Nadal rincuora la Spagna: "Restiamo a casa, siamo un popolo unito"

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Nadal rincuora la Spagna: “Restiamo a casa, siamo un popolo unito”

Il maiorchino ha affidato ai social un messaggio di supporto per i suoi connazionali in questo difficilissimo momento

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Rafael Nadal ha affidato ai suoi canali social un messaggio rivolto ai suoi connazionali (e quindi registrato in spagnolo), ma che riflette i travagli che stiamo attraversando tutti. Infatti, gli hashtag del video riflettono i mantra motivazionali che stanno caratterizzando la dialettica di molti Paesi, fra cui il nostro:

Rafa si è innanzitutto scusato per non aver fatto sentire la propria presenza in pubblico negli ultimi giorni (anche se pochi giorni aveva comunque tranquillizzato le famiglie dei membri rimasti in quarantena nella sua Academy con una lettera), ma ha subito voluto rimarcare nuovamente la necessità di non uscire: “Per tutti noi è un periodo difficile, ma credo che lo stiamo affrontando al meglio stando nelle nostre case“.

 

Nadal ha poi rivolto un sentito ringraziamento a tutti coloro che stanno mettendo a rischio la propria salute per proteggere la comunità: “Voglio mandare il mio apprezzamento ai medici, agli infermieri, e a tutto il personale sanitario che è a rischio, e lo stesso vale per le forze di polizia che ci fanno sentire più al sicuro“.

Infine, ha anche espresso cordoglio per le famiglie “i cui cari sono stati infettati o sono deceduti a causa del Coronavirus“. Lui stesso ha ammesso di non riuscire a trovare qualcosa da dire in questo momento, se non ricordare che la tragedia sta colpendo ciascuno di noi, e che si può solo sperare che passi presto.

Sul finire del video, Rafa ha focalizzato ancora di più il messaggio sulla Spagna, finendo su una nota di speranza nazionale: “Credo che ci stiamo mostrando un popolo unito in questo momento difficile: le imprese stanno contribuendo con molta solidarietà, e il governo è unito nel prendere le misure necessarie“. E, per concludere, ha ripetuto, e in questo ci uniamo a lui (ma se lo dice Nadal il messaggio passa sicuramente di più), di restare a. casa.

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Carola, Vittoria e il tiramisù con Federer

Le “tenniste sui tetti”, ormai giovani celebrità da nove milioni di views sui social, sono state ricevute a pranzo dal campione svizzero

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Metti un giorno a pranzo con Roger Federer, di solito la formula è questa. I protagonisti al desco del ristorante La Goiosa di Finale Ligure non potevano che essere loro: il venti volte campione Slam di Basilea in compagnia di Vittoria Oliveri e Carola Pessina, le “tenniste sui tetti”, le giovanissime allieve del TC Finale diventate celebrità del web durante il lungo confinamento, grazie all’ormai notissimo video in cui le due palleggiano dalle rispettive terrazze per mantenere la forma nell’impossibilità di allenarsi in modo ordinario.

Da qui la brillante idea venuta a Barilla, uno dei principali sponsor di Roger, di mandare il proprio testimonial a sorprendere le ragazze, palleggiare un po’ con loro e infine invitarle a un pranzo cucinato dallo chef della casa emiliana Marcello Zaccaria. “Quando lo abbiamo visto non pensavamo che fosse un sosia – ha fatto sapere al Corriere della Sera ancora stupefatta Vittoria Oliveri, – ma piuttosto un manichino, eravamo esterrefatte. Lui è il nostro idolo e a pranzo è stato simpaticissimo e disponibile.

Dopo aver dispensato i regolamentari regali pescati dal kit tecnico del campione – polsini, fascette anti sudore, magliette autografate e soprattutto la racchetta usata nel corso dell’ultima, sfortunata semifinale australiana contro Novak Djokovic – l’attuale numero quattro ATP, sulla via del completo recupero dopo l’operazione al ginocchio subita in febbraio, si è seduto a tavola con le due giovani tenniste. “Ci ha raccomandato di vivere il tennis con gioia e senza alcuna tensione, poi gli abbiamo insegnato qualche parola d’italiano: gnocchi, bruschetta, ciao, buongiorno e buonasera. Le parolacce? No, lui è troppo carino!“. In coda al pasto, tiramisù d’ordinanza, il famoso dolce entrato nelle corde di Federer solo recentemente. “Ci ha detto che da ragazzino non lo apprezzava, poi ha cambiato idea e ha provato ad assaggiarlo in molti dei ristoranti che i viaggi intorno al mondo lo hanno portato a frequentare.”

 

Prima di fare ritorno con un jet privato a Zurigo, Federer ha voluto salutare con un’altra carineria: “Ha detto di aver prenotato per noi uno stage all’accademia di Nadal a Maiorca, perché lui e Rafa sono grandi rivali, ma anche molto amici.” Per Vittoria e Carola l’apice di mesi incredibili, tra mille interviste e gente che le blocca per strada. “La richiesta più frequente? Essere ospitati sui nostri terrazzi… per organizzare la grigliata di ferragosto!

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Gaudenzi: “Siamo già al lavoro anche per il 2021, la situazione varia di giorno in giorno”

Il Presidente ATP racconta la difficile situazione di ripresa del circuito con la speranza di mettere in piedi un calendario accettabile da qui alle Finals di Londra

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Intervistato da Supertennis, il Presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la ripresa del circuito maschile sempre incerta a causa della situazione mutevole legata al virus a ai relativi spostamenti internazionali:

Abbiamo ricevuto la notifica dal ministero della Salute della Comunità di Madrid e in questi giorni valuteremo con il board dell’ATP il da farsi, non abbiamo alternative che seguire le indicazioni dei governi. Sarà importante ricevere le esenzioni per consentire ai giocatori di viaggiare dagli Stati Uniti in Europa per giocare i tornei sulla terra.
Per adesso il calendario rimane questo, dopo stiamo lavorando su una stagione europea indoor fino ad arrivare alle Finals da Londra. Stiamo facendo del nostro meglio ma purtroppo ogni settimana succede qualcosa, cerchiamo di gestire come possiamo.”

Sull’impegno dell’Italia e della Federtennis

“Siamo grati alla federazione e anche agli organizzatori dei challenger perché fare un torneo quest’anno è molto complesso dal punto di vista operativo e finanziario. L’Italia sta dando un contributo molto rilevante per la ripartenza.

 

Le misure di sicurezza e di distanziamento sociale

A grandi linee l’idea è mettere i giocatori in una “bolla”, mantenere il distanziamento sociale e fare test frequenti per garantire la sicurezza dei giocatori e di chi lavora per il torneo. Cercheremo di non far passare loro tempo fuori dalla bolla, perché è lì che c’è rischio di contagio.

Il problema più grande in questo momento

“La nostra difficoltà maggiore è costituita dai viaggi. Lo staff di un torneo di categoria Masters 1000 conta circa 700-800 persone.”

Le conseguenze dello stop allo swing cinese e in generale asiatico

“Da un punto di vista operativo rimanere in Europa ci semplifica un po’ le cose, ma non è facile programmare dei tornei per coprire il ‘buco’ asiatico. Dobbiamo anche pensare al 2021 e per questo stiamo già parlando con Tennis Australia.”

La riforma del ranking per il 2020…

“Stiamo valutando di estenderlo ai mesi di gennaio e febbraio. Qualsiasi decisione prendiamo è impossibile fare felici tutti.”

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Errani verso l’esordio: “Palermo seconda casa. Non sono quella di un tempo, ma ho la stessa voglia”

La due volte campionessa del torneo siciliano torna in campo dopo l’esperienza negativa del 2019, conclusa tra le lacrime. “Il pubblico, quello che ci sarà, spero possa darmi una mano”

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Sara Errani - Indian Wells 125K 2018 (foto Luigi Serra)

Un doppio fallo, il decimo della partita, una racchetta spaccata e un pianto di frustrazione. Si concludeva così, al cospetto della lucky loser Fanny Stollar, l’esperienza di Sara Errani al torneo di Palermo nel 2019 – un’esperienza non certo all’altezza della sua partecipazione precedente al torneo siciliano, che nel 2013 l’aveva vista sconfitta in finale.

Per rialzare la testa, da numero 169 del mondo, Sara Errani ripartirà dal primo turno contro Sorana Cirstea, sconfitta cinque volte nei sette precedenti. “Spinge molto e ha tanta esperienza. Ti toglie il tempo, dovrò cercare di essere solida. Mi auguro davvero che Palermo possa tornare a regalarmi un sorriso” ha raccontato Sara nel corso di un intervista al Corriere dello Sport. Sulla terra siciliana Errani ha vinto due titoli, nel 2008 e nel suddetto 2012, perdendo altrettante finali – nel 2009 contro Pennetta e nel 2013 contro Vinci, non certo due avversarie qualsiasi. “Devo ringraziare Oliviero Palma, il direttore del torneo, che in questi anni mi ha trattato benissimo fino a farmi addirittura socia onoraria del circolo. Sono onorata di aver ricevuto una wild card e spero di far bene“.

Sara ha raccontato di aver trascorso i mesi di isolamento a Valencia, dove vive da qualche anno, e di aver tutto sommato fatto tesoro di questa ‘esperienza nuova’, che le ha permesso di staccare da tutto. “Non gioco dal torneo di Acapulco, era febbraio e avevo passato le qualificazioni e vinto una partita (in realtà Sara ha poi perso al primo turno sia a Monterrey che in un ITF messicano, ndr)”.

 

So che il mio livello non è quello delle stagioni migliori ma ho la stessa voglia. Spero di fare qualcosa di meglio” dice riferendosi all’esperienza palermitana dello scorso anno, “ma dopo essere stata ferma per tanti mesi non è facile riprendere. Palermo per me è una seconda casa dove ho spesso giocato bene. Il pubblico, quello che ci sarà, sperò possa darmi una mano“. Il suo match andrà in scena attorno alle 18 sul campo centrale e sarà visibile in diretta su Supertennis.

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