ATP Cincinnati: Djokovic rimonta Raonic per il doppio Golden Master

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ATP Cincinnati: Djokovic rimonta Raonic per il doppio Golden Master

Nole non gioca il primo set per via del torcicollo, ma esce alla distanza e rimane imbattuto nel 2020. Qualcuno potrà impensierirlo allo US Open?

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Novak Djokovic con il trofeo (Credit: wsopen.com).

Novak Djokovic non si ferma più: 23 vittorie su 23 in stagione e titolo al Western & Southern Open di Cincinnati/New York, battendo Milos Raonic per 1-6 6-3 6-4 in due ore sul Louis Armstrong. Djokovic ha trovato un’impresa per certi versi storica: è diventato il primo uomo a vincere ogni 1000 almeno due volte, pur con il caveat di questo torneo “fuori sede”, completando così il suo secondo “Career Golden Master” – il primo l’ha incamerato due anni fa battendo Federer sempre nello stesso torneo, allora in Ohio, oggi nella Grande Mela. Inoltre, la vittoria gli ha dato a Nole il trentacinquesimo Master 1000 della carriera, pareggiando il primato di Nadal.

I giocatori non avrebbero essere potuto più soli sull’isola, quasi degli eroi byroniani: non c’era il pubblico, il tetto era chiuso perché gli dei del nord-est atlantico hanno fatto piovere, e soprattutto i due sono fra i più vocali sostenitori del nuovo sindacato giocatori – abbastanza strano se pensiamo che giocavano una finale del livello più alto fra i tornei organizzati dall’associazione da cui si stanno staccando. Insomma, un clima peculiare.

Gli head-to-head dicevano 10-0 Djokovic, con otto vittorie senza perdere set, l’ultima delle quali nel due su tre è stata proprio a Cincinnati, quella vera (quarti di finale 2018, 6-3 Nole al terzo), mentre l’ultimo incontro in assoluto è stato il quarto australiano di gennaio, quando Raonic che fino a quel momento non aveva perso set nulla poté contro quella macchina da break che risponde al nome di Novak Djokovic. La differenza fra i due l’ha sempre fatta la precisione del rovescio del serbo, che impedisce a Raonic di girare attorno al dritto, e la sua solidità in risposta (41% di punti vinti durante il torneo), che inevitabilmente intacca la fiducia del canadese nel suo colpo migliore.

 

Raonic però ha giocato splendidamente per tutta la settimana, sparando 88 ace in cinque partite e perdendo la battuta solo contro Krajinovic e vincendo l’86% dei punti vinti sulla prima, e voleva diventare il primo unseeded a vincere il torneo nell’Era Open alla sua quarta finale 1000. Finalmente sano, a dispetto delle battute di Fognini, ha dimostrato di valere molto più del proprio ranking attuale di N.30, mostrando una delle migliori condizioni atletiche della carriera.

Entrambi sono passati da un match complicato durante il torneo: per Raonic è stato il quarto contro un altro serbo, Filip Krajinovic, mentre per Nole è stata la maratona di tre ore di ieri sera contro Roberto Bautista Agut.

PRIMO SET – E proprio il match di ieri ha condizionato l’inizio della partita: il canadese ha spinto da subito, prendendo spesso la rete (6/7 nel set) e sfruttando un servizio slice poco angolato per salire a palla break, annullata però da una prima vincente. Djokovic ha puntato molto sulla risposta bloccata di dritto per far giocare più scambi possibili al canadese, che però è inizialmente riuscito a impattare un grande volume di dritti (oltre il triplo dei rovesci), spesso vincenti.

Fin da subito, però, è stato chiaro che il torcicollo di inizio settimana non fosse passato a Djokovic, e il break è arrivato quasi senza colpo ferire da parte di Raonic: il serbo non è riuscito ad angolare lo slice per via del dolore al collo, esponendosi alla risposta di dritto da destra, e due doppi falli l’hanno condannato all’1-3. Bravo Raonic (che nel set iniziale ha avuto palle break in ogni turno di risposta) a tenere alta la percentuale di prime per confermare facilmente la fuga.

Djokovic ha chiaramente cercato di forzare i servizi (le sue velocità medie sulla prima e sulla seconda sono infatti state rispettivamente di 117 e 102 miglia orarie), consapevole di non poter scambiare, ma non è servito, anzi. Il set si è chiuso in un lampo, con un altro doppio fallo del serbo, anche se va sottolineata la grande mobilità e soprattutto il rovescio lungolinea del canadese, entrambi probabilmente al loro picco. Il 6-1 si è consumato in 31 minuti, suggellato da un ace esterno da destra.

SECONDO SET Con il passare dei minuti, però, la situazione è progressivamente migliorata per il numero uno ATP: la percentuale di prime è rimasta bassa, ma è salita la precisione con la seconda (la velocità è scesa proprio perché non essendoci più rigidità nel collo il serbo è riuscito a trovare meglio gli spot che voleva), ed è stato sufficiente per tenere un paio di giochi al servizio, il secondo con qualche patema.

Il primo momento in cui Djokovic sembrava poter girare la partita è arrivato nel quarto gioco, salendo 30-30 con un rovescio vincente (Gronchi Rosa fino a quel momento), ma Raonic ha tenuto splendidamente con una volée bimane su un passante di dritto ravvicinato, e ha tenuto per il 2-2:

Raonic ha comunque iniziato a essere più falloso, crollando con la seconda e mostrando la sudditanza di sempre nei confronti dell’avversario, sbagliando dritti che erano entrati per tutta la settimana (nove unforced con il colpo nel set): un’altra sliding door, stavolta dirimente, è arrivata nel turno successivo, quando è arrivata la prima palla break del match per Djokovic, che l’ha sfruttata tenendo in campo una prima centrale per poi infilare la combinazione brevettata di passanti – fra i piedi in corsa e potente in cross, e 4-2.

Raonic ha tentato di riaprire i giochi quando Djokovic è andato a servire per il set sul 5-3, salendo 0-30 proprio con gli elementi elogiati in precedenza (rovescio lungolinea e mobilità) ma Nole non ha perso la calma, e ha chiuso dopo 72 minuti quando un dritto dell’avversario è stato accompagnato fuori dal nastro.

TERZO SET Raonic però è stato estremamente metodico: ha visto gli errori da fondo salire, e ha aperto il terzo cercando la rete, e nel game successivo gli è bastato un doppio fallo del serbo per riprendere l’abbrivio e breakkare con delle precise risposte di dritto. Il vantaggio è durato poco, però: Djokovic si è adattato in fretta alle discese del nativo di Titograd e l’ha passato due volte, prendendosi la tripla palla del contro-break con una risposta vincente per tornare in partita a zero:

Raonic ha continuato a cercare l’approccio alla rete, ma senza successo, e Djokovic è salito 0-40 per il secondo turno consecutivo su un errore di rovescio (sette-punti-sette vinti di fila sul servizio del canadese): Raonic ha salvato le prime due, ma una difesa fenomenale su un rovescio pittorico, e ha portato il canadese a mettere un dritto in rete, dandogli il vantaggio.

Superato, per Raonic il servizio vincente è passato da condizione sufficiente a necessaria per fare il punto, e pur risollevandosi dal 2-4 0-30 che sembrava definitivo, non sembrava in grado di crearsi la chance per rientrare, quando ecco la sorpresa: 5-4 30-0 Djokovic e arriva il tentennamento, con un errore di rovescio che ha riportato Raonic sul 30-30, prima che un nuovo vincente bimane desse al canadese la palla del clamoroso contro-break, ma un errore di dritto l’ha condannato. Il serbo si è poi difeso alla grande su un’altra incudine lungolinea, e ha chiuso su un errore di dritto dell’avversario.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI –Gli ultimi tre-quattro giorni ho avuto dei problemi fisici, sono orgoglioso di questa vittoria. Serve così bene da mettere pressione sul tuo turno di servizio”, ha detto nell’intervista post-match. “Siamo grati per l’opportunità di poter competere di nuovo; per me poi c’è il bonus di farlo sulla mia superficie preferita vincendo il torneo. Ci stiamo ancora abituando a queste condizioni, sono davvero insolite, ma tutti stanno facendo del proprio meglio per far sì che possiamo continuare a giocare”.

“Novak, io sono contento se inizio la stagione con tre vittorie di fila, tu ne hai 23! Sono grato che il tennis sia tornato nonostante tutti problemi creati dal Covid”, ha detto Raonic nel discorso di premiazione, per poi commentare sull’attuale situazione degli Stati Uniti: “In Canada, tutti si possono sentire sicuri quando camminano per la strada, spero che in America ci possano essere dei cambiamenti che consentano a ogni uomo, donna e bambino di colore possa sentirsi altrettanto sicuro“.

Djokovic ha rivolto un ringraziamento particolare al suo fisioterapista, Ulises Badio: “Uli ha fatto un grande lavoro ieri sera e stamattina per rimettermi in piedi. Goran, sei il miglior coach del mondo ma il peggior giocatore di Uno! Voglio salutare tutti gli appassionati di tennis a Cincinnati, siete una delle ragioni per cui facciamo questo lavoro e speriamo di vedervi presto”. Anche il serbo ha poi chiuso con un messaggio di pace.

Ottantesimo torneo vinto in carriera per Djokovic su 114 finali, trentacinquesimo Master 1000 come detto (su 51) e vantaggio incrementato su Nadal in classifica (+1010 punti) – settimana N.284 in vetta in arrivo, Sampras è sempre più vicino a 286. Per Raonic quarta sconfitta su quattro finali di categoria, quindicesima su 23 finali, ma grande balzo di classifica, +12 fino al diciottesimo posto. Adesso appuntamento fra due giorni nello stesso posto, ma per un trofeo di una caratura un po’ più elevata: tornano gli Slam.


Il tabellone maschile dello US Open 2020
Il tabellone femminile dello US Open 2020

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L’ATP annuncia nuove modifiche al calendario: si gioca a Singapore e Marbella

Ufficializzati due nuovi tornei, a Singapore (22-28 febbraio) e Marbella (5-11 aprile). Il torneo di Budapest si sposta a Belgrado, mentre Houston viene cancellato

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Come già nella passata stagione, anche nel 2021 il calendario del tennis sarà suscettibile di varie modifiche e aggiunte in corso d’opera in modo da far fronte all’emergenza coronavirus, garantendo al tempo stesso un adeguato numero di eventi. L’ATP ha dunque annunciato l’inserimento di due nuovi tornei, cui è stata concessa una licenza della validità di un anno. Il primo si disputerà sul cemento indoor di Singapore nella settimana successiva all’Australian Open (22-28 febbraio), mentre il secondo avrà luogo a Marbella, in Spagna, dal 5 all’11 aprile e la superficie prescelta sarà la terra rossa.

Per dare ai tennisti maggiori possibilità di giocare e guadagnare, l’ATP ha inoltre aumentato le dimensioni dei tabelloni di alcuni tornei. il caso del torneo di Dubai il cui tabellone principale passerà da 32 a 48 giocatori, mentre quello delle qualificazioni verrà allargato da 16 a 24. Anche i tornei di Acapulco, Cordoba e Santiago del Chile disporranno di tabelloni allargati da 16 a 32 giocatori per le qualificazioni.

Altre misure di aggiornamento del calendario prevedono lo spostamento del torneo di Budapest a Belgrado (19-25 aprile) e la cancellazione dello storico U.S. Men’s Clay Court Championship di Houston (unico torneo nordamericano su terra) inizialmente programmato per la settimana del 5 aprile. Alla data attuale, tutti gli altri eventi presenti nel calendario ufficiale non subiscono variazioni.

 

L’ATP ha inoltre annunciato di essere disponibile a concedere altre licenze temporanee (valide per il solo 2021) in modo da riempire eventuali vuoti nel calendario.

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Presentate le Nitto ATP Finals 2021, le prime a Torino: previsto indotto di 600 milioni

40.000 biglietti già venduti su 180.000 disponibili. Il Governo ha versato i primi 18 milioni. Le parole del presidente FIT Angelo Binaghi, la sindaca Chiara Appendino, il presidente di Banca Intesa Gian Maria Gros-Pietro e Marco Lavazza

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(foto Sposito)

A dieci mesi esatti dal via, è stata presentata la prima edizione delle ATP Finals che si terrà a Torino. Il capoluogo piemontese sarà la sede dell’evento fino al 2025, succedendo a Londra, dove il torneo si è svolto dal 2009 al 2020. La conferenza stampa si è tenuta nel grattacielo di Intesa San Paolo a Torino, presentata da Angelo Mangiante di Sky Sport.

La più grande banca italiana, come ha fatto per la conferenza di presentazione odierna, sarà Host Partner (ossia padrone di casa) dell’evento di Torino. Confermando il ruolo che ricopre dal 2017, il colosso giapponese Nitto Denko Corporation sarà Title Partner e continuerà a dare il nome all’evento; tra i Platinum Sponsor figureranno Lavazza, FedEx ed Emirates, accompagnati dai Gold Partner EA7 Emporio Armani, Rolex e Acqua Valmora e dai Silver Partner Dunlop, Italgas e Iren luce gas e servizi.

LE VOCI DA TORINO

Il primo a intervenire è stato il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, che ha ripercorso le tappe che hanno portato le Finals in Italia: “Per noi riuscire ad avere le Finals a Torino è stato come scalare l’Everest. In questi ultimi anni ci siamo prefissi di scalare vette via via più alte. Gli Internazionali d’Italia in questo senso hanno rappresentato il Monte Bianco, da lì abbiamo capito che fosse giunto il momento per porci obiettivi ancora più ambiziosi. Al momento in cui è partita la gara per avere le Finals, il nostro Everest, ci siamo detti che al massimo saremmo potuti arrivare al campo base. Da lì siamo cresciuti, assieme anche a una giovane donna (Chiara Appendino), che non voleva fermarsi al campo base, ma voleva arrivare in cima. Allora ci abbiamo provato. Abbiamo trovato la guida di Giancarlo (Giorgetti, ex sottosegretario nel precedente Governo Conte, ndr), di grande esperienza e capacità. Arrivati quasi in cima senza nemmeno accorgercene, abbiamo dovuto metterci del nostro. Dopo sei mesi, siamo arrivati in cima all’Everest da alpinisti per caso, senza nemmeno volerlo fare all’inizio“.

 

Anche Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, è intervenuto a Torino per congratularsi con tutti coloro che hanno messo grande dedizione per raggiungere questo trionfo targato Italia: “I fattori principali per questo successo sono stati passione ed entusiasmo, per questo vanno i miei complimenti a tutti. È stata una combinazione di tante cose arrivare a questo risultato, frutto anche della credibilità. Lo standard fissato da Londra è molto alto con oltre tre milioni di spettatori, ma sono sicuro che Torino, la regione Piemonte e l’Italia potranno fare un ottimo lavoro. Da ex giocatore, il mio sogno oltre a vincere un Grande Slam è stato partecipare alle Finali ATP. Almeno potrò farlo da presidente e sono orgoglioso di farlo da italiano, per mostrare al mondo il nostro Paese e la nostra città. Inizieremo in un anno di Covid, ma siamo battaglieri e supereremo questa crisi“.

Si spera che nei prossimi cinque anni le ricadute sul movimento azzurro siano al di là di ogni più rosea aspettativa (ci sono già ottime premesse). Ma secondo Binaghi gli obiettivi sono anche altri: “Sui giocatori italiani potrà avere un impatto straordinario. Ci ha posto obiettivi totalmente differenti. Abbiamo una squadra straordinaria per organizzare una grande edizione 2021 delle ATP Finals, questo è il primo obiettivo. Grandi sponsor ci hanno affiancato per darci supporto, grande risposta è arrivata dalla prevendita dei biglietti. Un altro obiettivo è trasformare le oltre quindicimila persone che verranno ogni giorno a vedere i match da spettatori a tifosi.

Sul sogno di veder giocare un italiano a Torino: “Ambiamo a rendere i giocatori italiani i protagonisti della manifestazione: credo che nei cinque anni vedremo degli italiani giocare il Masters. Il terzo obiettivo è essere riconoscenti alle istituzioni locali per quello che hanno fatto: attraverso i comitati di gestione creati dobbiamo far sì che ci sia un ritorno economico per il territorio. Il quarto è dimostrare al governo che tra tutte le manifestazioni sportive di livello internazionale che saranno organizzate in Italia, quella con la maggiore redditività saranno le ATP Finals. Speriamo anche che il governo ci possa mettere in gara con tutte le altre manifestazioni, per metterci in concorrenza e fare il meglio per il Paese”.

Senza i nostri partner e i nostri sponsor questo evento non sarebbe possibile” ha concluso Gaudenzi. “Anche quelli del Tour, Nitto, Emirates, FedEx, Rolex, Dunlop, che continueranno a seguirci. Questo è l’evento più importante per l’ATP, spesso alle Finals si incorona il numero uno a fine anno. Attraverso i cinque continenti abbiamo un miliardo di appassionati su tutti e cinque i Continenti e vogliamo dare loro uno spettacolo di livello altissimo. Abbiamo lavorato sulla campagna marketing This is Tennis, per concentrarsi sugli aspetti peculiari del nostro sport“.

Riprendendo la parola, Binaghi ha presentato un pilastro dell’evento torinese, ovvero Intesa San Paolo: “L’istituzione finanziaria più alta del nostro Paese. Grazie a loro sentiamo di avere tutto il Paese con noi e siamo sicuri di organizzare una grande edizione delle ATP Finals” ha detto il presidente FIT.

Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, ha parlato così del torneo dei Maestri: “Noi crediamo che lo sport sia molto importante. Forma il carattere, il comportamento, fa aderire a principi di lealtà, di trasparenza ed impegno, che noi vogliamo far trionfare. Lo abbiamo fatto nel 2006 con le Olimpiadi Invernali. E di nuovo ora ci troviamo ad essere co-protagonisti di queste ATP Finals. Ma in Italia per due anni avremo ancora i NextGen. Ci troviamo a nostro agio nel sostenere qualcosa in cui crediamo profondamente e nel sostenere la città di Torino. Siamo la banca più grande d’Italia e qui in Piemonte promuoviamo le nuove iniziative. Abbiamo il grattacielo, ma in Piazza San Carlo apriremo una delle nuove sedi delle Gallerie d’Italia. Abbiamo in via San Francesco d’Assisi uno dei musei del risparmio più grandi del mondo, dove ora c’è anche la nostra sede. Continueremo a promuovere le iniziative con Tim e Google a Torino, Moncalieri e Settimo. Vogliamo continuare a essere legame con la crescita del territorio e la grande visione internazionale di cui lo sport è un elemento fondamentale“.

Gian Maria Gros-Pietro – Banca Intesa

Come già sottolineato da Binaghi, Chiara Appendino ha avuto un ruolo fondante nella corsa all’assegnazione dell’evento, per la quale Torino ha battuto Manchester, Singapore, Tokyo e Londra: “Sono un po’ emozionata, perché raccontiamo una bella storia nata in un modo incredibile. Ricordo una telefonata con un dirigente sportivo, che mi rispose che avessimo l’1% di possibilità di vittoria. Non abbiamo avuto paura di perdere e con grande lavoro di squadra siamo andati avanti tutti assieme. Non ci sono stati solo gli enti pubblici, ma tante aziende del territorio che hanno creduto in questa opportunità. Senza di loro non ce l’avremmo fatta. Sarà occasione di affrontare tutte le sfide del mondo moderno, accogliendo i migliori tennisti al mondo. Lo faremo facendo conoscere Torino e il nostro territorio al mondo. Vogliamo organizzare un evento che sia perfetto“.

Anche Marco Lavazza, vice presidente della storica azienda italiana che comparirà tra gli sponsor del torneo, è intervenuto nella conferenza stampa, confermando l’apporto che Lavazza ha intenzione di dare alla manifestazione: “Lavazza ha 125 anni di storia e di percorsi lunghi e difficili ne è consapevole. Abbiamo iniziato ad approcciarci al mondo del tennis legandoci al torneo più importante del mondo, Wimbledon. Non il modo più semplice. Lo abbiamo fatto non da vincenti, perché gli italiani quando vanno all’estero non partono mai con i migliori auspici. Quest’anno festeggiamo i dieci anni nel mondo del tennis e siamo pronti a portare anche in questo evento la nostra esperienza. Abbiamo cercato di portare il cuore e la competenza italiana e questo è stato riconosciuto e apprezzato, anche nei quattro tornei del Grande Slam. Speriamo, come dicevamo due anni fa a Wimbledon, che questo evento abbia ricedute positive su tutto il tessuto torinese e anche sul mondo del tennis. L’augurio più grande è che ci sia il pubblico presente per godere della manifestazione sportiva”.

PREVENDITA (da Supertennis.tv) – Le Nitto ATP Finals 2021 si disputeranno in 15 sessioni di gioco, di cui 8 pomeridiane e 7 serali. Dallo scorso 30 novembre è possibile acquistare biglietti per le singole sessioni e abbonamenti per l’intera manifestazione sul web. Sono stati già venduti oltre 40.000 dei potenziali 180.000 biglietti disponibili.

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ATP Delray Beach: Korda non ne ha più, secondo titolo per Hurkacz

Hubert Hurkacz vince il titolo a Delray Beach senza perdere un set. Sebastian Korda, seppur sconfitto, bussa alla Top100

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Hubert Hurkacz con il trofeo di Delray Beach 2021 (foto Twitter @DelrayBeachOpen)

(4) H. Hurkacz b. S. Korda 6-3 6-3

Il futuro può attendere ancora un po’ per il figlio d’arte Sebastian Korda (ATP n. 119), ma non ci sono dubbi che la strada intrapresa sia quella giusta. Dopo una settimana quasi trionfale, durante la quale quattro giocatori classificati più in alto di lui (Kwon, Paul, Isner e Norrie), l’ex campione juniores dell’Australian Open 2018 ha dovuto cedere il passo in finale alla maggiore esperienza e alla maggiore freschezza atletica del polacco Hubert Hurkacz, n. 35 ATP e testa di serie n. 4 del tabellone.

Entrato in campo con grande spavalderia, Korda ha subito ottenuto il break a zero aggredendo l’avversario con la risposta. Hurkacz tuttavia non si è fatto impressionare dalla partenza a razzo del suo avversario, e dall’1-3 del primo set ha infilato cinque giochi consecutivi per chiudere il primo parziale 6-3 in 34 minuti. Decisivo l’ottavo gioco, nel quale Korda ha ceduto la battuta da 30-0, iniziando ad avvertire il fastidio alla gamba sinistra che lo ha costretto poco dopo a chiedere un medical time-out. “Ho giocato diverse partite piuttosto lunghe questa settimana, ho cominciato a sentire un dolore all’adduttore che si propagava fino all’inguine ogni volta che atterravo dal servizio – ha spiegato Sebastian dopo la partita – In ogni modo non si tratta di una scusa, dal 2-1 del primo set è stato lui il giocatore migliore”.

 

L’intervento del fisioterapista sull’1-2 del secondo set non ha potuto far molto per migliorare la situazione della gamba di Korda, che ha continuato a fare esercizi di allungamento tra un punto e l’altro ed ha subito il break decisivo subito dopo, siglato da un doppio fallo e due errori gratuiti da fondocampo.

Secondo sigillo in carriera per Hurkacz, dopo il successo di Winston-Salem nel 2019, che gli vale l’ingresso nei Top 30 e nelle teste di serie per il prossimo Australian Open. Per il diciannovenne Korda, invece, un po’ di riposo a casa con la sua famiglia, che era in tribuna a Delray Beach per sostenerlo durante la finale: oltre a papà Petr (camipione dell’Australian Open 1998) e a mamma Regina (ex n. 26 WTA) c’erano anche le sorelle Jessica e Nelly, entrambe golfiste professioniste. Korda si è infatti cancellato dal Challenger di Istanbul della settimana prossima e raggiungerà il suo preparatore atletico in Repubblica Ceca per una sessione di rafforzamento fisico. “Anche se mi piacerebbe giocare quanti più tornei possibile, il mio corpo ha bisogno di riposo e di rinforzarsi – ha spiegato Korda – Sono fortunato che il mio preparatore è un ottimo comunicatore e dopo essermi riposato qui in Florida andrò da lui”.

Nel frattempo con questo risultato Korda si è avvicinato alla Top 100: a partire da lunedì prossimo salirà fino al n. 103, suo miglior ranking in carriera.

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