Il gomito ferma Musetti, Djere in finale in Sardegna

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Il gomito ferma Musetti, Djere in finale in Sardegna

Sotto 4 a 1 nel terzo set il 18enne toscano è costretto a ritirarsi. Un vero peccato. Ma la Top 100 è sempre più vicina

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Lorenzo Musetti - Sardegna Open 2020 (foto @LaPresse)

L. Djere b. [WC] L. Musetti 2-6 6-4 4-1 rit.

Peccato. Davvero peccato. Non vengono in mente altre parole per commentare la sconfitta del nostro Lorenzo Musetti nella sua prima semifinale ATP al Sardinia Open. Già il serbo Laslo Djere, n.74 del ranking ATP, giocatore solido, completo, scafato, si presentava come un ostacolo particolarmente difficile da superare. E poi ci si è messa anche la sfortuna a complicare le cose. Nella forma di un infortunio al gomito che ha costretto il 18enne di Carrara a ritirarsi sotto 4 a 1 nel set decisivo, dopo aver vinto il primo parziale e perso il secondo, con due 6-2 invertiti.

 A prima vista, sembra trattarsi di un fastidio muscolare: grave abbastanza da costringerti ad abbandonare il match ma non da condizionare il finale di una stagione già straordinaria per lui. Ma staremo a vedere. Speriamo in bene. A beneficiare di questo incidente è Djere che raggiunge la sua seconda finale ATP dopo quella vinta clamorosamente l’anno scorso a Rio contro Felix Auger Aliassime. Sfiderà il vincente del rematch Italia-Serbia tra Marco Cecchinato e il lucky loser Danilo Petrovic

 

IL MATCH – Djere inizia l’incontro come peggio non potrebbe: tre gratuiti e break gentilmente servito sul piatto d’argento. Musetti, anche incoraggiato dal vantaggio, è però particolarmente pimpante e comanda il gioco, sia nei turni di servizio che in risposta. Avanti 3 a 1, il teenager toscano potrebbe allungare ancora ma il belgradese ci mette una pezza. Djere cerca di metterla sulla solidità da fondo ed imbastire lunghi e faticosi scambi. Ma Musetti, grazie al suo talento, riesce comunque ad uscirne vincitore. Scoraggiato, nel settimo game, incappa in un altro orrendo turno di servizio che proietta l’azzurro sul 5 a 2. Lorenzo serve alla grande e va ad incamerare un parziale in cui ha messo in campo il 72 per cento di prime di servizio.

La storia è completamente diversa nel secondo parziale. Si intuisce fin da subito che Djere ha intenzione di alzare l’asticella, diminuendo sensibilmente i gratuiti e provando ad essere più aggressivo. Il serbo mette a segno il break in apertura, lo conferma e poi addirittura va sul 3 a 0 pesante. L’andamento del match sembra curiosamente ricalcare quello del quarto di finale tra lo stesso Musetti e Hanfmann, con il talento italiano che, dopo aver vinto il primo set, va pesantemente sotto nel secondo. Lo aiuta un pochino lo stesso Djere che perde uno dei due break di vantaggio in maniera inspiegabile. L’equilibrio del match però si è spostato dalla sua parte. Sotto 5 a 2, Lorenzo perde ancora la battuta ed inevitabilmente il set. 

Dopo due set così netti è lecito attendersi un terzo parziale tirato, in cui entrambi i tennisti danno il massimo contemporaneamente. E tutto sembra farlo presagire. Ma, al momento di servire sul 2 a 1, Lorenzo si tocca il braccio. Il gomito fa male. Il toscano perde il gioco a 15 sparacchiando qua e là. Al cambio di campo arriva il fisioterapista per un trattamento. Che purtroppo si rivela inefficace. Musetti va sotto 40 a 15 e decide di ritirarsi. Peccato, appunto. Rimane comunque una settimana super positiva per lui quella di Santa Margherita di Pula, in termini di risultato ed esperienza. La prossima settimana sarà n.123 del mondo. La Top 100 ormai è vicina. Ad 18 anni è un gran bell’andare. 

Adesso forse farà un’ecografia, mi fa un po’ male anche a riposo” ha detto Lorenzo in conferenza. “Lo stop di 2-3 giorni era già deciso anche senza problemi al gomito, magari adesso si prolungherà un po’. È la prima volta che si presenta questo infortunio. Stamane ho preso un Oki ma non ha fatto molto effetto. Tra poco vado in aeroporto, sono riuscito a trovare un volo per ripartire subito. Cercherò di tenere il gomito a riposo il più possibile. L’obiettivo è ripartire da Amburgo, per il challenger (che comincia il 26 ottobre, ndr)”.

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Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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Il torneo di Rotterdam si giocherà a porte chiuse anche nel 2022

Già lo scorso anno l’ATP 500 olandese si era disputato senza pubblico. Entry list di lusso con Sinner, Medvedev, Rublev e Tsitsipas

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Rotterdam (foto via Twitter, @abnamrowtt)

Ondata dopo ondata, il tennis ricomincia ad andare in sofferenza a causa di nuove chiusure, ed è scontato che siano i tornei indoor (naturalmente più portati a diffondere il virus) a pagare lo scotto maggiore. L’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam, evento principale della stagione indoor europea di febbraio giunto all’edizione N.49, si disputerà infatti a porte chiuse per il secondo anno di fila, come ha comunicato il direttore del torneo Richard Krajicek nei giorni scorsi.

È una grossa delusione“, sono state le parole del vincitore di Wimbledon ’96. “Per i giocatori, per noi, ma soprattutto per gli appassionati. Per il secondo anno di fila avremo un gruppo fantastico di giocatori ma nessuno sugli spalti per via delle misure attualmente in vigore. La consolazione, seppur piccola, è che il torneo può comunque essere seguito attraverso Ziggo Sport e NOS nei Paesi Bassi e su Tennis TV e altre piattaforme nel resto del mondo“. Chi ha comprato i biglietti li potrà automaticamente riutilizzare nel 2023.

Secondo il comunicato stampa del torneo, la decisione scaturisce da due fattori: da un lato le misure anti-Covid vigenti nel Paese; dall’altro il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare soluzioni alternative per quello che è il più grande evento sportivo al chiuso organizzato nei Paesi Bassi. Jolanda Jansen, CEO della Rotterdam Ahoy (il complesso dove si svolge il 500) ha infatti detto: “Anche qualora ci fosse accordata una piccola percentuale di pubblico all’ultimo minuto, non saremmo in grado di offrire il tipo di evento a cui i nostri visitatori sono abituati. Non è realistico pensare di organizzare un VIP Village o altre attività pensate per gli avventori in così poco tempo. L’ABN AMRO World Tennis Tournament è molto più che un torneo, è un’esperienza completa che assorbe i tifosi per tutta la giornata“.

 

QUASI UN MASTERS 1000

E come ha detto Krajicek, il dispiacere è doppio perché una corte dei miracoli era (ed è) attesa al via del torneo. Fra gli iscritti figurano infatti Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, il campione uscente Andrey Rublev, Jannik Sinner, Hubert Hurkacz, Felix Auger-Aliassime, Denis Shapovalov e Gael Monfils, vincitore delle ultime due edizioni con il pubblico nel 2019 e 2020. Ben cinque Top 10 e undici Top 20 per un torneo sempre ben frequentato.

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ATP Adelaide 2, prima gioia in carriera per Kokkinakis: battuto Rinderknech

Il tennista di casa conquista il primo titolo della carriera in singolare sconfiggendo in rimonta il francese dopo oltre due ore e mezza di partita

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Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)
Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Thanasi Kokkinakis si consacra re nel 250 di Adelaide 2. Lo fa nella sua città natale, conquistando il tanto desiderato primo titolo nel circuito maggiore, nella finale delle sorprese. Dall’altra parte della rete Arthur Rinderknech (N.58 ATP), battuto dal tennista di casa in rimonta 6-7(6) 7-6(5) 6-3. Una battaglia durata 2h e 38 min e dominata dai servizi: alla fine del match si conteranno 15 ace per il francese contro i 18 di Kokkinakis. E proprio il rendimento alla battuta è stata una delle chiavi della vittoria per il classe 1996, che ha conquistato il 90% dei punti con la prima in campo (contro il comunque alto 81% dell’avversario).

Il primo set è proceduto on-serve senza che nessuno dei due giocatori concedesse neanche una palla break all’altro. Arrivati all’inevitabile tie-break, Kokkinakis ha avuto anche un set point sul 6-5, annullato da Rinderknech (neanche a dirlo) grazie ad un’ottima prima al centro. Alla fine è il francese a spuntarla 8-6 approfittando del dritto finito sotto il nastro dell’australiano. Nuovo set, stessa storia. I due tennisti non concedono nulla e Kokkinakis arriva anche mettere 29/36 prime palle in campo. Ma la storia cambia nel tie-break quando, dopo una serie di mini-break il N. 145 del ranking si aggiudica il parziale al terzo set point. 1-1 e partita nuovamente in parità.

L’equilibrio si spezza nel terzo e decisivo set quando Rinderknech inizia a concedere qualcosa di troppo. Il transalpino offre nel game di apertura una palla break, la prima della partita, che Kokkinakis sfrutta per la gioia del pubblico di casa, che sin dai primi punti ha esultato a ogni suo colpo vincente. Il secondo break ottenuto sul 5-3 è quello decisivo: Thanasi quasi non ci crede ma il suo sorriso è eloquente, è lui il campione. Una grande gioia per il tennista di casa che conquista così il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, alla seconda finale dopo quella del 2017 a Los Cabos persa contro Querrey.

 

Non avrei voluto vincere il mio primo titolo altrove” – ha detto Kokkinakis al termine della partita – “Per la mia famiglia, i miei amici e lo staff, che viaggio che è stato. Mi avete visto ai miei minimi termini e ora al punto più alto. Adesso sono così felice. Ho giocato e mi sono allenato su questo campo da quando avevo otto o nove anni, venendo qui prima di scuola ogni giorno. Amo così tanto questo campo“.

Questa vittoria conferma l’ottimo stato di forma di Kokkinakis, che già aveva raggiunto la semifinale nel primo torneo giocato ad Adelaide perdendo dal futuro campione Monfils. Il venticinquenne è adesso atteso dall’appuntamento più importante per proseguire l’eccellente periodo sui campi di casa: l’Australian Open (qui il tabellone maschile). Kokkinakis ha ottenuto una wild card per l’accesso al main draw e se la vedrà al primo turno contro Yannick Hanfmann, N. 126 del ranking che ha battuto nelle qualificazioni l’azzurro Giannessi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

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