Svizzeri sul velluto a Basilea, avanti Federer e Wawrinka

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Svizzeri sul velluto a Basilea, avanti Federer e Wawrinka

Si chiude il primo turno e si inaugurano gli ottavi di finale. Roger e Stan raccolgono gli applausi della St. Jakobshalle tra dritti vincenti e interviste. Federer lancia la sfida all’amico: “Spero di incontrare Stan venerdì”

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Grande attesa oggi a Basilea per Roger Federer e Stan Wawrinka. Il “mediazentrum” della St. Jakobshalle brulica di emittenti svizzere e non, pubbliche e private, di fotografi e di giornalisti. Il trattamento per le due star sarà lo stesso: interviste lampo pre match e post match, prima dell’abituale press conference in sala stampa. I due, nell’attesa di rispondere alle domande di una quarantina di giornalisti, hanno sbrigato le loro pratiche lavorative.

TUTTO FACILE PER ROGERNessun problema per Federer che annichilisce il moldavo Radu Albot, numero 49 del ranking ATP. Ad onor del vero, Albot è entrato in campo con l’idea di spingere e di costruirsi il punto, cercando anche la rete, ma già nel primo gioco fa fatica a vincere un 15. Federer invece vola subito in vantaggio con una buona risposta, oggi particolarmente efficace, e in un attimo siamo 3 a 0. Albot non ci sta e al quarto gioco ottiene due palle break, spingendo bene sul rovescio di Federer, ma lo svizzero annulla tutto con il servizio e si porta 4 a 0. Nel gioco seguente quattro risposte vincenti di Federer, ognuna accolta da ovazioni del pubblico, mandano lo svizzero a servire per il set e poco dopo siamo 6 a 0 in 23 minuti.

Nel secondo parziale, Federer è ancora in formato deluxe, oggi gli entra proprio tutto, sebbene il suo avversario non abbia le armi per contrastare l’arsenale svizzero. Nel primo gioco, Federer copre il campo prima allungandosi per prendere una buona accelerazione del moldavo, poi recuperando una palla corta con un rovescio sulla riga. Altro vincente, altra ovazione del pubblico. Lo svizzero si appoggia molto bene sulla palla ed impatta benissimo ogni rovescio, mentre con il diritto, sia dentro o fuori dal campo, riesce e spostare Albot. Altro break per Federer con il diritto e parziale di 7 game a 0. C’è di tutto in questo inizio di secondo set, diritto anomalo, demi-volée e smash per il 2 a 0.

Albot cerca di scuotersi e con un rovescio e un servizio vincente si porta 40 a 30 al terzo gioco, poi a rete Federer battezza male una palla e allora è game tra le risate sia dello stesso Albot, sia del pubblico che sembra proprio divertito e non pensa nemmeno ad incitare lo sfortunato moldavo. Federer conduce il match con calma e sul 5 a 3 e servizio Albot, prima si procura un match point con un diritto profondo e poi con il diritto anomalo ad uscire chiude la pratica 6-0 6-3.

LE PAROLE DI FEDERER A FINE PARTITA“Mi sto divertendo parecchio a giocare qui, già l’altro ieri ho avuto un ottimo feeling con la palla, oggi ancora meglio. È dura per il tuo avversario quando tutto ti va bene, Radu è un buon giocatore, ma oggi sono stato molto solido. Spero di incontrare Stan venerdì, io almeno avrò un giorno di riposo in più. Successivamente lo svizzero, sollecitato dai microfoni di Ubitennis, ha espresso il suo pensiero sulle ATP Finals a Torino e ha ribadito l’importanza delle esibizioni.

“Credo sia molto importante promuovere il nostro sport in ogni modo possibile. Ad esempio, credo che sia un bene che le ATP Finals cambino sede e si spostino a Torino. Sicuramente sarà una sfida, ma credo che tutti in città stiano lavorando sodo per arrivare pronti all’appuntamento. Ovviamente di Londra conservo degli splendidi ricordi, ma cambiare città è stata una scelta intelligente. Un altro esempio per promuovere il nostro sport sarebbe modernizzare le strutture, in questo senso Basilea ha fatto tanto. Anche le esibizioni sono molto importanti, almeno per quanto mi riguarda. In questi ultimi tempi sto davvero molto bene fisicamente e non sarà un peso andare in Sud America, sarà solo un po’ più impegnativo di un allenamento”.

 

STAN CONVINCETutto facile, molto facile anche per Stan Wawrinka, testa di serie numero 7, al suo esordio in questa edizione degli Swiss Indoors di Basilea. Lo svizzero ha messo in mostra tutto il suo repertorio e gli spettatori hanno potuto applaudire rovesci in controbalzo che filavano all’incrocio delle righe e diritti che lasciavano fermo l’uruguaiano Pablo Cuevas, 45 del ranking ATP. Wawrinka non ha concesso palle break e con il servizio ha dominato i suoi turni di servizio, totalizzando 10 ace a fine partita.Oggi ho servito molto bene e questo mi ha permesso di restare calmo nei miei turni di servizio”. Cuevas, che ha costruito la sua carriera sulla terra rossa con sei titoli raggiungendo anche una finale sull’erba di Nottingham, ha assistito inerme allo show del suo avversario, salvo per un passante in corsa di rovescio, ormai a fine match, che ha trovato l’ovazione del pubblico. Giovedì Wawrinka affronterà Frances Tiafoe che a sua volta si è imposto in due rapidi set sul britannico Daniel Evans con il punteggio di 6-4 6-2.

GLI ALTRI INCONTRI – Sul campo numero 1, una maggiore attitudine ai campi veloci e qualche match in più nelle gambe hanno permesso al qualificato Berankis, numero 70 ATP, di spazzare via lo spagnolo Pablo Andujar, 60 ATP, con il punteggio di 6-1 6-1. Lo spagnolo è stato troppo attendista e lento nella costruzione del punto. Il lituano, leggendo bene la situazione, ha giocato un tennis d’attacco, sempre in spinta sia con il servizio che alla risposta, guadagnandosi gli ottavi di finale contro Tsitsipas.

Il serbo Krajinovic, 46 ATP, è entrato direttamente nel main draw con lo special exempt, l’esenzione dalle qualificazioni, perché in finale domenica scorsa nell’ATP 250 di Stoccolma (persa con Shapovalov). La regola, aggiornata nel 2017, prevede che un giocatore che raggiunge almeno la semifinale in un torneo 250 o 500 acceda direttamente al tabellone principale del torneo seguente (sempre categoria 250 o 500) cui era regolarmente iscritto alle qualificazioni. Prima del 2017, i tornei dovevano appartenere alla stessa categoria, con l’aggiornamento i risultati ottenuti negli ATP 250 sono validi anche nei tornei 500. Il serbo ha così onorato a pieno la regola, battendo piuttosto nettamente il connazionale Laslo Djere, numero 39 del ranking, mai in partita con il punteggio di 6-1 6-4 in poco meno di un’ora. Krajinovic incontrerà Fabio Fognini giovedì (alle 21 circa): un unico precedente tra i due, nel 2014 ad Amburgo… vinse il serbo non senza “polemica”. Certo Fabio è maturato, staremo a vedere.

Il match tra il belga Goffin, testa di serie numero 6 ed il croato Cilic, avrebbe dovuto essere, considerando però solo statistiche e numeri, il match più combattuto di giornata. Il croato però non ha mantenuto le aspettative, complice comunque un Goffin estremamente efficace al servizio e, come sempre, molto reattivo negli spostamenti. Cilic ha giocato tutto il match in uno stato di confusione che non gli ha permesso di esprimere il suo tennis. Così il croato fin dalle prime palle ha sparacchiato fuori un paio di dritti e con un doppio fallo ha concesso subito tre palle break. Il belga ha subito colto il vantaggio con una buona risposta ed un bel dritto in contropiede, confermando poi il break sul 3 a 1. Nel primo set Goffin ha tenuto davvero bene con il suo rovescio lungolinea e ha chiuso poi il parziale con una buona prima.

Nel secondo set la musica non cambia: Goffin sfrutta subito le insicurezze di Cilic, sia al servizio che in impostazione, e si porta 3 a 0 con due break. Al quarto gioco, il croato cerca di reagire e con due bastonate di diritto ad occhi chiusi si porta 0-30 e poi recupera uno dei due break di svantaggio, complici due doppi falli del belga. Goffin però riprende in mano la situazione e con due ace sale 4 a 2. Poi sul 5 a 4 si procura due match point ancora con il servizio (saranno 11 gli ace a fine match) e subito dopo con l’ennesima buona prima chiude con il punteggio di 6-4 6-4. Se la vedrà domani con lo statunitense Opelka.

Non solo Federer e Wawrinka, ma anche Laaksonen in campo oggi. Il tennista è in tabellone grazie ad una wild card e dopo aver battuto Benoit Paire, testa di serie numero 8, si è fermato sotto i colpi del tedesco Struff che ha dominato al servizio con 12 ace. Il tedesco affronterà Alex De Minaur che ha sconfitto in due set Taylor Fritz con un duplice 6-3.

Risultati primo turno:

F. Tiafoe b. D. Evans 6-4 6-2
[7] S. Wawrinka b. P. Cuevas 6-3 6-4
[Q] R. Berankis b. P. Andujar 6-1 6-1
F. Krajinovic b. L. Djere 6-1 6-4
[6] D. Goffin b. M. Cilic 6-4 6-4

Risultati secondo turno:

[1] R. Federer b. R. Albot 6-0 6-3
J.L. Struff b. [WC] H. Laaksonen 6-3 6-4
[WC] A. de Minaur b. T. Fritz 6-3 6-3

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ATP Amburgo: Ruud schianta Humbert al terzo. Avanti anche Tsitsipas e Rublev

Il norvegese conferma il suo valore sul rosso, segnali di risveglio per il greco che supera Lajovic. Bene il russo in due set su Bautista Agut

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Casper Ruud – ATP Amburgo 2020 (foto via Twitter @atptour)

Mentre a Parigi va in scena l’ultimo turno delle qualificazioni e Rafa Nadal, per la prima volta in carriera, si allena sullo Chatrier ma non sotto il cielo, ad Amburgo otto tennisti ce la mettono tutta per raggiungere le semifinali incuranti dello Slam incombente. Anche quelli che ambiscono ad arrivare non semplicemente alla seconda settimana, bensì in fondo al torneo. C’era anche curiosità per lo scontro fra il fenomeno della settimana (il francese che ha preso a pallate Medvedev sotto gli occhi deliziati di mamma Anne) e quello che in stagione ha vinto 14 match terraioli su 17, perdendo solo da Seyboth Wild, Mager e Djokovic (il norvegese figlio d’arte che ha giù superato il padre, cosa che probabilmente non accadrà a Emilio Gomez). E, a proposito di eredità, era impegnato anche quello che vuole diventare un rematore estroso opposto al suo nuovo modello. Andiamo a vedere com’è finita e perché.

RBA NON VA – Un tennista che quest’anno si è fatto notare in entrambi i due spezzoni di stagione (e, per fortuna, non nello spazio tra i due come alcuni suoi colleghi) è senz’altro Andrey Rublev. Dopo la preventivabile stecca nel passaggio da New York a Roma, il moscovita ha ripreso a martellare con efficacia venendo a capo in due set di Roberto Bautista Agut. Lo spagnolo non è a suo agio sulla terra quanto lo è sul duro (sotto il livello di guardia la sua percentuale di vittorie sul rosso contro i top 50), eppure sorprende un po’ il dominio di Andrey nel primo parziale chiuso 6-2. Il secondo set pare avviato verso una conclusione simile ancorché meno netta, ma un paio di punti girano male per Rublev – rompe le corde su una risposta, un dritto esce dopo aver sfiorato il nastro – che cede a quindici il successivo turno di battuta. Rimane però in partita e, brekkato nuovamente Bautista, chiude 7-5.

STEFANOS IN RIPRESA – Gioca bene a tennis, Dusan Lajovic. Soprattutto se non deve fare i conti con la palla di Nadal come a Roma. Basta però davvero poco perché esca dal match dopo un primo set ben giocato fino a due punti dall’accaparrarselo e lasci strada a Stefanos Tsitsipas. Arrivati a metà del tie-break entrambi con un ragguardevole 12 su 13 con la seconda di servizio, Dusan allunga sul 5-3 quando la sua risposta sfiora il nastro e manda fuori tempo il dritto greco. Stefanos si riprende il maltolto con una palla che muore in una buca compromettendo la difesa avversaria e vola 7-5, mentre la racchetta serba, scagliata poco serenamente a terra, rimbalza verso la giudice di linea.

Poco potenza e mira da rivedere per Lajovic, che quindi non viene neanche sanzionato con il warning, come se il comportamento non fosse pericoloso. Il match dello sfavorito dovrebbe essere finito su quella buca e il break in apertura a favore Tsitsipas pare confermarlo. Ma il tennis si imbruttisce, quello ateniese compreso, e allora contro-break, poi un nuovo strappo e ancora… no, il 2 pari non arriva, nonostante Dusan apparecchi la situazione per un comodo dritto che spara invece fuori. Quindi, sì, l’incontro era davvero finito con il tie-break: è che ancora non lo sapeva. Tsitsipas fallisce due match point in risposta (e fanno otto consecutivi), ma chiude al terzo 6-2 con il servizio.

 

SEMPRE PIÙ RUDE – Ce la mette tutta, Ugo Humbert, ma alla fine Casper Ruud fa valere la sua maggior tenuta atletica che gli permette di prendersi il set finale dopo oltre due ore e mezza di battaglia durissima e per larghi tratti più che apprezzabile. Ruud inizia con la solita pressione da fondo, ma commette troppi errori con il dritto e il set rimane in equilibrio. Esce indenne da un lunghissimo decimo game nel quale salva anche due set point spingendo con il dritto (il secondo con un nastro benevolo) e si prende il break che vale il set subito dopo. Humbert, che sa fare più cose e ha una “mano” più sensibile, riesce ad allungare al quarto gioco fra tocchi delicati, accelerazioni, le indispensabili imprecisioni dell’altro e un pizzico di fortuna stavolta dalla sua. Vanificato l’immediato tentativo di rientro norvegese, il ventiduenne di Metz pareggia il conto dei set.

L’altro classe 1998 ma nato in dicembre rischia di andare subito sotto all’inizio della partita finale, ma per due volte Ugo non riesce a trafiggerlo da posizione vantaggiosa. Occasione favorevole fallita e turno di battuta francese perso a zero. Con un Ruud sempre più vicino a salirgli sopra fisicamente in modo definitivo, Ugo salva tre PB dello 0-4 che gli valgono l’illusione di essere rimasto in vita, soprattutto quando l’opportunità persa di mettere un bella pietra sopra il match da parte di Casper si traduce in un game di servizio aperto da due errori. Rimedia però piantando due ace consecutivi – i primi del match – e l’illusione di Humbert svanisce in fretta: il divario atletico è ormai incolmabile e Ruud vola pressoché indisturbato verso il 6-1. Resta comunque l’ottima settimana di Ugo, mentre sarà interessante, se entrambi ci arrivano, vedere gli scambi parigini tra lui e Thiem sulla diagonale destra.

IL PROGRAMMA DELLE SEMIFINALI – Sabato, si parte alle 13.30 con Rublev che affronta Ruud. Non prima delle 15.30, Tsitsipas cercherà la finale contro Cristian Garin, vittorioso in rimonta ai danni di un Alexander Bublik che può ritenersi soddisfatto del suo torneo dopo il ripescaggio come lucky loser.

Risultati:

[5] A. Rublev b. [4] R. Bautista Agut 6-2 7-5
[2] S. Tsitsipas b. D. Lajovic 7-6(5) 6-2
C. Ruud b. U. Humbert 7-5 3-6 6-1
C. Garin b. [LL] A. Bublik 3-6 6-4 6-4

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ATP Amburgo: arriva la prima vittoria di Fognini, out Sonego. Humbert stende Medvedev

Il francese con una prova super, elimina il N.1 del seeding. Fabio rimonta un set a Kohlschreiber. Nulla da fare per Lorenzo contro Auger-Aliassime

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SULLA BUONA STRADA – Nel percorso di rientro di Fabio Fognini dopo l’operazione a entrambe le caviglie, è buona la terza. Sconfitto in Austria dallo sconosciuto (ma poi semifinalista) Huesler e a Roma da Humbert con evidenti passi in avanti, arriva la vittoria ad Amburgo contro Philipp Kohlschreiber, anch’egli lontano dal suo massimo splendore ma avversario ostico per Fognini, come testimonia il 7-2 dei confronti diretti. Un match piacevole, al netto di parecchi errori non forzati da parte dell’azzurro che ha però dispensato scampoli del suo tennis migliore davanti a un Kohlschreiber sempre bravo nell’usare il campo e avveduto nelle scelte, ma ormai soggetto a cali di rendimento nell’arco di un incontro.

Nella prima partita, non mancano le occasioni per Fognini. In un quarto game da 18 punti, Fabio si guadagna tre opportunità di allungare: per due volte è bravo Kohli, ma resta il rimpianto sulla terza per una complicata veronica sul lob molto probabilmente destinato a cadere in corridoio. Preciso quando si tratta di contenere ed efficace quando è il momento di accelerare, è il tedesco a effettuare il sorpasso, con il nostro che commette un doppio fallo dopo la chiamata del fallo di piede e perde i successivi tre punti. Philipp si dimostra sempre molto più attento nei punti decisivi (si salva poi da un 15-40) e riesce così a mantenere il distacco fino ad assicurarsi il parziale.

C’è bisogno di andare a prendersi il break e Fabio lo fa al secondo game. Tranquillizzato dal vantaggio, Fogna regala qualche magia, spreca qualcosa forse esagerando, ma ha ormai preso il controllo del gioco di fronte a un avversario meno lucido e dilaga alla sua maniera pareggiando il conto dei set con un perentorio 6-1.

 

Il troppo entusiasmo, sotto forma di un dritto in salto, rischia di costargli la possibilità di strappare il servizio tedesco al terzo game, ma i piedi girano veloci e la mano è on fire e il break arriva. Non la conferma, però, perché un paio di “foot fault!” non possono non significare un turno di battuta ceduto a zero. Il match è godibile nonostante alcuni errori di troppo da parte di entrambi, con Fognini che si prende più rischi e Kohlschreiber che, come spesso gli accade, deve fare i conti con il dritto a tratti ballerino. Non chiude una prima volta con il servizio, il Fogna, ma non si distrae alla seconda occasione e si prende il 7-5 che vale la prima vittoria dalla Coppa Davis di marzo e, in torneo, addirittura dall’Australian Open. Al prossimo turno, affronterà il vincente fra Casper Ruud e Benoit Paire, che giocheranno però mercoledì.

HUMBERT STELLARE – Stupenda prestazione di Ugo Humbert che pochi giorni fa aveva battuto proprio Fognini a Roma. Il francese ottiene la vittoria più prestigiosa della carriera eliminando il N.1 del seeding e N.5 del mondo Daniil Medvedev dopo 82 minuti di tennis impeccabile con il 73% di prime in campo e 15 colpi vincenti a referto. 6-4 6-3 il punteggio finale. Per il russo certamente non il miglior viatico in vista del Roland Garros che inizierà domenica.

SONEGO OUT – Cede in due set a un avversario più quotato, Lorenzo Sonego, nonostante il Felix Auger-Aliassime della seconda parte di stagione non stia particolarmente impressionando. Non un buon momento per il venticinquenne torinese: è la quarta sconfitta negli ultimi cinque incontri, con la sola vittoria ottenuta a Roma contro quel poco che sta offrendo un Basilashvili dalla testa altrove. Il primo parziale è caratterizzato da troppi errori dell’azzurro sia nel palleggio sia quando ha in mano lo scambio e il 6-2 per un più concreto Auger-Aliassime arriva dopo trentasei minuti. Bravo Lorenzo nella seconda partita a trovare la misura dei colpi e a rimanere attaccato al servizio; è lui ad avere più opportunità, comprese due (non consecutive) sul 5 pari, ma è bravo Felix a prendersi i rischi e venire avanti per annullarle. Nel finale, tornano i gratuiti di Sonego che compromettono subito il tie-break; ne fa le spese una pallina scaraventata in direzione Brema, mentre Auger-Aliassime va al secondo turno contro Bublik o Ramos-Viñolas.

Risultati:
[4] R. Bautista Agut b. N. Basilashvili 6-4 6-3
[WC] Y. Hanfmann b. [3] G. Monfils 6-4 6-3
[6] F. Fognini b. [WC] P. Kohlschreiber 4-6 6-1 7-5
[8/WC] K.Khachanov vs J-L. Struff 7-6(5) 4-6 7-5
U. Humbert b. [1] D. Medvedev 6-4 6-3
C. Garin b. K. Nishikori 6-0 6-3
[SE] D. Koepfer b.Y. Nishioka 7-6(0) 4-6 6-1
F. Auger-Aliassime b. L. Sonego 6-2 7-6(2)
[LL] A. Bublik b. A. Ramos-Viñolas 6-2 7-6(5)
D. Lajovic vs A.Mannarino

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Djokovic non lascia scampo a Schwartzman: vince gli Internazionali di Roma per la quinta volta

Il numero uno del mondo incamera il quinto successo qui a Roma, 36° Masters 1000 della carriera: superato Nadal fermo a quota 35. Schwartzman si batte con onore, ma non basta

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Novak Djokovic, con il trofeo - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)
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[1] N. Djokovic b. [8] D. Schwartzman 7-5 6-3

Novak Djokovic conferma il suo ruolo di favorito superando in due set Diego Schwartzman in una finale lottata al meglio delle sue possibilità dal piccolo argentino, necessariamente meno esplosivo rispetto ai faticosi giorni precedenti ma estremamente solido nel palleggio, soprattutto di rovescio, colpo che il fenomeno di Belgrado è andato particolarmente a stuzzicare. Tante e dagli esiti contrastanti le smorzate di Djokovic, sia per le condizioni del campo appesantito da una leggera pioggia nei primi minuti, sia per verificare il lavoro del fisioterapista di Schwartzman dopo le oltre tre ore in campo la sera precedente.

Nole non si è quindi lasciato sfuggire la possibilità di rifarsi dopo la delusione newyorchese con la prima sconfitta della stagione e ha agguantato il Masters 1000 numero 36, passando così in vantaggio solitario dopo aver condiviso il primato con Rafa Nadal per le tre settimane successive al trofeo di “Cincinnati”; curiosamente, entrambi vantano 115 partecipazioni ai tornei di categoria. Allo stesso modo, sfuma per il momento l’obiettivo di Diego di entrare nell’élite del tennis: da martedì, la top 10 accoglierà invece Denis Shapovalov.

 

L’INIZIO CHE NON TI ASPETTI – Djokovic si presenta alla finale con quello quello che ci si attendeva da lui: ha vinto senza strafare lasciando anche un set al tedesco Koepfer (il laureato in Finanza che, contando questa stagione e la precedente, ha imboccato la strada di un buon risultato all’anno nel Tour), si è infuriato, ha preso un paio di warning, si è infischiato dell’arbitro Forcadell che gli ricordava di indossare la mascherina quando si è allontanato dal campo; lo stesso arbitro che poi lo ha chiamato “Federer” assegnandogli il game.

Sceglie di cominciare con la battuta, che in semifinale l’ha comodamente tolto d’impaccio nelle fasi decisive del primo set contro Ruud, ma la cede nonostante un buon inizio grazie a due scambi divertenti vinti da Schwartzman. Per quanto riguarda l’ultimo ostacolo sulla corsa serba al trofeo, Schwartzman è riuscito nell’impresa di battere Rafa senza perdere set (dal primo Roland Garros conquistato dallo spagnolo nel 2005, è appena il nono tennista a riuscirci) e in quella non certo inferiore di confermarsi al turno successivo nel match più godibile dell’evento romano. Ingolosito dal risultato della prima smorzata sulla quale el Peque non è neanche partito, Nole ci riprova anche perché nello scambio neutro la palla gli ritorna sempre indietro, ma senza fortuna. Infastidito apparentemente da qualsiasi cosa, Djokovic colpisce in modo volontariamente scomposto il rovescio che dà a Schwartzman il 3-0 pesante. Forse dispiaciuto, forse distratto, Diego gli rende la cortesia al gioco successivo facendolo entrare in partita.

Diego Schwartzman – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

ARRIVA ANCHE NOVAK – Nonostante il 4-0 dei precedenti, le due vittorie sofferte su terra promettevano a favore di una finale, se non incerta quanto a esito, almeno combattuta e, per adesso, le attese non sono deluse. Il n. 1 del mondo lascia per strada qualche punto non da lui, ma il tennista che si trova davanti una rete da pallavolo, almeno secondo un illustre connazionale, perde colpevolmente scambi “quasi vinti” e il sorpasso arriva inesorabile. Quasi sul punto di sparire dal campo, Dieguito torna a tenere la battuta riprendendosi dal parziale negativo e, in risposta, ha l’occasione per tornare avanti; con lo scambio che si allunga pericolosamente oltre i dieci colpi – situazione che avvantaggia l’argentino – Nole ne esce bene con un drop shot. Altrettanto bene fa pochi minuti dopo il ventottenne di Buenos Aires che annulla un set point con il vincente di dritto. Molto male invece quando serve per andare al tie-break: il terzo doppio fallo e due errori non forzati di rovescio (ne aveva sbagliato uno solo fino a quel momento) gli costano il 5-7 dopo un’ora e dieci minuti di fatica durante i quali ha opposto grande solidità commettendo appena 10 gratuiti. Tre dei quali, appunto, nel dodicesimo gioco.

L’EQUILIBRIO È ROTTO – Persa la prima partita estremamente lottata, con un insperato vantaggio in partenza e altre occasioni mancate, lo sfavorito tende a scendere di livello lasciando via libera all’avversario; se, poi, l’avversario in questione non ha mai perso una finale di un Masters 1000 dopo aver incamerato il primo set su 28 volte, la storia sembra già scritta. Diego, però, fattosi fasciare le dita dal fisioterapista, non ha alcuna intenzione di rispettare certi cliché e resta attaccato al match, mentre Novak continua a seminare smorzate dal lato sinistro, alcune vincenti, altre inguardabili da cui sono discesi diversi dei 15 unforced di rovescio del primo parziale.

Con il dritto che fa male (18 vincenti e 7 errori, alla fine), procede un po’ a corrente alternata, Nole, magari va sotto nel punteggio ma rientra senza patemi, quasi per dimostrare all’altro di avere ancora parecchio margine e di poter mettere a segno lo strappo decisivo a proprio piacimento. L’allungo senza possibilità di opposizione arriva sul 4-3, con due errori di Schwartzman e altrettanti vincenti spettacolari di Djokovic che chiude con il servizio al terzo match point, ovviamente con una smorzata dopo un lungo scambio sulla quale Diego arriva bene ma senza la lucidità per tenerla in campo.

È il quinto successo a Roma su dieci finali per Djokovic che, davanti al microfono, chiude la manifestazione in ottimo italiano con i ringraziamenti di rito, mentre la pioggia suggerisce di affrettarsi.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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