Christopher O'Connell: dai Challenger alla pulizia delle barche e ritorno

Flash

Christopher O’Connell: dai Challenger alla pulizia delle barche e ritorno

Il ventiseienne australiano racconta a The Age la pausa dal Tour per venire a capo degli infortuni

Pubblicato

il

Chris O'Connell - ATP Challenger Fairfield 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Christopher O’Connell non è stato fortunatissimo per quanto riguarda gli infortuni. Fuori per diciotto mesi tra il 2012 e il 2014 a causa di una frattura da stress alla schiena, dopo la polmonite del 2017 non riusciva a venire a capo della tendinite al ginocchio. Chris è un tennista ventiseienne di Sydney che dichiara il rovescio monomane come colpo preferito e la terra superficie prediletta; probabilmente, c’entrano qualcosa sia l’ammirazione per il campione del Roland Garros 2004 Gaston Gaudio, sia l’allenatore argentino, Fernando Ibarrola, che lo segue da quando aveva otto anni. Attualmente occupa il 121° posto della classifica, dieci posizioni più indietro del suo best ranking raggiunto lo scorso settembre.

La difficoltà di O’Connell è stata tanto fisica quanto mentale perché, come raccontato dal quotidiano australiano The Age, la tendinite tornava a farsi sentire ogni volta che tentava di riprendere a giocare. Non sorprende quindi la decisione di prendersi una pausa dal circuito Challenger nel 2018, anno iniziato con l’uscita dai primi 400 ATP dopo che si era avvicinato alla top 200. A far alzare le sopracciglia è invece l’attività alternativa che si era scelto. “Avevo deciso di pulire le barche perché ero davvero stanco di essere infortunato. L’ultima cosa che volevo fare era andare sul campo per insegnare tennis. Non volevo proprio essere in campo” spiega Chris. “Avevo avuto troppi infortuni e ho deciso di dedicarmi alla pulizia delle imbarcazioni al marina della mia zona, vicino a casa”.

Suo fratello Ben lavorava al marina di Quays, una trentina di chilometri a nord del Teatro dell’Opera, così si è unito a lui. “Era molto rilassante stare semplicemente sull’acqua e pulire le barche”. Una situazione certo diversa da quella di un paio di suoi colleghi che, la scorsa primavera con il Tour fermo, si sono dati da fare fuori dal campo: Kevin Krawietz, campione in carica del doppio al Roland Garros in coppia con Mies, ha dato una mano come scaffalista al supermarket e Robin Haase si è offerto come babysitter. “Anche se la paga non era buona come quella di un insegnante di tennis, è stato piuttosto rilassante farlo per alcuni mesi mentre mi rimettevo in sesto”.

Tornato nel circuito in luglio, chiude la stagione con all’attivo appena due quarti di finale nel circuito Futures, ben lontano dal livello che aveva mostrato prima di doversi fermare. “Onestamente, ho faticato molto a ritrovare il ritmo. Solo l’anno successivo ho iniziato a ritrovare la mia strada e a vincere molti più incontri” racconta. Conseguente ai risultati, la classifica che lo aveva visto uscire dai mille torna a sorridergli e, tra il successo al Challenger di Cordenons e quello a Fairfield, nel settembre del 2019 arriva finalmente l’ingresso nella top 200, preludio a quella “sensazione incredibile” che proverà un anno dopo. Allo US open, infatti, mette a segno contro Laslo Djere la sua prima vittoria nel circuito maggiore. L’avventura si ferma lì perché ad aspettarlo al secondo turno c’è Daniil Medvedev. “É stata una bella esperienza. Solo che è troppo forte” dice. “Quelli sono lassù per un motivo. C’è una ragione perché sono top 10. Sono talmente cinici, trovano un modo per vincere quei punti, giocare il colpo giusto al momento opportuno, ma mi sono sentito a mio agio durante l’incontro”.

 

Chris ha ottenuto una wild card per l’imminente Australian Open. Dopo le due sconfitte all’esordio del 2017 e del 2020, sorteggiato rispettivamente contro Dimitrov e Rublev, il suo primo obiettivo della stagione è guadagnarsi una vittoria a Melbourne. Poi rivolgerà l’attenzione al prossimo passo in classifica: “Entrare in top 100 sarebbe fantastico. Entri direttamente negli Slam. Vedremo cosa succede nelle prossime due settimane”.

Con il ricordo del lavoro al marina che si allontana come una vela verso l’orizzonte, la passione di Chris per la competizione rimane sempre viva. “Apprezzo sicuramente essere ancora nel Tour” spiega. “Preferirei sgobbare nell’Europa dell’Est giocando Challenger che pulire barche, lavorare nel commercio o insegnare tennis. Mi fa apprezzare ancora più quel tipo di momenti e credo che mi abbia aiutato a progredire piuttosto velocemente in classifica nel 2019”.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Gilles Simon si prende una pausa dal tennis: “Devo preservarmi mentalmente”

Le condizioni del Tour conseguenti alla pandemia hanno tolto a Gilou la voglia di giocare

Pubblicato

il

Gilles Simon - Sofia 2020 (foto Ivan Mrankov)

Dopo la decisione di Elina Svitolina e Gael Monfil di interrompere, almeno temporaneamente, la loro relazione, arriva ora la notizia di un altro break nel circuito. Affidandosi a Twitter, Gilles Simon annuncia che si prenderà una pausa proprio dal tennis.

“Con il mio cuore che non sente più di viaggiare e giocare in queste condizioni, purtroppo devo fare una pausa per preservarmi mentalmente. Sperando che il morale torni il prima possibile. Grazie per il vostro sostegno. A presto.”

 

Circa un mese fa in un’intervista a Tennis Majors, Gilou scherzava sull’avanzare dell’età e delle ripercussioni sulla tenuta atletica: “Sto perdendo un po’ di mobilità per via della giovinezza”. Ma, allo stesso tempo, affermava di capire il gioco come mai in precedenza, confermando le sensazioni di chiunque a qualsiasi livello calchi i campi da parecchi anni. Certo, in quanto a comprensione, Simon partiva da un gradino sopra molti colleghi. “Rispetto a quello che mi spaventava cinque, dieci o venti anni fa, ora reagisco in modo diverso perché riconosco la situazione” spiegava. Una situazione che adesso, a quanto sembra, è diventata insostenibile per l’ex sesto tennista del mondo sceso al numero 68.

La trasferta australiana non era andata nel migliore dei modi: una sola vittoria, all’ATP 250 di Melbourne contro Elias Ymer. Battuto poi da Chardy, il sorteggio Slam non è stato dei più fortunati, ma la sconfitta all’esordio contro Stefanos Tsitsipas ha sorpreso per l’entità, con solo quattro giochi messi a referto dal trentaseienne di Nizza. A dare il colpo definitivo al morale di Gilles deve aver contribuito l’immediata eliminazione a Montpellier contro Dennis Novak, concittadino e BFF di Dominic Thiem ma dal livello decisamente inferiore e, sempre che a non fargli cadere dritta la maglietta non siano degli addominali ipertrofici, pure un po’ di pancetta. Una sconfitta in tre set tra gli spalti deserti.

Non ci resta quindi che inviare a Gilou i nostri migliori auguri perché faccia presto pace con il tennis e torni a deliziarci con tocchi e geometrie.

Continua a leggere

Flash

L’Italia è fuori da Montpellier: Sonego battuto da Goffin

Il belga, N.2 del seeding, accede alle semifinali in due set. Sfida difficile per Sonego, pungolato spesso sul rovescio

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego - Buenos Aires 2020 (Prensa Argentina Open/Sergio Llamera)

David Goffin ha eliminato Lorenzo Sonego, tds N.7 ed ultimo italiano rimasto in gioco questa settimana nei due circuiti principali, con il punteggio di 6-4 6-4 in 86 minuti nei quarti di finale dell’Open Sud de France di Montpellier – era il primo confronto fra i due. Il finalista delle Finals del 2017 attende il vincente di Davidovich Fokina-Gerasimov, in programma subito dopo. “Lorenzo gioca bene indoor, ricordiamo tutti il suo match contro Novak a Vienna“, ha detto dopo il match. “Sono contento della mia performance, aver preso il vantaggio presto mi ha dato fiducia; sono stato molto solido“.

Il torinese non ha perso neanche un punto con la prima nel set d’apertura (16 su 16), ma ha pagato un primo gioco in cui il colpo non è entrato con regolarità. Il belga è quindi salito sull’1-0 grazie a due errori dell’azzurro a rimbalzo. Cattivo match-up per Lorenzo, continuamente pungolato dal lato del rovescio da un avversario bravo a rubargli il tempo mettendo i piedi in campo e trovando la verticale con frequenza. Sonego ha in realtà avuto una chance nel sesto gioco, quando Goffin ha sbagliato un rovescio lungolinea, ma una prima al centro l’ha ricacciato indietro, dando il 4-2 al secondo favorito del torneo, che da lì non si è più guardato indietro, aiutato anche da un grande rendimento al servizio: 86 percento di prime in campo e 80 di conversione.

All’inizio del secondo è stato Goffin a dover salvare la palla break nel secondo gioco con un attacco di dritto nei pressi della rete. Ne è subito arrivata però un’altra, con Sonego bravo a tenere alta la pressione, e stavolta il torinese ha preso subito in mano lo scambio con il dritto, salendo 2-0 con uno sventaglio su cui il belga non è riuscito a tenere in campo il recupero. Il peso piuma ha però recuperato subito, vincendo uno scambio lungo sulla diagonale di sinistra per il 15-40 e verticalizzando due volte per poi chiudere a rete, tenendo poi per il 2-2.

 

La partita si è decisa nel settimo gioco: sul 3-3, una risposta profonda ha dato una nuova opportunità a Goffin, e un errore di dritto del torinese gli ha dato il break decisivo. Un dritto in corridoio gli ha poi dato un match point in risposta sul 5-3, ma Sonego l’ha annullato con un kick seguito da un dritto lungolinea. Ciononostante, il nostro non è riuscito a procurarsi chance in risposta, concedendo la sconfitta con un recupero di dritto terminato lungo.

Per Goffin è quindi arrivata la terza semifinale a Montpellier (lo scorso anno perse con Pospisil, nel 2018 con Gasquet). Proverà a vincere la prima.

Il tabellone completo di Montpellier

Continua a leggere

Flash

Cordoba: Schwartzman elimina Cecchinato

Sembrano lontani i tempi in cui Ceck sapeva lasciare il segno in Sudamerica: netta sconfitta contro Schwartzman, favorito per la vittoria del torneo

Pubblicato

il

Marco Cecchinato - Cordoba 2021 (via Twitter, @CordobaOpen)

Il torneo in cui tutto sembra possibile, persino che Paire vinca una partita senza intemperanze, rimane senza tennisti italiani. Quella che una volta poteva facilmente diventare terra di conquista per i nostri alfieri, ovvero la terra sudamericana, sarà invece probabilmente un affare per autoctoni.

Ai quarti dell’ATP 250 di Cordoba metà dei tennisti presenti è infatti di nazionalità argentina. Il più quotato, nonché primo favorito Diego Schwartzman, ha lasciato soltanto quattro game a Marco Cecchinato – che una volta lo aveva persino sconfitto in queste terre, ed era una finale (Buenos Aires 2019). Questa volta non c’è stata molta storia. Con l’eliminazione di Ceck (che fa seguito a quella di Mager al primo turno), quella di Marcora a Singapore e la sconfitta di Sonego a Montpellier non ci sono più italiani in gioco questa settimana.

GLI ALTRI QUARTI DI CORDOBA – Ha dovuto soffrire molto di più Cerundolo per eliminare Kecmanovic, osservato speciale in virtù del nuovo paio di occhi che lo segue dalla panchina – quelli di David Nalbandian, suo allenatore da pochi giorni. ‘Nalba’ avrà tempo per lasciare il segno; la coppa serbo-argentina tornerà in campo già tra qualche giorno a Santiago del Cile (qui l’entry list del torneo).

 

Cerundolo sfiderà Monteiro nella parte bassa del tabellone, dove l’altro quarto di finale vedrà opposti Coria e Paire. In alto Kovalik-Bagnis e Scwhartzman-Ramos.

Il tabellone completo di Cordoba

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement