Il padre di Yastremska: "Dayana ha una forte personalità, dà importanza anche i rapporti fuori dal campo"

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Il padre di Yastremska: “Dayana ha una forte personalità, dà importanza anche i rapporti fuori dal campo”

Alexander Yastremsky parla di Sascha Bajin, ex coach della figlia: “Non considero questa relazione un errore ma non ci vedo neanche dei vantaggi”

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Sascha Bajin e Dayana Yastremska (foto via Twitter, @D_Yastremska)

Risale agli inizi di settembre la notizia della separazione tra il coach Sascha Bajin e la tennista Dayana Yastremska. Ci si aspettava molto da quest’accoppiata perché il primo è lo storico coach di Naomi Osaka con il quale ha ottenuto i maggiori successi, mentre la 20enne ucraina nel 2019 dimostrò grande talento vincendo due tornei e raggiungendo la seconda settimana a Wimbledon. Tuttavia questa collaborazione, durata meno di un anno e protrattasi per soli otto tornei, è naufragata troppo presto. Ne ha parlato alla testata ucraina BTU il padre della tennista, Alexander Yastremsky.

“Quest’anno per Dayana niente è andato per il verso giusto. Persino la finale giocata nel Premier di Adelaide non ha davvero importanza” ha iniziato Alexander. “Sascha Bajin è un bravo allenatore, è stato molto d’aiuto, ma abbiamo capito che non faceva al caso nostro. Non considero questa relazione come un errore per Dayana, si tratta di un’altra esperienza per lei ma non ci vedo neanche dei vantaggi. Tutti si concentrano solamente sul modo in cui giochi e sui risultati che ottieni”.

 

Il padre della tennista ucraina non sembra aver gradito i modi troppo pragmatici di Bajin (nuovo coach di Karolina Pliskova), ma riconosce delle spigolosità anche nella figlia. Non è facile lavorare con Dayana, lei ha una forte personalità. I rapporti dentro e fuori dal campo sono molto importanti per lei. Ad un certo punto è stato chiaro per lei che non ne sarebbe più venuto nulla di buono da questa collaborazione. Lei è autoritaria, richiede determinate attenzioni. Per esempio, dietro le congratulazioni che Bajin ha fatto a Osaka c’è una storia buffa ma con un finale triste” ha ammesso ridendo, senza entrare nei dettagli lasciati all’immaginazione del lettore.

Se non c’è feeling fuori dal campo è normale che questo emerga anche durante i match: da quando sono riprese le attività agonistiche infatti Yastremska ha faticato a trovare ritmo, riuscendo a vincere due incontri consecutivi solamente a Palermo, Cincinnati e Roma, chiudendo la stagione con quattro sconfitte consecutive. La gente si è lamentata dei deludenti risultati che Dayana ha ottenuto al Roland Garros e nei tornei successivi, ma loro non sanno che è stato un brutto periodo per sua madre. Prima del primo turno ha avuto un distacco della retina, è stata sottoposta a tre operazioni a Parigi più altre due a casa. Tutto si è sistemato adesso ma in quel periodo Dayana era a pezzi mentalmente”.

Archiviata questa stagione anonima – che comunque non ha avuto un grosso impatto sul ranking dato che Dayana è passata dalla posizione n. 22 di inizio anno a quella attuale di n. 29 – è tempo di pensare al futuro. “Ora abbiamo un nuovo team, molto propositivo e disponibile. Questa è la chiave per noi. Non c’è nessun bisogno di vantarsi dei propri risultati. Quelli arriveranno, il tempo lo dirà. Ora siamo concentrati sulla off-season e sul lavoro duro. Speriamo che in questo periodo incerto la WTA troverà delle soluzioni per poter disputare i tornei. Il nostro lavoro è restare pazienti e in saluto, e sono sicuro che il nostro momento arriverà!”.

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ATP Anversa: Rinderknech sfiderà Sinner, Brooksby passeggia su Van de Zandschulp

Il tennista francese supera Lajovic e sarà l’avversario di Jannik nei quarti, Brooksby lascia solo due game all’olandese

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Jenson Brooksby a Washington 2021 (Credit: Ryan Loco)

Non è stata una buona giornata per le teste di serie nel torneo ATP 250 di Anversa, con ben due delle prime otto saltate negli incontri di mercoledì. L’unica testa di serie ad avanzare è stata quella numero 1, Jannik Sinner, vincitore su Lorenzo Musetti nell’attesissimo derby tutto italiano. Ad aspettarlo nei quarti di finale ci sarà il francese Arthur Rinderknech, che ha superato in tre set la testa di serie numero otto del tabellone Dusan Lajovic. Una partita estremamente combattuta e ricca di palle break, con Lajovic che ha sprecato un break di vantaggio nel primo set (poi perso) e non ha convertito tre palle break in apertura di terzo, che avrebbero potuto indirizzare la partita in maniera diversa. Il tennista francese sarà un avversario comunque non semplice per Sinner, come già dimostrato nella loro sfida di Lione in cui Rinderknech è uscito vincitore a sorpresa ma con grande merito.

Vittoria non banale per Jenson Brooksby, che continua il suo ottimo momento di forma lasciando solo due game ad un altro giocatore emerso dagli US Open, l’olandese Botic Van de Zandschulp. Il tennista americano ha offerto ancora una volta una prova di grande solidità, smantellando il servizio del suo avversario e imponendosi nella maggior parte degli scambi. Brooksby se la vedrà con Davidovich Fokina, che riscatta un periodo molto complicato con una vittoria su Christian Garin, testa di serie numero 3 del torneo. Neanche il cileno sta vivendo un momento molto positivo. Garìn infatti non vince due partite di fila da Wimbledon, dove è stato fermato negli ottavi da Novak Djokovic. Il numero 17 del mondo ha avuto l’opportunità di breakkare per primo nel terzo set, ma dopo l’occasione mancata ha ceduto di schianto consegnando due break di fila al suo avversario e la partita.

Risultati:

 

Davidovich Fokina b. [3] Garìn 4-6 6-3 6-3
[Q] Brooksby b. Van de Zandschulp 6-2 6-0
Rinderknech b. [8] Lajovic 6-3 4-6 6-2
[1] Sinner b. Musetti 7-5 6-2

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ATP Mosca: passano Cilic e Millman

L’australiano supera Marchenko al terzo e sfiderà Khachanov ai quarti. Giovedì l’esordio delle primi due teste di serie Rublev e Karatsev

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Marin Cilic - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Più sofferta del previsto la vittoria di Federico Coria contro la wild card locale Alibek Kachmazov, numero 638 ATP. L’argentino dopo aver vinto piuttosto comodamente il primo set 6-2 si è un po’ distratto nel secondo, rischiando di finire sotto di 5-2 (con doppio break). Coria ha poi rimontato fino al 4-4, ma si è poi lasciato scippare il parziale con un break nell’undicesimo game. Nel terzo set però il gioco è tornato a seguire lo spartito imposto dall’argentino, che si è infine aggiudicato l’incontro con un altro 6-2. Tutto tranquillo invece per Mackenzie McDonald, che ha disposto di Yoshihito Nishioka con un comodo 6-3 6-4.

Molto interessante la partita tra John Millman e Ilya Marchenko. Il primo set vinto agevolmente dall’australiano per 6-1 non sembrava lasciare spazio alla possibilità di un match equilibrato, invece Marchenko è riuscito a superare i tantissimi errori del primo parziale e ha dato vita a una battaglia molto godibile, anche se alla fine ha comunque perso. Secondo e terzo set si sono protratti per un’oretta ciascuno, contro i 22 minuti del primo, e già questo dato lascia capire quanto sia stato drastico il cambio di atteggiamento dell’ucraino. Millman dal canto suo ha mantenuto alto il livello della pressione da fondocampo con ambedue i fondamentali e nel parziale decisivo ha sfruttato un piccolo calo atletico dell’avversario (forse rallentato anche da un problemino alla gamba) per prendersi un break di vantaggio. Marchenko ha mostrato orgoglio fino alla fine, annullando tre match point sul 5-3 e procurandosi una palla break nel game successivo prima di cedere alla quinta palla del match.

Buona vittoria anche per Cilic, che supera in due set Tommy Paul. Il croato ha sofferto molto nel primo parziale: prima ha recuperato due break di svantaggio e poi ha annullato una palla break sia sul 3-3 che sul 5-5, trovando poi lo strappo decisivo. Il secondo set è stato invece molto più semplice per Marin che ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco, chiudendo col punteggio di 6-3.

 

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Australian Open

Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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