Adelaide: "mezzo forfait" per Djokovic, Sinner cede in due set

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Adelaide: “mezzo forfait” per Djokovic, Sinner cede in due set

Novak Djokovic prima rinuncia all’esibizione e poi entra in campo e gioca il secondo set. Filip Krajinovic e il n.1 del mondo superano Jannik Sinner in un’ora di gioco. Anche Venus e Serena Williams, Nadal, Thiem, Osaka e Halep in campo nel corso dell’evento

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Novak Djokovic - Esibizione Adelaide 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Dopo le due lunghe settimane di quarantena, finalmente è tornato il tennis dal vivo. Non quello ufficiale, che arriverà a breve, ma comunque sempre tennis fresco di giornata.

Ad Adelaide è andata in scena la discussa esibizione per la quale è stato concesso a pochi eletti di completare l’isolamento nella città del South Australia. Per festeggiare il centenario del Memorial Drive Tennis Club è stato organizzato “A Day at the Drive”, una giornata di esibizioni che avrebbe dovuto essere aperta da Novak Djokovic e Jannik Sinner, ma che purtroppo ha visto il n.1 del mondo dichiarare forfait 30 minuti prima dell’inizio a causa di una vescica piuttosto fastidiosa alla base della mano destra.

Djokovic in realtà ha comunque fatto la sua comparsa in campo, sostituendo il suo compagno di squadra Filip Krajinovic nel secondo set, dopo che il suo compagno di squadra e partner di allenamenti in Australia lo aveva rimpiazzato all’inizio del match.

Il nostro Jannik Sinner, indossando la stessa t-shirt verde olivastro che si sperava fosse stata consegnata ai posteri alla fine del 2020, ha messo in mostra le sue grandi doti di palleggio, anche se all’inizio ha commesso un po’ troppi errori non forzati che gli sono costati il break al quarto game, che poi è stato decisivo nel set.

Una volta finito il primo parziale, nell’angolo “serbo” c’è stata la sostituzione inattesa che ha visto Djokovic arrivare in campo e giocare tutto il secondo set, lasciando andare qualche splendida accelerazione di rovescio lungolinea e mettendo in mostra i suoi ormai leggendari recuperi in allungo. Alla fine è stato 6-3, 6-3 per il “duo serbo” in un’ora giusta di gioco.

È già difficile giocare contro uno solo di loro, figuriamoci due! – ha scherzato Sinner alla fine del match con John Fitzgerald, ex tennista professionista degli Anni ’80 che ha ricoperto il ruolo di cerimoniere.

Inevitabile la domanda a Djokovic sul malanno che lo ha costretto a dare “mezzo forfait” per questo evento: “Ho dovuto fare fisioterapia e non mi sentivo al meglio – ha spiegato il serbo – non sapevo come avrei reagito, spero che sia stato divertente per voi vedere tutti e tre giocare”. Nessun riferimento alla vescica, quindi, che pure era estremamente vistosa sul suo palmo destro: “Siamo professionisti, questo è il nostro lavoro, siamo abituati a giocare con il dolore”.

 

Ma l’aspetto più positivo della giornata è stato sicuramente il ritorno del tennis davanti ad un pubblico numeroso ed entusiasta. Più di 4000 persone hanno affollato le tribune del campo centrale del Memorial Drive, sovrastato da una copertura fissa che ha riparato tutti quanti dal sole, e la maggior parte di loro era senza mascherina.

È davvero speciale, non giocavamo davanti a tante persone da 12 mesi – ha continuato Djokovic –  Adelaide ha un posto speciale nel mio cuore, ho vinto uno dei miei primi tornei proprio qui, 14 anni fa. È valsa davvero la pena rimanere chiusi nella nostra stanza per due settimane per poter giocare di fronte a voi”.

Nel prosieguo della giornata si esibiranno anche tutti gli altri tennisti che hanno passato le ultime due settimane ad Adelaide: Serena Williams affronta Naomi Osaka, Dominic Thiem gioca contro Rafael Nadal e Simona Halep ha avuto in sorte una sfida con Venus Williams.

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Albina Khabibulina, giocatrice di tennis dell’Uzbekistan (ora in Kazakhstan) squalificata a vita dalle competizioni. Per lei 150.000 dollari di multa

Ne avrebbe combinate di tutti i colori. “Aggiustava” incontri, avvicinava chi li giocava per proporre match truccati. È sfuggita a tutte le ricerche del team anti corruzione. E rifiutato di collaborare con le investigazioni

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La ITIA (International Tennis Integrity Agency)  ha confermato che la tennista dell’Uzbekistan (che ora si presume abiti in Kazakhstan) Albina Khabibulina è stata squalificata a vita del tennis. La tennista è stata trovata colpevole di aver infranto diverse regole del Programma Anti Corruzione del tennis (TACP: Tennis Anti-Corruption Program).Il caso è stato regolamentato da un indipendente “Anti-Corruption Hearing Officer”, il professor Richard McLaren, e la sanzione dice che Khabibulina ha il divieto permanente di giocare o presenziare a qualsiasi evento autorizzato o sanzionato da qualunque corpo governativo internazionale o federazione nazionale.

In aggiunta al divieto la tennista è stata multata per 150.000 dollari americani, che tuttavia non si crede Khabibulina pagherà mai, perchè di fatto nessuno sa bene dove si nasconda. Il professor McLaren ha trovato che la tennista era colpevole di aver truccato dei match, di aver avvicinato altri giocatori/trici per tentare di truccare altre partite, di aver evitato di fare rapporti sulle sue attività corruttive in una e più occasioni e di non aver collaborato con le attività investigative. Albina Khabibulina, che non ha mai replicato alle accuse, ha occupato come best ITF ranking la posizione n.492 e in doppio n.208.

 

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La prova della Lotto Raptor Hyperpulse 100

Recensione e test in campo della scarpa Lotto Raptor Hyperpulse 100: stabilità e leggerezza con l’innovativa suola Vibram®

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Da oltre 45 anni Lotto Sport risponde alle esigenze di atleti professionisti e amatori per offrire loro il meglio in termini di stile e funzionalità. Per questo la collezione Performance autunno inverno 2021 vede il ritorno di Raptor nella sua naturale evoluzione: la Raptor Hyperpulse 100. La nuova scarpa da uomo rispetta il passato per proiettarsi verso il futuro. Alle caratteristiche che l’hanno resa celebre – supporto e stabilità – si aggiungono leggerezza e confort fin dalla prima calzata.
Tante le innovazioni, a partire dalla tomaia in mesh ultra sottile in poliestere a doppio strato, che garantisce leggerezza e traspirabilità, alla trama in Kurim degli inserti posizionati nella parte alta della scarpa. Questi inserti rinforzano l’area dell’avampiede e, grazie al taglio aereodinamico consentono di fendere l’aria con meno attrito. Lo stesso materiale avvolge la punta della scarpa, l’area soggetta a maggior sfregamento con il terreno. L’altezza del tacco si assesta a circa 2,8 centimetri, è massiva ma, come vedremo in seguito, assicura un’ammortizzazione eccellente garantita dal sistema Hyperpulse. Questa innovativa tecnologia, realizzata in una combinazione di ETPU ed EVA, presenta uno speciale design lamellare che assorbe l’impatto e restituisce energia. A questo sistema di ammortizzazione, si aggiunge la soletta estraibile spessa 8 millimetri, circa il doppio delle solette delle scarpe concorrenti, e realizzata in materiale Ortholite per un ulteriore confort. L’intersuola garantisce maggiore leggerezza e, grazie alla sua struttura specifica, stabilità media e laterale. La tecnologia BFC, realizzata in materiale TPU e posizionata nell’area centrale del piede, determina un controllo perfetto in torsione e maggiore stabilità. Infine, va menzionata la suola della scarpa studiata da Vibram® in collaborazione con Lotto Sport, e realizzata in una speciale mescola, differenziata per superfici in terra e cemento, la quale assicura trazione e resistenza elevate.

TEST IN CAMPO

La scarpa non si calza con estrema facilità, ma, una volta indossata ed effettuato i primi movimenti in campo, sentirete subito una sensazione di naturale protezione. L’allacciatura è molto robusta e trattiene saldamente la linguetta. Si percepisce subito la stabilità, soprattutto nei movimenti laterali,
molto esplosivi. La scarpa pesa circa 360 grammi (in taglia 42) e quindi risulta abbastanza leggera; si sente quando si flette l’avampiede per la ricerca della massima velocità in avanti. Il pregio più grande della scarpa è però l’ammortizzazione, l’azione della soletta che, grazie al sistema Hyperpulse, assicura un buon assorbimento dell’impatto e ottimo confort quando il piede tocca terra, soprattutto sul cemento ma anche sulla terra battuta. L’abbiamo testata su entrambe le superfici e, nonostante la scarpa avesse la suola per cemento, il grip è risultato ottimo anche sulla terra battuta. Riservandoci di verificare col passare del tempo l’efficacia del lavoro sviluppato da Vibram® in termini di durabilità e resistenza, ci limitiamo a dire che la suola è molto robusta e che il grip sul terreno è eccellente. Dopo diverse ore di gioco emerge che la Raptor Hyperpulse 100 si può adattare benissimo a diversi tipi di giocatori: il peso contenuto piacerà ai tennisti che cercano velocità e reattività, mentre la robustezza della costruzione incontrerà le esigenze di coloro che necessitano stabilità e controllo.

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CONCLUSIONI

La Raptor Hyperpulse 100 è un modello che potrà soddisfare un’ampia gamma di giocatori, un ottimo compromesso per chi cerca in una scarpa velocità, reattività ma anche robustezza. Le competitor di questo prodotto sono tutte di fascia alta: Solecourt Boost di Adidas, Vapor di Nike e Eclipsion di Yonex. La Raptor è una scarpa solida, all-round, un altro ottimo prodotto che dimostra l’eccellenza italiana nella progettazione delle calzature tecniche e sportive.

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Coppa Davis, Kukuskin: “Con il nuovo formato tutti possono battere tutti”

Mikhail Kukushkin dopo la vittoria su Miomir Kecmanovic alla Davis Cup by Rakuten Finals: “Per me la Davis è la priorità numero uno”

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Mikhail Kukushkin - Finale Coppa Davis Madrid 2021 (Photo by Manuel Queimadelos / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Mikhail Kukushkin è probabilmente l’uomo-Davis per eccellenza. Best ranking di n. 39 un solo titolo e tre finali in quindici anni di carriera, il trentatreenne russo di nascita ma kazako di passaporto è uno di quei tennisti che quando sente odore di Coppa Davis diventa di un altro livello. Il suo record parla chiaro: 27 vittorie e 16 sconfitte, su tutte le superfici, compresa quest’ultima impresa contro Kecmanovic nella quale è rimasto in campo per 198 minuti annullando quattro match point.

Sono molto contento per la vittoria, è stato un match davvero drammatico. D’altra parte, è la Coppa Davis, sempre un ottovolante”.

Ho cominciato bene la partita, ero un break sopra nel secondo set, e poi non so cosa è successo. Credo di aver perso sette giochi di fila. Il terzo set è stato folle. Ero sotto 2-5, ho salvato un sacco di match point. Poi la fine della partita, davvero indescrivibile”.

 

È la Coppa Davis, grande pubblico, è stato molto importante vincere questo punto. La cosa più difficile è stato continuare a credere in me stesso. Devo ringraziare la mia squadra, il pubblico, mi hanno dato tanta energia. Sarà una partita che ricorderò per sempre”.

La Coppa Davis è davvero speciale – continua Kukushkin – è la mia quattordicesima partecipazione, e negli ultimi 10 anni abbiamo raggiunto i quarti sei volte. Un grande successo per una nazione che non ha tradizione tennistica, e spero che i nostri risultati possano servire per la prossima generazione di giocatori in Kazakistan. È un grande onore giocare per la nostra nazione, per questo lottiamo fino alla fine. Non si gioca per i punti o per i soldi, si gioca per arrivare a competere in questo tipo di partite, sui grandi palcoscenici, in diretta TV. È questa la mia motivazione più grande, e per me la Davis sarà sempre la priorità numero uno”.

Il direttore Ubaldo Scanagatta chiede a Kukushkin di fare un paragone tra le partite da lui giocate e vinte nel 2015 ad Astana contro Seppi e Bolelli, quando l’Italia fu sconfitta al singolare decisivo.

Ricordo molto bene quelle partite. Fu una bella vittoria per la nostra squadra. Giocavamo in casa, e di solito vinciamo quando giochiamo in casa. Con il vecchio formato per noi giocare in casa era un grande vantaggio. Ora le cose sono diverse: i ricordi della Coppa Davis sono tutti legati alla vecchia formula, quando in casa tutto il pubblico era dalla tua parte mentre in trasferta c’erano soltanto pochi tifosi che ti sostenevano. Difficile dire se è meglio la formula vecchia o quella nuova, ora come ora non saprei scegliere. Con la nuova formula però, due singolari e un doppio, può accadere di tutto, nella giornata si può battere qualunque squadra. Credo ci saranno più sorprese in Davis con questo formato.

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