Zverev ci prova, ma è Thiem il vero panzer: prima finale all'Australian Open

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Zverev ci prova, ma è Thiem il vero panzer: prima finale all’Australian Open

Dominic rimonta il tedesco, chiude in 4 set e conquista la terza finale Slam della sua carriera. Sfiderà Djokovic domenica alle 09:30. Nole è avanti 6-4 nei precedenti. “Qui lui è il Re, darò tutto quello che mi rimane”

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Dominic Thiem - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[5] D. Thiem b. [7] A. Zverev 3-6 6-4 7-6(3) 7-6(3) (da Melbourne, il nostro inviato)

La canicola che ha attanagliato Melbourne fin dalla mattinata, con temperature oltre i 43-44 gradi, si è finalmente fatta meno tremenda. Quando alle 19:30 scendono in campo Alexander Zverev e Dominic Thiem le condizioni sono buone, fa caldo ma assolutamente entro parametri sopportabili. I precedenti tra Dominic, detto Dominator, e Alexander, detto Sascha, sono 6-2 per l’austriaco. La posta in gioco è altissima, per due ragazzi che sono in ogni caso già arrivati a un traguardo mai raggiunto in precedenza, la prima semifinale Slam sul cemento per Dominic, la prima semifinale Slam in assoluto per Sascha.

L’inizio vede uno scambio di break nei primi due game, sia Thiem che Zverev tirano fortissimo, ma a tratti sono imprecisi. Come previsto l’austriaco pare avere qualcosa di più sullo scambio in termini di aperture degli angoli e potenza sul dritto, il tedesco ha dalla sua il rovescione bimane e un’autentica fucilata col servizio. La Rod Laver Arena è strapiena, la cosa bella è che non si percepisce un tifo particolare per nessuno dei due, c’è solo tanto entusiasmo per una gran partita. Sul 2-1 Thiem, 40-30 servizio Zverev, uno scroscio di pioggia (la classica nuvola di Fantozzi, il resto del cielo è sgombro, anche se nella notte sono previsti temporali forti) interrompe il gioco, viene chiuso il tetto, Sascha tira una prima e pareggia 2-2.

A livello tattico, è chiara l’intenzione di Dominic di incidere sul dritto di Sascha, che è il colpo di relativa debolezza del tedesco, ma non è semplice, perché il ritmo è altissimo e Zverev sta tenendo alla grande pure a destra. In particolare, il super-servizio del tedesco diventa un bell’appiglio a cui aggrapparsi ogni volta che i game di battuta diventano un minimo combattuti. Due bastonate vincenti ogni volta che ti trovi 30-30 risolvono tanti problemi, è un bel giocare con una “rete di protezione” del genere. E infatti, quando tocca a Dominic trovarsi sotto nel proprio game di servizio, sul 3-3 e 15-40, lo scambio si gioca e ne esce vincitore Sascha, che brekka ancora e sale 4-3, per poi rapidamente confermare il vantaggio per il 5-3. Un paio di errori dell’austriaco portano a un set-point, il rovescio in rete di Dominic decreta il 6-3 Zverev, per ora risultato giusto. Le statistiche ci dicono che Sascha ha 6 vincenti e 6 errori, Thiem 5/13, la differenza sta in quel “meno 8” di “Dominator”.

Alexander Zverev – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Zverev continua a servire come un treno, in questo momento mette a referto un clamoroso 92% di prime palle in campo, la più lenta delle quali va a 210 kmh, semplicemente quando batte lui non si gioca. All’improvviso, però, nel terzo game del secondo set ecco due doppi falli di fila, che paiono evocare i fantasmi del tremendo anno precedente, con quel fondamentale totalmente perso per strada. Arrivano come conseguenza due palle break per Thiem, la seconda, con il dritto in rete del tedesco, manda Dominic avanti 2-1 e battuta. Reagisce Sascha, pareggia 3-3 contro-brekkando, ma cede di nuovo il servizio nel game successivo, complice un nastro sfavorevole. Dominic sta dando tutto adesso, e si vede, che mazzate ragazzi. Il dato che spiega questo calo del tedesco, al netto della qualità dell’avversario, è la percentuale di prime palle, scesa al 65% in questo parziale. In generale, Sascha sembra aver un po’ smarrito il filo del gioco (“Si sta incasinando da solo”, mormora di fianco a me in tribuna l’imprescindibile Vanni Gibertini, con sintesi gergale ma ineccepibile).

Al servizio sul 5-4, Thiem subisce un contro-smash epico da parte di Zverev, con conseguente boato assordante dello stadio. Subito dopo si salva con un passante di rovescio al volo, la gente salta in piedi, roba da highlights da rivedere dieci volte, che bravi. Un altro smash fallito dall’austriaco porta a una palla break, annullata dallo sventaglio di dritto. Un drittaccio fallito ne provoca una seconda, cancellata dopo uno scambio di mazzate terrificanti, è un partitone adesso. Va a rete Thiem per prendersi il set-point e l’ace centrale chiude il parziale. Si ricomincia da 0-0, punteggio giusto, rimane l’impressione che Zverev nella parte centrale del set si sia fatto sfuggire l’avversario in modo colpevole, ma Dominic è stato bravissimo a prendersi di grinta tutte le occasioni che ha avuto. All’inizio del terzo set, Sascha ha 15 vincenti e 18 errori, Thiem 16/15, l’equilibrio è totale, potrebbe girare in favore dell’uno o dell’altro in qualsiasi momento. È passata un’ora e mezza.

Sull’1-0 Zverev, servizio Thiem, c’è un’interruzione del gioco (un problema alle luci dell’arena), il che ci concede una inevitabile “Sweet Caroline” di Neil Diamond cantata e ballata da tutto il pubblico, seguita da “Staying Alive” dei Bee Gees, sempre a volume super, disco-tennis insomma. Senza farsi distrarre Dominic tiene a 15, e continua con il “fuori tutto”, sparando bastonate a velocità spaventosa, il che lo porta a tre palle break consecutive, splendido l’austriaco a sbracciare senza margine in questa fase. La terza è buona per Thiem, che con un gran passante di rovescio si porta avanti 2-1 e servizio. Dominic, da metà secondo set, è indietreggiato molto, almeno due metri dietro la riga di fondo, trovando così sicurezza e percentuali. Zverev, per quanto fortissimo nel palleggio, non ha le armi tecnico-tattiche per approfittarne, ci fosse un Federer (per esempio), potrebbe punirlo con variazioni corte e discese a rete, Sascha non ci riesce, e se consenti a un bombardiere come Thiem di stare tranquillo a menare siluri da laggiù senza destabilizzarlo in verticale, sei fritto.

 
Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Palla del doppio break per Dominic sul 3-1, fallita di dritto, poi vantaggio Zverev e game, dopo uno scambio da urlo, con tanto di volée in tuffo dell’austriaco e successivo passante in corsa di Sascha. Ma che bella partita ragazzi, siamo 3-2. Sulle ali dell’entusiasmo il tedesco arriva a due palle break consecutive, la prima cancellata dal servizio di Dominic, la seconda fallita malamente sottorete. Thiem ne concede una terza, caccia uno slice sotto il nastro, ed è 3-3, tutto da rifare. Zverev sembra ritornato in ritmo col servizio, e di brutto pure, in un attimo va in vantaggio 4-3. Dominic non è da meno e lo agguanta sul 4-4. Passante lungolinea di rovescio clamoroso di Thiem, che porta lo 0-30, e soprattutto fa finire i “challenge” a Sascha, non il massimo a tre quarti di set. Una botta centrale col servizio, infatti, probabilmente buona, gli viene chiamata fuori sul 30-30, e purtroppo per lui non c’è nulla da fare. La reazione del tedesco è grandiosa: ace con la seconda, “vaffa” gridato e warning per verbal abuse, ace con la prima, 5-4 per lui, che personalità.

Zverev è “on fire” adesso, spara tutto senza esitare, benissimo anche Dominic che resiste alle fiammate dell’avversario da par suo, ma incappa in qualche errore di troppo. Arriva un set-point per Sascha, annullato dallo strepitoso rovescio in avanzamento di Thiem, poi un secondo, ancora cancellato in attacco da un drittaccio diagonale. Spettacolare Dominic adesso, 5-5, che bella partita ragazzi. Tre botte precise, condite da un serve&volley, ed è 6-5 Zverev, bel game tenuto da Thiem, ed è tie-break. Subito avanti l’austriaco con una gran demi-volée, un ace e una prima vincente, 3-0, poi due bastonate consecutive di Sascha e un errore, si cambia campo sul 4-2. Ancora ottimo al servizio Dominic, 5-2, poco dopo un super-dritto lo manda 6-3 e tre set-point. Servizio e rovescio, ed è 7-3 e due set a uno per lui. Fantastico, un set combattutissimo e giocato alla grande da entrambi.

I ragazzi se le suonano a tutto braccio senza rallentare anche nel quarto set, qualcosa gli scappa lungo a volte, ma è davvero un bello spettacolo questa battaglia a viso aperto. Si seguono i servizi senza grossi rischi (nessuna palla break) fino al 5-4 per Thiem. Il livello rimane altissimo, aperture lungolinea, cross improvvisi, velocità di palla pazzesca. Qualche soluzione di tocco tradisce un po’ di “mano di legno” dei due sottorete, ma non si può avere tutto. Esce bene da un momento delicato Sascha nel decimo game, 40-40 con Dominic a due punti dal match, ma impatta 5-5 aggrappandosi alla battuta. Zverev spara anche le seconde palle ora (ace a 213 kmh nel primo punto del dodicesimo game), quando sono passate tre ore e 32 minuti si gioca il tie-break.

Un doppio fallo di totale scoordinazione di Sascha, quasi dal nulla, con palla lunga sei metri, manda Thiem avanti 2-0, poi un passante fallito regala all’austriaco il 3-0. Due errori di fila di Dominic, è evidente la tensione qui, rimettono in corsa Zverev, che però regala subito un altro punto con uno smash scriteriato che rischia di atterrare in tribuna, 4-2. La sentono l’importanza del momento, eccome, e c’è da capirli. Sul 4-3 per Dominic, una chiamata sbagliata dal giudice di linea danneggia Sascha, che aveva preso la riga di fondo e il controllo dello scambio, due sventagli di dritto valgono il 6-3 per Thiem e tre match point. Nicolas massu, nel suo box, non sta nella pelle. Ace Zverev, poi una volée comoda chiude la contesa, terza finale Slam per Dominic, bell’abbraccio con l’avversario. Con Djokovic i precedenti sono 6-4 per il serbo.

Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Thiem a fine match: “Penso che sia incredibile, un match irreale, così tirato, lui era quasi impossibile da brekkare. Ho vinto con Rafa, era stata così intensa, ma l’adrenalina mi ha fatto recuperare bene. In partite di questo livello i dettagli fanno la differenza, ci sono stati colpi pazzeschi, per me il suo contro-smash è stato il colpo del torneo. Le canzoni dell’interruzione? Beh, sono quelle che ascolto quando vado a sciare in Austria! I set point, ho dato tutto per annullarli, ma l’ho fatto sempre, mi sono anche tuffato e sul cemento non è il massimo! I tie-break, beh, vero, mi sta andando bene in questo torneo, tre con Rafa, due con Sascha, e il primo del torneo lo avevo pure perso! La tensione a momenti non è facile da reggere… sì lo so che lui ha avuto alte percentuali alla battuta, ho fatto del mio meglio, per fortuna ci sono i tie break sennò staremmo ancora giocando! Lui ha giocato male in ATP Cup, ma si meritava questo risultato, è una svolta per lui, avremmo potuto vincere tutti e due, forse la mia esperienza mi ha aiutato. Ma ha 22 anni, non dovremo aspettare molto per vederlo alla fine di uno Slam. Djokovic? Ci proverò, ho fatto due finali a Parigi contro Rafa, adesso Nole qui, prima il Re della terra rossa e adesso il Re dell’Australia, li affronto tutti”.

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Esordio sul velluto per Nadal a Montecarlo: adesso gli ottavi con Dimitrov

Lo spagnolo concede appena tre giochi a Delbonis, capace di creare qualche piccolo problema solo nel secondo set. Al prossimo turno troverà Dimitrov, battuto 13 volte su 14

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Rafael Nadal - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @ROLEXMCMASTERS)

[3] R. Nadal b. [Q] F. Delbonis 6-1 6-2

Doveva essere un esordio agevole per Rafael Nadal e così è stato. Lo spagnolo, a dispetto dei quasi due mesi lontano dal campo, ha mostrato il solito grande feeling con la superficie e con Montecarlo in particolare (72-5 il bilancio aggiornato su questi campi), disponendo agevolmente di Federico Delbonis. L’argentino ha provato a giocarsela, soprattutto nel secondo set, ma semplicemente non dispone delle armi per impensierire Rafa né per tenerne il passo sul rosso. Dopo il massacro del primo set e mezzo, Delbonis ha provato a rifarsi sotto ma è stato prontamente ricacciato indietro da Nadal. Il prossimo avversario del maiorchino sarà Grigor Dimitrov (13-1 i precedenti; 3-0 a Montecarlo), in un match che si spera possa regalare più spettacolo. “Abbiamo giocato tante belle partite insieme, non solo la semifinale dell’Australian Open 2017” ha ricordato Rafa in conferenza. “Sarò pronto per la partita, o quantomeno spero di essere pronto” ha scherzato, dicendosi in ogni caso soddisfatto del tennis espresso all’esordio.

IL MATCH – Fin dall’inizio si capisce che Delbonis non può tenere il ritmo forsennato imposto da Nadal. L’argentino o va fuori giri tentando di spingere o si rifugia in back difensivi che però raramente mettono in difficoltà l’avversario. In pochi minuti Rafa si ritova già sul 3-0. Delbonis prova a darsi una scossa con un bel rovescio lungolinea vincente forzando poi Rafa all’errore dopo uno scambio tutto in difesa. La riscossa dura però giusto questi due punti: Nadal infatti impatta sul 30-30 con un bel dritto e una smorzata, prima di accogliere benevolmente i due doppi falli consecutivi dell’avversario, costretto a forzare (senza successo) anche col servizio. Finalmente sul 5-0, Delbonis riesce a muovere il punteggio e a evitare quantomeno l’onta del bagel.

 

In avvio di secondo set, le cose non mutano in meglio per l’argentino, che cede subito la battuta. Il martellamento asfissiante di Nadal non accenna a diminuire d’intensità e gli frutta un secondo break che lo proietta sul 3-0. Qui Delbonis si procura due insperate palle break consecutive grazie a una serie di (s)fortunati eventi: una risposta colpita male ma che rimane in campo, un doppio fallo di Rafa e infine un non semplice smash ‘appoggiato’. Nadal non fa una piega e le annulla entrambe con autorità, così come fa anche con una terza occasione. Delbonis però sente che questo è probabilmente l’ultimo treno per sperare di rientrare in partita e si aggrappa al game, guadagnandosi una quarta palla break che riesce stavolta a convertire complice anche un nastro benigno.

Immediata arriva la reazione di Nadal, parecchio infastidito dal break appena subito, ma Delbonis riesce a tenere la battuta e ad andare sul 3-2, cancellando anche una palla break con un gran dritto lungolinea. La rinnovata spinta del volenteroso argentino però non è sufficiente a riaprire davvero la partita che anzi, ritorna saldamente nelle mani di Nadal con il break ottenuto nel settimo gioco. Sul 5-2 arriva l’ultimo sussulto di Delbonis che annulla un match point e si procura addirittura una palla break. Rafa però esce alla grande dal mini momento di difficoltà e chiude il match al terzo match point, dopo un’ora e venti minuti di gioco.

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ATP Montecarlo: Sonego non supera l’esame Zverev

Il numero 6 del mondo ritrova la costanza che gli era mancata a Miami e in due set regola un buon Sonego

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[5] A. Zverev b. L. Sonego 6-3 6-3

Troppo solido alla distanza Alexander Zverev per un buon Lorenzo Sonego, che come suo solito lotta parecchio e mostra un bel tennis ma deve cedere in due set ad uno Zverev apparso molto concentrato soprattutto al servizio. La prima sfida tra i due arrivava in momenti completamente opposti di forma. Sonego era reduce dal brillante torneo vinto a Cagliari, oltre che dal buon primo turno vinto contro un tennista ostico come Fucsovics. Meno positivo il periodo di Zverev, che non aveva giocato finora su terra battuta e la sua ultima partita risaliva a Miami, il secondo turno perso contro Emil Ruusuvori.

Il tennista italiano parte giocando un buon tennis, ma il primo a passare davanti è il tedesco, che sfrutta due indecisioni di dritto di Sonego per prendere il primo vantaggio della partita. La prima per Zverev però continua a mancare e Sonego si riporta sotto con due palle break. Entrambe vengono annullate da Zverev che ritrova la prima e non dà la possibilità al suo avversario di poterlo attaccare. Una nuova possibilità si para davanti a Sonego nel settimo game, uno splendido dritto diagonale gli porta due palle break.

 

La prima di servizio torna in aiuto del numero 6 del mondo, anche se la seconda palla break annullata arriva con un servizio che il replay mostra essere di poco largo. Sonego non si perde d’animo e dopo aver annullato due palle game si guadagna e converte la terza palla break con un pesante dritto lungolinea, meritata per il livello espresso finora dal tennista torinese.

Zverev non resta a guardare e reagisce subito al break diventando un muro da fondo. Gli errori di Sonego si accumulano e il finalista degli US Open si riporta avanti di un break. Uno dei meriti della buona partita del tedesco oggi è la costanza di rendimento al servizio, ed è di nuovo la battuta a cavarlo d’impaccio quando si fa rimontare due set point da Sonego. Il primo punto ai vantaggi è un ace, con il secondo si crea lo spazio con il servizio per chiudere con uno schiaffo al volo di dritto un set giocato molto bene da entrambi i giocatori. Da notare il dato dei doppi falli del tennista di Amburgo, zero per tutto il primo set, una rarità visti i suoi problemi recenti.

Il numero 6 del mondo capisce che è il momento di affondare il colpo e tramortisce Sonego ad inizio secondo set sfruttando la forza della sua diagonale di rovescio. A dire la verità il tennista italiano sta facendo un’ottima partita anche da quel punto di vista, mostrando tutti i suoi miglioramenti con quel fondamentale. Confrontato però con un colpo come quello di Zverev è normale vada in difficoltà. Come successo nel primo set Sonego risponde subito al fuoco con due palle break, ma ancora la prima di Zverev torna dominante e gli toglie le castagne dal fuoco. Sonego non molla la battaglia e con due splendidi pallonetti si mantiene dentro il game, e l’occasione arriva di nuovo con un dritto steccato dal tedesco. Questa volta il servizio tradisce Zverev e con un doppio fallo rimette Sonego nel set.

Ora il livello del tedesco è calato vistosamente ed anche gli errori da fondo cominciano ad arrivare. Un rovescio scagliato male rischia di costargli il secondo break consecutivo, ma con l’aiuto del servizio si salva. Piano piano, nonostante un dritto molto meno affidabile del primo set, Zverev si ritira su e torna a farsi prepotente durante i turni di Sonego. La prima chance nel settimo game è ben controllata dall’italiano, ma sulla seconda il “solito” rovescio devastante vale game e break per il tennista tedesco.

La partita si mette ancora più in salita quando Sonego sotto 15-30 e 3-5 commette il primo doppio fallo della partita. Non poteva esserci momento peggiore, il colpo in uscita dal servizio è lungo e Zverev chiude la partita dopo un’ora e mezza di battaglia. Un peccato per Lorenzo, che oggi ha giocato bene e reso la partita più equilibrata di quanto dica il punteggio. Il tedesco sfiderà David Goffin per un posto nei quarti di finale di Montecarlo. Sonego invece perderà almeno quattro posizioni del ranking, a causa dei punti persi dei quarti dell’anno scorso. Ma vista la posizione attuale, numero 32, se continua con questo stato di forma può mantenersi tra le teste di serie del Roland Garros. Con la sconfitta di Sonego Fabio Fognini resta l’unico italiano ancora presente in tabellone.

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Djokovic, lezione e investitura a Sinner: “È il presente e il futuro del tennis”

Nel match del giorno Jannik parte bene e va in vantaggio di un break, ma via via soffre la pressione di Nole, che domina alla distanza

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[1] N. Djokovic b. J. Sinner 6-4 6-2

Era stata presentata come la partita del giorno, e le attese non sono andate deluse, almeno per una buona oretta. Dopo il battesimo del fuoco ricevuto da Rafa Nadal sul Philippe Chatrier in autunno, il sacerdote Novak Djokovic ha somministrato il secondo segno sensibile al fenomeno nascente Jannik Sinner sotto la terrazza di Montecarlo. Sei quattro sei due per il primo favorito, un’ora e mezza abbondante molto lottata, giocata a ritmi esagerati e trapunta di scambi ad alta intensità. Poi Nole ha preso il sopravvento, e non sarebbe stato difficile prevederlo, ma chi voleva una partita – e un’altra conferma sulla crescita di Jannik – l’ha avuta.

Aveva iniziato molto bene il kid di Sesto Pusteria: secondo game in battuta molto sudato, offerto da un Djokovic intento a far intendere al ragazzo su quale pianeta fosse capitato, poi Sinner ha strappato il servizio al serbo nel terzo, complici un paio di vincenti da urlo, tra i quali ha particolarmente brillato un gran rovescio incrociato sulla linea, utile a provocare la sorpresa del numero uno. Jannik non ha però saputo consolidare, come si suol dire, e qui Djokovic non ha messo troppo di suo: un doppio fallo, un dritto tirato fuori con lo scambio in mano e un rovescio addosso alla star con il campo aperto sono valsi il pareggio: tanta ingenuità direbbero quelli che non hanno mai avuto a che fare con la pressione. Certo è che l’età verdissima in qualche modo può rappresentare un mismatch di non poco conto contro un avversario persino più famelico dei canoni quando deve inseguire. Si è un po’ disunito Jannik, ci mancherebbe: Djokovic gioca profondo come nessuno, si sa, e sulla seconda ha la bava alla bocca. Il combinato disposto, direbbe il giurista, ha costretto Sinner a forzare molte prime, con conseguenze problematiche sulle sue percentuali. Anche a questo è addebitabile il secondo break consecutivo Serbia, viatico al cinque due che pareva una precoce pietra tombale sulla frazione.

 

Detto questo, anche Nole di tanto in tanto pare umano, e Sinner certamente non vende la pelle a buon prezzo: gravato da un paio di errori di misura, dal trenta a zero a due punti dal set Djokovic ha subìto quattro punti consecutivi, consentendo al giovane collega di servire per il pareggio. Ma ribattitore migliore della storia del gioco non si diventa per caso: una manciata di palle a un palmo dal fondocampo hanno costretto Sinner a diversi fuori giri e a salvare un primo set point, prima che un nastro malandrino sul suo lungolinea, beffardo nell’apparecchiare il vincente al serbo, ne forzasse un secondo, stavolta raccolto da Nole con un forcing da dietro reiterato fino all’errore con il rovescio dell’italiano.

Jannik Sinner – ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

Cinquantasei minuti, ritmi alti, lunghi scambi e una lotta tutt’altro che disprezzabile. Non male l’offerta di Jannik, forse un po’ troppo legata mani e piedi al vincente, con tutti i rischi del caso. Nole in giornata, lo è quasi sempre, quando impone la proverbiale pressione da fondo al momento è ancora un po’ troppo. E la sua giornata, già serena, è migliorata nel secondo set, a fronte della resistenza ora forse un po’ ammaccata del nostro: break Serbia nel quarto gioco. Sinner, puntiglioso, con il solito atteggiamento impeccabile, concentrato sul tema fino al parossismo, ora annaspante e sempre più ingarbugliato nella ragnatela. Poche chance per lui di rientrare; una, sostanzialmente, nel settimo game, quando Nole ha offerto palla break ingarbugliandosi con due doppi falli, ma qui è mancato Sinner, autore di una rispostaccia fuori di metri su una seconda attaccabile. La partita lì si è eclissata, insieme allo sguardo fattosi torvo del diciannovenne. Agli ottavi di domani, contro il campione di Miami Hubert Hurkacz o Dan Evans, andrà Djokovic, come sempre, come prevedibile. Per un’ora c’è stata partita, per il resto una lezione di cui Jannik saprà far tesoro.

Mi sento bene – ha detto Djokovic a Tennis TV -. Questo club è la mia base d’allenamento da 15 anni, mi sembra di giocare a casa. E’ stato un bell’esordio, non era una sfida semplice ma sono riuscito a trovare il ritmo e i colpi. Sinner colpisce la palla nel modo giusto più o meno su tutte le superfici, è polivalente, ha molto talento ed è in forma. E’ il futuro del nostro sport, e forse già il presente. Del resto ha già giocato la finale di un 1000 da teenager“. A diciannove anni Nole non era certamente prossimo a somigliare alla sua versione odierna.

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