Serie A1 femminile, finale scudetto: Tc Prato a caccia del sesto sigillo

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Serie A1 femminile, finale scudetto: Tc Prato a caccia del sesto sigillo

Al PalaTagliate di Lucca (6-7 dicembre), la formazione toscana sfiderà il Tc Genova. Tutto in diretta su Supertennis. Le parole del direttore sportivo di Prato, Fausto Fusi: “La finale era il nostro obiettivo. Ora puntiamo al massimo”

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Tennis Club Prato pronto per le finali scudetto di Lucca

Al PalaTagliate di Lucca (venerdì 6 e sabato 7 dicembre) la formazione femminile del Tc Prato affronterà il Tc Genova per conquistare il titolo di campione d’Italia. Dopo aver superato il Tc Parioli Roma, il team capitanato da Gianluca Rossi sfiderà la squadra ligure (che ha sconfitto proprio il Ct Lucca nella doppia sfida di semifinale). “Saranno due giorni bellissimi perché arrivare in finale era l’obiettivo di questa stagione dopo aver perso proprio con il Tc Genova la semifinale dello scorso anno – spiega il direttore sportivo del Tc Prato Fausto Fusi -. Giocheremo i primi due singolari venerdi e l’ultimo si disputerà sabato mattina alle 11, poi l’eventuale doppio e doppio di spareggio sempre nella stessa giornata. Le nostre ragazze sono in forma e hanno dimostrato di essere un bel gruppo perché vincere a Roma è stato veramente complicato, ed essere riuscite a raggiungere la finale è un bel traguardo. Ora che ci siamo puntiamo al massimo.

Il Tc Prato andrà a caccia del sesto scudetto dopo il primo conquistato nel 1982, il secondo nel 2013 e i tre consecutivi dal 2015 al 2017.Abbiamo organizzato la trasferta a Lucca per essere in tanti a tifare per le nostre ragazze – mette in luce il presidente del Tc Prato, Riccardo Marini -. Un’occasione davvero importante per il nostro circolo”. La formazione toscana potrà contare su Martina Trevisan, Kristina Kucova, Lucrezia Stefanini, Gaia Sanesi, Federica Sacco, Lisa Piccinetti, Asia Serafini, Beatrice Ricci e Viola Turini. La squadra genovese avrà invece come punta di diamante l’esperta Alberta Brianti, decisiva nel match di ritorno contro il Ct Lucca con la vittoria su Tatiana Pieri per 6-4 al terzo set, oltre a Liudmilla Samsonova e Lucia Bronzetti.

“Sarà un match completamente diverso rispetto al girone perché giochiamo sul veloce e soprattutto perché questa è una finale e sappiamo che il clima è unico – dice il capitano Gianluca Rossi -. Abbiamo provato la superficie ed è molto rapida quindi la concentrazione e l’attenzione su ogni palla sarà determinante. Alle 16 dovrebbe aprire la sfida il match tra Stefanini e Brianti, e a seguire quello tra Kucova e Samsonova. Sabato alle 11 Martina Trevisan dovrebbe giocare contro Bronzetti. Stefanini sta bene e viene da un periodo positivo con la vittoria di un torneo e due belle affermazioni contro Burnett, ma Brianti si trasforma in queste gare ed è un’avversaria molto temibile. Nel secondo singolare si affrontano due bombardiere e vediamo chi sarà più brava”.

Ufficio stampa Tc Prato

LA COPERTURA TELEVISIVA DI SUPERTENNIS

Venerdì 6 dicembre
LIVE alle ore 16.00 – singolare femminile
LIVE alle ore 18.00 – singolare femminile

Sabato 7 dicembre
LIVE alle ore 11.00 – singolare femminile
LIVE alle ore 13.00 – singolare maschile
LIVE alle ore 15.00 – doppio femminile
LIVE alle ore 17.00 – singolare maschile
a seguire – eventuale doppio di spareggio femminile

Domenica 8 dicembre
LIVE alle ore 11.00 – singolare maschile
LIVE alle ore 13.00 – singolare maschile
LIVE alle ore 15.00 – doppio maschile
LIVE alle ore 17.00 – doppio maschile
a seguire – eventuale doppio di spareggio

 

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Anche la WTA sperimenterà il ‘nuovo falco’ su terra: l’instant replay plana su Charleston

Il Volvo Car Open ospiterà il primo sistema di verifica tecnologica della storia sulla terra battuta. Si tratta di FOXTENN, erede (più evoluto) di Hawk Eye

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Caroline Wozniacki e Francesca Schiavone - Charleston 2019 (foto via Twitter, @VolvoCarOpen)

Sono passati quasi quindici anni dal giorno della rivoluzione, quel 2006 che tenne a battesimo la tecnologia ausiliare; la protesi dell’occhio umano che di lì a poco avrebbe ridotto sensibilmente il numero di valutazioni inesatte e azzerato o quasi le proteste con protagonista la fatidica riga. “Ha toccato? Non ha toccato?“, dubbi risolti con “occhio di falco”, il sistema in grado di segnalare in modo pressoché incontrovertibile il punto d’atterraggio della pallina. Ovunque, ma non sulla terra battuta, perché sul mattone tritato l’autorità d’interpretare i fatidici segni del feltro giallo è rimasta prerogativa esclusiva del giudice di sedia.

Un’esclusiva confermata anche dal vertice tra le quattro sigle governanti il tennis mondiale (ITF, ATP, WTA e Comitato gestore dei Major), indetto nel 2008 per tracciare una linea comune d’applicazione della novità tecnologica tutt’ora in vigore. Eppure nulla nel tennis è destinato a restare immutato e, anticipata da rumors la cui frequenza odorava ormai di conferma, è arrivata la notizia che in molti aspettavano: il torneo WTA di Charleston, in programma il prossimo mese di aprile nei suggestivi impianti del Daniel Island Tennis Center, si affiderà al supporto tecnologico dell’instant replay, fratello minore e più avanzato dell’ormai anziano falco. “Le palle dubbie su terra battuta davano luogo a molte recriminazioni – ha dichiarato il direttore del torneo Bob Moran -. Con l’istant replay ogni dubbio verrà fugato senza lasciare spazio a equivoci, e ci affideremo a una grafica molto evoluta, che gli spettatori potranno ovviamente apprezzare in diretta. Le giocatrici sono state informate della novità la scorsa settimana all’Australian Open e sono entusiaste“.

Il nuovo sistema, chiamato FOXTENN, si avvale di quaranta telecamere ad alta velocità in grado di generare centomila immagini al secondo, e verrà installato sul Billie Jean King Stadium e sull’Althea Gibson Club Court, i due campi principali del Family Circle Tennis Center. Una buona notizia, apprezzata fra le altre da Sloane Stephens, ultimamente nel mezzo di una crisi piuttosto accentuata ma già campionessa in South Carolina nel 2016: “Una novità fantastica per un torneo in costante evoluzione che non vedo l’ora di giocare la prossima primavera“, ha commentato Sloane, condividendo il parere positivo con la leggenda Chris Evert, la quale si è detta “favorevole al replay al cento per cento; la palla può scivolare sulla riga e lasciare il segno qualche centimetro più in là, dunque non si può mai avere alcuna certezza limitandosi a osservarne l’impronta“.

 

I risultati dimostrano che nel corso degli anni le decisioni arbitrali sono state sovvertite nel 30% dei casi dopo la verifica di “occhio di falco” sull’erba e sulle superfici dure. A Charleston, e non solo, si aspettano che gli umanissimi errori cui è condannato l’occhio umano vengano ridotti sensibilmente anche sulla terra verde, in attesa che quella rossa si accodi come sta già iniziando ad avvenire nel circuito maschile.

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Il direttore Scanagatta ospite della TV australiana Channel 9, tra quiz e aneddoti

Sui vincitori di Wimbledon, di qualsiasi anno, il direttore è imbattibile. Ma di quel pisolino in conferenza gli australiani non si sono dimenticati…

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Prima dell’inizio della nona giornata di incontri a Melbourne, che ha visto la rocambolesca vittoria di Federer che sfiderà un apparentemente imbattibile Djokovic in semifinale, il direttore Scanagatta è stato intervistato da Channel 9, la televisione australiana che ha acquisto i diritti per la trasmissione del torneo.

Interrogato su un paio di vincitori di Wimbledon del passato, il direttore ne è uscito fuori brillantemente. Giunti al momento di sviscerare le sue recenti impresa in sala stampa, non c’è stato modo di evitare l’aneddoto del ‘Buongiorno Ubaldo pronunciato lo scorso anno da Nadal, proprio in una conferenza stampa qui a Melbourne, per svegliare Ubaldo da un breve pisolino dovuto al jet lag.

Se avete un minimo di dimestichezza con la lingua inglse, questo è il video dell’intervento del direttore pubblicato su Twitter.

 

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Navratilova e McEnroe hanno protestato in favore del cambio di nome della Margaret Court Arena

L’Australian Open celebra Margaret Court, discussa vincitrice del Grande Slam nel 1970. Martina e John protestano: “Cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?”

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Aveva già fatto discutere la scelta di Tennis Australia di celebrare il cinquantesimo anniversario del Grande Slam di Margaret Court, risalente al 1970, pur schierandosi allo stesso tempo contro le posizioni sostenute dall’ex giocatrice sui diritti civili. La polemica è tornata viva più che mai grazie alla cassa di risonanza offerta da John McEnroe e Martina Navratilova, presenti a Melbourne in qualità di commentatori televisivi e partecipanti al torneo di doppio delle leggende.

A margine dell’incontro di doppio disputato questa mattina sulla 1573 Arena in coppia con Daniela Hantuchova, Navratilova ha atteso l’arrivo sul campo di McEnroe per poi sfilare con uno striscione recante la scritta ‘Evonne Goolagong Arena (foto in cima all’articolo), manifestando così la volontà che il secondo campo di Melbourne Park venga intitolato a ‘una campionessa che può ispirare e motivare giovani e meno giovani a fare del loro meglio ogni giorno‘, oltre che vincitrice di sette titoli dello Slam in singolare (quattro in Australia), come spiegato dalla stessa Martina in questa lettera aperta pubblicata da Tennis.com. John e Martina hanno poi tentato di prendere possesso del microfono del giudice di sedia per dare voce alla loro protesta, ma la diretta televisiva è stata interrotta in quel momento.

Tennis Australia ha già rilasciato un comunicato per prendere posizione sull’episodio, parlando di due personaggi di alto profilo che hanno tentato di infrangere il protocollo e della possibilità di prendere provvedimenti. Inizialmente erano circolate voci (riportate dal Telegraph) di una possibile sospensione dell’accredito, ma l’ipotesi è presto decaduta.

 

La protesta è giunta 24 ore dopo la celebrazione di Court che si è svolta ieri, lunedì, sulla Rod Laver Arena prima dell’incontro tra Nadal e Kyrgios che ha chiuso il programma. La vincitrice di 24 Slam è stata omaggiata con la proiezione di una sua intervista, focalizzata interamente sul tennis, e con la consegna di un trofeo speciale. A Court non è però mai stata data la parola, qualcuno immagina per tutelarsi dal pericolo che potesse rilasciare altre dichiarazione spiacevoli (come queste, tristemente note, sulle unioni civili tra omosessuali).

A seguito della cerimonia McEnroe aveva già criticato pesantemente l’operato di Tennis Australia: “Margaret Court attualmente è un ventriloquio che utilizza la Bibbia come una scusa per dire quello che vuole. Tennis Australia è di fronte a un dilemma: cosa hanno intenzione di fare con questa zia pazza?.

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