WTA Praga: Giorgi sempre discontinua, Mertens la supera in due set

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WTA Praga: Giorgi sempre discontinua, Mertens la supera in due set

La solita valanga di colpi vincenti alternati a una ancora più grande di errori, porta Camila alla sconfitta contro la N.3 del seeding. Fuori la N.2 Martic

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L’ultima partita della giornata di Praga presenta due tenniste in momenti opposti di forma, Camila Giorgi ed Elise Mertens. La numero 23 del mondo Mertens è reduce dalla sconfitta al primo turno di Palermo contro Sasnovich. Giorgi ha mostrato una buona condizione dal ritorno in campo, spingendosi a Palermo fino alla semifinale persa contro Ferro e superando Kostyuk in rimonta nel primo turno di Praga.

L’inizio della tennista italiana rispecchia le attese. Domina sin da subito tutti gli scambi da fondocampo e trova il break alla prima occasione, sfruttando un rovescio a rete di Mertens. La tennista belga però è glaciale nel game successivo e capitalizza qualche indecisione di Camila per recuperare il break. La tennista italiana sembra calare di prestazione con il passare dei minuti. Giorgi continua a macinare metri di campo con il suo rovescio ma si trova sempre a soffrire durante i suoi turni di servizio, merito di una Mertens che non molla su ogni punto. La numero 23 del mondo ha il merito di mettere in difficoltà Giorgi con palle scariche e difese sempre profonde che fanno giocare all’italiana quel colpo in più che tanto la mette in difficoltà.

Un settimo game da ben otto deuce e più di 10 minuti vale il break per Mertens, che tiene senza problemi il servizio e chiude per 6-4 un primo set meritato.

Nel secondo set il gioco di Camila si sgretola diventando sempre più impreciso: alla prima palla break concessa nel terzo gioco l’azzurra cede il servizio. Nel sesto avrebbe l’opportunità di rientrare ma non riesce a sfruttare quattro palle del 3-4 di cui tre consecutive. A quel punto la partita è di fatto finita. Mertens chiude con un parziale di 11 punti a 1 e archivia la pratica in 1 ora e 44 minuti. Ora attende la vincente di Bouchard-Zidansek nei quarti di finale in programma venerdì.

 

L’altro quarto di finale della parte bassa è già formato e vedrà di fronte Kristyna Pliskova, vincitrice a sorpresa in due set su Petra Martic, e la rumena Bogdan che ha approfittato del walkover della sua avversaria Lesia Tsurenko. Giovedì in campo gli altri cinque ottavi di finale.

Risultati:

2° turno
[3] E. Mertens b. C. Giorgi 6-4 6-2
A. Bogdan b. [Q] L. Tsurenko W/O
Kr. Pliskova b. [2] P. Martic 6-1 7-5

1° turno
L. Siegemund b. [Q] M. Sherif 4-6 6-0 6-1
T. Zidansek b. K. Siniakova 6-3 3-6 6-0

Il tabellone completo

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Challenger Forlì: Musetti strepitoso, battuto Tiafoe. Derby con Seppi ai quarti

Tutti in piedi per il giovanissimo talento azzurro che elimina la testa di serie N.1 del torneo e ora trova il veterano italiano. Avanzano anche Caruso e Pellegrino

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Lorenzo Musetti - ATP Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Il numerosissimo pubblico sul Centrale di Forlì in piedi ad applaudire e Lorenzo Musetti che, commosso, ringrazia. Questa immagine riassume in modo eloquente la magnifica vittoria del nostro tennista contro Frances Tiafoe, prima testa di serie del torneo e n. 67 della classifica ATP. Sapevamo da Roma che Musetti stava attraversando un ottimo periodo di forma, ma francamente vederlo tenere il campo con tale autorità contro il 22enne talento americano è stata una bella sorpresa. “Sono partito forte anche se lui serviva molto bene. Devo però dire che nello scambio non mi sentivo per niente inferiore, anzi direi che la maggior parte degli scambi lunghi li ho vinti io”.

Il primo set viene deciso da un solo break a favore di Lorenzo che riesce a far suo il parziale con un convincente 6-4. Molto più combattuto il secondo set dove entrambi hanno avuto le loro occasioni ma il primo a concretizzare è stato lo statunitense che sul 5-5, alzando il proprio livello di gioco soprattutto nella risposta, riesce a strappare il servizio a Musetti e si aggiudica il parziale. Il nostro giocatore attraversa a questo punto il momento più difficile dell’incontro perché perde nuovamente il servizio all’inizio del terzo e decisivo set e va sotto 0-2“Nonostante la sconfitta nel secondo set molto lottato e il break subito ad inizio terzo sono riuscito ad avere un buon atteggiamento, accettando quel momento di difficoltà. Sono così riuscito a restituire il break, facendo tanto gioco e ricominciando ad usare il diritto su cui mi ero un po’ addormentato”.

Musetti non solo ha restituito il break ma non ha più fatto giocare l’avversario fino a chiudere per 6-2. Ma non è certo stato un monologo, Tiafoe infatti non aveva nessuna intenzione di perdere e il nostro tennista ha dovuto ricorrere al meglio del proprio repertorio sciorinando a piene mani il suo tennis facile ed elegante ma, allo stesso tempo, molto concreto. Accelerazioni di diritto e rovescio, palle corte e quando l’americano si avventurava a rete passanti millimetrici. Un vero spettacolo in cui gran parte degli spettatori ha intravvisto squarci di futuro. Un futuro pieno di benessere per il tennis italiano.

 

Nei quarti di finale Musetti affronterà, in un derby pieno di significati, Andreas Seppi che ha battuto il brasiliano Thomaz Bellucci (7-5 6-3). “Con Seppi non ho mai giocato, sarà sicuramente un turno difficile ma mi sento in forma e pronto per affrontarlo. Anche perché se è vero che in questa stagione il mio obiettivo è vincere un Challenger, perché non farlo proprio qui a Forlì?”.

Da Forlì, Massimo Gaiba

Risultati ottavi di finale

[WC] L. Musetti b. [1/WC] 6-4 5-7 6-2
[7] A. Seppi b. T. Bellucci 7-5 6-3
[4/WC] S. Caruso b. M. Vrbensky 7-5 7-5
[6] L. Harris b. B. Fratangelo 7-6(6) 6-4
[Q] T. Monteiro b. R. Bonadio 2-6 7-6(2) 6-4
[LL] A. Ritschard b. P. Sakamoto 5-7 6-3 6-1
G. Clezar b. (8) F. Coria 7-6(6) 6-7(4) 6-4
A. Pellegrino b. [2] C. Norrie 6-2 6-4

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Roland Garros, qualificazioni: Cecchinato, Marcora e Giustino al turno decisivo

Tre italiani vincenti su cinque in questa terza giornata di qualificazioni. Eliminati in tre set Giannessi e Moroni

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Marco Cecchinato - Qualificazioni Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Si conclude con un bilancio in positivo la terza giornata di qualificazioni per gli italiani: dei cinque azzurri impegnati in campo oggi tre sono riusciti a qualificarsi per il terzo e decisivo turno. Il primo a farcela è stato Marco Cecchinato che ha lasciato appena cinque giochi a Constant Lestienne in poco più di un’ora di gioco. L’azzurro ha servito benissimo, vincendo più l’85% di punti con la prima e l’80% con la seconda (zero le palle break offerte), e in risposta è riuscito a fare la differenza sulla seconda dell’avversario. Al turno decisivo affronterà Kimmer Coppejans.

Più sofferte invece le vittorie di Roberto Marcora (7-6 3-6 6-3 a Tristan Lamasine) e Lorenzo Giustino (3-6 6-4 7-5 a Hugo Grenier). Il primo avrà un terzo turno abbordabile contro Benjamin Bonzi, mentre per Giustino si profila una sfida insidiosissima contro Dustin Brown. Niente da fare invece per Alessandro Giannessi, superato in rimonta da Marc Polmans, e Gian Marco Moroni, che ha mancato un set point nel tiebreak del primo set, finendo poi per cedere in tre set a Ulises Blanch.

Il tabellone di qualificazione completo con tutti i risultati aggiornati

 

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Musetti parte bene al Challenger di Forlì e sfiderà Tiafoe: “Non vedo l’ora”. Avanzano anche Seppi e Caruso

Bonadio vince il derby con Zeppieri: “È un momento difficile per chi ha una classifica come la mia, il livello delle entry list è molto alto”

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Salvatore Caruso - Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Questa volta bisogna davvero iniziare dalla fine, e cioè da quando Salvatore Caruso, ormai sotto la luce dei riflettori, saluta il pubblico che gli sta tributando una standing ovation. Ha appena stretto la mano al 21enne spagnolo Sanchez Izquierdo, arresosi dopo una strenua lotta durata oltre tre ore e terminata con un doppio tie-break. La morale è quella che conosciamo: mai sottovalutare uno spagnolo sulla terra battuta. Il ragazzino sarà anche n. 355 ma proprio non sembrava. Grande reattività muscolare, palla molto veloce e idee tattiche ben chiare. Dall’altra parte della rete ha trovato il solito Caruso che in una partita del genere va a nozze. Palleggi intensissimi e, nonostante il ritmo infernale, pochi errori gratuiti. E più la partita si avvicinava al suo epilogo più si alzava il livello di gioco di entrambi i giocatori con il pubblico tanto ammirato quanto stupito che i due non crollassero a terra stremati.

Un match ricco di break e contro-break, come da copione in una partita senza grandi battitori, con una tensione in alcuni momenti quasi spasmodica. Il decimo gioco del secondo set rappresenta la sintesi perfetta dell’incontro: Sanchez al servizio sul 5-4 in proprio favore con Caruso costretto ad annullare ben quattro set point per poi strappare il servizio al nono tentativo. Durata del game quasi mezzora. Nel tie-break (9-7) Salvatore, tanto per non farsi mancare niente, è stato costretto ad annullare altri tre set point. “Lui è stato veramente bravissimo”, dice l’azzurro a fine incontro. “Partita tostissima, tre ore di gioco per due soli set, non c’è niente da aggiungere. Come al solito sono stato lì punto dopo punto anche perché era l’unico modo per portarla a casa. Contentissimo di non aver dovuto giocare un terzo set”.

In precedenza la giornata aveva dato grandi soddisfazioni ai nostri giocatori promuovendo al secondo turno Musetti, Bonadio e Seppi. Eliminati Zeppieri (ma il suo era un derby) e Filippo Baldi, al termine di un match molto equilibrato con lo statunitense Bjorn Fratangelo. Lorenzo Musetti ha prevalso 6-2 6-4 sul russo Teymuraz Gabashvili, giocatore solido (ex n. 43) e soprattutto molto esperto come i suoi 35 anni lasciano intuire. “Sono molto soddisfatto perché sapevo che non era una partita facile”, ha ammesso Lorenzo. “L’avversario è stato molto forte e anche oggi, a tratti, gioca ancora molto bene”. Il nostro portacolori ha avuto ben pochi problemi, mettendo in mostra il suo gioco vario e brillante. Un solo passaggio a vuoto ad inizio secondo set quando si è ritrovato sotto 0-3 ma non ha mai dato l’impressione di poter perdere.

Musetti è atteso adesso dalla sfida con il primo favorito del seeding Frances Tiafoe: “A livello ATP ho fatto in tutto appena un paio di tornei. Quello è il paradiso ma la mia realtà è ancora questa. E qui a Forlì si sta davvero bene. Non vedo l’ora di giocare il secondo turno contro Tiafoe. Ormai tutte le partite sono dure, indipendentemente dal ranking. È un giocatore giovane con molto talento. Di sicuro sarà un match difficile ma mi sento pronto per affrontarlo”. Con Lorenzo si torna per un attimo a parlare di Jannik Sinner: “L’ho già ringraziato in privato per quello che ha detto e devo dire che adesso che ci stiamo frequentando di più nei tornei siamo anche abbastanza amici. Speriamo di condividere una bella carriera insieme.

Lorenzo Musetti – ATP Challenger Forlì 2020 (foto Marta Magni)

Diversamente è andata al suo amico Giulio Zeppieri che è uscito sconfitto nel derby contro Riccardo Bonadio (6-3 6-3). Riccardo ha giocato davvero bene, soprattutto di rovescio, ma bisogna riconoscere che il suo avversario ha avuto una giornata piuttosto complicata. Durante il terzo gioco si è un po’ deconcentrato per una chiamata arbitrale (“Diciamo che sbagliare una palla del genere proprio sotto il tuo naso non è facile”, racconta Giulio a fine match) e all’inizio del secondo set è stato costretto a chiamare un “medical time-out” per un affaticamento muscolare all’avambraccio sinistro. Problema che è andato a sommarsi al mal di schiena e al dolore al ginocchio che aveva ereditato dalle fatiche del torneo romano. Ora una settimana di riposo non potrà che giovargli. “Ho giocato tante partite e sono stanco. Comunque niente da dire, Riccardo ha giocato bene e ha pienamente meritato la vittoria. L’obiettivo è essere pronto per il Challenger di Parma.

“È stato un match abbastanza difficile anche se dal punteggio non sembra. Zeppieri in questo periodo sta tenendo un livello molto alto anche se oggi probabilmente non era al 100%. Io però ho giocato una partita molto solida con pochi momenti in cui ho concesso punti facili”, racconta Bonadio dopo il successo nel derby. Al prossimo turno, l’azzurro se la vedrà con il qualificato brasiliano Thiago Monteiro: “Personalmente non lo conosco ma Uros Vico l’anno scorso lo ha visto giocare diverse volte nel circuito ATP. Quindi oggi pomeriggio ci sentiremo e vedremo come affrontare questo match”. Prossima programmazione e obiettivi? Adesso il livello delle entry list è molto alto e non so se riuscirò ad entrare a Biella e Barcellona. Aspetto di vedere dove riesco ad entrare e partirò anche all’ultimo minuto. È un momento difficilissimo per quelli che hanno una classifica come la mia. Del resto i tornei ITF danno troppi pochi punti per invogliarmi. L’obiettivo è cercare di migliorare la mia classifica per poter entrare nelle qualificazioni degli Australian Open.

Andreas Seppi non ha avuto troppi problemi col giovane francese Jules Okala, a dispetto del punteggio (7-6 6-2) che sembra parlare di una partita abbastanza equilibrata. Troppo superiore la velocità di palla di Andreas che ha sempre costretto il francese sulla difensiva. E anche quando nel primo set si è trovato sotto 3-5 e servizio dell’avversario sembrava chiaro che bastasse dare un colpo di pedale in più per prevalere. Servizio strappato e il resto tutta discesa. L’anca va abbastanza bene, abbiamo avuto tanta pausa e ho avuto modo di lavorarci sopra”, ci dice Andreas dopo il match. “La cosa negativa della pausa è che ho giocato davvero poco e mi mancano partite. Quindi ogni partita che vinco per me è meglio così metto carburante nel serbatoio”. 36 anni, ma la voglia c’è ancora: “Sicuramente l’età non mi aiuta. L’importante però è stare bene fisicamente. Poi dipende anche dalla classifica, se inizi a scendere e cominci a giocare tante qualificazioni non è facile. La voglia però c’è ancora. Un sogno per l’ultima fase di carriera? “Difficile da dire, in fin dei conti ho 36 anni. Non so quante altre occasioni potrò avere. Un sogno sarebbe comunque di andare avanti in Davis. Anche l’anno scorso ci ha detto un po’ male.

Massimo Gaiba

 

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