"Se non stai misurando, stai indovinando": Inside tennis, l'analisi dei dati alla portata di tutti

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“Se non stai misurando, stai indovinando”: Inside tennis, l’analisi dei dati alla portata di tutti

È questo il motto di Inside Tennis, la società italiana che si occupa di tennis match analysis, video e motion analysis. Abbiamo intervistato Raffaelle Tataranni, CEO della società

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Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Nelle ultime settimane su Ubitennis abbiamo pubblicato una interessante serie di articoli sull’utilizzo dei dati nel tennis. A chi li ha letti non sarà sfuggito il fatto che le principali società che offrono servizi di elaborazione statistica siano tutte estere; australiano è il ‘guru’ Craig O’Shannessy, svizzero è l’asso nella manica di Daniil Medvedev – Fabrice Sbarro, che abbiamo intervistato di recente.

Qualcosa si muove anche in Italia, come testimoniato anche dall’intervista esclusiva di Tommaso Villa al fondatore del sito settesei, dove sta crescendo una realtà che si chiama Inside Tennis. CEO della società è Raffaele Tataranni, che abbiamo intervistato – via Skype – in esclusiva.

D. Partiamo dall’inizio. Chi è Raffale Tataranni e come nasce Inside Tennis?

 

Sono ormai dieci anni che mi occupo dei dati nel tennis. Sono tecnico nazionale FIT, diplomato ISEF con master in Kinesiologia e docente universitario. Mi ha sempre appassionato l’idea di poter disporre e lavorare sui dati oggettivi di una partita di tennis. A quei tempi notavamo che molto spesso la partita non veniva vista secondo un’ottica oggettiva, ma soggettiva. Sentivamo allenatori che dicevano ai loro giocatori: “Secondo me hai sbagliato soprattutto questo e questo…”, poi andavamo ad analizzare i video e non era assolutamente così. Questo mi ha stimolato, ho iniziato a lavorare sulla piattaforma Dartifsh, sono stato responsabile unico della video e della match analysis della Federazione dal 2011 al 2016.  Poi nel 2016 è nata l’idea di Inside tennis, come iniziativa di più persone che hanno riunito le loro competenze in ambiti diversi, dalla videoanalisi fino al social media management, tutte funzionali al progetto. Abbiamo cominciato a lavorare sui dati e ad offrire i nostri servizi.

D. Parliamo dei servizi offerti da Inside Tennis. Iniziamo con il primo, quello di cui si parla molto, la match analysis. Tutto parte dall’indicizzazione…

Noi lavoriamo sulla piattaforma Dartfish, indicizzando tutta una serie di dati dal video di un match. Questo è un lavoro completamente manuale, per una partita di un’ora ci vuole circa mezz’ora di tempo, lo facciamo noi e quindi con una precisione assoluta. E attenzione, lo facciamo per tutti i livelli. Basta infatti anche soltanto una telecamera: il giocatore riprende la partita, ci manda il video e noi glielo indicizziamo e poi gli forniamo tutta una serie di dati a cui lui può poi accedere agevolmente direttamente online sul nostro sito, nell’area a lui riservata. Ad esempio, può andare a vedere quante volte ha servito al corpo durante il match – o in più match se ho più video – e poi anche specificatamente quante volte ha poi vinto il punto servendo al corpo. L’applicativo, attraverso un menù a tendina, permette di accedere all’elenco in sequenza, creando una playlist dell’evento in questione, in quest’ultimo caso i punti vinti dopo aver servito al corpo, che il giocatore può andare a rivedere ma che può anche condividere con altri, ad esempio il suo allenatore. E questo per tutti gli eventi che sono stati indicizzati. Lavoriamo perciò tutta una serie di “big data” – il nostro archivio è attualmente di oltre 2.000 partite – creando poi le collezioni private che rendiamo disponibili nelle aree riservate on-line. Questo vale per il singolo giocatore, ma può valere per una federazione o per un grosso club a livello giovanile.

D. Quindi il vostro mercato di riferimento è ampio, comprende più segmenti di clientela.

Sì, come dicevo, i nostri dati e i nostri servizi non sono solo per i “pro”. Ad esempio, se io sono un capo-allenatore a livello giovanile, in questo modo posso avere accesso ai dati di tutti i miei allievi, dall’under 12 all’under 18, ma poi posso decidere con chi condividere determinati dati. Ad esempio, voglio far vedere solo i dati degli under 12, magari anche solo riferiti ad uno specifico torneo. Noi infatti riprendiamo anche tornei interi, anche a livello giovanile: abbiamo 22 punti di ripresa, 22 telecamere che possono essere messe sui campi e quindi riprendere tutti i match che vogliamo. Per poi lavorarli e metterli online. L’utilizzo è intuitivo, non è difficile andare a ricercare degli eventi: scelgo di vedere il primo servizio, dove l’ho piazzato, se ho fatto un errore o meno.

D. Entriamo poi nel “cuore” della match analysis: la parte statistica.

Ci sono tutta una serie di algoritmi che ricevono in input il file contenente le indicizzazioni del match e che forniscono in output tutta una serie analisi statistiche. Vengono poi predisposti dei report attraverso i quali ogni singolo giocatore ha accesso a un’enorme quantità di informazioni statistiche. Sono circa 40 pagine. Prendendo ad esempio il primo servizio, può vedere il piazzamento, la percentuale di realizzazione, quando vince il punto, in che zona serve preferibilmente, la quantità di volte che serve in quella zona. E di nuovo, ci tengo a precisarlo, questo servizio lo facciamo per tutti, anche per gli juniores. Forniamo i confronti – ovviamente dipendono sempre dalla quantità di match disponibili – con le medie stagionali. E così anche per gli altri colpi: seconda di servizio, risposta, dritto, rovescio… E per le combinazioni, ad esempio servizio e dritto: anche qui il giocatore può vedere dove mette abitualmente la palla, dove fai più errori, qual è la percentuale, in quale zona del campo mette il dritto, se lungo o corto. Ci sono poi le statistiche sull’efficienza degli scambi, ad esempio negli scambi da 1 a 4 colpi può vedere se i punti conquistati sono punti persi dall’avversario, cioè per errori non forzati, oppure se li ha ottenuti grazie a dei vincenti. Oppure, al contrario, se i punti persi derivano da vincenti dell’avversario.

Ci sono poi i Key Performance Indicators, che forniscono tutta una serie di informazioni molto significative sull’andamento delle partite. Ad esempio, ci dicono come sia molto più importante vincere i punti sulla seconda di servizio e l’incidenza di quel dato sulla vittoria della partita. Ci sono 20 indicatori che rilevano – sulla base del nostro archivio di partite – quale sia la probabilità che tu riesca a vincere se quel dato è positivo. Quindi tutti questi indicatori, nel loro complesso, permettono di dare una valutazione sulla qualità della partita del giocatore. E questa è solo la prima parte, perché poi si lavora ancora più in profondità, fornendo ulteriori informazioni statistiche utilizzando la deviazione standard. C’è poi l’andamento dei punti nel match, con la rilevazione dei vari “momentum”: i momenti del match in cui il giocatore fa più punti (o ne fa di meno). Per i KPI, inoltre, predisponiamo tutta una serie di dati di confronto, ad esempio la variazione dei KPI in quel match. Quando abbiamo un giocatore sotto osservazione, predisponiamo l’analisi sull’incremento o il decremento della prestazione su ogni singolo KPI nell’arco temporale di riferimento, che può essere mensile, trimestrale ed annuale.

Rafa Nadal – Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

D. Fornire questo tipo servizio significa dove necessariamente disporre di un database numericamente significativo. Le famose 2.000 partite di cui parlavi.

L’obiettivo è indicizzare 2.500 partite l’anno. Purtroppo a causa della pandemia, il 2020 per Inside Tennis – come per tante imprese in tutti i settori – è stato un anno economicamente difficile e abbiamo perciò dovuto rimandare, ma noi puntiamo ad assumere un quarto videoanalyst, che ci consenta di arrivare a 2.500 match indicizzati l’anno. Questo è il numero che ci permette di avere una base dati significativa per fornire a livello statistico tutta una serie di indicazioni importanti sul comportamento di ogni giocatore. E cerchiamo di farlo anche per le categorie più basse. Noi andiamo a riprendere i tornei, anche juniores, proprio con l’obiettivo di avere per tutte le categorie un database significativo che ci permetta di disporre del maggior numero di dati possibili.

D. Un’offerta, la vostra, che come dicevamo prima è destinata a più segmenti di mercato. Questo implica un grosso lavoro da parte vostra. Ma soprattutto, il mercato italiano – giocatori, allenatori, club – è pronto?

Sicuramente è un grosso sforzo, ma abbiamo il vantaggio di essere gli unici a fornire in Italia questi servizi, unendo l’indicizzazione video con la match analysis, non abbiamo competitor a livello nazionale. Come è altrettanto vero il fatto che sia necessario fare un salto culturale in quest’ambito. Siamo indubbiamente indietro rispetto a paesi come gli Stati Uniti e l’Australia. In Australia, per capirci, è ormai pratica consolidata entrare in campo per l’allenamento con gli score match, con i dati statistici delle partite. Gli allenamenti, la preparazione si fanno sulla base di quanto emerso dalle analisi statistiche, non c’è altro metodo. In Italia siamo in netto ritardo. Dobbiamo fare cultura, indubbiamente.

D. Fare cultura, ma allo stesso tempo fare business. Una sfida impegnativa per Inside Tennis.

Si è difficile, ma bisogna farlo. Dobbiamo far capire che questo è il futuro, anzi in realtà è già il presente. Per questo nell’ambito della nostra offerta diamo la possibilità a chi utilizza questo servizio di poter interagire con noi, per fornirgli tutte le spiegazioni necessarie, per fargli capire nel dettaglio a cosa servono tutti questi dati. È una bella sfida, anche perché in Italia, purtroppo, a tutti i livelli è ancora ampiamente diffusa l’idea che non faccia parte del lavoro del maestro di tennis mettersi dietro il PC a guardare statistiche. Dobbiamo far capire che lavorando con i dati statistici si riescono ad accelerare i processi di apprendimento, pensa ad un lavoro di questo genere con un under 12, un under 14… Ma soprattutto l’allenatore diventa consapevole, e fa diventare consapevole il giocatore, di quello che succede all’interno del campo durante il match. Quindi sì, c’è da fare molto fatica, ma il tennis va in questa direzione.

D. Parliamo allora dei costi, anche se forse è più corretto parlare di investimenti, partendo dall’offerta per i professionisti. Quanto dovrebbe investire un “pro” che vuole usufruire dei vostri servizi di match analysis?

Il contratto “full” che offriamo ai professionisti costa circa 20.000 euro l’anno. Non posso fare nomi perché siamo vincolati dalle clausole di riservatezza, posso però dirti che lo scorso anno abbiamo collaborato con cinque top 100 europei. Il servizio comprende, per ogni partita, una serie di informazioni ed indicazioni sull’avversario prima del match, le analisi statistiche e i dati sul comportamento del giocatore post-match, oltre ai report di cui parlavo prima, con periodicità mensile, trimestrale ed annuale.

D. Una cifra importante, ma non certo paragonabile ai famosi 200.000 dollari che Federer dà a Golden Set Analytics.

Beh, c’è da dire che lì parliamo di Federer e di un servizio personalizzato in base alle sue esigenze. Inoltre in quella cifra rientra anche la garanzia del “blocco” dei dati. Ovvero, Golden Set Analytics si impegna a non fornire ad altri i dati delle analisi statistiche dei match di Federer. Questa è una richiesta abbastanza diffusa ad altissimo livello, ed è comprensibile: le analisi statistiche forniscono veramente tantissime informazioni sul gioco di un giocatore. E ha chiaramente un costo. Anche noi prevediamo tale opzione e nel caso un giocatore chieda il blocco dei suoi dati, il prezzo sale di ulteriori 10.000 euro all’anno – ma non possiamo garantirlo per le statistiche post-match nel caso di partite in cui entrambi i giocatori abbiano un contratto con noi. Se parliamo invece di un servizio “standard” per un giocatore di alto livello, posso dirti che un top 50 si era rivolto a noi dopo che Golden Set Analytics per il medesimo servizio gli chiedeva circa 80.000 euro.

Roger Federer – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

D. Beh, è indubbio che la vostra offerta sia nettamente competitiva…

Si è un prezzo che ci permette di essere molto competitivi, ma la nostra è una scelta ben precisa. Noi vogliamo e dobbiamo crescere. L’obiettivo è avere 10-12 dipendenti – oggi siamo la metà – e per raggiungerlo dobbiamo investire, e quindi abbiamo bisogno di entrate per poter fare investimenti. Quindi abbiamo le collaborazioni con i top 100 di cui ti dicevo, ma poi abbiamo tutta una serie di progetti con i giocatori che voglio fare il salto di qualità, quelli cioè che dal livello Challenger vogliono entrare nei top 100. Con loro, considerata anche la difficile situazione economica, abbiamo impostato un’offerta diversa, in un certo senso quasi una partnership: non c’è un costo fisso, noi forniamo il servizio e il giocatore ci paga in base ai suoi guadagni. Per capirci: gli forniamo i dati del primo match, se vince mi paga in proporzione al premio ricevuto, poi gli forniamo il servizio per il secondo turno e così via. Poi c’è tutto il lavoro per i tennis club, per le Accademie. Con loro lavoriamo per “pacchetti set”, forniamo cioè le analisi per un determinato numero di set – più è grande il pacchetto in termini di set, meno spendi in proporzione – e poi sono loro che decidono come suddividere le videoriprese dei set tra i loro agonisti. Anche qui il Covid-19 si è fatto sentire e i loro budget sono stati drasticamente tagliati.

D. Prima che iniziassimo l’intervista avevi accennato anche a un’offerta “alla portata di tutti”, che oltre che ad un circolo può interessare anche giocatori di livello più basso, ma che vogliono migliorarsi e possono disporre dei vostri servizi ad un prezzo abbordabile.

Sì, stiamo facendo una promozione in cui al prezzo di 459 euro forniamo il kit di ripresa e le analisi statistiche di 5 partite. Considerando che il kit costa più o meno 150 euro, praticamente il giocatore paga 60 euro a partita per disporre di tutte le informazioni sul suo comportamento in campo per cinque partite. Lui registra le partite, poi ci invia il file via WeTransfer e noi nell’arco di 24 ore gli mettiamo on-line nella sua area riservata la partita tutti i dati statistici del match. Per un giocatore, cinque partite danno già una tendenza, suggeriscono già su quali aspetti debba lavorare.

D. Toglici una curiosità. Poi con quel top 50 con cui eravate in trattativa, com’è andata? Visto anche che eravate nettamente concorrenziali come prezzo.

Guarda, con lui in fase di trattativa abbiamo anche fatto uno specifico lavoro di analisi, perché ci aveva chiesto di capire come mai con un altro top 50 perdesse sempre in due set. Siamo andati ad analizzare le loro partite e gli abbiamo fornito tutta una serie di indicazioni, anche con il supporto della motion analysis. Avevamo rilevato come in determinate situazioni lui si comportasse nel modo ideale per il gioco del suo avversario. Ad esempio, in risposta rispondeva da una distanza tale che non gli consentiva mai di prendere l’iniziativa. Purtroppo al momento di chiudere è arrivato il Covid e a quel punto ci ha detto: ”Come faccio in questo momento ad investire 20.000 euro quando non so se e quando giocherò? E a questo punto non so neanche se e quando mi serviranno questi dati?” Obiettivamente era vero, in quel momento la situazione era quella che era.

D. Ci siamo soffermati sinora sulla parte di match analysis, ma Inside Tennis non è solo questo. Hai appena fatto cenno infatti alla motion analysis, che insieme alla video analisi sono gli altri servizi che offrite, i lavori di analisi sulla tecnica dei colpi.

Sì. La motion analysis 3D la utilizziamo soprattutto per dei lavori che ci vengono richiesti dai giocatori di alto livello, ma in realtà anche in questo caso basta una telecamera ed è un servizio che forniamo a tutti i livelli. Riusciamo a disporre di tutta una serie di dati sulle giocate: possiamo calcolare le accelerazioni del nostro giocatore, gli spostamenti in metri, la velocità, calcolare gli impatti, cioè a che distanza sei dalla palla quando colpisci… Ci manca solo la rotazione della palla e volendo la potremmo anche calcolare. Ma tra qualche mese Dartfish calcolerà anche quella! Con i giocatori che seguiamo, come dicevo, facciamo anche lavori specifici di questo tipo. Ad esempio, con uno di loro, che abbiamo seguito lo scorso anno – nel quale è riuscito a rimanere stabilmente nella top 100 – a inizio stagione abbiamo fatto un lavoro specifico sulla biomeccanica del dritto. Aveva una preparazione che non era conforme agli standard dei giocatori di altissimo livello e quindi abbiamo fatto tutta una serie di aggiustamenti. Abbiamo accorciato i tempi di preparazione, adesso prepara molto più basso con la mano che indietreggia, mentre prima alzava la preparazione; adesso va direttamente dietro e quindi non perde tutto quel tempo. Poi abbiamo lavorato per aumentare la distanza della racchetta dal punto di impatto perché togliendo un po’ di movimento circolare avrebbe avuto meno spazio per andare ad accelerare. Insomma, tutta una serie di lavori che hanno migliorato notevolmente l’efficacia del suo dritto.

D. Chiudiamo parlando del libro ”L’allenamento mentale performativo nel tennis”, quello che hai scritto a quattro mani con il mental coach Federico Di Carlo e che è appena uscito.

Con Federico ci siamo ci siamo posti il problema dei “turning points”, dei punti di rottura, cioè cercare di standardizzare e analizzare statisticamente quei momenti, che possono essere positivi o negativi, che si verificano durante i match e che cambiano l’inerzia del match. Abbiamo preso una serie di indicatori che siamo andati ad incrociare con i punti di rottura – definiti oggettivamente, in base al rapporto punti vinti/punti persi – rilevando come cambia il comportamento dei giocatori all’interno dei punti di rottura attraverso l’analisi statistica dei suddetti indicatori. Tra i quali vi sono quelli classici come la percentuale di prime palle, ma anche altri più specifici e collegati all’aspetto mentale, come l’intervallo di tempo che intercorre tra la prima e la seconda di servizio.

D. Attraverso queste analisi è possibile rilevare, ad esempio, che nei turning points negativi un giocatore tende ad andare a servire molto più velocemente la seconda. Non possiamo sapere se si tratta di una causa o di un effetto, ma abbiamo comunque un’informazione che ci permette di intervenire sul comportamento del giocatore e soprattutto renderlo consapevole.

Esattamente. E pensa la quantità di informazioni di questo tipo che possiamo ottenere attraverso l’analisi dei punti di rottura di 50 partite. Posso vedere per tutti gli indicatori se c’è una correlazione o meno, e se c’è se è positiva a negativa, con i turning points.

D. Un lavoro che conferma come anche a livello mentale si possa lavorare su dati oggettivi, basandosi sull’analisi statistica e sull’evidenza delle immagini.

Sì, esatto, si tratta di un metodo di lavoro del tutto innovativo per la parte mentale. E che conferma anche in quest’ambito la validità del nostro motto ad Inside Tennis: Se non stai misurando, stai indovinando.

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ATP

ATP Washington, il tabellone: torna in campo Nadal, presenti anche Sinner e Seppi

Dopo quasi due mesi di stop e l’assenza a Wimbledon e Tokyo, Rafael Nadal torna in campo a Washington. C’è anche Jannik Sinner, che cerca di riscattarsi

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Rafa Nadal - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Appena dopo il termine del Roland Garros, che per lui si è concluso in semifinale al cospetto di un sontuoso Novak Djokovic, Rafael Nadal ha annunciato che non avrebbe partecipato a Wimbledon e alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la necessità di recuperare le energie in vista della parte conclusiva di stagione.

Lo spagnolo, che vanta già due ori olimpici (in singolare a Pechino 2008 e in doppio a Rio 2016), ha compiuto una scelta tutto sommato comprensibile. Con l’approssimarsi del trittico Toronto-Cincinnati-US Open e il dichiarato obiettivo di rimettere tennis nelle gambe, dopo quasi due mesi di stop, Nadal sarà a Washington, dove parteciperà per la prima volta in carriera al torneo di categoria ATP 500. Per Nadal sarà anche la prima volta che gioca un torneo sul duro tra la stagione sull’erba e i due Masters 1000 estivi nordamericani.

Lo spagnolo avrà ovviamente la prima testa di serie sulle spalle e dopo un bye al primo turno affronterà il vincitore della sfida tra Sock e Nishioka. L’eventuale ottavo di finale, secondo proiezione del seeding, sarebbe contro Lloyd Harris che però non sta attraversando un periodo di forma eccellente (una vittoria negli ultimi tre tornei disputati). Ai quarti Nadal incrocerebbe probabilmente uno tra Bublik e Norrie, che stanno disputando la miglior stagione della carriera e non sono avversari da sottovalutare – anche se con Norrie, Rafa, avrebbe il vantaggio di giocare ‘allo specchio’ contro un mancino.

 

Di seguito la parte alta del tabellone dell’ATP 500 di Washingon, che vede Dimitrov come seconda testa di serie più alta e ipotetico avversari di Nadal in semifinale. Il bulgaro però non si esprime ai suoi livelli da diversi mesi, e la sensazione è che Evans e Fritz, in un periodo di forma decisamente migliore (Fritz sembra aver recuperato rapidamente dall’operazione al menisco), abbiamo più chance di spingersi avanti. Occhio anche a Nick Kyrgios, sconfitto nettamente da Norrie ad Atlanta e opposto al primo turno a McDonald; l’eventuale sfida contro Paire al secondo turno accenderebbe facilmente gli entusiasmi del pubblico di Washington.

(clicca per ingrandire)

Un italiano, il deluso Jannik Sinner reduce dalla brutta sconfitta di Atlanta contro O’Connell, si trova invece in cima alla parte bassa del tabellone. La strada che potrebbe portare Sinner, quinta testa di serie, ad affrontare il secondo favorito Auger-Aliassime in semifinale è però lastricata di difficoltà e lo scarso periodo di forma del tennista italiano (forse anche influenzato dalle critiche per la scelta di non andare a Tokyo) non contribuisce ad aumentare la fiducia. L’esordio di Sinner avverrà contro un qualificato o più probabilmente contro Emil Ruusuvuori; una sfida già non semplice, ma il livello di difficoltà si alzerebbe ulteriormente agli ottavi contro – probabilmente – Sebastian Korda. Ai quarti ci sarebbe poi de Minaur; insomma, non certo un sorteggio ideale per chi ha bisogno di ritrovare la vittoria, e magari anche più di una.

ll secondo italiano presente in tabellone, Andreas Seppi, potrebbe invece essere il primo avversario di Auger-Aliassime ma prima dovrà superare il primo turno contro un qualificato. In questa zona di tabellone è da tenere d’occhio anche a Opelka – reduce dai quarti di Atlanta.

(clicca per ingrandire)

A.S.

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ATP

Kyrgios perde ad Atlanta e bisticcia con Ruud su Twitter

L’australiano cede a Norrie con un netto 6-1 6-4 e poi polemizza con il norvegese sui social. “Stai rubando punti nei tornei minori”

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Nick Kyrgios ad Atlanta 2021 (Credit: @ATLOpenTennis on Twitter)

Altro giorno, altra polemica che coinvolge Nick Kyrgios. Ad Atlanta l’australiano è stato eliminato da Cameron Norrie con un netto 6-1 6-4, senza di fatto mai entrare in partita, e si è poi reso protagonista dell’ennesima scaramuccia social. Da quando le sue apparizioni sul Tour si sono fatte più rare, si sono invece moltiplicate le discussioni sui social o le dichiarazioni controverse, anche se forse è solo il fatto che certi sassi siano lanciati da lontano che amplifica poi l’effetto. Il teatro della nuova diatriba è stato Twitter, coprotagonista del dramma Casper Ruud. Tra i due non corre buon sangue dal (tristemente) noto episodio della squalifica di Kyrgios a Roma 2019: l’australiano fu punito e multato per aver lanciato una sedia in campo (tra le altre cose), mentre il norvegese accolse la sanzione esultando platealmente per il passaggio del turno, ricevendo poi gli sberleffi di Nick per tale gesto.

Stavolta il norvegese, che attende di giocare a Kitzbuhel la sua terza semifinale consecutiva dopo aver vinto i tornei di Bastad e Gstaad, ha risposto ironicamente a un Tweet del profilo ufficiale dell’ATP nel quale si chiedeva di formulare qualche domanda per Kyrgios. “Qual è il suo torneo su terra preferito?” ha scritto Ruud con intenti evidentemente ironici (se non apertamente polemici).

La risposta, anzi, le risposte dell’australiano non hanno tardato ad arrivare. Ufficialmente infatti la replica di Nick è un commento sferzante, ma pacato: “Questo è un classico. Casper Ruud sei un buon giocatore, ma sappiamo tutti che stai rubando punti grazie a quei tornei“. Il riferimento è ovviamente alla finora trionfale campagna del norvegese nei tornei minori su terra post-Wimbledon, storicamente più poveri di concorrenza e frequentati per lo più da amanti del rosso in cerca di punti. In precedenza Kyrgios aveva anche commentato con un “facepalm” (la faccina che si batte la fronte con la mano in segno di disappunto) l’elenco dei quattro semifinalisti del torneo di Kitzbuhel.

 

C’è però il sospetto che questa sia soltanto la seconda risposta di Kyrgios, perché su Twitter è stato diffuso uno screen che riporta una frase molto meno elegante, un laconico “tua mamma“. Il commento non è più reperibile o perché cancellato rapidamente o perché mai esistito. Non sarebbe impensabile infatti che lo screen possa essere stato allestito ad arte e non ci sono conferme attendibili della veracità del commento. Tuttavia per dovere di cronaca vale la pena menzionare la cosa.

Qui il tabellone aggiornato di Atlanta e degli altri tornei di questa settimana

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Flash

Si può giocare a tennis in Moncler? Courmayeur ospiterà un torneo WTA

La Val d’Aosta aprirà una mini-stagione indoor italiana che includerà Next Gen Finals, ATP Finals e Coppa Davis. La WTA annuncia anche altri tre tornei: Chicago, Portoroz e Tenerife

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Courmayeur, dove si svolgerà un torneo WTA 250 in ottobre (Photo Courtesy of Courmayeur Mont Blanc)

Grandi novità per il tennis italiano: Courmayeur, nota meta sciistica ai piedi del Monte Bianco, organizzerà un WTA 250 sul cemento indoor fra il 23 ed il 31 ottobre. Il torneo al Courmayeur Sport Center e avrà un montepremi di 235.238 dollari, e sarà il primo evento femminile indoor a disputarsi in Italia dai tempi del sintetico di Cesena 1992 (l’anno prima si era invece giocata l’unica edizione WTA del torneo di Milano).

Non è da escludere che diversi nomi di spicco possano decidere di partecipare, visto che sarà l’ultima occasione di andare a punti in ottica WTA Finals; qualora le ultime posizioni fossero ancora in bilico, quindi, è presumibile che le contendenti possano decidere di darsi al tennis alpino come tappa finale per volare a Shenzhen. Ricordiamo che quest’ultime (e l’Elite Trophy di Zhuhai) sono gli unici eventi dello swing asiatico a non essere stati cancellati, motivo per cui si è resa necessaria la creazione di nuovi tornei autunnali.

Il torneo sarà operato da Makers, gruppo che si occupa dell’organizzazione di eventi (fra cui il Challenger di Milano), ma stando al comunicato ufficiale è stato fondamentale anche l’apporto dell’amministrazione comunale, in un luogo digiuno di tennis dal 2011, quando si svolse l’unica edizione del Challenger maschile vinta da Nicolas Mahut.

 

“Il ritorno del grande tennis a Courmayeur Mont Blanc è una conferma per la nostra località”, ha detto il sindaco Roberto Rota. “Ci candidiamo a ospitare eventi che possano attrarre non solo pubblico in presenza, ma anche accendere i riflettori del grande sport sulle nostre strutture e sulla località in generale. Siamo felici e orgogliosi che Courmayeur e i suoi campi da tennis indoor siano stati scelti dalla WTA per una competizione del circuito in un mese come ottobre, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra idea di destagionalizzazione e promozione di stagioni come l’autunno, meravigliose per le attività sportive e outdoor. Courmayeur Mont Blanc è per tradizione e natura la culla dell’alpinismo e degli sport di montagna, ma è anche dotata di infrastrutture all’altezza, come il Courmayeur Sport Center che ospiterà l’evento, e di una sensibilità particolare nei confronti delle altre discipline sportive, questo evento ne è la prova”.

IL TRIANGOLO DEL TENNIS

Si prospetta dunque un autunno italocentrico dal punto di vista tennistico, visto che il torneo di Courmayeur farà da apripista alle Next Gen Finals di Milano (non svoltesi lo scorso anno) e soprattutto alla prima edizione torinese delle ATP Finals; successivamente il capoluogo piemontese ospiterà anche due gironi delle finali di Coppa Davis. A questo encore si aggiungono i tornei sul rosso già giocatisi a Cagliari (maschile), Parma (femminile e maschile in settimane consecutive), Roma (combined) e Palermo (femminile); nonostante alcuni di questi tornei siano probabilmente destinati ad essere dei monouso, è innegabile l’attestato di fiducia della comunità del tennis internazionale nei confronti del tennis italiano.

NUOVI TORNEI WTA

Oltre a Courmayeur, tre nuovi tornei rimpolperanno la programmazione femminile, come detto orfana di quasi tutti i tornei orientali. Questo il calendario post-US Open (i nuovi tornei sono evidenziati in rosso):

  • La settimana del 13 Settembre si giocherà in Lussemburgo e a Portoroz in Slovenia (entrambi WTA 250)
  • La settimana del 20 settembre si giocheranno il 500 di Ostrava e il 250 di Seoul
  • La settimana del 27 settembre si disputerà il nuovo 500 di Chicago
  • Nelle due settimane che vanno dal 4 al 17 ottobre si giocherà Indian Wells
  • Nella settimana del 18 ottobre si disputeranno il 500 di Mosca e il 250 di Tenerife
  • Dal 25 ottobre (le qualificazioni iniziano il 23) avrà luogo per l’appunto Courmayeur.

Nelle due settimane successive si dovrebbero giocare prima Zhuhai (dal primo novembre) e poi Wuhan (dall’8); in questo momento però non sono confermati sul sito della WTA. Steve Simon, il chairman del circuito, ha rilasciato una breve dichiarazione in merito, inclusa nel comunicato ufficiale: “Quest’ultima fase del calendario del WTA Tour porterà il numero dei tornei sopra i 50, continuando ad offrire una piattaforma globale per promuovere il tennis femminile […]. Siamo felici del novero di tornei che abbiamo organizzato per la fine della stagione e non vediamo l’ora di poter dare maggiori informazioni riguardanti le WTA Finals”.

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