Fognini e Caruso, bocche cucite sul litigio. "Parliamo del match, che non è stato male"

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Fognini e Caruso, bocche cucite sul litigio. “Parliamo del match, che non è stato male”

I reduci dal burrascoso finale di derby minimizzano: “Cose di campo, ci parleremo”. Fabio si sente braccato: “Gli italiani più giovani ci tengono molto a battermi”

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Verrebbe quasi da pensare che se uno ha avuto “culo” dopo aver perso in quattro ore di lotta al quinto, essendo stato in vantaggio per cinque a uno al super tiebreak, e avendo rischiato di lasciar lì la caviglia per un infortunio di gioco, figuriamoci se avesse avuto anche sfiga. Tralasciando il linguaggio intriso nell’otre boccaccesco comunque inerente ai toni del bisticcio, di sicuro c’è di che rammaricarsi: non tanto per le scusabilissime scurrilità emesse causa fatica, inclinazione e tensione, e comunque le famose questioni di campo rimangono, appunto, questioni di campo. Quanto per l’obbligo di constatare che, nel mondo nuovo dei microfoni a bordocampo e della vita in & off court di giovani uomini sempre a disposizione del pubblico ludibrio a favore di telecamere e social, un gran match deciso da un colpo di reni alla fine dei conti diventa gregario di un bisticcio come se ne vedono in tutti i tornei di quarta categoria del mondo.

Dice sì, ma i professionisti hanno doveri morali, devono dare l’esempio, occorre che rispettino il loro ruolo di persone influenti, anche se riesce difficile capire quali obblighi comporti. Quello di non parlare sboccato? Converrebbe parlare del match, se la baruffa non supera certi limiti. E infatti Fabio Fognini e Salvo Caruso, i due protagonisti della zuffa, di tutto fuorché dell’alterco vogliono parlare. “Sicuro che sarebbe stata la prima domanda – esordisce Salvo in conferenza stampa -. Non vorrei dilungarmi troppo sull’argomento. Avevamo opinioni diverse di cui sarebbe stato meglio discutere in spogliatoio. Sicuramente ne parleremo, ma non ci siamo ancora visti“. Sulla stessa lunghezza d’onda, sebbene con toni leggermente meno accomodanti, la posizione di Fognini: “Cose che restano in campo, siamo amici, finita lì“. Risposta considerata poco esauriente dalla stampa affamata di gossip, comunque respinta con danni dopo la richiesta di scendere nei dettagli dell’accaduto: “Che lingua parli? Hai capito quello che ho detto? Non risponderò più su questo, prego, la prossima domanda“. Sono ragazzi.

In campo quello che succede, succede, e in effetti molto è successo, bisticci a parte. Nonostante un KO probabilmente difficile da mandare giù, se non altro per come è maturato, il tennista di Avola è sereno in conferenza stampa. “Sono contento, non potrei non esserlo, ho dato tutto e di più. Le sconfitte difficili da digerire sono altre“. Sul cinque a uno nel tie break decisivo uno magari la bocca alla vittoria la fa, tuttavia. “Poco da recriminare, ho giocato un gran tennis. Sul cinque a uno per me Fabio ha tirato quattro vincenti a settecento all’ora, e sul match point ho messo un rovescio lungo di dieci centimetri. Vado a casa col sorriso“. Una partita sul filo del rasoio, e stavolta Fabio non può non convenire. “Ho avuto qualche occasione in più, sono stato due volte sul quaranta a quindici in risposta nel quinto set, ma è stata una lotta da cui chiunque sarebbe potuto uscire vincitore. Sono contento di come ho giocato il tie break finale, ho tirato un paio di vincenti mica male. Ho dovuto sudare: a quasi trentaquattro anni mi sento un po’ una preda, i più giovani ci tengono a far bene contro di me, e possibilmente a battermi“.

 

Salvo adesso attende l’aeroplano per casa, ma la stiva è carica di fiducia. “Se partite come queste mi fanno capire di valere i primi cinquanta della classifica? – chiosa. No, non c’era bisogno di questa partita, ne ero convinto già prima“. Quando si parla dell’importanza dell’autostima. Nel futuro di Fabio, invece, c’è il numero uno di casa Alex De Minaur, per un terzo turno dall’altissimo coefficiente di difficoltà. “Il mio unico pensiero è cercare di recuperare al cento per cento, perché l’ottanta potrebbe non bastare. Lui è favorito, non ci sono dubbi. Se voglio avere chance devo giocare come ho giocato al primo turno. Stamattina ho incontrato Herbert in palestra e me l’ha confessato, “mi hai distrutto”. Oggi non mi sono sentito così comodo in campo“. La stampa accorsa ascolta il giusto, le antenne essendo indirizzate altrove. Dove? Lo sappiamo bene. “Non ti preoccupare – Fognini rassicura un giornalista più insistente degli altri -, chiarirò con Salvatore. Quando ci avrò parlato ti manderò un messaggio, dammi il tuo numero“.

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Australian Open, la gioia di Nadal: “Grato alla vita: ho pensato anche al ritiro e ora sono qui”

Dopo la vittoria in semifinale su Berrettini, lo spagnolo si è così espresso: “Chiunque dovrò affrontare, mi servirà esprimermi al mio livello più alto per avere delle possibilità di vittoria”

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Rafael Nadal - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Rafael Nadal - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Rafa Nadal centra la sua sesta finale all’Australian Open, battendo il nostro Matteo Berrettini 3-6 2-6 6-3 3-6 in 2ore e 55minuti di partita. Il maiorchino, domenica, andrà a caccia del suo secondo titolo nella terra dei canguri (dopo quello del 2009 – vittoria in 5 set su Federer). L’ultima finale disputata, nel primo Slam dell’anno, da parte del mancino di Manacor è stata quella del 2019 (sconfitta per 3 parziali a 0 contro Novak Djokovic). Nell’atto conclusivo dell’edizione 2022 affronterà il N.2 ATP Medvedev, che ha superato Tsitsipas in quattro set. Il sogno del 21° Slam è sempre più concreto, anche se Rafael dice di non dare importanza a questo record. Queste le sue parole più significative nella conferenza dopo la semifinale (quando non sapeva ancora di dover giocare contro Medvedev).

D: Congratulazioni per essere arrivato in finale. Hai parlato molto dei dubbi che avevi sulla tua guarigione. Mi chiedo se c’è stato un momento particolare in cui sei riuscito a superare questi dubbi, in cui hai pensato realmente di poter tornare e raggiungere il livello che hai oggi?

R: “No, i dubbi ci sono sempre stati. Sono stati sei mesi molti difficili, onestamente.Per la vita che ho avuto e che sto avendo, non posso assolutamente lamentarmi, soprattutto se si considerano questi tempi che stiamo affrontando; dove molte persone muoiono in tutto il mondo. Nel senso che i miei mesi non sono stati affatto duri rispetto a tante famiglie che in quegli stessi mesi, hanno perso tante persone care. E’ dura la vita degli altri, non quello che ho vissuto io. Ma, a livello di cose personali, si, perché ovviamente ogni giorno è stato difficile per via dei problemi al piede. Per quanto riguarda il fatto di avere ancora dei dubbi; sinceramente no. Come ho detto l’altro giorno, questi dubbi saranno presenti dentro di me, probabilmente, per il resto della mia carriera. Perché quello che ho, non si può risolvere. Per me, però, è fantastico quello che sto vivendo e sono super felice di poter competere come ho fatto nelle ultime tre settimane. Non solo per il tennis in sé, questo è certo. E’ sorprendente, per me, oltre che essere in grado di giocare al livello che sto esprimendo; anche solo poter nuovamente gareggiare e soprattutto giocare nuovamente a tennis ad alto livello, affrontando i giocatori più importanti del mondo. Questo è per me qualcosa d’incredibile. Come ho già detto, non sto ricercando la storia. Un mese e mezzo fa, non sapevo se sarei stato in grado di poter tornare nel tour. Invece, eccomi qui, grazie alla vita per questo. Questo è tutto”.

 

D: Solo il fatto che tu abbia appena parlato di quanto sia stato difficile negli ultimi mesi, temevi addirittura che non saresti stato nemmeno qui, ti permette di avere un approccio diverso a questa grande finale. Ti permette di essere più libero mentalmente?

R: “Per me è qualcosa di completamente inaspettato, quindi sono super felice di questo risultato. Certo, tutti mi conoscono e sanno che farò sempre del mio meglio in ogni situazione. Ovviamente, adesso, il mio obbiettivo è vincere. Come ho già detto, per me essere qui e giocare a tennis è un grande regalo. Sto vivendo ora questa situazione in modo diverso rispetto al passato. Ovviamente la sto vivendo sempre con lo spirito competitivo che ho, perché non posso andare contro il mio Dna. Quindi, in un certo senso per me, basta essere quello che sono sempre; e avere la possibilità di competere a questo livello mi dà un’energia positiva per andare avanti. Perché alla fine della giornata, è molto più importante per me avere l’opportunità di giocare a tennis; che di vincere il 21° Slam. Perché ciò, mi rende più felice dal punto di vista della mia vita in generale. Perché vuol dire che posso continuare a fare la cosa che mi piace di più, piuttosto che pensare a raggiungere un altro Slam. Alla fine della giornata, la vita riguarda la felicità e ciò che mi rende felice. Si tratta, solo, di avere la possibilità di fare ciò che mi piace”.

D: Ovviamente non sappiamo ancora chi dovrai affrontare in finale, ma potresti parlare un po’ di Daniil e Stefanos?

R: “Beh, hanno stili di gioco diversi, ma sono tra i migliori giocatori del mondo. Se non sarò in grado di giocare al mio massimo livello, semplicemente non ci sarà alcuna possibilità per me. Però, ovviamente ci proverò. Voglio dire, oggi è il giorno per godermi la vittoria in semifinale e domani io e il mio team inizieremo a pensare a cosa dovrò fare in finale, al quel punto saprò quale avversario avrò davanti. Ma ovviamente cambia giocare contro l’uno o contro l’altro. Ma di sicuro ciò che non cambierà sarà il livello che dovrò esprimere, il più alto possibile”.

D: Hai avuto delle forti emozioni dopo il match point. Mi chiedevo cosa ti passasse per la testa in quei momenti.

R: “Non lo so, come ho detto, ho passato molti momenti difficili, molti giorni di duro lavoro senza vedere la luce. Ma continuando a lavorare e a ricevere costante supporto dal mio team e dalla mia famiglia, sono riuscito a risollevarmi ancora una volta. Ho avuto molte conversazioni, con il mio team e la mia famiglia, su cosa sarebbe accaduto se la situazione fosse rimasta quella di sei mesi fa. Ho pensato che, forse, era arrivato il momento di dire addio. Ma alla fine non sono stati tanti mesi (sorridendo).  Per poter essere dove sono oggi, ho dovuto lavorare così duro; che non riesco a spiegare a parole quanto sia importante per me questo risultato: a livello di energia positiva, di soddisfazione personale. Sono veramente grato a tutti i miei fan e soprattutto alle persone a me vicine, per il supporto ricevuto”.

D: Hai parlato di come i numeri, come il 20° o il 21° Slam, per te non siano così importanti; rispetto alla gioia che provi per essere ritornato a giocare. Ma come descriveresti la sensazione di vincere un Major? L’hai fatto 20 volte. Come sarebbe, invece, la vittoria del 21°?

R: “Non lo so. Sono ancora molto lontano dal 21° Slam. Ogni trionfo, per me, è stato speciale, perché ognuno ha una storia alle spalle; una storia di duro lavoro. Quindi ognuno di essi ha una storia speciale di per sé, soprattutto nel mio caso. Perché molti di questi trionfi, sono arrivati dopo il recupero da infortuni. Quindi, mi sono divertito tanto. Penso sempre che ho vissuto momenti molto complicati a causa dei tanti infortuni che ho avuto in carriera. In compenso, però, come risposta ai momenti difficili, ho potuto godere di tante vittorie e momenti positivi. Per questo vincere è speciale, infatti vincere senza tutto il lavoro che hai alle spalle, ovviamente, non è la stessa cosa. Voglio dire, che ciò che ottieni in modo facile, non ha lo stesso valore di ciò che ti guadagni con il sudore del duro lavoro. Nel mio caso, penso, di essermi potuto godere maggiormente queste vittorie più degli altri; perché in molte situazioni, sono stato vicino a non poter rivivere quei momenti”.

Cipriano Colonna

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Australian Open, Medvedev stende Tsitsipas: finale contro Nadal per il 2° Slam e per diventare numero uno

Il russo, protagonista di un momento di grande nervosismo, supera il rivale greco: è il secondo nell’Era Open ad andare in finale di uno Slam dopo aver vinto il primo

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Daniil Medvedev - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

[2] D. Medvedev b. [4] S. Tsitsipas 7-6(5) 4-6 6-4 6-1

Anche nella seconda semifinale degli Australian Open 2022 ha vinto il tennista favorito: Daniil Medvedev ha superato Stefanos Tsitsipas 7-6(5) 4-6 6-4 6-1 in 2 ore e mezza, vincendo una partita iniziata con grande equilibrio ma che col passare dei set ha visto emergere la netta superiorità del russo, il quale ha anche sfruttato un calo fisico del suo avversario nel finale. Le condizioni di pioggia, che ha implicato la chiusura del tetto, hanno forse avvantaggiato leggermente il n. 2 del tabellone il quale comunque non si è discostato dal suo stile di gioco partendo ben oltre la linea di fondo, per poi avanzare strada facendo. Le frequenti variazioni del greco invece (su tutte smorzata e serve-and-volley) hanno contribuito in maniera preponderante a rendere questo match spettacolare soprattutto nella prima metà. 


La rivincita della semifinale dello scorso anno dunque ha avuto lo stesso vincitore; per Medvedev sarà la quarta finale Slam della carriera, ed è inoltre il secondo giocatore dell’Era Open a centrare una finale a seguito del primo successo in un major dopo Murray nel 2013. Dopodomani con Nadal ci sarà sul piatto per lui anche la prima posizione nel ranking. Dopo neanche due mesi dall’intervento chirurgico al gomito invece, Tsitsipas chiude un grande torneo da parte sua con una prestazione all’altezza del palcoscenico ma non così all’altezza da meritarsi il bis della domenica; per lui è la terza sconfitta in semifinale a Melbourne su tre partecipazioni. 

 


IL MATCH – La fase iniziale di studio, in cui nessuno dei due in risposta riesce a fare un punto, dura per oltre quattro game. Tsitsipas è più incline a cercare variazioni e spesso è il primo a cercare soluzioni offensive mentre Medvedev, almeno in risposta, imbastisce gli attacchi da lontano facendosi sotto via via coll’incedere dello scambio. 

Il massimo dell’esuberanza tattica Stefanos ce l’ha sul 4-4 quando tenta un serve and volley ma gli va male; dopo il punto successivo, una maratona di 34 colpi spettacolari, il russo si guadagna tre palle break tutte d’un colpo. Tsitsipas ricalibra la battuta la quale, coadiuvata dal dritto, gli permette di liberarsi dalla minaccia. Il primo punto del greco in risposta arriva ad un passo dal tie-break e alla fine l’epilogo del primo set non poteva che essere appunto questo. La grande solidità di chi sta alla battuta non dura dopo il 6-6. Nel gioco decisivo è Tsitsipas il primo a passare in vantaggio grazie ad un faccia a faccia a rete scaturito da una sua smorzata di rovescio. Il n. 2 del mondo comunque non si disunisce e, mettendo in mostra tutto il suo repertorio (ace, rovescio lungolinea vincente a 133km/h, e scambi martellanti) risale da 1-4 chiudendo poi al primo set point 7-5 complice un dritto largo del greco.

Dopo un primo set equilibrato che entrambi si sarebbero meritati di portare a casa, anche il secondo set è stato tirato fino alla fine ma più caratezzato da episodi di tensione e nervosismo che dal bel tennis. Il greco (che già nel game di apertura aveva ottenuto il primo break dell’incontro) ha mantenuto una pressione maggiore che ha portato Daniil ad errori frequenti, e sul 4-4 il russo si è esibito in due doppi falli inframezzati da un gratuito. Il n. 4 del mondo ha così potuto chiudere 6-4 tornando in parità. 

Lo showman Medvedev comunque, se non con il tennis, riesce sempre a intrattenere il pubblico di Melbourne Park e questa volta ha usato come spalla il giudice di sedia, insieme al quale si è dilettato in un battibecco. Il malcontento del russo è lievitato dopo aver ricevuto un warning per oscenità, a causa di un gesto dell’ombrello dopo il break subito. La pentola a pressione che regola gli stati emotivi di Medvedev non ha retto a questo rimprovero e si è lasciato andare, criticando l’arbitro Jaume Campistol per non aver sanzionato il padre di Tsitsipas e i suoi suggerimenti rivolti al figlio: “Com’è possibile che tu sia così impreparato per una semifinale Slam?” Rincarando poi la dose prima di uscire dal campo a fine set per cambiarsi d’abito, arrivando a definirlo uno small cat (letteralmente un micietto) non trovando parole più adeguate per sottolineare la sua mancanza di polso. 


Essere un campione, e Medvedev lo è, significa anche sapersi riprendere in un batter d’occhio dopo una sfuriata del genere e lui ci riesce alla grande. Tsitsipas inizia ad essere poco efficace col servizio mentre il n. 2 del mondo prende molto più spesso l’iniziativa manovrando gli scambi con i suoi lunghi arti e trovando la zampata decisiva nel decimo game che, insieme al break, gli vale anche il terzo parziale vinto 6-4. Davvero sublimi i passanti di rovescio sugli attacchi – sempre più frequenti – del greco il quale, oggettivamente senza più soluzioni nel suo arsenale, ricorre a qualche suggerimento da parte di papà Apostopolos e si becca la (tanta agognata dal russo) ammonizione da parte dell’arbitro. La rete inestricabile messa in piedi da Medvedev che conduce alla stanchezza attanaglia anche il n. 4 del mondo che pian piano cala di intensità. Alla luce di questi fatti, il quarto set vola via in un baleno e il russo sopra di due break chiude al primo match point 6-1 allo scoccare delle 2 ore e mezza. 


LE PAROLE A CALDO – Così Medvedev intervistato da Jim Courier sulla Rod Laver Arena: “Molte volte ho perso match perché perdo la concentrazione e quindi oggi ho capito che avevo fatto un errore e poi ho ritrovato il ritmo col servizio. Ci sono stati dei momenti in cui non sono riuscito a salire di qualità ma poi la sua energia è scesa, io ho piazzato dei bei passanti e non potevo che salire.” Parlando poi delle difficolta di prepararsi fisicamente ha detto: Ieri ho aperto gli occhi dopo il match con Auger e mi sono detto, ok pensavo di stare peggio fisicamente, posso recuperare per giocare. Sono contento che oggi non mi ci siano volute 5 ore. Ora Rafa, un altro che cerca di arrivare a 21 Slam. Il mio match con Djokovic agli US Open l’avrà visto alla TV, chissà per chi tifava. Ora penso di sapere già per chi tifa”. Un siparietto poi sulla finale femminile: “Se la vedrò? Guarderò l’inizio e poi andrò a cena“. Dopo la disapprovazione del pubblico e l’invito sorridente di Courier, Medvedev precisa: “Ok, ok, porto il cellulare e la guardo”.


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Australian Open, Day 12 LIVE. Medvedev batte Tsitsipas in quattro set: è in finale contro Nadal

Seguite con noi la diretta della dodicesima giornata dell’Australian Open 2022.

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Melbourne Park - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)
https://twitter.com/Ubitennis/lists/tennis-news-93659

12.27 – Le parole a caldo di Medvedev intervistato da Jim Courier: “Sono stato bravo a riprendere la concentrazione dopo un momento di nervosismo. Dovevo farlo perché la partita era importante. Sono contento di come ho giocato e del risultato. Ci sono stati dei momenti in cui non riuscivo a far salire la mia qualità. Poi pian piano sono salito di livello, la sua energia è scesa e la mia è aumentata. Quando ho finito la partita contro Auger-Aliassime quasi non mi muovevo per quanto ero stanco. Però il giorno dopo quando mi sono alzato dal mattino ho aperto gli occhi e ho realizzato che forse ce l’avrei fatta a recuperare… Oggi sono contento di aver chiuso prima delle quattro ore! La finale? E’ uno dei più grandi, è un altro che ci prova ad arrivare a 21… Non so se abbia visto la mia finale con Djokovic e per chi tifava, so per chi tiferà stavolta! Ricordo bene la nostra finale allo US Open, di cinque ore. Poi abbiamo giocato contro altre volte. Sappiamo bene che Rafa è molto forte e a me toccherà fare del mio meglio. Se guarderò la finale femminile? Di solito a quell’ora vado a cena… Vabbè: porterò a cena il telefono e la guarderò (sorridendo)”.

12.18 – Medvedev chiude con un gran vincente di rovescio! Batte Tsitsipas in quattro set (7-6 4-6 6-4 6-1) e va in finale all’Australian Open contro Nadal per vincere il suo secondo Slam e per diventare il nuovo numero uno del mondo.

12.16 – Scappa via Daniil Medvedev, altro break. Siamo 5-1: Daniil può servire per il match

12.09 – Attenzione perchè Medvedev toglie il servizio a Tsitsipas nel quarto set: il russo sale 3-1 e servizio

11.54 – Medvedev piazza la zampata nel decimo gioco del quarto set e vince il terzo set! 6-4 per il russo, che mette la testa avanti nella seconda semifinale.

11.39 – Nel terzo set permane per ora equilibrio, dopo che Medvedev ha annullato palle break nel primo game ora siamo 3-2 Medvedev e servizio Tsitsipas

11.26 -Tsitsipas e Medvedev sono 1-1 nel terzo set.

11.16 – Daniil Medvedev, dopo aver subito un warning, protesta in modo vibrante con l’arbitro a suo giudizio reo di non punire i dialoghi tra Tsitsipas e suo padre. “Se non gli dai un warning sei… un piccolo gatto”.

11.13 – Una partita di grande livello quella tra Tsitsipas e Medvedev: si va al terzo set, Tsitsipas ha vinto il secondo 6-4

11.08 – Tsitsipas serve ora per il secondo set sul 5-4 dopo aver subito il contro-break e fatto di nuovo il break a Medvedev

10.41 – Grande reazione di Tsitsipas che strappa il servizio all’avversario al primo game del secondo set: 1-0 e servizio

10.36 – Primo set per Daniil Medvedev, che nel tie-break rimonta da 1-4 a 7-5. Il russo mette la testa avanti contro Tsitsipas.

10.18 – Tsitsipas tiene il servizio dopo aver salvato palle break: 5-4 per lui nel primo set

09.59 – Tsitsipas-Medvedev sono 2-2 nel primo set

09.48 – Inizia la partita con Tsitsipas che tiene il servizio

09.40 – Entrano sulla Rod Laver Arena Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas per la seconda semifinale.

08.00 – A breve il servizio completo sulla semifinale Nadal-Berrettini. Per ora la diretta si interrompe: a risentirci per le 09.30, quando scenderanno in campo Tsitsipas e Medvedev per la seconda semifinale.

07.46 – Nadal ha reso onore a Berrettini nell’intervista a caldo: “E’ ancora giovane, è alla terza semifinale slam. Può solo migliorare”.

07.43 – Il video del match-point di Nadal contro Berrettini:

07:41 – Dopo 2h55′ Rafael Nadal conquista la sua 29a finale Slam in carriera battendo Matteo Berrettini 6-3, 6-2, 3-6, 6-3.

07:36 – Dopo 23 punti consecutivi vinti sulla battuta, Berrettini cede il servizio con due errori di diritto e manda Nadal a servire per il set su 5-3.

07:20 – Berrettini ha una mezza chance nel primo game del quarto set, quando sul 15-30 mette in corridoio si poco un rovescio d’approccio, ma poi il punteggio segue i servizi: Nadal 3-2

06:58 – E come per incanto, il set in un attimo gira a favore di Berrettini: l’italiano infila un passante di diritto in corsa da highlights (dopo che qualche game prima aveva messo a segno un diritto fuori dal paletto), va 0-40 (le prime palle break in carriera su Nadal) ottiene il break e poi tiene la battuta per il 6-3. Nadal conduce 2 set a 1.

06:44 – Berrettini lancia il primo ruggito quando tiene il servizio nel terzo game del terzo set, e inizia a proteggere meglio i propri turni di battuta. 3-2 per Berrettini

06:11 – Nadal vince anche il secondo set: 6-3, 6-2. Lo spagnolo a un set dalla finale.

05:54 – Berrettini irriconoscibile, sbaglia due diritti e concede il secondo break a Nadal che allunga sul 4-0

05:35 – Piove sul bagnato: Berrettini cede il servizio anche in apertura di secondo set. 1-0 Nadal

05:28Nadal capitalizza il break ottenuto in apertura e chiude il primo set per 6-3 in 43 minuti

05:19Nadal per il momento in totale controllo, 5-2

05:00 – L’inizio è tutto per Nadal, che inchioda Berrettini sull’angolo rovescio e ottiene il break al primo tentativo scappando subito sul 3-0. Berrettini deve subito inseguire.

04:30 – È arrivato il giorno delle semifinali maschili, il giorno di Berrettini-Nadal. Il n. 1 italiano affronta la leggenda spagnola nella rivincita di quella semifinale di due anni e mezzo fa a Flushing Meadows. Il cielo su Melbourne è piovoso e la partita si giocherà sotto il tetto chiuso. Più tardi, a partire dalle 19 locali (le 9 in Italia) la seconda semifinale con Daniil Medvedev che affronta Stefanos Tsitsipas.


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