WTA Palermo: Giorgi in rimonta, sono tre le azzurre ai quarti di finale

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WTA Palermo: Giorgi in rimonta, sono tre le azzurre ai quarti di finale

Camila perde il primo parziale contro la slovena Juvan poi viene fuori alla distanza. Ma quanti errori e quanti patemi. Raggiunge Errani e Cocciaretto, che sfiderà Kontaveit. Passa la n.1 Martic

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)
 

È la solita Camila Giorgi, nel bene e nel male, quella che supera in rimonta la 19enne slovena Kaya Juvan, n.121 del ranking mondiale, con lo score di 3-6 6-2 6-4 in due ore di gioco nel suo match di secondo turno al torneo di Palermo, il primo dell’era post-Covid per la WTA. Sprazzi di un tennis dominante, con vincenti a raffica, e passaggi a vuoto, causati anche dagli eccessivi rischi che il suo gioco comporta. Alti e bassi, non solo all’interno della stessa partita ma anche dello stesso set. Alla fine, comunque basta per piegare la resistenza della combattiva e promettente Juvan, debilitata anche da qualche dolore alla schiena nelle fasi finali del match. “Per me è stata una bella partita; lei non mi ha messo in difficoltà, sono io che ci ho messo un po’ a entrare in partita ed ero sempre io a sbagliare. Avevo il punto sempre in mano, infatti nel terzo ho set ho dominato” ha detto Camila dimostrato buona sicurezza a fine partita.

La tennista di Macerata approda così ai quarti di finale del torneo siciliano, insieme alle altre italiane Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto. Affronterà Dayana Yastremska che ha battuto facilmente Oceane Dodin. 

IL MATCHAvvio di incontro spumeggiante per Camila che mette pressione alla sua avversaria in risposta e la infilza sia di dritto che di rovescio con grande facilità. Juvan però non si scompone, mantiene basso il numero degli errori e si riprende subito il break di svantaggio pareggiando sul 2 a 2. Giorgi invece perde verve e cede il servizio nel settimo gioco. La slovena conferma il vantaggio e approfitta di un orrendo turno di servizio da parte di Giorgi, concluso con un doppio fallo, per conquistare il primo set per 6-3. Rinfrancata dal set di svantaggio, Juvan ora gioca tranquilla, mostrando un gioco solido e dalle soluzioni tecniche talvolta interessanti. Giorgi ha però il merito di non andare via di testa. Ne vengono fuori una serie di giochi lottati al termine dei quali è Camila a venire fuori con un break sul 2 pari. L’azzurra vince altri 3 game e rimanda tutto al set decisivo. 

 

Juvan nella pausa chiama l’intervento del fisioterapista per un dolore nella parte inferiore della schiena. Sfruttando l’inerzia e i fastidi fisici dell’avversaria, Giorgi va subito avanti sul 3 a 0. A causa di un passaggio a vuoto perde uno dei due break, ma poi lo recupera immediatamente portandosi sul 5 a 1. La partita sembra ormai indirizzata definitivamente con Juvan che comincia a buttare via gli scambi. Giorgi però pecca in quanto a killer instinct, commettendo una serie di errori inopinati che riportano la giovane balcanica incredibilmente sotto, fino al 5 a 4. Nonostante anche un po’ di malcelata tensione, Giorgi riesce al secondo tentativo a tenere il servizio, ottenendo la vittoria in un match che ha messo in mostra i soliti pregi e difetti della marchigiana. Il Covid-19 ha cambiato il mondo, ma non Camila Giorgi. 

Camila Giorgi – Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

GLI ALTRI MATCH – Negli altri due match di giornata, vittorie in rimonta per la teste di serie per Petra Martic e Anett Kontaveit, rispettivamente n.1 e n.4 del seeding. A far sudare la croata è la Liudmila Samsonova, n.117 del ranking WTA, russa di nascita ma italiana d’adozione, che a causa di un passaporto mai arrivato da qualche anno purtroppo non veste più i colori azzurri. Primo set equilibratissimo e tutto giocato sui servizi, a dir il vero notevoli per gli standard femminili delle due tenniste. Avanti 5 a 4, Samsonova ha sei occasioni per portarsi a casa il set in risposta (di cui tre consecutive) ma Martic si salva. La 21enne russa però non accusa il colpo, e dopo aver tenuto a fatica il proprio turno di battuta riesce finalmente a conquistare il parziale per 7 giochi a 5.

Parte meglio la 29enne di Spalato nel secondo set, mettendo a segno il break in apertura. C’è però equilibrio in campo e Samsonova si riporta sotto sul 4 pari. La russa però non conferma il vantaggio in uno sciagurato game di servizio a zero e Martic vince il set per 6-4. Nel secondo set la favorita del seeding dilaga con due break, nel terzo e nel settimo gioco. La tennista balcanica vince il parziale per 6-2 dopo poco meno di due ore e mezza di gioco e va ai quarti. Affronterà la bielorussa Aliaksandra Sasnovich, come Samsonova proveniente dalle qualificazioni, giustiziera della nostra Jasmine Paolini al secondo turno. 

Maggiormente pronosticabili le difficoltà incontrate da Kontaveit contro la tedesca Laura Siegemund, ex top 30, tennista dal gioco potente e vario. Ed è proprio grazie a questo mix che la veterana tedesca, allenata dal siciliano Antonio Zucca, mette subito la testa avanti nel primo parziale. Kontaveit recupera sul 2 pari ma la sua avversaria è più pimpante e può fare affidamento su un maggior numero di soluzioni tecniche. Siegemund si prende un altro break e sale 4 a 2. A spianarle la strada è la stessa estone la quale con un game di servizio da tre doppi regala il primo set per 6-3.

Kontaveit cambia marcia nel secondo parziale: più incisiva sia di dritto che di rovescio e meno fallosa da fondocampo. E gli equilibri in campo si alterano radicalmente. La n.4 del seeding si invola facilmente sul 3 a 0 pesante. Siegemund recupera un break e si riporta sotto. Kontaveit però è padrona del campo: strappa ancora il servizio all’avversaria nel settimo gioco e si prende il set per 6-2. L’estone mette subito la testa avanti nel parziale decisivo. La tedesca non molla e rimane agganciata. La n.22 del mondo dà la spallata decisiva sul 5 a 2. Un’indomita Siegemund annulla quattro palle break ma deve cedere sulla quinta. Sarà dunque, Kontaveit l’avversaria di Elisabetta Cocciaretto ai quarti: un’altra Top 30 da sfidare, un’altra montagna da scalare. Ma la teenager di Porto San Giorgio ha già dimostrato in questo torneo di non farsi intimorire facilmente. 

Risultati:

[1] P. Martic b. L. [Q] Samsonova 5-7 6-4 6-2
[4] A. Kontaveit b. L. Siegemund 3-6 6-2 6-2
C. Giorgi b. [Q] K. Juvan 3-6 6-2 6-4
D. Yastremska b. O. Dodin 6-2 6-4

IL TABELLONE COMPLETO

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Vagnozzi su Sinner: “Con i migliori scende in campo per vincere”

Il coach marchigiano sul giovane altoatesino Jannik Sinner: “Siamo contenti dell’aspetto tattico e atletico”

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Simone Vagnozzi - Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Jannik Sinner è uscito agli ottavi di finale dell’ultimo Australian Open, ma sono più i messaggi positivi che l’attuale numero 17 del mondo può prendersi dal primo Major stagionale, avendo perso in cinque set contro il finalista del torneo Stefanos Tsitsipas, mostrando netti progressi nell’annata svolta in collaborazione con l’allenatore Simone Vagnozzi, oltre al contributo del “super-coach” Darren Cahill. Proprio l’ex coach di Marco Cecchinato e Stefano Travaglia ha parlato del giocatore di Sesto Pusteria in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport: “Sinceramente non ci interessa giocarcela con onore contro i top 5. Siamo scesi in campo per vincere, consapevoli di aver lavorato duramente nelle settimane invernali. Si è trattato di un match particolare, a un anno esatto di distanza da quando abbiamo iniziato a lavorare e da quando aveva affrontato lo stesso Tsitsipas, quindi è inevitabile che ci fosse un po’ di pressione. E infatti nei primi due set avrebbe potuto fare sicuramente qualcosa di più, però ci è andato davvero vicino, come era accaduto nelle ultime tre occasioni”.

Vagnozzi su Sinner: “La forza mentale di Jannik è la sua arma in più”

Vagnozzi ha spiegato lo sviluppo di Sinner avvenuto nella scorsa stagione, sia dal punto di vista atletico che dal punto di vista tattico: “Sicuramente siamo molto contenti dell’aspetto atletico su cui abbiamo lavorato tantissimo. Prima Jannik arrivava in fondo agli scambi lunghi in debito di ossigeno. Solo la sua grande forza mentale gli permetteva di chiudere il punto. Ora arriva più fresco e quindi più lucido per fare la scelta migliore”.

Quando Tsitsipas è entrato in campo si è visto che aveva un piano ben preciso. Jannik gioca bene d’istinto ma a volte è importante anche mettere in campo degli schemi. Lui fa un po’ fatica a far convivere i due aspetti. È costretto a piegare il suo istinto alla logica e per questo di fronte a scelte giuste, magari sbaglia il colpo. È un percorso che darà i suoi frutti, insieme al lavoro che continuiamo a fare sul servizio e sulla parte atletica. Lo scorso anno siamo stati fermati spesso da tanti piccoli intoppi, ora Sinner è integro fisicamente e possiamo finalmente allenarci con continuità“.
Vagnozzi ha infine confermato che rivedremo in campo Sinner a Montpellier, Rotterdam e Marsiglia sull’indoor europeo a febbraio, prima di volare negli Stati Uniti per i 1000 di Indian Wells e Miami: una programmazione fitta per trovare continuità nelle competizioni dopo i tanti problemi della scorsa stagione.

 

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È arrivata l’ora di un campione Slam italiano? I bookmakers puntano su Sinner e Berrettini già per il 2023

Nonostante il difficile Australian Open, c’è molta fiducia su un successo major per i tennisti italiani già in questa stagione

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @atptour)

Sono passati pochi giorni dalla fine dell’Australian Open 2023. Il primo slam stagionale ha incoronato nuovamente Novak Djokovic, per ben dieci volte padrone di Melbourne, un dominio difficile da replicare. Infatti l’unico altro giocatore ad andare in doppia cifra in un torneo dello Slam è stato Rafael Nadal, dominatore incontrastato sul rosso di Parigi visti i 14 trionfi al Roland Garros. Occorre sottolineare come dal primo successo di Djokovic nel 2008, l’Australian Open è sempre stato terra di conquista per i Big3. L’unico ad interrompere questo dominio è stato Stan Wawrinka che nel 2014 conquistò il suo primo slam.

Non sorprende quindi che nessuno della nuova generazione sia riuscito ad infrangere questo tabù. A conferma di ciò basta dare un’occhiata al bilancio tutt’altro che onorevole nelle finali Slam fra esponenti della “generazione ‘80”, guidata da Djokovic e Nadal e la “generazione ‘90”. Se Djokovic ha dominato Down Under, l’Australian Open per i colori italiani è stato tutt’altro che entusiasmante (se volete vedere i voti che abbiamo dato vi consigliamo le pagelle del nostro Antonio Garofalo). Il bilancio evidenzia come solo Sinner sia stato in grado di approdare alla seconda settimana. Ad arrestare la corsa del tennista altoatesino ci ha pensato negli ottavi il futuro finalista Tsitsipas. Sinner, tuttavia, ha fatto sudare le cosiddette sette camicie al tennista greco portandolo al quinto set.

Per gli altri italiani sono arrivate uscite premature e dolorose: Musetti è stato rispedito a casa al quinto set dal rientrante Lloyd Harris. Stessa sorte è toccata a Berrettini per mano di Andy Murray. Un primo slam avaro di soddisfazione che tuttavia non impedisce di poter sognare che questo sia l’anno giusto per conquistare un trionfo in un Major, nonostante le difficoltà per le nuove leve di affermarsi in un contesto dominato dai Fab4.

 

Lo dimostrano le previsioni fornite dagli analisti di Goldbet. Colui che ha più chance di conquistare il suo primo titolo in un torneo del Grande Slam è Jannik Sinner. Il tennista altoatesino nonostante sia un classe 2001 può già vantare i quarti di finale in tutti e quattro i Major e chissà come sarebbe potuto andare lo US Open 2022 se la sfida con Alcaraz ai quarti avesse avuto un esito diverso.

Puntare su un titolo Slam di Jannik Sinner paga ben 5 volte la quota. Leggermente più alta la quota di Matteo Berrettini. Un successo del tennista romano verrebbe pagato 6 volte la quota. Matteo, così come Jannik, ha conquistato i quarti in tutti e quattro gli slam, spingendosi più avanti in tre dei quattro tornei. Infatti, Berrettini ha conquistato le semifinali in Australia e a New York, ma soprattutto è il solo italiano ad aver giocato la finale di Wimbledon.

E proprio lo slam londinese sembra il più adatto al gioco del tennista romano. Quattro dei sette titoli presenti nel palmares di Berrettini sono, infatti, arrivati sull’erba, con i due successi al Queen’s e gli altri due di Stoccarda. Nel breve periodo il primo obiettivo per Matteo rimane quello di scalare la classifica che al momento lo vede fuori dai primi 20.

Più complicato immaginare un trionfo del neo-numero 2 d’Italia Lorenzo Musetti. Il tennista di Carrara ha appena fatto l’ingresso in top 20 ma negli Slam deve ancora ingranare. In Australia per il secondo anno consecutivo si è fermato al primo turno. Anche sull’erba londinese non è mai approdato al secondo round. L’unico slam che lo ha visto raggiungere la seconda settimana è stato il Roland Garros e proprio sul rosso, ad Amburgo, Lorenzo ha conquistato il suo titolo più importante ai danni di Carlos Alcaraz. Un successo slam di Musetti in questo 2023 verrebbe pagato ben 26 volte l’importo scommesso.

Negli ultimi tre anni l’unico slam a regalare sorprese è stato quello di Flushing Meadows – con tre neo-campioni slam consecutivi, essendo tuttavia quello che ha vissuto di situazioni estemporanee come la squalifica di Djokovic nel 2020 nel match contro Carreno, e l’impossibilità del tennista serbo di mettere piede nel suolo statunitense lo scorso anno. Non ci resta che vedere se sarà il 2023 l’anno che rivedrà la bandiera italiana sventolare per un trionfo Slam di un alfiere italiano, nel frattempo speriamo che la stagione prenda una piega positiva dopo la falsa partenza nella terra dei canguri.

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Circoli in vista

Pietro Romeo Scomparin e il successo nei tornei Open: “In due anni punto a fare il salto” [ESCLUSIVA]

Il 21enne veneto ha vinto l’Open Rodeo di Mirano e sta preparando la stagione del suo decollo. “Mi piace sciare ma non sono bravo come Sinner”

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Scomparin Pietro - Foto Padova Oggi

Nel penultimo week-end di gennaio a Mirano è andata in scena la sesta edizione del ‘Rodeo Aquarius FITP’ riservato ai seconda categoria, primo appuntamento dell’anno nel club Miranese, con più di 40 partecipanti provenienti da svariate regioni d’Italia. L’ha spuntata il vicentino Pietro Romeo Scomparin che in finale ha avuto la meglio su un ottimo Riccardo Parravicini, classificato 2.6 e tesserato per il TC Padova. Il tennista veneziano infatti ha dato parecchio filo da torcere al più titolato avversario (classificato 2.2), arrivando anche ad avere un set point nel primo set. Lo avesse messo a segno forse il match avrebbe raccontato una storia diversa, ma il 21enne Scomparin, tesserato per il Tennis Villafranca, è riuscito a salvarsi e a rimettere la partita sui giusti binari fino a concludere col punteggio di 5-4(3) 4-1.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il vincitore per avere un suo commento.

Buongiorno Pietro, disturbiamo?

 

Assolutamente no, oggi sono stato a sciare ad Asiago con mio padre e mio fratello e adesso stiamo tornando a casa. Lo sci mi piace moltissimo, tanto che da piccolo facevo le gare.

Un emulo di Sinner dunque?

No, no (ride, ndr), non ero così forte come lui. Diciamo che me la cavavo.

Come te la cavi anche con la racchetta in mano. Nella tua zona fai letteralmente man bassa di Open.

(ride, ndr), effettivamente ne vinco abbastanza. L’anno scorso ho vinto quattro tornei e pure questa stagione è iniziata nel migliore dei modi con la vittoria a Mirano. Anche se qui purtroppo come testa di serie n.1 ho disputato solo una partita mentre avrei bisogno di giocare molto di più per preparare le prossime trasferte.

C’era un premio in denaro?

No, gli unici benefit sono stati che non ho pagato l’iscrizione e che alla fine mi hanno regalato del materiale del Circolo.

Parlavi delle tue prossime trasferte.

In febbraio sarò ad Antalya (Turchia), in marzo invece in Croazia e ad aprile a Palmanova (Spagna).

Riprendi dunque l’esperienza nei tornei Futures che avevi cominciato nel 2022 quando hai giocato 30 partite (con 19 vittorie), raggiungendo tre volte il tabellone principale. Poi ti sei fermato, come mai?

Sì, nei primi mesi ho avuto un buon rendimento, conquistando anche il mio primo punto ATP al Cairo. Poi ho interrotto perché ho cambiato allenatore e mi sono trasferito al Tennis Villafranca. Poi ho anche studiato disperatamente inglese perché mi erano arrivate un paio di proposte di borsa di studio dai College USA. Solo che era richiesto un livello linguistico C1 (il secondo più alto dopo il C2, ndr) e io sono riuscito ad ottenere solo un B2. Così non sono andato (ride, ndr).

Hai detto che ti sei trasferito a Villafranca. Con chi ti alleni?

Con Marco Speronello che come vincitore di Open avrebbe parecchie cose da insegnarmi (ride, ndr).

Con il Villafranca giochi la B2?

Quest’anno non più perché farò la B1 con Schio e probabilmente la prossima stagione giocherò in A2 con Bassano.

La tua superficie preferita?

La terra, però adesso mi sto allenando parecchio sul veloce a Treviso perché il primo torneo sarà a Ortisei per le pre-qualificazioni BNL e lì non solo il superficie è molto rapida ma saremo anche in quota.

Sempre sulle orme di Sinner. A proposito di giocatori forti hai mai giocato con qualcuno di loro?

Con Sinner cinque anni fa ci palleggiai in Grecia quando lui stava iniziando a fare i primi ITF.

E con gli altri ragazzi della cosiddetta new wave italiana?

Non è che tennisticamente li conosca tanto bene perché da piccolo non ero forte come loro. Tanto per dire a 16 anni ero ancora terza categoria. Ho giusto incrociato Bellucci all’Open di Trissino un anno e mezzo fa quando lui vinse battendo in finale Speronello (da cui io persi in semifinale) che era sopra 6-4 4-1 e poi finì per perdere 7-6 al terzo.

Adesso non stanno attraversando un momento particolarmente brillante.

Ci sta perché nel tennis non è facile tenere costantemente un livello alto. Poi ci sono vari fattori che possono influire: infortuni, cambio di allenatore, la famiglia. Quindi non è mai un processo rettilineo.

Tu comunque li vedi tutti in top 100?

Certamente, hanno tutti il livello per ottenere quei risultati.

E tu invece che ambizioni hai?

Per quest’anno mi piacerebbe arrivare al n.600 ATP. L’anno prossimo magari arrivare a 300/400 per poi fare il salto.

Parliamo anche di un eventuale piano B. La scuola?

Ho fatto il Liceo Scientifico Scienze Applicate, i primi quattro anni frequentando e l’ultimo online perché viaggiando non ci riuscivo più.

Grazie Pietro, speriamo tu ci dia occasione di scrivere ancora di te.

Farò il possibile (ride, ndr) e intanto grazie per l’interesse.

Segui su Instagram: @massimogaiba

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