Serie A, così non va. Difetti e proposte

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Serie A, così non va. Difetti e proposte

Modesti ritorni d’immagine (ma forti costi) per il club, sponsor, FIT. Trascurate qualità e promozione. Eppure la giocano Sonego, Musetti, Andujar, Travaglia, Bautista Agut, diversi top 100 ATP

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Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti - Assoluti Todi 2020 (foto Federtennis)

La presentazione del campionato di Serie A1 (di Luca De Gasperi)


In tempi di COVID-19 si fa quel che si può. Il campionato di serie A comincia ancor più in sordina del solito per i motivi che conosciamo. Senza raccattapalle, giudici di linea, conferenza stampa post gara (per chi le organizzava), hostess degli sponsor (per chi le aveva). Non è tutto sommato un male che non ci siano più i match di andata a ritorno, formula che appartiene tradizionalmente più al calcio (e altre discipline) che non al tennis. Troppe volte in passato le squadre che avevano perso l’andata in casa affrontavano le successive gare di ritorno (specie in trasferta) schierando dei ragazzini del club al posto dei migliori. Talvolta anche per risparmiare i gettoni di presenza dei tennisti più qualificati e più cari, quando si aveva la convinzione di non poter comunque recuperare.

Il risultato era che ne venivano fuori duelli di insignificante qualità e di nessuna incertezza. Quasi imbarazzanti per quegli spettatori, e sponsor, che si fossero trovato casualmente al club incuriositi da un match di cosiddetta serie A. In termini di promozione un boomerang. Sono anni che lo si dice, ma la FIT non ha mai mostrato di credere e di voler investire granché in questo campionato, trascurato da tutta la stampa nazionale perché promosso da sempre poco e male. Forse in FIT sono i primi a non credere nella possibilità di farlo crescere e diventare interessante.

 

La FIT ha incessantemente cambiato regolamenti ogni due per tre e obbligato i club a schierare non più un solo allievo cresciuto nel club ma due (troppi!) per la preoccupazione (da un lato comprensibile) di un tennis-mercato che, poco fair, favorisse smaccatamente i circoli più ricchi come ai tempi dei ripetuti successi del Tennis Capri. Il risultato è che al di fuori dei circoli che la giocano, pochi si accorgono che esiste. E anche all’interno dei circoli, salvo che ci siano dirigenti particolarmente attivi e pronti a promuovere il loro club anche con i mezzi che offrono internet, i social, i siti, ben pochi sono i soci al corrente del suo svolgimento.

Soprattutto la sensazione è tale per cui, dopo aver riscosso le quote di iscrizione, la FIT non si sia mai preoccupata troppo della qualità del suo primo campionato, che pure è utile ai giocatori di prima fascia nazionale (e in particolare ai giovani cui la FIT dovrebbe in particolare dedicare la sua attenzione) per guadagnare esperienza e soldini necessari a potersi permettere un’attività agonistica internazionale. Molte squadre di A, che investono diverse decine di migliaia di euro (alcune anche intorno ai 100.000 e più), rischiano ogni anno di rimetterci soldi. A che pro? Per la soddisfazione di partecipare? Non sarebbe stato incentivante predisporre almeno un minimo montepremi per un evento professionistico e legato in gran parte a giocatori di respiro professionistico? Premi per almeno le prime due, quattro squadre? Quantomeno la non obbligatorietà di pagare le iscrizioni l’anno successivo per le partecipanti alle finali come “ricompensa” per il traguardo raggiunto?

Posso anche comprendere che in questi giorni la FIT, angosciata per il lucro cessante degli Internazionali d’Italia (sia che si disputino, o no, a porte semichiuse o meno, una perdita rispetto al budget previsto 8 mesi fa certo purtroppo sarà inevitabile) non avverta l’urgente necessità di “investire” qualcosina di più sul proprio campionato di serie A. Ciò pur avendo sbandierato da tempo di essere la federazione sportiva con il bilancio più florido fra tutte (calcio escluso).

Ma quantomeno potrebbe annunciare, per stimolare i propri circoli che tanta passione e impegno economico dimostrano anno dopo anno, che almeno nel 2021 – COVID-19 permettendo – qualcosa di diverso verrà fatto per gratificare chi se lo merita. 

Per tutto questo primo semestre, se qualcuno avesse voluto mostrare ad altri, a uno sponsor quali erano le squadre di Serie A, quali erano i team campioni in carica, non aveva modo di farlo. Una ricerca sul sito della FIT non dava esito. Finalmente la scorsa settimana la FIT ha fatto conoscere squadre partecipanti e calendario. Ma anziché diramare e pubblicizzare il calendario, la FIT ha raccomandato ai club di mantenerlo segreto, di non diffonderlo. Il perché è misterioso. Di solito tutte le altre federazioni si danno da fare per far sapere chi gioca contro chi e quando. Perché la FIT non vuole farlo sapere? Perché non si è ancora deciso dove, quando e come si svolgeranno le fasi finali? Con quante squadre? Sembra davvero tutto così improvvisato… quando mancano pochissimi giorni all’inizio del campionato.

La FIT dovrebbe finanziare o perlomeno aiutare i circoli che investono sulla serie A. Come? I sistemi potrebbero essere diversi. C’è chi suggerisce un gettone minimo (€ 1000/2000 euro?) per ogni incontro di girone vinto? Ciò spingerebbe i circoli ad essere competitivi in ogni partita del girone anche a classifica definita. Ma tutti concordano sulla opportunità di garantire premi almeno alle squadre semifinaliste con bonus finale alla vincitrice.

Tennis Club Prato: le vincitrici della Serie A1 2019 – Foto Marta Magni

C’è chi ha fatto grandi sforzi (e non solo finanziari) per raggiungere le fasi finali del campionato. A parte la soddisfazione personale per il circolo e i giocatori, quei club non hanno ricevuto alcun supporto. Anzi, hanno dovuto affrontare parecchie spese anche per il weekend della finale. 

Alcuni circoli, nonostante tutto, vivono molto intensamente il campionato e ciò si riflette poi anche sulle squadre minori creando aggregazione e spirito di club. Motivo per cui se ci fosse un aiuto tangibile, anche la federazione ne riceverebbe sicuramente un ritorno. E tutto il movimento tennistico. 

Un’altra idea potrebbe essere quella di studiare un modo perché, al di là della diretta Supertennis garantita a copertura delle finali, almeno i circoli che dimostrassero di investire di più (se non si riuscisse ad accontentare tutti) venissero aiutati o a dotarsi di una produzione televisiva locale ma professionale per poter passare a Supertennis una o più partite in diretta (o anche una sintesi registrata di una durata predeterminata; certo ci sarebbe la difficoltà di assemblare materiali diversi provenienti da più parti, ma tutto si può affrontare e risolvere dopo aver definito alcune linee guida), oppure inviando nelle domeniche agostane (in cui oltretutto di tennis internazionale vero non ci sarà per buona parte del mese) una troupe di Supertennis (tramite Crionet?). Si potrà magari sorteggiare quest’anno quattro o otto club leader da mostrare. E  l’anno prossimo saranno altri otto e via dicendo. Ma occorre che la FIT per prima si preoccupi di dare agli sponsor dei club un minimo di visibilità per garantire un minimo di ritorno.  Per quest’anno e, in prospettiva anche con il preannuncio di qualche iniziativa, per gli anni a venire. 

Non è giusto che tutto ricada sulle spalle dei circoli più appassionati. È un compito della FIT proteggere e promuovere il proprio campionato. Anche a livello di news, di racconto giornalisticamente preparato si può fare meglio. Non solo la lettura dei risultati, please

Poi per carità, anche il contenitore “Circolando” di Supertennis, può essere gestito in modo tale che i circoli di serie A e B che si impegnano di più abbiano un ritorno apprezzabile. Ma, possibilmente, non seguendo il criterio di favorire il circolo più amico a detrimento di quello meno amico. Perché non approntare una serie di criteri oggettivi di “premi Serie A”, X minuti di esposizione televisiva (più o meno minuti a seconda risultati conseguiti), premi Serie B… idem come sopra?

D’altra parte è vero che i circoli non sono fin qui mai riusciti, di concerto con la FIT (perché no?), a organizzare una giornata costruttiva anche telematica (via Zoom? Oggi è facilissimo, non costa nulla!) per confrontarsi e proporre alternative, idee, opzioni sinergiche. Da parte federale si preferisce evidentemente che le cose proseguano così, dato che mi risulta che la proposta sia stata ogni tanto avanzata da qualche circolo partecipante. Si preferisce, di fatto e la storia insegna, che non ci sia alcuna riunione. È più facile imporre – giusta o sbagliata che sia l’imposizione – quel che si vuole dall’alto senza discutere e confrontarsi. Dicevano i latini: “Divide et impera“.

Tutto ciò appare abbastanza incredibile, se non fosse che l’attenzione a questo campionato non è mai stata quella che avrebbe dovuto essere. Addirittura per le premiazioni delle squadre campioni d’Italia è successo più volte perfino che le disertasse il presidente federale. Mi chiedo davvero in quale altro massimo campionato nazionale di altri sport possa avvenire una tale evidente mancanza di rispetto. Si chiede molto ai circoli, per tenere questa manifestazione in vita. Ma si fa davvero piuttosto poco per sostenerla adeguatamente. Cosa si potrebbe fare invece, ad esempio? Comprare spazi, ad esempio, su giornali e siti all’indomani delle giornate di gara, oppure alla vigilia per cercare di veicolare maggior pubblico (quando il COVID-19 ci avrà lasciato in pace…). Ciò se le casse federali fossero in tal sofferenza da non potersi permettere di acquistare un piccolo spazio prima e dopo.

Oggi, oltretutto, con la crisi della carta stampata, gli spazi sul media cartacei costano pochissimo. È anche vero, d’altro canto, che vengono sempre meno letti (soprattutto dei giovani che hanno solo il cellulare in mano) e un trafiletto in una pagina di sport fra le 30-40 pagine di un giornale ha poco impatto. Ma sempre meglio di niente. 

Una minima organizzazione federale a livello comunicazionale dovrebbe consentire alla FIT di scegliere i media tennistici locali (e non) più validi. Si tratterebbe di un’azione intelligente, perché aiutare i media di vario tipo a dare più spazio al tennis significa aiutare tutto il comparto tennis, che vive anche di informazione, di stimoli. Una campagna informativa – giornali e/o social – aiuterebbe poi i circoli a rendere maggiormente visibili gli sponsor che supportano le squadre, nella maggior parte dei casi, finanziatori per la passione nel tennis e nello sport in generale, senza un reale ritorno.

Che il sottoscritto nel lanciare quest’ultimo banale appello-suggerimento non abbia alcun interesse privato sarà chiaro e lampante per tutti: la FIT non comprerà mai spazi su Ubitennis, sito libero di opinione e critica. La FIT non lo farebbe neppure se Ubitennis avesse 70 milioni di visitatori unici, cioè quanto tutti gli italiani. Ne abbiamo solo 5 milioni, una cifra cui nessun altro sito specializzato si avvicina neppur lontanamente. Ma a Ubitennis, se la FIT sovvenzionasse in qualche modo altre testate, farebbe solo piacere. A questo mondo non si deve essere miopi. Più si vede, si legge, si parla, si discute di tennis, ovunque lo si faccia, lo si promuove e meglio è per tutti. Anche per Ubitennis. E dovrebbe essere anche per la FIT. Ma per capirlo ci vuole una dirigenza illuminata, con una visione. Per anni, almeno in rapporto alla Serie A, non ci siamo accorti di averla. Ma siamo ottimisti. Il rilancio parte dalla consapevolezza, dalla volontà, dall’ottimismo della ragione.

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Serie A1 maschile: il Park Tennis Genova conquista il secondo scudetto

La squadra ligure vince i primi 3 singolari su TC Italia, poi chiude al primo doppio. Vittorie di Giannessi, Musetti e Mager. Questi ultimi vincono anche in doppio

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Serie A1 2020 - Premiazione Park Tennis Club Genova (foto Marta Magni)

Dopo quattro anni lo scudetto maschile torna nelle mani del Park Tennis Genova. Nella finale di Serie A1 BWW disputata sui campi del Tennis Club Todi il club ligure ha battuto 4-2 il Tc Italia Forte dei Marmi. Il punto decisivo, quello del 4-1, lo hanno firmato Gianluca Mager e Lorenzo Musetti battendo 6-2 6-4 Stefano Travaglia e Marco Furlanetto. Per Genova è il secondo titolo dopo quello conquistato nel 2016: sfuma invece il tris per il circolo toscano, a segno nel 2012 e nel 2015.

Era la miglior finale possibile. Perché Tc Italia Forte dei Marmi e Park Tennis Genova mettevano in campo quattro dei cinque protagonisti della squadra di Coppa Davis che a fine febbraio a Cagliari – subito prima del lockdown – si era sbarazzata della Corea del Sud: Lorenzo Sonego e Stefano Travaglia nel team toscano, Gianluca Mager e Simone Bolelli in quello ligure. E perché entrambe le squadre avevano dominato a punteggio pieno i rispettivi gironi. Anche se poi in semifinale Forte dei Marmi aveva dovuto dare fondo a tutte le proprie risorse per avere ragione dei campioni in carica del Selva Alta Vigevano, mentre era stata senza storia la sfida tra Genova e Crema, archiviata già all’andata. Ma il campo ha sottolineato il valore di Genova, che ha “rischiato” di chiudere il discorso già dopo i singolari.

MUSETTI IN BICICLETTA – Poca storia nella sfida che ha aperto la finale, quella tra i numeri 4, che ha visto il netto successo del Park grazie a Lorenzo Musetti che regola per 6-0 6-0, in appena 52 minuti di partita, Edoardo Graziani.

 

Primo set dominato dal 18enne di Carrara, uno dei migliori classe 2002 nel circuito mondiale: Lorenzo se lo aggiudica 6-0 con un bilancio complessivo di 24 punti a 5. La musica non cambia nella seconda frazione anche perché Musetti non sbaglia nulla e in Graziani subentra anche un po’ di frustrazione: ed è un altro 6-0.“Ho lavorato tanto dopo gli Assoluti perché ce n’era bisogno – sottolinea Musetti – e l’allenamento ha portato i suoi frutti. Del match di oggi sono molto soddisfatto: non ho sbagliato praticamente nulla. Era importante per il Park partire bene: lo scorso anno abbiamo avuto due match-point nel doppio decisivo contro Selva Alta, stavolta vogliamo lo scudetto. Giocare in squadra è diverso: è molto più bello condividere le emozioni”.

GIANNESSI RADDOPPIA – Il secondo punto del Park porta la firma di Alessandro Giannessi che nella sfida tra i numeri 3 si impone con un doppio 6-3, in poco meno di un’ora e mezza di gioco, su Marco Furlanetto. Nel primo set il 19enne toscano è già bravo a recuperare uno dei due break subiti in avvio. Nel secondo set Furlanetto prova anche l’allungo (3-1) ma finendo per incassare un parziale di cinque game di fila dal 30enne spezzino, punto fermo del club ligure.

MAGER FA TRIS – C’è lotta nella sfida tra i numeri 2 ma il successo arride ancora al Park grazie a Gianluca Mager che sconfigge 6-3 7-5, in un’ora e 31 minuti Stefano Travaglia.

Grande equilibrio nel primo parziale fino al 3 pari, poi un lunghissimo settimo gioco vinto da Mager fa la differenza con il 25enne sanremese che nel game successivo piazza il break e poco dopo sigla il 6-3. Travaglia prova a reagire e resta attaccato a Mager che qualcosa in più sbaglia, come nel decimo gioco quando concede un set-point al suo avversario che però lo spreca cacciando fuori il diritto. Gianluca ringrazia, infila un parziale di sette punti consecutivi e chiude 7-5. “Sapevo che non sarebbe stato facile e per questo sono molto contento – commenta Mager a caldo -. Io e lui abbiamo più o meno stesso ranking: Stefano ha accusato un paio di passaggi a vuoto e io ne ho approfittato. Questo 2020 è stato incredibile per me: la finale a Rio de Janeiro, l’esordio con la maglia della nazionale in Davs poi è arrivato il lockdown e tutto si è fermato ma per fortuna non mi sono ammalato”.

SONEGO PER L’ONORE – Ecco già un match-point per Genova l’ultimo dei quattro singolari previsti ma Lorenzo Sonego non è d’accordo: il portacolori del Tc Italia supera per 7-6(3) 6-4, dopo una maratona di due ore e 27 minuti, Pablo Andujar rimettendo in corsa Forte dei Marmi.

Sonego torna sul campo che lo ha incoronato Campione d’Italia agli Assoluti di giugno. L’inizio non è dei migliori con il 25enne torinese del Tc Italia che va sotto 0-40: si salva e poi ingrana benissimo e nel quarto gioco centra il break allungando poi sul 4-1. Nel sesto gioco Sonego fallisce la chance del 5-1 e in un attimo Andujar lo riaggancia sul 4 pari. Ed è battaglia vera. Nel dodicesimo gioco Lorenzo non sfrutta un set-point e a decidere è il tie-break. Sul 3-2 per Sonego due doppi falli dello spagnolo spediscono il portacolori del Tc Italia sul 5-2: Andujar continua a sbagliare, il 25enne torinese ringrazia e chiude per 7 punti a 3, aggiudicandosi il primo set per Forte dei Marmi in questa finale. Nel quarto gioco del secondo set Sonego annulla una delicata palla-break e in quello successivo è lui a strappare il servizio allo spagnolo allungando poi sul 4-2. Lorenzo continua a complicarsi la vita (qualche doppio fallo di troppo) ma riesce a difendere il break di vantaggio archiviando la pratica per 6-4 al quarto match-point.

“Era fondamentale vincere questa partita altrimenti si tornava a casa – scherza Sonego – ora dovremo dare l’anima nei doppi. Lui è un avversario duro ma ce l’ho fatta a conquistare questo punto: a Todi mi trovo benissimo e non ho mai perso. In questo periodo sto lavorando sul servizio ma anche sulla risposta e non vedo l’ora di andare in America”.

MAGER E MUSETTI CHIUDONO I CONTI – Discorso scudetto rinviato ai doppi, ma solo per poco. Con una prestazione maiuscola infatti Gianluca Mager ed un Lorenzo Musetti in versione de luxe conquistano il quarto e decisivo punto per il Park Tennis Genova battendo per 6-2 6-4, in appena 58 minuti, Stefano Travaglia e Marco Furlanetto. Un unico passaggio a vuoto della coppia ligure che nel finale del secondo set ha rimesso per un momento in corsa gli avversari restituendo il break di vantaggio ma poi hanno siglato il successo strappando il servizio a Travaglia.

Irrilevante l’esito dell’altro doppio – giocato in contemporanea – che ha visto il successo di Lorenzo Sonego ed Edoardo Graziani che hanno superato Simone Bolelli e Alessandro Giannessi, ritiratisi sul punteggio di 26 4-3. “Per me è un onore aver vinto questo doppio decisivo”, sottolinea Mager. “Per me è il primo scudetto ed è una nuova emozione – gli fa eco Musetti -. Alla fine è andata bene anche se non era facile, e stasera si festeggia”.

Finale Serie A1 BMW maschile 2020

TC Italia Forte dei Marmi – Park Tennis Club Genova 2-4
Lorenzo Musetti (P) b. Edoardo Graziani (I) 6-0 6-0
Alessandro Giannessi (P) b. Marco Furlanetto (I) 6-3 6-3
Gianluca Mager (P) b. Stefano Travaglia (I) 6-3 7-5
Lorenzo Sonego (I) b. Pablo Andujar (P) 7-6(3) 6-4
Mager/Musetti (P) b. Travaglia/Furlanetto (I) 6-2 6-4
Sonego/Graziani (I) b. Bolelli/Giannessi (P) 2-6 4-3 rit. (per risultato acquisito)

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Serie A1 femminile: Lucca scuce lo scudetto a Prato, a Todi finisce 3-0

Il derby Toscano assegna il titolo 2020: il CT Lucca vince tutti i singolari e conquista lo scudetto nella città umbra. Vittorie di Tatiana e Jessica Pieri, in mezzo quella di Bianca Turati

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Serie A1 2020 - Premiazione Circolo Tennis Lucca (foto Marta Magni)

La finale della Serie A1 BMW femminile ha incoronato il Circolo Tennis Lucca, che dopo due semifinali consecutive, stavolta può festeggiare il primo scudetto. Il team capitanato da Ivano Pieri si è imposto per 3-0 sul Tennis Club Prato, alla settima finale in otto anni (sei scudetti).

UN MATCH POI SALVATO – Nel match che ha aperto la finale/scudetto, quello tra le numero 3 dei rispettivi team, primo punto per Lucca grazie a Tatiana Pieri che ha battuto in rimonta per 2-6 7-6(4) 15-13, in due ore e 19 minuti, Lucrezia Stefanini dopo averle annullato anche un match-point.

Primo set dominato dalla 22enne di Carmignano che ha avuto qualche difficoltà solo al momento di chiuderlo mentre la 21enne lucchese ha pagato la bassa percentuale con la seconda di servizio. Più equilibrio in avvio di seconda frazione: nel terzo gioco un doppio fallo ed un rovescio di Stefanini mandano per la prima volta in vantaggio Pieri (2-1) ma per poco (2-2). Ancora break Lucca (3-2) e contro-break Prato (3-3) con Stefanini che infila tre giochi consecutivi e sale 5-3. Al momento di chiudere però la portacolori di Prato cede ancora la battuta e Lucca torna in corsa (5-5). In una fase di partita caratterizzata da diversi errori da entrambe le parti addirittura Pieri prende un break di vantaggio ma a decidere è il tie-break che Lucca si aggiudica per 7 punti a 4. Nel super tie-break decisivo Stefanini sale 4-1, 8-5 e sul 10-9 si procura una chance per chiudere ma Pieri si salva e poi si impone per 15-13 al quinto match-point.

 

“È stato un match incredibile, sono felicissima. Non so nemmeno quanti match-point ho avuto… – ha detto Pieri -. Nel primo set giocavo un po’ corto: poi dal secondo in poi ho giocato sempre meglio e lei ha iniziato a sbagliare qualcosa in più. Per Lucca era importante partire bene. Questa Serie A è stata importantissima per riprendere confidenza con il tennis agonistico dopo il lockdown”.

ALTRO SUPER TIE-BREAKBianca Turati ha poi ribaltato il pronostico superando 5-7 6-4 10-7, dopo oltre due ore e mezza di lotta, la slovacca Kristina Kucova nel match tra le numero 2.

Prima un improvviso scroscio di pioggia, poi il vento forte: condizioni di gioco tutt’altro che facili. Break in avvio per Turati ma subito contro-break per Kucova, quest’anno imbattuta in campionato. La 23enne di Como gioca due metri dietro la riga di fondo: la 30enne di Bratislava con i piedi ben piantati in campo. Nell’ottavo game la slovacca di Prato centra il break (5-3) ma in quello successivo sciupa tutto cedendo la battuta a zero con un doppio fallo finale. Nel decimo gioco Turati salva un set-point al termine di uno scambio infinito e poi è 5 pari, ma due game più tardi con uno smash piazzato Kucova sigla il 7-5. Il secondo set inizia sulla falsariga del primo. Nel quarto gioco la slovacca non sfrutta la chance per allungare 3-1 e poi inizia a complicarsi la vita nei turni di servizio innervosendosi e permettendo a Turati di prendere per tre volte un break di vantaggio (3-2 e 4-3 e 5-4): e la comasca al decimo gioco finalmente pareggia il conto dei set (6-4). A decidere ancora una volta è un combattutissimo super tie-break: Turati prende tutto e allunga sull’8-4, Kukova prova a recuperare (8-7) ma Bianca chiude per 10 punti a 7 regalando il doppio vantaggio a Lucca.

“Non ci posso credere”, le prime parole di Turati. “Siamo tutte ragazze che lottano su ogni punto…. Dopo il primo st il capitano mi ha detto che dovevo cambiare il modo di servire…. Potevamo essere 2-0 sotto ed invece siamo in vantaggio: ora speriamo che Jessica Pieri completi l’opera”.

IL TRIONFO DI JESSICA – Nella sfida tra le numero 1 ancora una sorpresa con la vittoria di Jessica Pieri che ha regolato per 6-1 6-4, in poco meno di un’ora ed un quarto di gioco, Martina Trevisan, non in grandissima giornata.

Partenza bruciante della 23enne di Bagni di Lucca che vola 4-0 giocando un tennis da favola: la 26enne fiorentina, irriconoscibile soprattutto col diritto, prova in qualche modo a contenere la sua avversaria che gioca profondo e sbaglia poco, ma Jessica Pieri con il terzo break archivia il parziale (6-1). Nel secondo set la reazione della Trevisan si concretizza in un break – il primo dell’incontro – al terzo gioco che Pieri però si riprende immediatamente (2-2). Di nuovo break Prato e contro-break Lucca per due volte (4-4). Nel nono game Pieri tiene finalmente un turno di servizio (da segnalare un pallonetto millimetrico e un gran passante) e poi con il terzo game di fila brekka ancora Trevisan e regala lo scudetto a Lucca.

Non me l’aspettavo – ammette Jessica Pieri – entrare in campo sul 2-0 è stato un bel vantaggio e sono davvero felicissima. In una stagione complicata dal coronavirus ci godiamo questo successo. Stare fuori dal campo per mesi e mesi non è stato facile per noi che siamo abituate a viaggiare tutto l’anno”.

Finale Serie A1 BMW femminile 2020

TC Prato – CT Lucca 0-3
T. Pieri (L) b. Stefanini (P) 2-6 7-6(4) 15-13
Turati (L) b. Kucova (P) 5-7 6-4 10-7
J. Pieri (L) b. Trevisan (P) 6-1 6-4

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Circoli in vista

Serie A1: tutto pronto per le finali, Genova unica intrusa nel dominio toscano

Mercoledì la finale femminile tra le campionesse in carica del TC Prato e il CT Lucca. Gli uomini in campo giovedì: il Park Tennis Genova con Mager e Musetti se la vedrà con il TC Italia Forte dei Marmi di Sonego e Travaglia

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Lorenzo Musetti (Park Tennis Genova) ai Campionati Italiani Assoluti di Todi (foto Marta Magni)

L’intenso mese dedicato alla Serie A1 di tennis sta per volgere al termine e c’è solo un capitolo che resta da scrivere, il più importante: quello della finale. Tutto si svolgerà a Todi, città umbra che già aveva ospitato gli assoluti italiani a giugno. Le prime a scendere in campo mercoledì 12 agosto saranno le donne e ancora una volta ci sarà il TC Prato, squadra campione in carica, che difenderà il titolo contro il CT Lucca in una sfida tutta toscana. “Sarà un vero derby” ha infatti notato il direttore sportivo del TC Prato Fausto Fusi. “Il capitano della squadra di Vicopelago Ivano Pieri è stato nostro giocatore per molti anni e tante giocatrici si allenano e giocano insieme. Sarà una gara equilibrata e complicata perché giocarsi lo scudetto con un team della stessa regione è qualcosa di straordinario”. Il Tennis Club Prato partirà da favorito, come dimostrano anche i risultati recenti: 7 finali negli ultimi 8 anni (andrà a caccia del settimo scudetto della sua storia).

Mercoledì dunque i match in programma dovrebbero vedere di fronte nel primo incontro, alle 12, Tatiana Pieri (CT Lucca) contro Lucrezia Stefanini (TC Prato) e a seguire le numero due Bianca Turati (CT Lucca) e Cristina Kucova (TC Prato). Per ultime scenderanno in campo Jessica Pieri (CT Lucca) e Martina Trevisan (TC Prato prima del doppio. L’attaccamento alla maglia e soprattutto la voglia di far parte di questa squadra è davvero incredibile ha spiegato il presidente del TC Prato Riccardo Marini. “Kucova doveva giocare un torneo WTA e ha annullato tutto per essere della partita. Questo per noi è un segnale forte. Inoltre porteremo tutte le ragazze under che quando chiamate si sono fatte trovare pronte”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il capitano del TC Prato Gianluca Rossi: “Sapere che Kucova sceglie il campionato a squadre anziché un torneo internazionale è sufficiente per capire cosa significa per lei giocare per questo club inoltre avere due giocatrici che hanno sempre difeso i colori del TC Prato come Martina Trevisan e Lucrezia Stefanini e hanno giocato campionati giovanili e ora affrontano un’altra finale scudetto è la dimostrazione che c’è tanto entusiasmo e la partita sarà molto sentita perché le ragazze si conoscono“.

TC Prato

Anche nella finale maschile si affronteranno due squadre di grande prestigio, tanto che ci saranno quattro dei cinque giocatori scesi in campo nell’ultima sfida di Coppa Davis dell’Italia contro la Corea del Sud a Cagliari. Gianluca Mager e Simone Bolelli difenderanno i colori del Park Tennis Genova mentre Lorenzo Sonego e Stefano Travaglia saranno tra le fila del TC Italia Forte dei Marmi. Quest’ultima squadra ha eliminato in semifinale i campioni in carica del Selva Alta Vigevano in una sfida equilibratissima, ma questo non sembra bastare per poterli considerare i favoriti per la finale. Possono sì contare su due top 100 come Sonego (46) e Travaglia (86) ma Genova dalla sua, oltre a Mager (79), ripone molta fiducia nel giovane Lorenzo Musetti il quale magari non sarà proprio Federer come ha suggerito Gianluca Naso, tuttavia potrà sicuramente essere decisivo in questa sfida che partirà giovedì 13 agosto alle ore 11.

 

Le finali di Serie A1 saranno trasmesse in diretta su SuperTennis. La finale maschile si giocherà in contemporanea su due campi: gli incontri in programma su quello principale andranno in diretta sul canale tv della FIT, quelli sul campo secondario potranno essere seguiti in diretta streaming sulle pagine Facebook di SuperTennis e Federtennis.

FINALE FEMMINILE – mercoledì 12 agosto (inizio alle ore 12 su un solo campo)

  • singolare tra le n.3
  • singolare tra le n.2
  • singolare tra le n.1
  • eventuale doppio
  • eventuale doppio di spareggio

FINALE MASCHILE – giovedì 13 agosto (inizio alle ore 11)

  • su due campi in contemporanea singolare tra i n.4 e singolare tra i n.3
  • a seguire sul campo principale singolare tra i n.2 e singolare tra i n.1
  • a seguire su due campi in contemporanea primo doppio e secondo doppio
  • a seguire sul campo principale eventuale doppio di spareggio

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