20 anni di Tennis-Point: vivi il viaggio del più grande Tennisshop d'Europa

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20 anni di Tennis-Point: vivi il viaggio del più grande Tennisshop d’Europa

Il noto sito di e-commerce tennistico compie 20 anni. Una storia di grande successo che parte da una piccola realtà. Ora è un gigante del settore

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È l’anno 1999. Steffi Graf vince il suo 22 ° e ultimo torneo del Grande Slam agli Open di Francia contro la emergente svizzera, Martina Hingis. Come Boris Becker, anche Graf annuncia le dimissioni del tennis professionistico quest’anno. Nella categoria maschile, Andre Agassi è diventato la misura di tutte le cose vincendo due major (Open di Francia e Open di Stati Uniti) entro un anno per la prima volta nella sua carriera. Nel frattempo, lontano dalle arene in cui le superstar hanno scritto la storia dello sport, un piccolo negozio di tennis di 32 m² si è aperto sulla via Steinfurter a Münster.

Timeskip. Siamo nel 2019. La leggenda del tennis Steffi Graf, sposata con Andre Agassi da 18 anni, festeggia il suo 50 ° compleanno. Boris Becker è un noto esperto televisivo e lavora nel suo ruolo di “Head of Men’s Tennis” per preparare il terreno per un futuro di successo DTB. Ancora una volta, nel frattempo, la piccola impresa si è espansa negli ultimi 20 anni, diventando il più grande fornitore europeo di articoli da tennis con una gamma di oltre 100.000 prodotti e fino a 6.000 pacchi spediti al giorno. Il nome dietro la storia di successo: Tennis-Point!

Da Münster nel vasto mondo

 

Quello che sembra facile, in realtà – come ogni carriera di successo nel tennis – è stato caratterizzato da un duro lavoro e da alti e bassi. Per il fondatore, la cosa più importante era divertirsi e l’idea di equipaggiare gli studenti della scuola di tennis di Münster con l’attrezzatura giusta. Grazie alla buona risposta, hanno deciso di diventare lavoratori autonomi e hanno aperto una piccola attività di tennis. “Eravamo sicuri che il futuro si trovasse in un negozio online”, ricorda Christian Miele oggi. “È così divertente, alcune delle idee che abbiamo avuto possono essere realizzate solo ora”, spiega Miele.

Passo dopo passo e anno dopo anno, un sogno è diventato realtà. Nel 2002, il fondatore ha rilevato un piccolo negozio di articoli sportivi di 200 m2 a Münster, specializzato in tennis e golf. A causa dell’enorme richiesta, il magazzino e l’ufficio sono diventati troppo piccoli rapidamente. Un’altra mossa seguì prima che il marchio Tennis-Point fosse fondato nel 2007. Tuttavia, i primi mesi avevano poco in comune con la società che gli appassionati di tennis in tutta Europa ora stanno associando a Tennis Point. Tutto è stato un processo manuale, tutti i prodotti sono stati fotografati con una fotocamera e caricati nel negozio online. Ma questo è esattamente ciò che era ed è speciale della storia di Tennis-Point: un’azienda fondata da persone che vivono per la palla gialla e hanno appassionatamente messo al mondo un’idea per soddisfare le esigenze di tutti coloro che condividono lo stesso hobby: il tennis . Il resto è una storia di successo che nemmeno gli ambiziosi fondatori non potevano immaginare. Dal primo catalogo e uno spot televisivo a Eurosport (2008) al rilancio del webshop e un’espansione del magazzino (2010) al premio per il “Negozio online dell’anno” (2011), le pietre a mosaico successive sono state incastonate nel anni seguenti. Nel 2012, il trasferimento a Herzebrock-Clarholz nella Renania settentrionale-Vestfalia ha avuto luogo in un edificio con 2000 m² di spazi per uffici e 8.000 m² di spazio di archiviazione.

Dai tennisti per i tennisti: avvantaggiati!

Oggi Tennis-Point è considerato il leader di mercato in Europa, ha circa 20 negozi e fa parte della società Signa Sports United. Grazie a un sistema logistico completamente automatizzato, l’immissione e la consegna della merce altamente efficienti non sono più un sogno. Anche in termini di questa tecnologia di avanzamento, Tennis-Point è un pioniere nel mercato. “Autostore”, con il suo logaritmo unico basato sull’apprendimento automatico, è rappresentativo dello spirito di innovazione di tutta l’azienda. Tennis Point è stato molto più che “solo” un’attività di vendita per corrispondenza. Il team di Herzebrock, nel frattempo, con 200 impiegati – compresi i dipendenti del negozio quasi il doppio – è stato in grado di farsi un nome come punto di contatto per consigli forti, ultime notizie, viaggi di tennis ed eventi intorno allo sport del tennis. Nonostante l’espansione, l’idea familiare è ancora al centro dell’attenzione, come illustra la storia dell’impiegato Sven, responsabile della gestione della campagna. “Per tre anni sono stato il responsabile della campagna presso Tennis-Point, ma stavo già mettendo insieme le racchette nel primo piccolo negozio a Münster e negli anni mi è stato permesso di assistere all’enorme sviluppo di Tennis-Point. Ora sono responsabile per averti informato al momento giusto e nel posto giusto sugli argomenti che sono rilevanti per te in tutti i nostri canali “, racconta Sven della sua storia personale con Tennis-Point.

Queste parole dal cuore dell’azienda servono come prova del fatto che l’idea di base è stata preservata negli ultimi 20 anni e persino diventare una promessa per i clienti in costante crescita. “Conosciamo molto bene le esigenze dei nostri clienti, dopotutto siamo noi stessi giocatori di tennis. La nostra missione è migliorare il gioco di ogni cliente e promuovere ulteriormente il tennis”, afferma il fondatore Christian Miele. Proprio come in una grande famiglia. Dai tennisti per i tennisti. Un progetto dal cuore che ha diffuso il suo incantesimo da Herzebrock in tutta Europa.

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WTA Strasburgo: Pliskova si cancella, presenti Svitolina e Bertens. Subito fuori Anisimova

Bertens ottiene il bye al posto della ceca ancora in campo a Roma. Nel seeding anche Sabalenka, Stephens e Rybakina

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È stato sorteggiato il tabellone del torneo WTA International di Strasburgo, ultimo appuntamento prima del Roland Garros. Non ci sarà la testa di serie numero uno Karolina Pliskova, che essendo ancora in lizza per il titolo di Roma ha deciso di cancellarsi dal torneo. Il suo slot di tabellone è stato occupato da Kiki Bertens, testa di serie numero tre, che beneficerà dunque di un bye al primo turno. A sua volta il posto dell’olandese è andato alla lucky loser Julia Georges. L’unico altro bye spetta a Elina Svitolina, seconda favorita della vigilia.
Presenti ai nastri di partenza anche Aryna Sabalenka, Sloane Stephens e Elena Rybakina.

Il tabellone completo

RISULTATI 1a GIORNATA (20 SETTEMBRE)

[WC] C. Burel b. K. Bondarenko 3-6 6-1 6-4
J. Teichmann b. [6] A. Anisimova 6-2 6-3
A. Pavlyuchenkova b. A. Van Uytvanck 6-3 7-5


 

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Challenger Forlì: Tiafoe, Musetti e Caruso nel tabellone principale

Il Challenger romagnolo mette in piedi un tabellone di grande livello alla vigilia del Roland Garros. Nelle qualificazioni ancora vivi Zeppieri, Bega e Brancaccio

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Lorenzo Musetti - Internazionali di Roma 2020 (foto torneo)

Da Forlì, Massimo Gaiba

Il ragazzo si sforza di portare con disinvoltura i suoi 18 anni, finisce di allacciarsi le scarpe, saltella nervosamente sul posto e infine si decide. Raccoglie la sacca con le racchette e si avvia: lo aspetta il suo primo campo centrale. Sarà anche il Circolo Tennis Carpena in quel di Forlì ma per lui è come il Roland Garros. Potrebbe essere un passo decisivo per coronare il suo grande sogno: tennista professionista!

Ma un’ombra d’inquietudine nello sguardo ci dice che sa benissimo che potrebbe anche essere tutto il contrario. Potrebbe pure arrivare una prima e cocente delusione. Del resto quel vecchio marpione che lo sta aspettando sul centrale, lui al Roland Garros c’è stato per davvero.

 

Questo è il mondo dei Challenger, vera cinghia di trasmissione tra il semiprofessionismo del circuito ITF e il grande palcoscenico ATP. Un mondo popolato da giovani rampanti che cercano di dare seguito alle tante belle speranze che hanno suscitato fin da quando il primo maestro disse ai genitori: “il ragazzino ha talento”.

Ci sono anche tanti over 30 che, dopo una buona carriera ad alti livelli, non si rassegnano al passare del tempo e alle ginocchia che scricchiolano. Infine i tanti, la maggior parte, che, non più giovanissimi, ci stanno ancora provando. Mica sarà così difficile entrare nei primi 100? Se no penseranno al piano B: coach, procuratore o chissà che altro. Intanto girano il mondo e cercano ogni giorno di migliorare il proprio gioco.

Detto questo bisogna però intendersi: nei Challenger l’organizzazione è molto professionale, l’ATP Tour sovrintende con rigore, il livello di gioco è alto e nessuno regala niente, inseguendo il proprio sogno. E nella gerarchia dei sogni, il primo gradino è rappresentato dalle qualificazioni, un minitorneo crudele e spietato dove, a questi livelli, se perdi te ne torni a casa senza soldi e senza punti.

Al Challenger di Forlì le qualificazioni presentavano un tabellone a 16 con diversi italiani: gli esperti Brancaccio, Ornago, Bega e i giovani Zeppieri, Vianello, Forti e Passaro.

Sono sopravvissuti al primo turno Giulio Zeppieri, il predestinato, (che ha avuto facilmente la meglio sul 19enne Passaro), Alessandro Bega e Raul Brancaccio che hanno eliminato rispettivamente il giovane ravennate Michele Vianello e il russo Dubrivny. Niente da fare per il milanese Ornago che contro lo svizzero naturalizzato americano Alexander Ritschard, dopo aver rimontato nel secondo set fino al vittorioso tie-break, non ha più offerto resistenza nel terzo e decisivo parziale. Eroica la difesa di Francesco Forti contro il solido brasiliano Thiago Monteiro (n.88 del mondo) in quella che è stata senza dubbio la migliore partita di giornata, nonostante il punteggio piuttosto secco: 6-3 6-3. Forti è riuscito a tenere il ritmo del brasiliano e a contrastarne la palla pesantissima con una grande mobilità ed interessanti variazioni, tra cui un uso intelligente della palla corta. Purtroppo sono state fondamentali sul 3-4 e servizio Forti tre palle consecutive che l’italiano ha giocato in modo sciagurato concedendo a Monteiro il break decisivo.

Domani gli ultimi incontri per completare il tabellone con Bega che se la vede, da sfavorito, con lo statunitense Chris Harrison. Raul Brancaccio tenterà l’impossibile contro Thiago Monteiro, e Giulio Zeppieri affronterà il tunisino Aziz Dougaz, un longilineo mancino che ti ruba gli occhi. Ricorda un po’ il primo Shapovalov e, come lui, regala fortunatamente anche tanti punti.

Mentre si svolgevano le qualificazioni sono arrivate notizie fantastiche per il torneo: il seeding si è arricchito all’ultimo momento delle presenze di Francis Tiafoe (n. 66) e dei nostri Lorenzo Musetti e Salvatore Caruso.

Se aggiungiamo i già confermati Pablo Andujar (n. 51) e Andreas Seppi bisogna riconoscere che il Challenger 100 di Forlì è riuscito ad allestire un tabellone veramente importante.


PICCOLE INTERVISTE QUOTIDIANE

Giulio Zeppieri

Parliamo di Musetti, invidioso? Potevi esserci tu a sfidare Wawrinka.

Effettivamente c’è mancato poco anche se non parlerei di invidia. Certo però che uno vuole sempre vincere anche se gioca contro il suo migliore amico.

Tu ti senti a livello?

Credo proprio di sì, a Roma ho fatto due ottime partite e sono arrivato meritatamente all’ultimo turno delle qualificazioni.

Sinner dice che forse Musetti ha anche dei colpi migliori dei suoi. Che ne pensi?

Siamo tre giocatori molto diversi e questa è una cosa molto buona. Lorenzo è quello che ha un gioco che più si differenzia. Gioca molto il back, si gira spesso sul diritto ed è di gran lunga quello più fantasioso.

Ho visto che non giochi mai la palla corta.

Lorenzo ne gioca diverse perché cerca di levarsi dalle situazioni difficili col tocco, tipo la smorzata, o col serve and volley. Io gioco in maniera diversa, la palla corta la uso ogni tanto ma non è il mio punto forte. E’ una cosa in cui devo migliorare.

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Michele Vianello

3 gennaio 2001 dunque ti possiamo ancora considerare tra i giovanissimi?

Spero di sì.

Cosa ne pensi di questo Rinascimento del tennis italiano, con alcuni tuoi coetanei che sono finiti in prima pagina?

Soprattutto Sinner, Musetti e Zeppieri hanno fatto un salto notevole a partire dallo scorso anno. Possiamo solo ammirarli, sono da prendere ad esempio.

Tu su chi scommetteresti tra Musetti, Sinner e Zeppieri?

Non me la sento di sbilanciarmi, davvero.

E tu invece? Hai già una classifica ATP?

No, non ancora. A queste qualificazioni sono arrivato attraverso un torneo di prequalifica in cui per il vincitore c’era in palio una wild card.

Dici che i magnifici tre si sono impegnati anima e corpo, tu invece?

Io ci ho provato ma ho avuto diversi problemi, infortuni, la scuola, qualche scelta sbagliata. Ma è evidente che loro si sono impegnati di più, hanno messo una concentrazione maggiore negli allenamenti e questo li ha premiati. Infatti io sono convinto che il lavoro paghi e dunque vuol dire che loro hanno lavorato meglio.

Oggi cosa ti è successo? Con Bega nel primo set vincevi 5-4 e servizio poi sei scomparso.

Sul 5-4 un po’ di tensione. Perso il set sono crollato mentalmente e fisicamente. Infatti ero reduce da una settimana molto dura e pensare di lottare per arrivare eventualmente ad un terzo set dove non avrei avuto energie mi ha scoraggiato.

Programmi?

Volevo provare a fare qualche torneo ITF ma è molto difficile entrare in tabellone perché ora ci sono meno tornei e le entry list sono diventate molto selettive.

Francesco Passaro

Hai perso 6-3  6-2 con Zeppieri ma nel gioco mi sei sembrato molto più vicino di quanto dica il punteggio.

Sì, nel primo set pur non giocando benissimo ho approfittato del fatto che anche lui era piuttosto falloso. E ho avuto alcune occasioni, ma niente da dire. Lui gioca bene.

Con Zeppieri c’è meno di un anno di differenza, quali altre differenze?

Lui ha fatto molte più partite di livello nei challenger mentre io ho giocato meno di lui.

Che programmi hai in questo strano anno?

Proverò a fare qualche 15.000 dollari ma con la mia classifica è difficile entrare in tabellone.

E questi tuoi coetanei che ottengono grandi risultati?

Direi che sono di sprone per tutti noi, chissà forse un giorno, accumulando partite su partite, anch’io riuscirò a fare come loro.

Francesco Forti

Sicuramente la miglior partita della giornata contro il brasiliano Thiago Monteiro. Hai qualcosa da rimproverarti?

Sicuramente nel momento decisivo del primo set mi è mancata un po’ di lucidità. Questo mi ha portato a commettere tre gratuiti consecutivi.

Però ti sei difeso egregiamente.

Devo dire infatti che sono molto contento della mia partita perché lui è un avversario con la palla molto pesante. Sono comunque contento, ho giocato bene anche a Roma. Sto lavorando ottimamente.

Programmi?

Dovrei andare a fare due 25.000 in Portogallo

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ATP

Internazionali di Roma, uno stratosferico Schwartzman elimina Rafa Nadal!

El Peque gioca letteralmente la partita della vita e batte meritatamente un Rafa un po’ impreciso

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Diego Schwartzman a Roma 2020 (foto Twitter @InterBNLdItalia)
Questo spazio è sponsorizzato da BMW

Clamoroso a Roma: Diego Schwartzman batte Rafa Nadal, nove volte campione agli Internazionali d’Italia, con il punteggio di 6-2 7-5 in due ore e tre minuti, prendendosi la prima vittoria in carriera sullo spagnolo. L’argentino ha giocato probabilmente il miglior match della carriera, chiudendo a +14 nel rapporto fra vincenti e non forzati e a +18 negli scambi sopra ai cinque colpi, raggiungendo così la seconda semifinale romana consecutiva.

I confronti diretti dicevano 9-0 Nadal (22-2 i set), quindi un pronostico apparentemente chiuso (anche per via del livello espresso da Rafa nei primi due match), ma va detto che alcune sfide erano state decisamente combattute, soprattutto perché Schwartzman ha la risposta e l’anticipo lungolinea di rovescio che Rafa non gradisce, ma allo stesso tempo non è in grado, per limiti fisici evidenti, di giocare in salto sui topponi del maiorchino per lungo tempo (come si vede dalla grafica), finendo alla lunga per perdere campo, senza considerare che El Peque non ha ovviamente modo di vincere troppi punti facili.

 

PRIMO SET – Rafa, come sempre, è sceso in campo con idee molto chiare, nello specifico di muovere l’avversario con il classico gancio mancino (ma anche con il rovescio incrociato in cui è migliorato tantissimo in termini di abilità di salire sulla palla per tagliare l’angolo) e di alzare le traiettorie per impedirgli di mettere i piedi sulla riga di fondo. Schwartzman ha spesso usato il recupero in back per darsi il tempo di tornare verso il centro, per andare lungolinea con il rovescio bimane alla prima occasione e anticipando, se possibile.

La prima opportunità per Nadal è arrivata nel quarto game, quando Schwartzman ha cercato di approfittare della sua posizione profonda ma ha sbagliato la palla corta. La tds N.2 ha però spedito in rete un dritto incrociato non da lui, peraltro non la prima sbavatura con il suo colpo preferito. Altri errori hanno allora propiziato una chance per l’argentino, bravissimo a trovare il dritto in corsa per lo 0-40 e a ritorcere lo slice da sinistra di Rafa contro di lui, infilando il dritto nel campo aperto per il 3-2 e servizio, coronando un parziale di 9-0 e infilando alcune smorzate carezzevoli, come quella che ha preceduto questo muro su una veronica dell’avversario:

Nadal ha avuto la presenza di spirito di provare a cercare soluzioni alternative contro un avversario serafico al cospetto del consueto martellamento sulle diagonali, anche perché in diverse circostanze era lui ad essere buttato fuori su quella di sinistra, uno spettacolo a cui non avremmo mai pensato di assistere), e ha finito per forzare e sbagliare anche per via della penuria di punti diretti con il servizio – otto prime su 21 in campo dopo il 4/5 iniziale. Schwartzman si è procurato una palla per il doppio break su un rovescio sballato, ma Nadal ha tirato fuori una smorzata vincente per cavarsi d’impaccio, ma solo brevemente, perché Dieguito ha letto nel Pleistocene la palla corta e si è procurato una nuova occasione per il 5-2, incamerato su un altro drop shot che ha a malapena raggiunto la rete.

L’ottavo favorito del torneo si è quindi procurato due set point colpendo tre vincenti con i piedi dentro il campo, ma Nadal ha avuto un sussulto d’orgoglio, capitolando però su un altro grande inside-in dell’argentino e su un proprio errore di rovescio – 6-2 in 48 minuti. Momento di puro kleos di Schwartzman, che ha chiuso il set con cinque non forzati (13 i vincenti) e il 73% di punti fatti con la prima.

Rafa Nadal – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Quattro o cinque volte avevo sentito di essermi avvicinato a lui in passato, ma oggi ho provato a fare le stesse cose e sono riuscito a capitalizzare su tutte le occasioni che mi ha dato nel primo set“, ha commentato l’argentino sul primo parziale. “Da lì mi sono detto, ‘lui non gioca da sette mesi, devo riuscire a rimanere in partita’, ed ero pronto a provare a vincere anche al terzo, eventualmente“.

SECONDO SET – Se possibile, Schwartzman ha persino alzato il ritmo nel secondo, mulinando i piedini come un Kitchen Aid e salendo a doppia palla break con un vincente di rovescio incrociato, ma Nadal si è salvato con un pallonetto su cui l’avversario ha messo larga la volée dorsale e con un servizio vincente al centro. Interrotta la striscia di game persi, Rafa ha iniziato a colpire con una violenza belluina, salendo a palla break dopo due vincenti lungolinea, eppure Diego è riuscito a rintuzzare la sua spinta con un recupero a rete e un tocco prodigiosi ancorché ansimanti, o forse ancora più impressionanti proprio per questo motivo:

L’argentino non è mai arretrato, anche perché ha giocato la miglior partita della carriera quantomeno con il dritto (ma probabilmente non solo), e si è preso il 30-40 nel quinto gioco su un passante largo di Nadal, la cui prima ancora latitava. Rafa si è allora affidato al grande classico del repertorio mancino, servizio slice e discesa a rete, tenendo anche grazie al primo ace del set. El Peque ha invece continuato a mantenere altissimi livelli d’efficienza con la battuta (65% in campo con realizzazione di 73 e 83 percento nei primi tre turni), e, per quanto paradossale, era fisiologico che l’occasione successiva sarebbe stata depositata sul suo uscio: dritto inside-out largo di Rafa e 30-40, con il Toro di Manacor a cercare di uscire dallo scambio con la più languida delle palle corte, giunta a rete quasi per miracolo – 4-3 e servizio Schwartzman.

Nadal ha quindi mostrato grande umiltà, e si è messo a contenere la spinta dell’avversario, invitandolo a prendersi il match con diverse difese in back e traiettorie alte. Schwartzman ha iniziato a sbagliare un po’ di più e si è trovato subito 15-40, concedendo il contro-break alla seconda occasione finendo lontano dalla riga sui lift dello spagnolo. Al di là dell’effetto sorpresa, però, l’argentino vive di attrito da fondo, e ancora una volta è stato Rafa, sotto nel punteggio, a spazientirsi e sbagliare, venendo breakkato a zero su un banana shot millimetrico al termine di un duello a rete.

Ancora una volta, però, il braccio di Schwartzman ha tremato, mentre Nadal ha tirato fuori il suo più bel punto della settimana proprio al momento del bisogno con una demi-volée smorta appena dopo la rete, contro-breakkando a zero su una palla malgiudicata da Diego.

In un finale senza la minima logica, con tutta l’inerzia del mondo, Nadal si è inerpicato sulla diagonale di sinistra, commettendo due errori di dritto prima di essere passato per il 6-5 Schwartzman. La terza volta è stata quella buona perché, nonostante la solita refrattarietà alla sconfitta, però, l’iberico ha continuato a commettere troppi errori nello scambio, concedendo un match point che l’argentino si è venuto a prendere a rete, lanciando un meritato urlo liberatorio. +14 vincenti/unforced, +18 nei punti sopra cinque colpi.

Le ultime tre settimane sono state pessime per me, pensavo di dover andare ad Amburgo per prendere un po’ di ritmo, e invece…“, ha detto dopo la partita. “Non pensavo di poter vincere perché non stavo giocando bene ma oggi ho trovato il mio miglior livello, ho giocato più o meno come nel nostro match del Roland Garros 2017“.

Due parole anche sull’avversario di domani, un altro mancino come Denis Shapovalov, il cui allenatore Mikhail Youzhny era alla partita: “Io e Denis ci siamo allenati spesso insieme alle Bahamas, è un gran bravo ragazzo e sta giocando bene, non è più un Next Gen visto che ormai vale la Top 10. Sarà dura, ma se gioco come oggi posso batterlo“.

Il tabellone maschile di Roma con tutti i risultati aggiornati

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