La favola di Mager. Lieto fine a metà ma il futuro è rosa (Cocchi). Mager per amore (Azzolini). Riecco Tsitsipas, è bis a Marsiglia (Tuttosport)

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La favola di Mager. Lieto fine a metà ma il futuro è rosa (Cocchi). Mager per amore (Azzolini). Riecco Tsitsipas, è bis a Marsiglia (Tuttosport)

La rassegna stampa di lunedì 24 febbraio 2020

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La favola di Mager. Lieto fine a metà ma il futuro è rosa (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

La settimana perfetta si chiude senza lieto fine ma comunque con una bella scoperta: Gianluca Mager ha perso la sua prima finale Atp sulla terra di Rio de Janeiro sconfitto in due set dal cileno Cristian Garin, ma da oggi è numero 77 del mondo. Si scrive Mager, si legge «Magher», venticinque anni, sanremese, numero 128 al mondo a inizio settimana, era partito dalle qualificazioni e aveva vinto cinque partite di fila senza perdere nemmeno un set, fino alla semifinale contro l’ungherese Balasz (lucky loser già eliminato nelle qualificazioni), interrotta per un diluvio sabato sera quando il nostro si trovava avanti un set. La pioggia torrenziale di Rio ha rimandato tutto a ieri, costringendo sia lui che l’altro finalista Garin a un doppio impegno. Il solco sulla terra carioca è tato tracciato in maniera netta, eliminando uno dopo l’altro avversari tosti: al primo turno ha piegato Casper Ruud, ma soprattutto ha fatto fuori nei quarti di finale il numero 4 del mondo Dominic Thiem (7-6 7-5).

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Alle 5 del pomeriggio era numero 100 al mondo, alle 6 e mezza era già al 77′ posto della classifica mondiale con vista sul numero 56 dell’eventuale vittoria. Un exploit incredibile per un giocatore che fino a oggi ha vinto tre Challenger (Coblenza, Barletta e Biella), e tutti nel 2019.

(…) Gianluca Mager è di Sanremo, un pugno di chilometri dall’Arma di Taggia di Fabio Fognini. Ha cominciato a giocare a 6 anni poi, la voglia di correre dietro a una pallina, fare sacrifici e ore di allenamento è calata con l’avvento dell’adolescenza: «Da ragazzo ho pensato principalmente a divertirmi – raccontava in una intervista qualche tempo fa -. Uscivo la sera, stavo con gli amici e il tennis era passato in secondo piano». Una carriera quasi buttata, una positività all’antidoping per cannabis e poi, nel 2012, Diego Nargiso decide di puntare su di lui dopo averlo visto giocare a Genova. I risultati arrivano presto, grazie a una nuova mentalità

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Chiusa l’esperienza con Nargiso ora nel suo team ci sono Flavio Cipolla e Matteo Civarolo, che lo seguono nei tornei insieme alla ragazza di Gianluca, Valentina Confalonieri, ex tennista professionista. Ora nuovi obiettivi da fissare a partire dal prossimo torneo, a Santiago, dove per la prima volta sarà in tabellone senza passare dalle qualificazioni. Una piccola, grande, consolazione.

Mager per amore (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Magher è la pronuncia esatta. Non c’è una spiegazione, è così, e non è detto che sia un male. Spinge il cognome verso assonanze che sanno di incanti e incantesimi, aggiungono un pizzico di magia e di smagata osservazione della vita. MagoMaghez o Magher Magò se vi va di giocarci. Un quadro d’assieme che aiuta a rispondere alla domanda chiave su Gianluca Mager (si scrive così!) e il suo improvviso mostrarsi al tennis, vincitore del numero 4 Thiem nei quarti a Rio, terra rossa, semifinalista e poi finalista di un Atp500 con appena due esperienze precedenti nel circuito maggiore, promosso nei primi cento dopo una rincorsa durata una decina di anni. Da oggi è al numero 78, a due passi da Sinner, grazie a un balzo di 51 posizioni. Dove si era nascosto un tipo simile? E perché ha avuto bisogno di compiere 25 anni (saranno 26 il primo dicembre) per lanciare un segnale finalmente udibile da tutti?

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Gli inizi sono stati alquanto disincantati, lui la racchetta la tiene in mano dall’età di sette anni, e il primo torneo fra i professionisti l’ha giocato intorno ai 15, ma prima di stabilire che fosse lo strumento del suo mestiere, e non solo una buona amica da portarsi dietro per qualche lieta sgroppata sul campo, si è preso il suo tempo, non ha dimenticato gli amici, ha saltato a piè pari tutta gli impegni da junior, e fumato qualche sigaretta di troppo (anche quelle proibite, e ha subito una breve squalifica). Date indimenticabili? Forse una: agosto 2014, prima vittoria in un Future, a Telavi in Georgia. E sapete con chi? Daniil Medvedev, oggi al numero 5 del ranking. A dire che il ragazzo, con i grandi, si è sempre trovato a proprio agio. Ma sono occorsi altri cinque anni, e molti buoni consigli per evitare che il tennis perdesse un valido giocatore per trovare invece un istruttore da circolo. Glieli ha dati Diego Nargiso, che gli ha fatto da guida per tre stagioni. Ora glieli dà Valentine Nicole Confalonieri, due anni di più, ex giocatrice nel circuito Itf, varie esperienze nel tour americano durante gli anni trascorsi alla Lynn University, oggi fidanzata e coach di Gianluca. Valentine di Monte-Carlo, lui di Sanremo… È stata lei a mettergli in testa che un nuovo tentativo andasse fatto, per mettere piede nei primi cento, se non altra. Lui non aspettava niente di meglio, in fondo Valentine l’ha scelta proprio per quel suo carattere indomito (sono in due, nell’attuale circuito maschile ad affidarsi a una donna per coach, l’altro è il kazako Kukushldn).

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È successo l’anno scorso. Una stagione di grande sgobbo, tutta nei Challenger, da Orlando a Yokohama, da Sophia Antipolis a Ludwigshafen, con tre vittorie (Coblenza, Barletta e Biella), i buoni successi su Robredo, Munar e Lorenzi, e una chance come lucky loser a Stoccolma, chiusa al secondo turno dopo aver superato Andujar. Totale conclusivo, numero 114 in classifica.

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Ha pescato gli ottavi a Cordoba, ha fatto a capocciate con Cuevas, ma Rio era dietro l’angolo e a Rio la sua vita è cambiata. Nei giorni vicini al Carnevale, Mager è diventato protagonista del “Festival di un ragazzo di Sanremo’: Ed è arrivato in finale. Aggrappandosi a ogni grumo di terra in grado di sostenerlo. Match difficile in semi, contro un avversario che può capitare una volta su un milione di doverlo battere due volte nello stesso torneo. Invece è successo. Attila Balasz era stato avversario delle qualificazioni e aveva perso di brutto, entrato come lucky loser ha dato vita anche lui a un torneo impeccabile. Fino a ritrovare Mager. Primo set al tie break, poi 3 pari e stop perla pioggia. Attesa lunga tre ore. Quindi la ripresa e sgambetto ungherese, 4-6, per un terzo set che ha visto Mager finire sotto 2-4 e recuperare il break sul4-4, andare avanti 6-5 e match point ed essere costretto invece al secondo tie break, vinto a due dopo quasi tre ore di partita. Prima finale della carriera, festeggiata in lacrime. Ma due ore di riposo appena Alle 21,30 di nuovo in campo, contro Cristian Garin, il Next Gen cileno numero uno sul rosso, la settimana scorsa vincitore a Cordoba su Schwartzman. Ha perso Gianluca, eppure ha mostrato ancora una volta tutto il meglio del suo repertorio, costringendo Garin a giocarsi l’incontro su scambi corti e vorticosi. (…). Era avanti di un break nel secondo, lo è stato fino al 5-4. Lì è crollato. Dopo 5 ore di tennis può capitare. Garin ha messo la freccia, ha effettuato il sorpasso. Aveva temuto di fare la fine di Thiem. Ci è solo andato vicino.

Riecco Tsitsipas. È bis a Marsiglia (Tuttosport)

(…) Dopo le delusioni di avvio stagione culminato in un record di 3 partite vinte a fronte di 4 perse, Stefano Tsitsipas solleva il suo primo trofeo del 2020 all’Atp250 sul veloce indoor di Marsiglia. Il greco ha superato in finale un altro rampante, più giovane ancora, ilcanadese Felix Auger-Aliassime 6-3 6-4. Vittoria importante non soltanto per la fiducia Tsitsipas infatti ha concesso il bis, giacché si era imposto nel 2019.

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Di contro, il canadese deve rinviare l’appuntamento con la vittoria: 5 finali, tutte perse. Ora il n. 6 del mondo vola a Dubai dove testa di serie n. 1 del tabellone è Novak Djokovic. E proprio a Dubai un giovane azzurro taglia un traguardo importante. A 17 anni Lorenzo Museui, infatti, entra per la prima volta in un tabellone principale del circuito Atp. Il n. 312 del ranking mondiale, ha superato le qualificazioni. Dopo aver cancellato Popyrin (non un cliente facile), nel match che valeva l’ingresso in tabellone ha superato il russo Evgeny Donskoy, numero 112 della dassifica mondiale: 7-6 (7), 7-6 (1) il punteggio, in poco più di un’ora e tre quarti di gioco. Il giovane talento azzurro, lo scorso anno vincitore degli Australian Open junior e nel settembre 2018 finalista all’Us Open, ha così raggiunto nel tabellone principale Fabio Fognini.

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Williams e Halep avanti ma a rilento (Cocchi). Giorgi avanti tutta (Bertellino). Sonego vola negli Stati Uniti: “Più forte dopo il lockdown” (Semeraro)

La rassegna stampa di mercoledì 12 agosto 2020

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Williams e Halep avanti ma a rilento (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Buona la prima, anche se con una partenza a rilento. Serena Williams, al primo match ufficiale dopo lo stop per pandemia, cede il set di apertura alla connazionale Bernarda Pera, poi la supera in tre set 4-6 6-4 6-1 in due ore e un quarto. Un’atmosfera mai vista, quella di Lexington, con camion e auto che transitavano alle spalle del campo, mentre la ex numero 1 cercava di riprendere il filo di un discorso interrotto da troppo tempo: «Quanto tempo è passato dall’ultima partita — ha detto la campionessa di 23 Slam —. È un buon segnale giocare tre set e riuscire a vincere il match. Non riuscivo a prendere il ritmo, poi mi sono detta: “Serena, gioca come hai fatto in allenamento”, e ha funzionato». Niente pubblico, applausi, autografi, un ambiente completamente diverso da quello a cui per anni è stata abituata: «Era tutto così calmo, silenzioso, non posso dire che non mi sia piaciuto. Ne ho passate tante nella mia carriera e questa era una situazione così diversa… Forse ho vinto anche perché una volta tanto ero calma». Sul cemento del Kentucky passa anche la 16enne Coco Gauff, numero 53, con un doppio 7-5 contro la connazionale Caroline Dolehide, 134. Esordio vincente per Camíla Giorgi al torneo di Praga. L’azzurra ha battuto la 18enne ucraina Marta Kostyuk, numero 140, 4-6 6-2 7-6 (4) in due ore e 14 minuti. Al secondo turno Simona Halep, numero 2 al mondo, anche lei in tre set 6-1 1-6 7-6 (3). Per lei qualche difficoltà di adattamento: «Dopo due set ero molto stanca — ha detto —, ma ho trovato la voglia di combattere. Senza pubblico è più difficile».

Giorgi avanti tutta (Roberto Bertellino, Tuttosport)

 

Tempi duri per i miti ma classe e voglia di combattere fanno ancora la differenza. Così per Serena Williams che all’esordio nel Wta di Lexington ha rischiato (4-6 4-4 e 0-40) contro Bernarda Pera venendo a capo del match al terzo set (4-6 6-4 6-1). Nel Wta di Praga sono stati invece i tie-break del terzo set a dare ragione alla n°1 del tabellone, Simona Halep, e a Camila Giorgi. La prima ha faticato non poco per avere la meglio sulla temibile slovena Polona Hercog pur dopo un avvio brillante (6-1). Nella seconda frazione è stata l’avversaria a cambiare marcia e pareggiare i conti con un 6-1 invertito. Nel terzo set Simona Halep è andata a servire per il match sul 5-3 ma non ha capitalizzato il vantaggio e ha avuto bisogno del tie-break: «Sono contenta del risultato e di aver combattuto fino al termine nonostante il calo fisico a fine primo set. Le partite sono una cosa diversa dall’allenamento». Camila Giorgi ha fermato al fotofinish la qualificata ucraina Marta Kostyuk, per 4-6 6-2 7-6 dopo 2 ore e 11 minuti, recuperando nel set decisivo dallo 0-3. Ora troverà la belga Elise Mertens, n°3 del tabellone che in apertura di programma aveva tolto dai giochi l’ottima Jasmine Paolini, per 6-3 al terzo set.

Sonego vola negli Stati Uniti: “Più forte dopo il lockdown” (Stefano Semeraro, La Stampa)

Fra l’Umbria e la East Coast. Quest’anno per Lorenzo Sonego va così. A Todi, nel primo appuntamento della ripartenza tennistica made in Italy, a inizio giugno, si era cucito addosso lo scudetto di campione italiano, e a Todi è ritornato ieri per giocare la Serie A1 e prendersi il tricolore a squadre con il CT Italia di Forte dei Marmi. In tasca però ha già il biglietto per gli States, dove dal 22 agosto riparte il grande tennis mondiale. Nella bolla di Flushing Meadows, dove ha traslocato il Masters 1000 di Cincinnati, il primo appuntamento maschile post-lockdown (le donne hanno debuttato a Palermo settimana scorsa) e dove il 31 inizieranno gli Us Open. Un discorso interrotto a febbraio, per Sonego dopo cinque primi turni e i quarti di finale a Rio de Janeiro. Lorenzo, si riparte da Cincinnati/New York e dal numero 46 Atp. Già fatto il check in? «Dovrei partire sabato. Sono ancora fuori di un posto dal tabellone principale, quindi dovrei giocare le qualificazioni, ma spero che qualcuno rinunci e di poter entrare direttamente».

Alcuni dei più forti, da Nadal alla numero 1 delle donne Ashleigh Barty, hanno rinunciato anche agli Us Open: chi ha ragione?

È una situazione molto complicata, diversa dal solito, il contagio non è ancora sotto controllo. Confesso che la cosa che mi preoccupa di più è il viaggio: il tempo da passare in aeroporto, le tante ore di aereo. Una volta arrivato a New York credo che sarò più tranquillo, li dovrò pensare solo a giocare.

Dovrete alloggiare obbligatoriamente in uno dei due hotel ufficiali, o in appartamenti approvati dall’organizzazione, e spostarvi solo per le partite e gli allenamenti: una clausura troppo rigida?

Io ho scelto di stare in hotel, ma non credo soffrirò più di tanto: in fondo anche nei tornei normali è sempre così: stadio-albergo, albergo-stadio, non ci sono grandi possibilità di evasione. Poi io vado li per giocare, mica per fare il turista. Sarò ancora più concentrato del solito.

Ha sentito altri tennisti, che atmosfera si respira fra di voi?

La preoccupazione c’è, inutile negarlo. E sul resto della stagione non ci sono certezze, non si sa bene come e dove riusciremo a giocare. La confusione è tanta.

Si aspetta sorprese alla ripartenza? Per Dominic Thiem, viste le assenze, gli Us Open di quest’anno varranno meno degli Slam del passato.

No, mi aspetto che tutti siano in grande forma, molto preparati e con una grande voglia di giocare. Tutti abbiamo usato le esibizioni o i tornei locali’ per recuperare la condizione. Sulle assenze, di Federer si sapeva, mancherà solo Nadal, non è uno Slam svalutato.

Il Sonego post-lockdown sarà migliore o peggiore di quello di inizio anno?

Ho lavorato tanto, sia tecnicamente, su rovescio, servizio e risposta, sia fisicamente, sulla scioltezza dei movimenti. Credo che sarà migliore.

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Halep riparte da Praga: “Ma nulla è come prima” (Cocchi). ATP Finals, già prenotate 2mila stanze di hotel (Ricca)

La rassegna stampa di martedì 11 agosto 2020

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Halep riparte da Praga: “Ma nulla è come prima” (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

È ora di ritornare in campo per Simona Halep. La romena numero 2 al mondo avrebbe dovuto riprendere il cammino da Palermo, dove però ha rinunciato ad andare per paura di affrontare il viaggio in un momento in cui in Romania i contagi stavano risalendo vertiginosamente. Praga le è sembrata un’occasione migliore. E oggi la campionessa di Wimbledon 2019 affronta al primo turno la slovena Polona Hercog. Simona, finalmente si torna a giocare. «Sono molto impaziente, non vedo l’ora. Mi sono allenata molto a casa, sulla terra rossa, e avevo davvero nostalgia dell’atmosfera dei tornei, dell’adrenalina delle partite». Che cosa si aspetta, fisicamente ed emotivamente, dalla prima partita dopo cinque mesi di stop? «Il sentimento è la gioia. Gioia di poter tornare alla competizione, a fare quel che amo di più. Non ero mai stata così tanto tempo senza giocare nella mia carriera. Per due mesi sono stata ferma per colpa di un infortunio al piede destro, quindi sono molto carica e ovviamente un po’ nervosa. Fisicamente mi sento bene, il problema al piede è passato e sono pronta ad affrontare questo esame». […] Come ha organizzato gli allenamenti durante l’isolamento? «Il coach Cahill mi ha chiesto di allenarmi come se dovessi giocare un torneo. Ha detto di prendermi il mio tempo, di allenarmi quando ero motivata e di prendermi la giornata libera se invece non ne avevo voglia. Vedremo se ha funzionato». Le è mancato viaggiare? «Per nulla. Mi è mancato il tennis, ma abbandonare la routine di una vita e potermi rilassare, godermi la famiglia, il mio compagno, e non passare da un aeroporto a un altro, alla fine è stato molto piacevole». […] Pensa che il mondo del tennis cambierà per sempre dopo questa pandemia? «Sì, penso non sarà mai più come prima. Abbiamo visto che il Covid è ben lontano dall’essere sparito, quindi noi giocatori dobbiamo essere molto attenti a rispettare le regole. E i tornei devono fare il massimo per creare un ambiente sicuro». Lei è tra le giocatrici che non hanno ancora sciolto le riserve sulla partecipazione allo Us Open. «Deciderò in base alle sensazioni che proverò in campo qui a Praga. La situazione è piuttosto complicata e non sono ancora certa al 100 per cento di quello che farò».

ATP Finals, già prenotate 2mila stanze di hotel (Jacopo Ricca, Repubblica Torino)

A 460 giorni dalle Atp Finals un terzo delle stanze d’albergo di Torino è già stato fermato. La promozione del grande evento che da novembre 2021, per 5 anni, sarà di casa al PalaAlpitour non è ancora iniziata e non partirà prima dell’autunno, ma in silenzio gli organizzatori e la galassia del tennis hanno iniziato a bloccare le camere necessarie per ospitare in città il mondo che ruota attorno alle 8 migliori racchette dell’anno. Finora sono soprattutto i grandi alberghi del centro a essere entrati nell’orbita degli organizzatori, ma nei prossimi mesi dovrebbe toccare a tutti gli altri. […] Delle oltre 6mila camere disponibili in città circa 2mila sono in corso di prenotazione in questi mesi da parte degli addetti ai lavori: dai membri dell’Atp, passando per ex tennisti, componenti della Federtennis e staff dei giocatori, tanti hanno iniziato ad accaparrarsi le strutture alberghiere del centro o più adatte a raggiungere la zona dello stadio Olimpico dove si terranno match e allenamenti. E questo ha contribuito a far schizzare all’insù i prezzi delle stanze che, in media, sono passati da circa 100 a 300 euro a notte per le due settimane a cavallo degli 8 giorni di torneo. Intanto la maggior parte degli alberghi ha tolto dal sito Booking.com, uno dei più utilizzati per le prenotazioni online, la disponibilità per i giorni tra il 14 e il 21 novembre 2021. […] La differenza però la farà la promozione che partirà proprio da novembre, cioè a un anno dalla prima delle 5 edizioni del torneo a Torino. Il board dell’Atp, l’associazione dei tennisti che organizza l’appuntamento, ha infatti chiesto che la pubblicità su scala globale e le iniziative in giro per il mondo dell’edizione 2021 non partano prima dell’ultima che si terrà a Londra, appunto a novembre. «I primi risultati dell’assegnazione si vedono già da questi numeri. È un appuntamento di grande valore turistico ed economico, ma molto di quello che si farà per la promozione dipenderà dall’evoluzione della pandemia e da come saranno organizzate le Atp Finals di quest’anno» spiega l’assessore al Commercio Alberto Sacco. […] «Ci piacerebbe avere uno spazio come sono stati i “Gianduiotti” di piazza Solferino per le Olimpiadi – confessa Sacco – Vogliamo un luogo nel centro di Torino che racconti ai torinesi e ai turisti cosa saranno le Atp Finals».

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Ferro irresistibile, Kontaveit crolla (Vannini). Contratto US Open: “Muori per Covid? Vietato far causa” (Cocchi). Serena vola a Lexington per riprendersi la storia: “Sono pronta per il record” (Piccardi). Halep con timore e Serena si lancia (Bertellino)

La rassegna stampa di lunedì 10 agosto 2020

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Ferro irresistibile, Kontaveit crolla (Paolo Vannini, Corriere dello Sport)

Il titolo di Fiona Ferro, due vittorie in due finali disputate, la precedente a Losanna l’anno scorso, è meritatissimo. La francese di padre padovano ha trovato la settimana perfetta, giocando un tennis potente senza attimi di disattenzione. Sulla strada ha battuto non solo le azzurre Enani e Giorgi, ma in finale anche la n. 22 del Mondo, l’estone Kontaveit, che ieri ha perso da favorita; si consolerà entrando comunque fra le top 20, mentre Ferro salirà al n. 44. La finale del Palermo è cresciuta di livello gradualmente e nel 2° parale è diventata avvincente con l’estone arrivata a due punti dal set (in vantaggio 5-3, 30-15) ma poi punita da 4 giochi consecutivi della Ferro.

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Ma se gli Open femminili siciliani dovevano essere il torneo “cavia” per la ri partenza mondiale del tennis i primi risultati devono considerarsi positivi: una macchina così complessa, che chiama in causa centinaia di persone fra giocatrici e addetti ai lavori, può funzionare a patto che siano rispettate regole stringenti sì, ma che allo stesso tempo necessitano di qualche correzione in corsa.

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A Palermo in dieci giorni sono stati effettuati oltre 500 tamponi, schierando un cordone sanitario attento e puntuale, con la regia di una Wta chiamata a fornire la massima sicurezza e per questo giustamente molto severa. Al momento, risulta un solo caso di positività immediatamente intercettato e gestito come da protocollo: la bulgara Tomova, già rientrata in patria dopo due tamponi tornati negativi e qualche giorno passato nella struttura dedicata.

Contratto US Open: “Muori per Covid? Vietato far causa” (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

Sarà anche colpa della quarantena, e del timore che una volta rientrati in Europa si debba stare isolati due settimane, ma forse il problema dello Us Open, al via dal 31 agosto, e delle tante rinunce non è solo questo. Da ieri, infatti, circola sul web la foto di un documento, uno scarico di responsabilità in cui i giocatori si impegnano a non rivalersi in alcun modo contro gli organizzatori nel caso contraessero il Coronavirus. All’inizio del documento proposto ai giocatori il contratto spiega tutte le misure di sicurezza a cui dovranno attenersi i team. I tennisti, ovviamente, sono tenuti a notificare alla federtennis statunitense la presenza di sintomi, o di un positivo nello staff, prima di entrare nelle strutture del torneo. Ma il bello viene dopo, quando il contratto chiarisce che i giocatori «nella misura consentita dalla legge, rinunciano e si impegnano a non denunciare Usta, New York City, Atp, Wta e le rispettive affiliate, amministratori, dipendenti, volontari e sponsor per qualsiasi danno, perdita, malattia o infortunio, inclusa la morte» del giocatore stesso, di un membro del team o di persone a lui vicine.

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Non è da escludere che questo sia uno dei motivi per cui Novak Djokovic continua a procrastinare la decisione su New York.

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Intanto Dominic Thiem, numero 3 al mondo, ha annunciato che volerà negli Stati Uniti per giocare Cincinnati e Us Open, ma potrebbe anche decidere di tornare indietro subito e cancellarsi da entrambi i tornei qualora la quarantena mettesse a rischio la sua partecipazione agli Internazionali di Roma, dal 21 settembre.

Serena vola a Lexington per riprendersi la storia: “Sono pronta per il record” (Gaia Piccardi, Corriere della Sera)

«Mi sono chiusa in casa all’inizio di marzo. Non ho una capacità respiratoria ottimale: non so cosa mi sarebbe successo se avessi preso il Covid e non ho voglia di scoprirlo. Quello che mi incuriosisce è scoprire nuovi rapporti di forza dopo uno stop così lungo. Non ero mai rimasta ferma 150 giorni in vita mia…». La pantera Williams, uscita dalla quarantena nel villone di Palm Beach nel cuore della Florida martoriata dalla pandemia, è volata a Lexington, Kentucky, dove debutterà contro la connazionale Pera in un torneo (cemento, 275 mila dollari di montepremi) che senza pandemia non avrebbe degnato di uno sguardo e invece, in un calendario stravolto, rappresenta una tappa importante nel progetto di una vita: riprendere confidenza con il tennis e volare a New York per vincere l’open Usa a porte chiuse (al via il 31 agosto), 24° Slam della carriera.

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La luce non si è spenta. Alexis le ha fatto costruire in giardino un campo con la stessa superficie su cui si giocherà l’ultimo Slam di una stagione tribolatissima, che si lascerà alle spalle una coda di roventi polemiche. Tra le stringenti norme antiCovid predisposte dalla Federtennis americana per proteggere i giocatori che voleranno a New York, città che è stata al centro della pandemia, ci sono l’obbligo di predisporre a proprie spese un servizio di sorveglianza privata per chi sceglierà l’appartamento invece dell’albergo del torneo (ammesso solo chi sarà stato registrato come membro del ristrettissimo entourage del giocatore) e la richiesta di firmare uno scarico di responsabilità che gli atleti stanno facendo girare sui social in queste ore. «Dichiaro di prendermi la piena responsabilità di ogni rischio, incluso ammalarmi o morire» si legge sul formulario che i partecipanti al torneo hanno ricevuto.

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Alla confluenza con la storia, ancora affamata nonostante stia per compiere 39 anni, Serena si farà trovare puntuale all’appuntamento. «Viviamo alla giornata, viaggio con 50 mascherine nella borsa ma se l’Us Open sarà confermato, e se poi si giocherà anche il Roland Garros a Parigi, progetto di esserci. Il tennis è importante ma più importante è la salute, e chi vive con me fa di tutto per proteggermi. Quel che so è che il lockdown mi ha ritemprata come nessuna vacanza mai: mi sento in forma e ho voglia di ricominciare». L’ultimo match di Serena risale all’8 febbraio scorso, una sconfitta in Fed Cup con la lettone Sevastova. Da allora ha cucinato torte con la figlia Olympia, ha appoggiato il movimento «black lives matter» esploso dopo la morte di George Floyd a Minneapolis, è entrata insieme al marito nel gruppo di fondatori delle Angel City Football Club, la squadra di calcio femminile di Los Angeles che dal 2022 andrà ad arricchire le franchigie della National Women’s Soccer League: nel board, a 2 anni, anche Olympia Ohanian Williams. Pandemia permettendo, è arrivato il momento di tomare a impugnare la racchetta. Pera al primo turno, la sorella Venus o la bielorussa Azarenka al secondo, in tabellone anche Sabalenka e baby Gauff. Torneo vero, insomma.

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Halep con timore e Serena si lancia (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Si dice che le difficoltà e i problemi temprino e dunque anche il tennis internazionale uscirà rafforzato da questa fase a dir poco delicata della propria storia. Quello femminile è ripartito dal WTA di Palermo nel quale avrebbe dovuto essere al via anche la numero 2 del mondo e campionessa in carica di Wimbledon, Simona Halep.

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Ora la rumena è la prima favorita nel WTA di Praga: «Mi sento bene dal punto di vista fisico. Dopo due mesi di stop quasi assoluto ho ripreso gli allenamenti a Bucarest e non vedo l’ora di tomare a competere, ciò che mi manca di più ovviamente con le emozioni che ció genera. Difficile dire come andrà anche se non escludo risultati a sorpresa in queste prime rassegne. Da una parte ci sono i giovani che hanno grande desiderio di rientrare, dall’altra ci siamo noi esperte che possiamo usare quanto appreso in molti anni di carriera per ritrovare il livello lasciato alcuni mesi fa». Ancora dubbi sulla sua presenza agli US Open

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In terra americana oggi scatterà anche il torneo WTA di Lexington, che vede tra le big Serena Williams in un tabellone che definire di ferro è dir poco, in particolare proprio nella sezione dell’ex numero 1 del mondo. Dopo l’esordio con la connazionale Bernarda Pera, Serena Williams troverà la vincente della sfida tra la sorella Venus e Viktoria Azarenka. Nei quarti si potrebbe profilare un altro scontro di livello con Sloane Stephens. In campo maschile i dubbi connaturati alla ripresa del circuito e agli spostamenti tra America ed Europa sono legati all’eventuale quarantena cui verrebbero sottoposti i giocatori se non arrivasse un’esenzione. Dominic Thiem andrà negli States la prossima settimana ma potrebbe subito rientrare, per sua ammissione, se le autorità italiane non raggiungeranno un accordo di eccezione con gli US Open e l’ATP in fatto di quarantena al rientro

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Anche Matteo Berrettini ha dichiarato che giocherà gli US Open ma che sono ancora tanti i dubbi sulle questioni della quarantena al ritomo in Europa. Ultime battute ieri nel WTA di Palermo, con la disputa delle due finali. Quella di doppio ha premiato l’olandese Rus e la slovena Zidansek che con un duplice 7-5 hanno fermato il duo azzurro Trevisan/Cocciaretto, alla prima finale WTA in carriera.

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Il titolo di singolare è andato alla francese Fiona Ferro, in semifinale vincente su Camita Giorgi, che ha avuto la meglio sulla numero 4 del seeding, Anett Kontavett per 6-2 7-5. […]

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