L'ATP offrirà circa 5000 dollari ai giocatori fuori dalla Top 30

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L’ATP offrirà circa 5000 dollari ai giocatori fuori dalla Top 30

Avranno diritto al contributo dal N.31 al N.500 del singolare, nonché i primi 200 doppisti. Obiettivo contribuire (seppure in minima parte) alle spese di viaggio

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Kevin Anderson - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Nella giornata di venerdì, la dirigenza ATP ha inviato una mail ai suoi membri per informarli della creazione dell’Year-End Player Relief, iniziativa pensata per aiutare i giocatori più in difficoltà a coprire i costi di viaggio (e altre spese) durante la stagione in corso, ancora fortemente condizionata dalla pandemia. Di seguito il messaggio:

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Cari giocatori, siamo lieti di informarvi che, come parte dello sforzo messo in campo per aiutare i giocatori più colpiti dalla pandemia di Covid-19, l’ATP ha deciso di contribuire con altri supporti economici per mezzo della creazione dell’ATP Year-End Player Relief per le spese di viaggio e costi supplementari“. Oltre a comunicare l’introduzione del fondo, la mail è importante perché specifica che sarà separato dal Player Relief Programme, che, come ricordato nel messaggio, ha fatto avere complessivamente oltre sei milioni di dollari agli atleti di bassa classifica nel 2020, e dal Player Grant erogato a gennaio.

La cifra pattuita è di 5.040 dollari per giocatore (4.738 per chi non vive negli USA), e i criteri d’inclusione sono:

 
  • Un ranking compreso fra la posizione 31 e 500 del ranking di singolare o fra la 1 e la 200 di doppio
  • Un guadagno annuale dai montepremi inferiore ai 150.000 dollari

Si sottolinea inoltre che i giocatori con Protected Ranking incluso fra le posizioni indicate saranno eleggibili a ricevere il pagamento, purché abbiano giocato almeno un match negli ultimi due anni e non abbiano superato il sopracitato limite fissato per il prize money.

La notizia è stata diffusa da una giocatrice, Tara Moore, britannica ma nativa di Hong Kong, che non ha mancato di sottolineare il maggior supporto offerto dall’ATP rispetto alla controparte femminile, che non solo non ha offerto sostanziali aiuti alle proprie atlete ma sta anche tagliando il numero dei tornei.

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Le ATP Finals di Torino fanno il tutto esaurito

Finiti tutti i biglietti normali per le Finals di Torino, ancora disponibili invece per le Next Gen di Milano

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Ottime notizie dai botteghini delle ATP Finals, che quest’anno si svolgeranno per la prima volta in Italia a Torino. La FIT ha comunicato sul suo sito che non sono più disponibili alla vendita i biglietti “normali” per le Finals, con le uniche opzioni rimaste nei Corporate Hospitality e nei servizi “Incoming & Experience”. Il Pala Alpitour di Torino sarà quindi tutto esaurito per la kermesse tennistica di fine stagione, in programma dal 14 al 21 novembre 2021. Un grande successo a livello di presenze, visto che è la prima edizione italiana, aiutata anche dalla quasi sicura presenza di Matteo Berrettini negli 8 di fine stagione e in generale dal grande boom di interesse del tennis in Italia.

Discordo diverso per le Next Gen ATP Finals di Milano, per cui sono ancora disponibili biglietti. Le finali per i migliori giovani del circuito ATP si svolgeranno una settimana prima dell’evento torinese, al Allianz Cloud di Milano tra il 9 e il 13 novembre. Al momento sono quasi sicuramente qualificati Jannik Sinner, campione in carica, e Lorenzo Musetti, quarto nella race dei Next Gen. Dovessero confermare entrambi la loro partecipazione potrebbero essere addirittura tre gli italiani presenti alle Finals, con Flavio Cobolli numero 16 della Race e probabile wild card designata dalla FIT. Informazioni più dettagliate sugli eventi si possono trovare sui siti di ATP Finals e Next Gen.

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Olimpiadi Tokyo 2020: Pavlyuchenkova e Rublev battono Vesnina e Karatsev nella finale del doppio misto

La finale tra le due coppie russe vede la vittoria di Rublev e Pavlyuchenkova, che superano in un tie-break finale thriller Vesnina e Karatsev

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Andrey Rublev e Anastasja Pavlyuchenkova - Olimpiadi Tokyo 2020 (via Twitter, @ITFTennis)

Pavlyuchenkova/Rublev b. Vesnina/Karatsev 3-6 7-6(5) 13-11

Il derby russo nella finale olimpica del doppio misto non tradisce le aspettative e consegna a Tokyo una partita equilibratissima che regala l’oro ad Anastasia Pavlyuchenkova e Andrey Rublev. La coppia porta alla Russia la dodicesima medaglia d’oro di questa edizione, nonostante a livello ufficiale gli atleti russi gareggiano il “Comitato Olimpico Russo” vista la squalifica per doping della Russia. Rublev e Pavlyuchenkova hanno confermato lo status di favoriti della vigilia, conquistato dopo aver superato in semifinale la coppia sulla carta più quotata del torneo, gli australiani Ashleigh Barty e John Peers. Per i due è la prima medaglia olimpica in assoluto, alla prima partecipazione per entrambi i tennisti.

La finale non era iniziata sotto i migliori auspici per i due campioni, con Vesnina e Karatsev che trovano per primi il break e sembrano poter indirizzare il primo set a proprio favore. La reazione è immediata, Rublev è decisivo nel contro-break del game successivo. I due resistono al tentativo di break dei loro colleghi russi e nel sesto game Nastia e Andrej si prendono il secondo break consecutivo con un errore di dritto di Karatsev. Non ci saranno più scossoni al servizio di entrambi e le teste di serie numero 4 del tabellone, vinto il primo set, si ritroveranno a un passo dall’oro.

 

Nel secondo set Pavlyuchenkova e Rublev sono però molto meno brillanti e devono salvare una palla break già nel primo game. Vesnina e Karatsev provano a rifarsi sotto nel decimo game e si procurano due set point, ma i loro avversari si aggrappano al set con le unghie e lo spediscono al tie-break. Nel parziale decisivo è Elena Vesnina a prendere il comando delle operazioni. La tennista di Sochi – tornata in campo da pochi mesi, lo ricordiamo – manda la sua coppia avanti 3-1 con un passante di rovescio e riesce a causare due errori di Rublev decisivi per il set, l’ultimo proprio su una seconda molto carica della tennista russa. Per decidere l’oro serve il long tie-break del terzo set.

Il tie-break decisivo mette in mostra i riflessi fulminei di Karatsev, che in un inizio convulso che vede sei mini-break su otto punti totali gli dà un punto di vantaggio conservato fino al 7-6, in cui Vesnina cede per due volte consecutive il servizio. Ora Karatsev si ritrova a servire per restare nel match, e sull’8-9 i due vengono graziati da una volée sbagliata da Rublev a due passi dalla rete. Sull’11-10 ancora una volta Pavlyuchenkova e Rublev hanno la palla dell’oro, ma questa volta è la tennista russa a sparare fuori un dritto incrociato. L’appuntamento con la medaglia più pregiata è però solo rimandato: con uno smash perentorio sul 12-11 Andrey Rublev chiude tie-break e partita, mettendo al collo e al collo di Pavlyuchenkova l’oro olimpico.

Consolazione comunque per Vesnina e Karatsev, che portano l’argento alla Russia in una storico derby di finale. E’ la seconda medaglia olimpica per Vesnina, vincitrice del doppio femminile a Rio 2016 assieme a Ekaterina Makarova e sconfitta quest’anno nella finale per il bronzo del doppio femminile. Prima medaglia invece per Aslan Karatsev, alla prima partecipazione olimpica assoluta, a coronamento di una stagione per lui importantissima, con vista agli appuntamenti sul cemento americano di questo fine mese.

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La Hopman Cup tornerà nel 2022, stavolta in Europa

Chiusa dalla ATP Cup a Perth, la competizione mista è in cerca di una nuova sede e di un nuovo slot nel calendario, come confermato dal presidente dell’ITF Dave Haggerty

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Roger Federer/Belinda Bencic, Hopman Cup 2019 (foto via Twitter @hopmancup)

A tre anni dall’ultima edizione disputata nel 2019, la Hopman Cup tornerà nel 2022, come affermato dal presidente dell’ITF Dave Haggerty, ma con una nuova sede e in un altro periodo dell’anno. Organizzata dall’ITF e quindi senza valore in termini di punti ma inclusa nei calendari dei due tour ed estremamente popolare fra i giocatori più forti (soprattutto Roger Federer e Serena Williams), la Hopman Cup è un torneo misto per rappresentative nazionali che ha fatto parte del build-up dell’Australian Open per 31 edizioni, consistendo di un singolare femminile, un singolare maschile e un doppio misto.

Battezzata in onore di Harry Hopman (sette volte campione Slam fra doppio maschile e doppio misto ma soprattutto capitano di 16 vittorie australiane in Coppa Davis al tempo del challenge round), la manifestazione è nata nel 1989, a quattro anni dalla scomparsa di Hopman, svolgendosi sempre a Perth (prima al Burswood Dome, fino al 2012, e poi alla Perth Arena dal 2013 al 2019).

Nel 2020, però, la capitale della Western Australia è stata scelta per diventare una delle tre sedi della ATP Cup assieme a Brisbane e Sydney (o meglio, questo è l’arrangiamento tradizionale, perché come noto l’edizione di quest’anno si è svolta interamente a Melbourne per limitare gli spostamenti dei giocatori in virtù della pandemia), segnando di fatto la scomparsa del torneo.

 

Parlando con “Around the Rings, Haggerty ha spiegato che i dettagli saranno annunciati nelle prossime due settimane: “Vogliamo il ritorno della Hopman Cup perché amiamo vedere uomini e donne competere insieme. Molto probabilmente il torneo si disputerà in Europa, anche se abbiamo diverse opzioni […] Stiamo lavorando con diverse aziende e siamo molto vicini a poter fare un annuncio ufficiale in tal senso“.

Solo in tre occasioni uno dei vincitori del torneo ha poi messo a segno la doppietta con l’Australian Open: Monica Seles nel 1991, Serena Williams nel 2003 e Roger Federer nel 2018. Gli Stati Uniti sono la nazione più vincente, avendo conquistato il trofeo sei volte (l’ultima nel 2011), mentre la squadra di casa ha vinto nel 1999 e nel 2016. L’Italia ha partecipato dieci volte, ma senza mai raggiungere la finale: un’eliminazione ai quarti nel 1990 e nove nel round robin, l’ultima nel 2015 con Pennetta/Fognini.

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