ATP Melbourne 1, l'Italia sfiora l'en plein: Sinner e Travaglia ai quarti, Caruso fuori di un soffio

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ATP Melbourne 1, l’Italia sfiora l’en plein: Sinner e Travaglia ai quarti, Caruso fuori di un soffio

Jannik Sinner convince contro Aljaz Bedene, Stefano Travaglia liquida rapidamente Aleksander Bublik. Salvatore Caruso cede 7-5 al terzo contro Miomir Kecmanovic dopo tre ore. Sinner di nuovo in campo alle 7

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Jannik Sinner al Great Ocean Road Open di Melbourne 2021 (foto Twitter @AustralianOpen)

Siamo davvero andati vicinissimi ad avere tre italiani nei quarti di finale del Great Ocean Road Open di Melbourne (per gli amici Melbourne 1), con tanto di derby tra Sinner e Caruso. Ad aggiungersi alle vittorie molto convincenti di Stefano Travaglia e Jannik Sinner, è arrivata purtroppo la sconfitta per 7-5 al terzo set di Salvatore Caruso contro Miomir Kecmanovic dopo oltre tre ore di lotta.

Nelle prime ore della mattinata italiana (ore 7), Sinner giocherà il suo quarto proprio contro Kecmanovic (contro cui ha vinto l’unico precedente in semifinale alle NextGen Finals di Milano nel 2019) mentre Travaglia se la dovrà vedere con il polacco Hubert Hurkacz, testa di serie n. 3 del tabellone e n. 29 del ranking ATP. Due i precedenti scontri diretti, entrambi ad appannaggio di Hurkacz ed entrambi disputatisi nel 2018.

S. Travaglia b. [8] A. Bublik 6-1 7-5

 

Il primo degli azzurri a completare il suo impegno “mattutino” in questa foltissima giornata è stato Stefano Travaglia (ATP n. 71) che in poco più di un’ora è riuscito a superare il talentuoso ma discontinuo kazako Aleksander Bublik (ATP n. 45), testa di serie n. 8 del tabellone al Great Ocean Road Open.

Il match è stato controllato nel bene e nel male da Bublik, che come di consueto ha dato via libera a tutto il suo repertorio di colpi, dalle palle corte ai servizi “da sotto”, dalle discese a rete estemporanee agli ace di seconda che più di una volta lo hanno cavato d’impaccio sulle palle break.

Dopo un primo set senza storia, conclusosi in 22 minuti, Bublik è riuscito a prendere il comando subito nel secondo parziale, ottenendo il break in apertura e difendendolo fino ad arrivare a servire per il set sul 5-4. Ma proprio sul più bello, dopo aver concesso solamente una palla break in quattro turni di battuta, il kazako è incappato in diversi errori, facendosi strappare la battuta in due turni di servizio consecutivi (nonostante diversi ace centrali con la seconda) e lasciando via libera a Stefano Travaglia che nei quarti di finale giocherà contro il polacco Hubert Hurkacz.

[4] J. Sinner b. A. Bedene 7-6(6) 6-2

Bella prova di maturità per la testa di serie n.4 Jannik Sinner, che è riuscito per la prima volta in carriera a superare lo sloveno (con passaporto britannico) Aljaz Bedene, il quale lo aveva sconfitto dei due precedenti confronti diretti. La partita è stata molto dura per almeno un set e mezzo, estremamente equilibrata, ed ha visto il primo set deciso solamente al foto finish.

Bedene ha incastrato Sinner in una serie di traiettorie centrali senza troppo peso che hanno tolto i punti di riferimento al giovane altoatesino, incapace di far valere la propria maggiore capacità di trovare gli angoli e di muoversi lungo la linea di fondo. È stato proprio Sinner l’unico a dover salvare palle break nel primo parziale, in ben due occasioni, ed è stato anche il primo a dover giocare un set-point in favore dell’avversario, sul 5-6 di un tie-break estremamente equilibrato, nel quale non ci sono mai stati più di due punti di vantaggio per ognuno dei due protagonisti.

Dopo 59 minuti di gioco, una risposta molto profonda di Sinner sul 6-7 ha costretto Bedene a mettere lungo un rovescio giocato fuori equilibrio ed ha consegnato all’azzurro un sudatissimo primo parziale. Nel secondo set la resistenza dello sloveno ha cominciato ad affievolirsi dopo che Sinner è riuscito a ottenere il break, addirittura a zero, alla prima occasione disponibile, sull’1-1. Bedene ha avuto la chance di rientrare nel match con una palla del 3-3, ma mancata quella opportunità il match è scivolato via liscio in direzione di Sinner.

 [7] M. Kecmanovic b. S. Caruso 7-6(5) 5-7 7-5

Che peccato! Il tennis italiano ha mancato l’en plein negli ottavi di finale del Grand Ocean Road Open soltanto per questa sconfitta di strettissima misura da parte di Salvatore Caruso (ATP n. 76) che si è battuto per 3 ore e 3 minuti contro il serbo Miomir Kecmanovic (ATP n. 42) ma alla fine è uscito sconfitto anche per un po’ di sfortuna. Infatti, mentre stava servendo sul 5-6 del terzo set, Caruso è stato interrotto dalla pioggia, che ha sospeso la partita per oltre un’ora ed ha mandato i due giocatori negli spogliatoi sul 15-15. Al rientro in campo, dovendo servire a freddo, Caruso ha perso i primi tre punti ed ha dovuto lasciare il passo al suo avversario che nei quarti di finale troverà Jannik Sinner.

Partita durissima, fatta di scambi prolungati e game equilibrati, e molto dispendiosa per Caruso anche dal punto di vista mentale perché il siciliano è quasi sempre quello dei due che si è trovato a inseguire. È stato due volte sotto di un break nel primo set, poi si è trovato subito 0-3 nel tie-break, finendo poi per perdere 7-5 cedendo l’ultimo punto sul proprio servizio.

Nel secondo set, dopo aver mancato ben cinque palle break nel game d’apertura, Caruso è comunque andato a servire per il set sul 5-4, ma inutilmente, per poi chiudere il parziale due giochi più tardi sfruttando un buon game di risposta. Nel set decisivo l’azzurro ha probabilmente pagato la stretta nervosa necessaria per chiudere il 7-5 precedente andando subito sotto 0-3. Tuttavia è riuscito a rimontare andando addirittura a servire sul 4-3, ma non riuscendo a concretizzare il vantaggio. Infine, come detto, la sospensione per pioggia sul game conclusivo, e la fine del match che lascia sicuramente parecchio amaro in bocca, anche per un possibile derby che avrebbe generato parecchia curiosità.

Il tabellone aggiornato di Melbourne 1

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ATP Cordoba: la favola diventa realtà, Cerundolo campione

Juan Manuel Cerundolo vince in rimonta la finale del Cordoba Open su Albert Ramos Vinolas. Da qualificato porta a casa il suo primo titolo ATP

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Juan Manuel Cerundolo - Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

[Q] Juan Manuel Cerundolo b. [5] Albert Ramos-Vinolas 6-0 2-6 6-2

A volte sembra scritto. Ci sono tornei in cui per un giocatore l’atmosfera è quasi magica, tanto da alzare il suo livello di gioco oltre i limiti della sua classifica. E questo Cordoba Open 2021 è sembrato proprio essere il torneo magico per Juan Manuel Cerundolo, 19enne di Buenos Aires, entrato nelle qualificazioni da n. 335 del ranking ATP e che vincendo otto partite consecutive (tre di qualificazione e cinque del tabellone principale) è riuscito a conquistare un titolo ATP al primo tentativo nel tabellone principale, 17 anni dopo lo spagnolo Santiago Ventura che nel 2004 a Casablanca dalle qualificazioni arrivò a battere in finale Domink Hrbaty.

Il tennis di Cerundolo (il cui fratello maggiore Francisco è anch’egli un tennista, attualmente n. 135 della classifica ATP) non è sicuramente spettacolare: si tratta di un gioco fatto di dura regolarità da fondo, palle molto liftate e alte sopra la rete, con un servizio che potrebbe valergli il soprannome di “Errani del circuito maschile”. Ma come già detto, in questa settimana di fine estate a Cordoba, tutto sembrava magico e per Juan Manuel il sogno si è trasformato in realtà.

 

LA PARTITA – Ci ha messo quasi tre quarti d’ora Albert Ramos per vincere il suo primo game della finale, e questo solamente dopo che il primo set se n’era già andato con un 6-0 che sembrava il risultato di un incantesimo. Ancora sotto la luce naturale che ha illuminato il campo per tutto il primo parziale, lo spagnolo si è fatto irretire dagli scambi a bassa velocità di Cerundolo, che con le sue traiettorie alte è riuscito a portare la partita sul terreno a lui più congegnale, quello della regolarità a ritmo blando che gli permette di girare attorno alla palla e manovrare con il diritto, trovando qualche apertura oppure costringendo l’avversario a sbagliare prima di lui.

Emblematico l’ultimo gioco del primo set, nel quale dopo aver dovuto subire un rimbalzo assassino di una palla che ha colpito la linea del servizio e poi è impazzita, sul 15-40 Ramos si è addirittura affidato al serve and volley per annullare il primo set point, finendo però poi per concedere il parziale a Cerundolo alla quarta opportunità con un doppio fallo.

Albert Ramos Vinolas – Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

L’iberico ha interrotto la serie negativa subito all’inizio del secondo set, alzando il ritmo degli scambi e portandosi subito sul 2-0, rimontando dallo 0-40 nel suo primo turno di servizio per consolidare il vantaggio. Ramos è riuscito a imporre il suo maggiore ritmo di palleggio, sfruttando la debolezza del servizio dell’argentina, specialmente sulla seconda, e prendendo il comando degli scambi avvantaggiandosi della posizione quasi “nadaliana” di Cerundolo in risposta.

Chiuso il secondo set 6-2 in 34 minuti, Ramos ha proseguito con il suo gioco anche nel terzo set, scappando sul 2-0, ma trascinato dal pubblico Cerundolo è riuscito a ribaltare l’inerzia del match. Alzando le traiettorie di diritto ha mandato completamente in tilt Ramos che, forse stanco per le oltre 10 ore trascorse in campo nel corso della settimana, ha finito per cedere sei giochi consecutivi e consegnare la vittoria nel torneo al suo giovane avversario.

RECORD E BEST RANKING – Questa affermazione in un torneo ATP 250 da n. 335 della classifica mondiale pone Cerundolo al quinto posto tra i tennisti con classifica più bassa ad aver vinto un torneo. La graduatoria è condotta da Lleyton Hewitt, che appena sedicenne si aggiudicò il torneo di Adelaide nel 1998. Per lui questa vittoria vuol dire l’ingresso nei Top 200 intorno al n. 181 del ranking, oltre a uno special exempt per il tabellone principale dell’Argentina Open di Buenos Aires al via lunedì (primo turno contro Federico Delbonis). Dopo le giornate magiche di Cordoba, il 19enne argentino deve andare a giocare il suo torneo di casa con tutti gli occhi puntati addosso dopo aver giocato e vinto gli otto match probabilmente più impegnativi della sua carriera nello spazio di 10 giorni.

Benvenuto nel circuito ATP, Juan Manuel. Il meno è fatto.

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Goffin interrompe il digiuno a Montpellier: rimontato Bautista Agut

Il belga vince in tre set in poco più di due ore di gioco e torna a sollevare un trofeo a tre anni di distanza dall’ultima volta

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David Goffin, con il trofeo - Montpellier 2021 (via Twitter, @OpenSuddeFrance)

[2] D. Goffin b. [1] R. Bautista Agut 5-7 6-4 6-2

David Goffin è il campione dell’edizione 2021 del torneo ATP 250 di Montpellier. Il belga supera in rimonta la prima testa di serie Roberto Bautista Agut e torna a sollevare un trofeo dopo più di tre anni dall’ultima volta (Tokyo 2017). Per entrambi si trattava di una partita molto importante, non tanto per il peso specifico del torneo in sé, ma per ricostruire un po’ di fiducia in vista del resto della stagione. Sia Goffin che Bautista non giocavano infatti una finale dal 2019 e nel corso della partita odierna si è chiaramente percepita la tensione di chi sapeva che in ballo c’era molto di più dei 250 punti e dell’assegno del vincitore.

Nonostante un difficile primo set, il belga è riuscito a reagire e a spuntarla al terzo, mentre Bautista Agut è andato via via spegnendosi di pari passo con la crescita del livello dell’avversario. Per Goffin questo è il quinto titolo in carriera su quattordici finali, mentre per lo spagnolo arriva la nona sconfitta su diciotto finali. Da lunedì il belga occuperà la quattordicesima posizione del ranking ad appena dieci punti di distanza proprio dal suo avversario odierno.

 

IL MATCH – Goffin parte subito molto aggressivo e si procura una palla break già nel terzo gioco. Il suo rovescio lungolinea però atterra largo, graziando così Bautista-Agut. Lo spagnolo ringrazia e nel game successivo è lui a ottenere il break, sfruttando un orrendo turno di servizio dell’avversario. Bautista Agut continua a servire con una percentuale di prime vicina al 90% e da fondo sembra avere una marcia in più. Entrambi giocano più o meno allo specchio, gestendo gli scambi con intelligenza e puntando sulle geometrie precise piuttosto che sulla potenza nuda e cruda. Il livello di gioco è anche gradevole, ma Bautista sembra in pieno controllo della situazione.

Sul 5-3 però, al momento di servire per il set, lo spagnolo incappa in tre errori di dritto che lo condannano a subire il break. Goffin tiene ai vantaggi il successivo turno di battuta e impatta sul 5-5. Entrambi appaiono piuttosto nervosi e la qualità del match ne risente in queste fasi finali del parziale. Bautista Agut riesce però a scendere a patti con la tensione e alza notevolmente il ritmo nel dodicesimo gioco, piazzando la zampata decisiva e facendo suo il set col punteggio di 7-5.

In avvio di secondo set, Goffin non sembra aver accusato il colpo del set appena perduto e affonda subito il piede sull’acceleratore. Un bel rovescio lungolinea vincente sigilla il break a zero in suo favore. Bautista Agut prova a rimanere attaccato, ma non riesce mai a impensierire l’avversario nei turni di risposta. Dal canto suo Goffin serve con percentuali decisamente migliori rispetto al primo parziale e addirittura mette a segno tre ace nel game che chiude il set.

Anche nel terzo set è Goffin a partire meglio. Il belga strappa subito la battuta a un Bautista un po’ impreciso e si difende dalla reazione dell’avversario, piazzando due prime robuste su altrettante palle dell’immediato controbreak. Il copione sembra tale e quale a quello del secondo parziale con Goffin ormai padrone degli scambi da fondo, mentre Bautista Agut fatica a trovare ritmo e soprattutto occasioni per potersi rifare sotto nel punteggio. Forte del vantaggio conquistato, Goffin gioca a braccio ancora più sciolto e costringe l’avversario, ormai visibilmente teso, a fare il tergicristallo ben lontano dalla linea di fondo. Il belga ottiene così un secondo break di vantaggio che lo proietta a servire per il match sul 5-2. Bautista prova a dare un ultimo colpo di coda e si procura una palla break, sulla quale è tradito dal nastro che smorza un dritto in avanzamento di Goffin. Una prima vincente e un rovescio sulla riga consentono al belga di alzare le braccia al cielo dopo più di due ore di partita.

Il tabellone completo di Montpellier

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ATP Singapore: primo sigillo per Alexei Popyrin

A Singapore il 21enne Alexei Popyrin conquista il primo titolo ATP alla sua prima finale. Battuto Bublik in tre set

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Primo titolo ATP per Alexei Popyrin. Il 21enne di Sydney, attuale n. 114 del ranking, ha la meglio in finale a Singapore sul kazako Alexander Bublik, n. 46. Per Popyrin il primo successo giunge dunque alla prima finale in carriera, mentre per il 23enne Bublik, alla sua quarta finale finora (dopo quelle di Newport, Chengdu e Antalya), sfuma ancora la prima vittoria importante.

Un match combattuto tra i due nel quale il kazako prende subito il controllo intascando la prima manche con lo score di 6-4. Poi, il crollo. In soli 23 minuti cede il secondo set per 6-0 e non riesce più a risollevare le sorti di un incontro che sarà definitivamente appannaggio dell’australiano. Popyrin, alla fine, si aggiudica il titolo con il punteggio di 4-6 6-0 6-2 e, da lunedì, sarà n. 82 del mondo.

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