Cinque temi da Palermo

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Cinque temi da Palermo

Le prestazioni di Elisabetta Cocciaretto e Camila Giorgi, la sfortuna di Ludmila Samsonova, gli arbitraggi di Marta Mrozinska e altro ancora sul torneo International disputato in Sicilia

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Camila Giorgi e Dayana Yastremska - Palermo 2020 (da Twitter @LadiesOpenPA)
 

1. Il rodaggio agonistico
Che non sia semplice tornare a giocare dopo tanti mesi senza match ufficiali, e che gli allenamenti e le esibizioni non siano esattamente la stessa cosa rispetto a un torneo WTA, lo abbiamo verificato nei primi giorni di partite in Sicilia.

Attraverso le qualificazioni sono entrate nel tabellone principale cinque giocatrici: le quattro previste inizialmente (Kaja Juvan, Ludmila Samsonova, Aliaksandra Sasnovich, Nadia Podoroska) più una lucky loser (Oceane Dodin). Di queste cinque giocatrici, solo Podoroska non ha vinto almeno un match nel main draw, subito sconfitta dalla futura vincitrice del torneo Fiona Ferro. Le altre quattro tenniste provenienti dalle qualificazioni hanno superato all’esordio le loro avversarie. Avversarie che, evidentemente, avevano sì una classifica migliore, ma non la stessa abitudine al ritmo partita.

Samsonova ha sconfitto Kirsten Flipkens, Sasnovich ha battuto prima Elise Mertens (testa di serie numero 4) poi Jasmine Paolini; Dodin ha eliminato Tamara Zidansek, mentre Juvan ha estromesso la testa di serie numero 2 Marketa Vondrousova. È molto probabile che i match che avevano alle spalle le abbiano aiutate a essere più pronte una volta entrate nel tabellone principale.

 

Poi però, man mano che il torneo si è sviluppato, si è affacciato il rovescio della medaglia. Se ne è parlato già in passato: a livello femminile una grande differenza tra i tornei WTA e gli Slam, anche se entrambi disputati due set su tre, è data dal giorno di riposo fra un turno e l’altro. Il giorno di riposo rende molto più eque le condizioni per tutte le partecipanti. Al contrario, scendendo in campo un giorno dopo l’altro, sul risultato di una partita possono influire le scorie lasciate dei match precedenti e non ancora riassorbite.

Le qualificate di Palermo inizialmente hanno avuto il vantaggio di “partire lanciate” nel primo turno del main draw, ma poi nello sviluppo del torneo hanno risentito della stanchezza causata dai tre match consecutivi affrontati in più. Questo aspetto è emerso in modo evidente per due avversarie di Petra Martic: sia Samsonova che Sasnovich a inizio partita mi hanno dato l’impressione di giocare meglio di Petra, ma a lungo andare non sono riuscite a tenere il loro miglior ritmo per poter prevalere.

2. Elisabetta Cocciaretto
Cominciamo con qualche dato. Elisabetta Cocciaretto è nata ad Ancona il 25 gennaio 2001. Ha alle spalle una interessante carriera da junior (semifinale al Bonfiglio e all’Australian Open 2018), prima del passaggio a livello pro, in parte ostacolato dalla impossibilità di giocare come programmato a causa della pandemia.

Personalmente l’ho vista giocare dal vivo per la prima volta a Wimbledon 2018, nel torneo junior. Allora era stata eliminata al terzo turno dalla cinese Wang Xinyu (che sarebbe arrivata in semifinale), sovrastata dalla pesantezza di palla di una giocatrice più alta di lei di quasi 20 centimetri. Mi ricordavo dell’impressione che avevo avuto allora: quella di una giocatrice sorprendentemente matura sul piano tattico, capace di costruire i punti con molta logica, ma in difficoltà di fronte alle potenza di certe avversarie.

Evidentemente il tempo trascorso da allora non è passato invano, se Cocciaretto a Palermo è riuscita a sconfiggere una tennista con un dritto di stampo maschile come Polona Hercog, e poi anche a battere una giocatrice che è da diverso tempo attorno alla posizione numero 20 del ranking come Donna Veikic. Elisabetta si è fermata nei quarti di finale di fronte ad Anett Kontaveit, (6-1 4-6 6-1), in un match nel quale è calata alla distanza. Cosa più che comprensibile per una tennista con poca esperienza ad alti livelli.

Sicuramente non l’ho vista giocare a sufficienza per sbilanciarmi con un giudizio definitivo su di lei. Preferisco dire che cosa, oggi, mi convince di più e che cosa di meno. Oltre alle doti tattiche di cui ho già parlato, a Palermo mi ha sorpreso positivamente per la capacità di entrare con i piedi nel campo e prendere in mano lo scambio ogni volta che si è presentata l’occasione. A mio avviso si tratta di un progresso fondamentale per fare strada a livello WTA. È un progresso che di recente, hanno compiuto, per esempio, Iga Swiatek e Sofia Kenin: quando si ha la palla per dominare lo scambio non si può tentennare, occorre prendersi tutti i vantaggi possibili. E Cocciaretto a Palermo ha dimostrato di saperlo fare.

Non mi è invece del tutto chiaro il valore del suo servizio, e quanto potrà incidere (nel bene come nel male) su superfici diverse dalla terra rossa. Non dimentichiamo che la maggior parte del circuito si svolge sul cemento, superficie dove i colpi di inizio gioco pesano di più rispetto alla terra. Su questo aspetto fondamentale non me la sento di esprimere un giudizio.

In ogni caso, dopo il quarto di finale di Palermo (dove era presente grazie a una wild card), Elisabetta ha ottenuto il proprio best ranking (posizione 144). Attualmente ha 444 punti nella classifica WTA. Per sperare di entrare direttamente negli Slam del prossimo anno avrebbe bisogno di circa 200 punti in più. Con il livello di gioco espresso in Sicilia penso potrebbe farcela, ma bisognerà vedere quante e quali occasioni avrà di giocare nel prossimo futuro, visto il quadro molto limitato di tornei organizzati durante questo anomalo 2020.

a pagina 2: Camila Giorgi, prestazioni e qualità di gioco

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United Cup: delusione Australia, ottimo avvio per Grecia, USA e Svizzera. Wawrinka sorprende Bublik

Kvitova regala l’unico punto alla Repubblica ceca. Tsitsipas e Sakkari brillano anche in doppio. Disfatta argentina contro la Francia

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Stan Wawrinka - United Cup 2022 (Twitter @UnitedCupTennis)

In attesa dell’esordio di Nadal e Zverev in programma domani, ecco i risultati definitivi dopo le prime due giornate di gioco alla United Cup. Non c’è solo il successo dell’Italia sul Brasile, di cui vi abbiamo parlato qui.

Grecia – Bulgaria 4-1

Kuzmanov – Pervolarakis 6-1, 6-1

 

Sakkari – Tomova 6-3, 6-2

Sakkari/Stefanos Tsitsipas – Topalova/Andreev 6-4, 6-4

La Grecia si aggiudica la sfida con la Bulgaria nel primo turno di United Cup per 4-1. La Bulgaria rispetta il pronostico nella sfida tra Dimitar Kuzmanov, n. 196 del ranking, e Michail Pervolakis, n. 504. Il doppio 6-1 dà coraggio ai bulgari che riaprono il computo complessivo della sfida. Ma poi ci pensano i rispettivi n. 1 ellenici del maschile e femminile a dare la sterzata decisiva alla sfida. Vince Maria Sakkari agevolmente in due set su Viktorya Tomova, 6-3, 6-2. Poi in coppia con Strefanos Tsitsipas, la greca dà spettacolo e con un doppio 6-4 si pensa al turno successivo. Debole nelle seconde linee, con Sakkari e Tsitsipas la Grecia può dir la sua nella competizione.

USA – Repubblica Ceca 4-1

Kvitova – Pegula 7-6, 6-4

Tiafoe – Machac 6-3, 2-4 ret Machac

Pegula/Taylor Pegula – Bouzkova – Lehecka 2-6, 6-3, 10-7

Ottimo il debutto nella competizione per gli statunitensi. La sconfitta in due set di Pegula contro Kvitova alla fine risulterà ininfluente. Decisivo il tie-break del primo set, in cui Petra annulla ben tre set point alla sua avversaria. Machac è costretto sul più bello al ritiro nella sfida con Tiafoe. Sotto di un set, ma avanti di un break, il ceco è costretto al forfait per una distorsione alla caviglia destra. Il doppio se l’aggiudica la coppia composta da Jessica e Taylor Pegula.

Francia – Argentina 4-0

Garcia – Podoska 6-2, 6-0

Mannarino – Coria 6-1, 6-0

La vittoria della Francia sa di rivincita mondiale nei confronti dell’Argentina. Dal campo di calcio a quello di tennis, dal Qatar all’Australia, stavolta sono i transalpini a gioire e anche abbastanza nettamente lasciando soli tre game ai singolari odierni. Rullo compressore Caroline Garcia, n. 4, supera Nadia Podoska, n. 195, per 6-2, 6-0. Adrian Mannarino, n. 46, la imita battendo Federico Coria, n. 75, 6-1, 6-0, il tutto in 2he10’ complessivi.

Australia Gran Bretagna 1-3

Dart – Inglis 6-4, 6-4

Kubler – Evans 6-3, 7-6(3)

Momento decisamente sfortunato per l’Australia, data da molti per favorita nella competizione. Il forfait di Kyrgios e successivamente quello di Tomljanovic, per un problema al ginocchio sinistro, hanno cambiato l’inerzia del confronto con la Gran Bretagna. In svantaggio 0-2, è toccato a Maddison Inglis, n. 180 del mondo, affrontare Harriet Dart, n. 98 del ranking Wta. Doppio 6-4 e semaforo verde per i britannici. Inutile ma comunque rocambolesca la sconfitta di Evans contro Kubler. Sotto di un set, nel secondo parziale il britannico si è fatto rimontare da 5-0, perdendo in malo modo al tie-break.

Svizzera – Kazakhistan 4-0

Teichmann – Kulambayeva 6-3, 6-2

Wawrinka vs Bublik 6-3, 7-6(3)

Tutto facile per la Svizzera. Stan Wawrinka (n. 148) soffre nel secondo set contro il talentuoso Alexander Bublik, n. 37. Ricambio generazionale? Non ditelo al buon vecchio Stan che porta a casa il punto decisivo per il passaggio del turno dei rossocrociati. Bene anche Jil Teichmann, n. 35, nel singolare femminile contro Zhibek Kulambayeva, n. 441, che viene sconfitta 6-3, 6-2.

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Il fallimento di FTX costa caro a Naomi Osaka

Grave perdita economica per la tennista giapponese Osaka, che aveva investito nella criptovaluta FTX

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Non un gran momento per la ex numero 1 al mondo Naomi Osaka. Oltre alle sconfitte sul campo di gioco, per la pluricampionessa Slam i problemi provengono anche dalle finanze. È, infatti, una delle azioniste di FTX, un’azienda per lo scambio di criptovalute che ha dichiarato bancarotta l’11 novembre.

Non solo Osaka, ma sono tanti gli sportivi che hanno visto andare in fumo i propri proventi dal fallimento di FTX. L’azienda era riuscita ad acquistare così tanta credibilità da riuscire a mettere il proprio logo sulle vetture e le divise di Lewis Hamilton e George Russel, piloti della Mercedes in Formula 1; e anche a vedersi intitolato lo stadio NBA dei Miami Heats.

Il valore di mercato di FTX ha subìto un grave crollo negli ultimi sette giorni, passando da $22 a $1.40. Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried – ora sotto investigazione per come ha gestito l’azienda fondata nel 2019 – ha già dichiarato fallimento a seguito dell’enorme svalutazione della criptovaluta.

 

Osaka aveva firmato l’accordo con FTX nel marzo 2022 mentre era negli Stati Uniti impegnata per l’Indian Wells e il Miami Open. La tennista ha acquistato delle azioni di FTX e nell’accordo era previsto che la tennista giapponese fosse ambasciatrice nel mondo dell’azienda, per influenzare quante più persone possibili a credere in loro. L’accordo di Naomi Osaka includeva anche la sua partecipazione nella creazione di contenuti multimediali per promuovere la criptovaluta. Non sono state ufficializzate le cifre riguardanti la perdita subita dalla tennista.

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International Hall of Fame: Cara Black la più votata dai tifosi di tennis

Cara Black, dieci volte campionessa di Slam in doppio e misto, ha superato Ana Ivanovic e Carlos Moya nel voto popolare

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International Hall of Fame - Newport (foto Ubitennis)

Gli appassionati di tennis hanno espresso il loro giudizio: Cara Black, la dieci volte campionessa di Slam in doppio e doppio misto, merita di essere inserita nell’International Tennis Hall of Fame. La campionessa zimbabwese ha preceduto Ana Ivanovic e Carlos Moya.

Votazione di grande successo, con decine di migliaia di tifosi ad aver votato, provenienti da 150 paesi.

Il giudizio degli appassionati di tennis  è solo una componente del multiforme processo elettorale della Hall of Fame. Oltre al voto dei tifosi, ci sarà la votazione dei giornalisti di tennis, degli storici e degli Hall of Famers.

 

Ciascun candidato riceverà punti percentuali in base al gruppo di provenienza dell’elezione. Black riceverà tre punti percentuali in più, Ivanovic due punti percentuali in più, Moya guadagnerà un punto percentuale in più. “La votazione dei tifosi è giunta al suo quinto anno e rappresenta un tassello importante nel motore di questo sport. Il numero elevato dei votanti e la loro provenienza da tutto il mondo testimonia quanto affetto c’è per questa disciplina”, afferma Todd Martin, CEO, International Tennis Hall of Fame

Durante i suoi 17 anni di carriera, Black ha vinto 60 titoli WTA di doppio, di cui tre a Wimbledon e uno agli Australian Open e agli US Open. Con 163 settimane in testa alla classifica di doppio della WTA, Black è dietro solo a Martina Navratilova e Leizel Huber di tutti i tempi. Nel doppio misto, è tra le giocatrici più affermate della storia, conquistando cinque titoli importanti con due partner. Black è una delle sole tre donne nell’era Open ad aver ottenuto un Career Grand Slam nel doppio misto.

Sono orata del giudizio dei tifosi e del loro voto. Essere inseriti nella International Tennis Hall of Fame è  un traguardo che tutti i tennisti vorrebbero tagliare”, afferma Cara Black.

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