39 anni in cinque rovesci: buon compleanno, Roger Federer

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39 anni in cinque rovesci: buon compleanno, Roger Federer

Oggi Roger Federer compie 39 anni. Non lo vedremo in campo fino al 2021. per questo scegliamo di ripercorrere la sua carriera attraverso cinque tra i suoi rovesci più iconici

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Roger Federer - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)
 
 

Trentanove anni e non sentirli: buon compleanno a Roger Federer, professionista dal 1998 – sono più di vent’anni di carriera – eppure ancora tra i migliori giocatori del mondo. Le invenzioni del fuoriclasse svizzero, le sue vittorie e persino le sue sconfitte trascendono ormai la dimensione tennistica per divenire epica, quasi magia. Nel giorno del suo 39° compleanno, cerchiamo di raccontare il suo lungo percorso da una prospettiva diversa.

Scegliamo di farlo celebrando non i suoi colpi più reclamizzati, il servizio o il diritto inside-out, che gli hanno dato tante vittorie, ma focalizzando il nostro sguardo sul rovescio, che in alcuni momenti della sua carriera è sembrato un suo punto debole – soprattutto di fronte al dritto così carico di top spin di Nadal. Un colpo che invece, soprattutto in questo finale di carriera, è tornato a rivestire un ruolo cruciale nel piano tattico di Fedeer.

Proviamo insomma a seguire il percorso di un alieno del tennis attraverso l’evoluzione del suo colpo forse più elegante e più fragile, potremmo dire più umano: una cavalcata che ci porterà ad attraversare venti anni di questo sport, dal 2001 al 2019.

 

1. Federer vs Sampras Wimbledon 2001

Il 2 luglio 2001 brilla il sole sul campo centrale di Wimbledon, mentre il numero 1 del mondo Pete Sampras e un giovane svizzero non ancora ventenne fanno il loro ingresso in campo per disputare gli ottavi di finale. Senza alcun timore reverenziale, Federer (per cui in molti, tra cui lo Scriba Gianni Clerici, hanno già pronosticato un grande avvenire) batte Sampras 7-5 al quinto set.

Il primo rovescio di questo racconto, quello che forse meglio inquadra questo passaggio di testimone, Federer lo gioca sul 5-4 (e servizio) Sampras nel primo tie break – che verrà poi vinto dallo svizzero. È un passante secco, che non lascia scampo, imbevuto della classe e della leggerezza di un giovane campione.

Federer perderà ai quarti, sconfitto dal più esperto Henman, ma a tutti gli appassionati di tennis è apparso chiaro che quel giorno, sul campo centrale, è avvenuto un passaggio di consegne tra due grandi del tennis: l’appuntamento con la storia, per Federer, è soltanto rimandato.

2. Federer vs Blake – ATP Finals 2006

Il primo trionfo, puntualmente, arriva proprio a Wimbledon, nel 2003, in finale su Philippoussis. I quattro anni successivi, ovvero il periodo 2004-2007, rappresentano – perlomeno da un punto di vista dei risultati – l’età dell’oro del tennis di Federer, che raccoglie 11 vittorie su 16 tornei del Grande Slam disputati (4 Wimbledon, 4 US Open, 3 Australian Open). Soltanto Nadal sulla terra e Safin (quando è in giornata) sul veloce si sforzano di tenergli testa.

Il dominio dello svizzero, che stabilirà un nuovo record rimanendo in testa alla classifica ATP per 237 settimane consecutive, è evidente nell’atto conclusivo delle ATP Finals 2006, che lo vede opposto a James Blake. Il secondo dei nostri rovesci, un vincente lungolinea giocato da almeno un paio di metri fuori dal campo, lo immortala in questa fase di onnipotenza tecnica: è la vetta di una partita dominata in lungo e in largo nella quale (si gioca al meglio dei cinque set) Blake riuscirà a vincere appena sette game.

3. Nadal-Federer Wimbledon 2008

Nel 2008, le cose cambiano. La finale del torneo di Wimbledon, Federer-Nadal, è unanimemente considerata una delle più esaltanti di sempre, forse più dal punto di vista emozionale che da quello tecnico. Federer è reduce dalla sconfitta contro Djokovic in Australia e contro Nadal al Roland Garros. Non è tanto la sconfitta parigina (comprensibile sulla terra battuta) a preoccupare, quanto le proporzioni della vittoria di Nadal: 6-1, 6-3, 6-0. Poco dopo, a Wimbledon, Federer si trova di fronte lo stesso avversario, che si porta avanti per due set a zero.

La superficie in questo caso però dovrebbe favorire Federer, che ritrova tutta la sua classe nei tie break del terzo e del quarto set, in cui piazza addirittura otto ace, portando la partita al quinto. I due giocatori raggiungono il 6-6, si va a oltranza. Poi, sul 7 pari, il maiorchino strappa il servizio a Federer, e va a servire per il match, che infine vincerà, laureandosi campione per la prima volta sull’erba londinese. È una partita che non si dimentica, come indimenticabile è la risposta con cui Federer annulla uno dei match point di Nadal. È il nostro terzo rovescio: non la pennellata di un pittore ispirato, ma il ruggito orgoglioso di un leone ferito.

4. Federer-Nadal Australian Open 2017

È questa cattiveria agonistica a emergere, anno dopo anno, nella seconda parte della carriera del tennista elvetico. Complice anche l’intervento di Edberg prima e Ljubicic poi come coach, Federer cerca scambi più rapidi per evitare di essere logorato nello scambio da fondo da avversari più giovani, specie dalla parte del rovescio. La transizione non è semplice, ed è costellata da alti e bassi.

Nel 2017 però, questo nuovo stile di gioco raggiunge forse il suo apogeo, tecnico e psicologico, durante la finale degli Australian Open. Di fronte, l’avversario di sempre: Rafa Nadal. Sembra una storia già vista: Federer si porta avanti due set a uno, ma Nadal pareggia il conto vincendo il quarto e si porta avanti di un break, che pare poter essere decisivo, nel quinto. C’è però una differenza, molto significativa, nello stile di gioco, che si rivelerà decisiva.

Federer stavolta non si limita, se attaccato sulla diagonale sinistra, a difendere cercando il back, ma contrattacca. Con qualche errore, ma anche con diversi vincenti. Soprattutto, incrinando le sicurezze di Nadal, che talvolta addirittura cerca il dritto di Federer, preoccupato di esporsi a un rovescio lungolinea vincente. Federer non solo recupera il proprio servizio, ma lo strappa, nel game successivo, a Nadal, aggiudicandosi con questo sprint finale il suo diciottesimo slam in carriera. Il nostro quarto rovescio è la risposta che gli vale il break decisivo che lo condurrà alla vittoria, sul 4-3: servizio da sinistra a uscire di Rafa, che di solito è una sentenza contro il rovescio di Roger, ma questa volta lo svizzero impatta alla perfezione e Nadal non riesce a rimandarla di là.

5. Djokovic-Federer Wimbledon 2019

L’ultimo rovescio non è soltanto storia, ma anche cronaca recente, dato che Federer lo ha giocato nell’ultima edizione di Wimbledon, in finale con Novak Djokovic. Dopo aver battuto l’eterno rivale Nadal in semifinale, è il campione serbo l’ultimo ostacolo da superare per raggiungere il nono successo a Wimbledon, il ventunesimo in un torneo del Grande Slam. Djokovic si porta avanti due set a uno, e sembra finita. Difficile pensare che Federer, che ha quasi sei anni più del rivale, possa recuperare lo svantaggio, se non altro per ragioni atletiche e di resistenza.

A quel punto però, il match si trasforma: lo svizzero gioca un quarto set da antologia, ed è da quel set che arriva il nostro quinto e ultimo rovescio, quello in contropiede con cui Federer annulla una palla break sul 5-2 (subirà poi un break, ma vincerà ugualmente il set). Si va al quinto, e Federer si trova a servire per il match sull’otto a sette. Ha due match point, ma Djokovic li annulla da grande campione quale è. La partita, dopo quattro ore e cinquantasette minuti, è talmente incredibile da sembrare un film, o forse un cartone animato. E come in un cartone animato, si arriva al gran finale: la finale, per la prima volta, si decide al super tie-break, recente introduzione per spezzare la parità durante un long set, in caso si raggiunga il 12-12.

Dando una volta di più prova della sua glaciale freddezza nei momenti decisivi, Djokovic si aggiudica il super tie-break. Nonostante questa sconfitta, la carriera di Federer non è ancora conclusa e questa circostanza ci ricorda, come in un altro cartone animato (“Up”, vincitore del premio Oscar nel 2010) che c’è ancora da lottare, e che le migliori avventure, in fondo, sono quelle ancora da vivere. Nell’anno dei quaranta, Roger Federer sarà ancora in campo.


Genovese, classe 1985, Damiano Verda è ingegnere informatico e data scientist ma anche appassionato di scrittura. “There’s four and twenty million doors on life’s endless corridor” (ci sono milioni di porte lungo l’infinito corridoio della vita), cantavano gli Oasis. Convinto che anche scrivere, divertendosi, possa essere un modo per cercare di socchiudere qualcuna di quelle porte, lungo quel corridoio senza fine. Per leggere i suoi articoli visitate www.damianoverda.it

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ATP

ATP Lione: quarto titolo in carriera per Cameron Norrie, battuto Molcan

Il britannico si aggiudica in tre set la sfida con Molcan. Per entrambi ora testa a Parigi

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Cameron Norrie - Roma 2022 (foto Twitter @the_LTA)

[1] C. Norrie b. A. Molcan 6-3 6-7(3) 6-1

Dopo aver fallito l’assalto al titolo nel 2021 fermato in finale da Stefanos Tsitsipas, Lione diventa finalmente terra di conquista per Cameron Norrie. Il britannico si aggiudica in tre set la sfida tra mancini e porta a casa il trofeo dell’Open Parc Auvergne-Rhone-Alpes Lyon 2022.  

Per Norrie si tratta del quarto titolo, il primo su terra rossa, alla finale numero dieci in carriera. Per il britannico è il secondo del 2022 dopo Delray Beach, che si aggiunge ai titoli di Los Cabos 2021 e soprattutto Indian Wells. Terza finale e terza sconfitta per Alex Molcan che si ferma di nuovo all’ultimo atto come accaduto a Belgrado 2021, torneo dove da qualificato si spinse fino in finale prima di arrendersi a Djokovic e a Marrakech lo scorso aprile. Per Molcan rimane la gioia dell’ingresso in Top40, con il suo best ranking al numero 38.

 

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Lione

IL MATCH – Inizio di partita troppo brutto per essere vero da parte dello slovacco. Tanti errori e pronti via Norrie è già avanti di un break. Lo slovacco nel game successivo avrebbe subito l’opportunità di rientrare ma Norrie sembra più in palla. Lo slovacco prova a variare il gioco puntando sul serve and volley, ma sulla prima sortita a rete il passante dritto di Norrie vale la palla break, sul secondo tentativo commette un brutto errore e Norrie si issa facilmente sul 4-1 approfittando anche di un Molcan poco efficace con la seconda.

Quando la partita sembrava totalmente nelle mani di Norrie, sotto 4-1 30-0 Molcan tira fuori il carattere con due vincenti al termine di due scambi dominati che fanno suonare il campanello d’allarme a Norrie. Lo slovacco è costretto a fermarsi per un medical time out visto il ginocchio sinistro sanguinante inseguito ad una scivolata. Al rientro è subito palla break ottenuta per un errore di Norrie dopo una lunga battaglia sulla diagonale di rovescio. E ancora su quella diagonale il rovescio di Molcan punisce il britannico recuperando uno dei due break di svantaggio.

Dopo il breve sussulto Molcan ritorna ad essere falloso, un dritto lungo di misura si trasforma nella palla set per Norrie, con l’aiuto del servizio ne salva una ma poi al termine di uno scambio combattuto ancora sulla diagonale di rovescio, il tentativo di approccio a rete dello slovacco si rivela infruttuoso con Norrie che porta a casa il primo parziale per 6-3.

L’inizio del secondo parziale segue il copione del primo con il break in apertura stavolta appannaggio di un Molcan molto più aggressivo che mette subito in difficoltà un falloso Norrie. Ma al contrario di quanto fatto dal britannico nel primo set, Molcan restituisce subito il favore giocando un bruttissimo game con annesso il primo doppio fallo del match. Più solido al servizio e regolare Norrie mentre va avanti a fiammate Molcan, che gioca più aggressivo andando a caccia del vincente, non sempre con l’esito sperato. Errori che fanno perdere le staffe allo slovacco che getta la racchetta a terra dopo aver fallito un dritto a campo aperto con Norrie in evidente difficoltà nello scambio.

Molcan avrebbe anche l’opportunità di portarsi a servire per il set ma Norrie abbandona lo status attendista e gioca in maniera aggressiva chiudendo a rete prima di tirar fuori ancora un paio di jolly dal proprio servizio. Norrie sfrutta l’abbrivio e conquista due match point ma lo slovacco non ha nessuna intenzione di cedere e prima approfitta di un errore di Norrie e poi a suon di vincenti porta il match sul 5-5.

Si va al tie-break decisivo con la sensazione che sia la precisione di Molcan a decidere l’andamento dello scambio. Norrie parte subito con un doppio fallo e complici alcuni errori si ritrova subito ad inseguire 4-1. Il britannico tenta un accenno di rimonta ma per Molcan è una formalità portar a casa il secondo parziale per 7-3.

Prima il toilet break di Norrie poi un problema che non rende possibile innaffiare il terreno del Centrale di Lione posticipa l’inizio del set decisivo. Il britannico si presenta molto più aggressivo tentando nuovamente l’approccio a rete e proprio la conquista del campo da parte del campo e successiva palla corta valgono il primo break del terzo parziale. La maggior esperienza di Norrie scende in campo il britannico riesce a convertire ogni palla break che gli capiti sottomano mentre Molcan manca di concretezza e un recupero lungo di Molcan si traduce nel 6-1 finale.

Per entrambi adesso la prossima fermata sarà Bois de Boulogne, per Molcan ci sarà l’esordio contro l’argentino Federico Coria mentre Norrie attenderà il francese Guinard.

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Lione

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Flash

Talentuosi, appassionati, sotto i riflettori, l’incredibile vita di due precoci fratelli giapponesi: gli Owaki

Yunosuke e Koujirou Owaki sono dei veri fenomeni con le loro racchette: li abbiamo incontrati in occasione del loro primo viaggio in Europa, dove sono stati invitati dai loro idoli Stefanos Tsitsipas e Novak Djokovic.

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Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Pubblicato da Tennis Majors il 3 maggio 2022

I fratelli Owaki sono esattamente come tutti gli altri bambini: si abbuffano di dolci e bevande alla merenda, regalano enormi sorrisi ai genitori con la medesima facilità con cui respirano e litigano per chi debba usare per primo il tal gioco… Hanno solo un problema di concentrazione quando viene chiesto loro qualcosa di diverso… come un servizio fotografico.

Dicevamo che sono come tutti i bambini, ma con un “piccolo” particolare che li porta vicino ad avere lo status di baby star: giocano a tennis con un’incredibile bravura.

 

Il primo viaggio della famiglia Owaki

I fratelli giocano a tennis nel vero senso della parola: si divertono con palline e racchette, trasportati dall’inesauribile energia dei loro anni – sei e otto – e questo, ci hanno detto, senza risentire del fuso orario.

Yunosuke e Koujirou hanno dunque appena viaggiato fuori dal Giappone per la prima volta, insieme ai loro genitori, Kosuke Owaki, che fa il venditore in un’azienda che produce metalli e la madre Minako Owaki, segretaria in un’azienda di pompe subacquee. Entrambi hanno 35 anni.

Nel momento in cui state leggendo questo articolo, la famiglia Owaki è già tornata a casa, a Mizumaki nel nord dell’isola più meridionale del Giappone, Kyuchu, dopo 20 giorni passati in Europa: 3 settimane da sogno per Yunosuke e Koujirou, così composte: 2 settimane sulla costa francese, prima alla Mouratoglou Academy per una settimana di allenamenti, poi ad assistere al Master 1000 di Monte-Carlo, poi a Belgrado per vedere l’ATP 250 nella Capitale serba.

Come in un sogno, erano stati invitati dai loro idoli: Stefanos Tsitsipas, il giocatore preferito di Yunosuke, e Novak Djokovic, quello di Koujirou.

I fratelli cominciano a essere famosi su Instagram

Il rovescio ad una mano di Yunosuke (e Tsitsipas) e quello a due mani di Koujirou (e Djokovic): questi gesti tecnici, inauditi in termini di precisione e impegno per giocatori così giovani, hanno reso famosi i fratelli Owaki durante il lockdown della primavera del 2020.

“Tutti li conoscono in Giappone – i genitori si sono sorpresi che la gente li conoscesse anche in Europa. Non ci potevano credere”. Così ha detto Magashi Ogawa, l’agente che adesso li accompagna vista l’attenzione crescente che ha già fruttato 25 interviste nel loro paese.

La gente chiede di fare foto con loro e i genitori sono davvero stupiti di quanto i fratelli vengano riconosciuti”.

Ecco il miracolo dei social media. Il loro account Instagram, dove il padre posta regolarmente i loro esercizi, allenamenti e, occasionalmente, partite, dà l’impressione distorta di una vita dedita al tennis, ma i due fratelli non giocano proprio molto…

“Due volte alla settimana e solo due ore al mese con un maestro”, così ci dicono i genitori.

Mizumaki è una città medio-piccola (30.000 abitanti) con una tradizione mineraria, dove il tennis è quasi sconosciuto. Questo spiega perché la maggior parte dei video sono girati in un parcheggio locale oppure in casa: il J Struct Tennis Club, dove si allenano, e il Tagawa Tennis Club, dove la famigli si reca nel tempo libero, sono a un’ora di distanza.

Vedremo presto i fratelli Owaki iniziare a competere?

Yunosuke, il più grande, ha già l’età per fare attività a livello agonistico e ha giocato il primo torneo nell’estate del 2021 ma è l’eccezione che conferma la regola.

“In Giappone gli unici tornei aperti a giocatori della sua età sono nell’area di Osaka o Tokyo” dice la famiglia; per entrambe le città bisogna prendere l’aereo.

“Se ne avranno le capacità e se lo vorranno, potremo certamente pensare a una carriera tennistica, ma adesso vogliamo che i ragazzi si divertano. Al momento il tennis non è preso molto serio, ci giocano e basta” dice la madre.

“Li portai ad una lezione in un club vicino e i ragazzi si divertirono. Tutti dissero che erano molto bravi, lo dicevano i maestri. I ragazzi erano davvero contenti e così hanno cominciato…”.

Una cosa è sicura: se i loro movimenti sembrano assolutamente precisi e promettenti per la loro età, vedendo i video in circolazione, non ti stai ingannando: quello che i ragazzi stanno facendo è davvero eccezionale.

“A questa età non ho mai visto niente di simile”, dice Patrick Mouratoglou, fondatore dell’accademia che porta il suo nome, attuale allenatore di Simona Halep, co-fondatore di Tennis Majors e fondatore della ChampSeed Foundation, che finanzia i sogni dei giovani giocatori a partire dai dieci anni di età. “Il loro livello, me lo spiego con il molto lavoro, soprattutto mimato. I loro genitori mi hanno detto che si esercitavano facendo molti gesti a vuoto (esercitando i movimenti dei colpi), come un pianista si esercita con la sequenza di note della scala. Penso che abbiano anche molto talento naturale. C’è un tempismo eccezionale nei loro movimenti. Sanno giocare la demi volée, sanno giocare palle alte, c’era molto vento durante la nostra sessione e si sono adattati senza alcun problema”.

Alcuni incredibili dritti corti incrociati o passanti di rovescio lungolinea confermano tale osservazione.

Tuttavia, Yonosuke e Koujiro sono ancora lontani anni luce dal diventare campioni. “La cosa più importante per progredire è giocare molte partite”, spiega Mouratoglou. “Vincere è ciò che conta per un tennista e si impara facendolo. Ma giocano poche o nessuna partita. In questa fase adorano giocare, puoi vederlo, ed è la cosa più importante. Se gli piace, progrediranno. Hanno la tecnica, ma è solo uno strumento, che non basta. Il successo ai massimi livelli è una questione di motivazione e personalità. Ci vogliono anni per formare un agonista”.

Wilson, Adidas e altro

Hanno il gusto della competizione? Yunosuke ha esultato facendo il pugnetto parecchie volte durante i suoi primi incontri, ci dice la famiglia. Come reagiranno ai giovani avversari che, senza dubbio, vorranno aggiungere il nome dei piccoli talenti di Instagram alla loro lista di successi? A questo punto dobbiamo accontentarci di supposizioni.

“Sono il loro unico partner”, sorride il padre, Kosuke Owaki. “Vogliono giocare di più. Non escludo di trasferirmi per rendere le cose più facili, e perché non all’estero, perché non qui?” dice, nella caffetteria dell’Accademia Mouratoglou. “Stiamo esaminando come farlo”.

Quando hanno partite di allenamento, non ci sono litigi. Il ragazzo più grande di solito vince con un margine ristretto, nonostante parta in svantaggio con il sistema di punteggio a handicap.

La celebrità dei due ragazzi ha portato loro qualche sponsorizzazione locale, flessibilità da parte del datore di lavoro dei genitori, supporto, di cui non si conoscono i dettagli, da Wilson (ora nella biografia dell’account) e Adidas (che non ha il diritto di farlo). È comprensibile che la famiglia Owaki non debba più preoccuparsi dell’attrezzatura, ma l’esperienza europea che Tsitsipas e Djokovic hanno appena offerto loro non può diventare uno stile di vita.

Per ora i due ragazzi si stanno godendo i primi trofei: polo e racchette autografate dai loro idoli, abbracci e selfie con le loro star preferite, l’amicizia del primogenito di Djokovic, Stefan, con cui stanno giocando, e i posti in prima fila allo stadio. Monte-Carlo e Belgrado sono state le prime partite di alto livello viste dagli spalti.

La loro attenzione nel seguire le partite senza distrarsi, anche se così giovani – hanno una perfetta padronanza delle regole – è un’altra affascinante manifestazione del loro amore per il tennis.

Patrick Mouratoglou ha dovuto rispondere recentemente alle domande del canale televisivo Canal+ sulla possibile sovraesposizione di questi bambini che hanno appena iniziato la scuola.

“C’è il rischio di esporli troppo, sì, ma i genitori non hanno molta scelta”, ha risposto l’allenatore. “Nel tennis il fabbisogno finanziario è enorme. Hai bisogno di un allenatore, di un preparatore atletico, devi pagare le trasferte ai tornei. Quasi nessun genitore ha questi mezzi. Pubblicizzare i tuoi figli quando sono dei fenomeni può aiutare a trovare questi mezzi necessari”. I genitori giurano che se i ragazzi vorranno smettere di giocare a tennis domani, non ci saranno problemi.

I fratelli Owaki sembrano lontani anni luce da tali considerazioni, lontani da essere grandi giocatori come i nostri occhi adulti vogliono spontaneamente vedere nel talento precoce. Sono ragazzi abbastanza fortunati, con le loro capacità naturali e le conoscenze che Instagram ha permesso loro di fare, per vivere al meglio il loro sogno.

Vivere in un territorio privo di tennis, dove giocare su un campo normale è impossibile, in questa fase sembra più un’opportunità. Non puoi sognare qualcosa che trovi ogni giorno sotto casa tua.

Traduzione di Luca Gori e Massimo Volpati

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Flash

Roland Garros: i set decisivi da ricordare insieme a Nadal, Djokovic, Schiavone, Graf, Capriati…

Dal più lungo in assoluto all’invasione di Nole, dall’appena maggiorenne Clijsters contro Hingis alla sfida tra Steffi e Arantxa, una carrellata di match decisi a oltranza

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Stefanos Tsitsipas e Novak Djokovic - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Che siano o meno i più pazzi come suggerisce l’Equipe, si tratta senza dubbio di incontri che hanno scritto una pagina importante nella storia dell’ultimo quarto di secolo del Roland Garros. Sfide caratterizzate da partite finali che non vedremo più nemmeno a Parigi, ultimo baluardo dell’oltranza, dopo la decisione di uniformare i quattro Slam adottando il “metodo Melbourne”. Partiamo allora con questa breve ma succulenta carrellata.

1996, finale: S. Graf b. A. Sanchez 6-3 6-7(4) 10-8

Arantxa Sanchez gira l’inerzia della 35a e penultima sfida (otto vinte) contro una Steffi Graf avanti di un set e 4-1 nel secondo, andando poi due volte a servire per chiudere nel corso della partita finale, ma alla fine vince Steffi.

 

2001, finale: J. Capriati b. K. Clijsters 1-6 6-4 12-10

Con il trofeo dell’Australian fresco in bacheca, le vittorie su Serena Williams e Martina Hingis nei due turni precedenti, Jennifer Capriati incassa subito un 6-1 da una Kim Clijsters che solo il giorno prima ha soffiato sulle diciotto candeline. Il punteggio parziale non prelude a un match che va via in un soffio, anzi, il terzo set sarà il più lungo nella storia delle finali femminili.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

2004, 1° turno: F. Santoro b. A. Clement 6-4 6-3 6-7 3-6 16-14

Con sei ore e 33 minuti, il derby tra Fabrice Santoro e Arnaud Clement è l’incontro più lungo della storia del torneo, con ottime probabilità di rimanere tale. Interrotto sul 5 pari al quinto dopo che Santoro aveva salvato un match point, l’incontro ha richiesto un altro paio d’ore e un secondo match point annullato prima di finire nelle mani di Fabrice “The Magician“.

2012, 2° turno: P-H. Mathieu b. J. Isner 6-7 6-4 6-4 3-6 18-16P

oteva forse mancare John Isner? Due anni dopo lo storico match Nico Mahut a Wimbledon, il lungo statunitense esce stavolta sconfitto da Paul-Henri Mathieu, sceso al n. 261 ATP dopo l’intero 2011 lontano dai campi in seguito all’intervento chirurgico di osteotomia tibiale per limitare la progressione dell’artrosi al ginocchio sinistro. Con il vantaggio non di poco conto di servire per primo nella frazione decisiva, sul 7 pari salva due palle break. Isner salva invece match point a ripetizione, ma si arrende al settimo.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

2013, semifinale: R. Nadal b. N. Djokovic 6-4 3-6 6-1 6-7 (3) 9-7

La semifinale del “tocco”, non nel senso di mano delicata – almeno nell’episodio in questione – bensì di Novak Djokovic che tocca la rete quando la palla colpita (che sarebbe stata vincente) è ancora in gioco. È 4-3 al quinto e servizio, e il vantaggio sfuma definitivamente al punto successivo e alla fine vince Rafa Nadal.

2015, 2° turno: F. Schiavone b. S. Kuznetsova 6-7 7-5 10-8

Le due campionesse del Roland Garros – Francesca Schiavone nel 2010, Svetlana Kuznetsova l’anno precedente avevano già dato vita a una maratona a Melbourne: 4 ore e 44 minuti per l’incontro femminile più lungo dell’Happy Slam. Vinse l’azzurra 16-14 al terzo. Si ripete, Francesca, annullando un match point al dodicesimo gioco per poi chiudere dopo 3 ore e 50.


2020, 1° turno: L. Giustino b. C. Moutet 0-6 7-6 7-6 2-6 18-16

Non sarà una finale, anzi, è il primo turno, e al momento di entrare in campo i due non possono nemmeno immaginare che stanno per dare vita a un incontro che resterà nella storia dell’Open di Francia. Lorenzo Giustino, proveniente dalle qualificazioni, batte Corentin Moutet che ha inutilemente servito per chiudere. Tre volte. Sei ore e cinque minuti su due giorni. Un azzurro che batte un francese in un duello epico a Parigi non ha prezzo. Non ce l’ha per chi si è limitato a guardare, mentre Lorenzo paga la fatica sulla pesante terra ottobrina al turno successivo contro Schwartzman. Ma la sua pagina Slam l’ha già scritta.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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