Mladenovic e l'amicizia con Babos: "È la mia medicina"

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Mladenovic e l’amicizia con Babos: “È la mia medicina”

L’amicizia alla base del successo in doppio di Kiki e Timea. “Siamo migliori amiche nella vita, non solo nel circuito”

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Mladenovic e Babos - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

Insieme hanno vinto tre titoli Slam negli ultimi due anni, l’ultimo un paio di settimane fa in Australia. Kiki Mladenovic e Timea Babos rappresentano una delle coppie più vincenti dell’ultimo periodo. A Melbourne, hanno sollevato il trofeo senza perdere un set (non accadeva dal 2004) e lasciando appena tre game in finale alle prime favorite del tabellone, Su-Wei Hsieh e Barbora Strycova. La chiave di tanto successo? La forte amicizia che lega Kiki e Timea e che le spinge a dare sempre il massimo, nonostante le forti delusioni che possono provenire dal singolare. Entrambe sono state infatti eliminate al primo turno nello Slam australiano, ma si sono spalleggiate a vicenda e hanno trovato le motivazioni per tornare in campo da vincenti in doppio.

Lei è la mia medicina nel circuito“, ha detto con grande affetto Mladenovic a WTA Insider. “Ho avuto un bel finale di stagione. Sentivo di avere un buon livello e poi ho lavorato molto bene in off season. Sono venuta con grandi aspettative, cercando di cavalcare quest’onda positiva. Poi è arrivata una grossa delusione in singolare e mi sono buttata un po’ giù. Onestamente non potrei fare quello che sto facendo in doppio senza lei al mio fianco, solamente per la persona che è. Certamente è una tennista straordinaria, anche in doppio. Non avrei avuto la motivazione per tornare in campo e – con tutto il rispetto per le altre ragazze del tour – non sarebbe stato lo stesso“.

Un’amicizia e un rapporto che va al di là della semplice frequentazione sul tour e che trascende a un livello più intimo, come conferma la stessa Babos. “Migliore amica sul tour o migliore amica e basta? Penso di avere circa due, tre migliori amiche. Kiki è una di queste. Ad essere sincera, non ho più tanti amici intimi nel circuito. Ho delle persone che mi piacciono molto, ma non siamo come amici. Lei è davvero una famiglia per me. È molto diverso. Non capita nel circuito, ma nella vita. Possiamo uscire in qualsiasi momento. Non importa“.

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Bublik senza giri di parole: “Gioco solo per i soldi”

Il kazako, intervistato da L’Equipe, ha spiegato il suo odio verso il tennis: “Devi giocare sempre, anche quando hai dolori dappertutto o ti sei appena separato. È questa la parte che odio”

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Alexander Bublik a Newport 2019 (foto Twitter @TennisHalloFame)

Durante il torneo di Montpellier della scorsa settimana Alexander Bublik si era espresso così: “Odio il tennis, lo odio con tutto il mio cuore”. Una frase in stile Andre Agassi che quasi mai si sente nel Tour ATP, dove tutti si impegnano a dare il buon esempio ai tantissimi ragazzi che seguono lo sport. Dopo aver perso contro David Goffin, il kazako ha raggiunto Marsiglia, ha superato il primo turno battendo Fucsovics e ora si prepara alla sfida con Benoit Paire, giocatore molto simile a lui (ma per quanto possibile, meno eccentrico).

Bublik è stato intercettato dai giornalisti de L’Equipe, che volevano capire qualcosa in più sulle dichiarazioni di settimana scorsa: “Non vedo niente di positivo nell’essere un giocatore di tennis. Gioco solo per i soldi. Se non ci fossero dei soldi in gioco, mi ritirerei subito. Non penso di guadagnare abbastanza soldi, altrimenti mi sarei già fermato. O forse no… Non sono ancora arrivato al punto del mio amico Bernie (Bernard Tomic, ndr), ma non sono così lontano!” ha concluso sorridendo.

Bublik ha poi corretto il tiro: “Ho sette tatuaggi e ognuno è collegato a un momento specifico della mia vita. Questo è sul tennis (una mano di uno scheletro che regge una palla da tennis, ndr), mi ricorda che devo sporcarmi le mani tutti i giorni. Amo lo sport, adoro colpire la palla e sono sicuro che anche dopo il ritiro continuerò a colpire migliaia di palle. Probabilmente morirò giocando a tennis. Ma è difficile, essendo un professionista, giocare ogni giorno, sempre con nuovi avversari, anche se hai dolore dappertutto. Anche se divorzi, se ti separi dalla tua ragazza, devi giocare e se perdi tutti ti chiedono perché hai perso. È questa la parte del tennis che odio. Negli sport di squadra puoi andare dall’allenatore e chiedere di non giocare se non stai bene, nel tennis no. Ma io sono pessimo negli sport di squadra”.

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Madison Keys lancia una nuova iniziativa benefica: ‘Kindness Wins’

“La bontà vince” è il nome del progetto portato avanti dalla numero 12 WTA. L’obiettivo è contrastare odio e negatività

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Madison Keys - Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Il fine ultimo è oltremodo ambizioso, ma la nuova iniziativa di Madison Keys è certamente da applaudire. La finalista degli US Open 2017 e vincitrice di cinque trofei WTA ha creato un’organizzazione no profit denominata ‘Kindness Wins’, attiva sul web e sui social, che ha l’obiettivo di persuadere le persone a comportarsi in maniera gentile nella vita di tutti i giorni, rifiutare l’odio e la violenza verbale che al giorno d’oggi spopola sulle piattaforme online. L’obiettivo è rendere il mondo un posto migliore in cui vivere, con meno negatività è più atti di gentilezza e bontà.

Keys ha intrapreso questa strada da ormai quattro anni, quando nel 2016 iniziò a collaborare con un’organizzazione per la lotta al bullismo (soprattutto rivolta alle ragazze) chiamata ‘Fearlessy Girl’, che lavora attraverso incontri, programmi scolastici e workshop. “Ho deciso di lanciare la mia iniziativa personale”, ha detto Keys in un post su Twitter in cui ha presentato il suo progetto.

‘Fearlessy Girl’ ha raggiunto e aiutato un gran numero di ragazze nel corso degli anni, ma secondo Keys non basta rivolgersi solo al genere femminile e solo ai giovani. Ha inoltre annunciato: “Presto verrò raggiunta da alcune delle mie compagne campionesse per continuare questa missione. Non vedo l’ora di condividere altre informazioni con voi. Spero che vi uniate a me in questo viaggio di positività, così potremo mostrare a tutti che la bontà vince“.

 

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Djokovic a Belgrado: palleggia in strada con i tifosi e torna sul palco

Il campione dell’Australian Open duetta con la moglie Jelena, che commenta: “Sanremo è stato il suo trampolino di lancio”. Poi concede due scambi ai fan nelle strade del suo quartiere

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Il titolo all’Australian Open, la veloce tappa a Sanremo e ora il meritato riposo a casa. Il numero uno del mondo Novak Djokovic sta recuperando le energie prima di tornare in campo a Dubai, tappa di avvicinamento ai due ‘1000’ di Indian Wells e Miami, dove l’anno scorso deluse le aspettative. A Belgrado il serbo è stato ripreso nelle strade del suo quartiere con la racchetta in mano. Qui ha fatto contenti i suoi giovani fan, facendo con loro qualche scambio. Una scena unica, che mette in risalto una volta di più il legame strettissimo tra Nole e la sua gente.

Ma non finisce qui. Dopo l’esibizione con Fiorello al Festival, Djokovic ci ha preso gusto e durante la serata benefica della Novak Djokovic Foundation il diciassette volte campione Slam è tornato sul palco. Stavolta non era da solo. Ad accompagnarlo c’era sua moglie Jelena che ha duettato con Nole non più sulle note di “Terra Promessa”, ma di una hit jugoslava degli anni ’80. “Credo che Sanremo sia stato un fantastico trampolino di lancio per la sua carriera musicale” ha commentato Jelena in un post su Instagram.

 

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