti per prendere familiarità con la terra francese ha scelto il torneo ATP 250 di Lione e al primo turno ha pescato Felix Auger-Aliassime. I due si erano affrontati recentemente a Barcellona e in quel caso il canadese aveva vinto in rimonta dando una bella batosta a Lorenzo, 6-0, nel terzo set (complice anche un problema alla schiena). Anche quest’oggi l’italiano è riuscito a vincere il primo set ma non ha ripetuto l’esito di quella sfida e con grande solidità mentale – frangente nel quale non è ancora impeccabile – ha vinto alla distanza 7-6(3) 3-6 7-5 in due ore e 45 minuti.

Il fisico più muscoloso e ben impostato di Aliassime è certamente adatto alle dure battaglie che può riservare la terra rossa, sua superficie preferita come ha ammesso in passato, mentre un Musetti per il momento più mingherlino può far leva sul suo grande talento. Dopo una partenza incerta per entrambi l’equilibrio nel primo set si è spezzato nel quarto game; la maggior varietà con la quale Musetti sa colpire la palla è evidente e il sul rovescio basso e tagliato, giocato a metà campo, è stata una buona arma per spezzare il ritmo al n. 21 del mondo il quale dunque si è ritrovato sotto di un break. Felix però non è certo un tipo arrendevole, e con caparbietà si è ripreso il controllo del gioco grazie a due fondamentali da fondo estremamente solidi. Il tennis di Musetti invece a tratti è stato disordinato – smorzate e discese a rete un po’ sconsiderate – e questo per poco non gli è costato caro.

I punteggio è giunto incerto fino al 6-6 e nel tiebreak tutta la confusione tennistica di Musetti è svanita. Anche il nastro si è schierato a favore dell’azzurro ed è filato tutto liscio per lui fino a chiudere il primo parziale 7-3. Da segnalare lo splendido serve&volley sulla seconda di servizio che lo ha portato a set point.

 

Nel secondo set Aliassime si è rimesso in corsa riducendo al minimo gli errori mentre Musetti ha continuato a faticare troppo alla battuta (alla fine saranno 12 le palle break concesse, di cui 8 salvate). Un solo break è bastato al canadese per vincere 6-3 ma, senza cadere in elogi patriottistici, va detto che il suo stile in linea con la maggior parte dei suoi coetanei non offre grande spettacolo. Musetti invece sa entusiasmare con i suoi colpi ed è solo questione di tempo prima che ciò venga certificato da risultati. Avere un tennis vario infatti inevitabilmente implica più risorse per centrare l’obiettivo e alla fine oggi Musetti c’è riuscito meritatamente.

La prima chance di chiudere l’ha avuta al servizio sopra 5-4 ma un po’ di tremarella si è fatta sentire e Aliassime ci ha messo del suo dando il tutto per tutto. Il canadese però ha finito lui per farsi fregare dalla pressione e ad un passo da un altro tiebreak ha servito come peggio non si poteva: con due doppi falli infatti ha concesso la vittoria a Musetti, cui va dato il merito di aver tenuto testa al suo avversario, non scoraggiandosi quando ha sprecato il vantaggio e salvandosi in tante occasioni.

Abbiamo giocato una partita molto intensa ed è un buon inizio. E’ stato un match abbastanza complicato ma mi sono sentito subito bene. Ho gioctao bene nei momenti giusti, questo ha fatto la differenza. Cosa è cambiato rispetto alla sconfitta di Barcellona (46 63 60) tre settimane fa? Là ebbi un problema alla schiena. Stavolta ho potuto lottare al meglio. Sono rimatso lì, ero 5-2, poi mi sono fatto recuperare, sinceramente è stato bravo lui che ha giocato bene, però non ho mai pensato di mollare e alla fine sono riuscito a portarla a casa. Spero di continuare così, mi sento molto bene, le condizioni mi piacciono, è il mio campo” ha detto il 19enne di Carrara a fine partita. Prossimo avversario per lui, il suo coetaneo Sebastian Korda: “Lo conosco bene anche se non ho giocato con lui neanche a livello junior, sarà una bella sfida.”

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Internazionali di Roma: commovente Sonego ma sarà ancora Djokovic-Nadal

Lorenzo Sonego salva due match point nel secondo set giocando alla pari con il numero uno al mondo, ma cede alla distanza. Undicesima finale a Roma per Djokovic

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Sonego e Djokovic, l'abbraccio - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Se vi siete persi i match di stamane, qui c’è la cronaca di Sonego-Rublev e qui quella di Djokovic-Tsitsipas


Novak Djokovic ha battuto Lorenzo Sonego per 6-3 6-7 (5) 6-2 in due ore e 44 minuti. Un match epico, in cui il torinese ha giocato al di là dei propri limiti, salvando due match point nel secondo set nel tripudio del Centrale. Il serbo affronterà Nadal (dopo essere stato in campo praticamente cinque ore nella giornata di oggi); l’ultima finale romana senza uno dei due in campo risale addirittura al 2004!

Il serbo ha così vendicato la sconfitta subita contro l’azzurro lo scorso ottobre a Vienna.

PRIMO SET – Pensate che Djokovic potesse avere un conto aperto da quel precedente? Pensate bene. Con un elicottero che sorvolava il Foro come a Woodstock (è anche serata di derby), è stato da subito dominante negli scambi, e dopo un primo punto vinto con la contro-contro-smorzata ha trovato quasi sempre l’uno-due sul servizio esterno e conquistato i primi nove punti alla battuta, ma Sonego non si è scoraggiato ed è partito servendo molto bene: tre servizi vincenti e un drop shot gli hanno permesso di tenere per l’1-1.

Il piano partita di Sonego è stato giustamente iper-aggressivo, il problema è che Djokovic ha sostanzialmente verticalizzato a piacimento (soprattutto di rovescio, con cui non ha mai sbagliato nel set), e non è sembrato soffrire le accelerazioni dell’avversario. Nel quarto gioco ha costruito i punti alla perfezione, ribaltandone l’inerzia euclideamente (infatti ha dominato nei punti sopra i cinque colpi, 17-5 in suo favore) e si è guadagnato due palle break: Sonego ha salvato la prima con una prima esterna, ma sulla seconda Djokovic ha risposto a una potente prima centrale in allungo e ha preso il controllo dello scambio, costringendo Sonego ad un errore di dritto e salendo 3-1 e servizio.

Il torinese ha veramente fatto il massimo, soprattutto con la battuta (quasi metà dei suoi servizi sono stati vincenti), ma purtroppo per lui non è mai riuscito a crearsi occasioni in risposta: Nole ha concesso solo quattro punti in tutto il set (neanche uno sulla seconda), e sul 30-15 al momento di servire per il set ha mostrato il proprio bionico controllo aprendosi il campo con due lungolinea non troppo rapidi ma di pulizia cardinalizia su cui Sonego non ha potuto fare niente, e ha chiuso (6-3) con un vincente di dritto inside-in dopo 35 minuti.

SECONDO SET – Il canovaccio non è cambiato all’inizio del parziale, se non per il fatto che Sonego ha forse messo ancora più enfasi sul primo colpo in uscita dal servizio. Nel terzo gioco il numero uno del mondo ha contenuto due prime potenti di Sonego, rimontando da 40-15 con una contro-smorzata e un rovescio profondo mal gestito dall’avversario. Sul 40-40 stessa storia, altra prima di Sonego, altra risposta profonda di Djokovic che l’ha obbligato alla stecca di dritto, ottenendo una palla break; per una volta è stato però impreciso, sbagliando la risposta bimane sul kick del torinese, che con due punti diretti è salito 2-1 e ha continuato a salire di livello, contenendo bene anche quando Djokovic gli ha risposto sul rovescio. Nole è sembrato un filo meno brillante (anche perché il livello del primo set era difficile da mantenere), forse convinto che le resistenze di Sonego sarebbero state fiaccate più facilmente, e ha spesso sbagliato scelta ed esecuzione della smorzata.

Nel sesto game Sonego ha quindi trovato un bel passante di rovescio che l’ha portato sul 30-30 in risposta, ma pur difendendosi gagliardamente non è riuscito a salire a palla break, e nel game successivo si è trovato sotto 15-30 quando Djokovic ha recuperato su un rovescio lungolinea perfetto e l’ha portato a sbagliare di dritto, e ha concesso una palla break quando il serbo ha attaccato la sua seconda con un dritto potente; Djokovic ha risposto bene sulla palla break, ma Sonego ha tenuto sulla diagonale di sinistra e giocato un bell’attacco tagliato sul drop del serbo. Nole ha ancora attaccato la seconda al corpo da destra, stavolta con il rovescio, e si è guadagnato una seconda chance, che però Sonego ha salvato spingendo con continuità e chiudendo con la stop volley dopo che il serbo ha parato un paio di smash. Altra palla break per Nole, altro salvataggio, stavolta con una buona palla corta che il serbo non è riuscito a contrastare efficacemente. Sonego ha tenuto con un vincente di dritto e un ace che hanno complessivamente toccato un quarto di micron di riga.

Sul 4-4, Sonego è anche stato un po’ sfortunato, perché un ace che gli avrebbe dato il 30-0 è stato chiamato fuori, mentre invece un brutto doppio fallo l’ha condannato al 15-30, e un altro ha regalato una palla break a Djokovic. Ancora una volta, però, Lorenzo ha spinto su ogni palla, addirittura vincendo sulla diagonale del rovescio prima di incoccare l’inside-in vincente. Il serbo si è rimesso a disegnare il campo fin dalla risposta, guadagnandone un’altra, ma Sonego ha colpito con lo sventaglio dopo un rovescio sulla riga, e con tre servizi vincenti nei successivi quattro punti è salito 5-4.

Lorenzo Sonego – Roma 2021 (via Twitter, @atptour)

Quando Djokovic ha servito per rimanere nel set, Sonego ha trovato una bellissima risposta vincente di dritto e si è portato a due punti dal set, salendo a set point con una risposta di dritto addosso all’avversario chiusa in avanzamento. Sul kick di Djokovic, però, ha fatto una brutta scelta, cercando di girare attorno alla pallina per colpire di dritto ma arrivando in ritardo e steccando. Djokovic però non ha di nuovo messo la prima, e Sonego gli ha ancora piegato il braccio con la risposta di dritto; purtroppo per lui, lo sventaglio di dritto sul secondo set point è stato accompagnato fuori dal nastro, e il campione uscente ha allora tenuto con due servizi esterni.

Passato lo spavento, Sonego ha perso un po’ di brillantezza, finendo sotto 0-30 con un errore di dritto, e ha concesso due palle break quando Djokovic ha recuperato straordinariamente una palla corta; Sonego ha salvato la prima con una volée in allungo, ma Djokovic ha breakkato con un’altra contro-smorzata in allungo, stavolta di rovescio.

Quando tutto sembrava finito, Sonego è salito 0-30 con un inside-in vincente di dritto. Djokovic non si è scomposto e si è procurato un match point con un servizio slice, ma Sonego ha risposto con un rovescio profondo che Nole non è riuscito a tenere in campo. Il serbo ha però controllato lo scambio successivo, e quando Sonego ha tentato una palla corta è stato pronto, guadagnandosi il secondo match point. Sonego ha ancora risposto di rovescio, e Djokovic ha colpito un dritto molto fiacco in mezzo alla rete. La risposta bimane è poi arrivata ancora più profonda, e Nole (che in quel frangente ha perso la prima) non è riuscito a tirarsela fuori dalle stringhe – palla break. Il torinese ha sbagliato una risposta di dritto e si è tornati sulla parità, ma ancora una volta però il suo sventaglio ha messo in difficoltà Nole, che ha sbagliato un altro rovescio per concedere una nuova palla break, e stavolta è stato Sonego a reagire prontamente al drop shot, giocando un bel rovescio tagliato e chiudendo con lo smash.

Mentre si alzava Seven Nation Army, nel tie-break Djokovic ha trovato subito il mini-break su un errore di dritto di Sonego in uscita dal servizio, e si è portato sul 3-0 su un rovescio finito lungo. Il torinese ha mischiato le carte con un chop vincente e un serve-and-volley, e sul 2-4 ha recuperato il mini-break quando Djokovic ha commesso un doppio fallo, pareggiando sul 4-4. Sul punto successivo Sonego è stato ancora sfortunato, perché ha dovuto rigiocare il punto quando un suo colpo è stato erroneamente chiamato fuori, ma ha comunque fatto il punto con un rovescio vincente, ed è salito a doppio set point quando Djokovic ha colpito uno schiaffo troppo centrale, non riuscendo a controllare il passante di dritto dell’avversario. Il primo è un inside-in che si è fermato sul nastro, ma il secondo, stavolta sulla racchetta del torinese, è stato trasformato con una prima esterna vincente.

Terzo set dopo due ore e cinque minuti (inutile dire che il DJ ha colto l’occasione per un altro giro di White Stripes con il pubblico del Centrale in visibilio).

TERZO SET – In un parossismo di trance agonistica, Sonego è partito con tutta l’adrenalina del mondo in corpo, infilando due dritti per lo 0-30, e ha chiuso con una veronica per la tripla palla break. Lì si è però vista la grandezza di Djokovic, che ha saputo aspettare la fine della tempesta e ha ricominciato a macinare cancellando quanto successo nei 20 minuti precedenti: ha gestito bene la prima palla break, obbligando Sonego a tentare un difficile dritto in corsa, mentre sulla seconda è stato il torinese a sbagliare la risposta; la terza è stato uno scambio prolungato da cui Sonego ha cercato di tirarsi fuori con un dritto vincente, finito però largo.

Nel game successivo, Djokovic ha tirato fuori una difesa incredibile ed è salito 30-30 con un vincente di rovescio, ma Sonego ha evidentemente perso ogni tipo di coscienza perché ha messo a segno un drop vincente e poi ha intercettato un passante stretto del serbo per pareggiare. Da lì in avanti, però, il livello del serbo è salito ulteriormente: ha iniziato il set mettendo 15 prime su 17, e nel quarto gioco è salito 0-30 con una risposta penetrante, guadagnandosi due palle break su un errore di dritto di Sonego. La prima è entrata (10/11 a inizio terzo), ma Djokovic ha trovato una gran risposta di rovescio a uscire, e il recupero di Sonego è finito lungo, 3-1 per il campione uscente.

Il match si è sostanzialmente chiuso lì, perché dopo lo 0-40 del primo game Djokovic ha perso solo un altro punto alla battuta, e nell’ottavo game si è portato a match point attaccando bene le palle corte di Sonego, gestendo bene il suo tweener prima e infilando il vincente di dritto in avanzamento poi, chiudendo su un errore di dritto del torinese. Bello, bellissimo l’abbraccio che ha concluso il match.

IL COMMENTO E I NUMERI – “Credo di aver reagito bene alla perdita del secondo set e allo 0-40 del primo game del terzo, sono anche stato fortunato a non trovarmi sotto di un break, forse le cose sarebbero state diverse”, ha detto Djokovic. “Avrei dovuto chiuderla in due, ma lui ha dimostrato perché ha raggiunto la semifinale, è un giocatore molto dinamico e contro cui è difficile giocare, anche perché aveva il pubblico con lui. La cosa più importante ora è recuperare per domani, non ho molto tempo e oggi ho giocato tanto. Anche Rafa ha avuto dei match duri, anche se forse a me è andata peggio con le interruzioni per pioggia. Comunque darò tutto”.

Quello di domani sarà il cinquantasettesimo confronto fra Djokovic e Nadal (29-27 Djokovic), il nono a Roma (5-3 Nadal), il sesto in finale agli Internazionali (3-2 Nadal), il quattordicesimo a livello di finali 1000 (7-6 Djokovic) e la ventottesima finale in generale (15-12 Djokovic). Per il serbo questa sarà la finale N.118 (82 vittorie), la cinquantatreesima a livello 1000 (36 vittorie, una in più di Rafa) e la seconda dell’anno dopo quella vinta a Melbourne contro Medvedev.

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Nadal evita la trappola Opelka: dodicesima finale a Roma

Lo spagnolo liquida in due set il big server statunitense e andrà a caccia del decimo titolo al Foro Italico, nonché del 36esimo Masters 1000

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[2] R. Nadal b. R. Opelka 6-4 6-4

Rafael Nadal supera Reilly Opelka in due set e vola per la dodicesima volta in finale a Roma (9-2 il bilancio), la settantesima sulla terra rossa (61 vittorie e sole 8 sconfitte). La resistenza di Opelka è durata appena quattro giochi. Il tempo di procurarsi quattro palle break sul 2-1 e di dare al pubblico l’illusione di poter assistere ad un match equilibrato. Da quel momento in poi il nordamericano ha vinto appena cinque punti in risposta (in otto turni di battuta di Rafa) e viceversa si è trovato spesso a tremare sul proprio servizio, devastante fino ai quarti di finale e apparso invece spuntato nella sfida odierna. Oggi però ha messo in campo poco più del 50% di prime, un dato decisamente troppo basso per poter sperare di fare partita pari con Rafa. Lo spagnolo ha raccolto pochi punti sulla prima dell’avversario, ma ha sempre risposto con continuità costringendolo a forzare (e spesso a sbagliare) con il primo colpo dopo il servizio.

Rafa aggancia così temporaneamente Novak Djokovic in testa alla classifica dei giocatori che hanno giocato più finali nei tornei Masters 1000 (52), ovviamente in attesa di scoprire l’esito della semifinale tra il serbo e il nostro Lorenzo Sonego. Se vincesse Novak, assisteremo alla sfida numero 57 della rivalità più prolifica dell’era Open (Nole conduce 29-27), mentre al contrario contro l’italiano si tratterebbe di un incontro inedito.

 

IL MATCH – Opelka inizia senza timori reverenziali. Il servizio viaggia a mille come al solito, ma anche i colpi da fondo nelle prime fasi mettono in difficoltà Nadal. Le pallate cariche dello spagnolo, quelle che notoriamente mettono in difficoltà tutti, rimbalzano proprio all’altezza giusta per il gigante statunitense che lascia andare con coraggio il braccio sia col rovescio che soprattutto con il drittone, approfittando anche del fatto che per il momento Rafa non sta trovando grande profondità. Proprio un paio di splendide accelerazioni gli consentono, un po’ a sorpresa, di essere il primo a guadagnarsi palle break, addirittura due consecutive. Rafa fa buona guardia con il servizio, ma deve fronteggiarne subito una terza in seguito ad un’altra grande risposta di Opelka. Sulla prima di Nadal, lo statunitense manda largo di pochissimo un rovescio stretto sul quale lo spagnolo non sarebbe mai arrivato. Tocca allora a Rafa avere palla game, ma due insoliti errori da fondo (peraltro arrivati nel palleggio, senza forzare) lo rimettono nei guai. Anche sulla quarta palla break il maiorchino lascia poche chance all’avversario, riuscendo poi finalmente a tenere il turno di battuta.

Secondo una crudele legge del contrappasso, Opelka paga immediatamente il fio delle occasioni mancate. Il gigante statunitense incappa in qualche imprecisione di troppo, nel tentativo di mantenere grande profondità, e regala di fatto il break a Nadal, che alla prima chance utile riesce a salire 3-2. Opelka accusa decisamente il colpo e si lascia trascinare ai vantaggi anche nel successivo turno di servizio. Tre castagne con la prima cancellano altrettante palle del doppio break e gli permettono di rimanere in scia nel punteggio. Il set non regala altre grandi emozioni, perché Opelka non riesce a crearsi neanche una minima possibilità di rientrare. Da quel quarto game che lo ha visto per quattro volte a un passo dal break, lo statunitense non ha più vinto un punto in risposta, scortando di fatto Nadal verso il 6-4 che chiude il parziale.

In avvio di secondo set, la situazione prende rapidamente una brutta piega per Opelka, che subisce il break già nel terzo game. Troppo bassa la percentuale di prime (appena cinque su sedici nei primi due turni di battuta, 31%) e decisamente insufficiente il rendimento con la seconda (3 punti vinti su 10, contro il 5/5 con la prima). Troppo basso anche il morale dello statunitense, che sbaglia molto con il primo colpo dopo il servizio e in risposta non riesce a impensierire Nadal, al contrario di quanto accaduto all’inizio del primo set.

Nessuno dei due soffre più al servizio con Nadal che lascia un po’ andare i turni di risposta per concentrarsi al meglio sulla propria battuta. Dopo il break subito, Opelka tiene tutti i successivi servizi a zero, ma non riesce insidiare l’avversario. L’unico mini sussulto arriva sul 5-4, quando lo statunitense si ritrova 15-30, senza però spingersi più in là. Dopo un’ora e mezza di gioco, il punteggio si fissa sul 6-4 6-4.

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