WTA Ranking: Svitolina consolida la posizione, Giorgi ancora in discesa

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WTA Ranking: Svitolina consolida la posizione, Giorgi ancora in discesa

Nessun miglioramento in classifica per Svitolina e per Rybakina dopo la finale di Strasburgo. Si devono accontentare di consolidare la posizione di una settimana fa. Giorgi retrocede di un posto

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Il torneo di Strasburgo non smuove la classifica, che, fino alla posizione n.38, è identica a quella di una settimana fa. La vincitrice del titolo in Francia, Elina Svitolina, resta al n.5 e si deve accontentare di incrementare il proprio bottino di 170 punti. Stessa sorte è toccata alla finalista, Elena Rybakina: la kazaka consolida la sua 18a posizione, con 120 punti in più su Vondrousova. Va meglio a Nao Hibino, unica, in top100, a fare un balzo in avanti di 12 posizioni. La giapponese, semifinalista a Straburgo, si assesta al n.72 del ranking a coronamento di una settimana in cui è riuscita a battere due ex top ten e campionesse Slam in crisi come Stephens (n.34) e Ostapenko (n.43), prima di arrendersi a Rybakina. Aspettiamo dunque gli esiti del Roland Garros per vedere come cambierà la classifica e se ci sarà un avvicendamento al vertice.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
1 0 Ashleigh Barty 17 8717
2 0 Simona Halep 17 7255
3 0 Naomi Osaka 16 5780
4 0 Karolína Pliskova 20 5205
5 0 Elina Svitolina 24 4960
6 0 Sofia Kenin 25 4700
7 0 Bianca Andreescu 10 4555
8 0 Kiki Bertens 26 4335
9 0 Serena Williams 13 4080
10 0 Belinda Bencic 25 4010
11 0 Petra Kvitova 16 3736
12 0 Aryna Sabalenka 25 3615
13 0 Johanna Konta 18 3152
14 0 Victoria Azarenka 17 3122
15 0 Garbiñe Muguruza 17 3016
16 0 Madison Keys 16 2962
17 0 Petra Martic 23 2850
18 0 Elena Rybakina 28 2666
19 0 Marketa Vondrousova 17 2538
20 0 Elise Mertens 28 2490
21 0 Anett Kontaveit 20 2330
22 0 Angelique Kerber 21 2271
23 0 Alison Riske 23 2256
24 0 Maria Sakkari 26 2240
25 0 Jennifer Brady 24 2165
26 0 Karolína Muchova 17 1982
27 0 Yulia Putintseva 26 1955
28 0 Dayana Yastremska 25 1925
29 0 Amanda Anisimova 20 1905
30 0 Donna Vekic 25 1880
31 0 Ekaterina Alexandrova 29 1775
32 0 Qiang Wang 23 1706
33 0 Svetlana Kuznetsova 18 1631
34 0 Sloane Stephens 22 1573
35 0 Ons Jabeur 22 1573
36 0 Magda Linette 29 1573
37 0 Barbora Strycova 21 1570
38 0 Anastasia Pavlyuchenkova 23 1570
39 1 Shuai Zhang 26 1523
40 -1 Saisai Zheng 24 1510
41 0 Julia Görges 21 1423
42 0 Veronika Kudermetova 29 1388
43 0 Jeļena Ostapenko 25 1365
44 0 Kristina Mladenovic 28 1335
45 0 Caroline Garcia 28 1325
46 0 Marie Bouzkova 28 1314
47 0 Polona Hercog 25 1310
48 0 Anastasija Sevastova 23 1288
49 0 Fiona Ferro 26 1267
50 0 Rebecca Peterson 24 1255


CASA ITALIA

Perde un posto Camila Giorgi (n.75), già fuori dal Roland Garros dove si è ritirata nel derby con Trevisan. Guadagnano 4 posti sia Stefania Rubini (n.310), sia Bianca Turati (n.317), rispettivamente nei quarti e al secondo turno nell’ITF d Grado.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
75 -1 Camila Giorgi 930 24
94 0 Jasmine Paolini 755 30
130 0 Elisabetta Cocciaretto 549 21
150 0 Sara Errani 446 27
156 0 Giulia Gatto-Monticone 432 27
159 0 Martina Trevisan 429 27
195 0 Martina Di Giuseppe  339 30
290 0 Jessica Pieri 209 28
300 0 Martina Caregaro 195 19
310 4 Stefania Rubini 186 22
317 4 Bianca Turati 177 14
335 -3 Federica Di Sarra 158 17
340 -3 Lucia Bronzetti 155 23
358 -2 Cristiana Ferrando 136 23
390 -4 Lucrezia Stefanini 122 25
411 -2 Deborah Chiesa 112 20
434 -1 Camilla Scala 100 14
437 -2 Camilla Rosatello 99 18
462 -3 Gaia Sanesi 91 16
468 -2 Angelica Moratelli 89 21


NEXT GEN RANKING

Sono stazionarie anche tutte le prime dieci under 20. Guida la classifica la solita Andreescu (che, ricordiamo, nel 2020 non ha mai giocato) seguita da Yastremska e Anisimova. Chiude al n.10 la statunitense Ann Li. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

 
Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 7
2 0 Dayana Yastremska 2000 28
3 0 Amanda Anisimova 2001 29
4 0 Cori Gauff 2004 51
5 0 Iga Swiatek 2001 54
6 0 Varvara Gracheva 2000 89
7 0 Anastasia Potapova 2001 92
8 0 Leylah Fernandez 2002 100
9 0 Kaja Juvan 2000 103
10 0 Ann Li 2000 111

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ATP

ATP Colonia 2: Zverev si prende la rivincita, Sinner si arrende in due set

Jannik si porta avanti un break all’inizio poi è sempre in ritardo nel punteggio. Il tedesco di nuovo in finale a Colonia, una settimana dopo. Sfiderà Schwartzman

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[1] A. Zverev b. [WC] J. Sinner 7-6(3) 6-3

Non l’aveva digerita quella sconfitta negli ottavi a Parigi contro il ragazzino, Alexander Zverev, e stavolta ci ha messo tutta l’attenzione del caso. Il tedesco vince con merito la semifinale del secondo ATP di Colonia e torna in finale. Sinner gioca un buon match, parte a razzo portandosi avanti di un break nel terzo gioco ma poi non riesce a mettere in difficoltà negli scambi da dietro il N.7 del mondo, che avrebbe potuto chiudere il primo set molto prima del tie-break resosi poi necessario. Sascha ha servito per chiuderlo due volte prima sul 5-4 e poi sul 6-5, senza successo.

Nel tie-break però Jannik perde il filo del discorso con un paio di errori di rovescio di troppo e in pochi minuti cede il gioco decisivo per 7 punti a 3. Al di là di qualche demerito del nostro giocatore, è più che altro l’incidenza del servizio a fare la differenza sebbene Zverev non risparmi i consueti doppi falli. Nel primo parziale il tedesco raccoglie il 76% con la prima contro il 58% del suo avversario, e sono quei pochi punti in più a fare la differenza.

 

Nel secondo set Zverev, sullo slancio, prende subito un break di vantaggio e si invola rapidamente 4-1 senza concedere nulla a Jannik che rischia di affondare quando nel sesto gioco concede un’altra palla break. Si salva e poi nel settimo gioco dà tutto quello che ha per riaprire la partita: in un game fiume che dura 16 punti, in cui si issa due volte a palla break, non riesce però ad accumulare particolari rimpianti in nessuna delle due occasioni.

La partita più dura affrontata da Zverev in questa serata è quasi comica: già più volte in precedenza, ma in particolare nel sedicesimo punto del gioco, il tedesco (incurante del fatto che in questo torneo non ci siano i giudici di linea in campo ma solo Hawk-Eye “LIVE“) continua a lamentarsi delle chiamate della macchina che pure gli mostra in continuazione come abbia puntualmente torto. Persino il glaciale Sinner non ne può più quando il suo avversario va a guardare la riga su un servizio nettamente fuori. Zverev non gradisce e dice al “ragazzino” di stare tranquillo, tira un ace di seconda e poi continua a parlarci mentre va a sedersi per il cambio campo. Non proprio un comportamento elegantissimo, ma che testimonia quanto Sascha sentisse l’incontro dopo la sconfitta in quattro set al Roland Garros. Zverev tiene poi a zero il servizio e centra la seconda finale consecutiva. Forse è consapevole del fatto che, nei prossimi anni, il “ragazzino” migliorerà ancora e a quel punto avrà di che preoccuparsi.

Per quanto riguarda Sinner, i miglioramenti auspicabili sono sempre quelli: una resa migliore della prima di servizio e un miglioramento almeno parziale del gioco di volo che anche oggi ha mostrato più di una lacuna. Impossibile però “fare le pulci” a un ragazzo di 19 anni che in un anno disastrato come il 2020 è riuscito a portarsi già a ridosso dei primi 40 del mondo. Ora si va a Vienna, grazie alla wild card concessa dagli organizzatori, dove il tabellone sarà ostico ma allo stesso tempo ci sarà l’opportunità di mettersi in mostra su un palcoscenico di maggior prestigio.

DIEGO VA IN FINALE… E QUASI ALLE FINALS – L’interesse catalizzato dal match di Sinner fa quasi passare sotto traccia la seconda semifinale vinta in tre set da Diego Schwartzman, che ha respinge il tentativo di rimonta di Auger-Aliassime (6-4 5-7 6-4). Con questo risultato, l’argentino conquista la decima finale in carriera, terza nel 2020, e soprattutto mette una serissima ipoteca sulla qualificazione alle ATP Finals: il suo primo inseguitore, che purtroppo per noi è Berrettini, dovrà raggiungere la finale a Bercy per sopravanzarlo in classifica – e potrebbe anche non bastare, nel caso in cui l’argentino dovesse far bene anche a Parigi.

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ATP

Gran lotta ad Anversa: Humbert annulla match point a Evans, sfiderà de Minaur in finale

Il francese batte Dan Evans, che ha sprecato quattro match point dopo quello salvato ieri. De Minaur fiacca DImitrov alla distanza

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Ugo Humbert - Anversa 2020 (via Twitter, @EuroTennisOpen)

Le semifinali della quinta edizione dello European Open di Anversa si sono giocate oggi pomeriggio, regalandoci due dei match più intensi del 2020; alla fine, dopo oltre sei ore complessive di gioco, sono approdati in finale Ugo Humbert e Alex de Minaur.

PRIMA SEMIFINALE – Dopo essere sopravvissuto alla sfida di ieri contro Khachanov (un match point salvato e grandi polemiche per un errore dell’arbitro Adel Nour), Dan Evans ha conosciuto il sapore agrodolce del contrappasso fallendone quattro e uscendo sconfitto da un match-fiume contro Ugo Humbert, che si è guadagnato l’ultimo atto al termine di tre ore e 12 minuti con il punteggio di 4-6 7-6 (7) 6-4. Seconda finale dell’anno per il francese dopo quella vinta a gennaio ad Auckland, e pareggio nei confronti diretti totali con Evans, che aveva vinto lo scorso anno in un’altra semifinale indoor, a Quimper (nei tabelloni ATP è dunque 1-0 Humbert).

La partita è iniziata con un rovescio in rete e palla break Evans, ma ottimo scambio in pressione e vincente con l’inside-out per Humbert. Il britannico ha cercato da subito di offrire palle diverse, il suo marchio di fabbrica, ma anche di evitarne il dritto dalla facile velocità dell’avversario, come si è visto nel secondo gioco quando il francese ha infilato un passante e una risposta vincenti, entrambi lungolinea. La tela di Evans ha iniziato a irretire Humbert nel gioco successivo (dal suo 1.75, il tracagnotto di Birmingham sa sempre quando cercare una chiusura rapida e quando giocare a scacchi, cioè quasi sempre), in cui due slice scarichi sul rovescio del francese hanno prodotto lo 0-40. Il francese è però stato solido con il servizio esterno, e non gli ha mai dato troppo margine, almeno inizialmente. Evans si è infatti procurato una quarta chance del game cambiando direzione e angolo con il dritto per poi chiudere a rete, salendo infine 2-1 grazie a una risposta choppata che gli ha dato il tempo di trovare la profondità con il dritto successivo.

 

Humbert ha continuato a mostrare la propria velocità di braccio in risposta, infilando due risposte che gli hanno dato la palla del contro-break, subito sfruttata grazie a un dritto in rete dell’avversario. Curiosamente, Evans è partito uno su sette con la prima e sei su otto sulla seconda, segno del maggiore impatto delle sue traiettorie più lavorate rispetto a quelle più potenti.

Entrambi i giocatori hanno mostrato grande intelligenza: Humbert ha accettato di dover allungare gli scambi e ha iniziato a scendere un po’ di più sotto la palla, mentre Evans ha subito intuito che l’avversario stesse iniziando a gestire meglio i suoi colpi tagliati e si è messo ad alternare un po’ di più i rovesci. Un errore di dritto del francese ha dato una palla break a Evans, ma il N.38 ATP è stato bravissimo a rete dopo aver giustamente obbligato Evans al passante di rovescio. La volée si è però dimostrata croce e delizia, perché un marchiano errore con quella di dritto ha nuovamente prestato il fianco all’inglese, che è tornato al back sul rovescio del francese per salire 3-2. Da quel momento è arrivato anche il nerbo sulla prima di servizio, e Humbert non ha più avuto margine per rientrare, anche se pure oggi non sono mancate le polemiche, visto che l’ace con cui il britannico è salito a set point era stato visto fuori dall’avversario, che si è lamentato profusamente con il giudice di sedia. Evans non si è deconcentrato e ha chiuso il set dopo 62 minuti con un gran rovescio lungolinea su cui Ugo non è riuscito a trovare un passante molto complicato.

Humbert è stato però bravo a canalizzare la propria frustrazione in stimolo, vincendo i primi sette punti del secondo set che gli hanno fruttato una tripla palla break su un’altra risposta vincente di dritto – 3-0 rapido per lui. Il set ha rischiato di concludersi molto rapidamente quando il francese è salito 15-40 nel quarto game, impattando puliti tutti i servizi di un Evans in visibile calo, ma il britannico ha iniziato a prendere maggiormente la via della rete, conscio del temporaneo disavanzo di cilindrata da fondo e della necessità di verticalizzare prima. Humbert ha deciso di dargli una mano, commettendo un doppio fallo per lo 0-40; si è dapprima salvato brillantemente, soprattutto con il rovescio in cross che ha cancellato la terza palla del contro-break, ma si è poi lasciato raggiungere in seguito ad un errore con lo stesso fondamentale.

Il set si è trascinato quindi al tie-break senza scossoni: Evans ha colpito per primo, salendo 3-2 e servizio quando un rovescio di un Humbert circospetto si è fermato sul nastro; il francese si è rifatto sotto leggendo il serve-and-volley dell’avversario, ma Evans ha a sua volta trovato un passante vincente per il 5-3, ed è salito a triplo match point sfruttando una seconda zvereviana di Humbert che gli ha consentito di spingere da subito e chiudere con il dritto lungolinea. Sembrava finita, ma il francese non si è arreso, e ha salvato il primo con un bel rovescio in avanzamento per poi beneficiare del primo doppio fallo di giornata di Evans e di uno slice in rete per il 6-6. Il britannico è riuscito a tornare avanti con un altro dritto vincente, ma non ha sfruttato una nuova opportunità con il servizio. Il classe ’98 ha allora tirato fuori il coniglio dal cilindro, infilando un passante di dritto in corsa sulla riga, e ha portato il match al terzo set dopo due ore e 15 con uno scambio giocato in pressione sul rovescio di Evans.

Il britannico ha prevedibilmente accusato il colpo, concedendo una palla break immediata con un back in rete, ma si è cavato d’impaccio con una rara palla corta. Humbert ha continuato a pressarlo sulla diagonale di sinistra, però, conscio della bassa autostima dell’avversario e ormai indifferente ai rimbalzi bassi, e ha breakkato su un unforced di dritto. Evans ha rischiato di sbandare ulteriormente: una risposta vincente di rovescio ha dato lo 0-40 al francese nel quinto gioco, ma Dan è riuscito a rimanere a contatto, trovando dei buoni servizi in particolare con la seconda da sinistra del terzo break point.

A questo punto Evans è quasi riuscito a tornare in partita, trovando un passante vincente per la doppia palla break nell’ottavo gioco. Humbert ha salvato la prima con il servizio, ed è sceso a rete sulla seconda, senza concedere angolo al britannico per mezzo di un attacco profondo e centrale, salendo 5-3 con un servizio all’incrocio delle righe. Il britannico ha avuto un ultimo colpo di coda, ed è salito a palla break con uno schiaffo al volo, ma Humbert ha servito violentemente al centro e chiuso con il dritto; i primi due match point del francese sono sfumati con errori da fondo, ma ha potuto esultare su un passante finito largo del britannico.

SECONDA SEMIFINALE –

Decisamente riposati entrambi, visto che ieri Dimitrov non ha giocato in virtù del ritiro di Raonic (che salterà anche Vienna) e aveva un bye al primo turno, mentre de Minaur ha passeggiato contro Giron, hanno dato vita a una seconda semifinale combattuta e appena più corta della precedente. De Minaur è sceso in campo con delle idee molto chiare, soprattutto in risposta, dove appena possibile si è avvicinato alla riga di fondo (infatti ha sofferto più il kick alto sul rovescio rispetto a servizi più rapidi). L’aussie ha breakkato nel terzo game, quando ha messo a nudo la lentezza di piedi della quarta testa di serie in uscita dal servizio, e passando a zero su un errore sotto rete. Grisha ha però restituito subito il favore, e con uguale assertività, sfruttando le condizioni indoor per mandare fuori giro i colpi piatti dell’avversario con lo slice e frequenti smorzate; un rovescio lungo gli ha dato lo 0-40, e una risposta pesante ha siglato il 2-2 – sette su sette iniziale per lui sulla seconda del Demone.

Il bulgaro ha continuato a mischiare le carte di rovescio, e il risultato sono state altre tre palle break nel quinto gioco. De Minaur ha salvato le prime due, consecutive, giocando il suo tennis più aggressivo, ma nulla ha potuto quando ha dovuto attaccare su una palla scarica, finendo impallinato dal rovescio del campione delle Finals 2017. Ancora una volta, però, la testa della corsa ha fallito nella fuga, e De Minaur ha pareggiato grazie a una risposta vincente con il rovescio a uscire seguita da un dritto appena largo di Dimitrov.

Da lì la situazione si è dipanata su binari paralleli, con il tie-break come ovvia soluzione. Non c’è stata storia però: De Minaur ha fatto subito il mini-break giocando uno scambio splendido, muovendo Dimitrov con un rovescio lungolinea e trovando poi un fantastico dritto stretto, ed è salito 5-0 su due dritti sbagliati da Grisha. Il bulgaro ha salvato i primi tre, ma ha messo in rete un rovescio proprio quando forse qualche dubbio si sarebbe potuto insinuare nella mente dell’australiano – il bulgaro ha fatto i punti più belli (una volée stretta in allungo e un drop shot), ma è 7-4 De Minaur dopo 55 minuti, quasi un’epigramma che riassume l’ex-N.3 ATP.

Dimitrov ha avuto le prime chance del secondo set, trovando uno slice lungolinea (colpo in cui è forse il migliore del circuito) che ha portato De Minaur all’errore del 15-40 nel terzo game. L’australiano si è però salvato, pareggiando su una palla corta telefonata. L’ottavo seed ha tenuto, ma non prima che Dimitrov trovasse questo gioiellino:

Allora è stato il turno dell’australiano, che si è preso un vantaggio grazie ad un errore di dritto dell’avversario. Dimitrov è però stato bravo a dettare il gioco portando l’avversario all’errore (la prima palla break salvata nel match per lui), ed è passato nel game successivo quando ha fatto un passo in più dentro al campo e spinto con il rovescio, piegando la racchetta di De Minaur prima a rete e poi con il lungolinea. Storia già vista? Stavolta no, perché, nonostante tre errori di rovescio abbiano offerto una doppia palla break per l’australiano, Grisha ha tirato due ace per tenere e salire 4-2. L’aussie non si è perso d’animo e si è ripreso il break per guadagnare un altro jeu decisif, questa volta di andamento opposto: Dimitrov ha segnato l’1-0 con un bellissimo rovescio anticipato lungolinea, e ha approfittato di due errori dell’avversario per il 5-0, chiudendo facilmente sul 7-3 dopo due ore e quattro minuti.

Il terzo set ha promosso il giocatore più pimpante, il primo che ha avuto il coraggio di prendersi dei rischi per vincere la partita – in definitiva il più giovane, circostanza che racchiude e riassume le precedenti. De Minaur ha rotto l’equilibrio sul 3-3, in un game molto lottato nel quale ha ottenuto la palla break decisiva con uno splendido passante di rovescio, ha ceduto il servizio nel successivo e poi è tornato in vantaggio sul 4-4 per non voltarsi più indietro e chiudere l’incontro poco dopo le due ore e cinquanta di gioco. Settima finale ATP per lui, un anno quasi esatto dopo l’ultima persa nettamente contro Federer a Basilea.

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WTA

Dominio bielorusso a Ostrava: Azarenka e Sabalenka volano in finale

Vika passeggia contro una Sakkari molto fallosa, Aryna regola in due set Jennifer Brady. Terzo confronto diretto tra le due connazionali

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Finale tutta bielorussa a Ostrava, penultima prova del calendario WTA 2020, con Vika Azarenka e Aryna Sabalenka pronte a sfidarsi domenica per il titolo. Entrambe hanno vinto le rispettive semifinali in due set e entrambe senza soffrire particolarmente, nonostante il nome delle avversarie potesse destare ben più di qualche timore.

Azarenka ha dominato contro Maria Sakkari, una delle giocatrici più in forma del periodo post lockdown. Certo la greca le ha dato una grossa mano, perché, dopo aver mancato ben quattro palle break nel primo gioco dell’incontro, è di fatto sparita dal campo fino a metà secondo set incartandosi in una lunga serie di errori non forzati. Preso atto della brutta giornata dell’avversaria, Azarenka si è limitata a mantenere un buon palleggio profondo senza rischiare più di tanto, lasciando a Sakkari il compito di tentare dei cambi di ritmo. Sotto 6-1 4-0, la greca ha annullato la palla del 5-0, trovando poi la forza di strappare la battuta a Vika – a zero peraltro – per la prima volta nel match.

A questo punto la partita si è accesa un po’. Sakkari ha annullato tre consecutive palle del controbreak e si è data la chance di raggiungere la propria avversaria sul 4-4. Una volta sfumata quest’opportunità però, anche quelle poche scintille di resistenza che sembravano essere riaffiorate si sono spente e Azarenka ha potuto chiudere il secondo set per sei giochi a tre.

 

Partita di grande sostanza anche per Sabalenka che ha eliminato con un doppio 6-4 la semifinalista degli US Open, Jennifer Brady. La partita si è subito messa sui binari giusti per la bielorussa che è scappata subito avanti 5-1, mostrando una discreta superiorità negli scambi da fondocampo. Al momento si servire per chiudere il parziale Sabalenka si è però fatta strappare la battuta permettendo a Brady di rimettersi in scia. La bielorussa non si è però sgomentata e ha intascato il set alla successiva occasione. Nel secondo, Sabalenka si è presa un immediato break di vantaggio, difeso fino alla fine della partita con un solo momento di titubanza sul 4-3 quando ha concesso (e annullato) due palle break consecutive.

Per Sabalenka quella di domenica sarà l’undicesima finale della carriera (6-4 il bilancio), la seconda del 2020 dopo il successo ottenuto a febbraio nel Premier 5 di Doha. Azarenka invece centra la terza finale su cinque tornei disputati dopo la ripartenza del circuito e andrà a caccia del 22° titolo in carriera (21-18 il suo bilancio nelle finali). Due i precedenti, entrambi giocati agli US Open: nel 2019 vinse Aryna, quest’anno ha avuto la meglio Vika.

Risultati:

[4] V. Azarenka b. M. Sakkari 6-1 6-3
[3] A. Sabalenka b. J. Brady 6-4 6-4

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