I due colpi migliori del 2019

Flash

I due colpi migliori del 2019

I fan hanno votato. Vincono il dritto in piroetta di Gael Monfils e la perfetta palla corta di Iga Swiatek

Pubblicato

il

Gael Monfils - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Quanti colpi sono stati giocati in questa stagione del tennis? Decine di migliaia, o forse centinaia, o forse ancora milioni. Difficile calcolarlo. Tra tutti questi però ce ne sono stati due che sono stati giudicati dai fan della ATP e della WTA come i migliori. Colpi che riescono a combinare creatività, difficoltà di esecuzione e un pizzico di sana follia.

Passante di dritto, in recupero, in giravolta, in salto, quasi no look (Gael Monfils – Masters 1000 Madrid)

Difficile definire questa ennesima acrobazia del tennista transalpino, realizzata nel secondo set della sfida di secondo turno contro l’ungherese Marton Fucsovics, poi vinta al parziale decisivo. Difficile replicarla tanto che lo stesso LaMonf ci ha provato con scarso successo sui campi pratica delle Finals di Londra. Fucsovics realizza una perfetta combo palla corta e lob, poi un po’ pigramente si avvicina alla rete. Forse immaginava di aver già vinto il punto. Quello che non si immaginava di sicuro è che Monfils tirasse un passante con una sorta di dritto in salto in giravolta straordinario per atletismo e capacità di coordinazione. Il risultato è da vedere e rivedere. Un colpo assolutamente inimitabile.

Iga is the new Aga (Iga Swiatek – WTA Lugano)

Sentite una enorme nostalgia di Agnieszka Radwanska e le sue magie? Bene forse è ora di mettere da parte la tristezza e guardare le partite di un’altra polacca, di 18anni, che di nome invece di fare Aga fa Iga. Nelle prime battute della vittoriosa semifinale del WTA International di Lugano, opposta alla meno forte delle gemelle Pliskova, Piatek (il cui cognome si pronuncia esattamente come quello del centravanti del Milan Krzysztof Piatek), ha messo assegno una magia degna di quelle di Radwanska. Un drop shot di dritto incrociato, tirato fuori dal cilindro con una naturalezza e una esecuzione ammirevoli. Di quelli che lasciano di stucco l’avversaria. E abbiamo la sensazione che ce ne regalerà molti altri di colpi come questo in futuro.

 

Continua a leggere
Commenti

Flash

Coronavirus, i dati italiani aggiornati al 28 marzo. Superata quota 10000 decessi

Il bollettino di oggi è ancora molto negativo: 889 decessi, 542 dei quali nella sola Lombardia che ha quasi raggiunto le 6000 vittime

Pubblicato

il

Il capo del Dipartimento di Protezione Civile italiana, Angelo Borrelli, è tornato a presiedere la consueta conferenza stampa di aggiornamento delle 18 sull’epidemia italiana di COVID-19.

Il numero dei decessi ha raggiunto quota 10023 per effetto degli 889 registrati oggi, mentre il numero totale dei casi è arrivato a 92472 (+5974 rispetto a ieri). I pazienti con infezione attiva sono 70065, 3856 dei quali (+124) ricoverati in terapia intensiva e 26676 dei quali in isolamento domiciliare.

Il bollettino aggiornato diviso per regioni

In Lombardia purtroppo l’aumento dei decessi è quasi identico a quello di ieri ed è molto marcato – +542, il totale sfiora adesso le 6000 vittime: 5944 – mentre cala leggermente l’aumento delle positività (+2117) che porta il numero complessivo dei casi registrati a 39415. Sono 11152 i pazienti ricoverati, 1319 dei quali in terapia intensiva (+27 rispetto a ieri). L’assessore al welfare Gallera ha aggiornato sul numero dei tamponi effettuati da inizio epidemia (circa 102000) e ha specificato che da adesso in poi verranno sottoposte al test non più di 5000 persone al giorno, e il tampone verrà fatto solo ad alcune ‘fasce mirate’: in realtà è già da diversi giorni che l’indicazione è diventata sottoporre a tampone soltanto alcuni soggetti, in particolar modo quelli con sintomi già conclamati.

 

Nel resto del mondo, il paese che dopo l’Italia sta subendo i maggiori effetti della pandemia di COVID-19 è la Spagna: nell’ultimo aggiornamento, rilasciato in tarda mattinata, sono stati comunicati 832 decessi nelle precedenti ventiquattro ore. Il totale è salito a 5690.

Continua a leggere

Flash

“Into the Wild”: Seyboth positivo al Coronavirus, arriva l’ingiunzione in Brasile

Il giocatore brasiliano dovrà restare in pieno isolamento insieme alla sua famiglia. Multa pesante in caso di violazione

Pubblicato

il

Thiago Seyboth Wild - Santiago 2020 (via Twitter, @chile_open)

Il giocatore brasiliano Thiago Seyboth Wild che ha appena compiuto vent’anni ed è N.114 ATP, è risultato positivo al Coronavirus. Per questo il tribunale di giustizia dello Stato del Paranà ha emesso contro di lui un’ingiunzione per obbligarlo a rispettare la quarantena in pieno isolamento insieme alla sua famiglia.

In caso di inadempienza all’ordine il giocatore rischia una multa di 30 mila Real brasiliani (circa 5.350 euro). In caso di ripetute violazioni non si escludono anche misure coercitive più pesanti.

Seyboth Wild è già il N.2 del suo Paese nonostante la giovane età: davanti a lui c’è solo Thiago Monteiro, N.82 nell’ultima classifica prima del blocco. Poche settimane fa il ragazzo ha conquistato il suo primo titolo ATP della carriera sulla terra battuta di Santiago del Cile, diventando il primo giocatore nato nel 2000 a riuscirci.

 

Continua a leggere

Flash

Sam Sumyk non è più l’allenatore di Anastasia Pavlyuchenkova

L’allenatore francese e la tennista russa si separano dopo soli sette mesi, peraltro di buoni risultati. Ancora l’anatema di Vika?

Pubblicato

il

Sembrava tutto fuorché una cattiva collaborazione, eppure i buoni risultati non sono bastati per rinsaldarla. Il francese Sam Sumyk, 53 anni ed ex coach di Zvonareva, Bouchard, Azareka e Muguruza, non sarà più l’allenatore di Anastasia Pavlyuchenkova quando si riprenderà a giocare.

La notizia è stata diffusa da welovetennis.fr e confermata anche dalla giornalista Carole Bouchard su Twitter, che ha parlato con Sumyk e ne riferisce l’intenzione di cominciare presto con un nuovo progetto. Sumyk aveva iniziato a lavorare con la tennista russa all’inizio dello swing asiatico 2019, centrando subito la finale a Osaka (persa… contro Osaka). In questi sette mesi, di cui appena quattro trascorsi sui campi, Pavlyuchenkova ha vinto in totale 19 partite (su 27 giocate), raggiunto la finale anche a Mosca (sconfitta da Bencic) e soprattutto ha giocato un ottimo Australian Open, dove si è fermato soltanto ai quarti al cospetto della futura finalista Muguruza.

Proprio con Muguruza Sumyk aveva rotto lo scorso luglio, e il secondo divorzio nel giro di pochi mesi rischia di rinfocolare una vecchia fiaba sul suo conto, o meglio la leggenda – tra poco serio e molto faceto – dell’anatema che gli avrebbe scagliato contro Vika Azarenka dopo una separazione tumultuosa a inizio 2015. Nulla di vero, s’intende, ma intanto Sumyk molla un altro ramo in attesa di trovarne un altro da stringere. Magari per qualche mese in più – e con qualche soddisfazione in più.

 

A. S.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement