Australian Open: Djokovic è uno schiacciasassi, ora c'è Raonic

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Australian Open: Djokovic è uno schiacciasassi, ora c’è Raonic

Il campione serbo regola in tre set Schwartzman. Nei suoi 11esimi quarti di finale a Melbourne affronterà il big server canadese che non ha lasciato scampo a Cilic. Nei nove scontri diretti Nole ha sempre vinto

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Novak Djokovic - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)
 

Che il piccolo Diego Schwartzman avesse poche armi a disposizione per impensierire Novak Djokovic era abbastanza chiaro a tutti. Il suo gioco solido ma leggero, privo di particolari rotazioni e variazioni di ritmo, è perfetto per mettere in palla il fenomeno serbo. I quattro precedenti tutti vinti da Nole, e sempre abbastanza nettamente, erano lì a dimostrarlo. E questi ottavi dell’Australian Open hanno seguito lo stesso copione con Nole che si è imposto con il punteggio di 6-3 6-4 6-4 in due ore di gioco. Un match senza particolari scossoni in cui il n.2 del mondo è praticamente sempre stato in vantaggio, dall’inizio alla fine. Nei suoi undicesimi quarti di finale a Melbourne, affronterà il redivivo Milos Raonic. Il bombardiere canadese, anche lui particolarmente a suo agio nel primo Slam della stagione, ha piegato con lo score di 6-4 6-3 7-5 Marin Cilic, finalista del torneo nel 2018, il quale forse ha pagato le scorie delle faticose vittorie su Benoit Paire prima e Roberto Bautista Agut poi. 

DJOKOVIC-SCHWARTZMAN – Primo set particolarmente scorrevole, con nessuno dei due giocatori nemmeno in grado di avvicinarsi a vincere il turno di risposta. Finché nel nono gioco il fenomeno balcanico piazza la zampata vincente portandosi a servire per il set. Game a 30 e primo set in archivio. Prevedibilmente, Djokovic parte fortissimo anche nel secondo parziale, per mettere definitivamente l’incontro sui suoi binari: prima un break poi un altro ed è 3 a 0. Un piccolo passaggio a vuoto aiuta Schwartzman a dimezzare lo svantaggio. Ma l’argentino non è evidentemente in grado di raddrizzare il match. Il break decisivo nel terzo parziale arriva sul 3 a 2 per Djokovic. El Peque prova a reagire immediatamente ma non c’è nulla da fare. Djokovic ha il pilota automatico. 75 per cento di punti con la prima per lui e 38 vincenti a fronte di 31 errori. Una prestazione solida da ogni punto di vista. 

RAONIC-CILIC – Nessun tie-break nel match tra questi due portentosi battitori, ed è già una notizia di per sé. Ma anche i break non è che siano stati tanti. Giusto tre, uno per parziale, e tutti in favore di Raonic. Nel primo set, il canadese, dopo aver annullato un paio di palle break nel sesto gioco, coglie nel nono, ottiene tre palle break in risposta sul 5 a 4 e va a capitalizzare la seconda. Nel secondo parziale Cilic si fa breakkare subito e non riesce più a tornare in scia. Il croato avrebbe l’occasione di riaprire la contesa quando sempre sul 5 a 4 nel terzo set si procura due set point in ribattuta. Il canadese è però una macchina al servizio e scaglia due ace consecutivi. Scampato il pericolo, il 29enne di origine montenegrina va poi a chiudere l’incontro. A fare la differenza in risposta (30 per cento di punti vinti contro 23) e la capacità di giocare bene i punti decisivi. Ma chissà che se Cilic avesse avuto due turni meno in precedenza pesanti (3 ore e mezza in campo con Paire, oltre 4 contro Bautista Agut), l’esito dell’incontro non sarebbe stato diverso. 

Per Raonic si tratta della quinta volta ai quarti agli Australian Open, lo Slam in cui ha avuto i risultati migliori (finale di Wimbledon a parte) nella sua carriera fortemente condizionata dagli infortuni. E la sua spiegazione dei buoni risultati che ottiene a Melbourne è curiosa. “Dipende anche dal fatto che non c’è nulla nell’immediato futuro quando sono in off-season. Nessun torneo che sono nervoso di saltare oppure quale partecipo senza essere pronto. Ci sono alcune settimane in cui mi posso concentrare sull’allenamento e non ho nulla di cui preoccuparmi. E questo mi aiuta trovare continuità”, ha dichiarato il canadese, attualmente n.35 del mondo. 

 
Milos Raonic – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Contro Djokovic si va a prefigurare uno scontro tra un grande ribattitore, ovvero Djokovic, e un grande battitore, ovvero Raonic. Ma sono i più grandi nelle rispettive categorie? Raonic in maniera diplomatica mette il fuoriclasse balcanico alla pari di Nadal. “Penso che Rafa sia quasi altrettanto bravo. Ma è diverso il modo in cui rispondono. Rafa cerca di mettere in campo più risposte possibili ma hai una possibilità di chiudere il punto col colpo successivo. Novak ti risponde spesso profondo al centro e ti toglie l’angolo. Inoltre, sta più vicino al campo, lasciandoti meno tempo per organizzare il colpo dopo”, sostiene il canadese. Secondo Nole invece Raonic non è il miglior servitore del tour ma rispetto ad altri big server è più completo. Penso che si possa leggere meglio il suo servizio rispetto a quelli di Isner e Karlovic. È una questione di lancio della palla, di tecnica. Ma rispetto a loro, quando si entra nel gioco, Raonic si muove molto meglio”.

Nei nove precedenti scontri diretti, uno proprio nei quarti dell’Australian Open edizione 2015, Nole è riuscito a neutralizzare alla perfezione il cannone di Raonic e ad imporsi. Due soli i set persi dal serbo, a Roma nel lontano 2014 e a Cincinnati nel 2018. Non ci dovrebbe essere molta storia nemmeno in questa occasione. E magari un altro successo aiuterà a convincere Stefan che vale la pena fare il tifo per papà. 

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Il tennis domina su Google: Djokovic, Nadal e Serena Williams i tre sportivi più ricercati nel 2022

I tre tennisti dominano la categoria “atleti” di Google Trends per il 2022. In Italia Sinner, Berrettini e Djokovic tra i più ricercati

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Novak Djokovic - ATP Finals, Torino 2022 (Credits Photo Giampiero Sposito:FIT)

Si avvicina il 31 dicembre e come di consueto è tempo di classifiche che sintetizzino i fatti salienti di questo 2022, che è giunto ormai agli sgoccioli.

Una delle classifiche che si attende con più curiosità alla fine di ogni anno solare è quella redatta da Google. Sulla base dei dati raccolti dal motore di ricerca, Google fornisce un elenco delle parole più in tendenza, sia per ogni paese che complessivamente a livello globale.

Se la guerra in Ucraina e la morte della Regina Elisabetta hanno monopolizzato l’attenzione degli utenti per quanto riguarda le notizie più ricercate, alla voce atleti a farla da padrone è il mondo del tennis.

 

Quattro tennisti tra i primi 10 atleti più ricercati, rende l’idea di come l’attenzione verso il nostro sport sia in costante crescita. Occorre sottolineare come le prime tre posizioni della classifica siano completamente appannaggio di tennisti. Coloro che hanno monopolizzato le ricerche su Google sono, infatti, Novak Djokovic, Rafael Nadal e Serena Williams. A completare il trionfo del mondo del tennis troviamo al decimo posto il nuovo leader della classifica ATP, Carlos Alcaraz.

Non sorprende che data la grandezza dei personaggi, noti non solo agli appassionati di tennis, e la particolarità di questo loro 2022 li abbia portati sulla bocca, o meglio sulle tastiere di tutti. I tre, infatti, per diversi aspetti in questo 2022 hanno tenuto i loro fan alla ricerca di notizie ed aggiornamenti.

Il caso più controverso è stato sicuramente quello di Novak Djokovic. Il serbo ha monopolizzato l’attenzione degli appassionati di tennis e non solo per la nota vicenda australiana di inizio anno. Nole, infatti, contrario a sottoporsi al vaccino contro il Covid-19, è prima atterrato sul suo australiano per poi essere espulso qualche giorno dopo. Nel mezzo si è assistito ad un processo, con annullamento del visto e ban per l’ingresso nel paese. Situazione che per la gioia di Djokovic è ormai alle spalle, con Nole che è certo di tornare in Australia per iniziare la stagione.

Ciò che ha segnato la stagione per Serena Williams, è l’annuncio del ritiro avvenuto alla vigilia dello US Open sulle pagine di Vogue. Rafa invece ha vinto le prime due prove dello Slam nel 2022 restando in corsa per la prima posizione mondiale fino all’ultima settimana di tennis; nonché è stato co-protagonista del un lungo e commovente addio in Laver Cup del grande amico e rivale Roger Federer.

Se ci spostiamo alle ricerche effettuate in Italia, l’Australian Open si posiziona al numero 4 come parola dell’anno dietro solo a Ucraina, Regina Elisabetta e Russia Ucraina. Le vicende dei nostri portacolori, invece, hanno monopolizzato le ricerche dei fan italiani. Jannik Sinner si posiziona al numero 4 nella categoria personaggi dietro a Vladimir Putin, Drusilla e il cantante Blanco. Nella stessa classifica seguono al numero 5 il calciatore Vlahovic che precede altre due tennisti: Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

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Auger-Aliassime, viaggio umanitario nel “suo” Togo: “Ho visto cose bellissime”

Il tennista canadese ha effettuato un viaggio nel paese di origine del padre per verificare ciò che è stato costruito con i soldi derivanti dal progetto benefico che porta avanti da tempo

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Felix Auger-Aliassime – Davis Cup Finals 2022 (foto: Roberto dell'Olivo)

Tre titoli ATP e la coppa Davis conquistata a Malaga hanno caratterizzato il finale di stagione scoppiettante di Felix Auger-Aliassime. Ma niente vacanze lunghe su spiagge esotiche. Il giovane tennista canadese, infatti, ha deciso di compiere una scelta più nobile, scegliendo di visitare il Togo, paese di origine del padre Sam, e più precisamente la regione settentrionale di Kara.

Il legame con la sua terra di origine è stato sempre forte per Felix, sebbene il canadese abbia scoperto le sue radici solo nel 2013 e questo viaggio in Togo sia solamente il secondo della sua giovane vita. Tuttavia, sin dal 2020, Auger-Aliassime ha lanciato una iniziativa benefica a favore del suo paese d’origine. Si tratta di una donazione dell’importo di 5 dollari per ogni punto conquistato nelle competizioni ufficiali a beneficio di CARE, una associazione che si occupa dei bambini togolesi. Nella sua attività benefica Auger-Aliassime è affiancato da uno dei suoi sponsor, BNP Paribas. La banca francese, nota come sponsor di diversi eventi tennistici, per ogni punto conquistato dal numero 6 del mondo dona ulteriori 15 euro.

Alla fine di questo 2022 i punti vinti da Auger-Aliassime hanno fruttato una cifra di circa 330 mila euro e da lì la scelta del canadese di vedere con i suoi occhi quanto fatto dal suo progetto umanitario. “Ho visto cose bellissime. – ha dichiarato Felix – Il rinnovamento degli edifici scolastici, la fornitura di tutte le attrezzature necessarie alle scuole primarie che ho visitato, attrezzature scolastiche ma anche attrezzature sportive. Sembra sciocco ma abbiamo fornito loro palloni, scarpe, reti per porte da calcio e così via”.

 

Un progetto ha visto dieci villaggi beneficiare delle attività svolte. I progetti hanno portato alla ristrutturazione di 10 campi sportivi e altrettante scuole, alla formazione di 80 insegnanti e alla dotazione di attrezzature adeguate. Inoltre, centinaia di bambini hanno ricevuto cibo, vestiario, assistenza medica o psicologica. “La cosa importante per me era incontrare non solo i più piccoli delle elementari ma anche i più grandi. Hanno tra i 17 e i 20 anni e avevano abbandonato la scuola. Ora grazie al progetto vengono seguiti e introdotti nelle officine come apprendisti falegnami, sarte, saldatori o altro”.

Auger-Aliassime è stato accolto dai bambini togolesi come Babbo Natale. E la visita ha fatto capire al tennista canadese come molto rimanga ancora da fare per il suo paese d’origine. Una nazione che vede una grossa parte della propria popolazione vivere ancora al di sotto della soglia di povertà.

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Kyrgios sull’assenza in Coppa Davis: “L’Australia mi considera solo ora…”. Intanto dopo il battibecco di Wimbledon gioca in doppio con Tsitsipas!

“Non dimentico quanto detto su di me e sulla mia famiglia. Meglio più soldi che una Davis che non ha senso per me”, afferma Nick Kyrgios. “E’ il primo anno che mi rispettano”

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Nick Kyrgios - US Open 2022 (foto Twitter @atptour)

Colpo di scena alla Diriyah Tennis Cup. Nella giornata di ieri si sono conclusi i quarti di finale con relativi verdetti. A giocarsi le semifinali ci saranno Wawrinka, Medvedev, Norrie e Fritz. Ma la notizia che tiene banco è la decisione da parte degli organizzatori di ripescare gli otto giocatori eliminati per formare quattro squadre di doppio.

E fin qui niente di nuovo. Se non che una delle quattro squadre sarà formata dalla coppia Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas. Già, direte voi: ma non si erano lasciati male dopo Wimbledon? Quando i due giocatori si sono affrontati a Championships quest’anno, il 27enne australiano ha vinto in quattro set. Tuttavia, la partita ha vissuto una serie di polemiche, con tanto di momenti accesi tra i due giocatori. Detto questo staremo a vedere se ci saranno ancora scintille, o se i nostri avranno deposto l’ascia di guerra. La coppia oggi Hubert Hurkacz e Dominic Stricker per un posto in finale.

A proposito di frizioni, Nick Kyrgios ha rilasciato un’intervista dall’Arabia dove racconta i motivi dietro il suo forfait in Coppa Davis con l’Australia. A detta sua la mancanza di empatia da parte della federazione nei suoi confronti è alla base della decisione di non prendere parte alla competizione. Per Nick giocare a tennis in Arabia Saudita per una somma a sette cifre piuttosto che rappresentare l’Australia è stata una “facile” decisione. “Forse se l’Australia mi avesse considerato un po’ di più, ci giocherei e porterei a casa il trofeo“, ha detto il finalista di Wimbledon. “Ma chi lo sa?”.

Il 27enne ha poi aggiunto: “A questo punto della mia carriera, farò sempre ciò che è meglio per me. In questo periodo dell’anno posso viaggiare in tutto il mondo esibendomi in tornei a sei cifre – sai, sento di essermi messo in quella posizione – quindi è facile per me. Mi prenderò del tempo con la mia famiglia e la mia ragazza, e mi godrò esperienze in giro per il mondo. Preferisco guadagnare quel tipo di denaro piuttosto che giocare una settimana in qualcosa in cui non sarei pagato così bene. La Davis prosegue Kyrgios – non ha davvero senso per me e per la mia progressione come atleta“. Gli chiedono dunque se prenderà mai più parte alla competizione per nazioni: “Forse, chi lo sa?” dice il numero 22 del mondo. “Aggiungere un’altra settimana in Europa a Malaga non era davvero ciò che desideravo”. Se fosse stato in Australia, forse sarebbe stata una storia diversa?

Ma sotto sotto si capisce che la questione economica non è la più importante.Non è sempre facile per me dimenticare tutto ciò che in Australia viene detto negativamente su di me o sulla mia famiglia“. Certo dopo la finale Wimbledon qualcosa è cambiato, forse la gente ha cambiato idea sul suo conto: “Sì, lo so, ma non dimentico i primi sette anni della mia carriera… Non possono semplicemente convocarmi di punto in bianco”.

Questo lato nascosto di Kyrgios, quello più fragile, è quello che la gente non comprende. Sento che questo è il primo anno in cui mi sono guadagnato il rispetto, quando avrebbero dovuto mostrarmelo già dal primo anno. Li ho rappresentati, li ho messi sulla mappa del tennis avendo prodotto uno delle annate maschili di maggior successo nell’ultimo decennio per l’Australia, e mi sto solo godendo il momento, non credo sia colpa mia.” Alla domanda su cosa pensa di dover fare per guadagnarsi tutto l’affetto del pubblico australiano, ha risposto: “Onestamente non mi interessa, vado avanti con la mia vita”.

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