Djokovic ha il dente avvelenato, Tsitsipas fa solo tre giochi a Bercy

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Djokovic ha il dente avvelenato, Tsitsipas fa solo tre giochi a Bercy

Di fronte a un Nole più caldo della febbre, a Tsitsipas bastano 58 minuti per morire

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Novak Djokovic - Bercy 2019 (foto via Twitter, @RolexPMasters)

Il programma odierno dice che si è svolta l’attesa sfida tra Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas, ma a tutti gli effetti c’è stato un solo uomo in campo. Con una prestazione che ha ricordato quelle migliori a livello Slam e una buona dose di complicità dell’avversario, Nole si è imposto 6-1 6-2 in 58 minuti, fugando qualsiasi dubbio sulle sue condizioni di salute e di gioco. Malanni ed errori avevano infatti caratterizzato i primi due incontri comunque chiusi senza perdere set. Un risultato che, forse, avrebbe dovuto far riflettere sulle prestazioni degli avversari piuttosto che preoccupare per quelle del numero 1 del mondo che, è anche vero, in questo venerdì parigino si sarebbe trovato di fronte un ostacolo ben più impegnativo, colui che lo aveva battuto due volte su tre, l’ultima al Masters di Shanghai tre settimane fa.

Prima dell’incontro, il nostro inviato a Bercy ci informa che in mattinata Nole si è allenato regolarmente in presenza di Goran Ivanisevic; l’unica anomalia ha riguardato la comunicazione con il suo team tramite gesti, forse per non sforzare la gola o, più verosimilmente per come sarebbero poi andate le cose, perché “centratissimo e con quel tocco di cattivo umore, un buon segno più di qualsiasi altra cosa” secondo il tweet di Carole Bouchard.

IL MATCH – Nole sceglie di servire e tiene il primo game concedendo una parità: sarà il suo turno di battuta più lottato. Subito dopo risponde bene in paio di occasioni, mentre due doppi falli consecutivi di Stefanos gli consegnano il break. Se Stefanos è entrato in campo con il proposito di ripetere la prestazione di Shanghai, la partenza 0-3 è perfettamente in linea. Manca però la parte del piano greco che prevede di entrare in partita, ma la “colpa” è del serbo che non concede nulla in battuta, risponde con continuità e non sbaglia, anzi comanda decisamente gli scambi con un dritto particolarmente efficace. Impotente, Tsitsipas riesce almeno ad annullare tre palle consecutive del bagel, potendo così aprire il secondo parziale con il servizio a disposizione e l’illusione di mettere finalmente il naso avanti.

 

Illusione che svanisce poco dopo, sia perché Djokovic non accenna a diminuire concentrazione e intensità sia perché il n. 7 del mondo continua con preoccupante frequenza a mancare il campo anche quando è spalancato, specialmente con il dritto – sanno 13 i gratuiti con questo fondamentale. È così che cede la battuta al terzo game e di nuovo al quinto, chiuso da una risposta vincente con il rovescio lungolinea. Forse per vedere come reagisce se si trova in difficoltà, Djokovic prova ad andare sotto in un game sbagliando il colpo in uscita dalla seconda di servizio dopo una prima che in realtà era buona: esce da quello 0-30 quasi sbadigliando. C’è appena il tempo per Tsitsipas di arrivare a 2 e Novak chiude la prestazione perfetta, tenendo vive le sue possibilità per il numero 1 di fine anno. In semifinale troverà Dimitrov, contro il quale ha perso una sola volta (nel 2013 su terra) in nove confronti diretti.

ANCHE GRISHA NON SCHERZA – L’inedita sfida tra Cristian Garin e Grigor Dimitrov è vinta dal bulgaro che conferma lo stato di forma trovato chissà dove durante questa settimana e mette definitivamente il segno “più” davanti al saldo vittorie-sconfitte del 2019. Un anno altalenante come l’intera carriera per Grigor, sceso al n. 78 prima dello US Open, per poi agguantare l’inaspettata semifinale a cui è seguito il nulla fino a quest’ultimo torneo, con il picco raggiunto nel confronto con Thiem: una prestazione che ha lasciato senza parole e quindi non resta che affidarsi a quelle di un Dominator nell’occasione senza la R, secondo il quale “lui ha giocato davvero bene e non ha fatto una vagonata di stupidaggini”. Un discorso simile vale per Cristian, che si stava un po’ spegnendo dopo un ottimo avvio di quella che è la sua prima stagione nel Tour maggiore. Dallo scorso giugno le sconfitte quasi doppiavano le vittorie, ma il risultato di Bercy – primo quarto di finale in un “Mille” – rivaluta l’intera annata che il ventitreenne di Santiago del Cile chiuderà nella top 35.

Atleticamente al meglio e in fiducia nei colpi, Grisha sbaglia meno, è difficile da sfondare, sa chiudere a rete e variare il ritmo degli scambi, caratteristica quest’ultima che non solo non appartiene all’avversario, ma gli crea difficoltà insormontabili sia quando cerca di tenere il palleggio sia quando prova le accelerazioni. Avanti 6-2 e 2-0, Dimitrov pensa di aver investito abbastanza e di poter vivere di rendita remandosela fino alla fine, ma Garin non si è affatto arreso, prova a fare qualcosa in più e rientra subito in partita. I colpi cileni iniziano a pesare, la prima di Grigor risulta assente senza permesso, arriva l’atteso (non solo statisticamente) terzo doppio fallo seguito da una drop volley che giovedì sarebbe ricaduta oltre la rete e Cristian può servire sul 5-4. La pressione di andare a giocarsi la semifinale di un Masters al terzo set è evidentemente troppa: Garin mette a referto solo due punti nei successivi tre game e la sua avventura, senz’altro positiva, si chiude con un piccolo rimpianto. Dimitrov, vincitore di un ATP 1000 due anni fa a Cincinnati, giocherà sabato contro Djokovic la sua sesta semifinale a questo livello.

Risultati:

G. Dimitrov b. C. Garin 6-2 7-5
[1] N. Djokovic b. [7] S. Tsitsipas 6-1 6-2

Il tabellone completo

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L’ATP conferma il nuovo calendario “provvisorio”. Djokovic, Nadal e Thiem già alle Finals

Gaudenzi conferma il nuovo assetto previsto per l’autunno con la consapevolezza che tutto può ancora cambiare. Il calendario resta un ‘Work in Progress’. Cancellate le Next Gen Finals

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L’avevamo anticipato nella serata di giovedì ed ora è ufficiale. L’ATP ha creato un nuovo calendario per l’autunno del tennis nella travagliata stagione 2020. Ha inoltre confermato l’intenzione di riportare il pubblico, seppur in maniera contingentata alla O2 Arena di Londra per le Finals se la situazione sanitaria lo permettera in UK a metà novembre:

Il tennis sta cominciando a prendere la via del ritorno e sebbene dobbiamo prima di tutto salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti, abbiamo la speranza di poter mantenere queste possibilità di gioco così da offrire un grande finale di stagione. Vorrei elogiare i tornei per il loro continuo impegno, la loro flessibilità e il loro dispiego di forze per trovare soluzioni adatte a lavorare in circostanze impegnative come queste“.Queste le parole di Andrea Gaudenzi, presidente ATP nel comunicato ufficiale.

La bozza del nuovo calendario, ora ufficiale

ATP che continua in ogni caso a tenersi aperta ogni strada, inclusa quella di offrire licenze limitate a un anno per aggiungere altri tornei per quel che resta di questa stagione 2020. Ciò ovviamente indica che il calendario sia al momento da considerarsi puramente indicativo in quanto sarà poi soggetto alla situazione sanitaria, e alle normative di viaggio internazionale in vigore in ciascuno dei Paesi dove si dovrà giocare in quel momento.

 

La nuova bozza conferma anche la cancellazione sicura delle Next Gen ATP Finals in programma a Milano, come d’altronde era apparso subito prevedibile già nei mesi passati.

Ci saranno invece le Finals dei “grandi” quelle in programma a Londra e a causa della riforma del ranking che tiene conto dei risultati degli ultimi 22 mesi (esclusi i punti delle Finals 2019), tre giocatori sono già fin da ora certi di parteciparvi: Novak Djokovic, Rafael Nadal e Dominic Thiem ovvero i primi tre della classifica mondiale.

Sarà l’ultimo anno alla O2 Arena, dove si gioca dal 2009. Dal 2021 al 2025 la grande kermesse si sposterà a Torino: sarà la prima volta che si giocherà in Italia.

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Ora è ufficiale: Madrid cancellato. Possibile spostamento di Kitzbuhel

Con una nota sul sito il Mutua Madrid Open ha gettato la spugna: appuntamento al 2021. Si lavora per riempire la settimana disponibile

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Novak Djokovic - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Come era già stato ampiamente anticipato nella giornata di lunedì, gli organizzatori del Mutua Madrid Open hanno ufficializzato la cancellazione dell’edizione 2020 del torneo a seguito delle richieste delle autorità locali.

Come atto di responsabilità alla luce della situazione attuale causata dal COVID-19 e dopo un’attenta valutazione delle circostanze the la pandemia continua a presentare – recita il comunicato diffuso attraverso il sito ufficiale del torneo – di comune accordo con le autorità competenti è stato deciso che l’edizione 2020 del Mutua Madrid open non avrà luogo, dopo essere stata precedentemente spostata [dal 1-10 maggio] al 12-20 settembre”.

Durante questo periodo il Mutua Madrid Open aveva creato vari protocolli per garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte nel torneo, ricevendo l’approvazione dell’organizzazione nazionale per la sanità in relazione alle misure messe in atto per impedire e limitare il rischio di contagio nella bolla del torneo (Caja Magica e gli hotel designati)”, continua il comunicato.

 

A seguito delle raccomandazioni delle autorità sanitarie locali, e dopo aver monitorato la situazione per mesi, gli organizzatori del Mutua Madrid Open non hanno avuto altra scelta se non quella di cancellare il torneo per la complessa situazione generata dal COVID-19”.

Abbiamo fatto tutto il possibile per far disputare il torneo – ha dichiarato Feliciano Lopez, il direttore del torneo – dopo la prima cancellazione in maggio ci siamo messi al lavoro per preparare la data di settembre nella speranza di poter vedere tennis di prima qualità alla Caja Magica nel corso di quest’anno che è stato così duro per tutti. Tuttavia, l’attuale instabilità è ancora troppo elevata per tenere un torneo di questo tipo in totale sicurezza. Ancora una volta ci tengo a ringraziare il Consiglio della Città di Madrid e tutti i nostri sponsor e fornitori per averci supportato durante tutto questo processo”.

A questo punto sembra che l’ATP stia considerando la possibilità di spostare il torneo di Kitzbuhel, attualmente programmato durante la seconda settimana dello US Open, per occupare la settimana lasciata libera dal Mutua Madrid Open, ovvero quella immediatamente precedente gli Internazionali BNL d’Italia a Roma.

Ciò renderebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) molto più importante il raggiungimento di un accordo tra ATP/USTA e il Governo austriaco per garantire l’esenzione dalla quarantena a tutti i tennisti provenienti da Flushing Meadows dopo lo US Open. Secondo il quotidiano iberico Marca, questo accordo era stato raggiunto con il Governo spagnolo, ma non è dato sapere in questo momento ci siano disposizioni di questo tipo anche per chi dovesse arrivare in Austria o direttamente a Roma per il torneo al Foro Italico.

Con la cancellazione di Madrid il circuito WTA perde anche l’ultimo dei Premier Mandatory che dovevano disputarsi in questo 2020, dopo che Indian Wells, Miami e Pechino sono già stati annullati. Ora è presumibile che i vertici del tennis femminile si attiveranno per cercare di riempire la settimana lasciata libera dall’evento madrileno in modo da offrire alle proprie giocatrici qualche possibilità di raccogliere punti e montepremi in questo scampolo di stagione che pare possa offrire qualche chance di gioco.

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Il Mutua Madrid Open non si giocherà nel 2020. E adesso?

L’annuncio sarebbe stato dato da Novak Djokovic nella chat dei rappresentanti dei giocatori

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Dopo mesi di speranze e tanto lavoro per salvare il salvabile, tutto sembra essere crollato nel breve volgere di pochi giorni per il Mutua Madrid Open. Dopo che alla fine della settimana scorsa il Governo della Comunidad de Madrid aveva chiesto agli organizzatori del combined spagnolo di non disputare il proprio evento a causa del recente aumento di casi di coronavirus in Spagna e nella regione della Capitale iberica, sembra che sia imminente l’annuncio ufficiale della cancellazione del torneo da parte della Super Slam LTD, la società di management di Ion Tiriac che detiene i diritti dell’evento.

Secondo le testate spagnole Marca e ABC, il presidente del Consiglio dei Giocatori dell’ATP, Novak Djokovic, avrebbe comunicato ai suoi colleghi membri sul loro gruppo WhatsApp che il torneo non si disputerà e che la conferma ufficiale arriverà nelle prossime ore.

Il torneo, inizialmente previsto nella prima settimana di maggio, era stato spostato immediatamente dopo la conclusione dello US Open dal 12 al 20 settembre.

 

Già nelle ultime ore il CEO dell’ATP Andrea Gaudenzi, ai microfoni di Supertennis, aveva confermato le difficoltà che si presentavano per la tappa madrilena dei Masters 1000: “Abbiamo ricevuto la notifica dal ministero della Salute della Comunità di Madrid e in questi giorni valuteremo con il board dell’ATP il da farsi, non abbiamo alternative che seguire le indicazioni dei governi. Sarà importante ricevere le esenzioni per consentire ai giocatori di viaggiare dagli Stati Uniti in Europa per giocare i tornei sulla terra”.

Le indicazioni del governo di Madrid erano abbastanza chiare: non veniva chiesto di rivedere i protocolli o di diminuire o eliminare il numero di spettatori da far entrare (che già erano previsti intorno al 30% della capienza consueta), ma si chiedeva direttamente di non disputare l’evento, segno che non ci fosse grande margine di trattativa. Naturalmente le autorità avrebbero il potere di cancellare d’imperio qualunque torneo, di conseguenza il fatto che la prima comunicazione fosse solamente una richiesta aveva lasciato qualche speranza.

Secondo il quotidiano Marca, ATP e WTA avevano raggiunto con il governo spagnolo un accordo che avrebbe consentito ai giocatori e alle giocatrici provenienti da Flushing Meadows di entrare in Spagna senza dover osservare alcuna quarantena, fatto che non è stato ufficialmente non è stato confermato da altre fonti. Nella prima comunicazione “logistica” ai giocatori, la USTA aveva comunicato che era stato ottenuto il permesso dai governi spagnolo e francese per far sì che tutti i tennisti inseriti nelle liste fornite da USTA, ATP e WTA potessero entrare in quei due Paesi UE indipendentemente dalla loro provenienza e nazionalità, ma non erano state date alcune spiegazioni su possibili quarantene.

La questione al momento diventa tutto sommato irrilevante, almeno per quanto concerne l’ingesso in Spagna, ma rimane cruciale per quel che riguarda l’ingresso in Italia, dove è in programma l’IBI di Roma, e in Francia, dove si giocherà il Roland Garros.

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