Fed Cup, World Group: le qualificate per le Finals e per i playoff

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Fed Cup, World Group: le qualificate per le Finals e per i playoff

Definite le 12 qualificate per le prime finals di Budapest e 14 delle 16 squadre che giocheranno il playoff per giocare le qualificazioni nel 2021. Rinviato a marzo il gruppo zonale asiatico a causa del coronavirus

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Il weekend di Fed Cup ci lascia in eredità i nomi delle 12 squadre che giocheranno le prime Finals di Fed Cup a Budapest dal 14 al 19 aprile. Il sorteggio è previsto per martedì 11 febbraio alle 18:30 e porterà alla formazione di 4 gironi da 3 squadre ciascuno. La vincitrice di ogni girone si qualificherà per le semifinali.

Queste le 12 squadre che saranno protagoniste a Budapest:

Australia
Bielorussia
Belgio
Rep. Ceca
Francia
Germania
Ungheria
Russia
Slovacchia
Spagna
Svizzera
USA

Nel weekend del 18-19 aprile si giocheranno anche i playoffs per accedere alle qualificazioni del World Group di febbraio 2021. Le 8 squadre perdenti questo weekend nelle qualificazioni 2020 sfideranno le 8 squadre promosse dai raggruppamenti zonali del Group I, tra cui l’Italia. Purtroppo mancano all’appello ancora due squadre, perché il gruppo zonale asiatico non si è potuto ancora giocare a causa dell’emergenza legata al coronavirus. L’evento zonale prevede un girone unico da 6 squadre con le prime due classificate che accedono ai playoffs. L’evento asiatico è stato riprogrammato a Dubai nella settimana dal 3 al 7 marzo.

Le 8 squadre provienti dal World Group saranno teste di serie. Eccole qui:

 
Lettonia
Olanda
Romania
Brasile
Giappone
Canada
Kazakistan
Gran Bretagna

Queste le sei squadre provenienti dal Group I (in attesa che si disputi il raggruppamento asiatico)

Ucraina
Italia
Serbia
Polonia
Messico
Argentina
[Asia 1]
[Asia 2]

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Wimbledon, quote 5 luglio: un altro capolavoro di Sinner è dato a 6,50

Norrie favorito su Goffin. Fra le donne si va verso una semifinale Jabeur-Niemeier?

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Jannik Sinner – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @atptour)

Al via i quarti di finale nel secondo martedì di Wimbledon 2022, con in campo quelli della parte alta del tabellone maschile e quelli della parte bassa femminile. Riflettori puntati su Jannik Sinner che proverà a detronizzare Novak Djokovic, oltre che su quella che è ora la favorita ad alzare il trofeo fra le donne, ossia Ons Jabeur. 

Se dovessimo fermarci a guardare il palmares e i numeri in carriera su erba, il match fra Novak Djokovic e Jannik Sinner sarebbe chiuso in partenza. I 6 titoli ai Championships e le 25 vittorie di fila (ultima sconfitta da Sam Querrey nel 2016) fanno oggettivamente paura; a questo va aggiunta la voglia di riscatto di Nole, che in questo 2022 ha prima dovuto saltare l’Open d’Australia per le note vicende legate alla pandemia e poi si è dovuto arrendere, in una partita in cui partiva favorito, a Rafa Nadal nei quarti di finale del Roland Garros. Quindi è “in astinenza” da Slam da un anno, cioè dalla finale della scorsa edizione vinta su Matteo Berrettini, considerando anche la cocente sconfitta patita nella finale di Flushing Meadows dello scorso settembre, quando Daniil Medvedev ha bruscamente interrotto il suo sogno di Grande Slam.  

Dall’altra parte troverà un tennista, il nostro Jannik, che arrivava a questo Wimbledon senza mai aver vinto una partita su erba; ne sono arrivate invece quattro, in un crescendo di familiarità e sicurezza, culminato con una prestazione maestosa contro Carlos Alcaraz. Già con John Isner c’erano stati segnali positivissimi, con un Sinner mai in difficoltà, ma con il talento murciano si è visto un tennista maturo, implacabile in risposta, quasi sempre in controllo, degli scambi e dei ritmi (bravissimo nel prendersi sempre i suoi tempi fra un punto e l’altro, per contrastare “la furia” dello spagnolo), e bravissimo a reggere mentalmente dopo il tie break del terzo set perso e i due match point sprecati. Sicuramente contro Novak servirà una percentuale di prime palle ben più alta di quella vista contro Alcaraz, avendo di fronte il miglior ribattitore del circuito, e forse della storia. E un pizzico di incoscienza, considerando che Jannik scenderà in campo con veramente poco da perdere. 

 

Un unico precedente fra i due, quello dello scorso anno a Montecarlo, con affermazione del serbo in due set. Bookmakers che ovviamente propendono nettamente per Djokovic, quotato in media a 1,11, con un suo secco 3-0 dato ad appena 1,66 da Bet365. Un’impresa di Jannik paga 6,50, con la quale fermerebbe anche l’altra striscia aperta di Nole, cioè le 37 (!) vittorie di fila sul Centrale dell’All England Club (ultima sconfitta nella finale 2013 da Andy Murray). Qualche giorno fa si è fermata a 37 Iga Swiatek, che possa essere un buon presagio? 

Nell’altro quarto di finale Cameron Norrie (1,43) parte con i favori del pronostico nei confronti di un ritrovato David Goffin. Il belga, di nuovo a questo livello in un Major dopo tre anni, potrebbe pagare le quattro ore e mezza di battaglia necessarie ad avere la meglio su Frances Tiafoe, mentre nei turni precedenti aveva lasciato un set solo a Ugo Humbert. Per il britannico si tratta del primo quarto di finale in carriera a livello Slam, e in caso di vittoria riporterebbe un giocatore di casa in semifinale dopo sei anni (cioè dall’ultimo trofeo di Andy Murray); solido successo su Tommy Paul in ottavi per Cameron, in un percorso che finora ha presentato difficoltà solo nel secondo turno con Jaume Munar. Appannaggio del nativo di Johannesburg l’unico scontro diretto, giocatosi a Barcellona un anno fa e conclusosi con il ritiro di Goffin durante il secondo set, dopo un secco 6-0 Norrie nel primo. 

Sembra non volersi fermare Ons Jabeur, imbattuta quest’anno sull’erba, dove è arrivata a 9 successi di fila, partendo da Berlino e arrivando a Londra: in questi incontri, fra l’altro, ha perso un solo set contro Aliaksandra Sasnovich nella capitale tedesca. Le ha dato però filo da torcere Elise Mertens in ottavi, con la belga incapace di convertire ben cinque set point nel primo parziale. Terzo quarto di finale Major in carriera per la tunisina, secondo consecutivo ai Championships, mentre per la sua avversaria Marie Bouzkova è una prima volta assoluta a questi livelli. La ventitreenne ceca, numero 66 WTA, ha estromesso una Caroline Garcia in formissima, e prima ancora aveva eliminato un terzetto di americane, partendo con la finalista dell’ultimo Australian Open Danielle Collins. Nessun precedente tra le due, in un match che vede favoritissima Jabeur a 1,27 su Better (a 1,67 un suo 2-0), mentre un upset targato Bouzkova è dato a 3,70. 

Nel derby delle sorprese parte avanti Jule Niemeier (1,52 su Betclic) su Tatjana Maria. Le due tedesche, rispettivamente numero 97 e 103 delle classifiche, non si sono mai incontrate finora e sembrano trovarsi particolarmente bene su questa superficie, che ne esalta le caratteristiche (la pesantezza dei colpi di Jule, le variazioni di Tatjana). La ventiduenne Niemeier ha perso finora solo un set contro Lesia Tsurenko, maltrattando prima Anett Kontaveit e poi dando una delusione al pubblico di casa eliminando Heather Watson sul Centrale. La trentaquattrenne Maria ha invece estromesso, partendo nettamente sfavorita, prima Maria Sakkari e poi, in rimonta, Jelena Ostapenko. Pagherebbe 2,54 un incontro che si risolva al terzo set. 

         BET365  BETTER BETCLIC 
         
J. SINNER  N. DJOKOVIC    6,50 – 1,11  6,40 – 1,11  6,55 – 1,11  
C. NORRIE D. GOFFIN    1,44 – 2,75  1,42 – 2,80  1,43 – 2,84  
               
O. JABEUR  M. BOUZKOVA    1,28 – 3,75  1,27 – 3,70  1,28 – 3,75  
J. NIEMEIER  T. MARIA     1,53 – 2,50  1,51 – 2,55  1,52 – 2,56  

***Le quote sono aggiornate alle 16 di lunedì 4 luglio e sono soggette a variazione 

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Wimbledon, Simone Vagnozzi: “Jannik contro Djokovic non deve stravolgere il suo gioco” [ESCLUSIVA]

“Contro Alcaraz ha giocato un grande match facendo tutto quel che doveva. Due ragazzi che sono due fenomeni. E’ stato bravo tatticamente, ma non solo. Ha sorpreso Alcaraz”. I miglioramenti al servizio. “Soprattutto la seconda non è più attaccabile”  

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Jannik Sinner e Simone Vagnozzi – ATP Dubai 2022 (foto Aldo De Florio)

Incontro Simone Vagnozzi, per parlargli di Sinner, del suo exploit con Alcaraz, delle sue prospettive con Djokovic, nel giardino che sta sopra alla sala stampa, dopo che Lawrence Frankopan, il manager di Sinner, mi permette di parlargli, una volta che il media manager dell’ATP Nicola Arzani aveva invece cercato di impedirmelo.

Un giorno scriverò con dovizia di particolari perché Arzani arriva – anzi continua – a comportarsi in un modo inaccettabile, inventandosi addirittura – come ieri – che era stato il management di Sinner a programmare una tavola rotonda con Vagnozzi alla quale non ero benvenuto.

Mister Frankopan, da me per l’appunto incontrato casualmente 5 minuti dopo, non solo non ne sapeva nulla, ma mi ha risposto esattamente quel che mi aspettavo: “Mi è stato chiesto un incontro con la stampa italiana e ho detto sì, why not. Ma a me che ci fossero 4 o 5 o più giornalisti italiani, uno o un altro, ovviamente non cambiava assolutamente nulla”.

 

Infatti, molto cortesemente ed elegantemente, Frankopan subito dopo questo breve colloquio ha dato l’ok a Vagnozzi perché parlasse anche con me. No comment sulla bugia del media manager.

Frankopan, che con me è sempre stato gentilissimo, un vero signore, non aveva nessun motivo per escludermi da una chiacchierata con Simone, altro personaggio cortesissimo.

Purtroppo non è il primo episodio. Lo scorso anno, quando io ero stato il solo giornalista italiano presente per tutta la seconda settimana dei Championships coronati dalla finale raggiunta da Matteo Berrettini, lo stesso Arzani organizzò all’indomani della finale perduta una tavola rotonda via Zoom con 4 colleghi (due dei quali nemmeno erano venuti a seguire il torneo a Wimbledon) lasciando anche quella volta fuori dal gruppo il sottoscritto sebbene Ubitennis avesse dato straordinaria copertura di Wimbledon con oltre 15 articoli al giorno, video, etcetera.

Nei confronti del media p.r. in questione ho il torto originale di averlo rimproverato vivacemente nel lontano 2008 al Foro Italico per aver condotto malissimo la conferenza stampa di Djokovic, che aveva appena vinto gli Internazionali d’Italia.

Non me l’ha mai perdonato. E sì che quando era un ragazzino e voleva fare l’assistente di Telepiù gli avevo dato mano come nessuno. Vabbè, l’erba della riconoscenza non alberga in certe persone.

Novak aveva detto in tv, a Sky, cinque minuti prima di venire alla conferenza stampa, che c’era stato più di un momento nel quale aveva pensato di chiedere il passaporto italiano quando, diciottenne, faceva parte della scuderia di Riccardo Piatti e a quei tempi la federtennis serba non aveva i mezzi né troppa intenzione, con la guerra dei Balcani da poco conclusa, di curare da vicino la crescita agonistica di Nole.

Chiaro che avrei voluto approfondire l’interessantissima questione. E non solo io.

Ma dopo solo sei domande ovviamente collegate alla finale appena vinta e al torneo romano, invece dell’abituale dozzina di domande che vengono normalmente chieste al vincitore di un torneo, Arzani decretò chiusa la conferenza stampa e quindi non fu possibile a nessuno dei presenti di chiedere al tennista serbo campione al Foro Italico quel che avrebbe fatto davvero notizia se Nole avesse confermato appieno la rivelazione fatta poc’anzi in tv.

Tornando all’incontro con Vagnozzi, tutti, e non solo Nole Djokovic che ha visto la partita vinta da Sinner contro Alcaraz prima di scendere sul centre court contro l’olandese Van Rijthoven poi battuto in 4 set (“Jannik was dominant  for the first two sets, ha dominato per i primi due set… ma anche quando il match si è fatto più equilibrato Jannik è sempre stato in controllo” mi ha detto sabato sera Nole), sono rimasti super impressionati dalla sua performance e non solo Nole che ha anche detto: “Il gioco di Jannik è forse quello che assomiglia più al mio, mi ci rivedo un po’”.

Lo dico anche a Simone e lui: ”Ieri è stata una bellissima partita. Una partita fra due ragazzi già maturi con un comportamento esemplare da parte di tutti e due (ogni riferimento al match Kyrgios-Tsitsipas viene in mente a e di farlo e non a Simone, desidero precisare visto che in questi giorni non si è parlato d’altro), sono davvero due fenomeni, sono molto contento di come Jannik ha gestito la partita, sia sul piano tecnico, che come attitudine mentale. Ma sappiamo che domani sarà una partita durissima, giochiamo contro chi ha vinto gli ultimi 3 Wimbledon e sicuramente sarà lui il favorito, ma noi siamo contenti perché noi siamo venuti qui per imparare, lui lo sta facendo in fretta e quindi…”

-Ti aspettavi che lui riuscisse a giocare due partite per sette set complessivi senza mai perdere il servizio?

Naturalmente con Isner poteva anche essere un’opzione perché sapevamo che lui risponde meno bene, ma con Alcaraz sarebbe stata più dura. Ma Jannik ha servito benissimo il primo set, poi è calato un po’, però si vedono i suoi miglioramenti soprattutto sulla seconda di servizio. E’ una seconda di servizio molto meno attaccabile, anzi non lo è proprio perché fa male anche con la seconda perché è più varia, più veloce e sull’erba gli dà la possibilità di perdere meno il servizio

-Pensi che poi abbia forse anche più coraggio? O lo ha sempre avuto…?

No, credo che il coraggio lo abbia sempre avuto. E’ solo una questione di lavoro. Piano piano le cose su cui stiamo lavorando stanno venendo fuori”.

-E’ evidente che dovete lavorare un po’ su tutto… ce ne saranno tante, ma in particolare quali sono?

Sicuramente il servizio, anche dal alto tecnico, ci sono stati più passaggi, anche con Darren Cahill che ci ha aiutato in qualche cosa, videoanalisi, anche con i telefonini si segue tutto, non ci dobbiamo fermare, è work in progress, deve continuare a lavorare, migliorare ancora di più il suo gioco, per arrivare a essere un giocatore ancora più completo…”

-Che cosa ti ha detto, vi siete detti a fine partita?

Mi ha detto che era stato proprio un match di livello veramente alto, anche come atmosfera, una partita bella…”

Mi permetti di dire che Alcaraz, soprattutto nel primo set, non era il miglior Alcaraz…

Io penso che sia rimasto anche un po’ sorpreso per come Jannik giocava. Gli ha tolto un po’ di certezze… la verità sta un po’ a metà. Diciamo che il terzo set, ma anche il secondo poteva finire un po’ più facilmente, perché le occasioni le ha avute Jannik. E’ stato 0-40, diverse volte 0-30, poi alla fine poteva girare anche in un’altra maniera, poi Jannik è stato bravo a tenersi a galla su  due servizi difficili nel quarto, ma poteva anche venir fuori un risultato più netto e vincere in tre set”.

-Gli altri aspetti dei suoi progressi? Servizio a parte ieri ha giocato dei dritti straordinari con movimenti corti, fantastici…-

Sicuramente si sta adattando all’erba, gioca un po’ più piatto rispetto al solito, palle più penetranti, questa era un po’ la tattica, togliere il tempo ad Alcaraz per evitare che si potesse girare di dritto, potendo poi sparare botte di dritto o smorzate, può farti l’inside out, l’inside in…Ha fatto bene tutto il piano partita, come era stato deciso”.

-L’ultima cosa… che cosa si pensa di fare contro Djokovic. Quale è il tipo di approccio diverso nell’affrontare Alcaraz o Djokovic?

Non penso che ci sia tantissima differenza nel modo di affrontarli. Djokovic ha più esperienza su questa superficie, la conosce meglio, di rovescio ha più varietà di Alcaraz, può giocare più spesso e meglio il lungolinea, può fare la smorzata, però non penso che sia un match nel quale Jannik debba stravolgere il suo gioco”.

Vero è che Djokovic forse gioca meglio sull’erba che da qualunque altra parte, perfino meglio che sul cemento australiano dove ha trionfato tante volte. Lo aiuta il suo fisico naturalmente elastico, la capacità di stare giù ben piegato sulle gambe nonché i rimbalzi del tennis su erba che sono bassi, perfetti per lui.

Vedremo martedì alle 14,30 in Italia come finirà. Senza troppe illusioni, magari, ma nemmeno con eccessivo pessimismo. Le prove di Jannik sono state troppo confortanti per non sperare nell’exploit. Ma sarebbe già una gran bella cosa se ci fosse lotta e suspense.

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Wimbledon, preview quarti: big match Djokovic-Sinner, da seguire Jabeur, occhio a Niemeier

LONDRA – Tutti in attesa di Novak contro Jannik, ma anche Ons è da gustare, e attenzione alla giovane Jule

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(da Londra, il nostro inviato)

Novak Djokovic – Jannik Sinner
La presentazione migliore della partita l’ha fatta lo stesso Nole, definendo Sinner una sorta di se stesso più giovane. Siamo ovviamente tutti d’accordo, soprattutto sull’uso delle parole che per l’esattezza sono state “I kind of see a little bit of myself in his game”. Solo un po’, esatto, perchè gran risposte e rovescio a parte, Jannik è ben diverso dal giovane Djokovic, tira semplicemente più forte, serve meglio, mentre a livello di movimenti e gioco di gambe il serbo si è sempre fatto preferire, fin dall’inizio. Ci si aspetta una bella lotta da fondocampo, giocata con grande qualità da entrambi, a mio avviso Sinner dovrà essere pronto ad affrontare scambi lunghi, senza affrettare attacchi o soluzioni forzate, che contro un mostro della difesa e del “counter-punch” come Nole sono spesso controproducenti. Una cosa che non tutti notano è che Djokovic, pur facendo della pressione da fondo la cifra del suo tennis, è uno che dopo un po’ si spazientisce, ricordiamo la semifinale del 2019 contro Bautista Agut per esempio. Roberto, da ottimo palleggiatore qual è (in confronto ai supertop, s’intende), per oltre un set e mezzo, semplicemente scambiando senza troppi errori, ottenne una caterva di gratuiti da parte di Nole, che dopo 15-20 colpi provava lungolinea azzardati o palle corte rischiose per uscire dalla ragnatela. Certamente, per farlo contro Djokovic ci vuole una qualità altissima, che però altrettanto certamente Sinner ha. Così come una gran pazienza e solidità mentale. Chissà, alla fine prima o poi perdono tutti, perchè non oggi?
Consigliata agli amanti del gioco da fondocampo ad altissima intensità.

Marie Bouzkova – Ons Jabeur
Partita meno facile di quello che si può pensare per la Regina delle smorzate e dei tagli sotto la palla Ons. Marie, da buon prodotto misto scuola ceca – accademia di Bollettieri in Florida, è molto forte, non ha evidenti punti deboli, spinge con poca rotazione, ed ha un bel fisico (è alta 1.80). Queste qualità le hanno già fatto collezionare diversi “scalpi” importanti in carriera, ha 23 anni, galleggia intorno alla 50esima posizione in classifica, è la classica giocatrice che potrebbe “fare il botto” da un momento all’altro. Ovviamente Jabeur è favorita, ma per vincere dovrà fare del suo meglio. E quando un talento come la tunisina fa del suo meglio, vale sempre il prezzo del biglietto.
Consigliata a tutti, perchè Ons è Ons, ne abbiamo una a generazione se va bene.

 

Tatjana Maria – Jule Niemeier
Da un lato, l’incredibile favola sportiva della 34enne Tatjana, che sta giocando il miglior tennis della sua carriera, dopo lunghe pause, e dopo aver avuto due figli. Affettate in chop e slice, sia di dritto che di rovescio, ottima corsa, e tigna da vendere: la tedesca è la classica “cagnaccia” durissima da battere a meno di non salirle decisamente sopra con il ritmo e la velocità dei colpi. Per capirci, è una che ti mette fuori palla solo a guardarla, figurarsi a giocarci contro. Dall’altro, l’esuberanza agonistica di Jule, 22 anni, di Dortmund, che arriva solo ora al tennis che conta a causa di diversi infortuni. La simpatica Niemeier (parlandoci, è la tipa con cui andresti subito a bere una birra volentieri), molto semplicemente, gioca benissimo: super servizio, gran slice di rovescio, drittone che fa i buchi, ottima propensione all’attacco e bella mano sottorete. Prendete Ashleigh Barty (quanto ci manchi!), toglietele un 30% di talento – perchè Ash era inarrivabile – e otterrete qualcosa di molto simile a Niemeier. Che per me, a meno di momenti di tensione vista la clamorosa importanza della partita, è la favorita per andare in semifinale.
Consigliata a quelli a cui piace scoprire nuovi talenti, oppure ama il tennis d’altri tempi tutto tagli e back-spin.

David Goffin – Cameron Norrie
Purtroppo per il mitico “Davidino”, e sarei felicissimo di essere smentito dai fatti (ho sempre avuto un debole per lui), temo che la corsa finisca qui. Il belga va alla grande su erba, è veloce, leggero, perfetto per muoversi sui prati. Ma è uscito da una maratona tremenda contro Tiafoe, sarebbe impossibile non accusasse la fatica almeno un po’. Mentre Cameron, dallo splendido rovescio mancino tanto piatto da avere addirittura una piccola componente di “side-spin”, un po’ come Connors, è arrivato ai quarti come un treno, lottando solo contro Munar (con cui ha comunque vinto il quarto e il quinto set 6-2 6-0). Il pubblico sosterrà l’ultimo inglese in gara con tutte le sue forze, se non fosse lui ad arrivare in semifinale, come detto, sarebbe una vera sorpresa.
Consigliata agli amanti dei dettagli tecnici, come il rovescio di Norrie e il “footwork” di Goffin.

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