Mazzata WADA: la Russia esclusa dai Giochi Olimpici

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Mazzata WADA: la Russia esclusa dai Giochi Olimpici

La sanzione più severa di sempre provocata dalla recidiva nel manipolare i certificati relativi ai controlli antidoping. Gli atleti non coinvolti direttamente potranno gareggiare sotto bandiera neutrale

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Lo sport russo ricorderà lunedì nove dicembre come il giorno più buio della propria storia. Con una decisione unanime del Comitato Esecutivo, la WADA, agenzia internazionale per la lotta al doping, ha infatti deciso di ricorrere alle maniere forti per punire il più sofisticato sistema di alterazione delle prestazioni agonistiche a memoria d’uomo: gli atleti russi non potranno partecipare ad alcuna competizione organizzata dal CIO, né a qualsiasi altra che rientri nella definizione di “maggiore evento riguardante le regole antidoping” per i prossimi quattro anni: sono comprese dunque le manifestazioni “mondiali”, ma non quelle continentali. Ciò che è più importante, la Russia dovrà limitarsi a guardare alla TV i giochi estivi di Tokyo 2020 e quelli invernali di Pechino 2022.

Abbiamo dato loro la possibilità di adeguarsi agli standard internazionali richiesti – ha dichiarato il presidente WADA Craig Reedie – ma tutto ciò che abbiamo ottenuto sono stati nuovi scandali e ulteriori menzogne. Abbiamo concesso tempistiche congrue perché la RUSADA (l’agenzia antidoping russa, NdR) potesse tornare a essere organica ai nostri programmi, ma non hanno sfruttato la possibilità“. La Russia per anni ha coperto e falsificato i dati relativi ai controlli riguardanti i propri atleti.

La fatidica inibizione, che segue l’estromissione dai Giochi invernali andati in archivio nel febbraio del 2018 a Pyeongchang, colpirà anche i dirigenti politici e sportivi, i quali non potranno prendere parte come delegati ad alcuna manifestazione organizzata dal Comitato olimpico internazionale. Inoltre, ma sembrava piuttosto scontato, il Comitato russo non potrà né organizzare né candidarsi a organizzare alcun evento avente valenza olimpica o mondiale.

 

Come avvenuto negli ultimi Giochi su neve e ghiaccio disputati in Corea del Sud, gli atleti russi, e nello specifico anche i tennisti, che non sono stati coinvolti personalmente in vicende di doping potranno iscriversi alle manifestazioni gareggiando sotto la neutrale bandiera del CIO, ma nessun vessillo nazionale sventolerà per salutare le medaglie che verranno eventualmente vinte e nessun inno verrà suonato.

Si tratta dell’ennesimo atto frutto dell’isteria collettiva nei confronti del nostro sport – ha tuonato il primo ministro Dmitrij Medvedev – , anche se mi rendo conto che molti problemi di doping vadano comunque risolti“. La Russia ha ora ventuno giorni per impugnare la decisione davanti al TAS di Losanna.

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Entry list Sardegna, Colonia e San Pietroburgo: tanti top 10 in campo, pochi italiani

A Santa Margherita di Pula guida il tabellone Schwartzman. Berrettini preferisce la Russia in compagnia di Medvedev e Tsitsipas. Zverev non si allontana da casa

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Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas - Shanghai 2019

Nonostante manchino ancora tre settimane e ci sia uno Slam di mezzo, vale la pena dare uno sguardo alla lista dei partecipanti dei tornei ATP che si disputeranno dal 12 al 18 ottobre. In quella settimana saranno in programma due eventi categoria ATP 250, uno a Santa Margherita di Pula e l’altro a Colonia, e uno evento ATP 500 a San Pietroburgo.

Il torneo sardo al momento prevede un solo italiano ammesso direttamente nel tabellone principale e si tratta del n. 47 Lorenzo Sonego, mentre la testa di serie n. 1 spetterà al recente finalista di Roma, Diego Schwartzman. Saranno presenti anche altri esperti della terra rossa, come il giovane cileno Christian Garin e l’altrettanto giovane norvegese Casper Ruud. Da segnalare la presenza di Stefano Travaglia, appena due posti fuori dal tabellone principale.

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Sul duro indoor di Colonia invece la lista dei partecipanti è di caratura maggiore. Il primo favorito sarà infatti il tedesco Alexander Zverev, seguito dal top 10 Gael Monfils e da Roberto Bautista Agut (attualmente lo spagnolo è sceso all’11esimo posto). Oltre a loro saranno presenti anche i veterani Marin Cilic, Gilles Simon e Fernando Verdasco. Nessun italiano nel main draw al momento.

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Sempre indoor si giocherà anche l’ATP 500 di San Pietroburgo e gli organizzatori potranno contare sulla presenza dei giocatori di casa. Medvedev, Rublev e Khachanov hanno risposto presente alla chiamata e il parterre sarò arricchito anche dalle presenze di Tsitsipas, Berrettini e Shapovalov. Come se tutti questi nomi non dovessero essere sufficienti, c’è anche quello del campione Slam Stan Wawrinka.

 
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Le entry list aggiornate della week #41

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Le ‘Original 9’, Ferrero e Hewitt tra i candidati a entrare nella Hall of Fame 2021

Oltre allo storico gruppo di nove atlete che cinquant’anni fa si opposero alle enormi disparità di genere, sono candidati Ferrero, Hewitt, Brugera, Bjorkman e Lisa Raymond

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Cinquant’anni fa nove donne unirono le loro forze per provare a cambiare il volto del tennis. Peaches Bartkowicz, Rosie Casals, Julie Heldman, Billie Jean King, Kristy Pigeon, Nancy Richey, Valerie Ziegenfuss, Judy Tegart Dalton e Kerry Melville Reid: questi i loro nomi, candidati dalla prossima estate ad entrare nella International Tennis Hall of Fame, come comunicato nei giorni scorsi. Abbiamo celebrato con una serie di articoli pubblicati nei mesi scorsi la loro storica iniziativa e se fate clic su ognuno dei nove nomi candidati potrete approfondirne la storia (la storia di Billie Jean King è ben più nota e un solo articolo non basterebbe per raccontarla).

Vedendo le disparità nei premi in denaro tra tornei maschili e femminili presero posizione (reclutate dall’attivista Gladys Heldman), firmando contratti da un dollaro per giocare un nuovo torneo allo Houston Racuqet Club, in opposizione al Pacific Southwest di Los Angeles, dove le donne avrebbero guadagnato otto volte meno degli uomini. Fu una tappa fondamentale, alla base della creazione del circuito femminile.

Tra le altre nomination c’è il coach Dennis Van der Meer, scomparso un anno fa. Quattro i tennisti del circuito ATP: il due volte campione Slam Lleyton Hewitt, il campione del Roland Garros 2003 ed ex numero uno mondiale Juan Carlos Ferrero, il due volte campione del Roland Garros Sergi Brugera e il pluricampione (ed ex numero uno) di doppio Jonas Bjorkman. Si aggiunge a loro la statunitense Lisa Raymond, undici volte campionessa Slam in doppio e doppio misto.

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Musetti parte bene al Challenger di Forlì e sfiderà Tiafoe: “Non vedo l’ora”. Avanzano anche Seppi e Caruso

Bonadio vince il derby con Zeppieri: “È un momento difficile per chi ha una classifica come la mia, il livello delle entry list è molto alto”

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Salvatore Caruso - ATP Challenger Forlì 2020 (foto Marta Magni)

Questa volta bisogna davvero iniziare dalla fine, e cioè da quando Salvatore Caruso, ormai sotto la luce dei riflettori, saluta il pubblico che gli sta tributando una standing ovation. Ha appena stretto la mano al 21enne spagnolo Sanchez Izquierdo, arresosi dopo una strenua lotta durata oltre tre ore e terminata con un doppio tie-break. La morale è quella che conosciamo: mai sottovalutare uno spagnolo sulla terra battuta. Il ragazzino sarà anche n. 355 ma proprio non sembrava. Grande reattività muscolare, palla molto veloce e idee tattiche ben chiare. Dall’altra parte della rete ha trovato il solito Caruso che in una partita del genere va a nozze. Palleggi intensissimi e, nonostante il ritmo infernale, pochi errori gratuiti. E più la partita si avvicinava al suo epilogo più si alzava il livello di gioco di entrambi i giocatori con il pubblico tanto ammirato quanto stupito che i due non crollassero a terra stremati.

Un match ricco di break e contro-break, come da copione in una partita senza grandi battitori, con una tensione in alcuni momenti quasi spasmodica. Il decimo gioco del secondo set rappresenta la sintesi perfetta dell’incontro: Sanchez al servizio sul 5-4 in proprio favore con Caruso costretto ad annullare ben quattro set point per poi strappare il servizio al nono tentativo. Durata del game quasi mezzora. Nel tie-break (9-7) Salvatore, tanto per non farsi mancare niente, è stato costretto ad annullare altri tre set point. “Lui è stato veramente bravissimo”, dice l’azzurro a fine incontro. “Partita tostissima, tre ore di gioco per due soli set, non c’è niente da aggiungere. Come al solito sono stato lì punto dopo punto anche perché era l’unico modo per portarla a casa. Contentissimo di non aver dovuto giocare un terzo set”.

In precedenza la giornata aveva dato grandi soddisfazioni ai nostri giocatori promuovendo al secondo turno Musetti, Bonadio e Seppi. Eliminati Zeppieri (ma il suo era un derby) e Filippo Baldi, al termine di un match molto equilibrato con lo statunitense Bjorn Fratangelo. Lorenzo Musetti ha prevalso 6-2 6-4 sul russo Teymuraz Gabashvili, giocatore solido (ex n. 43) e soprattutto molto esperto come i suoi 35 anni lasciano intuire. “Sono molto soddisfatto perché sapevo che non era una partita facile”, ha ammesso Lorenzo. “L’avversario è stato molto forte e anche oggi, a tratti, gioca ancora molto bene”. Il nostro portacolori ha avuto ben pochi problemi, mettendo in mostra il suo gioco vario e brillante. Un solo passaggio a vuoto ad inizio secondo set quando si è ritrovato sotto 0-3 ma non ha mai dato l’impressione di poter perdere.

Musetti è atteso adesso dalla sfida con il primo favorito del seeding Frances Tiafoe: “A livello ATP ho fatto in tutto appena un paio di tornei. Quello è il paradiso ma la mia realtà è ancora questa. E qui a Forlì si sta davvero bene. Non vedo l’ora di giocare il secondo turno contro Tiafoe. Ormai tutte le partite sono dure, indipendentemente dal ranking. È un giocatore giovane con molto talento. Di sicuro sarà un match difficile ma mi sento pronto per affrontarlo”. Con Lorenzo si torna per un attimo a parlare di Jannik Sinner: “L’ho già ringraziato in privato per quello che ha detto e devo dire che adesso che ci stiamo frequentando di più nei tornei siamo anche abbastanza amici. Speriamo di condividere una bella carriera insieme.

Lorenzo Musetti – ATP Challenger Forlì 2020 (foto Marta Magni)

Diversamente è andata al suo amico Giulio Zeppieri che è uscito sconfitto nel derby contro Riccardo Bonadio (6-3 6-3). Riccardo ha giocato davvero bene, soprattutto di rovescio, ma bisogna riconoscere che il suo avversario ha avuto una giornata piuttosto complicata. Durante il terzo gioco si è un po’ deconcentrato per una chiamata arbitrale (“Diciamo che sbagliare una palla del genere proprio sotto il tuo naso non è facile”, racconta Giulio a fine match) e all’inizio del secondo set è stato costretto a chiamare un “medical time-out” per un affaticamento muscolare all’avambraccio sinistro. Problema che è andato a sommarsi al mal di schiena e al dolore al ginocchio che aveva ereditato dalle fatiche del torneo romano. Ora una settimana di riposo non potrà che giovargli. “Ho giocato tante partite e sono stanco. Comunque niente da dire, Riccardo ha giocato bene e ha pienamente meritato la vittoria. L’obiettivo è essere pronto per il Challenger di Parma.

“È stato un match abbastanza difficile anche se dal punteggio non sembra. Zeppieri in questo periodo sta tenendo un livello molto alto anche se oggi probabilmente non era al 100%. Io però ho giocato una partita molto solida con pochi momenti in cui ho concesso punti facili”, racconta Bonadio dopo il successo nel derby. Al prossimo turno, l’azzurro se la vedrà con il qualificato brasiliano Thiago Monteiro: “Personalmente non lo conosco ma Uros Vico l’anno scorso lo ha visto giocare diverse volte nel circuito ATP. Quindi oggi pomeriggio ci sentiremo e vedremo come affrontare questo match”. Prossima programmazione e obiettivi? Adesso il livello delle entry list è molto alto e non so se riuscirò ad entrare a Biella e Barcellona. Aspetto di vedere dove riesco ad entrare e partirò anche all’ultimo minuto. È un momento difficilissimo per quelli che hanno una classifica come la mia. Del resto i tornei ITF danno troppi pochi punti per invogliarmi. L’obiettivo è cercare di migliorare la mia classifica per poter entrare nelle qualificazioni degli Australian Open.

Andreas Seppi non ha avuto troppi problemi col giovane francese Jules Okala, a dispetto del punteggio (7-6 6-2) che sembra parlare di una partita abbastanza equilibrata. Troppo superiore la velocità di palla di Andreas che ha sempre costretto il francese sulla difensiva. E anche quando nel primo set si è trovato sotto 3-5 e servizio dell’avversario sembrava chiaro che bastasse dare un colpo di pedale in più per prevalere. Servizio strappato e il resto tutta discesa. L’anca va abbastanza bene, abbiamo avuto tanta pausa e ho avuto modo di lavorarci sopra”, ci dice Andreas dopo il match. “La cosa negativa della pausa è che ho giocato davvero poco e mi mancano partite. Quindi ogni partita che vinco per me è meglio così metto carburante nel serbatoio”. 36 anni, ma la voglia c’è ancora: “Sicuramente l’età non mi aiuta. L’importante però è stare bene fisicamente. Poi dipende anche dalla classifica, se inizi a scendere e cominci a giocare tante qualificazioni non è facile. La voglia però c’è ancora. Un sogno per l’ultima fase di carriera? “Difficile da dire, in fin dei conti ho 36 anni. Non so quante altre occasioni potrò avere. Un sogno sarebbe comunque di andare avanti in Davis. Anche l’anno scorso ci ha detto un po’ male.

Massimo Gaiba

 

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