Discovery lancia le Gift Card di Eurosport Player in Italia

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Discovery lancia le Gift Card di Eurosport Player in Italia

Per la prima volta in Italia le gift card di Eurosport Player nei principali store. Sono disponibili sia il pass mensile da 7.99€ che quello annuale da 49.99€. Roland Garros, Giro d’Italia e una nuova stagione di sport invernali verso il grande appuntamento con Tokyo 2020 di Eurosport Home of the Olympics

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L’Italia è il primo mercato europeo che, grazie alla partnership con epay, rende disponibili le gift card/codici acquisto di Eurosport Player nei principali store della grande distribuzione specializzata (Unieuro ed Euronics) e organizzata (Esselunga) con nuovi retailer in arrivo nelle prossime settimane, oltre che nelle tabaccherie PUNTOLIS e bar abilitati per un totale di oltre 50.000 punti vendita. Le gift card di Eurosport Player sono inoltre disponibili anche in formato digitale sul circuito Starselec.

Sono disponibili il pass mensile da 7.99€ e quello annuale da 49.99€: sullo scontrino delle gift card/codici acquisto è presente un codice di attivazione dell’abbonamento a Eurosport Player per accedere a tutti gli eventi sportivi di Eurosport.

Dalla grande ouverture della Eurosport Supercoppa assegnata all’Olimpia Milano, alle emozioni integrali del campionato di Lega Basket Serie A e delle competizioni continentali di Eurolega, Eurocup e Champions League in esclusiva su Eurosport Player: sarà la quarta stagione targata Eurosport “Casa del Basket” in Italia fino al 2021-2022.

 

Eurosport ha trasmesso 100 giorni di ciclismo LIVE che quest’anno si completano con il Giro d’Italia, fino a domenica 25 ottobre, e la Vuelta di Spagna da martedì 20 ottobre. Dopo le emozioni slam dello US Open e del Roland Garros, Eurosport avrà il fascino puro come la neve degli sport invernali: dalla Coppa del Mondo di sci alpino fino agli attesissimi Mondiali di Cortina nel 2021.

Grandi Giri e Grand Slam, i Mondiali di Biathlon, la 24 Ore di Le Mans… E sono solo alcuni dei grandi avvenimenti sportivi che precedono i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, di cui Eurosport è broadcaster ufficiale: Eurosport Player è una gift card semplicemente da non perdere.

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ITF: “Era necessario iniziare alle 11”. Da Parigi 2024 il torneo olimpico potrebbe durare 11 giorni

La Federazione Internazionale difende la scelta di far giocare i match nelle ore più calde come necessaria. Si lavora a un allungamento del torneo olimpico già a partire da Parigi 2024

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Belinda Bencic - Olimpiadi Tokyo 2020 (foto Twitter @tenisolimpico)

Dal nostro inviato a Tokyo

Poco prima dell’inizio dell’ultima giornata di tennis olimpico all’Ariake Tennis Park di Tokyo, l’ITF ha tenuto una breve conferenza stampa a conclusione del torneo. Il Presidente David Haggerty ha ringraziato pubblicamente l’organizzazione giapponese e il Governo del Sol Levante per lo sforzo profuso nella realizzazione di questo torneo durante un’emergenza nazionale e una pandemia ancora in corso.

Il torneo ha visto la partecipazione di 191 atleti di 45 nazioni e ha richiesto il lavoro di 1800 persone ogni giorno nella sede del torneo, tra organizzazione e personale di supporto. Per completare il torneo con le cinque competizioni in programma si sono disputati 208 incontri in 9 giorni con l’utilizzo di tutti i 12 campi dell’impianto. E proprio la necessità di dover far disputare un numero così elevato di partite, di cui 96 nel corso dei primi due giorni (47 il primo e 49 il secondo) è stata additata a motivo principe per la decisione di far iniziare le partite alle 11 del mattino, decisione poi cambiata a metà torneo a causa delle brutali condizioni atmosferiche alle quali erano stati sottoposti gli atleti. “Per assicurare il completamento dei 96 incontri nei primi due giorni abbiamo dovuto iniziare alle 11 per utilizzare tutto il tempo a disposizione, anche in considerazione del fatto che martedì era prevista pioggia con il tifone in arrivo – ha detto Kris Dent, Direttore Esecutivo per la ITF responsabile per i grandi eventi – sappiamo che abbiamo richiesto tanto ai giocatori, ma purtroppo con 9 giorni per far disputare cinque tabelloni non avevamo scelta”.

 

In realtà, durante le prime giornate spesso il programma è stato concluso piuttosto presto e poco dopo il calar del sole (che a Tokyo in questa stagione avviene poco dopo le ore 19) i match in campo sono stati molto pochi. All’inizio del torneo era stato suggerito che non si potesse andare oltre la mezzanotte a causa dello stato di emergenza in cui si trova la zona di Tokyo in questo momento, ma ci sono state altre competizioni che sono terminate ben oltre la mezzanotte, e anche sabato sera, con la finale femminile tra Bencic e Vondrousova, la cerimonia di premiazione si è tenuta dopo mezzanotte e gli ultimi addetti ai lavori a lasciare l’impianto se ne sono andati dopo l’una.

In ogni caso, è stato annunciato che l’ITF ha intenzione di parlare con tutte le altre organizzazioni del tennis professionistico per poter allungare il torneo olimpico a 11 giorni già a partire dal 2024, quando i Giochi Olimpici si disputeranno a Parigi dal 27 luglio all’11 agosto, con il tennis ospitato nell’impianto del Roland Garros. “I giocatori ci chiedono questo – ha continuato Dent – per poter partecipare in più competizioni ed avere più chance per rappresentare il proprio Paese”.

L’idea sembra abbastanza chiara: con 11 giorni a disposizione si darebbe la possibilità a chi vuole partecipare a singolo, doppio e misto di evitare i doppi turni sfruttando i giorni di riposo che si potrebbero includere all’interno di un programma meno compresso. Si tratterebbe di un ritorno all’antico, dal momento che nel 1988 e nel 1992, nelle prime due edizioni del torneo di tennis olimpico dopo il “ritorno ai giochi” della disciplina, il torneo fu simile a quello di uno Slam, con una durata di due settimane e i match maschili disputati al meglio dei cinque set.

Il problema, ovviamente, sarebbe l’incursione quadriennale che si avrebbe nei calendari ATP e WTA: con il torneo olimpico allungato a 11 giorni si impatterebbero ben due settimane dei tour, senza considerare che la collocazione solita delle Olimpiadi sarebbe immediatamente a ridosso dei ‘1000’ di Montreal, Toronto e Cincinnati, e nel 2024 ciò comporterebbe un cambiamento di continente, fuso orario e soprattutto superficie estremamente repentino.

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ATP Kitzbuhel: Ruud da record, terzo titolo consecutivo. Sconfitto Martinez in tre set

Il norvegese ha vinto il dodicesimo match di fila e conquistato il terzo titolo del mese di luglio dopo Bastad e Gstaad. Come Andy Murray nel 2011

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Casper Ruud - ATP Kitzbuhel 2021 (ph. GeneraliOpen _ Alexander Scheuber)

Casper Ruud corona nel miglior modo la sua stagione sul rosso, conquistando il quarto torneo stagionale (il quinto in carriera) sconfiggendo il tre set 6-1 4-6 6-3 il 24enne spagnolo Pedro Martinez, alla prima finale ATP in carriera. Un successo da record per Ruud che, conquistando tre tornei in tre settimane consecutive, ripete l’impresa compiuta nell’ottobre 2011 da Andy Murray (vinse a Bangkok, Tokyo e Shanghai).

LA PARTITA – Primo set a senso unico. Ruud si è dimostrato sin dall’inizio solido, con la combinazione servizio e dritto che non ha lasciato scampo a Martinez. Lo spagnolo ha sofferto già dal primo game. Quando lo scambio si è allungato, Martinez ha sempre dovuto cercare una via per uscirne, provando quando possibile ad accorciare lo scambio con il serve and volley. Nel secondo game, lo spagnolo si è trovato a fronteggiare una palla break ma il norvegese lo ha graziato, steccando di dritto. Il break non si è fatto attendere troppo. Nel quarto game, Ruud ha gestito in scioltezza lo scambio e dalla parte del rovescio, Martinez non è stato in grado di a contenerlo. Il 24enne valenciano ha continuato a soffrire il prolungarsi degli scambi e ha ceduto nuovamente il servizio nel sesto game. In chiusura di set, la pioggia ha iniziato a disturbare il gioco ma Ruud ha fatto in tempo a chiudere (6-1) prima della sospensione.

Si è tornati in campo un’ora dopo sotto una leggera pioggerellina che ha lasciato i giocatori in campo solo per tre game, prima di diventare più fitta e costringere a dispiegare nuovamente i teloni sul campo di gioco, con i giocatori costretti a tornare negli spogliatoi sul 2-1 in favore di Martinez senza break.

 

Alle 22.15, dopo oltre tre ore e mezza di interruzione, sotto la luce dei riflettori è ripreso il gioco. Ruud è ripartito subito bene, Martinez, invece, si è trovato subito a fronteggiare una palla break, annullata prontamente con una prima vincente. Lo spagnolo ha cominciato a variare un po’ di più il gioco, con un buon utilizzo del dropshot, mostrando dei progressi rispetto al primo set in cui è stato in balia dell’avversario. Ruud, al contrario, non è riuscito a essere incisivo in risposta. Il norvegese, sin a quel momento solido nei suoi turni di servizio, ha vissuto un momento di blackout nel decimo game, nel quale con ben quattro gratuiti ha regalato a Martinez il set.

Ruud è ripartito nel terzo set con la stessa intensità di inizio match mettendo in difficoltà il suo avversario. L’atteggiamento maggiormente aggressivo ha portato subito i suoi frutti con il break nel terzo game, bissato nuovamente nel quinto. Lo spagnolo ha iniziato a subire un calo fisico ma ha continuato a lottare. Stanchezza che ha offuscato anche la lucidità di Ruud, che nel momento di servire per il match, sul 30-0, è stato tradito dal rovescio e ha concesso il break a Martinez. La chiusura del match però è stata rimandata solo di qualche minuto; il norvegese si è guadagnato tre championship point, con il nastro che ha regalato a Ruud il match.

Con questo successo, Ruud guadagna altre due posizioni nel ranking e raggiunge la 12°, stabilendo il suo best ranking. Il titolo regala al norvegese anche la posizione numero 8 della Race, con il sorpasso ai danni del polacco Hurkacz. Soddisfazione nonostante la sconfitta per Martinez, che grazie alle 21 posizioni guadagnate in classifica stabilisce il suo nuovo best ranking al numero 76.

A cura di Giuseppe di Paola

Il tabellone completo

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Olimpiadi Tokyo 2020: Carreno Busta di bronzo, Djokovic di “legno”

Pablo Carreno Busta vince in tre set la finale per il terzo posto e tiene il n. 1 Novak Djokovic giù dal podio in singolo e nel misto, dove dà forfait prima della finale per il bronzo

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Pablo Carreno Busta - Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @atptour)

[6] P. Carreno Busta b. [1] N. Djokovic 6-4 6-7(6) 6-3

Nel tennis, come nella vita, le cose cambiano molto rapidamente. Quarantott’ore fa sarebbe stato impensabile azzardare un nome altro che quello di Novak Djokovic per la medaglia d’oro nel singolare maschile: ora sappiamo che Djokovic se ne andrà da Tokyo senza alcuna medaglia in singolare, e non la conquisterà nemmeno in doppio misto dato che dopo le 2 ore e 47 minuti di partita giocata contro Pablo Carreno Busta ha preferito non scendere in campo (citando un infortunio alla spalla sinistra) con Nina Stojanovic per affrontare Ashleigh Barty e John Peers ed ha quindi concesso loro la medaglia di bronzo.

Completando un torneo davvero esemplare, iniziato bene e continuato meglio, Carreno Busta ha portato a casa la medaglia di bronzo con una vittoria splendida contro il n. 1 del mondo, che sicuramente non ha giocato al 100% delle sue capacità, ma che è stato messo in grande difficoltà dal ritmo dello spagnolo e dalle sue accelerazioni di diritto che spesso l’hanno lasciato fermo.

 

Decisivo per Djokovic lo 0 su 6 nella conversione delle palle break, avute anche in momenti decisivi della partita, come il 4-5 nel primo set oppure nel primo game del set decisivo, ma sulle quali non ha potuto o non gli è stato permesso di esprimersi al meglio.

LA PARTITA

Non dev’essere stata una notte facile quella trascorsa da Djokovic dopo la sconfitta nelle semifinali olimpiche: l’enorme delusione, il rivivere dettaglio per dettaglio tutto quello che è andato storto e che non si può più cambiare, ma soprattutto la consapevolezza che bisognava buttarsi tutto alle spalle rapidamente per giocarsi al meglio le chance di bronzo dopo poche ore. Un bronzo oltretutto da giocarsi contro un avversario che non poteva non richiamare qualche brutto ricordo: Carreno Busta era infatti l’avversario di quell’ottavo di finale dello US Open 2020 nel quale Djokovic fu squalificato per aver colpito con una pallina una giudice dl linea, in uno Slam che lo vedeva nettamente nel ruolo di favorito.

L’inizio del match è stato piuttosto difficile per in n. 1 del mondo, che dopo appena tre games ha iniziato a parlare con il suo angolo, ad allargare le braccia e scuotere la testa avviandosi al cambio di campo. La sensazione è che fosse un Djokovic con una marcia in meno rispetto a quello apparentemente inarrestabile ammirato nei turni preliminari: il suo palleggio era meno incisivo, i suoi colpi meno aggressivi e quando Carreno Busta riusciva a prendere la linea di fondo lui andava sempre in affanno in difesa.

L’inizio tuttavia era sembrato favorevole al serbo, che aveva concesso solamente due “quindici” nei suoi due primi turni di battuta ma aveva già avuto tre palle break nei games di servizio di Carreno Busta. Ma subito dopo ricomparivano le incertezze della semifinale: un turno di servizio di peste, perso a zero e concluso da un tentativo di “gancio” tirato quasi sui piedi. Impeccabile Carreno Busta, che non si è fatto minimamente distrarre dal nervosismo del suo avversario ed ha continuato imperterrito con il suo gioco ordinato da fondocampo, anche quando non ha mancato due set-point sul 5-3 e soprattutto quando ha rintuzzato con il servizio il tentativo di ritorno di Djokovic che si era arrampicato a due chance per il 5-5.

Finito il primo parziale in 49 minuti, si è iniziato a giocare durante la transizione dalla luce all’ombra nell’Ariake Coliseum, una transizione resa molto fastidiosa dalla presenza del tetto che per una mezz’ora buona ha tenuto nelle tenebre un giocatore e al sole quell’altro, in un “revival” del Mutua Madrid Open. Nonostante la situazione tutt’altro che ideale, nessuno dei due giocatori ha concesso palle break in tutto il parziale fino all’approdo al tie-break, giocatosi completamente nell’ombra. Dall’1-0 Carreno si è passati al 4-1 Djokovic e poi 4-4. Il primo ad arrivare al set point, che in quel caso era un “Bronze Medal Point” come suggeriva la grafica olimpica, era Carreno Busta, che però se lo vedeva annullare da un’ottima prima di Nole. Sul 7-6 per Djokovic è stato lo spagnolo a tentennare: il suo diritto incrociato in corridoio portava la finale per il bronzo al terzo set.

La giornata più calda ma meno umida rispetto alle precedenti (circa 32 gradi ma poco più del 50% di umidità relativa, contro a quasi l’80% di alcune giornate del torneo) non ha consentito ai due giocatori di potersi prendere 10 minuti di pausa, ma in ogni modo entrambi hanno chiesto di poter uscire dal campo per cambiarsi d’abito. Al rientro la ripartenza dava a Carreno Busta il vantaggio iniziale: annullava una delicata palla break in apertura (la sesta del match) facendo perdere la testa a Djokovic che, immemore di quello che era successo lo scorso settembre a New York, ha lanciato la racchetta sugli spalti vuoti, riuscendo a schivarsi persino l’ammonizione, che invece è arrivata due game più tardi quando la racchetta è stata frantumata sul paletto in occasione dello 0-3.

Lo spagnolo non ha dato segno di nervosismo fino all’ultimo game, proseguendo i suoi schemi per aprirsi le accelerazioni lungolinea ed i suoi servizi esterni da destra, su cui Djokovic ha fatto una fatica incredibile a rispondere. Al servizio sul 5-3, Carreno Busta si è visto annullare quattro match point da altrettanti colpi vincenti da parte di Djokovic, che da cavallo di razza ha continuato a combattere fino alla fine. Il sesto match point è stato quello buono: al diritto di Djokovic finito in rete lo spagnolo è crollato a terra singhiozzando, sdraiandosi proprio dove sono disegnati i cinque cerchi, quasi incredulo della sua impresa.

“LEGNO” AMARO

La Spagna dunque conquista una medaglia anche in questa Olimpiade, dopo l’oro in doppio vinto da Nadal e Lopez a Rio 2016. Carreno Busta succede a Kei Nishikori, che si era aggiudicato il bronzo a Rio battendo proprio Rafael Nadal in semifinale, e infligge a Djokovic indubbiamente la più grossa delusione della stagione. Questa medaglia “di legno” è la seconda che il n.1 del mondo ottiene nella sua carriera, dopo quella di Londra 2012 dove, sui campi in erba dell’All England Club, era stato battuto da Juan Martin del Potro.

Djokovic e Carreno Busta – Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @atptour)

Il tabellone maschile delle Olimpiadi con i risultati aggiornati

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