Zverev ci prova, ma è Thiem il vero panzer: prima finale all'Australian Open

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Zverev ci prova, ma è Thiem il vero panzer: prima finale all’Australian Open

Dominic rimonta il tedesco, chiude in 4 set e conquista la terza finale Slam della sua carriera. Sfiderà Djokovic domenica alle 09:30. Nole è avanti 6-4 nei precedenti. “Qui lui è il Re, darò tutto quello che mi rimane”

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Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[5] D. Thiem b. [7] A. Zverev 3-6 6-4 7-6(3) 7-6(3) (da Melbourne, il nostro inviato)

La canicola che ha attanagliato Melbourne fin dalla mattinata, con temperature oltre i 43-44 gradi, si è finalmente fatta meno tremenda. Quando alle 19:30 scendono in campo Alexander Zverev e Dominic Thiem le condizioni sono buone, fa caldo ma assolutamente entro parametri sopportabili. I precedenti tra Dominic, detto Dominator, e Alexander, detto Sascha, sono 6-2 per l’austriaco. La posta in gioco è altissima, per due ragazzi che sono in ogni caso già arrivati a un traguardo mai raggiunto in precedenza, la prima semifinale Slam sul cemento per Dominic, la prima semifinale Slam in assoluto per Sascha.

L’inizio vede uno scambio di break nei primi due game, sia Thiem che Zverev tirano fortissimo, ma a tratti sono imprecisi. Come previsto l’austriaco pare avere qualcosa di più sullo scambio in termini di aperture degli angoli e potenza sul dritto, il tedesco ha dalla sua il rovescione bimane e un’autentica fucilata col servizio. La Rod Laver Arena è strapiena, la cosa bella è che non si percepisce un tifo particolare per nessuno dei due, c’è solo tanto entusiasmo per una gran partita. Sul 2-1 Thiem, 40-30 servizio Zverev, uno scroscio di pioggia (la classica nuvola di Fantozzi, il resto del cielo è sgombro, anche se nella notte sono previsti temporali forti) interrompe il gioco, viene chiuso il tetto, Sascha tira una prima e pareggia 2-2.

A livello tattico, è chiara l’intenzione di Dominic di incidere sul dritto di Sascha, che è il colpo di relativa debolezza del tedesco, ma non è semplice, perché il ritmo è altissimo e Zverev sta tenendo alla grande pure a destra. In particolare, il super-servizio del tedesco diventa un bell’appiglio a cui aggrapparsi ogni volta che i game di battuta diventano un minimo combattuti. Due bastonate vincenti ogni volta che ti trovi 30-30 risolvono tanti problemi, è un bel giocare con una “rete di protezione” del genere. E infatti, quando tocca a Dominic trovarsi sotto nel proprio game di servizio, sul 3-3 e 15-40, lo scambio si gioca e ne esce vincitore Sascha, che brekka ancora e sale 4-3, per poi rapidamente confermare il vantaggio per il 5-3. Un paio di errori dell’austriaco portano a un set-point, il rovescio in rete di Dominic decreta il 6-3 Zverev, per ora risultato giusto. Le statistiche ci dicono che Sascha ha 6 vincenti e 6 errori, Thiem 5/13, la differenza sta in quel “meno 8” di “Dominator”.

Alexander Zverev – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Zverev continua a servire come un treno, in questo momento mette a referto un clamoroso 92% di prime palle in campo, la più lenta delle quali va a 210 kmh, semplicemente quando batte lui non si gioca. All’improvviso, però, nel terzo game del secondo set ecco due doppi falli di fila, che paiono evocare i fantasmi del tremendo anno precedente, con quel fondamentale totalmente perso per strada. Arrivano come conseguenza due palle break per Thiem, la seconda, con il dritto in rete del tedesco, manda Dominic avanti 2-1 e battuta. Reagisce Sascha, pareggia 3-3 contro-brekkando, ma cede di nuovo il servizio nel game successivo, complice un nastro sfavorevole. Dominic sta dando tutto adesso, e si vede, che mazzate ragazzi. Il dato che spiega questo calo del tedesco, al netto della qualità dell’avversario, è la percentuale di prime palle, scesa al 65% in questo parziale. In generale, Sascha sembra aver un po’ smarrito il filo del gioco (“Si sta incasinando da solo”, mormora di fianco a me in tribuna l’imprescindibile Vanni Gibertini, con sintesi gergale ma ineccepibile).

Al servizio sul 5-4, Thiem subisce un contro-smash epico da parte di Zverev, con conseguente boato assordante dello stadio. Subito dopo si salva con un passante di rovescio al volo, la gente salta in piedi, roba da highlights da rivedere dieci volte, che bravi. Un altro smash fallito dall’austriaco porta a una palla break, annullata dallo sventaglio di dritto. Un drittaccio fallito ne provoca una seconda, cancellata dopo uno scambio di mazzate terrificanti, è un partitone adesso. Va a rete Thiem per prendersi il set-point e l’ace centrale chiude il parziale. Si ricomincia da 0-0, punteggio giusto, rimane l’impressione che Zverev nella parte centrale del set si sia fatto sfuggire l’avversario in modo colpevole, ma Dominic è stato bravissimo a prendersi di grinta tutte le occasioni che ha avuto. All’inizio del terzo set, Sascha ha 15 vincenti e 18 errori, Thiem 16/15, l’equilibrio è totale, potrebbe girare in favore dell’uno o dell’altro in qualsiasi momento. È passata un’ora e mezza.

Sull’1-0 Zverev, servizio Thiem, c’è un’interruzione del gioco (un problema alle luci dell’arena), il che ci concede una inevitabile “Sweet Caroline” di Neil Diamond cantata e ballata da tutto il pubblico, seguita da “Staying Alive” dei Bee Gees, sempre a volume super, disco-tennis insomma. Senza farsi distrarre Dominic tiene a 15, e continua con il “fuori tutto”, sparando bastonate a velocità spaventosa, il che lo porta a tre palle break consecutive, splendido l’austriaco a sbracciare senza margine in questa fase. La terza è buona per Thiem, che con un gran passante di rovescio si porta avanti 2-1 e servizio. Dominic, da metà secondo set, è indietreggiato molto, almeno due metri dietro la riga di fondo, trovando così sicurezza e percentuali. Zverev, per quanto fortissimo nel palleggio, non ha le armi tecnico-tattiche per approfittarne, ci fosse un Federer (per esempio), potrebbe punirlo con variazioni corte e discese a rete, Sascha non ci riesce, e se consenti a un bombardiere come Thiem di stare tranquillo a menare siluri da laggiù senza destabilizzarlo in verticale, sei fritto.

 
Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Palla del doppio break per Dominic sul 3-1, fallita di dritto, poi vantaggio Zverev e game, dopo uno scambio da urlo, con tanto di volée in tuffo dell’austriaco e successivo passante in corsa di Sascha. Ma che bella partita ragazzi, siamo 3-2. Sulle ali dell’entusiasmo il tedesco arriva a due palle break consecutive, la prima cancellata dal servizio di Dominic, la seconda fallita malamente sottorete. Thiem ne concede una terza, caccia uno slice sotto il nastro, ed è 3-3, tutto da rifare. Zverev sembra ritornato in ritmo col servizio, e di brutto pure, in un attimo va in vantaggio 4-3. Dominic non è da meno e lo agguanta sul 4-4. Passante lungolinea di rovescio clamoroso di Thiem, che porta lo 0-30, e soprattutto fa finire i “challenge” a Sascha, non il massimo a tre quarti di set. Una botta centrale col servizio, infatti, probabilmente buona, gli viene chiamata fuori sul 30-30, e purtroppo per lui non c’è nulla da fare. La reazione del tedesco è grandiosa: ace con la seconda, “vaffa” gridato e warning per verbal abuse, ace con la prima, 5-4 per lui, che personalità.

Zverev è “on fire” adesso, spara tutto senza esitare, benissimo anche Dominic che resiste alle fiammate dell’avversario da par suo, ma incappa in qualche errore di troppo. Arriva un set-point per Sascha, annullato dallo strepitoso rovescio in avanzamento di Thiem, poi un secondo, ancora cancellato in attacco da un drittaccio diagonale. Spettacolare Dominic adesso, 5-5, che bella partita ragazzi. Tre botte precise, condite da un serve&volley, ed è 6-5 Zverev, bel game tenuto da Thiem, ed è tie-break. Subito avanti l’austriaco con una gran demi-volée, un ace e una prima vincente, 3-0, poi due bastonate consecutive di Sascha e un errore, si cambia campo sul 4-2. Ancora ottimo al servizio Dominic, 5-2, poco dopo un super-dritto lo manda 6-3 e tre set-point. Servizio e rovescio, ed è 7-3 e due set a uno per lui. Fantastico, un set combattutissimo e giocato alla grande da entrambi.

I ragazzi se le suonano a tutto braccio senza rallentare anche nel quarto set, qualcosa gli scappa lungo a volte, ma è davvero un bello spettacolo questa battaglia a viso aperto. Si seguono i servizi senza grossi rischi (nessuna palla break) fino al 5-4 per Thiem. Il livello rimane altissimo, aperture lungolinea, cross improvvisi, velocità di palla pazzesca. Qualche soluzione di tocco tradisce un po’ di “mano di legno” dei due sottorete, ma non si può avere tutto. Esce bene da un momento delicato Sascha nel decimo game, 40-40 con Dominic a due punti dal match, ma impatta 5-5 aggrappandosi alla battuta. Zverev spara anche le seconde palle ora (ace a 213 kmh nel primo punto del dodicesimo game), quando sono passate tre ore e 32 minuti si gioca il tie-break.

Un doppio fallo di totale scoordinazione di Sascha, quasi dal nulla, con palla lunga sei metri, manda Thiem avanti 2-0, poi un passante fallito regala all’austriaco il 3-0. Due errori di fila di Dominic, è evidente la tensione qui, rimettono in corsa Zverev, che però regala subito un altro punto con uno smash scriteriato che rischia di atterrare in tribuna, 4-2. La sentono l’importanza del momento, eccome, e c’è da capirli. Sul 4-3 per Dominic, una chiamata sbagliata dal giudice di linea danneggia Sascha, che aveva preso la riga di fondo e il controllo dello scambio, due sventagli di dritto valgono il 6-3 per Thiem e tre match point. Nicolas massu, nel suo box, non sta nella pelle. Ace Zverev, poi una volée comoda chiude la contesa, terza finale Slam per Dominic, bell’abbraccio con l’avversario. Con Djokovic i precedenti sono 6-4 per il serbo.

Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Thiem a fine match: “Penso che sia incredibile, un match irreale, così tirato, lui era quasi impossibile da brekkare. Ho vinto con Rafa, era stata così intensa, ma l’adrenalina mi ha fatto recuperare bene. In partite di questo livello i dettagli fanno la differenza, ci sono stati colpi pazzeschi, per me il suo contro-smash è stato il colpo del torneo. Le canzoni dell’interruzione? Beh, sono quelle che ascolto quando vado a sciare in Austria! I set point, ho dato tutto per annullarli, ma l’ho fatto sempre, mi sono anche tuffato e sul cemento non è il massimo! I tie-break, beh, vero, mi sta andando bene in questo torneo, tre con Rafa, due con Sascha, e il primo del torneo lo avevo pure perso! La tensione a momenti non è facile da reggere… sì lo so che lui ha avuto alte percentuali alla battuta, ho fatto del mio meglio, per fortuna ci sono i tie break sennò staremmo ancora giocando! Lui ha giocato male in ATP Cup, ma si meritava questo risultato, è una svolta per lui, avremmo potuto vincere tutti e due, forse la mia esperienza mi ha aiutato. Ma ha 22 anni, non dovremo aspettare molto per vederlo alla fine di uno Slam. Djokovic? Ci proverò, ho fatto due finali a Parigi contro Rafa, adesso Nole qui, prima il Re della terra rossa e adesso il Re dell’Australia, li affronto tutti”.

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A Seppi non riesce l’ultimo passo, a New York trionfa Edmund [AUDIO esclusivo]

Dopo un primo set equilibrato Andreas Seppi cede in due set a Kyle Edmund. È il secondo titolo ATP per il britannico. Niente Delray Beach per Seppi

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Andreas Seppi - New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

[8] K. Edmund b. A. Seppi 7-5 6-1

Niente da fare per Andreas Seppi nella finale del New York Open di Long Island. Si sapeva che il compito sarebbe stato arduo, Kyle Edmund lo aveva sempre battuto nei quattro precedenti scontri diretti che si erano disputati sul cemento, ed anche questa volta l’esito dell’incontro è stato lo stesso. Seppi ha tenuto con grande autorità il campo per quasi tutto il primo set, ma i due break consecutivi subiti a cavallo dei due parziali gli hanno tagliato le gambe, e c’è stato anche un piccolo problema fisico che lo ha costretto ad uscire temporaneamente dal campo verso la fine del match e che certamente non gli ha permesso di esprimersi al meglio.

Nessuna sorpresa a livello tattico nella partita: Edmund cercava di menare le danze dal fondo con il dirittaccio mettendo sotto pressione l’avversario anche con la prima di servizio, mentre Seppi provava a palleggiare sul rovescio dell’avversario per allungare gli scambi e mettersi nelle condizioni di testare le qualità difensive di Edmund.

 
Kyle Edmund – New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

I servizi l’hanno fatta da padrone per gran parte del primo parziale, nessun break e nessuna palla break per i primi 11 giochi del match, fino a quando, poco prima di arrivare a quella che sembrava la logica conclusione del set, il tie-break, era Edmund a prendere il largo. Con due diritti vincenti il britannico si portava a due set point e grazie ad una splendida accelerazione lungolinea di rovescio si aggiudicava il primo set per 7-5 dopo 44 minuti di gioco.

Tra la fine del primo set e l’inizio del secondo Edmund metteva a segno una striscia di cinque giochi consecutivi e un parziale di 20 punti a 5 che gli dava un solido vantaggio di 3-0. Il coach dell’inglese, Franco Davin (ex allenatore di Fabio Fognini) si agitava parecchio in tribuna per sollecitare il suo assistito ad “ammazzare” la partita, ben conoscendo le risorse di fondista di Seppi, e infatti il tennista di Caldaro si salvava da un game molto complicato nel quale annullava ben quattro palle dello 0-4, una delle quali con uno splendido passante di rovescio lungolinea.

Quel game di 18 punti era però il canto del cigno: subito dopo Seppi doveva assentarsi dal campo per un medical time-out (“Mi sono fatto fasciare l’adduttore dopo aver sentito un dolore alla gamba sinistra” ha confermato Seppi dopo il match) e al rientro, nonostante riuscisse a trovare con più continuità il rovescio dell’avversario, i suoi colpi non avevano più spinta, e il match si concludeva poco dopo con Kyle che alzava le braccia al cielo per la conquista del suo secondo titolo ATP in carriera.

La chiave della partita era mettergli pressione sul suo servizio, cosa che non sono riuscito a fare quasi mai – ha dichiarato Seppi al termine della partita – anch’io sono riuscito a servire bene durante il primo set, poi però ho preso il break alla fine del set e tutto è diventato più difficile“.

Con questa vittoria Kyle Edmund conquista il suo secondo titolo nel circuito ATP (su tre finali giocate) e guadagna 17 posizioni assestandosi al n. 45. Andreas Seppi, dal canto suo, sale 18 posizioni arrampicandosi fino al n. 80 prima della pausa che si prenderà per stare accanto alla moglie ora che la primogenita sta per nascere. “Purtroppo mi devo cancellare da Delray Beach – ha confermato Seppi – perché il dolore alla gamba sinistra che ho avvertito durante la partita ora è piuttosto acuto e non è opportuno giocarci sopra. Tornerò quindi da mia moglie e aspetterò la nascita della bambina“.

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ATP Rotterdam: doppietta Monfils, dominato Auger-Aliassime

Facile vittoria del francese, che bissa il successo dello scorso anno. Troppo falloso il canadese, crollato alla prima scossa

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[3] G. Monfils b. F. Auger-Aliassime 6-2 6-4

Gael Monfils ha conquistato il primo 500 stagionale, quello di Rotterdam, per il secondo anno di fila, coronando due settimane da sogno in cui non ha perso neanche un set fra Montpellier e l’Olanda, stendendo Felix Auger-Aliassime per 6-2 6-4 in 86 minuti. Ennesima delusione per il canadese, sicuro protagonista del futuro ma ancora a bocca asciutta dopo quattro finali in 12 mesi. FAA è diventato il finalista più giovane nella storia del torneo in cui aveva esordito nel circuito maggiore (superando Roger Federer, con cui condivide il compleanno), mentre Monfils è di casa a Rotterdam, avendo vinto il torneo lo scorso anno e raggiunto la finale nel 2016.

Il canadese ha raggiunto la finale per certi versi a sorpresa, avendo vinto solo 9 delle ultime 24 partite giocate prima di Rotterdam, ma questa settimana ha messo in fila avversari competitivi, lasciando per strada un solo set e dando un taglio ai doppi falli (sei nelle ultime tre partite, grande termometro dell’autostima), mentre si è detto della forma di La Monf, nonostante un malanno contratto a torneo in corso. Primo confronto fra i due, che condividono uno straripante atletismo, seppur con attitudini diverse: il Québécois ha un atteggiamento estremamente proattivo, e ama verticalizzare alla prima chance, mentre Monfils ha sempre fatto leva sulla sua straordinaria copertura di campo (alle volte a scapito della sua integrità fisica, verrebbe da dire) per accelerare subitaneamente dopo aver irretito l’avversario nello scambio, come documentato dai quattro chilometri percorsi più dell’avversario durante la settimana.

FAA ha avvertito la pressione all’inizio, mettendo tre dritti lunghi per lo 0-40 nel terzo game, sorpreso da quante prime stessero tornando indietro (solo un ace alla fine), ma ha mostrato subito grande dominio della situazione, salvandole tutte senza mai lasciare l’iniziativa alla terza testa di serie. Monfils ha però continuato a rispondere con continuità, e, annusata l’opportunità creata dal primo doppio fallo del giovane avversario, è passato nel turno successivo leggendone il drop shot. FAA ha continuato ad aggredire la seconda del francese, procurandosi una chance del pareggio, ma ha continuato a pagare la poca pazienza e precisione sul dritto, sprecando e regalando il set con due doppi falli e soluzioni forzate nel game successivo, vedendo il campo restringersi a ogni ulteriore colpo da giocare – e Monfils non si è allora potuto esimere dal chiudere in 40 minuti.

L’inizio del secondo ha seguito il medesimo canovaccio, anzi, ne ha seguita la distopia: quattro errori, anche marchiani, di Aliassime, e sesto (subito upgraded a settimo) game di fila per Monfils, che ha vinto dieci punti di fila a cavallo fra i due parziali. Gli errori hanno continuato a impilarsi, e il campione in carica si è definitivamente sganciato, sgasando quel tanto che basta per l’highlight quotidiano.

Spalle al muro, Aliassime ha provato a dare il tutto per tutto nel settimo gioco (coadiuvato da un oggetto misterioso volato nell’occhio destro del francese sul 5-2 40-15), salvando quattro match point con un paio di grandi risposte in anticipo e recuperando uno dei break al termine di un duello a rete. Too little, too late però, perché Monfils non si è disunito nel turno successivo, vincendo gli ultimi quattro punti per il primo bis olandese dai tempi di Soderling nel 2010 e 2011. Esultanza originale prima del consueto Wakanda Forever, e affetto fra i due.

“Se Felix continuerà così, vincerà sicuramente il torneo”, ha detto il vincitore durante la premiazione. “Sono state due settimane incredibili, e spero di poter continuare così per il resto della stagione”.Sempre simpatico il direttore del torneo, Richard Krajicek, che ha ricordato a Felix che pure Federer perse la sua prima finale qui, e “scusandosi” per la mezza influenza accusata da Monfils durante il suo soggiorno. Se questi sono i risultati, si può supporre che Gael dormirà con la finestra aperta per il resto della sua carriera.

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ATP New York: Seppi vola in finale, affronterà Edmund

Andreas Seppi batte in due set Jason Jung. Ultimo ostacolo tra lui e il titolo sarà il britannico Kyle Edmund

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Andreas Seppi - New York Open 2020 (foto Twitter @NewYorkOpen)

A. Seppi b. [Q] J. Jung 6-3 6-2

Poco più di un anno dopo Sydney 2019, Andreas Seppi torna in finale in un torneo ATP conquistando l’accesso al match decisivo nel New York Open di Long Island. In semifinale il tennista italiano ha superato in due set il cinese di Taipei Jason Jung, 30 anni e n. 131 della classifica ATP, che dopo essere passato attraverso le qualificazioni aveva sconfitto l’ex finalista di Wimbledon Kevin Anderson e, nei quarti di finale, il campione uscente del torneo, la testa di serie n. 3 Reilly Opelka.

Seppi ha giocato la sua solita partita di grande solidità contro un avversario che ha provato a imporre il suo tennis fatto di grande ritmo e traiettorie ad aprire il campo, ma ha finito per rischiare troppo e ha commesso una marea di errori non forzati. Più di 50 gli errori gratuiti per l’asiatico, contro meno della metà di colpi vincenti lo hanno condannato alla sconfitta.

 

Seppi ha iniziato alla grande, prendendo subito due break di vantaggio nel primo set e portandosi sul 4-1 pesante. Jung a quel punto ha provato a rallentare i suoi colpi, cambiando le rotazioni ed aprendo maggiormente il campo per chiudere con soluzioni al volo, ed è riuscito a recuperare uno dei due break, riavvicinandosi sul 3-4, ma i danni combinati nel catastrofico inizio di set erano stati troppi per poter essere rimediati: Seppi ha chiuso la pratica del primo set dopo 38 minuti ottenendo il terzo break nel parziale.

L’unico momento si ha avuto la sensazione che il match potesse girare è stato all’inizio del secondo set, quando in ognuno dei primi tre giochi ci sono state palle break. Sullo 0-0 Seppi si è fatto rimontare da 40-15 ed è stato costretto a cancellare una palla break con un bello schema servizio-diritto. Nel gioco successivo è stato Jung a dover soffrire: quattro palle break, 16 punti giocati in totale, e game portato a casa grazie a diverse ottime prime palle. Sull’1-1, poi, nuova occasione per Jung di andare avanti nel punteggio, ma Seppi ancora una volta la annullava con un’ottima prima di servizio.

Persa l’occasione di breakkare Seppi per ben due volte, Jung ha accusato il colpo perdendo la battuta a zero e issando progressivamente bandiera bianca.

Si tratta della decima finale raggiunta in carriera per Andreas Seppi, che ha un record di sei sconfitte e tre vittorie, l’ultima delle quali nel 2012 a Eastbourne sull’erba. Il suo avversario nel match decisivo del New York Open sarà il britannico Kyle Edmund, attualmente n. 62 del ranking mondiale ma già semifinalista all’Australian Open 2018 e capace di entrare nei Top 15 della classifica. La finale verrà trasmessa alle 22 italiane da Supertennis.

I precedenti tra i due vedono Edmund in vantaggio per 4 vittorie a 1, con Seppi che ha vinto l’unico incontro disputato sulla terra battuta ed Edmund imbattuto sul cemento, sia outdoor sia indoor. Edmund si è anche aggiudicato l’ultimo match poche settimane fa ad Auckland, in Nuova Zelanda, con il punteggio di 6-3 7-6(4).

Comunque vada la finale Seppi se ne andrà da New York con un bel gruzzoletto di punti che gli serviranno a rinforzare la classifica nella quale attualmente è relegato al 98° posto. In caso di sconfitta Andreas guadagnerà 18 posizioni arrampicandosi sino al n. 80, mentre in caso di vittoria del torneo avanzerebbe fino al n. 68, piazzandosi subito davanti a Jannik Sinner.

Gli altri risultati:

[8] K. Edmund b. [6] M. Kecmanovic 6-1 6-4

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