ATP Cup, sarà Italia-Russia: Medvedev vince un match folle contro Zverev

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ATP Cup, sarà Italia-Russia: Medvedev vince un match folle contro Zverev

Dopo la vittoria di Rublev contro Struff, Sascha accusa un problema alla schiena e viene rimontato dal campione delle ultime Finals

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Daniil Medvedev alla ATP Cup 2021 (foto @ATPCup)

Sarà la Russia a sfidare l’Italia nella finale della ATP Cup in programma domani; come per gli azzurri, sono bastati i due singolari per chiudere il conto contro la Germania.

PRIMO SINGOLARE – Andrey Rublev ha portato avanti la Russia battendo Jan-Lennard Struff per 3-6 6-1 6-2 in un match lampo di 94 minuti comprensivi di un’interruzione per pioggia di circa 15 minuti.

PRIMO SET – I confronti diretti dicevano 1-0 Struff (2-1 se si includono Challenger e qualificazioni), ma l’ultimo confronto risaliva al 2018, prima della definitiva esplosione di Rublev, il giocatore con più tornei vinti nel 2020 a quota cinque. Entrambi erano imbattuti nel torneo, anche se nel caso di Rublev il livello degli avversari (un Pella reduce dalle due settimane di quarantena dura e Nishioka) non ha permesso di verificare con certezza le sue condizioni di forma, mentre Struff ha battuto due avversari teoricamente più quotati, in particolare Milos Raonic.

 

I due hanno iniziato servendo benissimo: nei primi cinque giochi, Rublev ha fatto sette su sette con la prima (pur stentando a metterla in campo), Struff undici su tredici. Il tedesco ha cercato di essere aggressivo sulla seconda, prendendo anche la via della rete, ma la reattività del russo in uscita dal servizio è chiaramente innata e non necessita di troppo tempo per ingranare – la sua posizione anticipata in campo gli ha permesso di colpire un paio di rovesci vincenti lungolinea senza dare il tempo all’avversario di reagire.

Nel settimo gioco, però, l’iper-aggressività ha iniziato a dare i suoi frutti, soprattutto a fronte di una bassa percentuale di prime in campo da parte del russo (solo il 51 percento contro il 76 dell’avversario): un Rublev poco tranquillo per le risposte potenti dell’avversario ha sbagliato un dritto in avanzamento, concedendo una palla break, e pur salvandola ha poi commesso due doppi falli di fila per rischiare la seconda, dando il 4-3 al tedesco. Struff ha poi chiuso il set in soli 28 minuti grazie ad un altro break nel nono gioco, con un Rublev sempre più nervoso (in doppia cifra con i non forzati) ed esitante con la seconda.

SECONDO SET – Il dislivello in termini di servizi in campo è una circostanza per certi versi imprevista se si pensa che di solito è Struff ad avere problemi con la percentuale di prime, se si pensa che nel 2020 è stato il secondo peggiore della categoria fra gli 87 giocatori inclusi nelle graduatorie ATP, e nel secondo set, infatti, la situazione si è totalmente ribaltata, visto che Rublev ha messo in campo 13 prime su 16 contro il 12/26 dell’avversario.

Andrey Rublev alla ATP Cup 2021 (foto Twitter @AustralianOpen)

Dopo aver lanciato la racchetta alla fine del set precedente, il vampiresco Andrey è entrato in campo con lucida vendicatività, e si è guadagnato le prime due palle break (non consecutive) del match attaccando la seconda del tedesco, passando subito in vantaggio con due dritti inside-out che hanno evidenziato la scarsa mobilità di JLS. Rublev ha vinto i primi sei punti sulla seconda di Struff, e ha iniziato a leggerne anche le discese a rete, breakkando a zero e di fatto chiudendo il parziale, favorito anche dai quattro doppi falli di Struff che hanno sancito il 6-1 – l’ultimo gioco è stato peraltro interrotto per un quarto d’ora dalla pioggia e dalla conseguente chiusura del tetto.

TERZO SET – Il parziale decisivo è proseguito sulla falsariga del precedente. Struff ha iniziato a scendere a rete non più per sparigliare la carte ma perché ridotto a bersaglio mobile da fondo, ma Rublev gli aveva ormai preso le misure, salendo 3-0 in un amen con un lob agassiano e due errori nei pressi della rete del teutonico. Il russo è stato ingiocabile al servizio, vincendo i 12 punti giocati sulla sua prima con anche cinque ace, ed è salito a triplo match point con un vincente di dritto inside-in, chiudendo con un passante di dritto alla terza chance.

SECONDO SINGOLARE – Daniil Medvedev ha poi sancito il passaggio del turno della Russia battendo Alexander Zverev per 3-6 6-3 7-5 in due ore e 38 minuti al termine di una delle partite più assurde degli ultimi tempi.

PRIMO SET – 5-3 Zverev nei confronti diretti, ma Medvedev ne ha vinti tre degli ultimi quattro, compresi due alla fine del 2020 nella finale di Bercy e alle Finals. Daniil ha cercato di forzare il servizio al centro fin dall’inizio ma senza trovare grandi velocità, permettendo a Zverev di spingere con la risposta e di salire 15-40 con un dritto inside-in, breakkando alla prima opportunità. Il tedesco ha gestito bene la profondità delle risposte dell’avversario, verticalizzando spesso per non farsi imbrigliare negli scambi cangianti in cui il N.4 ATP è maestro, come si può vedere da questa grafica:

Il risultato è stato che il tedesco ha addirittura vinto nei punti lunghi nel corso del primo set, e ha anche tirato fuori questo grande riflesso piroettante:

Un doppio fallo ha poi dato una palla del 4-0 a Zverev, ma Medvedev ha preso in mano l’iniziativa costringendolo a un passante complicato ed è rimasto in partita, pur non riuscendo a prendere le misure alla prima dell’avversario, che ha fatto nove dei primi undici punti sul colpo, continuando a spingere con il dritto appena possibile. Come nel turno precedente del russo, un doppio fallo (il quarto, a corredo di 11 non forzati nel set) ha lanciato il finalista dell’ultimo US Open sul 30-40, ma pur continuando a non trovare la prima il campione delle ultime Finals ha reagito bene prendendo l’iniziativa con il dritto, e nel gioco successivo ha iniziato a tessere la sua tela, procurandosi una palla break su un errore di dritto di Sascha; stranamente, è stato il russo il primo a sbagliare con il rovescio, ma un passante al corpo gli ha dato un’altra chance, e stavolta è stato Zverev a trovare una grande combinazione di lungolinea per cavarsi d’impaccio, chiudendo il set dopo 39 minuti nel gioco successivo.

SECONDO SET – Medvedev ha concesso due palle break in apertura mettendo una smorzata in rete, ma è riuscito a ritrovare il servizio, e nel quarto game ha iniziato a sbagliare di meno, procurandosi una palla break, cancellata però da una seconda a 218 all’ora di Zverev. Il russo però ha continuato a prendere l’iniziativa con il dritto, ottenendone una seconda, ma Sascha è stato proattivo, prendendo due volte la via della rete per punire la posizione profonda di Medvedev in risposta, e breakkando nel gioco successivo grazie ai rinnovati regali dell’avversario, che ha commesso due doppi falli e sbagliato un dritto dal centro. In quel momento però il match è girato. Prima Medvedev ha trovato tre palle break con un lob perfetto:

Quando il N.4 del mondo ha poi strappato per la prima volta il servizio all’avversario, rimettendo la testa avanti sul 4-3, improvvisamente le fatiche delle quattro ore dei match di ieri hanno iniziato a gravare su Zverev (la Russia ha avuto un giorno di riposo a differenza della Germania), il quale ha chiesto un MTO per dei dolori alla parte bassa della schiena, dicendo al fisioterapista di non essere più in grado di ruotare il busto. Una volta rientrato in campo, il malessere del teutonico era chiaro, e, pur riuscendo a salvare due palle break, alla fine Medvedev si è preso il 5-3, chiudendo il set poco dopo.

TERZO SET – Zverev ha ricevuto degli ulteriori trattamenti alla fine del parziale, ed è in qualche modo riuscito a tenersi a galla puntando tutto sul servizio: 77 percento di prime in campo e 18 su 20 con la prima nei primi cinque turni di battuta del parziale, con Medvedev sempre più interdetto dalla performance di un avversario infortunato. Alla fine, però, è successo l’ineluttabile: nell’undicesimo gioco Zverev ha perso la prima, e le palle scariche dell’avversario l’hanno portato a commettere due errori per il 15-40; Medvedev ha messo appena largo un dritto sulla prima, ma un doppio fallo lungo di metri ha comunque portato il russo a servire per il match.

A questo punto Medvedev si è clamorosamente incartato, commettendo tre non forzati per il 15-40, ma un errore del tedesco e una serie di chop di dritto venefici l’hanno salvato, ma la sequenza più scriteriata d’Oceania è proseguita: prima di riuscire a chiudere, il N.4 ATP ha salvato altre tre palle del contro-break in modi avventurosi (che includono un drop shot e un rovescio all’incrocio delle righe) e ha mancato tre match point, due con dei doppi falli e uno con un avventato serve-and-volley, ma alla fine anche i dolori del giovane Daniil sono stati chetati, ufficializzando l’incrocio di domani con l’Italia.

Tutti i risultati della ATP Cup 2021

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ATP Rotterdam: avanti Rublev e de Minaur, Khachanov elimina Wawrinka

Rublev non brilla contro il qualificato Giron ma vince in due set, il suo connazionale rischia poco contro Stan. L’australiano e Chardy vincono due derby

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Il martedì di Rotterdam si apre con il derby australiano tra Alex de Minaur e John Millman che rispetta il pronostico. Come nell’unico precedente, la vittoria di de Minaur arriva in due set, questa volta per 6-1 6-4, con dieci game consecutivi conquistati dal ventitreenne di Sydney fino a 4-0 del secondo set, quando Millman inizia la rincorsa che lo porta in pareggio nel parziale, prima di cedere definitivamente. A John non ha particolarmente giovato quel 45% di prime in campo, peraltro trasformandone meno della metà, a fronte di una prima avversaria ben più efficace. Ma, in generale, è complicato battere uno che contrattacca e corre meglio di te se non hai le armi per variare o per sfondarlo. Non solo complicato, ma sembra quasi che tu sia lì per fargli fare bella figura, come nel punto da 44 colpi, chiuso sì da Demon in un modo che avrebbe meritato la folla sugli spalti, però con grosso merito di John che, con l’altro per tre volte consecutive a scodellare recuperi in spaccata, non schioda i piedi dalla linea di fondo per andare a chiudere con una volée facile anche per… Ma non tiriamo in ballo gli assenti.

Dopo un primo set equilibrato, Andrey Rublev dilaga nel tie-break e fa suo anche il secondo parziale contro il qualificato statunitense Marcos Giron. È la sedicesima vittoria consecutiva per Rublev a livello di ATP 500: nella seconda parte della scorsa stagione, infatti, il ventitreenne moscovita ha alzato i trofei ad Amburgo, San Pietroburgo e Vienna. Non che questa stagione sia iniziata male, con una sola sconfitta, ai quarti dell’Australian Open, dopo l’en plein in ATP Cup. Al prossimo turno lo aspetta Andy Murray che, pur in grado di girare il match contro un ottimo Haase lunedì, avrà bisogno di più continuità e attenzione per avere possibilità di giocarsela.

 

È un brutto Stan Wawrinka quello che viene sconfitto in due set da Karen Khachanov. Una prima su due in campo per Stan, che sbaglia tanto all’inizio e, se salva il servizio di apertura, capitola al turno successivo. Karen annulla due opportunità consecutive del rientro al sesto gioco, ma Wawrinka continua a essere impreciso, cosa evidente soprattutto nei punti pesanti o quando sta comandando lo scambio, e il set va in archivio per 6-4.
Khachanov gioca un buon match e sfrutta molto meglio la risposta sulla seconda, ma, se vince dei punti remando in difesa, c’è qualcosa che non va dall’altra parte della rete. Se ne va con uno smash sbagliato l’occasione svizzera per il 15-40 in quel secondo gioco dove arriva comunque a un’inutile palla break, l’unica del set. È ancora 15-30 quando affossa una risposta di dritto sulla seconda russa. Nessuna sorpresa all’undicesimo gioco quando sbaglia tutto mandando l’altro a servire per il match, missione oggi fin troppo possibile per Khachanov. Per lui, al prossimo turno, la sfida inedita contro il qualificato Cameron Norrie, mancino britannico dallo stile “personale” e dalla mite velocità di palla, ma che difficilmente commetterà i 30 non forzati odierni di uno Stan ancora alle prese con gli strascichi del Covid-19. Chardy salva due match nel terzo set nel derby contro Humbert prima di chiudere al tie-break decisivo.

In serata, non prima delle 19.30, esordirà il secondo favorito del tabellone Stefanos Tsitsipas contro Egor Gerasimov, esentato speciale in virtù della semifinale raggiunta la settimana scorsa a Montpellier, dimostrando di essersi rialzato senza conseguenze dopo che a Melbourne gli era passato sopra un Karatsev.

Risultati:

A. de Minaur b. Millman 6-1 6-4
[4] A. Rublev b. [Q] M. Giron 7-6(1) 6-3
K. Khachanov b. [8] S. Wawrinka 6-4 7-5
[SE] E. Gerasimov vs [2] S. Tsitsipas
B. Coric vs [WC] B. Van de Zandschulp
H. Hurkacz b. A. Mannarino 6-3 7-6(6)
[Q] J. Chardy b. U. Humbert 4-6 7-6(5) 7-6(4)

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ATP Buenos Aires, a Mager il derby contro Caruso: “Giocare a livello ATP è bellissimo”

Due set lottati vinti da Gianluca contro Salvatore in Argentina, tra caldo e umidità. “Fare come a Rio? Mi piacerebbe tanto!” dice il sanremese. “Non ho giocato molto a livello ATP e ma la godo al massimo”

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Gianluca Mager - Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Subito in campo il derby azzurro a Buenos Aires per dare spazio sul Centrale intitolato a Guillermo Vilas ai quattro incontri che vedono impegnati sei tennisti argentini. È il primo confronto a livello ATP tra Salvatore Caruso e Gianluca Mager, ma l’ottava considerando i circuiti minori, con Gianluca vincitore solo della prima e dell’ultima. Ed è proprio Mager a uscire vittorioso in due set da un match complicato da affrontare per entrambi, tipico quando si sfidano due connazionali.

Rispetto ad altre partite si è un pochino più tesi” confermato il vincitore, Gianluca, raggiunto in conferenza da Ubitennis poco dopo l’incontro. Poi qui c’è un’umidità davvero incredibile, oltre al sole che picchia fortissimo. Anche questo non ci ha aiutato a giocare bene“. In Argentina è pur sempre estate e si toccano i trenta gradi.

Le difficoltà iniziali sono tutte dal lato sanremese (‘lui ha cominciato bene, giocava ‘giusto’, dice Gianluca) delle rete con il break in apertura. Quando l’altro è capace di maggiore solidità e tu possiedi più penetrazione nei colpi, è elementare intuire cosa fare in campo. Così Mager affretta soluzioni, anche in uscita dal servizio, che si risolvono in errori e Sabbo mantiene il vantaggio con facilità davvero eccessiva, arrivando anche a incrementarlo fino al 5-2 pesante. Poi ti viene il dubbio di aver fondato quell’elementare intuizione su situazioni e conoscenze vere in generale e anche già sperimentate in campo, ma che non necessariamente valgono per il qui e adesso ed è allora una buona idea evitare di essere responsabili dell’avversarsi dei propri timori. Insomma, Gianluca comincia a tenere in campo qualche palla in più prima di tentare l’accelerazione, di cui spesso non ha bisogno perché incassa l’errore del ventottenne di Avola e lo raggiunge sul 5 pari.

 

Lui sul 5-4 mi ha un po’ aiutato, non ha giocato un buon game, e da lì la partita è entrata in lotta” analizza il sanremese. Il tie-break, a questo punto giusta conclusione, ripropone la situazione di punteggio di 5-2 del set con il doppio (in questo caso mini) break di vantaggio, però per Mager. Si fa anch’egli agguantare, ma poi prende a due mani coraggio e racchetta per un rovescio lungolinea che gli spalanca il campo e approfitta dell’errore di Caruso per chiudere 7-5.

Salvatore Caruso – Buenos Aires 2021 (courtesy of Argentina Open 2021)

Carte scoperte in un secondo set decisamente più lineare, con “Giangi” che si affida al servizio nei momenti di bisogno e il siciliano che, non sfruttato lo 0-40 in risposta nel secondo gioco, a sua volta esce bene dalle difficoltà, ma solo fino al 4 pari, quando cede a zero la battuta. “Nei momenti decisivi del secondo set ho servito sempre bene, anche quando ero sotto 0-40. Lui è uno che risponde molto bene” è la coda dell’analisi di Mager, che ottenuto il break non esita e chiude senza problemi, tornando alla vittoria dopo le due sconfitte all’esordio della trasferta australiana e quella di Cordoba.

Al secondo turno affronterà Pablo Andujar, fin troppo facile vincitore di Londero, ma non certo nel periodo migliore della carriera a dispetto di quel 57° posto nel ranking. Chiediamo a Gianluca se sono già scattate le ‘Rio vibes‘, i ricordi sudamericani relativi alla finale raggiunta a Rio lo scorso anno poco prima che iniziasse la pandemia. “Eh, mi piacerebbe tanto riuscirci di nuovo! A Rio avevo giocato più partite, perché avevo passato le quali, e venivo da un anno ottimo a livello challenger, mentre dopo il lockdown non ho giocato benissimo. Pablo lo conosco, giochiamo insieme la Serie A a Genova e l’ho affrontato un paio di volte. Per me giocare a livello ATP è una cosa bellissima, perché non ci ho giocato tanto ed è ancora una cosa nuova, quindi me la godo al massimo“.

Dopo la vittoria a Melbourne 1 contro Seppi, arriva invece un secondo derby sfortunato per Caruso, che veniva direttamente dal bel confronto Slam con Fognini. “Ho fatto fatica a ritrovare il mio tennis dal 5-2. Poi lui, che stava facendo molti errori, è salito un attimo e la partita si è rimessa in equilibrio. Sono partite particolari perché giochiamo con degli amici: ceniamo assieme e giochiamo a carte assieme, ma in campo diventano avversari e devi pensare a batterli“. Del resto, poter giocare più derby a livello ATP è solo positivo: “Vuol dire che nel circuito siamo in tanti, adesso“.

Tornando ai padroni di casa, a chiudere l’invasione albiceleste del programma di martedì, precisamente (per modo di dire) non prima della mezzanotte italiana, la sfida mancina ma soprattutto arrotina tra Fede Delbonis e il fenomeno della scorsa settimana, il nuovo idolo di casa, il diciannovenne “dalle quali al trofeo senza passare dal via”, Juanma Cerundolo. Nel novembre 2019, a Montevideo, fu il trentenne di Azul a imporsi per 6-2 7-6 contro l’allora n. 483.

Risultati:

G. Mager b. S. Caruso 7-6(5) 6-4
[WC] F. Diaz Acosta vs [Q] J. Munar
[Q] F. Cerundolo vs F. Coria
[SE] F. Bagnis vs [8] F. Tiafoe
F. Delbonis vs [SE] J.M. Cerundolo
[Q] L Klein b. A. Martin 6-4 6-3
[Q] S. Nagal b. J. Sousa 6-2 6-0

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ATP Cordoba: la favola diventa realtà, Cerundolo campione

Juan Manuel Cerundolo vince in rimonta la finale del Cordoba Open su Albert Ramos Vinolas. Da qualificato porta a casa il suo primo titolo ATP

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Juan Manuel Cerundolo - Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

[Q] Juan Manuel Cerundolo b. [5] Albert Ramos-Vinolas 6-0 2-6 6-2

A volte sembra scritto. Ci sono tornei in cui per un giocatore l’atmosfera è quasi magica, tanto da alzare il suo livello di gioco oltre i limiti della sua classifica. E questo Cordoba Open 2021 è sembrato proprio essere il torneo magico per Juan Manuel Cerundolo, 19enne di Buenos Aires, entrato nelle qualificazioni da n. 335 del ranking ATP e che vincendo otto partite consecutive (tre di qualificazione e cinque del tabellone principale) è riuscito a conquistare un titolo ATP al primo tentativo nel tabellone principale, 17 anni dopo lo spagnolo Santiago Ventura che nel 2004 a Casablanca dalle qualificazioni arrivò a battere in finale Domink Hrbaty.

Il tennis di Cerundolo (il cui fratello maggiore Francisco è anch’egli un tennista, attualmente n. 135 della classifica ATP) non è sicuramente spettacolare: si tratta di un gioco fatto di dura regolarità da fondo, palle molto liftate e alte sopra la rete, con un servizio che potrebbe valergli il soprannome di “Errani del circuito maschile”. Ma come già detto, in questa settimana di fine estate a Cordoba, tutto sembrava magico e per Juan Manuel il sogno si è trasformato in realtà.

 

LA PARTITA – Ci ha messo quasi tre quarti d’ora Albert Ramos per vincere il suo primo game della finale, e questo solamente dopo che il primo set se n’era già andato con un 6-0 che sembrava il risultato di un incantesimo. Ancora sotto la luce naturale che ha illuminato il campo per tutto il primo parziale, lo spagnolo si è fatto irretire dagli scambi a bassa velocità di Cerundolo, che con le sue traiettorie alte è riuscito a portare la partita sul terreno a lui più congegnale, quello della regolarità a ritmo blando che gli permette di girare attorno alla palla e manovrare con il diritto, trovando qualche apertura oppure costringendo l’avversario a sbagliare prima di lui.

Emblematico l’ultimo gioco del primo set, nel quale dopo aver dovuto subire un rimbalzo assassino di una palla che ha colpito la linea del servizio e poi è impazzita, sul 15-40 Ramos si è addirittura affidato al serve and volley per annullare il primo set point, finendo però poi per concedere il parziale a Cerundolo alla quarta opportunità con un doppio fallo.

Albert Ramos Vinolas – Cordoba 2021 (Foto Twitter @CordobaOpen)

L’iberico ha interrotto la serie negativa subito all’inizio del secondo set, alzando il ritmo degli scambi e portandosi subito sul 2-0, rimontando dallo 0-40 nel suo primo turno di servizio per consolidare il vantaggio. Ramos è riuscito a imporre il suo maggiore ritmo di palleggio, sfruttando la debolezza del servizio dell’argentina, specialmente sulla seconda, e prendendo il comando degli scambi avvantaggiandosi della posizione quasi “nadaliana” di Cerundolo in risposta.

Chiuso il secondo set 6-2 in 34 minuti, Ramos ha proseguito con il suo gioco anche nel terzo set, scappando sul 2-0, ma trascinato dal pubblico Cerundolo è riuscito a ribaltare l’inerzia del match. Alzando le traiettorie di diritto ha mandato completamente in tilt Ramos che, forse stanco per le oltre 10 ore trascorse in campo nel corso della settimana, ha finito per cedere sei giochi consecutivi e consegnare la vittoria nel torneo al suo giovane avversario.

RECORD E BEST RANKING – Questa affermazione in un torneo ATP 250 da n. 335 della classifica mondiale pone Cerundolo al quinto posto tra i tennisti con classifica più bassa ad aver vinto un torneo. La graduatoria è condotta da Lleyton Hewitt, che appena sedicenne si aggiudicò il torneo di Adelaide nel 1998. Per lui questa vittoria vuol dire l’ingresso nei Top 200 intorno al n. 181 del ranking, oltre a uno special exempt per il tabellone principale dell’Argentina Open di Buenos Aires al via lunedì (primo turno contro Federico Delbonis). Dopo le giornate magiche di Cordoba, il 19enne argentino deve andare a giocare il suo torneo di casa con tutti gli occhi puntati addosso dopo aver giocato e vinto gli otto match probabilmente più impegnativi della sua carriera nello spazio di 10 giorni.

Benvenuto nel circuito ATP, Juan Manuel. Il meno è fatto.

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