ATP Cincinnati: Djokovic rimonta Raonic per il doppio Golden Master

ATP

ATP Cincinnati: Djokovic rimonta Raonic per il doppio Golden Master

Nole non gioca il primo set per via del torcicollo, ma esce alla distanza e rimane imbattuto nel 2020. Qualcuno potrà impensierirlo allo US Open?

Pubblicato

il

Novak Djokovic con il trofeo (Credit: wsopen.com).

Novak Djokovic non si ferma più: 23 vittorie su 23 in stagione e titolo al Western & Southern Open di Cincinnati/New York, battendo Milos Raonic per 1-6 6-3 6-4 in due ore sul Louis Armstrong. Djokovic ha trovato un’impresa per certi versi storica: è diventato il primo uomo a vincere ogni 1000 almeno due volte, pur con il caveat di questo torneo “fuori sede”, completando così il suo secondo “Career Golden Master” – il primo l’ha incamerato due anni fa battendo Federer sempre nello stesso torneo, allora in Ohio, oggi nella Grande Mela. Inoltre, la vittoria gli ha dato a Nole il trentacinquesimo Master 1000 della carriera, pareggiando il primato di Nadal.

I giocatori non avrebbero essere potuto più soli sull’isola, quasi degli eroi byroniani: non c’era il pubblico, il tetto era chiuso perché gli dei del nord-est atlantico hanno fatto piovere, e soprattutto i due sono fra i più vocali sostenitori del nuovo sindacato giocatori – abbastanza strano se pensiamo che giocavano una finale del livello più alto fra i tornei organizzati dall’associazione da cui si stanno staccando. Insomma, un clima peculiare.

Gli head-to-head dicevano 10-0 Djokovic, con otto vittorie senza perdere set, l’ultima delle quali nel due su tre è stata proprio a Cincinnati, quella vera (quarti di finale 2018, 6-3 Nole al terzo), mentre l’ultimo incontro in assoluto è stato il quarto australiano di gennaio, quando Raonic che fino a quel momento non aveva perso set nulla poté contro quella macchina da break che risponde al nome di Novak Djokovic. La differenza fra i due l’ha sempre fatta la precisione del rovescio del serbo, che impedisce a Raonic di girare attorno al dritto, e la sua solidità in risposta (41% di punti vinti durante il torneo), che inevitabilmente intacca la fiducia del canadese nel suo colpo migliore.

 

Raonic però ha giocato splendidamente per tutta la settimana, sparando 88 ace in cinque partite e perdendo la battuta solo contro Krajinovic e vincendo l’86% dei punti vinti sulla prima, e voleva diventare il primo unseeded a vincere il torneo nell’Era Open alla sua quarta finale 1000. Finalmente sano, a dispetto delle battute di Fognini, ha dimostrato di valere molto più del proprio ranking attuale di N.30, mostrando una delle migliori condizioni atletiche della carriera.

Entrambi sono passati da un match complicato durante il torneo: per Raonic è stato il quarto contro un altro serbo, Filip Krajinovic, mentre per Nole è stata la maratona di tre ore di ieri sera contro Roberto Bautista Agut.

PRIMO SET – E proprio il match di ieri ha condizionato l’inizio della partita: il canadese ha spinto da subito, prendendo spesso la rete (6/7 nel set) e sfruttando un servizio slice poco angolato per salire a palla break, annullata però da una prima vincente. Djokovic ha puntato molto sulla risposta bloccata di dritto per far giocare più scambi possibili al canadese, che però è inizialmente riuscito a impattare un grande volume di dritti (oltre il triplo dei rovesci), spesso vincenti.

Fin da subito, però, è stato chiaro che il torcicollo di inizio settimana non fosse passato a Djokovic, e il break è arrivato quasi senza colpo ferire da parte di Raonic: il serbo non è riuscito ad angolare lo slice per via del dolore al collo, esponendosi alla risposta di dritto da destra, e due doppi falli l’hanno condannato all’1-3. Bravo Raonic (che nel set iniziale ha avuto palle break in ogni turno di risposta) a tenere alta la percentuale di prime per confermare facilmente la fuga.

Djokovic ha chiaramente cercato di forzare i servizi (le sue velocità medie sulla prima e sulla seconda sono infatti state rispettivamente di 117 e 102 miglia orarie), consapevole di non poter scambiare, ma non è servito, anzi. Il set si è chiuso in un lampo, con un altro doppio fallo del serbo, anche se va sottolineata la grande mobilità e soprattutto il rovescio lungolinea del canadese, entrambi probabilmente al loro picco. Il 6-1 si è consumato in 31 minuti, suggellato da un ace esterno da destra.

SECONDO SET Con il passare dei minuti, però, la situazione è progressivamente migliorata per il numero uno ATP: la percentuale di prime è rimasta bassa, ma è salita la precisione con la seconda (la velocità è scesa proprio perché non essendoci più rigidità nel collo il serbo è riuscito a trovare meglio gli spot che voleva), ed è stato sufficiente per tenere un paio di giochi al servizio, il secondo con qualche patema.

Il primo momento in cui Djokovic sembrava poter girare la partita è arrivato nel quarto gioco, salendo 30-30 con un rovescio vincente (Gronchi Rosa fino a quel momento), ma Raonic ha tenuto splendidamente con una volée bimane su un passante di dritto ravvicinato, e ha tenuto per il 2-2:

Raonic ha comunque iniziato a essere più falloso, crollando con la seconda e mostrando la sudditanza di sempre nei confronti dell’avversario, sbagliando dritti che erano entrati per tutta la settimana (nove unforced con il colpo nel set): un’altra sliding door, stavolta dirimente, è arrivata nel turno successivo, quando è arrivata la prima palla break del match per Djokovic, che l’ha sfruttata tenendo in campo una prima centrale per poi infilare la combinazione brevettata di passanti – fra i piedi in corsa e potente in cross, e 4-2.

Raonic ha tentato di riaprire i giochi quando Djokovic è andato a servire per il set sul 5-3, salendo 0-30 proprio con gli elementi elogiati in precedenza (rovescio lungolinea e mobilità) ma Nole non ha perso la calma, e ha chiuso dopo 72 minuti quando un dritto dell’avversario è stato accompagnato fuori dal nastro.

TERZO SET Raonic però è stato estremamente metodico: ha visto gli errori da fondo salire, e ha aperto il terzo cercando la rete, e nel game successivo gli è bastato un doppio fallo del serbo per riprendere l’abbrivio e breakkare con delle precise risposte di dritto. Il vantaggio è durato poco, però: Djokovic si è adattato in fretta alle discese del nativo di Titograd e l’ha passato due volte, prendendosi la tripla palla del contro-break con una risposta vincente per tornare in partita a zero:

Raonic ha continuato a cercare l’approccio alla rete, ma senza successo, e Djokovic è salito 0-40 per il secondo turno consecutivo su un errore di rovescio (sette-punti-sette vinti di fila sul servizio del canadese): Raonic ha salvato le prime due, ma una difesa fenomenale su un rovescio pittorico, e ha portato il canadese a mettere un dritto in rete, dandogli il vantaggio.

Superato, per Raonic il servizio vincente è passato da condizione sufficiente a necessaria per fare il punto, e pur risollevandosi dal 2-4 0-30 che sembrava definitivo, non sembrava in grado di crearsi la chance per rientrare, quando ecco la sorpresa: 5-4 30-0 Djokovic e arriva il tentennamento, con un errore di rovescio che ha riportato Raonic sul 30-30, prima che un nuovo vincente bimane desse al canadese la palla del clamoroso contro-break, ma un errore di dritto l’ha condannato. Il serbo si è poi difeso alla grande su un’altra incudine lungolinea, e ha chiuso su un errore di dritto dell’avversario.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI –Gli ultimi tre-quattro giorni ho avuto dei problemi fisici, sono orgoglioso di questa vittoria. Serve così bene da mettere pressione sul tuo turno di servizio”, ha detto nell’intervista post-match. “Siamo grati per l’opportunità di poter competere di nuovo; per me poi c’è il bonus di farlo sulla mia superficie preferita vincendo il torneo. Ci stiamo ancora abituando a queste condizioni, sono davvero insolite, ma tutti stanno facendo del proprio meglio per far sì che possiamo continuare a giocare”.

“Novak, io sono contento se inizio la stagione con tre vittorie di fila, tu ne hai 23! Sono grato che il tennis sia tornato nonostante tutti problemi creati dal Covid”, ha detto Raonic nel discorso di premiazione, per poi commentare sull’attuale situazione degli Stati Uniti: “In Canada, tutti si possono sentire sicuri quando camminano per la strada, spero che in America ci possano essere dei cambiamenti che consentano a ogni uomo, donna e bambino di colore possa sentirsi altrettanto sicuro“.

Djokovic ha rivolto un ringraziamento particolare al suo fisioterapista, Ulises Badio: “Uli ha fatto un grande lavoro ieri sera e stamattina per rimettermi in piedi. Goran, sei il miglior coach del mondo ma il peggior giocatore di Uno! Voglio salutare tutti gli appassionati di tennis a Cincinnati, siete una delle ragioni per cui facciamo questo lavoro e speriamo di vedervi presto”. Anche il serbo ha poi chiuso con un messaggio di pace.

Ottantesimo torneo vinto in carriera per Djokovic su 114 finali, trentacinquesimo Master 1000 come detto (su 51) e vantaggio incrementato su Nadal in classifica (+1010 punti) – settimana N.284 in vetta in arrivo, Sampras è sempre più vicino a 286. Per Raonic quarta sconfitta su quattro finali di categoria, quindicesima su 23 finali, ma grande balzo di classifica, +12 fino al diciottesimo posto. Adesso appuntamento fra due giorni nello stesso posto, ma per un trofeo di una caratura un po’ più elevata: tornano gli Slam.


Il tabellone maschile dello US Open 2020
Il tabellone femminile dello US Open 2020

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Colonia 2: Zverev si prende la rivincita, Sinner si arrende in due set

Jannik si porta avanti un break all’inizio poi è sempre in ritardo nel punteggio. Il tedesco di nuovo in finale a Colonia, una settimana dopo

Pubblicato

il

[1] A. Zverev b. [WC] J. Sinner 7-6(3) 6-3

Non l’aveva digerita quella sconfitta negli ottavi a Parigi, Alexander Zverev contro il ragazzino, stavolta ci ha messo tutta l’attenzione del caso. Il tedesco vince con merito la semifinale del secondo ATP di Colonia e torna in finale. Sinner gioca un buon match, parte a razzo portandosi avanti di un break nel terzo gioco ma poi non riesce a mettere in difficoltà negli scambi da dietro il N.7 del mondo che avrebbe potuto chiudere il primo set molto prima del tie-break resosi poi necessario. Sascha ha servito per chiuderlo due volte prima sul 5-4 e poi sul 6-5, senza successo.

Nel tie-break però Jannik perde il filo del discorso con un paio di errori di rovescio di troppo e in pochi minuti cede il gioco decisivo per 7 punti a 3. Al di là di qualche demerito del nostro giocatore, è più che altro l’incidenza del servizio a fare la differenza sebbene Zverev non risparmi i consueti doppi falli. Nel primo parziale il tedesco raccoglie il 76% con la prima contro il 58% del suo avversario e sono quei pochi punti in più a fare la differenza.

 

Nel secondo set Zverev, sullo slancio prende subito un break di vantaggio e si invola rapidamente 4-1 senza concedere nulla a Jannik che rischia di affondare quando nel sesto gioco concede un’altra palla break. Si salva e poi nel settimo gioco dà tutto quello che ha per riaprire la partita: un game fiume che dura 16 punti in cui si issa due volte a palla break senza però avere particolari rimpianti in entrambe le occasioni.

La partita più dura affrontata da Zverev in questa serata è quasi comica: già più volte in precedenza ma in particolare nel sedicesimo punto del gioco, il tedesco, incurante del fatto che in questo torneo non ci siano i giudici di linea in campo ma solo Hawk-Eye “LIVE“, continua a lamentarsi delle chiamate della macchina che pure gli mostra in continuazione come abbia puntualmente torto. Persino il glaciale Sinner non ne può più quando il suo avversario va a guardare la riga su un servizio fuori nettamente. Zverev non gradisce e dice al “bambino” di stare tranquillo, gli spara un ace di seconda e poi continua a parlarci mentre va a sedersi per il cambio campo. Non proprio un comportamento elegantissimo, ma che testimonia quanto Sascha sentisse l’incontro dopo la sconfitta in 4 set al Roland Garros. Tiene poi a zero il servizio e centra la seconda finale consecutiva. Sa bene però che nei prossimi anni, il “bambino” migliorerà ancora e a quel punto avrà di che preoccuparsi.

Per quanto riguarda Sinner i miglioramenti auspicabili sono sempre quelli: una resa migliore della prima di servizio e un miglioramento almeno parziale del gioco di volo che anche oggi ha mostrato più di una lacuna. Impossibile però “fare le pulci” a un ragazzo di 19 anni che in un anno disastrato come il 2020 è riuscito a portarsi già a ridosso dei primi 40 del mondo. Ora si va a Vienna dove il tabellone sarà ostico ma con la chance di un palcoscenico di altissimo livello.

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

Sinner ritrova Zverev a Colonia. Semifinale LIVE su Supertennis alle 19

Venti giorni dopo la vittoria negli ottavi di finale di Parigi, Sascha avrà la chance di vendicare la sconfitta contro Jannik nella sua Germania, stavolta sul veloce. Ma l’azzurro ha le carte in regola per sperare in un’altra vittoria

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (foto Twitter @Rolandgarros)

Sarà un sabato sera nel segno di Jannik Sinner, in campo nelle semifinali dell’ATP 250 di Colonia. È la seconda semifinale della carriera per l’altoatesino, dopo quella giocata dodici mesi fa ad Anversa (perse contro Wawrinka), torneo che si gioca in parallelo a quello tedesco proprio questa settimana. Sarà impegnato nella prima semifinale programma sul bett1 Centre Court alle ore 19, subito dopo la semifinale di doppio tra Daniell/Oswald e Krawietz/Mies (campioni del Roland Garros) che si giocherà alle 16 e sarà visibile su Supertennis. In caso di vittoria, Sinner giocherebbe la sua prima finale a livello ATP e sarebbe il più giovane a farlo (a 19 anni e 2 mesi) dopo Felix Auger Aliassime (18 anni e 10 mesi a Stoccarda ’19).

Felix ha perso finora tutte e sei le finali ATP disputate, l’ultima domenica scorsa contro Alexander Zverev proprio sul Centrale di Colonia, nel primo dei due tornei che questi impianti ospitano. Non l’avevamo ancora nominato, ma sarà Sascha a sfidare Sinner per un posto in finale. L’unico precedente è molto vicino nel tempo. Risale all’ultimo Roland Garros, precisamente a domenica 4 ottobre, quando Jannik riuscì a vincere in quattro set negli ottavi di finale (6-3 6-3 4-6 6-3) e a raggiungere il primo quarto di finale Slam, poi perso contro il marziano Nadal.

Partiamo col dire che sarà un match molto diverso rispetto a quello di Parigi, perché sicuramente scenderà in campo tutto un altro Zverev. Come ammesso da lui stesso in conferenza stampa post match, giocò la partita contro Sinner con alcuni sintomi influenzali (febbre e congestione nasale, ma non risultò positivo al Covid) che limitarono molto la sua azione e la sua tenuta fisica. Nelle ultime settimane ha invece dimostrato di essere in ottima forma: ha accumulato anche un discreta dose di fiducia, fondamentale per fare rendere al meglio il suo gioco (e soprattutto il suo servizio) e la voglia di vendicare quella sconfitta è tanta. Su una superficie diversa (ma pur essendo cemento indoor, la palla non viaggia tantissimo) i colpi di inizio gioco faranno la differenza. Sinner ha dimostrato di saper comunque vincere una partita di soli scambi da fondo contro Simon, ma ha dovuto gestire un lungo momento di difficoltà in cui ha perso otto game consecutivi.

 

Ciò che sta funzionando alla grande è la risposta: Jannik è leader della classifica dei game di ribattuta vinti questa settimana (15 su 28, il 54%) e nella percentuale di palle break convertite (15 su 20, 75%). Sarà difficile confermare queste statistiche contro il servizio di Zverev: il tedesco è primo per punti vinti con la prima (81%) e secondo per numero di ace (21). Ha però perso il servizio già tre volte e nei primi due match è stato sempre costretto a giocare il terzo set. Non è così scontato che il “veloce” favorisca Zverev (quattro titoli indoor), poiché Jannik ha dimostrato di trovarsi alla grande anche su questa superficie; come ci siamo già permessi di dire, questi campi sembrano stargli a pennello una camicia su misura. Nel match di Parigi ha gestito alla grande la diagonale di rovescio e anche stavolta la partita si giocherà proprio lì. L’azzurro dovrà fare più attenzione al dritto, poiché su questa superficie ha un po’ meno tempo per aprire il colpo rispetto alla terra battuta, ma nei primi due turni è riuscito a gestirlo abbastanza bene. Farà due su due contro Sascha o ci sarà la rivincita del tedesco?

Continua a leggere

ATP

ATP Colonia 2: Sinner risolve il rebus Simon, è in semifinale

L’azzurro vince il primo set poi subisce un parziale di 8 giochi consecutivi, poi la vince da campione alla stretta finale

Pubblicato

il

Jannik Sinner – ATP Colonia 2, 2020 (foto via Twitter @bett1hulks)

Dopo le vittorie senza correre alcun rischio dei primi due turni, ne arriva una sofferta per Jannik Sinner, che supera in oltre due ore e mezza un Gilles Simon tornato per lunghi tratti ad alti livelli, proponendo il suo tennis fatto di difese e contrattacchi attenti e intelligenti. A un primo parziale che presagiva un’altra giornata in discesa per Sinner, Simon ha reagito come poche volte ha saputo fare quest’anno, disinnescando Jannik e imprigionandolo in scambi lunghi e uscendo per troppe volte vincitore dei giochi arrivati ai vantaggi. Proprio quest’ultimo aspetto avrebbe potuto dare il colpo di grazia all’azzurro n. 46 ATP che ha invece saputo reagire nel finale e prendersi un risultato che lo fa virtualmente avanzare di altre tre posizioni in classifica.

Non si può non attribuire importanza ai successi netti ma per nulla che scontati contro Duckworth ed Herbert, che hanno tentato, spesso con esiti positivi, di farlo uscire dalla sua zona di comfort (lo scambio ad alta intensità da fondo campo), ma l’incontro di questo venerdì fornisce ulteriori positive indicazioni sulla tenuta mentale e sulla voglia di restare in campo a lottare di Jannik anche quando non tutto gira alla perfezione e l’avversario ha trovato il modo di rendertela molto difficile facendoti anche provare il sapore amaro del bagel.

IL MATCH – Sinner parte al servizio (vinto il sorteggio, ha lasciato la scelta a Simon) e subito si inguaia per non aver chiuso uno smash, uno degli aspetti “migliorabili” del suo tennis; riceve una sanzione per violazione di tempo mentre indugia sul 15-40 e viene poi intrappolato in uno scambio in cui Simon mette la palla nei punti giusti con la sua manina delicata. Complice il servizio francese in termini di (poche) prime battute in campo, non solo arriva immediato il controbreak, ma è l’azzurro ad allungare. Pungolato dal rovescio lungolinea e dal dritto incrociato di Sinner, Gilou concede dalla parte destra, mentre la diagonale sinistra non gli è così favorevole come in altre occasioni.

Sul 4-2, il diciannovenne di Sesto Pusteria tenta nuovamente di regalare il turno di servizio dopo uno smash sul quale la racchetta gli sfugge di mano e va a toccare la rete; questa volta è però bravo e attento a risalire dal 15-40 e a cancellare altre due opportunità di rientro, per poi fare finalmente suo il game chiudendo una bella mezza volata di rovescio, colpo spettacolare che esce in modo naturale anche a chi sta ancora imparando come gestire quella zona del campo. Senza ulteriori emozioni, Jannik incamera poi il parziale per 6-3.

Non è una stagione particolarmente fortunata per Simon, che con la vittoria agli ottavi su Shapovalov ha appena riportato in attivo il bilancio dei suoi 19 match ATP, ma si presenta all’avvio della seconda partita nella sua versione più solida, preferendo spesso le vie centrali e, appena l’altro gli dà l’opportunità di aprire il campo, la sfrutta e fa male soprattutto con il rovescio. Ingabbiato in troppi scambi lunghi da un avversario che ormai sbaglia pochissimo e direziona i colpi con la calma e la precisione di chi sta prendendo l’inesorabile controllo su una scacchiera, un Sinner in affanno non riesce a contenere l’emorragia dei giochi. Non lo aiuta quel 54% di prime in campo, alle quali Simon risponde peraltro con continuità, e il 6-0 giunge pressoché inevitabile.

Se il toilet break non pare aver sortito effetti terapeutici per Jannik, lo fa un nastro fortunato che risveglia il nostro e dà il la alla rincorsa in un game di apertura che stava scivolando con facilità verso le rive francesi. Sulla palla break, tuttavia, Simon si difende con efficacia fino all’errore azzurro, mette a referto il settimo gioco consecutivo e va a prendersi anche l’ottavo. Ci vuole una mano da parte dell’autore del libro “Ce sport que rend fou” e arriva sotto forma di doppio fallo, il primo del match, dopo il quale Sinner ricomincia a colpire con violenza e sicurezza fino ad agguantare il 2 pari. C’è rabbia per l’errore che consegna il quinto gioco al n. 8 ATP (si prende anche il warning) e ci sono tre errori che rischiano di compromettere il successivo turno di battuta, ma Jannik è tutt’altro che disposto a farsi da parte, alza la testa, continua a infierire sulle sfere di feltro giallo, mette a segno anche un paio di belle smorzate ed è lui a piazzare l’allungo. Simon resta in scia, giusto per mettere alla prova il servizio del teenager sul 5-4.

Prova che il nostro non fallisce, nonostante il game si trascini ancora una volta oltre la parità (ha perso ai vantaggi sette giochi consecutivi tra il secondo set e l’inizio del terzo) e nonostante le tre palle break concesse (diventano 21 contro 5). Anzi, forse sono proprio le difficoltà e la tensione del punteggio dell’ultimo gioco ad aggiungere valore alla vittoria di Sinner che gli permette di raggiungere la sua seconda semifinale nel Tour, dopo quella di un anno fa ad Anversa in cui fu sconfitto da Wawrinka, e di scavalcare Nick Kyrgios nella classifica ATP al n. 43, una manciata di punti dietro un altro azzurro: Lorenzo Sonego.

SARÀ SASCHA – Sabato, non prima delle 19, sarà rivincita del match di Parigi contro un Alexander Zverev in serata tutt’altro che perfetto di fronte ad Adrian Mannarino. In vantaggio di un set, può chiudere la contesa con la battuta sul 5-3, ma, oltre al prevedibile doppio fallo, rimane troppo passivo e lascia che Mannarino comandi gli scambi e inizi la rimonta. Incurante del MTO preso dal ventitreenne di Amburgo sul 6-5 per farsi trattare la zona dell’anca sinistra, Adrian tiene il servizio e si aggiudica il tie-break. Nel set decisivo, l’efficacia della prima palla di Sascha torna a salire (un solo punto perso come nel primo parziale) e regala addirittura il game perfetto (quello sì) per confermare il break sul 4-3. Al (secondo) momento della verità, arrivano due doppi falli, ma Zverev non tira indietro il braccio negli altri punti e alle 22.15, dopo due ore e quaranta minuti, si prende la seconda semifinale consecutiva a Colonia.

NON È LA WTA – Passato un giorno da quando Cori Gauff si era inutilmente issata sul 5-2 e servizio per chiudere il match contro Aryna Sabalenka, tocca ad Alejandro Davidovich Fokina smentire l’annesso commento “solo nella WTA”. Anzi, rilancia pure, perché non gli bastano il vantaggio di 6-2 5-2 con la battuta, il match point all’ottavo gioco e trovarsi di nuovo a servire sul 6-5. Capita contro Diego Schwartzman, in un finale di set (perso appunto al tie-break, sotto gli occhi di Sascha Zverev a bordo campo con la racchetta in mano come a dire “ehi, ragazzi, ho prenotato il campo alle 18”) in cui giocava una smorzata ogni due punti – o forse ogni due scambi. Il copione scontato dice che non ci sarà partita nel parziale decisivo e così è, con lo sfavorito che crolla dopo l’occasione sfumata.

Ultimo “quindici” mancante a parte, Davidovich ha confermato il periodo di forma, dopo la semifinale lottata contro Zverev su questo stesso campo la settimana scorsa. Non c’erano invece dubbi a proposito di Schwartzman che, nonostante fosse sul punto di tornare a casa dopo poco più di un’ora, è rimasto presente, facendosi trovare pronto quando è apparsa la prima, quasi impercettibile crepa nella solidità andalusa.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. G. Simon 6-3 0-6 6-4
[2] D. Schwartzman b. A. Davidovich Fokina 2-6 7-6(3) 6-1
[1] A. Zverev b. [8] A. Mannarino 6-4 6-7(5) 6-4
[5] F. Auger-Aliassime b. Y. Nishioka 6-3 6-4

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement