Maria Sakkari, figlia d'arte - Pagina 2 di 4

Al femminile

Maria Sakkari, figlia d’arte

Da Angeliki Kanellopoulou a Maria Sakkari come da Julia Apostoli a Stefanos Tsitsipas: in Grecia il tennis professionistico è una questione di famiglia

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Maria Sakkari

I primi anni di Maria Sakkari
Dunque Maria Sakkari proviene da una famiglia di tennisti: nata ad Atene il 25 luglio 1995, con il nonno materno maestro di tennis, e la mamma giocatrice professionista capace di risultati di un certo rilievo, inclusi due terzi turni al Roland Garros. Con questa genealogia ci si immagina che Maria abbia cominciato a giocare spinta dall’ambiente di famiglia, e invece le cose sono andate in modo del tutto diverso, quasi opposto.

Infatti, dopo avere sperimentato in prima persona l’impegno e la dedizione richieste dal tennis professionistico, Angeliki non desidera per la figlia il suo stesso destino. Per questo si comporta da mamma “normale”, tiene sullo sfondo il proprio passato in WTA e non insiste affatto perché inizi con lo stesso sport. E così da piccola le fa provare diverse attività fisiche: nuoto, karate, danza. Ma quando scopre il tennis, semplicemente perché a pochi minuti da casa ci sono dei campi, Maria si appassiona. Ed è lei, da piccolina, che insiste per giocare sempre di più.

A 11 anni, a casa dei nonni Maria trova un trofeo della madre e solo in quel momento, quando chiede spiegazioni, si rende conto di essere figlia di una giocatrice di primo livello; infine sperimenta davvero la popolarità di Angeliki quando prende parte a un primo piccolo torneo e tutti la individuano come la “figlia di”. Ma non c’è da meravigliarsi perché quando giocava Kanellopoulou era piuttosto popolare in Grecia, tanto da essere chiamata a fare da testimonial pubblicitaria:

Dopo questi inizi quasi inconsapevoli, Maria trova pieno appoggio da parte dei genitori, perché per loro non desiderare di avere una figlia tennista non significa ostacolare la sua passione. E così quando esprime il desiderio di provare a giocare seriamente, cercando di emulare i successi del suo idolo Kim Clijsters, il primo a farle da allenatore è proprio il nonno che, come detto, lo fa già di mestiere: segue la nipote come aveva fatto con la figlia.

Dunque Sakkari proviene da un contesto familiare particolarmente favorevole per chi comincia con il tennis. D’altra parte in quel periodo è molto sfavorevole la congiuntura economica che attraversa la Grecia, federazione tennis inclusa. Quando Maria comincia a competere da junior, infatti, è il 2009; esattamente l’anno dei drastici tagli a tutte le voci di bilancio pubblico richiesti dal Fondo Monetario Internazionale, in seguito al prestito fornito al Paese dopo la crisi emersa nel 2008.

Ma la totale chiusura dei finanziamenti allo sport giovanile non è l’unica conseguenza diretta che Sakkari sperimenta come aspirante tennista. Fra le normative introdotte ci sono quelle bancarie, che rendono molto complicati i viaggi all’estero per i cittadini greci. Maria racconta che in quegli anni occorre destreggiarsi con i tetti imposti alle cifre spendibili con le carte di credito, ma anche con la ridotta quantità di contanti esportabili. E questo senza dimenticare i periodi nei quali qualsiasi prelievo dai conti correnti era soggetto a drastici divieti o restrizioni.

Sul piano tecnico il rendimento da junior di Sakkari non è particolarmente brillante. Il sito ITF lo sintetizza in modo chiaro: quattro stagioni di attività (dal 2009 al 2012) per un totale di 75 match di singolare con una percentuale di vittorie del 52% (39 vinte e 36 perse). Posizione più alta in classifica raggiunta la 203, e nessuno exploit in tornei di livello medio-alto. Scorrendo l’archivio dei suoi match quando si trova qualche incrocio con giocatrici di rilievo si traduce sempre in sconfitta: a volte contro avversarie più anziane come Margarita Gasparyan e Bernarda Pera, a volte più giovani come Deborah Chiesa, Donna Vekic, Belinda Bencic.

Ma questo non scoraggia Maria, che mostra sempre una grande passione nei confronti del tennis. A questo proposito: intervistata sulle differenze con la figlia, la mamma si racconta come una giocatrice da terra battuta che qualche volta cercava di saltare gli allenamenti; al contrario descrive Maria come una tennista che si trova meglio sul cemento e non salterebbe mai una seduta sul campo o in palestra. Impegno e professionalità sono sempre al primo posto.

a pagina 3: La carriera da professionista

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