Berrettini, cuore e testa verso le Finals (Crivelli). Berrettini gioca da Top 10. Dimitrov ko coi tie-break (Semeraro)

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Berrettini, cuore e testa verso le Finals (Crivelli). Berrettini gioca da Top 10. Dimitrov ko coi tie-break (Semeraro)

La rassegna stampa di giovedì 24 ottobre 2019

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Berrettini, cuore e testa verso le Finals (Riccardo Crivelli, Gazzetta dello Sport)

Nei giorni dei match, cannonate con il dritto e con il servizio e nessun gesto d’affetto verso gli avversari. Fin qui, la settimana asburgica di Berrettini si è snodata alla perfezione: cuore, testa e braccio. Soprattutto, sta portando in dote altri punti pesanti per il sogno delle Finals, che sarebbero il premio meritatissimo a una maturazione rapida in cui si sono mescolati talento, ambizione, volontà e sacrificio. In Austria, Matteo si può godere per la prima volta fuori competizione (per lei la stagione è finita) la compagnia di Ajla Tomljianovic, la collega australiana con cui si frequenta da Wimbledon. E dunque martedì si sono dedicati a se stessi, ai musei e alle caffetterie del centro, prima di allenarsi insieme con una scommessa in palio: «Abbiamo deciso di giocare un tiebreak – racconta divertito il numero uno azzurro – e alla fine lo ha vinto lei, anche se forse non dovrei dirlo». Non preoccuparti, Berretto: nei tiebreak che contano davvero, non tradisci. Lo scopre sulla propria pelle di ex numero tre del mondo Grigor Dimitrov, certamente declinante ma sempre pericoloso nella giornata buona (chiedere al Federer di New York) e comunque 29 del mondo: rimane attaccato a una partita in cui è l’allievo di Santopadre a procurarsi le poche occasioni per allungare, ma nei due tiebreak si inchina alle prodezze di Matteo, meraviglioso soprattutto nel secondo, quando sigilla la sfida con il favoloso passante in corsa del 5-1 degno del miglior Lendl. Un’altra prova di feroce consapevolezza […] I numeri raccontano di 36 vincenti di Berrettini (14 ace) e l’89% di punti con la prima, un viatico di lusso verso i quarti di domani contro il vincente tra Chung e Rublev, partita che fu la finale della prima edizione delle Next Gen Finals nel 2017, mentre Matteo aveva appena perso il torneo della wild card italiana a Milano 3. La corsa verso Londra Ebbene sì: in appena 24 mesi Berretto è passato dalla delusione di un’assenza alla fondata speranza di una presenza. Rimane ottavo nella Race, guadagna altri 45 punti e oggi potrà gettare un occhio con serenità sui risultati dei rivali diretti (Bautista, Goffin e Fognini a Basilea, Monfils a Vienna contro Sinner), mentre Nishikori si sottrae dalla lotta comunicando lo stop per il resto della stagione e l’intervento chirurgico al polso destro che lo tormenta da mesi. La conquista delle Finals ci riporterebbe indietro fin quasi al 1976, la stagione mirabile del nostro tennis e l’ingombrante pietra di paragone di ogni generazione di tennisti italiani negli ultimi 40 anni […]

Berrettini gioca da Top 10. Dimitrov ko coi tie-break (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

 

Matteo Berrettini batte anche Grigor Dimitrov e si prende i quarti dell’Atp 500 di Vienna (è la settima settimana consecutiva che un italiano ci riesce): 45 punti in più che valgono oro nella corsa alle Atp Finals. Il romano, che al momento è n.8 della Race e quindi virtualmente qualificato, sale a 2570 punti, 285 in meno di Zverev (n.7), ko martedì nell’altro “500” della settimana che si sta giocando a Basilea. Quel che conta di più, Matteo resterà in vantaggio sul suo immediato concorrente Bautista Agut, anche se lo spagnolo dovesse vincere oggi in Svizzera il suo secondo turno arrivando a 2530. Una sorta di slalom parallelo nella Mitteleuropa tennistica che prelude al gran finale della prossima settimana a Parigi-Bercy. La sconfitta di Zverev in realtà non ha aiutato troppo Matteo, visto che Bautista e l’altro inseguitore Goffin (10° con 2325 punti) restano in teoria padroni della parte bassa del tabellone di Basilea, dove dovrebbero incontrarsi nei quarti. Una chance la conservano, oltre a Fognini (11° a 2280), anche Monfils (12° a 2215), che a Vienna ha sudato tre set, facendo temere anche un ritiro, contro il ceco Novak; e Wawrinka, vincitore a Basilea su Cuevas – 14° a 1865 punti ma 13° di fatto visto il forfait di Nishikori per il reato della stagione. Giustamente però Matteo non bada ai faticosi calcoli della classifica virtuale, ma a vincere. La caviglia non è al 100%, ma il Berrettini che ha usato magistralmente due tie-break per sbarazzarsi dell’ex Top 10 Dimitrov (ora n.29) è l’identikit del giocatore vero, di un Top 10 autentico […] Ora attende il vincente fra Rublev e Chung. Oggi a Vienna torna in campo il baby meraviglia Jannik Sinner che ritrova Monfils, superato la settimana scorsa ad Anversa (2° match dalle 17.30), mentre Fognini sfida Krajinovic (2° match dalle 19) a Basilea […]

Sinner da record a 18 anni e 2 mesi. È il più giovane nella Top 100 del 2019 (Riccardo Crivelli, Gazzetta dello Sport)

Il coach, ma anche un secondo padre, fin da quando accolse Sinner appena tredicenne all’Accademia di Bordighera. Riccardo Piatti racconta che l’unico momento di tensione con l’allievo è capitato prima degli Internazionali di Roma, quando il ragazzino, insieme con gli amici, ha passato un giorno di riposo dagli allenamenti facendo una gara di tuffi dagli scogli, non esattamente l’attività più consigliata per chi sta studiando da stella del tennis che verrà. È bastato tuttavia guardarlo negli occhi per accorgersi che il messaggio era passato. Del resto, soprattutto di fronte alle ultime, esaltanti giornate di Jannik, il pensiero che abbia solo 18 anni e due mesi e quindi le spinte emotive tipiche dell’età, rimane confinato ai margini: in tutto ciò che riguarda il suo sport, Sinner si muove e ragiona come un veterano. Ma intanto i numeri ci dicono che da lunedì sarà il più giovane top 100 del 2019, e il più giovane italiano di sempre, meglio dei 18 anni e 5 mesi di Nargiso. Stavolta non ci saranno dubbi o giapponesi dai nomi strani a impedirne l’ingresso in pompa magna nel primo scalino dell’elité: se anche dovesse perdere oggi a Vienna contro Monfils, appena affrontato e battuto ad Anversa, sarà al peggio numero 98, mentre in caso di vittoria salirebbe addirittura al numero 83, garantendosi sostanzialmente gli Australian Open dalla porta principale. Un salto nella storia autorizza i sogni: a parte il fenomeno Nadal, che entrò nei 100 a 16 anni e 9 mesi, Djokovic e Federer ci arrivarono a 18 anni e un mese da numero 94 e numero 95. Insomma, siamo in linea con i più grandi. E la wild card che gli è stata intelligentemente concessa per le Next Gen Finals di Milano (5-9 novembre) rischia di rivelarsi inutile, perché Jannik può qualificarsi direttamente: al momento è 10°, ma Tsitsipas andrà al Masters dei grandi e Auger-Aliassime è infortunato, tanto che salterà Parigi-Bercy […]

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Sonego: “La top 20 è il mio obiettivo” (Capello)

La rassegna stampa di martedì 10 dicembre 2019

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Sonego: “La top 20 è il mio obiettivo” (Enrico Capello, Tuttosport)

Fa bei sogni, Lorenzo Sonego. Ieri il tennista torinese, classe 1995, numero 52 del ranking mondiale, è stato premiato a Torino dall’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana) Subalpina, presieduta da Federico Calcagno, come atleta piemontese dell’anno. «Un voto alla mia stagione? Otto – spiega – Non avrei mai creduto di entrare nei 50 al mondo così velocemente (è il n. 46), di vincere un torneo sull’erba ad Antalya, di raggiungere i quarti in un Masters 1000 a Montecarlo e di sfidare il mio idolo, Roger Federer, al Roland Garros. Per il 2020, punto a entrare nei primi 20. Devo lavorare sul rovescio e sulla risposta e fare tanta esperienza ad alto livello contro i più forti per imparare a gestire le situazioni dei match e a crearmi una mia identità di gioco». Sonego, che inizierà l’anno con i tornei di Doha e Auckland, ha tre grandi obiettivi sul medio periodo. «Sono ambizioso. Vorrei giocare almeno un’edizione delle ATP Finals a Torino e provare a vincere gli Internazionali d’Italia, perché anche se servizio e dritto mi aiutano sul veloce la mia superficie resta la terra, e la Coppa Davis. Con Berrettini, Fognini e Cecchinato siamo una nazionale forte e completa, solo la Spagna, secondo me, oggi ci è superiore. L’anno prossimo spero sia quello buono per l’insalatiera anche se questa formula concentrata in una settimana non mi piace. Non c’è pubblico e i ritmi forsennati danneggiano noi atleti e lo spettacolo. Qualcosa andrà cambiato» […]

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Le ragazze del TC Genova sconfitte all’ultimo tiebreak. Scudetto a Prato (Vassallo)

La rassegna stampa di domenica 8 dicembre 2019

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Le ragazze del TC Genova sconfitte all’ultimo tiebreak. Scudetto a Prato (Elisabetta Vassallo, Il Secolo XIX)

Per l’ennesima volta le ragazze del Tennis Club Genova arrivano alla finale scudetto e mancano il bersaglio per un soffio. La gara si è svolta a Lucca in due giornate e il team ligure sembrava essere ormai a un passo dal tricolore quando la situazione si è capovolta in favore delle «solite rivali» come il presidente del TC Giovanni Mondini ha definito il TC Prato, ritirando il trofeo del secondo posto. A decidere la sconfitta delle genovesi è stato il long tie break del doppio di spareggio, terminato 10 a 6 per le toscane. Le liguri erano state avanti 5 a 2, poi all’improvviso la situazione si è capovolta, complici alcuni errori sotto rete. Liudmila Samsonova e Alberta Brianti hanno così ceduto a Martina Trevisan e a Kristina Kucova. La competizione tra il TC Genova e il TC Prato era iniziata nel pomeriggio di venerdì quando si sono disputati due incontri: Alberta Brianti ha affrontato Lucrezia Stefanini e dopo due ore e venti minuti di lotta la biancorossa ha ceduto al terzo set 3-6 6-2 5-7. E’ toccato allora alla russa-genovese Liudmila Samsonova (21 anni, 135 Wta) portare il punto dell’1-1 battendo 6-4 6-2 la slovacca Kucova (176 Wta). Le altre partite sono state giocate ieri sino alle 9 di sera e tutte sono state lottate sino all’ultimo. Lucia Bronzetti del TC Genova ha tenuto testa per oltre due ore a Martina Trevisan (157 Wta) prima di arrendersi 4-6 6-4 4-6. Nel pomeriggio, sul 2 a 1 per le toscane, è sceso in campo il doppio: Brianti-Samsonova contro Stefanini-Trevisan. Dopo un set pari, nel long tiebreak il TC Genova è finito sotto 2 a 5, ma punto dopo punto le biancorosse sono riuscite a risalire sino a chiudere 10 a 7. Tutto da rifare: lo scudetto è stato deciso dal doppio di spareggio iniziato poco dopo le 19 con schierata ancora Brianti, 39 anni, che aveva già giocato 4 ore, insieme a Samsonova. Prato ha sostituito Stefanini con Kucova e ha conquistato il sesto scudetto.

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Wozniacki si ritira a 30 anni. “Ho realizzato tutti i sogni. Farò campagne sull’artrite”

La rassegna stampa del 7 dicembre 2019

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Wozniacki si ritira a 30 anni. “Farò campagne sull’artrite” (Marco Calabresi, Corriere della Sera)

A leggere le reazioni delle altre giocatrici, il mondo del tennis non era pronto al ritiro di Caroline Wozniacki. A maggior ragione perché la danese, che deve ancora compiere 30 anni, si stava già allenando per la nuova stagione. Invece ha detto basta, anzi, lo dirà a fine gennaio, al termine degli Australian Open, che con la vittoria di due anni fa hanno rappresentato il punto più alto della sua carriera. Per ufficializzare il suo addio al tennis, Caroline ha usato una lunghissima lettera sui social: «Ho realizzato tutto quello che potevo sognare in campo, ma mi sono detta che ci sono anche altre cose al di fuori del tennis che vorrei fare, e ora è il momento di farle. Sposarmi con David (l’ex cestista Lee, con la cerimonia che si è svolta nel giugno scorso in provincia di Siena, ndr) era una di queste. E poi formare una famiglia, viaggiare e sensibilizzare le persone sull’artrite reumatoide». Malattia che l’ha colpita (e che Wozniacki ha specificato non essere la causa del ritiro), ma che non le ha impedito di proseguire a giocare a tennis. Lo fara ancora per uno Slam: poi, rimarranno solo i trofei (3o titoli in singolare), una vittoria nelle finali Wta, tre Olimpiadi e ben 71 settimane vissute da numero 1 del mondo.

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