1×24 - Ubi Radio: la dura vita del tennis minore. Sovvenzione o... estinzione?

Focus

1×24 – Ubi Radio: la dura vita del tennis minore. Sovvenzione o… estinzione?

Vanni Gibertini e Alessandro Stella parlano ancora di soldi. Questa volta, l’oggetto della discussione è una specie che rischia l’estinzione: il tennista minore. Gaudenzi vorrebbe far ‘pagare’ i Masters 1000

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ATP Challenger di Francavilla, torneo targato MEF Tennis Events
 
 

Dopo una settimana di pausa torna l’appuntamento con Ubi Radio, il podcast settimanale condotto da Vanni Gibertini. Anche quest’oggi a fargli compagnia c’è Alessandro Stella e si chiacchiera ancora di soldi, come un mesetto fa; allora si parlò di paradisi fiscali e privilegi, quest’oggi invece ci occupiamo del rovescio della medaglia, delle paturnie dei tennisti minori che faticano a guadagnarsi la pagnotta. Quanti tennisti possono dire di guadagnare davvero? Spoiler: non sono così tanti. Ed è giusto che sia così?


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ATP

ATP Roma, Novak Djokovic trionfa per la sesta volta e punta Parigi

Il n. 1 del mondo batte in due set Stefanos Tsitsipas: una dichiarazione di intenti in vista del Roland Garros

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Novak Djokovic – ATP Roma 2022 (foto via Twitter @atptour)

[1] N. Djokovic b. [4] S. Tsitsipas 6-0 7-6(5)

Il tabellone dell’ATP Roma

Non lascia scampo Novak Djokovic a Stefanos Tsitsipas, in una finale di Roma dominata per gran parte dal numero uno del mondo che conferma il suo status di assoluto favorito in vista del Roland Garros. Continuano invece i problemi del greco, che lo scorso anno si era fatto rimontare due set proprio da Djokovic nella finale del Roland Garros. Djokovic sale così a sette vittorie su nove confronti contro Tsitsipas e alza a sei il conto degli Internazionali d’Italia vinti su dodici finali disputate.

 

IL MATCH – Un errore di rovescio del greco lo condanna a già tre palle break nel primo game. Tsitsipas, solitamente chirurgico a rete, si breakka praticamente da solo affondando la volée in piena rete. Grossi applausi a spingere il greco ma subisce il break e sfoga la sua rabbia sulla racchetta, tirata contro la sua sedia. La furia del serbo non si placa, e si prende altre due palle break sul 4-0, complice un passanti di dritto uscito fuori di millimetri del greco. Sulla prima Tsitsipas mette pressione a Djokovic salendo a rete e costringendolo all’errore, sulla seconda Djokovic commette un brutto errore di dritto su una palla lenta. Ai vantaggi Tsitsipas però spedisce fuori un back di rovescio e consegna un’altra palla break al numero uno del mondo. Questa volta Djokovic riesce nel suo intento, e sfruttando l’ennesimo errore di rovescio del greco breakka per il 5-0. Il bagel è realtà subito dopo, con Djokovic che non spreca lo smash e chiude un 6-0 nettissimo in praticamente mezz’ora, in linea con la distruzione operata da Swiatek nei confronti di Karolina Pliskova.

Le prime fitte nell’armatura di Djokovic arrivano in avvio di secondo set, con il serbo che ha un evidente calo di tensione e con un dritto spedito in rete concede il primo break della partita al greco. Il pubblico comincia a rumoreggiare per il greco per avere una partita più lunga, e questo fa innervosire Djokovic. Il tennista serbo non sembra molto convinto in questa fase di partita, e comincia ad usare la palla corta senza criterio. La palla break che ne consegue rischia di mandare Tsitsipas a servire sul 5-1, ma Djokovic salva con un gran rovescio, e a posteriori è il turning point della partita. Contro il numero uno del mondo però si sa, non bisogna mai lasciarlo in vita perché è sempre in grado di mordere, e Tsitsipas offre un’ancora di salvezza a Djokovic al momento di servire per il set. Prima una palla corta sbagliata e poi un dritto in diagonale largo di molto significano break di Nole e set rimesso in piedi per il tennista serbo. Non ci sono però ulteriori cambi di punteggio e il risultato è che il secondo set viene rinviato al parziale decisivo del tie-break.

Nel tie-break il primo a scoprire il fianco è Tsitsipas, che con un errore di rovescio manda Djokovic a servire sul 3-2 a favore. Nole però, come successo già nella partita, abbassa i giri del motore nello scambio e concede il controbreak al greco con un dritto che colpisce il nastro e termina fuori. Il serbo va comunque a championship point sul servizio di Tsitsipas e il titolo arriva con una stecca di rovescio, l’ennesima della sfida del greco, dopo aver tirato una seconda steccata tremolante. Per Djokovic è il sesto titolo a Roma, e con Nadal ai box per il solito infortunio al piede e la gioventù di Alcaraz il serbo sembra proprio il favorito numero uno per il Roland Garros.

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Flash

WTA Roma, Iga Swiatek si conferma regina, dominata anche Jabeur [VIDEO]

La n. 1 del mondo non smette di vincere: Swiatek alza il quinto trofeo consecutivo

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Iga Swiatek – WTA Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)

[1] I Swiatek b. [9] O. Jabeur 6-2 6-2

Iga Swiatek vince il 28° match consecutivo che le vale anche il quinto titolo di fila dopo Doha, Indian Wells, Miami e Stoocarda, nonché la conferma come regina di Roma. Nonostante il punteggio indichi correttamente una finale dominata, Ons Jabeur ha avuto l’occasione di rientrare nel punteggio dopo essere stata sotto di un set e 0-4 nel secondo set. Recuperato un break, si è creata quattro opportunità per riprendersi anche il secondo, ma Iga è stata bravissima ad annullarle – la quarta al termine dello scambio del torneo per intensità, qualità e perché ha messo fine alla contesa.

 

IL MATCH – La stanchezza di Jabeur, dovuta alle tante rimonte delle scorse partite, si fa sentire in maniera pesante in avvio di primo set, con la tennista polacca che comincia a martellare. Swiatek inizia subito a cercare di controllare gli scambi col dritto, con la tunisina che invece prova ad uscirne il prima possibile o con le sue rinomate smorzate o con accelerazioni improvvise di dritto. In risposta invece Swiatek predilige il rovescio, e manovrando con questo colpo riesce subito a mettere pressione a Jabeur, la quale subisce il break nonostante abbia avuto palla game. La polacca prosegue spietata il suo cammino salendo rapidamente 3-0 in 11 minuti, aiutandosi con la battuta sotto forma di ace e prime vincenti. La tennista tunisina non riesce a tenere il ritmo di Swiatek, che sembra avere molta fretta di chiudere e si prende un’altra palla break sprecata dalla polacca con un dritto sbagliato. La tennista polacca però è inarrestabile e ribalta uno scambio che la vede costantemente in difesa, e sul 5-2 a suo favore brekka Jabeur con un rovescio potente che costringe ad affondare a rete la palla e il set.

La situazione per Jabeur sembra migliorare in avvio di secondo set, e già nel primo game la tunisina con la sua reazione si porta a palla break, ma Jabeur perde le misure con il dritto e spedisce fuori il dritto in diagonale. Nel game subito dopo Swiatek torna a martellare, e attaccando sul rovescio di Jabeur si prende un’altra palla break. Ons sulla seconda di servizio viene sorpresa dalla risposta centrale profonda della polacca, con la tennista tunisina che spedisce fuori il dritto e manda Swiatek a servire sul 2-0, che la polacca tiene senza troppi problemi approfittando della rottura prolungata di Jabeur. La fase di partita non sembra proprio favorire la tunisina, che sbaglia tantissimo e con un doppio fallo regala due palle break alla polacca, che prima sbaglia con il rovescio ma poi forza l’errore di rovescio proprio di Jabeur che manda la polacca sul 4-0.

Quando tutto sembra compromesso però Jabeur ha un moto di orgoglio, e come successo con Sakkari rischia di riaprire la partita con un momento di tennis di altissimo livello. La tunisina si prende due palle break sotto 0-4 e converte alla seconda con una bella volée in contropiede. Il match si decide però nel turno di battuta successivo, con le due finaliste che si danno battaglia a tutto campo e mandano il Foro Italico in visibilio, anche se il pubblico tra bandiere e cori per lei sembra schierato a maggioranza per la sfavorita Jabeur. Dopo uno scambio a rete incredibile Jabeur si conquista tre palle break che riaprirebbero la partita, ma la polacca salva da 0-40 con l’autorità della campionessa e due scambi a rete di livello veramente alto. Meno da campionessa il doppio fallo sulla parità che consegna un’altra palla break a Jabeur, che però vede sfumare l’opportunità al termine di uno scambio pieno di ribaltamenti e con la polacca brava a chiudere con una volée smorzata.

L’occasione sarà l’ultima, Jabeur crolla mentalmente e concede un championship point con un rovescio in rete, convertito da Swiatek con un errore di rovescio della tunisina che regala il trofeo degli Internazionali, il secondo consecutivo dopo il 6-0 6-0 inferto a Karolina Pliskova dello scorso anno. La numero uno del mondo si getta a terra con le mani sulla testa, incredula della vittoria in un’esultanza molto emozionale. Chi è incredulo però è anche il mondo del tennis, che assiste al dominio di una giocatrice che ha perso solo cinque set negli ultimi tre mesi e ora arriva a ventotto vittorie consecutive. Per la numero uno del mondo il limite sembra solo il cielo, e la Coppa dei Moschettieri del Roland Garros sembra già avere un nome scritto sopra.

Il tabellone del WTA Roma

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Flash

Internazionali d’Italia, Binaghi contro Malagò: “Involontariamente ci ha dato una mano”

Il presidente della FIT non le manda a dire al collega del Coni. Cozzoli di Sport e Salute: “Pensiamo globalmente per agire localmente”

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Angelo Binaghi e Giovanni Malagò

L’edizione degli Internazionali BNL d’Italia del 2022, oltre che per il tanto spettacolo visto in campo e per i grandi campioni presenti, verrà ricordata anche per i tanti guadagni e i dati in positivo che segnano un record per l’evento: 229mila spettatori paganti, con un incasso di 16 milioni di euro, mai un evento periodico in Italia aveva raggiunto queste cifre, con un aumento al botteghino dell’875% negli ultimi 18 anni. Questo certo è mostrato dai grafici, ma vanno fatte delle precisazioni, per leggere meglio i numeri: il secondo evento periodico che più ha guadagni sarebbe il GP di Monza, Formula 1, che dura 3 giorni, non 10, e inoltre i dati vanno visti considerando la totale assenza del 2020 e quasi totale del 2021 del pubblico, qui a Roma. Perciò resta un grande evento, comunque affascinante e ben organizzato, ma è giusto che i dati vengano anche contestualizzati.

Il presidente FIT Angelo Binaghi è però ben fiero della sua creatura e di questa audience da tramandare, eppure non tutti lo hanno appoggiato negli ultimi tempi. Giovanni Malagò, presidente del Coni, si è opposto non poco a varie decisioni prese dalla FIT, il cui presidente, dimostrando di aver avuto ragione, si leva qualche sassolino dalla scarpa: “Il merito involontario di questa crescita consolidata è stato soprattutto delle dichiarazioni del presidente Malagò. Prima ha cercato di non farci giocare il numero 1 del mondo, Djokovic, poi i giocatori russi, tra cui il numero 2 e 5 del mondo, Medvedev e Rublev, oltre a giocatori come Karatsev e Khachanov e molte donne forti. Abbiamo analizzato bene le sue parole, ha detto “il tennis segua le indicazioni del CIO, dico no ai russi a Roma. Tutte le più importanti federazioni internazionali ne hanno accolto le indicazioni, solo il mondo del tennis si è stupito”. Non è vero, quello che ha detto il CIO è diverso, come leggiamo nel loro comunicato: nel tennis, per ragioni legali, e per ragioni organizzative, poiché la logica del circuito si fonda sul fatto che non ci debbano essere discriminazioni di nessun tipo e qualunque giocatore se ne ha diritto come classifica possa giocare in tutti i tornei“.

Dunque un duro appello alle parole di Malagò da parte di Binaghi, che non ha dovuto prendere decisioni facili: “Era sufficiente per le indicazioni del CIO attenersi a una circolare fatta da ITF, ATP e WTA”, la sua spiegazione su come ha agito” sospensione di Russia e Bielorussia dalle competizioni a squadre, tornei cancellati lì, e i giocatori sono stati autorizzati a continuare senza colori e senza nome della nazione. Quindi non è vero che il CIO ha dato dichiarazioni differenti a quelle a cui si stavano attenendo ITF ATP e WTA, e neanche che le più importanti federazioni hanno seguito le indicazioni di non far giocare russi e bielorussi. In definitiva il presidente del Coni ha chiesto al governo di intervenire nell’autonomia dello sport, proprio lui che si è sempre lamentato che il governo in passato lo avesse fatto. Ha cercato di indirizzare l’intervento di Draghi verso una decisione che avrebbe danneggiato gravemente il patrimonio dello sport italiano, gli Internazionali. Tutti sapete, come lo sa lui, che non far giocare russi e bielorussi avrebbe avuto conseguenze dallo sciopero dei giocatori alla revoca definitiva della licenza, addio al torneo. Devo dire grazie a Draghi e al governo, che hanno capito tutto. 40 milioni di fatturato, mezzo milione di tesserati non sono solo numeri; più fatturato vuol dire più occupazione, più spettatori maggior benessere per la collettività e sana educazione sportiva, tesserati in crescita maggior lavoro per club e maestri“.

 

Angelo Binaghi ha avuto buonsenso e rispetto delle regole in fondo, eppure fino alla fine vuole far capire quanto Giovanni Malagò abbia messo in difficoltà lui e l’evento stesso: “Mi chiedo com’è possibile che colui che presiede l’ente pubblico deputato allo sviluppo di questo sport non si interessi di tutto questo e addirittura possa dare una lettura distorta della decisione del CIO, capace di mettere a rischio l’esistenza stessa del torneo. La verità è che siamo colpevoli di esprimere in modo chiaro il nostro pensiero, che è di grande approvazione della riforma del 2018 e di Sport e Salute. E noi che abbiamo realmente rispettato il CIO insieme a Sport e Salute, e con russi e bielorussi in campo abbiamo fatto record di biglietti, abbiamo pensato di devolverne l’1%, cioè 160000 euro, alla federazione ucraina per sostenere i giovani tennisti ucraini emigrati all’estero, così da aiutarli a vivere e sostentarsi. Riteniamo che il CIO approverà più questo che l’intervista di Malagò. Ci appelliamo al governo non per chiedere soldi, ma per chiedere di poter continuare ad operare per creare sviluppo nel tennis, padel, nel rispetto di tutte le regole e del Coni, per tutto il territorio, ma senza interferenze esterne, e mantenendo il diritto sulla bontà della riforma del 2018 e sull’operato di Sport e Salute“.

Sembrerebbe tutto rose e fiori, tutto alla grande, e così è stato. Ma ci sono state un paio di questioni spinose, portate alla luce dal nostro direttore Ubaldo Scanagatta, specie legate alla stampa straniera, che a Roma è penalizzata rispetto a quanto avvenga in altri tornei in giro per il mondo, che spingono quindi molti inviati a usufruire di TV e transcript a casa (dato che comunque la spesa è non indifferente, e il gioco non vale la candela). La risposta di Binaghi è aperta al suggerimento, ma al contempo cerca comunque di ripararsi dietro una cortina di ostentati elementi positivi: “Approfondirò, ogni suggerimento è oro per cercare di migliorare gli IBI. Io sono qua da 21 anni, e sono l’unico presidente delle federazioni tennistiche mondiali che per 19 anni non ha mai partecipato a un’assemblea della Federazione Internazionale. Non solo non mi conoscevano i giornali, ma neanche i dirigenti, ho dovuto fare prima pulizia in casa mia e riavviare. Da un anno è cambiato tutto, perché tutti i più grandi giornali del mondo ci chiedono, oltre che i presidenti, di spiegare come facciamo a fare questi miracoli in periodi di crisi. Il mondo ci ha puntato i fari addosso, c’è un fuoco di fila di queste interviste, miglioreremo tutto, ma nessuno si è mai fatto delle problematiche, sia a questo aspetto che a livello umanitario, si è sempre magnificata l’organizzazione di questa manifestazione, vista anzi come uno standard“.

Infine, per il tanto parlare che si è fatto di Sport e Salute, l’azienda che si occupa dello sviluppo dello sport italiano, è giusto citare anche l’intervento del suo presidente Vito Cozzoli, complementare a Binaghi in questa manifestazione: “La settantanovesima edizione degli IBI, per me la quarantaquattresima dal primo abbonamento comprato, penso sia stata un’edizione da record, c’è un successo che dimostra che lo sport è ripartito coinvolgendo tutti dall’amatore al campione. Ancora una volta il Foro si è trasformato nel centro del mondo, e ha voluto lanciare un messaggio di pace e speranza. Allora anche Sport e Salute si unisce a quello che abbiamo deciso con la FIT di devolvere l’1% dell’incasso alla Federazione ucraina, e vi posso comunicare che l’ambasciatore ucraino esperisce questa iniziativa. Il successo di questi giorni ha mostrato gran bisogno di sport, e proprio questa necessità deve essere tradotta nel dare occasione a tutti di praticare uno sport. Sport e Salute farà in modo che questa partecipazione vada in tutte le città e piccoli comuni, è nata per questo, per dare una risposta al bisogno di fare sport, dal grande evento al quotidiano. Centinaia di progetti nei quartieri, di inclusione per lo sport nei parchi. Il ricordo di un grande evento svanisce se non rinnovato nel tempo. Pensare globalmente, agire localmente sarà il nostro motto, pensare ad azioni anche ambiziose, a eventi internazionali ma operare nel locale, fare che lo sport sia diritto per tutti. E lo faremo con maggiore risolutezza, dopo 2 anni di pandemia. Per noi è successo tutto in una settimana, tra Coppa Italia, Conference League, Internazionali, uno sforzo organizzativo enorme, ma siamo stati felici dopo 2 anni fermi. Il Foro Italico è la casa degli sportivi, delle associazioni, parte integrante della storia di Roma e del nostro Paese“.

Ecco l’audio completo della conferenza stampa:

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