Australian Open: solo applausi per Sinner, ma passa Shapovalov al quinto set

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Australian Open: solo applausi per Sinner, ma passa Shapovalov al quinto set

Jannik Sinner recupera un quarto set quasi perso e lotta fino alla fine, ma deve arrendersi a Shapovalov e alla stanchezza. L’italiano è fuori dall’Australian Open

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Jannik Sinner - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

[11] D. Shapovalov b. J. Sinner 3-6 6-3 6-2 4-6 6-4

Un set e mezzo di brillantezza offerta da Jannik Sinner che, pur riprendendosi con chissà quali forze e rimandando al quinto la sconfitta da grandissimo lottatore, deve arrendersi alla distanza a Denis Shapovalov. Il diciannovenne di Sesto non è riuscito ad approfittare appieno della propria superiorità nella prima ora abbondante di gioco, facendo sì suo il primo parziale ma non riuscendo a portarsi in vantaggio nel secondo, subendo allora il rientro dell’avversario al primo piccolo calo d’intensità.

Un calo viepiù evidente da mettere in conto dopo l’impegno della settimana precedente – che poi parliamo del giorno prima – con qualche strascico polemico da parte di alcuni appassionati e addetti ai lavori. Non è però un caso se i più forti non giocano mai nei giorni precedenti lo Slam e certo modificare l’orario non sarebbe stato corretto nei confronti degli avversari che, in caso di vittoria, si sarebbero ritrovati a dover disputare un secondo match tre su cinque senza il giorno di riposo. Anche il finalista Stefano Travaglia ha perso questo lunedì, ma non ha avuto problemi Felix Auger-Aliassime, anche perché lui non gioca davvero le finali.

 

Tornando a Jannik, oltre alla prova convincente dei primi due set, ulteriore conferma del livello di cui è capace, fa vedere una volta di più la volontà di lottare fino alla fine e di non arrendersi neanche quando le forze lo hanno quasi completamente abbandonato, riaprendo un match ormai finito e rischiando addirittura un capovolgimento finale che avrebbe avuto del miracoloso. Un plauso naturalmente anche a Shapovalov, aiutato tantissimo dal servizio da sinistra, al cui slice che mandava lontanissimo Jannik ha saputo alternare precise botte centrali.

SI COMINCIA – Sono passate poco di 24 ore, ma il titolo di Melbourne 1 sembra lontanissimo. Ed è un bene, nel senso che la fatica per mettere le mani su quel trofeo e il relativo tennis decisamente lontano da quello migliore sono dimenticati. Sinner entra in campo centrato con ben chiaro in testa il piano tattico. D’altra parte, quando quello che sai fare meglio, vale a dire tirare forte e profondo con grande solidità e muovendo l’avversario, coincide con la cosa giusta da proporre contro Shapovalov, parti con un buon vantaggio. Certo, bisogna fare i conti con le invenzioni del mancino e le sue tante soluzioni che, se usate con intelligenza nelle giornate di particolare fiducia, sono potenzialmente devastanti.

Ma il numero 12 del mondo è ancora lontano dal riuscire a dare continuità a lungo termine al suo gioco. Anzi, dopo aver assaporato la top 10 lo scorso settembre, arriva a questo incontro con un bagaglio di sei sconfitte consecutive. Sinner, invece, dieci vittorie di fila che valgono due titoli. Al secondo gioco, due gran vincenti e una bella risposta profonda aprono a Sinner la strada del 2-0. Denis è in grande difficoltà quando non entra la prima palla, sarà del 30% la trasformazione della seconda nel parziale e deve ricorrere all’ace centrale per cancellare la palla dell’1-5. Ma non basta perché gli errori di dritto si susseguono mentre Jannik procede come un treno senza concedere opportunità quando è in battuta e il primo set va a referto per 6-3.

OCCASIONI MANCATE E GIRA – La sofferenza canadese continua in apertura di seconda partita, ma è bravo Denis a salvarsi tre volte e una quarta pochi minuti dopo. Le occasioni mancate non spostano ancora l’inerzia, anche perché Shapo alterna giocate spettacolari con accelerazioni devastanti a veri e propri regali anche e soprattutto sotto l’aspetto mentale, per esempio mancare il campo rispondendo a una seconda vanificando così la carica del vincente appena giocato o, comunque, la situazione di punteggio interessante e ridando tranquillità all’azzurro. Sinner vince pure uno scambio giocato benissimo dal ragazzo con il cappellino al contrario che si era presentato a rete dietro a un delizioso e solo all’apparenza letale slice di dritto e salva un quarto gioco in cui sono arrivate le prime vere difficoltà.

Il ritmo è sempre altissimo, ci si diverte. Progressivamente, però, non arrivano più punti diretti con la battuta azzurra, la resa della prima scende; Shapo trova continuità anche con la risposta e approfitta di un paio di imperfezioni per allungare all’ottavo game e restituire il 6-3 nonostante il doppio fallo iniziale in un gioco in cui, di nuovo, Jannik non è stato ineccepibile. Gli incontri della settimana precedente cominciano a farsi sentire, i piedi perdono rapidità, la lucidità non è quella iniziale.

Denis Shapovalov – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

SI SOFFRE – Il match ora è in equilibrio, entrambi faticano a tenere i servizi. Come all’inizio del secondo set, Denis esce di nuovo indenne da un lungo turno di battuta con tre palle break, non un segnale incoraggiante. Con un po’ di fortuna e non senza la complicità di Jannik, Shapovalov vince un punto determinante nel bilancio di un quinto gioco in cui dimostra di riuscire a tenere il ritmo con più continuità. Risalito da 15-40, Sinner fallisce però un non semplicissimo smash al rimbalzo e si consegna con il doppio fallo. La prima battuta non fa più male, le gambe sono meno reattive e la palla perde pesantezza e precisione. Arriva addirittura un secondo break a testimoniare il completo ribaltamento delle forze in campo, sottolineato anche da quei 3 vincenti di Jannik a fronte di 15 unforced, mentre il saldo dell’altro è 12-13.

NON È FINITA FINCHÉ… – Il doppio fallo con cui cede il terzo game del quarto set ha il sapore amaro della resa. Shapo va 3-1, ormai è in discesa. E invece no: reazione clamorosa di Sinner che si riappropria del break e mette in fila tre giochi. Potrebbero essere quattro perché iniziare in vantaggio il gioco di risposta avrebbe insinuato dubbi e timori nella testa canadese, ma la volée è proprio qualcosa che ancora non gli appartiene; a completare il rimpianto (dei tifosi, non di Jannik che non crede nell’importanza della singola giocata), la palla break arriva comunque, ma Denis la salva bene come al solito (17 su 20 quelle annullate a fine match). Non altrettanto bene, però, si comporta quando serve per restare nel set: la micidiale curva mancina che lo abbandona si somma a quel “relitto” dell’avversario che si è rimesso a correre come un atleta diciannovenne per uno 0-40 che diventa set Sinner dopo la suspense di un nastro sfortunato e una decisione poco saggia a vanificare le prime due chance.

RESPIRIAMO – Mentre gli Wham cantano Freedom, l’arbitro non lascia libero Denis di andare in bagno finché non arriva un adulto ad accompagnarlo; nel frattempo arrivano per lui il fisioterapista e MTO.

QUINTO SET – Nonostante diverse opportunità per chiudere il game, Jannik parte cedendo la battuta: davvero un peccato perché avrebbe caricato di pressione Shapo che peraltro ha giocato con aggressività; Si affida poi allo slice esterno per evitare l’italico rientro sul 2 pari. È sempre quella battuta, seguita da un rovescio in salto nel campo aperto, a risolvere un sesto gioco che Denis si stava complicando da solo. In riserva praticamente da ore, Jannik la rende dura a Shapo anche al momento della verità, il 5-4. Dopo il match point annullato con la risposta nei piedi che frustra il tentativo di serve&volley, non può mancare la palla 5 pari offerta dal doppio fallo, sulla quale c’è però poco da fare: servizio esterno, dritto dall’altra parte per un passante impossibile. Denis non tira indietro il braccio, continua a spingere e chiude al secondo match point con il vincente lungolinea di dritto.

Un grande incontro, al netto delle pause di un Sinner prevedibilmente stremato e di uno Shapovalov il cui spirito lo porta inevitabilmente a qualche esagerazione non strettamente necessaria. Al prossimo turno troverà Bernard Tomic, vittorioso di Sugita che si è ritirato nel corso del terzo set.

Il tabellone maschile dell’Australian Open con tutti i risultati aggiornati

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Australian Open 2022, entry list femminile: non ci sarà Serena Williams

La statunitense dà forfait su consiglio dei medici per via delle non adeguate condizioni fisiche. Presenti tutte le Top 40, inclusa la campionessa uscente Naomi Osaka. Per l’Italia Giorgi e Paolini nel tabellone principale

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Serena Williams - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Comanda Ashleigh Barty nell’entry list femminile dell’Australian Open 2022. La numero uno del mondo – che ha saltato le Finals messicane vinte da Garbine Muguruza e tenterà di far vincere in casa l’Australia dopo 44 anni – guida una lista di partecipanti che comprende tutte le migliori 40 del ranking compresa la campionessa in carica (e due volte del torneo) Naomi Osaka. Non ci sarà invece Serena Williams, assente da Wimbledon 2021 ed evidentemente non ancora in grado di tornare a competere. La rinuncia è avvenuta “su consiglio dei medici” – come ha dichiarato in una nota – e lascia comunque dubbi su quali potranno essere le sue prospettive di rientro a 40 anni. “Anche se questa non è una decisione facile da prendere, non sono dove devo essere fisicamente per competere“, ha spiegato la sette volte campionessa del primo Slam dell’anno, a meno uno dall’eguagliare – missione sempre più complicata, a questo punto – l’ambito record di tutti i tempi di Margaret Court.

Altro forfait rilevante quello di Bianca Andreescu, già annunciato, con la campionessa dello US Open 2019 che ha deciso di prendersi per motivi personali un periodo di pausa dal circuito. Prima volta a Melbourne Park, invece, per la diciannovenne campionessa dello US Open Emma Raducanu, un anno fa di questi tempi ancora ai margini dei tornei che contano. Prima che le cambiasse la vita. Tra le azzurre, main draw garantito solo per Camila Giorgi e Jasmine Paolini, mentre Martina Trevisan è fuori di otto posizioni (al netto di altre eventuali rinunce).

 

Di seguito la entry list completa:

Qui le entry list aggiornate dell’Australian Open 2022

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Australian Open 2022, entry list maschile: Djokovic c’è, sembra ormai certa la sua presenza a Melbourne. Manca solo Federer fra i Top 50

Attesa una conferma ufficiale da parte di Nole, che non beneficerà di eccezioni per quanto riguarda le norme vaccinali. Nove gli italiani nel main draw

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Novak Djokovic con il trofeo - Australian Open 2021 (vai Twitter, @AustralianOpen)

Nella lista dei partecipanti all’Australian Open 2022 (17-30 gennaio) c’è Novak Djokovic. Sembrano così svanire quindi i dubbi sulla partecipazione del numero uno ATP, legati al suo non aver voluto rivelare di essere stato vaccinato (requisito essenziale per la partecipazione, senza esenzioni se non per particolari esigenze di natura medica). Il nome di Djokovic era già presente tra i convocati della Serbia per l’ATP Cup in programma dal primo gennaio a Sidney e questo – nonostante le condizioni di ammissione fossero diverse – aveva lasciato intendere come si procedesse verso una schiarita. Il campione in carica potrà quindi andare alla rincorsa del decimo titolo a Melbourne Park, oltre che dell’atteso sorpasso su Roger Federer e Rafael Nadal, fermi a quota 20 Slam conquistati in carriera. Proprio lo svizzero – come da lui stesso annunciato da qualche settimana – sarà l’unico assente dei primi 50 del ranking. Fuori dai giochi anche Stan Wawrinka, campione del torneo nel 2014, che manca dal circuito da marzo e si è sottoposto a giugno a un intervento chirurgico al piede sinistro. Rafa invece dovrebbe esserci, pur avendo deciso di saltare la ATP Cup: il maiorchino potrebbe quindi decidere di giocare direttamente l’Happy Slam senza tornei di preparazione.

Principali antagonisti di Djokovic, non solo da ordine di ingresso, il vincitore dell’ultimo US Open (e della Coppa Davis) Daniil Medvedev e il fresco campione delle ATP Finals Alexander Zverev. Folta al solito la pattuglia italiana nel main draw (nove presenze), con la speranza che possa essere ulteriormente integrata dalle qualificazioni: significativa l’attesa per il rientro di Matteo Berrettini dopo lo stop di Torino – anche qui, lo rivedremo prima in ATP Cup -, con lui in lista anche Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Lorenzo Musetti, Gianluca Mager, Stefano Travaglia, Marco Cecchinato e Andreas Seppi. Ai primi posti nella lista degli alternates (dove non ci sono azzurri) Aljaz Bedene e Pierre-Hugues Herbert. Come nella scorsa edizione, si va verso la concessione di una wild card a Andy Murray – cinque volte finalista tra il 2010 e il 2016 – che ha chiuso il 2020 al numero 134 del ranking.

Di seguito la entry list completa:

 

L’entry list aggiornata dell’Australian Open 2022

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Australian Open 2022, per ora nessuna misura contro la variante Omicron nello stato del Victoria

Il premier del Victoria Daniel Andrews conferma: nessuna strategia specifica contro la nuova variante. Decisione destinata a cambiare nell’eventualità di una nuova ondata?

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Veduta del Campo 3 di Melbourne Park (foto Twitter @AustralianOpen)

Ormai è chiaro che questo Slam s’ha da fare. I soldi in ballo sono troppi per Tennis Australia e obbiettivamente se loro sono stati in grado di organizzare un evento così mastodontico nelle condizioni complicatissime dello scorso anno, non c’è motivo per cui non possano fare anche di meglio nel 2022. Come annunciato nelle scorse settimane, solo i tennisti che hanno completato il ciclo vaccinale potranno prendere parte al torneo (con speciali esenzioni legate a specifiche condizioni mediche) ma purtroppo ci sono delle varianti del coronavirus contro le quale alcuni vaccini non sembrano essere efficaci, e al momento la più invulnerabile è quella ‘Omicron’. Diffusasi inizialmente in Sud Africa, per termini logistici e di vicinanza un Paese come l’Australia può essere maggiormente a rischio, ma per ora non sono state prese contromisure al di là di quelle già in atto.

Il premier dello stato del Victoria Daniel Andrews ha promesso che il suo governo non perseguirà una strategia ad hoc di fronte alla nuova variante e rimarrà sulla stessa linea del New South Wales sulle restrizioni per i viaggi. Con l’avvicinarsi del Natale, Andrews ha affermato che Victoria e il New South Wales (lo stato che ha per capitale Sydney) faranno “tutto il possibile” per mantenere le stesse regole di viaggio in modo che le persone possano pianificare riunioni di famiglia e vacanze. Dunque saranno consentiti i movimenti tra i due stati prima delle festività natalizie. Per quanto riguarda lo stato di contagi invece lo Stato di Victoria ha registrato sette morti e 980 nuovi casi domenica mattina, un netto calo rispetto ai 1365 casi di sabato. 299 persone sono in cura, con 83 persone in terapia intensiva e 16 con ventilatori.

Questa strategia va leggermente in controtendenza con quella di altri Paesi anglofoni dell’emisfero boreale. Il Regno Unito ha infatti adottato una tattica più cauta dopo aver annunciato che tutti i viaggiatori entranti nel Paese devono ora fare un test COVID-19 pre-volo indipendentemente dal loro status vaccinale. Negli Stati Uniti, invece, il dottor Anthony Fauci è un po’ più ottimista: ha affermato che i dati iniziali dal Sud Africa, l’epicentro dell’epidemia di Omicron, non hanno mostrato un’impennata dei ricoveri a causa della variante, facendo sperare che non porti a conseguenze gravi. Ha detto inoltre che si aspettava che l’attuale divieto del paese ai viaggiatori provenienti dell’Africa meridionale venga revocato presto. La domanda a questo punto è se queste decisioni del governo statale cambieranno nell’eventualità di un’ondata legata a questa variante.

 

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