Australian Open: Karatsev batte un Dimitrov acciaccato e raggiunge una storica semifinale

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Australian Open: Karatsev batte un Dimitrov acciaccato e raggiunge una storica semifinale

Dopo aver dominato il primo set, il bulgaro ha un problema alla schiena che manda il debuttante Karatsev in semifinale Slam (non era mai successo nell’Era Open). Avrà Djokovic o Zverev

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Aslan Karatsev - Australian Open 2021 (via Twitter, @atptour)

[Q] A. Karatsev b. [18] G. Dimitrov 2-6 6-4 6-1 6-2

È il torneo di Aslan Karatsev, il primo giocatore dell’Era Open a raggiungere la semifinale all’esordio in uno Slam. Il russo, numero 114 della classifica mondiale, stavolta ha avuto anche un pizzico di fortuna: dopo aver vinto il primo set 6-2, all’inizio del terzo parziale Grigor Dimitrov ha accusato un problema alla parte bassa della schiena (che stava già tenendo sotto controllo con gli antinfiammatori) e l’ha totalmente limitato al servizio e negli spostamenti. Karatsev ha vinto 6-4 6-1 6-2 i restanti tre parziali, chiudendo il match in appena due ore e mezzo, scrivendo una pagina di storia del tennis. Oltre a essere il primo debuttante a spingersi così avanti in un Major, sarà anche il secondo qualificato a raggiungere le semifinali dell’Open d’Australia.

A livello assoluto, Aslan si aggiunge ai quattro giocatori arrivati tra gli ultimi quattro di uno Slam dalle qualificazioni: il primo fu John McEnroe (che, coincidenza, proprio oggi compie 62 anni) a Wimbledon 1977, poi Bob Giltinian all’Australian Open 1977, Filip Dewulf al Roland Garros 1997 e Vladimir Voltchkov a Wimbledon nel 2000, l’ultimo in ordine cronologico a far segnare un risultato del genere. Karatsev è anche il giocatore con la classifica più bassa a raggiungere sia i quarti che le semifinali all’Open d’Australia dal 1991, quando Patrick McEnroe ci riuscì avendo la sua stessa classifica: numero 114. Allargando il discorso a tutti gli Slam bisognerebbe tornare indietro a Goran Ivanisevic, numero 125 a Wimbledon in occasione della sua epica vittoria nel 2001.

 

Oltre a essere un giorno storico per il tennis, questo è anche un giorno storico per il tennis russo, che sicuramente avrà due semifinalisti su quattro nel torneo. Negli Slam era capitato solo altre due volte, ma limitando il discorso all’Australian Open, Karatsev è appena il quarto russo a centrare la semifinale in Australia (gli altri sono Aleksandar Metreveli nel 1972, Yevgeny Kafelnikov nel 1999 e 2000 e Marat Safin nel 2002, 2004 e 2005). Tra 24 ore sicuramente se ne aggiungerà un quinto: da decidere solo se sarà Daniil Medvedev o Andrey Rublev. Invece Karatsev giocherà nella giornata di giovedì la partita più importante della sua carriera contro Novak Djokovic o Alexander Zverev.

Aslan Karatsev – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

LA CRONACA – A inizio partita il primo a trovare il break è il russo, ma commette tre errori non forzati per annullare il suo vantaggio e consegnare il pareggio a Dimitrov. Dall’1-2 del primo parziale, il bulgaro infila una striscia di cinque giochi consecutivi per chiudere 6-2 il primo set in 33 minuti. Un brutto primo set per Karatsev, che mette meno del 50% di prime palle in campo e al posto della sfilza di vincenti (soprattutto in risposta) a cui ci ha abituato durante questo Australian Open, commette 19 gratuiti a fronte di soli 3 vincenti. Il colpo che mette più in difficoltà il numero 114 delle classifiche è il rovescio in back di Grigor, che rallenta il gioco e toglie il ritmo allo scambio, un elemento tattico essenziale per evitare che Karatsev diventi inarrestabile da fondo, come ha dimostrato contro Schwartzman al terzo turno e negli ultimi tre parziali contro Auger-Aliassime in ottavi.

Dimitrov può avere dei rimpianti a inizio secondo parziale, quando spreca cinque opportunità di break per portarsi 2-0 e cercare la strada più veloce per portarsi in semifinale. Al termine di un game lungo 18 punti, Karatsev la spunta. E la partita inizia a cambiare. Il russo salva altre due palle break sull’1-2, salendo d’intensità al servizio (tre ace di fila per impattare due pari) e Dimitrov subisce immediatamente il contraccolpo psicologico, regalando il break al termine di un game zeppo di gratuiti. Karatsev però è ancora teso, non riesce ad emergere nel punteggio e con un doppio fallo ricambia il favore. I primi segnali di cedimento fisico per Dimitrov arrivano sul 4-4: tre errori non forzati (due col dritto) e due doppi falli (incluso quello sulla palla break), danno al qualificato la chance di servire per il set. Karatsev stavolta non trema e chiude il game a zero per pareggiare i conti.

Grigor Dimitrov – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il rovescio del russo entra in ritmo a inizio terzo set: ne piazza uno vincente per trovare il break ai vantaggi nel terzo game della terza frazione e mentre inizia a infilare ‘winners’ a ripetizione, Dimitrov si blocca. Non riesce né a spostarsi, né ha spingere con il servizio – giocato coi piedi a terra, quasi da giocatore amatoriale, in campo per evitare che la sua squadra locale retroceda in D4. Se è vero da un lato che quando questa settimana Karatsev ha iniziato a giocare un vincente dopo l’altro nessuno è riuscito a fermarlo, è vero anche che Dimitrov non era assolutamente in grado di giocare sul finire di terzo set: quattro punti in quattro game e due set a uno Karatsev, che deve solo appoggiare in campo, perché ci pensa il povero Dimitrov a star fermo e concedergli i punti. Aslan chiuderà con 13 risposte vincenti, più della metà messe a segno però in questa fase del match, salendo a 31 in tutto il torneo (più del doppio di chiunque altro).

C’è poco da raccontare del rapidissimo quarto set che consegna la semifinale a Karatsev. Prima di tentare almeno di onorare il quarto di finale, Dimitrov si allontana con il fisioterapista per un trattamento alla schiena, ma c’è ben poco da fare. Inoltre dai segni che si notano soprattutto nei replay, si intuisce che il bulgaro è ricorso alla pratica del ‘cupping‘ nella parte bassa della schiena prima della partita, forse preoccupato di un possibile irrigidimento, che purtroppo è arrivato lo stesso. In poco più di 30 minuti Karatsev ha chiuso 6-2 il set e infine il match, esultando in maniera contenuta, consapevole che la sua favola all’Australian Open 2021 oggi può continuare anche grazie a un po’ di fortuna.

Il tabellone maschile dell’Australian Open con tutti i risultati aggiornati

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Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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Australian Open, qualificazioni a Natale fra Dubai e Abu Dhabi? Per ora niente obbligo vaccinale

Secondo il Daily Mail, ai giocatori sicuri dell’accesso al tabellone principale verrà richiesto di volare a Melbourne già a dicembre

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Con la pandemia ancora di là dal concludersi, Tennis Australia starebbe già finalizzando la pianificazione dell’Australian Open 2022 al fine di minimizzare il numero di giocatori che si recheranno a Melbourne: come nel 2021, le qualificazioni si dovrebbero infatti svolgere in Medio Oriente, come riporta il Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico si giocherebbe negli Emirati Arabi Uniti, con gli uomini che giocherebbero ad Abu Dhabi (a gennaio erano volati a Doha, in Qatar) e le donne di nuovo a Dubai.

Le date saranno piuttosto diverse però. L’Happy Slam dovrebbe infatti tornare alla consueta collocazione nella seconda metà di gennaio (dal 17 al 30, per essere precisi, mentre la scorsa edizione si è giocata fra l’8 e il 21 febbraio), e questo significa che le qualificazioni saranno anticipate di conseguenza: il tabellone cadetto dovrebbe infatti svolgersi la settimana prima di Natale, con l’ultimo e decisivo turno in programma il 24. Dei voli charter provvederanno poi a portare i superstiti delle quali in Australia fra il 23 ed il 26, sempre di dicembre.

NATALE IN AUSTRALIA: NIENTE OBBLIGO VACCINALE?

Lo stacco fra la fine delle qualificazioni e l’inizio del torneo sarà quindi di tre settimane abbondanti. La ragione di questa separazione temporale è che ogni partecipante al torneo (qualificati e giocatori ammessi al main draw) dovrà trascorrere del tempo in una bolla che precederà l’inizio dei tornei di preparazione allo Slam, che dovrebbero tornare alla consueta suddivisione fra le principali città Down Under (Brisbane, Hobart, Adelaide, Sydney e Perth per l’ATP e il WTA Tour).

 

Questo significa che tutti i sopracitati dovranno volare in Australia durante le festività, probabilmente prima di Natale; questa volta, però, saranno in grado di allenarsi anche durante la quarantena, seppur in un ambiente rigidamente controllato – ricordiamo che la scorsa edizione è stata contrassegnata da una lunga serie di infortuni addominali che ha coinvolto anche Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

Il Daily Mail ha confermato tuttavia che ci sarà una differenza sostanziale in termini di libertà fra vaccinati e non; anche se non sono arrivate specificazioni, sembra che la quarantena per chi ha (o avrà) ricevuto la doppia dose sarà decisamente più morbida. Sarebbero quindi smentite le voci su un obbligo vaccinale per chi vorrà giocare il torneo.

Queste decisioni arriva mentre Melbourne batte il record di Buenos Aires per il lockdown più duraturo: oggi sono 236 giorni dalle chiusure della capitale del Victoria che teoricamente dovrebbe riaprire i battenti il 26 ottobre, quando il 70% della popolazione locale dovrebbe aver ricevuto la doppia dose del vaccino.

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