ATP Challenger: settimana negativa per gli italiani

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ATP Challenger: settimana negativa per gli italiani

Erano due i tornei Challenger in programma, uno a Marbella e l’altro ad Amburgo. Otto gli azzurri complessivamente al via, nessuno va oltre il secondo turno

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MARBELLA 80

Tanti italiani in tabellone ma nessuno di loro ha avuto particolare fortuna. In tre hanno superato il primo turno: Gianluca Mager (contro Giannessi), Federico Gaio (contro lo spagnolo di origini austriache Nicola Kuhn) e Lorenzo Giustino che ha battuto a sorpresa il 17enne Carlos Alcaraz Garfia, già vincitore di tre Challenger in questo scorcio di stagione. Ma qui si è fermata la loro corsa.

Ha iniziato Gaio che ha buttato via un match quasi vinto (3-6 7-6 6-4) contro il giovane ceco Vit Kopriva (n.323 ATP). Il nostro tennista è parso da subito a proprio agio contro un avversario dal buon tocco ma dalla poca potenza. Vince il primo set senza troppi sussulti e nel secondo si porta addirittura a servire per il match sul 5-4. E qui Federico inizia a scialare facendosi brekkare e consentendo all’avversario di arrivare al tie-break, un tie-break che domina 7-1. Ovviamente non solo demerito del nostro tennista, perché mentre Federico si distraeva, Kopriva riusciva finalmente a dare una dimostrazione pratica di quanto recentemente affermato: “Il mio colpo migliore è senz’altro il rovescio. Posso mettere la palla dove voglio”.

Nel terzo parziale il ceco si porta sul 5-4 con servizio e qui Gaio mostra il meglio e il peggio del proprio repertorio. Prima con un rovescio incrociato di surreale bellezza e poi con un passante di diritto si procura due palle break. Che spreca con due erroracci di diritto. Sulla terza palla break spara un rovescio alla luna e sulla quarta e ultima piazza la palla direttamente in tribuna, e fortuna che non c’è il pubblico. Kopriva alla fine si decide ad accettare i gentili doni e chiude l’incontro. Le percentuali dei due sono simili a parte quella relativa alle palle break convertite. Che per Gaio sono state solo 5 su 19.

Altro giro altro regalo: Mager, testa di serie n.3, sembra poter disporre senza troppa fatica del colombiano Daniel Elhai Galan (n. 132 ATP) che nel primo turno aveva fermato Andrea Pellegrino. Vince il primo set 6-4 e si ritrova 5-5 nel secondo, dando sempre l’impressione di poter accelerare da un momento all’altro. Peccato che lo scatto lo piazzi l’avversario: break e secondo set 7-5. A questo punto il ligure sembra disunirsi, perde subito il servizio e concede il bis nel sesto gioco. Punteggio finale per Galan 4-6 7-5 6-1.

A chiudere il programma Lorenzo Giustino che non sembra chiuso dal pronostico contro lo spagnolo Jaume Munar che nel primo turno aveva molto faticato col nostro Bonadio. Purtroppo così non è stato come il punteggio molto severo (6-1 6-3) conferma. Dopo un primo set senza storia il tennista napoletano sembra voler dare battaglia all’inizio del secondo parziale e si procura due palle break nel primo gioco e un’altra nel quinto. Munar è però bravo ad annullarle e a portare in porto l’incontro senza ulteriori patemi. Impietose le statistiche che hanno visto Giustino ottenere il 58% dei punti con la prima di servizio contro l’82% di Munar. E il 18% in risposta contro il 42%.

Al primo turno si erano fermati Alessandro Giannessi nel derby con Mager (2-6 6-1 6-2), Andrea Pellegrino (6-3 6-2) contro Galan e Riccardo Bonadio che ha lottato strenuamente (7-6 5-7 6-3) contro Jaume Munar. Non completamente negativo comunque il torneo di Pellegrino e Bonadio che hanno superato due difficili turni di qualificazione, cosa che a questo livello non è mai scontata.

 

AMBURGO 80

Nel torneo tedesco la corsa di Stefano Napolitano si ferma al primo turno (6-2 6-2) contro il russo Roman Safiullin (n.184 ATP) che ormai viene ricordato più per la vittoria agli Australian Open Junior 2015 che non per quello che sta combinando nella sua carriera professionistica. In ogni caso sul veloce indoor tedesco si è rivelato ostacolo troppo duro per il nostro tennista che evidentemente non è ancora riuscito a ritrovare il giusto ritmo dopo l’operazione al gomito, pur non mancando dei segnali positivi. Infatti il biellese è comunque riuscito a superare due turni di qualificazione contro avversari non banali: prima il francese Constant Lestienne (6-4 5-7 7-6) e poi il russo Evgeny Karlovskiy (7-6 7-6). Eliminato al primo turno anche Roberto Marcora che nulla ha potuto contro il polacco Kamil Majchrzak (6-3 6-3) che non ha mai concesso una sola chance al nostro portacolori, meritandosi in questo modo il prossimo rientro in top 100.

Massimo Gaiba

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I sogni di Holger Rune: “Punto alle Next Gen Finals di Milano”

Sul proprio blog sul sito ufficiale ITF, il giovane danese ha condiviso i propri sogni e obiettivi per il futuro. E quella volta che ha battuto Paire…

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Holger Vitus Nodskov Rune è un giovane tennista danese. Classe 2003, attualmente numero 508 del mondo, Rune ha vinto il Roland Garros junior nel 2019 e in questa stagione ha deciso di concentrarsi esclusivamente sui tornei professionistici. Il 2020 gli ha regalato discrete soddisfazioni e due titoli a livello ITF (a Klosters e a Valldoreix) cui va aggiunta una finale persa a Melilla. Il bottino del giovane danese può ancora migliorare dal momento che è attualmente in finale anche nel torneo ITF di Antalya (domenica 6 dicembre sfiderà Filip Misolic per il titolo).

Nonostante l’età, Rune ha già le idee piuttosto chiare e vuole cercare di fare il salto nel circuito maggiore il più rapidamente possibile. Oltre ad amare visceralmente il gioco del tennis, Rune si diverte anche a raccontare e condividere la propria storia, il proprio percorso di crescita, su un blog che ha addirittura trovato ospitalità sul sito ufficiale dell’ITF.

Mentre nelle ultime settimane ero impegnato a giocare tornei in Spagna, ho anche guardato le ATP Finals di Londra ed è stato così interessante vedere i giocatori più giovani migliorare sempre di più. Il loro livello di tennis è così alto”, ha scritto nel suo ultimo articolo. “Ricordo di aver visto alcuni di quei ragazzi giocare la prima edizione delle Next Gen ATP Finals a Milano nel 2017 ed è stato affascinante perché sembravano così giovani e le persone potevano davvero percepire le loro emozioni nella piccola arena. Solo tre anni dopo, giocatori del calibro di Daniil Medvedev e Andrey Rublev hanno preso parte alle finali ATP e continuano a migliorare. Per me è una grande ispirazione. I giocatori giovani del Tour mi hanno permesso di vedere la strada da percorrere e io sto lavorando per fare grandi cose. Se continuo a migliorare e ad avere buoni risultati, le finali ATP Next Generation nel 2021 sono possibili. Di sicuro sono un mio obiettivo.”

 

Rune ha anche raccontato quella che è stata “la sua prima vittoria contro un top 30“. La Leschly Tennis Foundation, fondata dall’ex tennista danese Jan Leschly, ha organizzato un evento, nel corso del quale Holger ha avuto l’occasione di sfidare Benoit Paire, allora numero 28 del mondo.

Mi sono allenato molte volte con i top player, sia come hitting partner alle ATP Finals dello scorso anno a Londra o alla Mouratoglou Tennis Academy, ma non ho mai giocato una partita vera contro uno dei Top 100. È stato bellissimo. Ero sotto di due match point nel terzo set e ho tirato fuori due passanti assolutamente pazzi e improvvisamente la partita è finita dalla mia parte. È qualcosa che ricorderò per sempre perché è stata la mia prima vittoria contro un Top 30. Benoit è un ragazzo simpatico e il suo servizio è fantastico. È stata un’esperienza meravigliosa per me e siamo stati anche molto fortunati che gli spettatori siano stati ammessi agli eventi sportivi in ​​Danimarca. È stato bello giocare davanti al pubblico di casa.”

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Ritornano le Dirette Ubitennis su Facebook: domenica 6 dicembre alle 14.30 il primo episodio off-season

Nuovo appuntamento settimanale per una delle più popolari rubriche di Ubitennis.

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Luca Baldissera (sinistra) e Vanni Gibertini (destra) all'Australian Open 2017

Dopo una breve pausa a segnare la fine della travagliatissima stagione agonistica 2020, torna anche in questa off-season (sdoganiamo il termine con buona pace dei fondamentalisti della Crusca) l’appuntamento settimanale con le Dirette Ubitennis via Facebook, immancabilmente condotte dai nostri Vanni Gibertini e Luca Baldissera.

Durante questo periodo senza tornei lo spazio torna a collocarsi nel primo pomeriggio della domenica, come già era accaduto durante i lunghi mesi senza tennis della scorsa primavera. A partire dalle ore 14.30 sulla pagina Facebook di Ubitennis, nella sezione video, Vanni e Luca parleranno delle ultime novità dal mondo del tennis professionistico e come ormai consuetudine daranno largo spazio alle domande degli spettatori, cui nel limite del possibile (e del legale) verrà data risposta.

L’appuntamento è dunque per domenica 6 dicembre alle ore 14.30 sulla pagina Facebook di Ubitennis per seguire la trasmissione in diretta. E chi avesse altri impegni a quell’ora potrà sempre riguardarsi il programma on demand, sempre su Facebook, oppure ascoltare la traccia audio della trasmissione in formato podcast sulla pagina Spreaker di Ubitennis, su Spotify, oppure su tutte le più popolari piattaforme podcast.

 

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Pennetta: “Non ho nessuna intenzione di tornare a giocare. Non ho più la cattiveria necessaria”

Suo papà e suo marito Fognini sono a favore del rientro nel circuito, ma Flavia Pennetta non ha intenzione di distogliere l’attenzione dalla sua famiglia: “Nel ruolo di moglie e mamma sono proiettata verso gli altri”

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Flavia Pennetta nello studio di Eurosport con Barbara Schett e Marion Bartoli - US Open 2019

“Tra sport e figli c’è una differenza sostanziale: nel tennis sei concentrato solo su te stesso, un’ottica quasi autoreferenziale. Nel ruolo di moglie e mamma sei proiettata verso gli altri, verso il bene comune. Sono i due sogni che ho realizzato” parole di Flavia Pennetta, campionessa dello US Open 2015 e mamma di due bambini, Federico e Farah, che cresce assieme a papà Fabio Fognini. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, l’ex tennista azzurra ha parlato della sua nuova vita da mamma e da moglie di tennista professionista.

Un mondo, quello del professionismo, che ha lasciato subito dopo aver alzato il trofeo più importante della sua carriera all’Open degli Stati Uniti e in cui non ha nessuna intenzione di ritornare, nonostante suo padre e lo stesso Fognini abbiano spinto per un suo rientro: “È un’ipotesi da accantonare” ha detto Flavia. “Ci scherzavano sia mio padre che Fabio. Ma è soltanto un gioco. Non tornerò all’agonismo. Ho fatto semplicemente ciò che sentivo dopo aver vinto lo US Open. Non ho smesso perché ero rimasta incinta, come dice qualcuno. L’avevo già deciso un anno prima, quando non sentivo più la cattiveria necessaria per fare grandi cose, perché soltanto un’assoluta, tremenda e cattiva determinazione porta alla vittoria. Mi era rimasto soltanto il peso di comunicare al mondo che non avrei gareggiato più. Non è stato facile, anche se non provo rimpianti o nostalgie. Ho chiuso quella porta“.

Ora le giornate sono diverse e soprattutto le sfide e i problemi da affrontare sono cambiati: “Come non è stato un peso l’agonismo, non lo sono nemmeno i pannolini da cambiare. Entrambi mi hanno dato un appagamento straordinario. Ciò che si riceve dall’impegno in maternità o nello sport non ha prezzo. Fabio in famiglia? Di lui non mi posso proprio lamentare. Sono contenta, collabora, impegni permettendo. Ci alterniamo nei compiti. Certo, quando deve allenarsi o andare a giocare tornei mi devo occupare io di tutto. Ma è giusto così. Ci spostiamo molto tra la Liguria e Brindisi, quando i bambini andranno all’asilo metteremo un punto fisso sull’abitazione”.

 

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