Il battesimo di Sinner: batte Mannarino, giocherà la sua prima finale a Sofia

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Il battesimo di Sinner: batte Mannarino, giocherà la sua prima finale a Sofia

A 19 anni e tre mesi, Jannik Sinner giocherà la prima finale nel circuito maggiore. Contro Mannarino soffre solo nel secondo set: adesso contro Pospisil o Gasquet per sollevare il primo trofeo

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Jannik Sinner - Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

J. Sinner b. [5] A. Mannarino 6-3 7-5

A tre settimane di distanza dalla semifinale di Colonia 2 persa contro Sascha Zverev, Jannik Sinner torna a giocarsi l’accesso alla sua prima finale del Tour e centra l’obiettivo superando Adrian Mannarino in due set in poco meno di un’ora e mezza. Un avversario di grande esperienza e in possesso delle armi per metterlo in difficoltà tra colpi piatti e mancini, capacità di appoggiarsi alle accelerazioni e acume tattico; e anche in un buon periodo di forma, con 10 delle 15 vittorie stagionali a livello ATP ottenute nelle ultime quattro settimane. Il classe 2001, però, ha dato prova di grande maturità (!), dimostrando capacità di gestione di scambi non certo ai suoi ritmi preferiti e giocando meglio i punti importanti. Comunque andrà in finale, lunedì sarà best ranking, almeno al numero 41.

IL MATCH – Sinner comincia tenendo il turno di battuta, nonostante Mannarino faccia vedere subito uno degli scambi prolungati, stile Gilles Simon, in cui intende intrappolare l’avversario testandone la pazienza. A sua volta, il n. 35 del mondo sfrutta bene il servizio mancino e si affaccia per la prima volta a rete – la zona di campo dove è nettamente superiore – dietro a un bell’anticipo di rovescio, altro marchio di fabbrica. Il trentaduenne di Soisy-sous-Montmorency ha difficoltà nel generare ritmo autonomamente, soprattutto dal lato del dritto, ma di sicuro non avrebbe comunque intenzione di farlo con continuità contro Jannik, che dopo quattro giochi ancora fatica a trovare il timing in ribattuta. Riesce invece a entrare nello scambio sul 3-2 e approfitta di tre regali consecutivi del dritto francese per allungare, mentre l’arbitro Christian Rask sanziona l’abuso di racchetta di Adrian, inevitabilmente adirato visto che sedeva comodamente su un parziale di 11 punti a 2 sul proprio servizio. L’azzurro dimostra di avere la concentrazione richiesta dal tipo di tennis proposto dall’avversario e mantiene senza evidenti patemi anche i due turni di battuta che gli consegnano il parziale per 6-3.

 
Jannik Sinner – Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

Mannarino ricomincia con qualche lampo di maggiore aggressività, mentre è molto bravo Jannik, su un pericoloso 15-30, a sfoderare un rovescio lungolinea che l’altro non legge. La prima di servizio del diciannovenne di Sesto Pusteria fa parecchio male, ma entra poco più della metà delle volte e nel quarto gioco deve affrontare le prime due palle break dell’incontro, annullate entrambe con un’involontaria ma certo gradita complicità dell’avversario. Il livello sale al sesto game, Sinner gioca di nuovo bene un punto importante concluso con il sempre temibile (per chi guarda) smash, ma Adrian replica con un gran vincente bimane e rilancia posizionando la palla con la mano sulle piastrelle giuste incassando l’errore; per nulla impressionato, il nostro cancella con coraggio la nuova opportunità di fuga francese e il punteggio rimane in equilibrio.

Chiamato a servire per restare nel set, Jannik non rivela alcuna incertezza e non si fa distrarre dal lob in tweener frontale del mancino né scalfire dalla combinazione vincente smorzata-volee. La svolta arriva invece all’undicesimo gioco, propiziata dal passante di Sinner che vanifica l’ottima costruzione del punto da parte di Mannarino, che accusa il colpo e cede i due quindici successivi con altrettanti errori di dritto, certo il suo fondamentale meno sicuro, soprattutto quando la pressione aumenta. Il punto che consegna il break – non ce ne voglia il nostro rossocrinito preferito – è un po’ quelli che ti aspetti però a parti invertite: recupero disperato di Jannik che riesce a far giocare la classica palla in più e l’altro che sbaglia la volée a campo vuoto. Da consumato veterano, Sinner tiene a zero la battuta per il 7-5, chiudendo con il secondo dritto vincente del game. Sabato sarà finale, da favorito, contro il vincente tra Vasek Pospisil e Richard Gasquet. A 19 anni e tre mesi.

Il tabellone completo di Sofia

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ATP Montpellier: Sonego doma Korda, Bedene (e la schiena malconcia) eliminano Sinner

Sinner si arrende al tie-break del terzo set, anche per problemi alla schiena. Sonego alza il livello del suo tennis e supera l’insidia del talento statunitense

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Una delle migliori versioni della carriera sul cemento di Aljaz Bedene supera a sorpresa, dopo due ore e quaranta di battaglia, la testa di serie numero 5 del torneo – il nostro Jannik Sinner – al primo turno (3-6 6-2 7-6).

Le premesse sembravano ben diverse. Sinner è autoritario al servizio e in tutto il primo set lascia le briciole a Bedene nei suoi turni di battuta. Lo sloveno riuscirà a vincere solamente tre punti in risposta in tutto il primo set. L’aggressività di Sinner si sente anche in ribattuta e una seconda leggera condanna Bedene a subire il break nel quarto game. Da quel momento Sinner alza ulteriormente le marce e non si guarda più indietro.

La musica cambia nel secondo set, sia per colpa del calo di Sinner che per un Bedene oggi extralusso nei colpi offensivi. Il numero 34 del mondo cala di quantità e qualità di prime e i suoi turni di battuta ne risentono. Il nativo di Lubiana nota il calo di livello dell’avversario e prende fiducia al servizio e nel gioco da fondo. Il break è una naturale conseguenza: il tennista sloveno sfrutta gli errori di Sinner e guadagna tre palle break. L’azzurro è bravo a rimontare lo 0-40, ma Bedene non fallisce la quarta palla break e passa avanti per la prima volta nel match. Ora Sinner è in confusione e al momento di servire per restare nel set paga l’ennesimo passaggio a vuoto che chiude il secondo set. 6-2 Bedene.

 

Il terzo set si apre all’insegna dell’equilibrio. Entrambi hanno l’opportunità di breakkare ma i servizi reggono e si arriva al tie-break. Il parziale decisivo arriva e Sinner va subito avanti di un mini-break. L’inizio sembra promettente ma per il tennista italiano arrivano subito i guai. Già dopo il secondo punto Sinner comincia a toccarsi la schiena e dopo tre dritti consecutivi steccati è costretto a chiamare il medical time-out per dolori lombari. Dopo il trattamento la situazione non migliora e Bedene chiude senza problemi il tie-break per 7-3. Sinner perse al primo turno del torneo di Montpellier anche lo scorso anno, quella volta contro Mikael Ymer. Sarà direttamente nel tabellone di Rotterdam senza wild card, a causa del forfait di Matteo Berrettini. Andrà però valutata la gravità dell’infortunio alla schiena che lo ha limitato al momento decisivo.

A cura di di Giorgio Di Maio


SONEGO VA

La versione francese di Lorenzo Sonego si conferma più convincente di quella australiana. Il torinese si è guadagnato in sicurezza i quarti di finale del 250 di Montpellier, onorando la settima testa di serie del tabellone. A differenza di quanto accaduto all’esordio, stavolta gli sono bastati due set per risolvere l’insidioso incrocio con Sebastian Korda (6-3 6-2).

La stellina statunitense, ormai in top 100, arrivava da soli sei ko negli ultimi 31 match. Pratica rischiosa. Il numero quattro d’Italia è però cresciuto in sicurezza rispetto a quanto mostrato all’esordio contro Gaston, quando comunque, nel parziale decisivo, non c’è stata storia.

Per battere il figlio d’arte, gli è servita appena un’ora e un quarto. Trovando la chiave per far girare a proprio favore ciascuno dei due set. In quello d’apertura, ha sofferto nel corso del terzo turno di servizio in cui si è fatto riprendere da 40-0, trovandosi costretto ad annullare due palle break. Ostacolo però superato, con il break risolutivo piazzato nel game successivo. Frizzante ma discontinuo il tennis con cui Korda ha approcciato la partita: efficace il rovescio, meno brillante in generale la lettura delle situazioni. Facendo base sulla solidità del suo servizio, Lorenzo ha chiuso 6-3 vincendo 11 degli ultimi 13 punti in battuta.

Il secondo set inizia con lo statunitense più ordinato, attento a limitare gli svolazzi per non regalare punti al numero 36 del mondo. Ma il quinto game, quello del break che ha sostanzialmente chiuso i conti, Sonego se l’è preso anche d’esperienza. Bravo a non deconcentrarsi su una palla di Korda chiaramente fuori sulla quale, però, si è continuato a giocare. Doppia palla break, la seconda capitalizzata punendo con un passante chirurgico una delle non impeccabili discese a rete del giovane Sebastian. Il 4-2, che ha spaccato definitivamente la partita, si è concretizzato nel game successivo quando il servizio (più efficaci sia le prime, sia le seconde) l’ha fatto risalire agevolmente da 0-30.

Arriva così il quarantesimo successo a livello ATP e il quarto di finale numero quattro in carriera. Dopodomani, la sfida al vincente tra Benjamin Bonzi e un David Goffin che di questi tempi non pare invulnerabile. “Non è stato semplice – ha commentato a caldo l’azzurro, 36 ATP – ho giocato meglio rispetto alla prima partita. Il mio servizio mi aiuta, sto lavorando per completare il mio tennis anche in risposta“. Per diventare sempre più universale. Sul veloce indoor, dalla super settimana di Vienna a ottobre, sembra sia scattata la magia.

A cura di Pietro Scognamiglio

Il tabellone completo di Montpellier

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ATP Montpellier, Sonego cede un set ma passa al secondo turno

Contro Gaston, l’azzurro fallisce un match point nel secondo set ma poi dilaga nel terzo. Troverà Korda, vincitore di Tsonga

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A Montpellier tornano i giudici di linea e la connessa possibilità di litigarci (non c’è la verifica elettronica), torna il programma tipico del lunedì “250” con tre soli incontri del tabellone principale, tornano gli spalti vuoti: ci si accontenta, insomma. Accerchiato da quattro bleus, in campo c’è anche Lorenzo Sonego che, facendosi un po’ trascinare dagli alti e bassi dell’avversario, rimane in campo un set di troppo, ma alla fine fa valere classifica e pesantezza di palla di fronte alla wild card Hugo Gaston – sì, proprio quello che ha fatto conoscere le sue smorzate al grande pubblico in occasione del Roland Garros, dove ha raggiunto gli ottavi eliminando Stan Wawrinka e, pur perdendoci, Dominic Thiem.

In questa stagione, Gaston ha ritrovato la vittoria solo due settimane fa al Challenger di Cherbourg dove è stato fermato in semifinale da Rosol. Lorenzo è invece reduce dalla deludente trasferta down under: eliminato subito a Melbourne 2, al secondo turno dell’Australian Open ha subito la rimonta di Feliciano Lopez. All’inizio, nonostante giochi con la seconda di battuta due volte su tre, Gaston si mantiene a galla. La curva mancina gli apre provvidenzialmente il campo quando affronta la palla dell’1-3 permettendogli una delicata chiusura a rete. Lorenzo è poco deciso al volo nel game successivo concedendo palla break e il ventenne di Tolosa tenta la risposta vincente che finisce però larga. Il nostro replica all’efficace smorzata francese con un drop shot irraggiungibile; Hugo la prende come un affronto, come un Opelka svegliatosi male che subisce un ace da Diego Schwartzman, e allora smorza, choppa e smorza ancora finché cede il turno di servizio. Sonego fa valere il colpo di inizio gioco con i suoi 18 cm in più di altezza, pesta forte con il dritto e tanto basta per il 6-3.

Gaston è innervosito da una chiamata e termina il gioco di apertura con un doppio fallo, spianando la strada al venticinquenne torinese. Alcune apprezzabili giocate occitaniche non sembrano mettere in discussione il risultato, anche perché mai confermate in occasione dei punti importanti. Ci pensa allora un Lorenzo falloso di dritto e frettoloso d’animo a riaprire il parziale all’ottavo gioco. Ora più costante, Hugo assapora l’effimera ebbrezza del vantaggio, l’azzurro fa e disfà, non chiude con la battuta al dodicesimo gioco, va sotto nel tie-break, risale fino al match point, ma la risposta lo tradisce. Il dritto sembrava tornato bello sveglio dalla pausa caffè, ma evidentemente era d’orzo e allora si va al terzo set.

 

Approfittando del toilet break, Lorenzo esce dal campo alla ricerca – fruttuosa – di sé stesso, mentre il n. 162 ATP torna a evidenziare i suoi limiti nella continuità di rendimento che si traducono in quattro giochi di fila persi. Sonego fallisce la palla del 5-0, ma mi riappropria subito del timone del match e chiude 6-1 dopo 2 ore e 19 minuti. Al prossimo turno troverà Sebastian Korda, convincente vincitore di Jo-Wilfried Tsonga, al rientro dopo oltre un anno per problemi alla schiena.

Risultati:

[6] U. Humbert b. N. Gombos 6-3 7-6(3)
[7] L. Sonego b. [WC] H. Gaston 6-3 6-7(7) 6-1
S. Korda b. J-W. Tsonga 6-4 6-2

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ATP Cordoba, il tabellone: Cecchinato e Mager di scena. Forfait di Pella, positivo al Covid-19

Il siciliano potrebbe affrontare la tds N.1 Schwartzman al secondo turno

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Seppur con qualche settimana di ritardo (e con il rinvio del 500 di Rio de Janeiro), è iniziata la serie dei tornei sudamericani sulla terra battuta con il 250 del Cordoba Open (tabellone a 28, financial commitment di 393.935 dollari). In un torneo prevedibilmente dominato da giocatori latinoamericani e mediterranei, gli italiani presenti saranno due: Marco Cecchinato e Gianluca Mager, entrambi in campo martedì.

Il primo esordirà contro il boliviano Hugo Dellien, e in caso di passaggio del turno se la vedrà contro un semifinalista del Roland Garros come lui, vale a dire il grande favorito del torneo Diego Schwartzman. Gli incroci successivi sarebbero con Ramos (o Londero) ai quarti e con Delbonis in semifinale, in una parte alta del tabellone che ha già perso Guido Pella, positivo al coronavirus e forte candidato al titolo di giocatore più iellato della pandemia – la scorsa estate è finito in isolamento per la positività del suo preparatore, mentre a Melbourne ha fatto la quarantena dura per la presenza di casi sul volo che l’ha portato in Australia.

Per quanto riguarda Mager, invece, il ligure esordirà con la wildcard Francisco Cerundolo, classe 1998 finalista proprio ieri sera al Challenger di Concepcion in Cile (la sua quarta in un Challenger su terra da ottobre ad oggi). Al secondo turno troverebbe il vincente di Koepfer-Coria, seguito dalla tds N.2 Benoit Paire, anche lui reduce dalla quarantena dura, e dal N.3 Miomir Kecmanovic, che proprio in questi giorni ha annunciato di aver iniziato a lavorare con un fuoriclasse che in Argentina ricordano bene, cioè David Nalbandian.

Qui tutti i tabelloni aggiornati della settimana

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