Non ci sarà tennis in Cina nel 2020: ATP e WTA hanno cancellato lo swing cinese

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Non ci sarà tennis in Cina nel 2020: ATP e WTA hanno cancellato lo swing cinese

Spariscono dal calendario il 1000 di Shanghai e l’ATP 500 di Pechino. Conseguenze pesantissime per la WTA, che perde le Finals di Shenzhen. La Race sarà cancellata

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 Foto da Twitter @WTA

Si attendeva solo l’ufficialità, dopo le ultime indiscrezioni piuttosto corpose, ed è arrivata poco prima dell’alba europae. Lo swing cinese è stato cancellato, sia in ATP che in WTA, per via delle disposizioni governative che erano sembrate già assai stringenti quando era trapelato il documento della General Administration of Sport of China che di fatto cancellava tutti gli eventi sportivi internazionali sul suolo cinese ad accezione dei trial di preparazione alle Olimpiadi invernali di Pechino 20220. Nel 2020 non ci sarà dunque tennis in Cina, una decisione che investe soprattutto il circuito femminile che rimarrà privo di WTA Finals quest’anno e dunque della Race to Shenzhen, che viene cancellata.

ATPSpariscono dal calendario maschile l’ATP 500 di Pechino, il Masters 1000 di Shanghai e gli ATP 250 di Chengdu e Zhuhai, già assai traballanti per via del loro status di tornei minori e per il fatto di essere stati messi in stand-by dal nuovo calendario di settembre, dove hanno trovato posto i tornei europei sulla terra battuta non disputati tra maggio e giugno.

WTA – Gli effetti principali, però, si vedranno nel circuito femminile sia per numero che per incidenza economica dei tornei. Basti pensare che la WTA si è trovata a cancellare ben sette eventi, comprese le Finals che si sarebbero dovute disputare a Shenzhen. Questa la lista dei tornei rimossi dal calendario del 2020:

 
  • 12/10 – China Open (Beijing)
  • 19/10 – Dongfeng Motor Wuhan Open
  • 19/10 – Jiangxi Open (Nanchang)
  • 26/10 – Zhengzhou Open
  • 9/11 – Shiseido WTA Finals Shenzhen
  • 16/11 – Hengqin Life WTA Elite Trophy Zhuhai
  • 23/11 – Guangzhou Open

I COMUNICATI – “Il nostro approccio per affrontare la pandemia è sempre stato quello di seguire le direttive locali per l’organizzazione dei tornei“, ha dichiarato il chairman dell’ATP Andrea Gaudenzi. “Annunciamo con grande dispiacere che quest’anno non si disputeranno tornei ATP in Cina. Questi eventi sono stati delle tappe fondamentali dello swing asiatico e voglio ringraziare gli organizzatori per l’impegno e la cooperazione. I tifosi cinesi sono tra i più appassionati del mondo e so che i giocatori non vedono l’ora di avere l’opportunità di giocare di fronte a loro“. Nel comunicato si legge inoltre l’intenzione di aggiornare in calendario nelle prossime due settimane con l’obiettivo di portare il circuito fino alle Finals di Londra.

Siamo estremamente dispiaciuti che i nostri eventi in Cina non avranno luogo quest’anno” gli fa eco Steve Simon, che della WTA è sia chairman che CEO (e non vorremmo essere al suo posto, adesso). Neanche troppe ore fa aveva dichiarato di nutrire un 50% di speranza che si sarebbe giocato in Cina, ma questa percentuale è rapidamente crollata a zero. “Sfortunatamente la decisione include la cancellazione delle Finals e di conseguenza della Race to Shenzhen. Rispettiamo la decisione che è stata presa e riconosciamo lo sforzo significativo dei nostri tornei nel corso di questo processo. Condividiamo il disappunto di tutti quelli che non vedevano l’ora che questo swing andasse in scena e apprezziamo il supporto costante dei tifosi, dei partner e dell’intera regione e continuiamo a lavorare per la parte restante della stagione 2020“.

Nei prossimi giorni avremo modo di quantificare l’impatto di questa cancellazione sulle casse della WTA – sappiamo già che circa il 60% del budget annuale dell’associazione del tennis femminile è rappresentata dagli introiti delle Finals – ma una cosa è certa: se la pandemia ha assestato un primo colpo alla salute dello sport e del tennis in particolare, questa decisione rischia di provocare conseguenze davvero distruttive per gli equilibri economici della WTA.

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ATP

Il nuovo calendario ATP 2020: Amburgo prima di Parigi, si chiude con le Finals

Amburgo prima del Roland Garros, San Pietroburgo promosso ad ATP 500

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Non c’è ancora l’ufficialità ma l’ATP sembra aver pronto il calendario per l’autunno 2020 che dovrebbe portare fino alle Finals di Londra a metà novembre:

Le indiscrezioni raccolte parlano dell’inserimento del torneo ATP 500 Amburgo nella settimana antecedente al Roland Garros, dopo l’anticipo di Roma al 14 settembre. Saltato completamente lo swing cinese, si giocherà indoor in Europa con San Pietroburgo che viene promosso ad ATP 500 dopo la cancellazione di Basilea.

Questo il calendario nel dettaglio:

 

22/08: ATP Masters 1000 Western&Southern Open (New York)
31/08: US Open
07/09: ATP 250 Kitzbuhel
14/09: ATP Masters 1000 Roma
21/09: ATP 500 Amburgo
27/09: Roland Garros
12/10: ATP 500 San Pietroburgo
19/10: ATP 250 Anversa e ATP 250 Mosca
26/10: ATP 500 Vienna
02/11: ATP Masters 1000 Parigi-Bercy
09/11: ATP 250 Sofia
15/11: ATP Finals (Londra)

La classifica ATP al momento ancora congelata, tornerà a muoversi lunedì 31 agosto dopo la conclusione del Masters 1000 a Flushing Meadows.

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Halep a fatica se la cava di nuovo a Praga, solida Bouchard

La n. 2 del mondo accusa un dolore alla spalla ma vince lo stesso in rimonta contro la wild card Krejcikova. Vittoria sofferta e convincente per Bouchard

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Ancora il grande caldo a Praga, intervallato da forte folate di vento, ha caratterizzato la giornata di mercoledì dedicata ai secondi turni. È scesa di nuovo in campo la numero 1 del tabellone Simona Halep e come accaduto nel suo precedente incontro, ha trovato dall’altra parte della rete una tennista in grande forma e per avere la meglio ha dovuto far ricorso a tutte le sue energie. L’avversaria in questo caso è stata la ceca Barbora Krejcikova, attuale n. 118 ed ex numero 1 di doppio che ha fatto valere alla grande le sue doti sotto rete.

CHE FATICA HALEP – La tennista di casa ha effettuato un’ottima preparazione durante i torni di esibizione vincendo ben 10 partite sulla terra battuta, e contro Halep ha adottato uno stile molto aggressivo a partire dalla risposta. La romena raramente è riuscita a tenere in mano il controllo degli scambi e anche in difesa ha sofferto molto, sopratutto sul lato del rovescio. La wild card locale ha giocato una partita superba vincendo il primo set in un battibaleno, e anche nei momenti di difficoltà attraversati nel secondo set si è fatta valere. In quel caso Halep si era portata prepotentemente in vantaggio 5-2, ma la disinvoltura di Krejcikova mista ad un’eccessiva titubanza da parte della romena avevano riaperto i giochi. La consueta tenacia di Halep è stata fondamentale per riuscire a chiudere il secondo set alla sesta occasione ma è sempre stata la ceca a dettare il gioco e a sembrare molto più a suo agio in campo.

Col passare dei game è emerso anche un problema fisico per l’attuale n. 2 del mondo la quale, tra secondo e terzo set, ha fatto ricorso all’intervento della fisioterapista per un dolore tra la spalla destra e il collo (ripetuto poi al cambio campo successivo); la prolungata inattività interrotta bruscamente con due partite tanto dispendiose sicuramente non avranno giovato al suo fisico. Nel parziale decisivo c’è stata comunque un’ulteriore svolta nel match: tutto lasciava supporre un dominio della tennista ceca, ma una volta sfumata la chance del 3-0 per Krejcikova, l’indomita Halep si è rimessa sui binari giusti e con 6 game consecutivi ha portato a casa la partita dopo 2 ore e 7 minuti.

 

Se questo torneo deve essere l’ago della bilancia per decretare la presenza o meno di Halep agli US Open, al momento la sua preparazione non sembra ottimale. Mentalmente oggi è riuscita a ribaltare una partita che sembrava già persa ma sul piano fisico è apparsa ancora troppo incerta. Il terzo turno contro la lucky loser Magdalena Frech dovrebbe dargli un po’ più di respiro e sarà forse più facile fare una valutazione della sua condizione.

SOLIDA BOUCHARD – Ad aprire la giornata alle 11:00 era stata un’altra wild card, Eugenie Bouchard scesa attualmente alla posizione n. 322 del ranking. Dopo l’agevole vittoria nel primo turno, è arrivato un’altro successo convincente per lei ma questa volta molto più sudato. La canadese ha infatti battuto Tamara Zidansek per 7-6(2) 6-7(2) 6-2 in 2 ore e 52 minuti dopo un incontro sfiancante. Entrambe hanno impostato la loro partita col gioco da fondo e solo ogni tanto la slovena tentava delle variazioni con la smorzata di dritto. Il grande equilibrio – testimoniato anche dalla durata del primo set, 71 minuti – è svanito durante i due tie-break dominati rispettivamente il primo dalla canadese e il secondo dalla slovena. In più occasioni Bouchard ha sperperato un vantaggio tanto faticosamente conquistato, ma alla lunga è stata lei ad avere il maggior controllo delle operazioni e ha mostrato un atteggiamento decisamente positivo, supportato da un’ottima prestazione alla battuta. Ad ogni errore ha sempre reagito con determinazione e la sua superiorità è emersa nel parziale decisivo

Risultati secondo turno

[WC] E. Bouchard b. T. Zidansek 7-6(2) 6-7(2) 6-2
[LL] M. Frech b. A. Rus 6-3 2-6 6-4
[1] S. Halep b. [WC] B. Krejcikova 3-6 7-5 6-2
I. C. Begu b. [LL] L. Kung
S. Sorribes Tormo b. L. Siegemund 6-2 6-3

Il tabellone completo

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Flash

WTA Lexington: Serena si aggiudica il ‘derby’ con Venus

Vittoria in rimonta per Serena Williams che batte per la diciannovesima volta la sorella Venus

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Serena Williams a Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)

Un’altra maratona per Serena Williams e un’altra vittoria in voltata al Top Seed Open di Lexington in Kentucky. Questa volta però l’affermazione è arrivata contro sua sorella Venus, nel trentunesimo confronto diretto tra le due giocatrici che hanno segnato un cambiamento epocale nel tennis e che nonostante l’anagrafe segni 39 anni per Serena e 40 per Venus (solo altri due match nella storia della WTA sono stati più “vecchi” di questo) continuano a regalare ottimo tennis ai loro tifosi.

La partenza è stata estremamente problematica per Venus Williams, che ha impiegato diversi games a trovare il suo movimento di servizio, leggermente modificato nel corso degli ultimi mesi senza tennis, andando subito sotto 0-2 e costretta a salvare tre palle per lo 0-3. Trovato il ritmo sulla battuta, però, nel primo parziale Venus ha fatto valere una maggiore consistenza da fondocampo, approfittando della mobilità sulla linea di fondo non ancora al meglio da parte di Serena.

Nel secondo set la 23 volte campionessa di Slam ha trovato molta più assistenza dalla sua battuta, con la quale ha ceduto solamente otto punti su 28 nel corso dei suoi turni di battuta, ottenendo l’unico break del set al sesto gioco (dopo ben quattro occasioni sfumate) e pareggiando i conti dopo 1 ora e 32 minuti di gioco.

 

Il terzo set ha visto ben quattro break nei primi sei giochi, con Serena molto più solida negli scambi da fondo, pronta a tenere il palleggio sulle diagonali e chiudere con il vincente alla prima occasione. Entrambe le giocatrici hanno messo sotto grande pressione la seconda di servizio dell’avversaria entrando appena possibile per chiudere subito il punto: nessuna ha avuto percentuali nemmeno vicine al 50% nei punti giocati con la seconda, e soprattutto Serena ha ottenuto un paio di punti molto importanti in questo modo durante il nono, decisivo game, nel quale ha strappato il servizio alla sorella per andare a servire per il match.

Ho dovuto aumentare il livello negli ultimi due giochi – ha spiegato Serena alla stampa – sentivo di doverlo fare per chiudere la partita. Non mi ero accorta di essere stata sotto 2-4 nel terzo set, e questo è un buon segno. Credo che la partita sia stata di alto livello, Venus sta giocando benissimo, il suo coach Eric ha fatto un gran lavoro con lei, ci sono stati molti scambi lunghi, a tratti abbiamo servito molto forte e poi abbiamo iniziato a spingere con la risposta. È la prima volta che sono a un torneo senza la pressione di vincere, non mi aspetto niente, ed è una sensazione strana”.

Ho giocato ad alto livello per tutta la mia vita, quindi mi aspetto di giocare bene – ha commentato Venus – Tutto considerato credo di aver giocato bene, è stato un buon inizio dopo una pausa così lunga”.

Serena Williams ha terminato la partita rimontando da 2-4 nel set finale, mettendo a segno 14 ace al suo attivo, e vincendo il centesimo match in carriera dopo aver perso il primo set (100 vinte e 110 perdute, 49,7%, la migliore percentuale del circuito) e conquistando i quarti di finale dove affronterà la connazionale Shelby Rogers che si è imposta in due set sulla qualificata canadese Leylah Fernandez.

Tutti i risultati:

J. Teichmann b. [5] Y. Putintseva 6-2 6-2
[1] S. Williams b. V. Williams 3-6 6-3 6-4
C. Bellis b. J. Pegula 6-3 6-2
[WC] S. Rogers b. [Q] L. Fernandez 6-2 7-5

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