Halep strepitosa a Dubai, troverà Brady. Rybakina-Martic l'altra semifinale

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Halep strepitosa a Dubai, troverà Brady. Rybakina-Martic l’altra semifinale

La romena gioca un secondo e terzo set ai limiti della perfezione contro una buonissima Sabalenka. Sfiderà la sorpresa del torneo, Brady, vincitrice in tre set contro Muguruza. Diciottesima vittoria dell’anno per Rybakina

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La partita del giorno a Dubai era sicuramente quella tra Simona Halep e Aryna Sabalenka. A spuntarla è la romena, che da campionessa è riuscita a superare le iniziali difficoltà e a uscire vincitrice da una sfida ad altissima intensità, seppur decisa da parziali dall’andamento molto rapido. Il primo set dura appena 27 minuti, merito di una Sabalenka molto in palla che scappa avanti 4-2, si fa rimontare, ma si riprende immediatamente il vantaggio con una serie di accelerazioni davvero pesanti. Nel secondo set però arriva la prevedibile e violenta reazione di Halep, poco abituata a farsi comandare in questo modo. La numero uno del seeding decide intelligentemente di non dare più angoli all’avversaria mantenendo il palleggio profondo e centrale, spingendo non appena si presenta l’occasione.

Anche in questo parziale si vedono tre break consecutivi, stavolta però alternati in favore di Halep, che poi allunga definitivamente strappando ancora una volta il servizio a Sabalenka: 6-2 e terzo set. Nel parziale decisivo Halep non molla un centimetro e ributta di là dalla rete ogni pallata dell’avversaria, disegnando benissimo il campo e stuzzicando la bielorussa sulla mobilità. Ne risulta un vantaggio di 4-1 che Sabalenka non riesce più a colmare nonostante un’intensità sempre molto alta. L’ultima scintilla di ribellione viene spazzata via da uno strepitoso rovescio in corsa di Halep che suggella il 5-2. Sulle ali dell’entusiasmo arriva anche un secondo break che spalanca ad Halep le porte della semifinale.

Nel penultimo atto, la romena si troverà davanti la sorpresa del torneo, Jennifer Brady, che dopo le vittorie su Elina Svitolina e Marketa Vondrousova ha eliminato anche la finalista dell’Australian Open, Garbine Muguruza. Tre set molto lottati che hanno regalato alla 24enne statunitense la prima semifinale della carriera in un Premier. I set avrebbero anche potuto essere solamente due se Brady avesse concretizzato sul 5-4 e servizio, quanto di buono fatto fino a quel momento. Muguruza è invece riuscita a recuperare lo svantaggio e a spuntarla poi al tiebreak. Alla lunga però i dettagli hanno fatto la differenza e la condizione sfavillante dei colpi di Brady ha iniziato a pesare. Due break consecutivi sul finire del secondo set le hanno permesso di giocarsela al terzo, in avvio del quale ha annullato tre chance di break una di seguito all’altra. Nello spalla a spalla che ne è seguito, il dritto di Brady si è fatto sempre più incisivo e nel decimo gioco le ha consentito di comandare il gioco, centrando un ultimo e decisivo break.

IL TRENO RYBAKINA NON FA FERMATE – Non si vuole fermare Elena Rybakina che elimina in due set la seconda testa di serie, Karolina Pliskova, e centra la diciottesima vittoria del 2020. La partita è una sfida a chi tira più forte tra due giocatrici dalla mobilità piuttosto ridotta (eufemismo), ma dalla grande potenza di fuoco. Pliskova va avanti 4-2 nel primo set, ma si fa subito recuperare. Un vincente dopo l’altro si approda al tiebreak, che Rybakina indirizza subito a proprio favore con un rovescio vincente. Il dritto fa il resto, portandola rapidamente sul 6-0 e poi al 7-1 che chiude il parziale. Nel secondo set, la kazaka cancella la bellezza di cinque palle break nei primi due turni di servizio, riuscendo nel mezzo a sfruttare l’unica in suo favore. Pliskova prova a rimettersi in partita nel quinto game, ma anche quest’ultima chance le scivola dalle mani. Rybakina non concede più nulla e a suon di colpi vincenti (33 alla fine dell’incontro) si guadagna la quarta semifinale della stagione (su cinque tornei disputati).

La sua prossima avversaria sarà l’elegante Petra Martic, che ha avuto la meglio in due set su Anett Kontaveit. Dopo uno scambio di break a inizio incontro, la croata ingrana e intorta la propria avversaria con slice, dritti carichi e velenosissime smorzate. Martic però spreca due palle break, una nel settimo e una nel nono gioco, e rischia tantissimo sul 6-5: Kontaveit infatti alza i giri col dritto e si porta a set point, annullato da Martic con uno splendido serve&volley vincente. Nel tiebreak Kontaveit va avanti 3-1 grazie a un doppio fallo dell’avversaria, ma si dimentica di portarsi dietro il dritto e vince solamente uno dei successivi sette punti. Nel secondo parziale, le energie vengono un po’ meno all’estone che non riesce a portare a casa i punti importanti e cede 6-1, in balia di un’ispiratissima Martic.

Risultati:

[1] S. Halep b. [7] A. Sabalenka 3-6 6-2 6-2
[Q] J. Brady b. [9] G. Muguruza 6-7(5) 6-3 6-4
[8] P. Martic b. A. Kontaveit 7-6(4) 6-1
E. Rybakina b. [2] Ka. Pliskova 7-6(1) 6-3

Il tabellone completo

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Comunicato congiunto di ATP, WTA e ITF: il coronavirus ferma il tennis fino al 13 luglio

Si attendeva soltanto la cancellazione di Wimbledon, da cui è scaturita una nuova sospensione dei circuiti. Cancellata anche la stagione su erba

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Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

L’orizzonte della ripresa si allontana di altri quaranta giorni. Dopo la cancellazione ufficiale di Wimbledon, ormai segreto di Pulcinella, a pochi minuti di distanza è arrivato un altro comunicato congiunto di ATP, WTA e ITF che fa seguito a quello che due settimane fa aveva sospeso l’attività professionistica fino al 7 giugno e congelato i ranking. Non ci sarà tennis fino al 13 luglio, ovvero sparisce dal calendario anche la stagione su erba ad eccezione del torneo di Newport, che resiste sul ramo pericolante costituito dalla terza settimana di luglio.

Oltre a Wimbledon, la sospensione riguarda l’intera stagione europea ATP/WTA su erba, ovvero gli eventi maschili di ‘s-Hertogenbosch, Stoccarda, Queen’s, Halle, Maiorca e Eastbourne, nonché quelli femminili di ‘s-Hertogenbosch, Nottingham, Birmingham, Berlino, Eastbourne e Bad Homburg“, si legge nel comunicato. “La sospensione ha effetto a tutti i livelli dell’attività professionistica, incluso il circuito challenger e l’ITF World Tennis Tour. Al momento, i tornei programmati dal 13 luglio in avanti rimangono in calendario per essere disputati nelle date previste“. Una speranza che abbiamo, purtroppo, imparato a interpretare solo come tale.

“ATP e WTA hanno compreso l’importanza e la responsabilità di rendere prioritaria la salute e la sicurezza della comunità tennistica mentre continuano a valutare la fattibilità della ripresa dei circuiti”.

 

Purtroppo, l’attuale pandemia di COVID-19 ci ha lasciato senza alcuna possibilità che quella di sospendere ulteriormente il Tour, una decisione che abbiamo preso in stretta collaborazione con gli altri organi di governance del tennis” ha dichiarato Andrea Gaudenzi, chairman ATP. “La salute e la sicurezza rimangono in cima alle nostre priorità mentre affrontiamo una sfida senza precedenti. Faremo tutto quello che possiamo per ricominciare il prima possibile quando sarà possibile farlo in sicurezza“.

La WTA e i suoi membri non hanno preso questa decisione alla leggera, tuttavia rimaniamo vigili nel proteggere la salute e la sicurezza di atleti, staff e tifosi” ha detto invece Steve Simon, chairman e CEO della WTA. “Mentre condividiamo la delusione per l’ulteriore rinvio della ripresa, la nostra priorità rimane lavorare insieme come sport in preparazione al ritorno alle competizioni“.

Non sono arrivate ulteriori precisazioni sulle due classifiche, che dunque rimangono congelate fino a nuovo ordine. Il bilancio degli eventi spazzati via dal calendario sale così a 21 maschili e 20 femminili, comprese le finali di Fed Cup.

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Coronavirus: tennis fermo fino a giugno, ranking congelati. Tutti contro il Roland Garros

Comunicato congiunto dei due tour: non si giocherà a Roma e Madrid, né da altre parti sulla terra battuta. Tutti d’accordo e schierati contro la FFT

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Lo stadio Pietrangeli gremito durante gli Internazionali BNL d'Italia 2019 (foto Felice Calabrò)

Lo spostamento del Roland Garros da maggio a settembre lo aveva lasciato intuire, ma adesso c’è anche l’ufficialità: dopo i tornei di aprile, salta anche tutto il mese di maggio dei circuiti ATP e WTA. In pratica, per il momento non ci sarà alcuna stagione su terra battuta. Questo impatta sui due grandi tornei combined rossi, il Mutua Madrid Open e gli Internazionali BNL d’Italia di Roma.

Gli spagnoli hanno già confermato la cancellazione del torneo per il 2020: in prima pagina sul sito ufficiale del torneo campeggia la notizia che l’edizione di quest’anno non avrà luogo. Stesso iter per l’ATP 250 di Estoril. La Federtennis italiana invece non ha ancora preso una posizione ufficiale, sebbene permanga la certezza che il torneo non potrà disputarsi nelle date previste. Il comunicato pubblicato sui sociali degli IBI prende atto della sospensione ma non conferma la cancellazione definitiva del torneo.

In uno scenario in cui ormai si procede da un rinvio all’altro, si dovrebbe riprendere a giocare – condizionale quantomai d’obbligo – con i tornei su erba previsti per la settimana dall’8 al 14 giugno, che al momento restano programmati come previsto. Si tratta dei tornei di Stoccarda (maschile) e Nottingham (femminile) assieme al combined di ‘s-Hertogenbosch.

Ultima notizia rilevante: i ranking ATP e WTA rimarranno congelati fino a quella data. Dunque i punti conquistati nella scorsa stagione non verranno scalati, per il momento.

 

Di seguito proponiamo la traduzione completa del comunicato congiunto di ATP, WTA, ITF e delle organizzazioni di tre Slam su quattro; è escluso solo il Roland Garros, al quale è rivolto un attacco più o meno velato in coda al comunicato.

“Dopo attenta analisi e a causa dell’epidemia in corso di COVID-19, tutti i tornei ATP e WTA della stagione primaverile sulla terra battuta non saranno giocati nelle date inizialmente previste. Questo include i tornei combined ATP/WTA di Madrid e Roma, insieme ai tornei WTA di Strasburgo e Rabat e ai tornei ATP di Monaco, Estoril, Ginevra e Lione.

La stagione del tennis professionistico è ora sospesa fino al 7 giugno 2020, inclusi i tornei Challenger e ITF. Al momento i tornei previsti dall’8 giugno in avanti sono ancora in calendario come previsto. In seguito a questa decisione, i ranking ATP e ATP saranno congelati per tutto questo periodo e fino ad ulteriore comunicazione.

Le sfide che comporta la pandemia di COVID-19 per il tennis professionistico richiedono la più ampia collaborazione di sempre da parte di tutti nella comunità tennistica, in modo che il nostro sport possa andare avanti nell’interesse di giocatori, tornei e tifosi.

Stiamo vagliando tutte le opzioni per preservare al massimo il calendario tennistico in base a varie possibili date di ripresa dei due Tour, data che resta sconosciuta in questo momento. Siamo in prima linea per risolvere tali questioni con i nostri giocatori e responsabili dei tornei oltre agli altri enti che governano il tennis nelle settimane e nei mesi a venire”.

Come detto, arriva in coda la chiara stoccata alla Federazione francese che ieri ha annunciato lo spostamento dello slam parigino destando stupore e sdegno tra gli addetti ai lavori:

Questo non è il momento di agire unilateralmente bensì all’unisono. Tutte le decisioni relative all’impatto del Coronavirus sul tennis necessitano di adeguati consulti e revisioni con le parti in causa, un’opinione condivisa da ATP, WTA, ITF, AELTC, Tennis Australia e USTA”.

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ATP

Gli ultimi vincitori di Indian Wells: Johnson fa suo il Challenger, Begu il WTA 125K

La rumena supera Doi con un doppio 6-3. Sock perde il derby in finale ma mostra segnali di ripresa. La finale dell’ATP Challenger resterà probabilmente l’ultima partita giocata quest’anno a Indian Wells

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Irina Camelia Begu - WTA 125K Indian Wells 2020 (foto Luigi Serra)

Si sono conclusi nella nottata di ieri i due Challenger di Indian Wells maschili e femminili. Eventi che probabilmente resteranno gli unici giocati in California quest’anno, vista la cancellazione del Masters 1000 di Indian Wells a causa del coronavirus.

ATP – Partiamo proprio da quella che potrebbe essere l’ultima partita giocata ad Indian Wells quest’anno, la finale del Challenger maschile tra Jack Sock e Steve Johnson. Un derby tutto americano, tra due tennisti che venivano da momenti simili ma diametralmente opposti. Il vincitore di Parigi-Bercy 2017 Jack Sock, non aveva vinto una partita a livello ATP/Challenger dagli ottavi di finale di Bercy del 2018 contro Jaziri fino alla recentissima vittoria di primo turno contro Albot a Delray Beach. Un calvario durato due anni che forse sembra essere in via di risoluzione. L’americano ha fatto rivedere in questa settimana sprazzi del suo gioco, battendo in partite durissime ottimi avversari come Kudla e Donskoy e soprattutto la testa di serie numero 1 Ugo Humbert.

Discorso non troppo diverso per Steve Johnson, reduce da un 2019 molto deludente e che quest’anno ha deciso di ripartire dai Challenger, una scelta che finora sta pagando. Il tennista californiano ha già vinto il Challenger di Bendigo, in finale contro il nostro Stefano Travaglia, e raggiunto le semifinali di Newport Beach. Alla fine è stato Steve Johnson a prevalere (6-4 6-4), come nel precedente scontro tra i due proprio a Delray Beach. In una partita tra due giocatori molto simili, dal servizio e dritto potenti, ha prevalso quello più in forma. Restano però tanti segnali positivi per Sock, che sembra essere tornato quantomeno un giocatore di tennis ed esce dalla California con tanta fiducia in più. Johnson sale di 12 posizioni e si porta al numero 63, ma il balzo in avanti più pesante è di Sock, che passa da non avere classifica ad essere il numero 383 del mondo.

Steve Johnson – ATP Challenger Indian Wells 2020 (via Twitter, @OracleChallngrs)

WTA Primo trionfo in un 125k (quarto della carriera a livello WTA) per la tennista rumena Irina Begu. La degna ciliegina di un torneo pienamente meritato da parte di Begu, che non ha lasciato nemmeno un set nella strada verso la finale. La tennista rumena ha raccolto scalpi eccellenti durante il torneo come quello di Taylor Townsend, ottavi di finale allo scorso US Open e giustiziera di Halep, sconfitta nettamente per 6-0 6-2, e delle due padrone di casa Kristie Ahn e Jessica Pegula. In finale non ha lasciato scampo alla tennista giapponese Misaki Doi (6-3 6-3), che aveva raggiunto la finale sfruttando il ritiro di Vera Zvonareva. La differenza di forma tra le due è stata netta, con Doi che nel 2020 non aveva ancora vinto una partita se non nelle qualificazioni di Doha. Begu continua a risalire nel ranking dopo la vittoria dell’ITF del Cairo due settimane fa, e riprende 23 posizioni portandosi al numero 81 del mondo. Consolazione comunque per Doi, che guadagna 10 posizioni e questa settimana sarà numero 76 del mondo.

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