Da Giorgi al tennista del club: Fabrizi Tennis costruisce la racchetta perfetta per tutti

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Da Giorgi al tennista del club: Fabrizi Tennis costruisce la racchetta perfetta per tutti

Fabrizi Tennis è un brand italiano che costruisce racchette con materiali avanzati sulle precise specifiche del tennista, da quello del circolo fino ai professionisti come Camila Giorgi

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C’è sempre più attenzione da parte dei brand più famosi delle racchette nel produrre telai di qualità maggiore: ci sono marchi che hanno di recente messo in vendita telai pro-stock, quelli dei professionisti, o altri che, da qualche anno, consentono di scegliere due racchette identiche in sede di acquisto. Questo ammodernamento dell’offerta lo si deve anche a quei marchi che stanno puntando sulla qualità dei prodotti invece che su quantità e diffusione, costruendo telai che riescono a soddisfare meglio di tanti e più diffusi marchi le esigenze del tennista, da quello di quarta categoria fino al professionista.

Fabrizi Tennis è uno di questi, una sorta di artigiano che produce telai secondo le caratteristiche richieste avendo come mantra e come fine ultimo la qualità del prodotto. Avete presente la racchetta usata dalla nostra Camila Giorgi? Esatto, è un telaio Fabrizi Tennis. Per loro, far uscire una racchetta dal mold, lo stampo, dev’essere un arte, non un processo industriale su larga scala. I telai sono interamente realizzati in materiale composito con la stessa tecnologia impiegata per la costruzione di componenti di Formula 1 e Moto Mondiale, interamente prodotti a mano in Italia in ogni loro fase e per questo sono realizzabili su precisa specifica del giocatore. Gli stessi operatori impiegati per la realizzazione di componenti per Moto GP e Formula 1 lavorano anche sui telati realizzati secondo le specifiche di peso, bilanciamento e altre caratteristiche scelte direttamente dal giocatore, di qualsiasi livello.

Chi possiede un telaio Fabrizi, possiede un telaio interamente realizzato a mano, prodotto, verniciato ed assemblato in Italia seguendo gli standard ed i processi tecnologici più evoluti nell’impiego dei materiali compositi avanzati

 
Emanuele Fabrizi

L’idea di Fabrizi Tennis nasce dall’ingegner Emanuele Fabrizi, che vanta una esperienza decennale in Lamborghini e che ha deciso di mettersi in proprio per sviluppare le competenze acquisite nel settore dei materiali compositi, quali sono le racchette da tennis. Ed è così che nasce Officine Italiana Compositi, proprietaria del marchio. Parliamo di un’azienda che lavora nella fornitura di componenti aerospaziali, quindi per super car, moto e macchine da Gran Premio, e che realizza manufatti investendo ogni giorno su ricerca e sviluppo per aumentare la qualità del prodotto finito.

Emanuele Fabrizi

Ed è proprio Emanuele Fabrizi a spiegarci l’idea del progetto Fabrizi Tennis. Come nasce l’idea di dedicarsi al tennis? Passione?

“L’idea di cimentarsi in questo progetto nasce da una fortissima passione per il tennis e per la tecnologia applicata ai materiali compositi. Sfruttando l’opportunità di un progetto di ricerca e sviluppo, abbiamo studiato e sperimentato il comportamento dinamico dei materiali compositi avanzati applicati ad un telaio da tennis”.

Che innovazioni ci sono rispetto al processo tradizionale /industriale di costruzione di un telaio?

“Abbiamo cioè costruito telai con i migliori materiali compositi di vario genere e ‘modulo di resistenza a trazione’ curati in autoclave. La differenza rispetto ai telai retail è stata impressionante considerando che la quasi totalità dei telai in circolazione sono prodotti con fibre multi assiali di carbonio e con tessuti in fibra di vetro, curati in pressa. Durante questa lunga sperimentazione abbiamo potuto individuare quali materiali ed in quale configurazione riescono a caratterizzare separatamente le singole specifiche che caratterizzano il comportamento ed il feeling del telaio. Abbiamo individuato quali materiali contribuiscono alla reattività del telaio, quali caratterizzano la rigidezza e quali contribuiscono alla pastosità della racchetta. Il nostro obbiettivo non è stato la costruzione di un modello matematico universale che consentisse di progettare telai ad hoc, bensì un metodo basato sulla sperimentazione che permetta ai nostri tecnici di utilizzare tutti i dati ed i parametri archiviati e finalizzarli per costruire telai sulle specifiche richieste dei clienti. Il processo di cura in autoclave che azzera la presenza di inclusioni di aria nel laminato del telaio, il sistema di assorbimento delle vibrazioni, inserito in fase di laminazione del telaio ed il manico realizzato in una particolare resina espansa fresato uno ad uno ‘dal pieno’ a controllo numerico per ciascun telaio, consente inoltre di avere telai praticamente esenti da vibrazioni percepite“.

Perché bisognerebbe scegliere un telaio custom rispetto a uno commerciale dal punto di vista della Fabrizi Tennis.

“In questi tre anni abbiamo sperimentato circa trecento piani di laminazione diversi catalogando una enorme quantità di informazioni, che mettono in relazione i vari materiali impiegati per la costruzione e la loro quantità, con il comportamento dinamico del telaio e le sensazioni percepite dal giocatore. Possiamo cioè progettare e realizzare un telaio che vada incontro alle esigenze di ogni singolo giocatore. In conclusione, chi possiede un telaio Fabrizi, possiede un telaio interamente realizzato a mano, prodotto, verniciato ed assemblato in Italia presso i nostri stabilimenti in provincia di Firenze e Bologna seguendo gli standard ed i processi tecnologici più evoluti nell’impiego dei materiali compositi avanzati”.

Ad oggi sono quattro i modelli principali che i tennisti possono customizzare per “farli propri”:

F-95

Con uno schema corde 18/20 e uno spessore del frame di 22 millimetri, è una racchetta per tennisti di alto livello tecnico. Ideale per chi predilige un gioco pulito, offre comunque grandissime prestazioni sulle rotazioni back e slice. La sua laminazione e le caratteristiche tecnologiche dei materiali garantiscono un superlativo mix di potenza e precisione.

F-98

Presenta uno schema corde atipico 16/20, ideale per massimizzare le sue prestazioni. Come la F-95, è una racchetta adatta per tennisti che prediligono un gioco piatto e pulito, ma a differenza dell’altra ha una migliore attitudine alle rotazioni: buon top spin, ottimo kick e un back chirurgico. La racchetta offre una maneggevolezza estrema e splendide sensazioni a rete. Si rivolge a un’ampia gamma di giocatori “a tutto campo”, garantendo massime prestazioni per quasi tutti gli stili di gioco.

F-102

Con uno piatto-corde più grande della F-98 e della F-95 e un profilo superiore di 23 millimetri, si presenta come una semi-profilata. Grazie anche allo schema corde di 16-19 e una rigidezza di 62-64 RA, predilige un gioco molto potente e arrotato, rivolgendosi essenzialmente a un target di giocatori esperti da fondo campo, dotati di un gioco moderno. Il piatto-corde grande la rende efficacissima nei recuperi e grazie alla sua particolare lavorazione, mantiene sempre una discreta precisione anche sotto rete.

S-100

Profilata al 100%, è la racchetta con la maggiore grandezza di piatto-corde e un profilo di 24 millimetri. Le caratteristiche tecniche di questa racchetta unite alla peculiarità dei materiali tecnologici esaltano le rotazioni. La sua maneggevolezza la rende adatta ad un ampio target di giocatori.

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Dunlop lancia la nuova gamma di racchette CX

La gamma di racchette introduce la tecnologia FLEX BOOSTER, che fornisce ai giocatori maggiori comfort, potenza e facilità nei colpi, per giocare con totale controllo

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Comunicato Stampa

Dunlop ha presentato la nuova gamma di racchette Control. Un’evoluzione dell’originale serie CX: la gamma è stata riprogettata per fornire ai giocatori un totale controllo con maggiore potenza e precisione in ogni colpo.

Questa è la prima serie di racchette a offrire la nuova tecnologia FLEX BOOSTER, che presenta diversi strati ad alta elasticità che permettono di ridurre le vibrazioni lungo tutto il telaio. Ciò offre ai giocatori una sensazione di minore rigidità, più comfort e maggiore flessibilità, senza perdere potenza e controllo per tutta la durata dell’allenamento o della partita.

Le racchette sono dotate anche del Sonic Core, realizzato con Infinergy® di BASF (come si vede sulle serie SX e FX) alle ore 3 e 9 del telaio. Combinate con Power Grid String Tech, un piatto corde ridisegnato per una maggiore precisione, queste tecnologie creano una racchetta con uno sweet spot più ampio e un impatto degli urti ridotto, consentendo ai giocatori di “controllare il gioco” con comfort, potenza e facilità.

 

La serie CX è stata sviluppata dal team globale di ricerca e sviluppo Dunlop Srixon a Kobe, in Giappone, con le racchette che hanno dimostrato una riduzione del 5% della rigidità e del 10% delle vibrazioni rispetto al modello precedente.

Ken Yamamoto, Head of Dunlop Tennis Business, ha commentato: “Dunlop ha rivoluzionato la gamma di racchette CX. Abbiamo deciso di creare una racchetta che offrisse ai giocatori il controllo totale, stimolandoli a giocare colpi vincenti. Dalla prima all’ultima palla, CX offre ai giocatori il totale controllo. La gamma prevede opzioni per tutte le età e abilità. Sia che un giocatore cerchi un maggiore controllo della potenza o degli effetti, sia che preferisca una sensazione di leggerezza, c’è una racchetta CX pensata per lui”.

La serie CX va a unirsi alle altre serie di racchette Dunlop: la serie SX, legata allo spin, e la serie FX, legata alla forza / potenza. Insieme, queste serie formano il concetto “Elements of the Game”, progettato per aiutare a distinguere facilmente i principali vantaggi prestazionali di ciascuna gamma di racchette: CX – Control, SX – Spin, FX – Force.

LA GAMMA

CX 200 TOUR 18×20

Piatto Corde (cm2/in2): 613/95  
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 315/11.1  
Bilanciamento senza corde (mm): 310
Profilo (mm): 20.5 
RA/Stiffness: 63
Schema Corde: 18×20  

CX 200 TOUR

Piatto Corde (cm2/in2): 613/95  
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso Senza Corde (G/Oz): 310/10.9  
Bilanciamento senza corde (mm): 310
Profilo(mm): 20.5 
RA/Stiffness: 63
Schema Corde: 16×19  

CX 200

Piatto Corde  (cm2/in2): 632/98 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 305/10.8  
Bilanciamento senza corde (mm): 315
Profilo(mm): 21.5 
RA/Stiffness: 64
Schema Corde: 16×19  

CX 200 LS

Piatto Corde (cm2/in2): 632/98 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 290/10.2  
Bilanciamento senza corde (mm): 325
Profilo(mm): 21.5 
RA/Stiffness: 64
Schema Corde: 16×19  

CX 200 OS

Piatto Corde  (cm2/in2): 677/105 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 295/10.4  
Bilanciamento senza corde (mm): 325
Profilo(mm): 21.5 
RA/Stiffness: 62
Schema Corde: 16×19  

CX 400 TOUR

Piatto Corde (cm2/in2): 645/100
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 300/10.6
Bilanciamento senza corde (mm): 320
Profilo(mm): 23 
RA/Stiffness: 67
Schema Corde: 16×19  

CX 400

Piatto Corde (cm2/in2): 645/100 
Lunghezza (cm/in.): 68.6/27  
Peso senza corde (G/Oz): 285/10.1  
Bilanciamento senza corde (mm): 330
Profilo(mm): 24
RA/Stiffness: 71
Schema Corde: 16×19  

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String Project Rocket, una corda tutta potenza e spin (per il controllo)

Rocket di String Project è la corda che ha in spin e potenza le caratteristiche principali: può essere la partner ideale di telai tecnici e aiutare quelli più facili

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String Project ha corde che possono soddisfare qualsiasi tipo di gioco, ma quando il giocatore è in cerca di un monofilamento dalle alte prestazioni è Rocket che deve cercare nella gamma del brand italiano. L’idea dietro la progettazione di questa corda è quella di creare un monofilamento elastico, e quindi capace di generare potenza tramite un corposo snapback, e avere grip sulla palla, massimizzando così l’effetto, cioè le rotazioni in topspin. Si tratta sembre di una corda che ha nel comfort di gioco una delle sue caratteristiche, come da mantra String Project, ma che ha la necessaria rigidezza per raggiungere le prestazioni. A livello di composizione è realizzata in Soft Poliestere, trattato in Alfa-olefine e rifinito con Cera Liquida: in parole meno tecniche questo significa che la corda ha una capacità di ritorno alla posizione iniziale dopo l’impatto molto veloce, a questo unisce una superficie che ha una buona presa. La corda è disponibile nei calibri di 1,25mm e 1,30mm.  

Test in campo

Rocket è una corda che aggiunge potenza a telai avari in tal senso, quindi il primo avvertimento è di scegliere il calibro della corda proprio in base al telaio: lo spessore maggiore potrebbe bilanciare l’esuberanza del telaio in termini di “potenza gratuita”. Perché poi Rocket tende a valorizzare il controllo di palla proprio attraverso lo spin. Infatti fra spin e la potenza il test restituisce un risultato eccezionale soprattutto nell’uso delle rotazioni: il topspin viene agevolato, massimizzato; Rocket rende meglio sulla rotazione aggressiva rispetto a quella prettamente difensiva come il backspin: quando eseguiamo il rovescio in slice la palla esce dal piatto corde già bella veloce di suo. Rimane un po’ dura negli impatti piatti, nel gioco di volo prevalentemente così come al servizio sul colpo piatto, viene premiata al solito la soluzione energica. Da fondo campo il feeling con questa corda si trova rapidamente: i colpi con tospin esasperato o meno sono quelli che riescono meglio, non è una corda che nasce per valorizzare il gioco piatto, per questo ci sono altri modelli a disposizione.

L’idea è che, una volta capita la corda, bisogna capire bene a che tensione incordarla. String Project indica in 24 kg la tensione massima per conservare le prestazioni della corda. Su un telaio come la Wilson Blade 98 v.7 questa tensione di fatto aumentava il controllo di palla penalizzando però le esecuzioni che cercavano spin e potenza: di fatto era come privare la corda delle sue caratteristiche principali. Meglio infatti quando siamo scesi di tensione con lo stesso telaio o quando abbiamo usato la Pro One di Donnay, telaio simile alla Blade ma più facile. L’ideale è scendere qualche chilo, rimanere intorno ai 21 kg per beneficiare di tutte le caratteristiche della Rocket. A livello di durata la corta non cede clamorosamente ma si capisce che passate le 7 ore di gioco sarebbe già tempo di cambiarla. Forse è la corda che conserva meno le caratteristiche iniziali rispetto alle sorelle String Project.

 

Conclusioni

Il roster di String Project ha in Rocket una delle scelte per l’agonista che cerca l’uscita di palla poderosa per un gioco fatto di spin e variazioni. Ma l’amatore in cerca di potenza e comfort in una corda potrà beneficiare anche lui della potenza di Rocket, un nome scelto non a caso crediamo.  

Le corde sono state testate su:

  • Donnay Pro One (16×19), calibro 1,25 – tensione 22/23 Kg
  • Wilson Blade 98 v7 (16×19), calibro 1,25 – tensione 21/22Kg e 23/24 Kg
  • Toalson Spoon 100 (16×19), calibro 1,25 – tensione 22/23Kg

www.stringproject.com

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Toalson Spoon 100, il cucchiaio per il top spin

Una racchetta che si trasforma in un cucchiaio all’impatto? L’ha inventata Toalson: abbiamo recensito in campo questo telaio votato al top spin

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Perché chiamare una racchetta Spoon, cioè cucchiaio? È presto detto: il telaio è progettato per essere più flessibile nella zona della punta e più rigido a ore 3 e a ore 9 dello stesso, così da fare in modo che all’impatto la testa della racchetta fletta all’interno proprio a a ore 3 a ore 9, assumendo quindi la forma di un cucchiaio. Perché questo? Perché così aumenta il tempo di permanenza della palla sulle corde all’impatto e quindi da permettere un controllo maggiore. Allo stesso tempo, il telaio promette di avere poche vibrazioni e uno snap back, cioè il tempo di ritorno delle corde alla posizione iniziale,  molto energico, così da favorire la generazione di potenza gratuita con poco sforzo.

La Spoon 100 promette di generare top spin con facilità, grazie al sistema Straight Energy Hole, e cioè dei passacorda con fori più grandi per agevolare il movimento delle corde durante gli impatti, che hanno poche vibrazioni grazie ai sistemi Flex Counter Parts (che si occupa di stabilizzare la flessione a ore 3 e a ore 9 del piatto corde) e Breat Vibration Dampening System che assorbe le vibrazioni nella zona del manico.

A prenderla in mano si nota la particolarità della struttura, che passa da tratti in cui è una classica boxed ad altri nei quali ha una sezione ellittica. A livello estetico invece è impossibile non notarla: il mix di bianco, nero e verde dalle tonalità fluorescenti è ben amalgamato e risulta gradevole a chi ama avere telai colorati e che non passano inosservati.

 

Caratteristiche tecniche

Peso 310 grammi
Lunghezza 68,5cm
Dimensione piatto corde 100 pollici
Profilo 22/23 millimetri
Rigidità 64 RA
Schema d’incordatura 16X19
Bilanciamento 31 centimetri

Test in campo

Il feeling con questo telaio è subito buono: i primi colpi finiscono esattamente dove sono indirizzati. È una racchetta diversa dalle altre Toalson, qui c’è una geometria diversa che riesce a trovare un ottimo equilibrio fra capacità di far viaggiare la palla con poco sforzo, generazione di spin e un comfort di gioco accettabile per una racchetta che comunque è indirizzata a chi ha una bella sbracciata. La tensione di corde a 22/23 kg (unita alle condizioni di gioco invernali: campi in terra e palle umide) esalta più il controllo che la potenza: la palla non esce mai dal campo ma per farla viaggiare a tutta velocità bisogna spingere parecchio. Molto meglio, sotto questo punto di vista, quando l’abbiamo riprovata con le corde tese a 21/22 kg, qui il rapporto controllo/potenza/spin raggiunge il massimo secondo il nostro parere.

Ma veniamo ad un altro grande pregio di questo telaio: lo spin. La palla esce arrotata in maniera complementare al movimento del braccio, la Spoon con le corde che si spostano nei fori del passacorda e lo schema d’incordatura 16X19 massimizza la resa quando gli impatti imprimono rotazioni: lo swing deciso finalizzato alla rotazione di palla è il colpo migliore che si può generare con la Spoon 100. Da fondo campo il telaio risponde precisamente ai movimenti, taglia l’aria molto bene anche quando “affettiamo” sul lato del rovescio, stabile nell’aria grazie anche ai 310 grammi di peso senza corde. Avvicinandosi a rete riscontriamo una buona maneggevolezza, il piatto corde ampio 100 pollici non sembra neanche così grande a guardarlo, i 31 centimetri di bilanciamento consentono di muoverlo abbastanza agevolmente nei pressi della rete. Bene anche sopra la testa, con ovviamente il kick come scelta da prediligere in battuta, nei colpi piatti (volée e prima palla) molto meglio con tensione di corde più bassa e intorno ai 20 kg ma in ogni caso i 100 pollici del piatto corde assicurano grande tolleranza negli impatti, morbidi e confortevoli.

Conclusioni

La Spoon 100 è una racchetta che va presa in considerazione dal giocatore che ha colpi decisi e che cerca un telaio capace di esaltare la generazione di top spin senza rinunciare a controllo e, soprattutto, a un piatto corde generoso. Questa Toalson è una racchetta particolare, notevole.

Telaio testato con corde String Project Armour (21/22) e String Project Rocket (22/23)

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