Djokovic scherza con Ubaldo: "Sei uno dei miei preferiti, ma non vedo la mia foto alle tue spalle..."

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Djokovic scherza con Ubaldo: “Sei uno dei miei preferiti, ma non vedo la mia foto alle tue spalle…”

Durante la sua conferenza stampa, Novak Djokovic fa i complimenti al direttore.. ma poi si accorge che tra i volti di Federer e Nadal, in una locandina alle spalle di Ubaldo, manca il suo!

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Novak Djokovic (conferenza stampa) - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Che Slam sarebbe senza un siparietto tra il direttore Scanagatta e Novak Djokovic? Poco importa che il direttore quest’anno non sia a Parigi, e che possa rivolgere le sue domande soltanto grazie al mezzo digitale: anche con Microsoft Team si può costruire un siparietto coi fiocchi, se parliamo di due attori protagonisti come Scanagatta e Nole.

La conversazione è ben illustrata dai sottotitoli di Eurosport, ma forse per comprendere quello a cui si riferisce Nole è necessario mostrarvi cosa compare alle spalle del direttore nell’inquadratura della sua postazione di lavoro, lo studiolo pieno di libri della sua casa di Settignano. Nella locandina di Ubitennis sono visibili i volti di Federer e Nadal, ma manca quello di Djokovic – e il diretto interessato se n’è accorto. Ubaldo ha assicurato che rimedierà in qualche modo: a questo punto siamo curiosi di scoprire come!

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Nuove accuse a Boris Becker: avrebbe occultato il trofeo del suo primo Wimbledon

Il campione tedesco si è dichiarato non colpevole di fronte ai 28 capi d’imputazione formalizzati ieri in un tribunale di Londra

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Boris Becker - Wimbledon 1985

Boris Becker si è recato presso la crown court di Southwark, a Londra, per rispondere di 28 accuse relative al processo per bancarotta conclusosi nel 2017. Il mese scorso, i capi d’imputazione erano 19, ma ulteriori indagini hanno concluso che il sei volte campione Slam avrebbe nascosto diversi beni, sia pecuniari che materiali, per evitare che venissero venduti per ripianare i suoi ingenti debiti. Il processo è fissato per il 13 settembre del 2021.

Nuovi capi d’imputazione sono infatti emersi in merito ad altre proprietà che avrebbe nascosto durante le indagini del curatore fallimentare: in particolare, il tedesco non avrebbe incluso nell’elenco dei propri possedimenti due dei tre trofei vinti a Wimbledon, quello del 1989 e soprattutto quello del 1985, quando divenne il più giovane vincitore Slam maschile (è stato poi superato da Michael Chang, ma detiene ancora il record per quanto concerne i Championships).

Oltre a questi, sarebbero stati fatti sparire i due Australian Open (1991 e 1996), due President’s Cup (1985 e 1989), la medaglia per la vittoria in Coppa Davis 1988, la Coppa Davis dell’anno successivo, e la medaglia d’oro olimpica di doppio di Barcellona 1992. Inoltre, Boris avrebbe trasferito delle somme di denaro sui conti delle sue ex-mogli, Barbara, da cui ha divorziato nel 2001 (44.372 euro) e Sharlely, con cui la separazione è occorsa nel 2018 (105.000 euro).

 

Becker, oggi opinionista per Eurosport e responsabile tecnico della federazione tennis del suo Paese, doveva già difendersi, era già sotto processo perché, come riportato il mese scorso, non avrebbe dichiarato un conto in banca contenente 1,6 milioni di dollari, avrebbe occultato un debito di oltre 800.000 dollari, più di 75.000 azioni della società di intelligenza artificiale Breaking Data Corp, e tre proprietà, due in Germania e uno nel quartiere altolocato di Chelsea, sempre a Londra.

Come ha elencato il Guardian, questo si era tradotto in:

– sette capi d’imputazione per aver occultato delle proprietà;
– quattro per aver nascosto dei conti bancari con JP Morgan Belgium e Julius Baer Guernsey;
– due per aver rimosso delle proprietà richieste dal ricevente;
– cinque per aver omesso dei dettagli relativi ai suoi possedimenti;
– uno per aver nascosto del debito.

Il nuovo processo è una costola di una prima condanna per bancarotta. Nel 2017, infatti, una corte inglese l’aveva dichiarato sul lastrico in virtù di un’insolvenza mai risolta con l’istituto bancario londinese Arbuthnot Latham, estinto lo scorso anno con l’aiuto dell’avvocato spagnolo Francisco Guillem dopo che inizialmente il teutonico aveva provato (senza successo e senza basi legali) ad invocare l’immunità diplomatica in quanto “Ambasciatore per lo Sport e la Cultura della Repubblica Centroafricana”.

I guai finanziari del cinquantaduenne non sono certo una novità, e anzi si sono protratti nel tempo e nello spazio: nell’estate del 2017, uno dei suoi manager, Hans-Dieter Cleven, l’aveva portato in tribunale in Svizzera chiedendo la cifra astronomica di 36,5 milioni di euro; il fisco tedesco, già nel 2002, l’aveva obbligato a vendere una villa nel quartiere Bogenhausen di Monaco di Baviera a causa di un ritardo nel ripianare i propri debiti con il Paese natio; in Spagna, invece, alcuni conti per i lavori svolti nella villa di Maiorca, poi venduta per pagare Arbuthnot, non erano mai stati saldati.

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Il ministro dello sport Pakula sull’Australian Open: “Tanto lavoro da fare, ma restiamo fiduciosi”

Dopo le parole incoraggianti di Tiley (CEO di Tennis Australia), anche il ministro dello sport dello stato di Victoria fa trapelare ottimismo sull’Australian Open 2021

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Australian Open (photo Tennis Australia)

Sulla scia delle parole di Craig Tiley, il presidente della Federazione Tennis australiana, si è espresso anche un membro del governo dello stato di Victoria, che sta già lavorando alle misure da adottare in vista dell’Australian Open. Martin Pakula, ministro dello sport, del turismo e dei grandi eventi, ha parlato nel podcast ‘Break Point’ facendo trapelare un certo ottimismo sullo svolgimento del torneo.C’è tanto lavoro da fare ancora, ma siamo fiduciosi. L’Australian Open si giocherà a gennaio. È un elemento troppo importate della nostra cultura”.

Ha specificato quali sono i punti centrali dei protocolli che si stanno studiando e potranno essere messi in atto in vista del torneo: Il tema centrale è come i giocatori potranno stare in quarantena dopo l’arrivo a Melbourne e allo stesso tempo allenarsi sul campo. Non vogliamo che stiano per 14 giorni fermi dentro un hotel prima di giocare il torneo”. Ma c’è dell’altro: Dobbiamo studiare come farli entrare e uscire da Melbourne Park in sicurezza, come tenere loro e gli spettatori a distanza e come gestire il pubblico sugli spalti. Posso dire che probabilmente ci sarà del pubblico, ma di certo non potremo riempire la Rod Laver Arena come è sempre accaduto”. Tiley in questi termini ha parlato di un accesso limitato al 50% per quanto riguarda gli spettatori.

Un altro nodo da sciogliere è la gestione dell’ATP Cup, che l’anno scorso ha coinvolto tre città (Sydney, Brisbane e Perth): “Se l’evento si giocherà in queste città, i giocatori dovranno fare la quarantena nelle rispettive città prima di andare a Melbourne. Se non si giocherà, i giocatori andranno direttamente a Melbourne. Sono opzioni che dovremo valutare” ha concluso.

 

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Challenger: poca fortuna per gli italiani a Ismaning e Istanbul, tutti eliminati

In Turchia Giustino esce al primo turno, Marcora al secondo. In Germania Viola supera Nakashima, ma cede a Hoang

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Lorenzo Giustino

In settimana erano in programma due tornei, un Challenger 100 a Istanbul (cemento outdoor) e un Challenger 80 in Baviera a Ismaning (veloce indoor). Diversi gli italiani presenti in tabellone, anche se non hanno ottenuto risultati particolarmente brillanti.

ISTANBUL – In Turchia subito fuori al primo Lorenzo Giustino, che praticamente non ha giocato (0-6 3-6) contro il modesto 24enne Altug Celikbilek (n.336 ATP). Il turco giocava in casa, ma purtroppo il demerito è tutto del tennista napoletano che sembra non aver recuperato, almeno mentalmente, dalle fatiche del Roland Garros: già la trasferta spagnola (Barcellona e Alicante) si era chiusa per lui senza troppe soddisfazioni.

Diverso il discorso per il lombardo Roberto Marcora, che ha lottato e superato un primo turno non banale contro l’egiziano Mohamed Safwat (7-6 6-0) per poi cedere all’ex n.24 ATP, lo slovacco Martin Klizan (6-7 3-6). La partita è andata via rapida fino al 4-4 quando l’azzurro ha perso il servizio per poi recuperarlo immediatamente e portare il set al tie-break. Parziale che Klizan ha dominato, andando avanti 6-0 per poi chiudere 7-3. Nel secondo parziale Marcora è stato immediatamente breakkato e, sotto 0-2, non ha trovato più le energie per contrastare l’avversario che, seppur nella fase discendente della carriera, rimane comunque un giocatore di tutto rispetto. 

 

Si erano purtroppo fermati nelle qualificazioni Riccardo Bonadio (2-6 6-3 4-6 da Tejmuraz Gabashvili), Filippo Baldi (4-6 6-4 5-7 dal croato Nino Serdasuric) e Andrea Arnaboldi (7-6 3-6 2-6 dall’altro croato Borna Gojo).

ISMANING – In Germania, ai nastri di partenza c’era il solo Matteo Viola che nel primo turno ha superato (7-6  6-0) il giovane americano Brandon Nakashima (n.203 ATP), coetaneo di Jannik Sinner e lo scorso anno secondo solo all’altoatesino nelle classifiche mondiali junior. Partita in bilico nel primo set vinto al tiebreak dall’italiano, che poi ha avuto vita facile nel secondo con Nakashima che ha ceduto di schianto. 

Matteo è poi stato eliminato in un difficile secondo turno contro il forte francese Antoine Hoang (n.134 AP) che è partito a razzo e si è portato avanti 4-0 con la complicità dell’azzurro, che sembrava non essere uscito dagli spogliatoi. Peccato perché da lì in poi la partita è stata molto equilibrata. Viola è riuscito a portarla al terzo set ma non a ribaltare l’inerzia, anche perché nel parziale decisivo ha ceduto la battuta subito nel primo game. L’italiano non ha più avuto occasione per recuperare con il transalpino che chiude con bella autorità. Risultato finale 2-6 6-3 3-6.

Massimo Gaiba

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