La riforma ventilata dall’ATP, volta a ridimensionare la specialità del doppio sotto diversi punti di vista, alimenta il dibattito nel mondo del tennis. L’idea alla base è chiara: il prodotto non ha appeal nei confronti del grande pubblico, quindi le risorse da investire devono scendere. Via libera, dunque, a ipotesi come la riduzione dei partecipanti ai tornei. Abbiamo chiesto a voi lettori di Ubitennis un’opinione in merito: degli spunti interessanti sono arrivati, e non avevamo dubbi.
Amareggiato ma realistico il commento di Boris: “È triste constatare che il doppio si sta avviando verso l’oblio, perché il tennis da sempre è singolare e doppio. Purtroppo però credo che il suo destino sia ineluttabile, perché manca di appeal nei confronti del grande pubblico. Credo rimarrà una disciplina di nicchia, che avrà il suo spazio solo in occasione della Coppa Davis/Fed Cup, delle Olimpiadi e magari di qualche evento più vicino all’esibizione che alla vera e propria competizione, come il doppio misto agli Us Open. È giusto? Da un punto di vista sportivo no, ma se l’evento non fa vendere biglietti, esiste un solo posto al mondo dove il doppio potrebbe sopravvivere nonostante questo, l’Arabia Saudita. Lì contano altre dinamiche”. Si colloca sulla stessa linea Batman, che punta il dito contro le regole di punteggio attuali, volte a ridurre la durata delle partite in modo da incoraggiare i singolaristi a partecipare (senza troppo successo). “Per me è giusto il nuovo sistema che alloca il 10% invece del 20% del montepremi, anche e soprattutto per il format di punteggio attuale. Giocano pochissimo (solo 2 set velocissimi per via dell’assenza dei vantaggi sul 40/40, che trovo orrendo) e poi eventualmente un veloce tie-break. È un sistema di punteggio estremamente aleatorio, moltissime partite (non tutte, sia chiaro) sono dei puri terni al lotto dove farebbero prima a tirare una monetina per decretare il vincitore. Personalmente ho perso molto interesse per il doppio (seguo il tennis da quasi 50 anni) per via del nuovo sistema di punteggio. Almeno i vantaggi dovrebbero essere rimessi! E anche il terzo set intero. Poi ok, magari 2 set su 3 negli Slam ci sta. Potrebbe rimanere bello e interessante il doppio, ma se vogliono giocare un’oretta a testa o croce, che si accontentino della metà del montepremi”.
Come si accennava prima, è un dato di fatto che il doppio venga messo in secondo piano dai singolaristi, che si iscrivono ai tornei in rari casi, magari quando devono recuperare la forma o adattarsi alla superficie, salvo poi ritirarsi spesso dopo una o due partite. “I primi a non credere nel doppio sono i giocatori stessi – sottolinea Co.Ro. -, scorrendo la classifica di specialità tra i primi 20 giocatori del mondo c’è un solo under 30! per non parlare dei singolaristi che si cimentano nei primi turni dei tornei (per rientrare di qualche spesa?). Ho assistito ad una partita della coppia Arnaldi-Popyrin… 20 persone sugli spalti, risposte tirate alla cieca, risatine e fidanzate sugli spalti che fanno cenno che è ora di cena”. Drastico il commento di Roby: “Il doppio? Sinceramente non lo guardo mai. Per me lo si potrebbe tranquillamente abolire oppure confinare in tornei appositamente organizzati solo di doppio”. Per Nicola Corsi, il tema si può allargare anche al tennis femminile: “Il problema secondo me è che non c’è interesse del pubblico. Se consideriamo l’interesse del pubblico come motore principale di tutto il ‘circo’ tennis, la ripartizione 80-20 è ingiusta. Onestamente lo è anche la parità di premi tra torneo maschile e femminile (ancora di più negli slam dove lo spettacolo offerto dalle ragazze è minore per quantità, oltre che per interesse generato)”.
Non c’è solo chi sottolinea i problemi, ma anche chi prova a individuare possibili soluzioni. Secondo cataflic, infatti, la possibilità di rilanciare la disciplina c’è, considerando che il doppio è ancora molto praticato dalla base di appassionati: “Al pubblico interessa poco, ma il pubblico è spesso l’unica attività tennistica reale che pratica. Rimane un collegamento con la base di tennisti più in là con l’età, che alla fine è quella che paga gli abbonamenti Sky&co e compra racchette, palline e magliette per se e per i figli/nipoti. Io sarei per l’inverso, cioè costringere i top player a giocarlo con una classifica combined. Se è impossibile, vorrei capire i soldi risparmiati dove andranno: sarei favorevole solo se andassero a contribuire ad un fondo che distribuisce proventi consistenti ai tennisti di fascia bassa fino al 500° posto o giù di lì”. Infine, c’è chi si chiede come finirebbe un’ipotetica sfida tra Alcaraz e Sinner contro specialisti del doppio: “Sinner con Alcaraz in doppio perdono da tutte le prime coppie”, sostiene Karlitos. “Mah… Sinner e Alcaraz, con un minimo di impegno, vincerebbero comodamente con tutte le coppie di doppio”, gli risponde alessandro_g77. Chissà se avremo mai modo di scoprirlo davvero.
